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ABF - Diritto Bancario
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Estinzione anticipata del finanziamento: diritto del consumatore alla riduzione di tutte le componenti del costo totale del credito e ripetibilità dei costi up front

Estinzione anticipata del finanziamento - Diritto del consumatore alla riduzione di tutte le componenti del costo totale del credito - Costi up front

A seguito della sentenza 11 settembre 2019 della Corte di Giustizia Europea, immediatamente applicabile anche ai ricorsi non ancora decisi, l’art. 125 sexies TUB deve essere interpretato nel senso che, in caso di estinzione anticipata del finanziamento, il consumatore ha diritto alla riduzione di tutte le componenti del costo totale del credito, compresi i costi up front.

Il criterio applicabile per la riduzione dei costi istantanei, in mancanza di una diversa previsione pattizia che sia comunque basata su un principio di proporzionalità, deve essere determinato in via integrativa dal Collegio decidente secondo equità, mentre per i costi recurring e gli oneri assicurativi continuano ad applicarsi gli orientamenti consolidati dell’ABF.

La ripetibilità dei costi up front opera rispetto ai nuovi ricorsi e ai ricorsi pendenti, purché preceduti da conforme reclamo, con il limite della domanda.

Non è ammissibile la proposizione di un ricorso per il rimborso dei costi up front dopo una decisione che abbia statuito sulla richiesta di retrocessione di costi recurring.

“Non è ammissibile la proposizione di un ricorso finalizzato alla retrocessione dei costi up front in pendenza di un precedente ricorso proposto per il rimborso dei costi recurring. (1) (Roberto Marcelli) (riproduzione riservata)
ABF 11 dicembre 2019.




Il rendimento dei buoni postali è quello indicato sul titolo

Buoni postali fruttiferi trentennali - Indicazione del rendimento limitata al ventennio - Applicazione del rendimento indicato per il restante decennio - Affermazione

Il vincolo contrattuale tra emittente e sottoscrittore dei titoli si forma sulla base dei dati risultante dal testo dei buoni di volta in volta sottoscritti. Se per il BFP emesso è stato utilizzato un modulo cartaceo contenente sul retro una tabella con i rendimenti bimestrali attesi fino al ventesimo anno e una indicazione di sintesi sui successivo dieci, va confermato il diritto del sottoscrittore ad ottenere l'applicazione delle condizioni originariamente riportate sul retro dei BFP per quanto concerne il rendimento dal ventunesimo al trentesimo anno successivo a quello di emissione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) ABF Bologna 23 luglio 2019.




Quando i prelievi abusivi avvengono durante l’attesa al telefono per denunciare il furto della carta

Furto bancomat - Prelievi illeciti - Negligente custodia del Pin da parte del titolare - Omessa predisposizione da parte dell’Intermediario di adeguato servizio telefonico di blocco della carta - Concorso di colpa tra titolare ed Intermediario - Applicabilità dell’art.1227, comma 1, c.c.

In tema di servizi di pagamento tramite l’utilizzo di carte elettroniche, l’intermediario, nella organizzazione del proprio servizio di assistenza telefonica è tenuto, in base all’art.8,1° comma, lett.c, del D.Lgs n.11/2010, ad assicurare che siano sempre disponibili strumenti adeguati affinché l’utente dei servizi possa eseguire efficacemente la comunicazione di blocco della carta.

Pertanto, nella ipotesi in cui il titolare lamenti il furto del bancomat e quindi i successivi prelievi illeciti da parte di terzi, occorre valutare da un lato la condotta tenuta dal cliente-ricorrente in relazione ai suoi obblighi di custodia dello strumento di pagamento e dei codici PIN, dall’altro lato la idoneità ed il funzionamento degli apparati messi a disposizione all’intermediario per denunciare il blocco della carta;  all’esito di tale accertamento ben può dichiararsi il concorso di colpa tra le parti ai sensi dell’art. 1227, comma 1, cod.civ., laddove siano emersi dalla istruttoria elementi di responsabilità a carico di entrambe.

[Nel caso di specie, l’ABF ha dichiarato il concorso di colpa in quanto il titolare della carta aveva ammesso di aver conservato il codice PIN della carta di debito nel proprio portafoglio insieme con carta elettronica, ma, accortosi del furto, aveva immediatamente telefonato al servizio di blocco delle carte messo a disposizione dall’intermediario, rimanendo in attesa una prima volta per 10 minuti ed una seconda volta per 19 minuti, durante i quali i malfattori avevano effettuato la maggior parte dei prelievi]. (Andrea Russo) (riproduzione riservata)
ABF Napoli 21 maggio 2019.




Finanziamento con annessa polizza vita obbligatoria: il premio va incluso nel calcolo del TAEG

Contratti bancari – Mutuo – Concesso a dipendente pubblico con delegazione di pagamento – Connessione di polizza assicurativa – Prova dell’obbligatorietà della polizza – Inclusione del costo della polizza obbligatoria nel calcolo del TAEG – Necessità – Affermazione

In presenza di un contratto di finanziamento nel quale le parti hanno indicato come facoltativa la polizza assicurativa abbinata, spetta al mutuatario dimostrare che essa rivesta invece carattere obbligatorio, attraverso presunzioni gravi, precise e concordanti desumibili dal concorso delle seguenti circostanze: - che la polizza abbia funzione di copertura del credito; - che vi sia connessione genetica e funzionale tra finanziamento e assicurazione, nel senso che i due contratti siano stati stipulati contestualmente  e abbiano pari durata; - che l’indennizzo sia stato parametrato al debito residuo. Per contrastare il valore probatorio di tali presunzioni, la resistente è tenuta a fornire elementi di prova di segno contrario, documentando, in via alternativa: - di aver proposto una comparazione dei costi (e del TAEG) da cui risolti l’offerta delle stesse condizioni di finanziamento con o senza polizza; - ovvero di avere offerto condizioni simili, senza la stipula della polizza, ad altri soggetti con il medesimo merito creditizio; - ovvero che sia stato concesso al ricorrente il diritto di recesso dalla polizza, senza costi e senza riflessi sul costo del credito, per tutto il corso del finanziamento.
I premi di polizze assicurative obbligatorie devono essere necessariamente inseriti nel TAEG. Conseguenza della violazione di tale regola è che è nulla la clausola relativa al costo in sé considerata, onde nulla è dovuto per tale titolo, ma è anche nulla la clausola relativa al TAEG che non ha previsto quel costo, con integrazione legale del contratto con applicazione del tasso nominale sostitutivo. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
ABF Milano 13 dicembre 2018.




Se la banca non prova la facoltatività della polizza sul mutuo, il TAEG convenuto è nullo

Contratti bancari – Mutuo – Polizza assicurativa del finanziamento – Natura obbligatoria – Mezzi di prova – Nullità del TAEG contrattuale – Affermazione – Obbligo di rimborso dei maggiori interessi incassati – Sussiste – Obbligo di rimborso di commissioni e premi di polizza – Esclusione

Nel caso in cui il mutuatario contesti la difformità tra il TAEG indicato nel contratto e quello effettivo, premesso che in presenza di un contratto di finanziamento nel quale le parti hanno indicato come facoltativa la polizza assicurativa abbinata, spetta al mutuatario dimostrare che essa rivesta invece carattere obbligatorio, quantomeno nel senso che la conclusione del contratto di assicurazione abbia costituito un requisito necessario per ottenere il credito alle condizioni concretamente offerte, è consentito al ricorrente assolvere all’onere della priva attraverso presunzioni gravi, precise e concordanti desumibili dal concorso delle seguenti circostanze: - che la polizza abbia funzione di copertura del credito; - che vi sia connessione genetica e funzionale tra finanziamento e assicurazione, nel senso che i due contratti siano stati stipulati contestualmente e abbiano pari durata; che l’indennizzo sia stato parametrato al debito residuo. Per contrastare oil valore probatorio di tali presunzioni la resistente è tenuta a fornire elementi di prova di segno contrario attinenti alla fase di formazione del contratto, in particolare documentando, in via alternativa: - di aver proposto al ricorrente una comparazione dei costi (e del TAEG) da cui risulti l’offerta delle stesse condizioni di finanziamento con o senza polizza; - ovvero di avere offerto condizioni simili, senza la stipula della polizza, ad altri soggetti con il medesimo merito creditizio; - ovvero che sia stato concesso al ricorrente il diritto di recesso dalla polizza, senza costi e senza riflessi sul costo del credito, per tutto il corso del finanziamento.

Qualora, a fronte della prova dell’obbligatorietà della polizza offerta dal ricorrente, non risultino integrate le condizioni di segno contrario sopra descritte, si deve ritenere nulla la disposizione afferente il TAEG con conseguente sostituzione automatica del tasso contrattuale con il tasso nominale minimo dei Buoni del Tesoro emessi nei dodici mesi precedenti la conclusione del contratto.

L’intermediario è tenuto a rimborsare un importo pari alla differenza tra il totale degli interessi già corrisposti e quelli che si assumono maturati sulla base del nuovo piano di ammortamento effettuato sulla base del tasso sostitutivo.

Alla nullità della clausola relativa alla determinazione del TAEG non consegue la nullità dell’intero contratto, ovvero la nullità delle pattuizioni che prevedono voci commissioni e/o il premio per le coperture azionate. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
ABF Torino 27 febbraio 2018.




Il superamento del tasso soglia colpisce anche i premi assicurativi

Usura – Tasso soglia – Nullità – Primi assicurativi

Una volta verificato il superamento del tasso soglia rilevante ai fini dell’usura genetica, in virtù della corretta interpretazione del secondo comma dell’art. 1815 cod. civ. – letto in connessione con il quarto comma dell’art. 644 cod. pen. – che sancisce la nullità della clausola, restano colpiti non solo gli interessi propriamente intesi, ma tutti gli oneri e le spese inclusi nel calcolo del TEG, compresi i premi assicurativi, escluse imposte e tasse, che, pertanto, debbono essere restituiti al mutuatario. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) ABF 16 maggio 2018.




Contratto di mutuo e responsabilità precontrattuale

Contratto di mutuo - Fase delle trattative - Obbligo della Banca di informare sin dalla richiesta il cliente di tutti i requisiti e condizioni per ottenere il credito - Mancanza - Violazione dell’art. 1337 c.c. - Responsabilità precontrattuale - Risarcimento del danno

Durante la fase delle trattative per la concessione di un mutuo, la Banca, pur dovendo assumere la necessaria cautela nella determinazione di erogare il credito, ha tuttavia l’obbligo di informare il cliente, sin dal momento della ricezione della relativa domanda, di tutti i requisiti e condizioni per ottenerlo. Pertanto, il diniego del finanziamento a distanza di oltre tre mesi dalla richiesta del cliente, motivato dalla Banca adducendo l’assenza di un requisito non esplicitato in sede di informazione precontrattuale, è da ritenersi contrario al principio di buona fede nello svolgimento delle trattative e comporta l’obbligo di risarcire il danno da responsabilità precontrattuale. [Nel caso di specie, l’intermediario non aveva informato il cliente, all’atto della ricezione della domanda di finanziamento, della esistenza di elementi ostativi alla concessione del credito, previsti da circolari interne, che in particolare disponevano il divieto di erogare il credito in presenza di rapporti di parentela tra il mutuatario ed il venditore dell’immobile; pertanto, l’ABF ha condannato la Banca al risarcimento del danno conseguente alla differenza tra l’importo della rata prevista dal piano di ammortamento del mutuo non erogato e quello previsto dal piano di ammortamento del mutuo erogato al cliente da altro Intermediario). (Andrea Russo) (riproduzione riservata) ABF Napoli 14 marzo 2018.




Commissione Istruttoria Veloce e prova della ricezione da parte del cliente della proposta di modifica unilaterale delle condizioni contrattuali

Contratti bancari – Conto corrente – Commissione Istruttoria Veloce (C.I.V.) – Introduzione mediante modifica unilaterale delle condizioni contrattuali – Onere della prova di spedizione e ricezione a carico dell’istituto di credito – Mancanza – Ripetizione di indebito

In difetto della prova di spedizione e di ricezione da parte del correntista della proposta di modifica unilaterale delle condizioni contrattuali applicate al conto corrente bancario l’introduzione della Commissione Istruttoria Veloce (C.I.V.) da parte dell’istituto di credito è inefficace e la spesa addebitata in conto corrente a tale titolo è ripetibile. (Eugenia Trovato) (Stefano Maugeri) (riproduzione riservata) ABF Palermo 24 ottobre 2017.




Finanziamento erogato dall’istituto di credito per l’acquisto di un prodotto derivato a copertura del rischio di rialzo del tasso

Banche – Mutuo – OTC – Finanziamento – Rischio – Collegamento negoziale – Informazione – Trasparenza – Competenza Abf

Laddove sia in contestazione la validità ed efficacia di un finanziamento erogato dall’istituto di credito per l’acquisto di un prodotto derivato a copertura del rischio di rialzo del tasso in connessione con un mutuo ipotecario a tasso variabile – alla luce del criterio della “prevalente finalità” dell’operazione nel suo complesso che, nel caso di specie, ha natura di finanziamento (e non investimento) - deve ritenersi sussistente la competenza dell’Abf.
Nel merito, stante la natura complessa dei derivati, la consegna al cliente del contratto quadro per operazioni sugli strumenti finanziari OTC non può considerarsi sufficiente per il corretto adempimento dell’obbligo informativo ex art. 21 TUF. Non può, infatti, ritenersi che un’informazione generale delle caratteristiche delle componenti derivate elementari sia sufficiente, senza una dettagliata e puntuale informazione in merito al rischio, alla liquidità del prodotto, alla volatilità del prezzo, non potendosi ritenere ammissibile l’utilizzo di moduli informativi prestampati e standardizzati.
In verità, nel caso di specie, la mancanza di chiarezza e di adeguata informazione attiene all’operazione nel suo complesso, come desumibile dalla circostanza che né nell’ordine di acquisto, né nel contratto quadro si faccia espresso riferimento al fatto che il premio dovuto fosse stato oggetto di finanziamento; tale aspetto, congiuntamente alla mancanza della documentazione contrattuale relativa al finanziamento, rappresenta un’ulteriore conferma del fatto che i clienti non siano stati di fatto posti nelle condizioni di comprendere appieno le modalità concrete di realizzazione dell’operazione e, quindi, la portata dell’impegno restitutorio sugli stessi gravante. Ciò appare peraltro aggravato dal fatto che nella documentazione relativa al rapporto di copertura non vi sia alcun riferimento agli effetti restitutori di una eventuale estinzione anticipata, né alle modalità di calcolo del controvalore del prodotto finanziario.
Conseguenza delle violazioni connesse è che l’intermediario tenga indenne il cliente risparmiatore dal maggior aggravio economico determinato dal suo comportamento. (Laura Albanese) (riproduzione riservata)
ABF Roma 02 febbraio 2017.




Addebito di spese sui conti non movimentati e buona fede nell’esecuzione del contratto

Rapporti bancari – Conti e depositi non movimentati inferiori ad euro 258,23 – Spese ed interessi – Circolare ABI 25 febbraio 2005 – Obblighi di buona fede nell’esecuzione del contratto

La legge vigente non dispone il blocco degli interessi e delle spese sui conti aventi un saldo inferiore alle cinquecentomila lire (ora euro 258,23) e non movimentati da oltre un anno; tale previsione è però contemplata nel protocollo d’intesa tra ABI ed associazioni dei consumatori, siglato nel 2005 (contenuto nella Circolare ABI LG/000906 Roma, 25 febbraio 2005) contenente le condizioni generali sui conti correnti, il quale può essere considerato quale fonte interpretativa per gli obblighi di buona fede nell’esecuzione del contratto (art. 1375 cod. civ.) posti a carico delle parti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) ABF Roma 10 settembre 2013.



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