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ABF - Diritto Bancario
Le ultime 10 decisioni pubblicate


Contratto di mutuo - Fase delle trattative - Obbligo della Banca di informare sin dalla richiesta il cliente di tutti i requisiti e condizioni per ottenere il credito - Mancanza - Violazione dell’art. 1337 c.c. - Responsabilità precontrattuale - Risarcimento del danno

Durante la fase delle trattative per la concessione di un mutuo, la Banca, pur dovendo assumere la necessaria cautela nella determinazione di erogare il credito, ha tuttavia l’obbligo di informare il cliente, sin dal momento della ricezione della relativa domanda, di tutti i requisiti e condizioni per ottenerlo. Pertanto, il diniego del finanziamento a distanza di oltre tre mesi dalla richiesta del cliente, motivato dalla Banca adducendo l’assenza di un requisito non esplicitato in sede di informazione precontrattuale, è da ritenersi contrario al principio di buona fede nello svolgimento delle trattative e comporta l’obbligo di risarcire il danno da responsabilità precontrattuale. [Nel caso di specie, l’intermediario non aveva informato il cliente, all’atto della ricezione della domanda di finanziamento, della esistenza di elementi ostativi alla concessione del credito, previsti da circolari interne, che in particolare disponevano il divieto di erogare il credito in presenza di rapporti di parentela tra il mutuatario ed il venditore dell’immobile; pertanto, l’ABF ha condannato la Banca al risarcimento del danno conseguente alla differenza tra l’importo della rata prevista dal piano di ammortamento del mutuo non erogato e quello previsto dal piano di ammortamento del mutuo erogato al cliente da altro Intermediario). (Andrea Russo) (riproduzione riservata) ABF Napoli 14 marzo 2018.




Contratti bancari – Conto corrente – Commissione Istruttoria Veloce (C.I.V.) – Introduzione mediante modifica unilaterale delle condizioni contrattuali – Onere della prova di spedizione e ricezione a carico dell’istituto di credito – Mancanza – Ripetizione di indebito

In difetto della prova di spedizione e di ricezione da parte del correntista della proposta di modifica unilaterale delle condizioni contrattuali applicate al conto corrente bancario l’introduzione della Commissione Istruttoria Veloce (C.I.V.) da parte dell’istituto di credito è inefficace e la spesa addebitata in conto corrente a tale titolo è ripetibile. (Eugenia Trovato) (Stefano Maugeri) (riproduzione riservata) ABF Palermo 24 ottobre 2017.




Banche – Mutuo – OTC – Finanziamento – Rischio – Collegamento negoziale – Informazione – Trasparenza – Competenza Abf

Laddove sia in contestazione la validità ed efficacia di un finanziamento erogato dall’istituto di credito per l’acquisto di un prodotto derivato a copertura del rischio di rialzo del tasso in connessione con un mutuo ipotecario a tasso variabile – alla luce del criterio della “prevalente finalità” dell’operazione nel suo complesso che, nel caso di specie, ha natura di finanziamento (e non investimento) - deve ritenersi sussistente la competenza dell’Abf.
Nel merito, stante la natura complessa dei derivati, la consegna al cliente del contratto quadro per operazioni sugli strumenti finanziari OTC non può considerarsi sufficiente per il corretto adempimento dell’obbligo informativo ex art. 21 TUF. Non può, infatti, ritenersi che un’informazione generale delle caratteristiche delle componenti derivate elementari sia sufficiente, senza una dettagliata e puntuale informazione in merito al rischio, alla liquidità del prodotto, alla volatilità del prezzo, non potendosi ritenere ammissibile l’utilizzo di moduli informativi prestampati e standardizzati.
In verità, nel caso di specie, la mancanza di chiarezza e di adeguata informazione attiene all’operazione nel suo complesso, come desumibile dalla circostanza che né nell’ordine di acquisto, né nel contratto quadro si faccia espresso riferimento al fatto che il premio dovuto fosse stato oggetto di finanziamento; tale aspetto, congiuntamente alla mancanza della documentazione contrattuale relativa al finanziamento, rappresenta un’ulteriore conferma del fatto che i clienti non siano stati di fatto posti nelle condizioni di comprendere appieno le modalità concrete di realizzazione dell’operazione e, quindi, la portata dell’impegno restitutorio sugli stessi gravante. Ciò appare peraltro aggravato dal fatto che nella documentazione relativa al rapporto di copertura non vi sia alcun riferimento agli effetti restitutori di una eventuale estinzione anticipata, né alle modalità di calcolo del controvalore del prodotto finanziario.
Conseguenza delle violazioni connesse è che l’intermediario tenga indenne il cliente risparmiatore dal maggior aggravio economico determinato dal suo comportamento. (Laura Albanese) (riproduzione riservata)
ABF Roma 02 febbraio 2017.




Rapporti bancari – Conti e depositi non movimentati inferiori ad euro 258,23 – Spese ed interessi – Circolare ABI 25 febbraio 2005 – Obblighi di buona fede nell’esecuzione del contratto

La legge vigente non dispone il blocco degli interessi e delle spese sui conti aventi un saldo inferiore alle cinquecentomila lire (ora euro 258,23) e non movimentati da oltre un anno; tale previsione è però contemplata nel protocollo d’intesa tra ABI ed associazioni dei consumatori, siglato nel 2005 (contenuto nella Circolare ABI LG/000906 Roma, 25 febbraio 2005) contenente le condizioni generali sui conti correnti, il quale può essere considerato quale fonte interpretativa per gli obblighi di buona fede nell’esecuzione del contratto (art. 1375 cod. civ.) posti a carico delle parti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) ABF Roma 10 settembre 2013.




Sottrazione carta di credito e/o bancomat - Diligenza dell’intermediario nella prestazione del servizio

Sottrazione di carta di credito e/o bancomat - Omessa predisposizione di strumenti per segnalare o bloccare comportamenti anomali - Responsabilità


Ove l’utilizzatore abbia contestato che il numero di operazioni disconosciute evidenzia un’operatività anomala e difforme da quella consueta e che i sistemi della banca non hanno rilevato alcuna anomalia, la diligenza dell’intermediario va valutata ex. art. 1176 comma 2 c.c. (“diligenza dell’accorto banchiere”), con conseguente adozione di tutte le cautele necessarie. (Fabio Benatti) (riproduzione riservata)

L’intermediario che non abbia predisposto idonei strumenti per evidenziare e/o bloccare automaticamente comportamenti anomali non può andare esente da responsabilità. (Fabio Benatti) (riproduzione riservata)
ABF Milano 13 aprile 2015.




Sottrazione carta di credito e/o bancomat - Onere della prova della grave negligenza dell’utilizzatore

La grave negligenza dell’utilizzatore deve essere provata dall’intermediario, il quale è tenuto ad allegare fatti a sostegno delle proprie affermazioni. A riguardo non sono sufficienti mere presunzioni, per cui non è sufficiente limitarsi ad osservare che il breve lasso di tempo intercorso tra il furto e l’utilizzo dello strumento di pagamento confermerebbe il venir meno agli obblighi di custodia separata della carta e del Pin e che le dichiarazioni rese in sede denuncia farebbero presupporre la mancata adozione di misure idonee per la custodia diligente della carta. (Fabio Benatti) (riproduzione riservata) ABF Milano 29 aprile 2015.




TAEG – Assicurazione - Ricorso ABF – Credito al Consumo – applicazione tassi BOT

La questione sottoposta al Collegio verte sulla non corretta determinazione del TAEG alla data di stipula del contratto di finanziamento. In particolare si contesta la mancata inclusione dell’assicurazione nel TAEG da parte della finanziaria.
Tale difformità del TAEG sottoscritto e realmente applicato determina l’applicazione del tasso sostitutivo BOT ex art. 126 bis. (Mario Luigi Bellore) (riproduzione riservata)
ABF Roma 13 marzo 2015.




Leasing traslativo – Risoluzione anticipata – Nullità della clausola

Leasing traslativo – Risoluzione anticipata – Arricchimento indebito – Nullità della clausola


Al leasing traslativo si applica la disciplina di carattere inderogabile di cui all’art. 1526 c.c., la quale comporta, in caso di risoluzione per inadempimento dell’utilizzatore, la restituzione dei canoni già corrisposti e il riconoscimento di un equo compenso in ragione dell’utilizzo dei beni, tale da remunerare il godimento e non ricomprendere anche la quota destinata al trasferimento finale di essi. (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci, Ugo Malvagna) (riproduzione riservata)

Nel caso di risoluzione anticipata del contratto di leasing traslativo, ove il concedente cumulasse il residuo valore del bene con l’importo dei canoni già corrisposti, egli conseguirebbe un arricchimento senza causa, vietato dall’ordinamento giuridico. (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci, Ugo Malvagna) (riproduzione riservata)
ABF Roma 05 dicembre 2014.




Leasing traslativo – Risoluzione anticipata – Nullità della clausola

Leasing traslativo – Risoluzione anticipata – Arricchimento indebito – Nullità della clausola


Al leasing traslativo si applica la disciplina di carattere inderogabile di cui all’art. 1526 c.c., la quale comporta, in caso di risoluzione per inadempimento dell’utilizzatore, la restituzione dei canoni già corrisposti e il riconoscimento di un equo compenso in ragione dell’utilizzo dei beni, tale da remunerare il godimento e non ricomprendere anche la quota destinata al trasferimento finale di essi. (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci, Ugo Malvagna) (riproduzione riservata)

Nel caso di risoluzione anticipata del contratto di leasing traslativo, ove il concedente cumulasse il residuo valore del bene con l’importo dei canoni già corrisposti, egli conseguirebbe un arricchimento senza causa, vietato dall’ordinamento giuridico. (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci, Ugo Malvagna) (riproduzione riservata)
ABF Roma 12 dicembre 2013.




Centrale Rischi - Illegittima segnalazione - Risarcimento del danno - Danno patrimoniale e non patrimoniale - Liquidazione in via equitativa dall'ABF

Con specifico riguardo alla illegittima segnalazione creditizio di un debitore, deve essere risarcito sia il danno non patrimoniale alla persona, anche giuridica, con riguardo ai valori della reputazione dell'onore (essendo anche i soggetti collettivi titolare di diritti della personalità la tutela costituzionale ex articolo 2 della costituzione), sia il danno al patrimonio.

In applicazione di questo principio, l'Arbitro Bancario Finanziario ha liquidato in via equitativa al ricorrente la somma omnicomprensiva di euro 30.000 a titolo di danno patrimoniale e non patrimoniale in considerazione dei divieti di finanziamento allo stesso opposti, della gravità della segnalazione illegittima e della sua persistenza per quasi quattro anni nella Centrale Rischi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
ABF Roma 06 marzo 2015.



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