Massimario

Art. 161


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Concordato preventivo - Abuso dello strumento processuale - Domanda di concordato con riserva - Decorrenza del termine di un anno ex articolo 10 L.F. per la dichiarazione di fallimento.

È ravvisabile l'abuso dello strumento concordatario qualora la domanda di concordato con riserva venga presentata allo scopo di evitare la dichiarazione di fallimento per decorso del termine di un anno di cui all'articolo 10 L.F. dalla cancellazione o dalla cessazione dell'attività dell'imprenditore individuale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Rovigo 27 marzo 2014



Concordato con riserva - Domanda di omologa di accordo di ristrutturazione dei debiti - Applicazione delle prescrizioni limitative e del controllo previsto dalle norme in tema di concordato con riserva - Condotte rilevanti ai sensi dell'articolo 173 L.F..

Il richiamo contenuto nel terzo comma dell'articolo 182 bis L.F. agli effetti tipici che conseguono al deposito del ricorso per concordato con riserva di cui all'articolo 161, comma 6, L.F. deve intendersi riferito anche alle prescrizioni limitative e al controllo di vigilanza degli organi della procedura. Pertanto, qualora al deposito del ricorso per concordato con riserva faccia seguito la domanda di omologa di un accordo di ristrutturazione dei debiti, i limiti tipici della procedura del concordato con riserva e la vigilanza degli organi della procedura tramite il commissario giudiziale eventualmente nominato (ivi compresa la possibilità di evidenziare condotte rilevanti ai sensi dell'articolo 173 L.F.) spiegheranno i loro effetti e si protrarranno sino all'omologa dell'accordo di ristrutturazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Velletri 20 marzo 2014



Concordato preventivo – Domanda in bianco – Atti urgenti di straordinaria amministrazione – Stipula contratto di locazione – Sussistenza – Spese trasloco magazzino – Esclusione.

Concordato preventivo con riserva – Imposizione di vincoli alla utilizzazione delle risorse patrimoniali della società – Esclusione.

La stipula del contratto di locazione commerciale costituisce atto di straordinaria amministrazione soggetto ad autorizzazione ex art. 161, comma 7, L.F., mentre il sostenimento delle spese necessarie al trasloco del magazzino, così come i canoni dovuti secondo le pattuizioni del contratto, una volta autorizzato, configurano atti di ordinaria amministrazione. (Filippo Lo Presti) (riproduzione riservata)
 
Non rientra tra i poteri del tribunale quello di imporre vincoli alla utilizzazione delle somme disponibili sui conti correnti dell'impresa ricorrente, ferma la responsabilità di quest'ultima in ordine alla destinazione data a dette somme. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Padova 26 febbraio 2014




Concordato preventivo - Mutamento delle condizioni di fattibilità del piano - Avviso ai creditori ex articolo 179, comma 2, L.F. - Applicazione anche nel caso di modificazioni migliorative della proposta.

Il secondo comma dell'articolo 179 L.F., secondo il quale "Quando il commissario rileva, dopo l'approvazione del concordato, che sono mutate le condizioni di fattibilità del piano, ne da avviso al creditori, i quali possono costituirsi nel giudizio di omologazione fino all'udienza di cui all'articolo 180 per modificare il voto." introduce la possibilità di esaminare e sottoporre ai creditori non solo modifiche peggiorative, ma anche migliorative. Deve, pertanto, considerarsi corretto il comportamento del commissario giudiziale che abbia ritenuto di sottoporre eventuali miglioramenti alla proposta ai creditori dissenzienti, per consentire loro di rimeditare la scelta di voto in funzione delle migliorie introdotte al piano, ovvero alle sue condizioni di fattibilità, come la citata norma testualmente recita. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Firenze 10 febbraio 2014



Concordato preventivo - Mutamento delle condizioni di fattibilità del piano - Previsione del secondo comma dell'articolo 179 L.F. - Informazione al tribunale del mutamento delle condizioni - Esclusione - Interpretazione della disposizione - Effetti.

Il secondo comma dell'articolo 179 L.F., secondo il quale "Quando il commissario rileva, dopo l'approvazione del concordato, che sono mutate le condizioni di fattibilità del piano, ne da avviso al creditori, i quali possono costituirsi nel giudizio di omologazione fino all'udienza di cui all'articolo 180 per modificare il voto." esclude che il tribunale debba avere notizia dell'eventuale mutamento delle condizioni di fattibilità del piano, il che lascia implicitamente intendere che l'organo giudiziario di tali aspetti non debba occuparsene nemmeno in precedenza, solo così potendosi giustificare la sua indifferenza rispetto al mutamento di dati altrimenti potenzialmente rilevanti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Firenze 10 febbraio 2014



Concordato preventivo - Modifiche di carattere migliorativo alla proposta - Nuova attestazione - Necessità - Esclusione.

Qualora alla proposta di concordato vengano apportate modifiche di carattere migliorativo, in tal senso valutate dal commissario giudiziale, non è necessario produrre una seconda relazione di attestazione ex articolo 161, comma 3, ultima parte L.F.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Firenze 10 febbraio 2014



Concordato preventivo - Valutazione prognostica in ordine alla possibilità di incassare determinati crediti - Valutazione riservata esclusivamente ai creditori - Corretta informazione - Necessità.

La questione relativa alla possibilità di incassare determinati crediti nel termine e nella misura indicati nella proposta non rientra nell'ambito del controllo di legittimità sul giudizio di fattibilità di competenza del tribunale. La valutazione in ordine alle effettive e concrete probabilità di incasso dei crediti rientra, infatti, in una valutazione di carattere economico e di merito della fattibilità del piano rimessa esclusivamente ai creditori. Il giudice, in sostanza, non può esercitare un controllo sulla prognosi di realizzabilità dell'attivo nei termini indicati dall'imprenditore, esulando detta prognosi dalla causa del concordato ed essendo rimessa alla valutazione dei creditori quali diretti interessati, una volta assicurata la corretta trasmissione dei dati ed acquisite le indicazioni del commissario giudiziale, nell'esercizio delle funzioni di controllo e di consulenza da lui svolte nella veste di ausiliario del giudice. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Firenze 10 febbraio 2014



Concordato preventivo - Previsione di una clausola di esdebitazione - Assunzione del rischio di inadempimento alle percentuali promesse.

La previsione, nella proposta di concordato, di una clausola di esdebitazione comporta l'assunzione a carico del debitore del rischio del mancato rilevante adempimento alla proposta nelle percentuali promesse ai creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Firenze 10 febbraio 2014



Concordato preventivo – Società unipersonale – Socio ente pubblico – Assoggettabilità alla procedura di concordato preventivo – Requisiti – Sussistenza congiunta.

L’assoggettabilità alla procedura di concordato preventivo di una società partecipata da un unico ente pubblico deriva dalla sussistenza congiunta di tre requisiti: l’esistenza di una società in house (id est la natura esclusivamente pubblica dei soci), l’esercizio dell’attività in prevalenza a favore dei soci stessi e la sottoposizione ad un controllo corrispondente a quello esercitato dagli enti pubblici sui propri uffici. La mancanza anche di uno solo di tali requisiti consente l’applicabilità dell’art. 161 l.fall.. (Antonio Fico) (riproduzione riservata) Tribunale Nola 30 gennaio 2014



Concordato preventivo - Controllo sulla fattibilità giuridica - Esame degli atti che mettono a disposizione gli apporti dei terzi - Necessità.

Nel giudizio di omologa del concordato preventivo spetta al Tribunale il controllo sulla “fattibilità giuridica” del piano concordatario: tale verifica si realizza (anche) esaminando gli atti coi quali gli apporti dei terzi sono messi a disposizione degli organi della procedura per la loro liquidazione. (Giovanni Fanticini) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia 27 gennaio 2014



Concordato preventivo - Concordato con riserva - Atti legalmente compiuti dal debitore nel termine concesso dal tribunale - Tutela dell'affidamento dei terzi e della certezza dei rapporti giuridici - Omesso deposito della domanda completa di concordato - Irrilevanza.

L’art. 161, co. 7 l.f., laddove stabilisce che “dopo il deposito del ricorso e fino al decreto di cui all'articolo 163 il debitore può compiere gli atti urgenti di straordinaria amministrazione previa autorizzazione del tribunale, il quale può assumere sommarie informazioni e deve acquisire il parere del commissario giudiziale, se nominato. Nello stesso periodo e a decorrere dallo stesso termine il debitore può altresì compiere gli atti di ordinaria amministrazione. I crediti di terzi eventualmente sorti per effetto degli atti legalmente compiuti dal debitore sono prededucibili ai sensi dell'articolo 111”, non deve intendersi nel senso che quel rango prededucibile sia condizionato all’effettivo deposito della proposta completa di concordato preventivo entro il termine assegnato dal Tribunale, poichè, così facendosi, una condotta omissiva del debitore verrebbe ad incidere negativamente (e retroattivamente) non già sul debitore medesimo, bensì sui terzi che incolpevolmente avevano fatto affidamento sulla prededucibilità riconosciuta dalla legge ai loro crediti, in quanto sorti per effetto degli “atti legalmente compiuti” dal debitore (i.e. atti di ordinaria amministrazione ed atti urgenti di straordinaria amministrazione autorizzati dal tribunale), con conseguente pregiudizio alla certezza dei rapporti giuridici e depotenziamento della fiducia nel modulo pre-concordatario, su cui il legislatore delle riforme ha invece fatto leva per il rilancio delle soluzioni concordate della crisi di impresa. Tribunale Terni 17 gennaio 2014



Concordato preventivo - Fattibilità della proposta - Controllo del tribunale - Contenuto.

Concordato preventivo - Revoca del concordato ex articolo 173 L.F. - Attività di gran lunga superiori al fabbisogno concordatario - Irrilevanza di condotte omissive in ordine a voci del passivo e della eventuale erronea informazione dei creditori.

Concordato preventivo - Fattibilità giuridica della proposta - Compatibilità con norme inderogabili - Valutazione in concreto caso per caso.

Concordato preventivo - Trust - Compatibilità - Attività messe a disposizione da un terzo.

In tema di fattibilità della proposta di concordato preventivo, rientrano nell'ambito del controllo riservato al tribunale la correttezza e la coerenza delle argomentazioni svolte e delle motivazioni addotte dal professionista a sostegno del giudizio di fattibilità del piano, l'eventuale impossibilità giuridica di dare esecuzione, sia pure parziale, alla proposta di concordato, nonché l'eventuale inidoneità della medesima, se emergente prima facie, a soddisfare in qualche misura i crediti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Qualora il valore delle attività messe a disposizione della procedura di concordato preventivo (nel caso di specie da un terzo) sia nettamente superiore al fabbisogno concordatario, deve essere esclusa la possibilità di ritenere che le condotte omissive poste in essere dal debitore possano portare ad una erronea informazione dei creditori o integrare la fattispecie della dolosa pretermissione di voci del passivo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

La fattibilità giuridica della proposta deve essere intesa nel senso della compatibilità della medesima a norme giuridiche inderogabili, da valutarsi tenendo conto del contenuto della proposta stessa e delle finalità perseguite; i margini di intervento del giudice chiamato alla verifica in questione non sono, pertanto, identificabili a priori ed in astratto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Qualora la proposta di concordato preventivo si fondi anche sul ricavato dalla liquidazione di beni costituiti in trust di proprietà di un terzo, non si pongono i problemi di compatibilità dell'istituto del trust con la clausola di salvaguardia di cui all'articolo 15, lettera e) della convenzione dell'Aja 1 luglio 1985 e quindi di sottrazione agli organi della procedura concorsuale dei beni che costituiscono la garanzia patrimoniale del debitore. (Nel caso di specie la proposta destinava alla soddisfazione dei creditori concordatari il 15% del ricavato dalla liquidazione dei beni costituiti in trust da un terzo). (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Pescara 17 gennaio 2014




Società cd. in house - Assoggettabilità a procedura concorsuale - Fattispecie in tema di concordato preventivo con riserva.

In difetto di diversa qualificazione legislativa, deve ritenersi valido il principio generale della assoggettabilità alle procedure concorsuali delle imprese che abbiano assunto la forma societaria iscrivendosi nell'apposito registro e quindi volontariamente assoggettandosi alla disciplina privatistica. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Modena 10 gennaio 2014



Atti di destinazione per interessi meritevoli di tutela - Valutazione della meritevolezza - Rilevanza della causa dell'atto e della mera liceità - Comparazione degli interessi coinvolti.

La valutazione di meritevolezza dell'interesse di cui all'articolo 2645 ter c.c. deve essere effettuata non solo con riferimento agli effetti dell'atto costitutivo del vincolo di destinazione ma anche con riferimento alla sua causa. Va, inoltre, precisato che il richiamo all'articolo 1322 c.c. non consente di individuare la meritevolezza unicamente nell'ambito della pubblica utilità o della solidarietà sociale e che la mera liceità dell'atto non rende di per sé l'atto meritevole di tutela, dovendosi, invece, a tal fine comparare l'interesse realizzato mediante l'atto di destinazione con quello dei soggetti che da tale atto subiscono eventuali pregiudizi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Trieste 19 dicembre 2013



Vincolo di destinazione per interessi meritevoli di tutela - Vincolo sui beni del debitore che richiede l'accesso alla procedura di concordato preventivo - Illegittimità - Fattispecie.

Non è meritevole di tutela ai sensi degli articoli 2645 ter e 1322 c.c. l'atto costitutivo di un vincolo di destinazione sui beni del debitore che chiede l'accesso alla procedura di concordato preventivo nell'ipotesi in cui il vincolo sia istituito a favore dei soli creditori risultante delle scritture contabili e che limiti la costituzione di cause legittime di prelazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Trieste 19 dicembre 2013



Trust - Funzione di garanzia di adempimento di un'obbligazione - Trasferimento della proprietà - Esclusione - Applicazione dell'imposta di registro in misura fissa.

Ha funzione di garanzia e non traslativa - con conseguente applicazione dell'imposta di registro in misura fissa - il trust che abbia come scopo non il trasferimento di proprietà e ricchezze da disponente a trustee, bensì quello di segregare determinati beni per garantire l'adempimento di una obbligazione, con facoltà per il creditore di alienare detti beni qualora il disponente non adempia all’obbligazione e dovere di restituzione dei medesimi al termine della durata del trust in caso di adempimento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Commissione tributaria provinciale Padova 19 dicembre 2013



Concordato preventivo con riserva - Termine fissato dal tribunale per il deposito della proposta, del piano e della documentazione - Sospensione feriale dei termini - Esclusione dalla sospensione dei termini relativi agli obblighi informativi di cui all'articolo 161, comma 8, L.F..

L’apertura della procedura di concordato preventivo non priva l’imprenditore della gestione sociale, ponendo nel contempo a suo carico l’obbligo di dare conto al tribunale ed ai creditori delle attività svolte. Tale incombente è attività propria dell’imprenditore, per cui non riveste natura di attività processuale, non richiede l’intervento di professionisti e non può ritenersi sottoposto alla sospensione dei termini feriali, diversamente dalla richiesta di proroga del termine per la presentazione del piano e della relativa documentazione. (Elisabetta Malagoli, Pier Giorgio Cecchini) (riproduzione riservata) Appello Bologna 18 dicembre 2013



Concordato preventivo – Impossibilità di pagare una minima percentuale ai creditori chirografari – Impossibilità di soddisfare la causa concreta della proposta – Inammissibilità.

Nel concordato preventivo, l’impossibilità di soddisfare anche solo in una percentuale minima il ceto creditorio chirografario impedisce di operare una valutazione positiva sulla fattibilità economica del piano concordatario, ovvero la idoneità a soddisfarne la causa concreta. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Rovigo 03 dicembre 2013



Concordato preventivo - Falcidia dei creditori muniti di privilegio, pegno o ipoteca - Verifica dei presupposti di cui all'articolo 160, comma 2, L.F. - Potere del tribunale - Sussistenza.

Compete al tribunale la verifica dei requisiti previsti dall'articolo 160, comma 2, L.F. perché il piano di concordato possa prevedere la soddisfazione dei creditori muniti di privilegio, pegno o ipoteca in misura non inferiore a quella realizzabile in caso di liquidazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Rovigo 27 novembre 2013



Concordato preventivo - Falcidia dei creditori muniti di privilegio, pegno o ipoteca - Verifica dei presupposti di cui all'articolo 160, comma 2, L.F. - Comparazione con le ordinarie procedure esecutive individuali.

Il parametro in base al quale il tribunale deve verificare la sussistenza dei requisiti previsti dall'articolo 160, comma 2, L.F. per la falcidia dei creditori muniti di ipoteca è costituito dalla somma ricavabile attraverso le ordinarie procedure esecutive individuali. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Rovigo 27 novembre 2013



Concordato preventivo - Esame di istanza di fallimento - Ammissibilità - Diritto del debitore di proporre una procedura concorsuale alternativa - Sussistenza - Rapporto tra richiesta di fallimento e concordato con il server - Ipotesi di precedenza accordata alla dichiarazione di fallimento.

E' ammissibile l’esame dell’istanza di fallimento da parte del tribunale, con potenziale accoglimento della stessa, pur in pendenza della procedura concordataria ovvero del termine concesso ex art. 161, sesto comma, l.fall.. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)

La facoltà per il debitore di proporre una procedura concorsuale alternativa al suo fallimento non rappresenta un fatto impeditivo alla relativa dichiarazione, ma una semplice esplicazione del diritto di difesa del debitore, che non potrebbe comunque "disporre unilateralmente e potestativamente dei tempi del procedimento fallimentare", venendo così a paralizzare le iniziative recuperatorie del curatore e ad incidere negativamente sul principio costituzionale della ragionevole durata del processo. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)

La pendenza della procedura concordataria, anche nella forma di concordato con riserva, non rappresenta un ostacolo assoluto alla dichiarazione di fallimento, che pertanto non è impedita dal divieto generale di cui all’art. 168, primo comma, l. fall., quand'anche tale eventualità deve ritenersi assolutamente eccezionale, per le ipotesi in cui la domanda di concordato  alternativamente: i) non sia rituale e completa, ai sensi degli artt. 160 e 161 L.Fall.; ii) configuri una evidente forma di abuso dello strumento concordatario, anche attraverso condotte penalmente sanzionabili; iii) pregiudichi, definitivamente e in concreto, una più proficua liquidazione fallimentare, in danno della massa dei creditori. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)

Possono valutarsi elementi che impongono l’esercizio del potere/dovere del tribunale di procedere all’esame dell’istanza di fallimento, pur in pendenza di procedura concordataria: la durata della procedura prefallimentare, l’allegazione da parte del Pubblico ministero di condotte distrattive addebitate agli amministratori, la cancellazione della società eseguita in presenza di rimanenze attive (es. immobili non liquidati) e la prossimità del compimento del termine di cui all’art. 10 l.fall.. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)
Tribunale Cuneo 22 novembre 2013




Concordato preventivo - Esistenza di crediti contestati - Necessaria indicazione della proposta - Informazione dei creditori.

La sussistenza di crediti oggetto di contestazione giudiziale impone alla società proponente il concordato preventivo - anche quando ritenga le relative pretese prive di fondamento - di farne espressa menzione nella proposta (eventualmente istituendo apposita classe ad essi riservata), assolvendo tale adempimento, sul quale il tribunale deve svolgere il controllo critico ai fini della regolarità della procedura e della valutazione dell’ammissibilità della proposta, ad una fondamentale esigenza di informazione dell’intero ceto creditorio. (Salvatore Nicolosi) (riproduzione riservata) Tribunale Catania 21 novembre 2013



Concordato con riserva - Abuso del diritto - Fattispecie.

È ravvisabile un abuso nel ricorso al concordato preventivo con riserva previsto dall'articolo 161, comma 6, L.F. qualora l'imprenditore depositi il ricorso producendo copie inattendibili dei bilanci, ometta la produzione della delibera dell'organo di gestione prevista dall'articolo 152 L.F. e rinunci a spiegare qualsiasi difesa nell'ambito del procedimento per dichiarazione di fallimento pendente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Nocera Inferiore 21 novembre 2013



Concordato preventivo in continuità aziendale – Causa concreta ed eccessiva durata dei tempi di adempimento – Incompatibilità con i dettami della Legge Pinto – Controllo di legittimità del Tribunale – Declaratoria di inammissibilità giuridica.

La causa concreta del concordato, intesa come funzione economica del medesimo, si invera necessariamente nel superamento della crisi, attraverso il soddisfacimento dei creditori in misura apprezzabile, in una qualsivoglia forma giuridicamente percorribile ed in un lasso di tempo ragionevolmente breve. Una anomala dilatazione della tempistica di acquisizione della liquidità necessaria per il pagamento dei creditori concorsuali è incompatibile persino con i dettami della Legge Pinto e si smarca a priori da qualsivoglia sindacato di convenienza del risultato economico conseguibile dai creditori, dovendosi ritenere che un pagamento eccessivamente dilazionato equivalga ad un “non pagamento”. Ne deriva la valutazione di inammissibilità giuridica del concordato. (Vittoria Fiume) (riproduzione riservata) Tribunale Siracusa 15 novembre 2013



Concordato preventivo liquidatorio – Fusione d’azienda in ambito endoconcordatario – Ammissibilità in astratto – Controllo di legittimità del Tribunale e verifica in concreto della sua compatibilità con la fattibilità giuridica del piano.

La fusione d’azienda è ammissibile quale modalità attuativa del concordato preventivo liquidatorio. Qualora tuttavia la fusione concretamente proposta nel piano rechi variabili attuative impronosticabili quanto agli esiti, sì da non consentire l’effettiva realizzabilità della causa concreta della procedura di concordato, e da non garantire il soddisfacimento, anche in misura ridotta, dei creditori chirografari, il controllo di legittimità del Tribunale, per come risultante all’esito della pronuncia delle S.U. n. 1521 del 23 gennaio 2013, impone la declaratoria di inammissibilità del concordato. (Vittoria Fiume) (riproduzione riservata) Tribunale Siracusa 13 novembre 2013



Concordato con continuità aziendale - Affitto di azienda in esercizio precedente alla domanda di concordato - Prosecuzione dell'attività per mezzo dell’affittuario dell'azienda, senza obbligo di acquisto - Fattispecie di cui all'articolo 186 bis L.F. - Insussistenza.

Ove l’imprenditore abbia concesso in affitto la propria azienda in epoca precedente alla presentazione della proposta concordataria – avanzata ai sensi dell’art. 186 bis L.F. – e in quest’ultima si preveda la prosecuzione dell’attività per mezzo dell’affittuario della stessa azienda, senza che sia contestualmente previsto un obbligo di acquisto a suo carico entro un dato termine, non può trovare applicazione la speciale disciplina dettata dall’art. 186 bis L.F., non potendo qualificarsi la fattispecie come concordato con continuità aziendale. (Salvatore Saija) (Riproduzione riservata) Tribunale Patti 12 novembre 2013



Concordato preventivo con riserva - Contemporanea pendenza del procedimento per dichiarazione di fallimento - Discrezionalità del giudice limitata alla determinazione ed alla proroga dei termini per il deposito del piano.

In tema di rapporti tra procedimento per dichiarazione di fallimento e di concordato preventivo con riserva, la normativa dettata dall'articolo 161 L.F. attribuisce al giudice un potere discrezionale esclusivamente in ordine alla determinazione dei termini per il deposito del piano ma soggetto al vincolo dell'esercizio del diritto del debitore a coltivare l'ipotesi concordataria. (1) (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Terni 08 novembre 2013



Concordato preventivo con riserva - Omesso deposito del piano e della documentazione nel termine fissato - Assenza di istanze o richieste di fallimento - Inammissibilità della procedura di concordato con riserva -  Proponibilità della domanda di concordato.

Il tribunale, a fronte del mancato deposito della proposta, del piano e della documentazione prescritta dall’art. 160, commi 2 e 3, L.Fall. entro il termine fissato ai sensi dell'articolo 161, comma 6, deve convocare il debitore in camera di consiglio e, in mancanza di istanze o richieste di fallimento, dichiarare semplicemente “inammissibile” la procedura di concordato con riserva, come si desume dal combinato disposto degli artt. 161, comma 6, e 162, comma 2, L.Fall., nonchè  dell’art. 161, comma 9, L.Fall., il quale in tal caso esplicitamente esclude, per i due anni successivi, l’ammissibilità di “altra domanda ai sensi del medesimo sesto comma” (concordato con riserva), ferma restando, dunque, la proponibilità di una vera e propria domanda di concordato preventivo, completa di tutti i suoi elementi, ex art. 161, commi 1, 2 e 3, L.Fall.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Terni 08 novembre 2013



Concordato preventivo - Giudizio di omologazione - Sindacato del giudice sulla fattibilità economica - Limiti - Sindacato esteso a rilievi di carattere valutativo e prognostico - Esclusione.

In sede di giudizio di omologazione del concordato preventivo, il sindacato del giudice è limitato alla verifica della sussistenza o meno di un’assoluta e manifesta non attitudine del piano di concordato a raggiungere gli obiettivi prefissati. Pertanto il sindacato del giudice non si estende alla fattibilità economica quando la sua analisi comporti rilievi di carattere prognostico, per loro natura opinabili e suscettibili di errore. È dunque di esclusiva competenza dei creditori la valutazione circa la probabilità che si realizzino o meno eventi determinanti per il successo del piano di soluzione della crisi. (Margherita Falagiani) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I 06 novembre 2013



Concordato preventivo - Fattibilità - Sindacato del giudice - Verifica diretta del presupposto - Distinzione tra fattibilità giuridica e fattibilità economica.

La fattibilità, intesa come prognosi di concreta realizzabilità del piano concordatario, è presupposto di ammissibilità del concordato, sul quale il giudice deve pronunciarsi esercitando un sindacato che non è "di secondo grado", che non si esercita, cioè, sulla sola completezza e congruità logica dell'attestazione del professionista di cui all’articolo 161, comma 3, L.F., ma consiste nella verifica diretta del presupposto stesso, con la precisazione che la fattibilità si distingue in fattibilità giuridica, intesa come non incompatibilità del piano con norme inderogabili, e fattibilità economica, intesa come realizzabilità nei fatti del medesimo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I 06 novembre 2013



Concordato preventivo - Sindacato sulla fattibilità giuridica - Natura sostanzialmente illimitata - Fattibilità economica - Natura prognostica e opinabile con margini di errore - Sindacato riservato ai creditori.

Mentre il sindacato del giudice sulla fattibilità giuridica non ha particolari limiti, quello sulla fattibilità economica richiede, invece, valutazioni prognostiche fisiologicamente opinabili e comportanti un margine di errore, nel che è insito anche un margine di rischio del quale è ragionevole siano arbitri i soli creditori, in coerenza con l'impianto generale prevalentemente contrattualistico dell'istituto del concordato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I 06 novembre 2013



Concordato preventivo - Profilo della fattibilità economica riservato al giudice - Assoluta e manifesta non attitudine del piano a raggiungere gli obiettivi prefissati - Realizzazione della causa concreta del concordato.

Con riferimento alla fattibilità economica, è individuabile un solo profilo su cui si esercita il sindacato officioso dal giudice (fermo, ovviamente, il controllo della completezza e correttezza dei dati informativi forniti dal debitore ai creditori, con la proposta di concordato e i documenti allegati, ai fini della consapevole espressione del loro voto): quello della verifica della sussistenza o meno di un’assoluta, manifesta non attitudine del piano presentato dal debitore a raggiungere gli obbiettivi prefissati, ossia a realizzare la causa concreta del concordato, individuabile caso per caso in riferimento alle specifiche modalità indicate dal proponente per superare la crisi mediante una sia pur minimale soddisfazione dei creditori chirografari in un tempo ragionevole (causa in astratto). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I 06 novembre 2013



Concordato preventivo - Fattibilità economica - Catalogo di elementi prognostici e valutativi riservati ai creditori.

Nell'ambito del concordato preventivo, appartengono al profilo della fattibilità economica e sono, quindi, sottratti al sindacato del giudice in ragione del carattere valutativo e prognostico aspetti quali: a) la mancanza di impegni cogenti da parte delle banche per l'apporto di nuova finanza dopo l'omologazione; b) il forte deficit patrimoniale che ha comportato la totale perdita del capitale in itinere; c) la mancanza di garanzie circa le previste dismissioni di determinati beni immobili; d) la mancanza di copertura del fabbisogno concordatario per un determinato periodo mediante le risorse previste nel piano. Il carattere valutativo dei rilievi sub a) e c) è, infatti, evidente, non comportando la mancanza di impegni cogenti o la mancanza di garanzie necessariamente l'esclusione in futuro dell'apporto della nuova finanza o della vendita degli immobili al prezzo sperato; ma anche i rilievi sub b) e d) si sostanziano nella prognosi di un andamento negativo della futura attività. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I 06 novembre 2013



Nel concordato preventivo, il debito IVA deve essere sempre pagato per intero, a prescindere dalla presenza o meno di una transazione fiscale, poiché la norma che lo stabilisce va considerata inderogabile e di ordine pubblico economico internazionale.

Reato di omesso versamento dell'Iva - Concordato preventivo - Facoltà del debitore di prevedere il pagamento dell'Iva mediante transazione fiscale o la redazione del piano.

Costituisce diritto vivente il principio (espresso da ultimo da Cass. civ., 16 maggio 2012, n. 7667; ma nello stesso senso anche da Cass. civ, 4 novembre 2011, n. 22931) secondo cui "In tema di omologazione del concordato preventivo con transazione fiscale, secondo l'istituto di cui all'art. 182 ter L.F., anche per le procedure cui non sia applicabile "ratione temporis" l'art. 32 del d.l. 29 novembre 2008, n. 185 (convertito nella legge 28 gennaio 2009, n. 2), che ha modificato il primo comma dell'art. 182 ter l.f., prevedendo espressamente che la proposta, quanto all'IVA, può configurare solo la dilazione del pagamento, sussiste l’intangibilità del predetto debito d'imposta. Le entrate derivanti dall'applicazione di un'aliquota uniforme, valida per tutti gli Stati membri, agli imponibili relativi a detto tributo, costituiscono, infatti, risorse proprie iscritte nel bilancio dell'Unione europea, con la conseguenza che il relativo credito, il quale attiene comunque a tributi costituenti risorse proprie dell'Unione europea, non può essere oggetto di accordo per un pagamento parziale neppure ai sensi dell'art. 182 ter nella versione introdotta dal d.lgs. 9 gennaio 2006, n. 5." (Franco Benassi - Riproduzione riservata)

L'accesso alla procedura di concordato preventivo è atto di autonomia privata, d'iniziativa del debitore, che mira a sfociare nel cd. patto concordatario con i creditori. Si tratta, quindi, di una scelta tutta interna alla volontà del debitore, che, come tale, non può portare ad elidere gli obblighi giuridici, specie quelli aventi rilievo pubblicistico, quali l’obbligo del versamento dell'IVA, la cui omissione è sanzionata penalmente. Al debitore che chiede l’accesso alla procedura di concordato preventivo, sono, infatti, offerte varie soluzioni, quali la transazione fiscale o la redazione di un piano che, presentato tempestivamente ed in presenza di risorse che permettono il pagamento dei creditori di grado poziore, consenta il pagamento integrale dell’Iva. (La Corte di cassazione ha riformato la decisione con la quale il Tribunale di Napoli, ritenendo l’insussistenza del rato di omesso versamento dell’Iva per essere la società stata ammessa alla procedura di concordato preventivo in data antecedente alla scadenza del pagamento, ha annullato il decreto di sequestro preventivo per equivalente sui beni del legale rappresentante indagato per il reato di omesso versamento dell’iva cui all’art. 10 del d.lgs. n. 74 del 2000) (Franco Benassi - Riproduzione riservata)
Cassazione penale 31 ottobre 2013




Concordato preventivo - Relazione del professionista ex articolo 161, comma 3, L.F. - Attestazione e relazione redatta da un solo professionista.

Concordato preventivo - Relazione del professionista ex articolo 161, comma 3, L.F. - Attestazione di fattibilità subordinata all'avverarsi di situazioni incerte - Inidoneità.

Concordato preventivo - Attestazione della fattibilità del piano - Liquidità derivante da apporti di capitale di altra società - Verifica del piano industriale - Necessità.

Nel concordato preventivo è previsto che la relazione del professionista ai sensi dell’art. 161, comma 3, l.f. sia resa da un solo attestatore, indipendente, in possesso dei requisiti di cui all’art. 67, comma tre, lett. d l.f., che risponde anche penalmente delle informazioni che espone o delle omissioni di informazioni rilevanti, senza possibilità di frazionamento della relazione in più parti affidate a differenti professionisti. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)

La relazione del professionista resa ai sensi del terzo comma dell’art. 161 l.f. non è idonea ad attestare la fattibilità del piano se in essa l’attestazione di fattibilità è subordinata all’avverarsi di situazioni incerte, atteso che in questo caso non vengono forniti ai creditori elementi utili circa la probabilità di riuscita del piano. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)

Chi attesta la fattibilità di un piano in cui la maggior parte delle liquidità deriva da apporti di capitale di un’altra società deve assumersi la responsabilità di controllare la correttezza e la serietà delle valutazioni effettuate nel piano industriale di quest’altra società per verificare la fondatezza dei presumibili ricavi e costi. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)
Tribunale Mantova 17 ottobre 2013




Concordato preventivo - Revoca - Comportamenti del debitore anteriori alla domanda di concordato - Non obbligatorietà del deposito delle scritture contabili - Valutazione dei comportamenti anteriori esclusivamente sulla base della proposta e dei suoi allegati.

La condotta decettiva, idonea cioè ad ingannare i creditori sulle reali prospettive di soddisfacimento offerte dalla proposta di concordato preventivo, deve essere valutata solo con riferimento e sulla scorta della proposta e dei suoi allegati e non attraverso le scritture contabili, le quali, contrariamente a quanto previsto nel testo anteriore alla riforma del terzo comma dell'articolo 161 L.F., non devono necessariamente essere depositate con la domanda di concordato, trattandosi di documenti estranei ai documenti con il quale il debitore illustra al tribunale e soprattutto ai creditori la propria proposta di soluzione della crisi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I 15 ottobre 2013



Concordato preventivo – Effetti sulle procedure esecutive pendenti – Sospensione – Omologa del concordato preventivo – Prosecuzione della procedura esecutiva individuale – Soddisfacimento nei limiti della falcidia concordataria.

Dopo la presentazione della domanda di concordato preventivo l’azione esecutiva individuale già promossa nei confronti dell’impresa concordataria debitrice va sospesa fino al deposito del decreto di omologazione del concordato preventivo; una volta omologato il concordato la procedura esecutiva individuale potrà riprendere il suo corso con la possibilità per il creditore procedente di soddisfarsi sui beni pignorati nei limiti della falcidia concordataria. (Alessandro Albè) (riproduzione riservata) Tribunale Pesaro 26 settembre 2013



Concordato preventivo - Valutazione da parte del giudice della relazione del professionista - Inidoneità - Inammissibilità della proposta.

Il giudizio in ordine alla inidoneità della relazione resa dal professionista attestatore ai sensi dell'articolo 161, comma 3, L.F. rientra nell'ambito del sindacato del tribunale ed è di per sé sufficiente a fondare la dichiarazione di inammissibilità della proposta di concordato preventivo. (Nel caso di specie, il professionista attestatore non ha spiegato il motivo per cui un piano fondato sulla cessione dei medesimi assets ai medesimi soggetti che non sono stati in grado di acquistarli nel corso di un precedente concordato potesse trovare realizzazione a distanza di pochi mesi dall'esito negativo della prima procedura). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I 25 settembre 2013



Concordato preventivo con riserva - Richiesta di un termine per il deposito del piano e della documentazione più lungo di quello minimo di legge - Motivazione - Necessità.

Nel concordato con riserva di cui all'articolo 161, comma 6, L.F., la richiesta di un termine più lungo rispetto a quello minimo di 60 giorni deve essere congruamente motivata e ciò in ragione dell'importanza degli effetti inibitori delle azioni esecutive e cautelari previste dal novellato articolo 168 L.F.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Vercelli 20 settembre 2013



Concordato preventivo con riserva - Sospensione e scioglimento dei contratti in corso di esecuzione - Ammissibilità.

La disciplina prevista dall'articolo 169 bis L.F. della sospensione e scioglimento dei contratti in corso di esecuzione è applicabile anche nell'ipotesi di ricorso per concordato preventivo con riserva di cui all'articolo 161, comma 6, L.F.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Vercelli 20 settembre 2013



Concordato preventivo con riserva - Scioglimento dei contratti in corso di esecuzione - Disclosure in ordine al tipo di concordato che verrà presentato - Necessità.

Nell'ambito del concordato preventivo con riserva di cui all'articolo 161, comma 6, L.F., lo scioglimento dei contratti in corso di esecuzione previsto dall'articolo 169 bis deve ritenersi ammissibile esclusivamente in situazioni particolari e a fronte di una disclosure pressoché totale in ordine al tipo di concordato che verrà presentato, dovendosi ritenere che gli effetti provvisori di una domanda di concordato con riserva siano in contrasto con la stabilità e definitività di una decisione di scioglimento dei contratti in questione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Vercelli 20 settembre 2013



Concordato preventivo – Copertura delle perdite di bilancio mediante l’utilizzazione della sopravvenienza generata dalla falcidia concordataria – Inammissibilità.

Non può costituire oggetto del piano finanziario concordatario la copertura delle perdite di bilancio della società proponente attraverso l’utilizzazione della sopravvenienza attiva generata dall’accettazione della falcidia concordataria e quindi dalla conseguente relativa riduzione dei debiti omologata dal tribunale. L’attuazione concreta del piano concordatario deve, infatti, prescindere dagli effetti costitutivi derivanti dal decreto di omologa del concordato preventivo, in quanto il voto dei creditori, che precede la stessa omologa, deve poter riguardare la fattibilità di un piano che abbia ad oggetto elementi finanziari attuativi che devono necessariamente rientrare nella disponibilità (diretta o indiretta) del proponente e quindi tale fattibilità non può tanto meno essere collegata ad un effetto giuridico (riduzione dei debiti) tipico del decreto finale di omologa. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata)

Né può richiamarsi il TUIR - Testo Unico delle Imposte sui Redditi (D.P.R. 22.12.1986 n. 917 , G.U. 31.12.1986, come modificato dal D.L. 22 giugno 2012, n. 83, art. 33, co. 4), in quanto se si và a individuare la ratio di tale normativa, che prevede l’esenzione dalla tassabilità della cd. sopravvenienza attiva generata dall’accettazione della falcidia concordataria, è agevole comprendere come essa si giustifichi proprio perché tale sopravvenienza non costituisce reddito di impresa e quindi se non è reddito di impresa essa non è civilisticamente utilizzabile quale forma di reddito ai fini della sua inclusione in un piano di un concordato preventivo, in quanto un tale piano implica la sussistenza di strumenti finanziari attuali, concreti e reali, perché soltanto dinanzi a tali strumenti i creditori potranno dare eventualmente il loro consenso informato alla falcidia concordataria dei loro crediti. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata)
Tribunale Napoli 20 settembre 2013




Concordato con riserva - Termine di cui all'articolo 161, comma 6, L.F. - Ammissibilità di una seconda proroga - Fattispecie - Esclusione.

Il termine concesso ai sensi dell'articolo 161, comma 6, L.F. per il deposito della documentazione e del piano di concordato preventivo non può essere prorogato una seconda volta qualora sia già stata concessa una prima proroga nella misura massima prevista e ciò anche se il termine così complessivamente concesso non superi la misura massima accordabile (gg. 120 + 60). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Terni 16 settembre 2013



Concordato preventivo con riserva - Controllo del tribunale volto ad evitare strumentalizzazioni ed abusi dell'istituto - Oggetto.

Società soggetta a partecipazione pubblica - Natura privatistica - Caratteristiche - Fattispecie.

Concordato preventivo - Nomina del commissario giudiziale - Organo collegiale - Ammissibilità - Presupposti.

In ragione della retrodatazione degli effetti dell’ammissione alla procedura di concordato alla data di presentazione di un ricorso privo del piano, si rende necessario, anche al fine di evitare strumentalizzazioni e abusi del nuovo istituto, che il tribunale eserciti un controllo non solo formale della regolarità del ricorso, bensì diretto alla verifica della legittimità della procedura attraverso il riscontro della propria competenza e dell'esistenza dei requisiti soggettivi ed oggettivo per l'ammissione. A tal fine, il tribunale è dunque chiamato a verificare: la propria competenza; il deposito dei bilanci relativi agli ultimi tre esercizi e dell’elenco nominativo dei creditori; l’adempimento di cui all’art 152, comma 2, l.f.; i requisiti soggettivi ed oggettivi; che il debitore nei due anni precedenti non abbia presentato altra domanda ai sensi del medesimo comma alla quale non abbia fatto seguito l’ammissione alla procedura di concordato o l’omologazione di un accordo di ristrutturazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

È di natura privatistica la società che, pur essendo interamente partecipata dal Comune, abbia un oggetto sociale che consenta lo svolgimento dell'attività anche per conto ed in favore di terzi che non siano enti pubblici o soci ed il cui statuto contenga una clausola secondo la quale possono essere soci, oltre ai comuni e ad altri enti pubblici, anche associazioni, imprese, soggetti pubblici e privati. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

La disposizione di cui all'articolo 161, comma 4, L.F., la quale prevede la nomina di un commissario giudiziale, non esclude che tale organo possa avere natura collegiale qualora sia ravvisabile una particolare importanza, rilevanza o complessità dell'impresa o della procedura. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Benevento 29 agosto 2013




Agevolazione alle popolazioni colpite dal sisma del maggio 2012 - D.L. 10 ottobre 2012, n. 174 - Sospensione dei termini processuali - Applicazione alle procedure concorsuali - Esclusione - Termini previsti dall'articolo 161 L.F. - Natura processuale - Esclusione.

L'agevolazione della "sospensione del decorso dei termini processuali comportanti prescrizioni e decadenze da qualsiasi diritto, azione, ed eccezione", prevista dal decreto legge 10 ottobre 2012, n. 174, a favore dei soggetti colpiti dagli eventi sismici del maggio 2012, non è applicabile alle procedure concorsuali, in quanto la previsione, che ha sicuramente natura eccezionale, nulla dispone in ordine a dette procedure ed altresì in quanto dalla lettura dei lavori preparatori parlamentari è possibile dedurre l'intenzione di escludere dalla sospensione in questione i termini relativi alle procedure esecutive e fallimentari. Con specifico riferimento ai termini previsti dalla nuova formulazione dell'articolo 161 L.F. va, inoltre, osservato che gli stessi non sono di natura processuale ma sostanziale, legata al procedere dell’insolvenza dell'imprenditore e predefiniti in un ambito di valutazione discrezionale del giudice. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Brescia 21 agosto 2013



Domanda ex articolo 161, comma 6, L.F. - Natura del procedimento.

Concordato preventivo c.d. in bianco - Revoca del procedimento ex articolo 173 L.F. - Ammissibilità.

Concordato preventivo c.d. in bianco - Divieto di pagamento dei crediti pregressi - Compimento di atti di ordinaria amministrazione - Rapporti giuridici pendenti e divieto dei pagamenti di crediti pregressi.

Concordato preventivo c.d. in bianco - Finanziamenti infragruppo - Natura - Atti di straordinaria e di ordinaria amministrazione - Distinzione.

A seguito del ricorso ex articolo 161 sesto comma, diretto ad ottenere la concessione di un termine per il deposito del piano e della proposta concordataria e della documentazione prevista dall’articolo 161 secondo e terzo comma, si apre un procedimento di natura concorsuale (che non è identificabile con il concordato preventivo), in quanto si svolge su tutto il patrimonio del debitore, su tutti i suoi beni, nell’interesse di tutti i creditori e sotto la sorveglianza dell’autorità giudiziaria. (Giovanni Fanticini) (riproduzione riservata)

Anche se l’articolo 173 L.F. non è direttamente applicabile all’ipotesi di ricorso per concordato preventivo c.d. in bianco, il tribunale può sempre procedere alla revoca del decreto di concessione del termine per la presentazione del piano, della proposta concordataria e della documentazione, in base all’articolo 161 ottavo comma, che prevede, in caso di violazione degli obblighi informativi da parte dell’imprenditore (e, a maggior ragione, in caso di violazione di obblighi sostanziali), l’instaurazione di un (sub)procedimento di revoca disciplinato dall’articolo 162, secondo e terzo comma. (Giovanni Fanticini) (riproduzione riservata)

La procedura concorsuale iniziata a seguito della concessione del termine ex articolo 161 sesto comma, è caratterizzata da un momento conservativo del patrimonio del debitore (mediante il blocco delle azioni esecutive e cautelari) e da uno dinamico (consistente nella gestione prudente e provvisoria dell’impresa, finalizzata alla formulazione di una proposta di soddisfazione basata su un piano). Ne deriva che il divieto di pagamento dei crediti pregressi e la facoltà, per l’imprenditore, di compiere gli atti di ordinaria amministrazione (tra i quali rientrano anche l’adempimento dei contratti pendenti) vanno conciliati come segue: (a) il divieto di pagamento dei crediti pregressi sussiste in tutte quelle situazioni giuridiche che si sono definitivamente cristallizzate in un rapporto di credito/debito; (b) per i rapporti giuridici pendenti nei quali le prestazioni delle parti non sono ancora eseguite o compiutamente eseguite, laddove il rapporto prosegua non vi è – di regola – divieto di pagamento dei crediti anteriori, a meno che il rapporto sinallagmatico non sia caratterizzato da un contratto di durata dal quale sorgono coppie di prestazioni isolabili sotto il profilo funzionale ed economico (fattispecie che ricorre, ad es., nei contratti di somministrazione). (Giovanni Fanticini) (riproduzione riservata)

I finanziamenti effettuati tra società appartenenti al medesimo gruppo involgono un delicato giudizio sulla corrispondenza dell’atto ai principi di corretta gestione imprenditoriale e societaria (articolo 2497 primo comma codice civile), sul bilanciamento degli interessi di tutte le società coinvolte (articolo 2497 ter), sugli eventuali vantaggi compensativi (articolo 2497 primo comma secondo periodo) e sulla certezza o sulla probabilità o possibilità che la società erogante riceva una seria ed incontestabile contropartita a seguito del finanziamento predetto. Pertanto, se – di regola – in una situazione economica e finanziaria fisiologica i predetti finanziamenti possono rientrare negli atti di ordinaria amministrazione, nell’ipotesi in cui una o tutte le società del gruppo si trovino in situazione di insolvenza, l’attività di trasferimento deve essere qualificata come di straordinaria amministrazione, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 161 settimo comma. (Giovanni Fanticini) (riproduzione riservata)
Tribunale Reggio Emilia 09 agosto 2013




Domanda ex articolo 161, comma 6, L.F. - Natura del procedimento.

A seguito del ricorso ex articolo 161 sesto comma, diretto ad ottenere la concessione di un termine per il deposito del piano e della proposta concordataria e della documentazione prevista dall’articolo 161 secondo e terzo comma, si apre un procedimento di natura concorsuale (che non è identificabile con il concordato preventivo), in quanto si svolge su tutto il patrimonio del debitore, su tutti i suoi beni, nell’interesse di tutti i creditori e sotto la sorveglianza dell’autorità giudiziaria. (Giovanni Fanticini) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia 09 agosto 2013



Concordato preventivo c.d. in bianco - Revoca del procedimento ex articolo 173 L.F. - Ammissibilità.

Anche se l’articolo 173 L.F. non è direttamente applicabile all’ipotesi di ricorso per concordato preventivo c.d. in bianco, il tribunale può sempre procedere alla revoca del decreto di concessione del termine per la presentazione del piano, della proposta concordataria e della documentazione, in base all’articolo 161 ottavo comma, che prevede, in caso di violazione degli obblighi informativi da parte dell’imprenditore (e, a maggior ragione, in caso di violazione di obblighi sostanziali), l’instaurazione di un (sub)procedimento di revoca disciplinato dall’articolo 162, secondo e terzo comma. (Giovanni Fanticini) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia 09 agosto 2013



Concordato preventivo con riserva - Termine fissato dal tribunale per il deposito della proposta, del piano e della documentazione - Sospensione feriale dei termini - Esclusione dalla sospensione dei termini relativi agli obblighi informativi di cui all'articolo 161, comma 8, L.F.

Il termine fissato ai sensi dell’art. 161, comma 6, L.F. per il deposito della proposta di concordato preventivo, del piano e della prescritta documentazione (cosiddetto “preconcordato” o “concordato con riserva”) è soggetto alla regola della sospensione feriale dei termini (art. 1 Legge 742/1969), se il Tribunale – al momento della fissazione del termine – non ha dichiarato l’urgenza del procedimento ex art. 92 Ord. Giudiziario. Non sono soggetti a sospensione i termini previsti dall’art. 161, comma 8, L.F. per gli obblighi informativi incombenti sull’impresa debitrice. (Giovanni Fanticini) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia 09 agosto 2013



Concordato preventivo con riserva – Informativa imposta dal tribunale – Situazione patrimoniale, economica e finanziaria – Omissione – Conseguenze.

In sede di richiesta delle informative di cui all’art. 161, comma 8, l. fall, il tribunale può imporre che il debitore fornisca un chiaro prospetto della propria situazione patrimoniale, economica e finanziaria. Il rispetto di tale obbligo, che, ove violato, porta all'apertura del procedimento di cui agli artt. 161, comma 8, e 162, comma 2, l. fall., ha lo scopo di fornire al tribunale i necessari elementi valutativi, sia per verificare che la concessione del termine per il deposito del piano non si risolva in un mero autorizzato ritardo nella ricerca di una soluzione della crisi di impresa, ce potrebbe comportare un aggravamento del passivo, sia per verificare, come esplicitato anche nella recente riforma dell'art. 161, quale sia l'attività compiuta dal debitore ai fini della predisposizione della proposta e del piano. (Erika Volpini) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze 07 agosto 2013



Concordato preventivo con riserva - Termine concesso dal tribunale per il deposito del piano e della documentazione - Sospensione feriale dei termini - Non applicabilità.

La sospensione feriale dei termini non è applicabile al termine concesso dal tribunale ai sensi dell'articolo 161, commi 6 e 10, L.F., in ragione del fatto che le limitazioni all'esercizio dei diritti ed alle facoltà di autotutela dei creditori imposte dal legislatore come effetto della pubblicazione del ricorso nel registro delle imprese ai sensi dell'articolo 168 L.F. sono anche di carattere sostanziale ed assai gravi e pregnanti ed altresì in quanto l'applicazione della sospensione feriale dei termini si tradurrebbe nella dilatazione di termini che il legislatore ha stabilito come massimi e non ulteriormente prorogabili. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza 06 agosto 2013



Concordato preventivo con riserva - Pendenza di ricorso per dichiarazione di fallimento - Applicazione della sospensione feriale dei termini - Esclusione - Dichiarazione di urgenza della procedura di concordato preventivo con riserva - Presupposto dell'urgenza in re ipsa.

Con riferimento alla questione della applicabilità della sospensione feriale dei termini al termine fissato dal tribunale sul ricorso ai sensi dell'articolo 161, comma 6, L.F., va osservato che laddove sia pendente il procedimento per la dichiarazione di fallimento - fattispecie da cui l’art. 161, comma 10, L.F. fa discendere l’abbreviazione dei termini alla misura minima prevista - è proprio la necessità di coordinamento tra i due procedimenti (in ipotesi attraverso la loro riunione) a rendere “trasmissibile”, per connessione, l’esonero dalla sospensione feriale dal primo al secondo; e così anche nel caso in cui l’istanza di fallimento sopravvenga al deposito del ricorso ex art. 161 L.F., dovendo il tribunale essere comunque nelle condizioni di valutare contemporaneamente, per contemperarli, l’interesse del debitore e dei creditori ad una regolazione concordataria o fallimentare della crisi o dell’insolvenza. Laddove, invece, non siano pendenti procedimenti per la dichiarazione di  fallimento, l’astratto assoggettamento del procedimento concordatario alla sospensione feriale può essere ovviato solo attraverso l’apposita dichiarazione di urgenza, con provvedimento giudiziale non impugnabile in calce al ricorso, nei casi in cui “la ritardata trattazione potrebbe produrre grave pregiudizio alle parti”; in proposito va tuttavia detto che il presupposto dell’urgenza, e del possibile pregiudizio ad essa sotteso, risulta pressoché in re ipsa nei procedimenti di pre-concordato, ove si considerino: i) a carico dei creditori, i pesanti effetti dell’automatic stay di cui all’art. 168 L.F. (tanto più considerandosi che tra le iniziative precluse, dalla pubblicazione del ricorso fino alla definitività del decreto di omologa, figurano anche le azioni cautelari, le quali sono invece espressamente sottratte alla sospensione feriale), oltre ai possibili pregiudizi economici derivanti dal protrarsi della gestione imprenditoriale, con maturazione di crediti prededucibili; ii) nei confronti del debitore, l’eventualità che debbano essere autorizzati atti urgenti di straordinaria amministrazione ex art. 161, comma 7 L., ovvero finanziamenti e pagamenti di crediti anteriori (art. 182 quinquies L.F.); iii) con riguardo agli interessi generali, la presenza di specifici obblighi informativi periodici, anche in prevenzione di possibili condotte fraudolente del debitore ai sensi dell’art. 173 L., ora rinforzati dalle modifiche apportate all’art. 161, commi 6, 7 e 8, dal D.L. 21 giugno 2013, n. 69 (in corso di conversione),   sotto il profilo della obbligatorietà, della periodicità (almeno mensile) e della vigilanza (da parte del Commissario Giudiziale). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Terni 31 luglio 2013



Concordato preventivo – Deposito di ricorso con riserva ex art. 161, 6° co. L.F. – Termine ex art. 161, 6° co. L.F. – L. n. 742/69 sulla sospensione feriale dei termini processuali – Applicabilità – Esclusione.

Concordato preventivo – Deposito di ricorso con riserva ex art. 161, 6° co. L.F. – Istanza volta ad usufruire, in via principale, del termine di sospensione feriale ex  l. n. 742/69 – Inammissibilità – Istanza volta ad usufruire, in subordine, di giorni 60 di proroga – Ammissibilità.

Non si ritiene applicabile al termine ex art. 161 co. 6° L.F. la disciplina di cui alla l. 742/69 in quanto detto termine non ha natura di termine processuale, per tale dovendosi intendere il termine fissato dal legislatore per il compimento di un atto processuale che abbia immediata incidenza sull’instaurazione del procedimento o sul suo svolgimento, laddove invece, l’atto procedimentale con effetti processuali che segna l’avvio del procedimento di concordato è rappresentato dal deposito del ricorso e non dal deposito del piano, della proposta e della documentazione integrativa. (Raffaella Falini) (riproduzione riservata)

Contrasta con la ratio della previsione legislativa di cui all’art. 161, comma 6, L.F., concedere al debitore che presenti domanda di concordato con riserva la possibilità di usufruire di ulteriori 45 giorni, relativi al periodo di sospensione feriale dei termini processuali, rispetto a quelli consentiti dall’art. 161, comma 6, L.F.. (Raffaella Falini) (riproduzione riservata)
Tribunale Perugia 29 luglio 2013




Concordato preventivo - Pagamento non autorizzato di crediti anteriori al deposito della domanda - Violazione rientrante nelle fattispecie di cui all'articolo 173 L.F. - Omologazione - Esclusione.

Non è omologabile il concordato preventivo laddove siano stati effettuati pagamenti di crediti anteriori alla presentazione della domanda senza l'autorizzazione del tribunale o del giudice delegato. La violazione in questione rientra nelle previsioni di cui all'articolo 173 L.F., norma che sanziona una serie di condotte accomunate dall'abuso del diritto da parte dell'imprenditore, posto che il pagamento dei crediti anteriori alla presentazione della domanda costituisce un atto idoneo a frodare le ragioni della massa soddisfacendo alcuni creditori a discapito di altri, con conseguente "uso abusivo e distorto degli effetti protettivi del deposito della domanda di cui all'articolo 161, comma 6, L.F., in quanto il divieto di azioni esecutive e cautelari per il tempo necessario per la preparazione di un piano ragionevole e fattibile viene in realtà asservito allo scopo di consentire all'imprenditore di scegliere a suo piacimento quali creditori soddisfare. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pesaro 26 luglio 2013



Concordato preventivo con riserva - Termine concesso dal tribunale - Sospensione feriale dei termini - Applicabilità.

Il termine di giorni 60 accordato dal tribunale ai sensi dell'articolo 161, comma 6, L.F. è soggetto alla sospensione feriale. Ai sensi dell’art. 36-bis l.fall., nell’ambito della legge fallimentare riformata, non sono, infatti, soggetti a sospensione feriale i soli termini previsti per i reclami ex art. 26 e 36 e, nell'ambito del concordato preventivo, la corte di cassazione ha già ritenuto applicabile la sospensione feriale dei termini a quelli previsti dall’art. 181 L.F. in ragione della natura eccezionale delle deroghe a tale principio che, nell’ambito della materia concorsuale, sono limitate ai procedimenti per la dichiarazione di fallimento e per la relativa revoca (Cass. 4 febbraio 2009, n. 2706). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Catania 25 luglio 2013



Fallimento – Chiusura dell’istruttoria prefallimentare e rimessione al Collegio del procedimento per la decisione – Deposito in corso di istruttoria prefallimentare di domanda di concordato con riserva ex art. 161, 6° co. l.f. – Istanza del debitore di rimessione in istruttoria per attendere il deposito di proposta, piano e documentazione – Infondatezza – Decisione sull'istanza di fallimento – Precedenza – Abuso del diritto – Sussistenza – Accesso alla procedura di concordato preventivo – Preclusione.

Nel bilanciamento tra iniziative riconducibili all'autonomia negoziale delle parti (concordato preventivo) ed esigenze di natura pubblicistica al cui soddisfacimento è finalizzata la procedura fallimentare, il tribunale -in presenza di ricorso contenente domanda di concordato con riserva depositato nel corso dell’istruttoria prefallimentare ma non ancora integrato alla data di rimessione del procedimento al Collegio, non essendo scaduto il termine concesso ex art. 161, 6° co. l.f.- trovandosi nell'impossibilità di valutare la serietà e la concreta attuabilità del piano, non è tenuto a rimettere in istruttoria il procedimento, ma deve dare la precedenza alla decisione sulle istanze di fallimento, precludendo al debitore di coltivare l'ammissione al concordato preventivo quando il ricorso allo strumento concordatario si configuri come forma di abuso del diritto, ed emergano, a seguito di istruttoria d'ufficio o su segnalazione del creditore, elementi fattuali concreti indicativi di situazioni illecite o illegittime o comunque dannose per la massa dei creditori, non neutralizzabili neanche dallo strumento offerto dal nuovo secondo comma dell'art. 69 bis l.f. (1) (Raffaella Falini) (riproduzione riservata) Tribunale Perugia 19 luglio 2013



Procedimento ex art. 161, co. 6 l.fall. – Concordato preventivo – Natura processuale del termine ex art. 161 co. 6 l.fall. – Sospensione feriale – Sussistenza.

Il termine concesso al debitore ai sensi dell’articolo 161, comma 6, L.F. ha indubbiamente natura processuale ed è pertanto soggetto alla sospensione feriale dei termini. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma 03 luglio 2013



Concordato preventivo - Concordato con riserva - Applicazione ratione temporis delle modifiche di cui al D.L. 21 giugno 2013, n. 69 - Applicazione alle procedure pendenti - Limiti.

Le disposizioni di cui all'articolo 161 L.F., così come modificate dall'art. 82 del D.L. n. 69/2013, trovano applicazione anche alle procedure pendenti nei seguenti termini: a) la disposizione che impone, a pena di inammissibilità, ulteriori oneri di deposito documentale consente al tribunale di richiedere la relativa integrazione ex art. 162, comma 1, L.F.; b) la disposizione che prevede la nomina del commissario trova applicazione a tutte le procedure pendenti, sia a quelle per le quali ancora non è stato emesso il decreto di concessione del termine sia a tutte le altre in quanto, nonostante il tenore letterale della norma (“con il decreto di cui al terzo comma il tribunale può nominare”) la ratio della disposizione, che consiste nel fornire al tribunale un efficace strumento di controllo dell’operato della società in concordato al fine di evitare abusi a danno dei creditori (che si accompagna all’obbligatorietà, oggi normativamente prevista, della compilazioni di relazioni informative sull’andamento della società e della procedura preconcordataria), non può soffrire alcun limite temporale nella sua applicazione e ciò anche in considerazione del fatto che già una parte della giurisprudenza di merito aveva anticipato tale figura nominando un ausiliario ai sensi dell'art. 68 c.p.c.. (Andrea Balba) (riproduzione riservata) Tribunale Pavia 26 giugno 2013



Fallimento – Concordato preventivo con riserva – Contratti pendenti – Scioglimento – Esclusione – Sospensione – Ammissibilità – Anticipazione bancaria e Mutuo – Inapplicabilità.

La norma di cui all’art. 169bis l.f. si applica al preconcordato solo per la parte in cui prevede la sospensione dei contratti pendenti, che non ha effetti definitivi. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata)

La norma è inapplicabile ai contratti di mutuo e anticipazione bancaria, mancando la reciprocità sinallagmatica delle prestazioni ineseguite. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata)
Tribunale Vicenza 25 giugno 2013




Concordato con riserva - Sospensione dei contratti in corso di esecuzione - Applicazione dell'articolo 169 bis L.F..

Concordato preventivo - Sospensione dei contratti in corso di esecuzione - Applicazione dell'articolo 169 bis L.F. - Presupposti - Continuità aziendale - Necessità.

Procedure concorsuali - Rapporti bancari - Compensazione degli incassi ricevuti da terzi successivamente all'apertura della procedura su un portafoglio presentato all'incasso - Ammissibilità.

L’applicazione dell'articolo 169 bis L.F. ai concordati con riserva di cui all'articolo 161, comma 6, L.F. non può ritenersi pacifica. Il citato articolo 169 bis non contiene, infatti, alcun riferimento alle domande presentate ai sensi del sesto comma dell'articolo 161; non è poi possibile escludere una certa contraddizione tra gli effetti provvisori impliciti in una domanda di concordato con riserva - tesa a creare gli effetti protettivi del patrimonio del debitore in attesa della proposta di concordato - e la stabilità e definitività che caratterizzano la decisione sulla sorte dei contratti pendenti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

I provvedimenti di cui all'articolo 169 bis L.F. debbono essere pronunciati in funzione della continuità aziendale (in capo allo stesso debitore o ad altro imprenditore), avuto riguardo alle concrete ed attuali esigenze della gestione dell'impresa, in relazione, ad esempio, a contratti superflui o relativi a beni o attività da liquidarsi, ovvero in qualche modo eccessivamente onerosi, alla salvaguardia dei livelli produttivi o fattispecie simili. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Deve considerarsi legittima la compensazione effettuata dalla banca dei pagamenti ricevuti da terzi in relazione al portafoglio presentatole dalla debitrice ed oggetto di anticipazione qualora il credito anticipato al cliente sia anteriore alla ammissione alla procedura concorsuale e la riscossione del relativo credito sia invece posteriore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Appello Brescia 19 giugno 2013




Concordato preventivo – Domanda di concordato "con riserva" – Pendenza del reclamo avverso la reiezione dell'istanza di fallimento – Rapporti – Sospensione – Esclusione – Definizione del reclamo nel merito – Necessità.

Dovendosi escludere la possibilità di sospensione del procedimento di reclamo avverso il decreto reiettivo dell'istanza di fallimento in caso di presentazione di domanda di concordato, non configurandosi un rapporto di pregiudizialità tra le procedure, la trattazione contestuale dei due procedimenti autonomi deve avvenire nel rispetto della priorità al concordato riconosciuta dalla legge fallimentare e dalla logica ed essere affidata all'organo giudiziario che, secondo l'impianto della legge fallimentare, sovrintende alle modalità di definizione delle crisi d'impresa. Si deve pertanto ritenere, per i casi in cui il Tribunale sia investito della domanda di concordato e la Corte d'appello delle propaggini del procedimento pre-fallimentare (casi per cui manca una soluzione normativa), che la pronuncia sul merito del reclamo si imponga in ogni caso, poiché, in caso di conferma del rigetto dell'istanza di fallimento, non viene pregiudicata la possibilità per l'impresa debitrice di percorrere la soluzione concordataria; mentre, in caso di accoglimento, il carattere vincolante della decisione è temperato dal potere attribuito al Tribunale, al quale siano rimessi gli atti per la dichiarazione di fallimento ai sensi dell'art. 22, co. 4, l.fall., di tener conto della situazione sopravvenuta in modo da realizzare in quella sede il coordinamento tra le due procedure. (Marco De Cristofaro) (riproduzione riservata) Appello Trento 18 giugno 2013



Dichiarazione di fallimento - Contemporanea pendenza dei procedimenti per dichiarazione di fallimento e di concordato preventivo - Ammissione del debitore alla procedura di concordato - Improcedibilità della domanda di fallimento.

Dichiarazione di fallimento - Contemporanea pendenza dei procedimenti per dichiarazione di fallimento e di concordato preventivo - Sospensione del procedimento per dichiarato di fallimento - Regolamento di competenza - Esclusione.

In tema di rapporti tra i procedimenti per dichiarazione di fallimento e di concordato preventivo, in caso di ammissione del debitore alla seconda procedura e di contestuale presentazione di un'istanza di fallimento, l'unica soluzione alternativa alla sospensione impropria è quella di dichiarare improcedibile la domanda di fallimento, ai sensi dell'articolo 168 L.F.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Il provvedimento che dispone la sospensione del procedimento per dichiarazione di fallimento per effetto dell'ammissione del debitore alla procedura di concordato preventivo non è impugnabile con regolamento di competenza. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. VI 11 giugno 2013




Concordato preventivo – Giudizio di fattibilità – Sussistenza della causa del concordato – Soddisfazione dei creditori – Misura minima – Sufficienza – Tempi ragionevolmente contenuti – Necessità.

Concordato preventivo – Giudizio di fattibilità – Proposta – Soddisfazione dei creditori – Assenza di termine – Termine irragionevolmente lungo – Inammissibilità.

Nell’ambito del controllo sulla c.d. fattibilità giuridica del concordato preventivo rientra l’accertamento della sussistenza del requisito causale, il quale sussiste ove la proposta preveda una qualche soddisfazione dei creditori non solo sotto il profilo di una, sia pur minimale, consistenza del credito, ma anche sotto il profilo di tempi di soddisfacimento “ragionevolmente contenuti”. (Giuseppe Caramia) (riproduzione riservata)

E’ inammissibile la proposta di concordato preventivo nella quale manchi la previsione di tempi di soddisfacimento dei creditori ovvero che preveda tempi irragionevolmente lunghi, poiché in tal caso difetta il requisito causale della “soddisfazione dei crediti” di cui all’art. 160 comma 1, lett. a) del R.D. n. 267/1942. (Giuseppe Caramia) (riproduzione riservata)
Tribunale Bari 03 giugno 2013




Concordato con continuità aziendale - Pagamento dei creditori anteriori per prestazioni di beni o servizi essenziali per la prosecuzione dell'attività di impresa e funzionali alla migliore soddisfazione dei creditori - Condizioni - Necessità di un piano sufficientemente definito nelle sue linee portanti.

Nell'ambito del concordato con continuità aziendale, l'autorizzazione, prevista dall'articolo 182 quinquies al pagamento dei creditori anteriori per prestazioni di beni o servizi essenziali per la prosecuzione dell'attività d’impresa e funzionali alla migliore soddisfazione dei creditori, può essere concessa solo in presenza di un piano sufficientemente definito nelle sue linee portanti, plausibile sotto il profilo del raggiungimento degli accordi sui quali si fonda e in presenza di un'attestazione che, pur a fronte della non definitività del piano stesso, ne sancisca la corretta formulazione e la maggior convenienza per i creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Modena 29 maggio 2013



Concordato preventivo - Deliberazione ed omologazione - In genere - Controllo demandato al tribunale - Oggetto - Controllo di legittimità sul giudizio di fattibilità della proposta di concordato - Ammissibilità - Contenuto e limiti - Accertamento della convenienza della proposta - Esclusione.

In tema di concordato preventivo, il controllo del tribunale va effettuato sia verificando l'idoneità della documentazione prodotta (per la sua completezza e regolarità) a corrispondere alla funzione che le è propria, consistente nel fornire elementi di giudizio ai creditori, sia accertando la fattibilità giuridica della proposta, sia, infine, valutando l'effettiva idoneità di quest'ultima ad assicurare il soddisfacimento della causa della procedura. Rientrano, dunque, nell'ambito di detto controllo, la correttezza e la coerenza delle argomentazioni svolte e delle motivazioni addotte dal professionista a sostegno del formulato giudizio di fattibilità del piano; l'eventuale impossibilità giuridica di dare esecuzione, sia pure parziale, alla proposta di concordato; l'eventuale inidoneità della proposta, se emergente "prima facie", a soddisfare in qualche misura i diversi crediti rappresentati. Resta, invece, riservata ai creditori la valutazione in ordine al merito di detto giudizio, che ha ad oggetto la fattibilità del piano e la sua convenienza economica. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I 27 maggio 2013



Concordato preventivo e dichiarazione di fallimento – Contemporanea pendenza dei due procedimenti – Preclusione alla dichiarazione di fallimento.

In tema di rapporti tra il procedimento per la dichiarazione di fallimento e la domanda di concordato preventivo con riserva, il Tribunale dopo la presentazione del ricorso ex art. 161, VI comma, L. fall., non può svolgere alcuna valutazione, neanche in termini di strumentalità del ricorso stesso, ma è vincolato ad assumere solo il provvedimento con il quale fissa il termine per l’integrazione della domanda con la necessaria documentazione. (Antonietta Platania) (riproduzione riservata) Appello Caltanissetta 22 maggio 2013



Concordato preventivo “con riserva” – Azione giudiziaria finalizzata alla conservazione del patrimonio del debitore ed alla tutela della pari condizione del creditori – Autorizzazione del Tribunale – Non necessità.

Concordato preventivo “con riserva” – Diritto della banca di trattenere, a titolo di compensazione, importi afferenti ad anticipi su ricevute bancarie erogati al debitore prima della data di efficacia del ricorso – Infondatezza.

Nel concordato preventivo “con riserva” ex art. 161, comma 6 L.F., nelle more del termine concesso per la presentazione del piano e della proposta di concordato, deve considerarsi atto di ordinaria amministrazione, effettuabile dal debitore senza autorizzazione del tribunale, ogni azione giudiziaria finalizzata alla conservazione del patrimonio del debitore ed alla tutela della pari condizione dei creditori. (Paolo Martini) (riproduzione riservata)

Deve essere disatteso l’orientamento giurisprudenziale di cui alla Sentenza della Cassazione n. 17999/2011, in base al quale le banche hanno diritto di trattenere gli importi, relativi ad anticipi erogati “al salvo buon fine”, ricevuti successivamente alla data di efficacia del ricorso per l’ammissione alla procedura di concordato preventivo. Ciò per il fatto che, nell’ambito della giurisprudenza di legittimità, esso risulta isolato e contrario ad altro orientamento ben più radicato e meditato (Cfr. Cassazione n. 10548/2009), in quanto massimamente rispettoso del principio generale enunciato dall’art. 56 L.F. e della ratio ad essa sottesa di cristallizzazione del passivo per il massimo soddisfacimento dei creditori concorsuali. (Paolo Martini) (riproduzione riservata)
Tribunale Lucca 21 maggio 2013




Concordato preventivo - Deliberazione ed omologazione - In genere - Controllo demandato al tribunale - Oggetto - Controllo di legittimità sul giudizio di fattibilità della proposta di concordato - Contenuto - Verifica dell'idoneità della documentazione a fornire elementi di giudizio ai creditori circa la convenienza della proposta - Ammissibilità - Accertamento della convenienza della proposta - Esclusione - Causa concreta del piano - Rilevanza.

In tema di concordato preventivo, il giudice ha il dovere di esercitare il controllo di legittimità sul giudizio di fattibilità della proposta di concordato, non restando questo escluso dall'attestazione del professionista, mentre rimane riservata ai creditori la valutazione in ordine al merito del detto giudizio, che ha ad oggetto la probabilità di successo economico del piano ed i rischi inerenti. Il menzionato controllo di legittimità - che deve svolgersi in tutte le fasi del concordato preventivo - non è limitato alla completezza, alla congruità logica e alla coerenza complessiva della relazione del professionista, ma si estende alla fattibilità giuridica della proposta, la cui valutazione implica un giudizio in ordine alla sua compatibilità con le norme inderogabili e con la causa in concreto dell'accordo, il quale ha come finalità il superamento della situazione di crisi dell'imprenditore, da un lato, e l'assicurazione di un soddisfacimento, sia pur ipoteticamente modesto e parziale, dei creditori, da un altro. Con particolare riguardo al concordato preventivo con cessione di beni, il controllo di legittimità consiste nella verifica dell'idoneità della documentazione a fornire elementi di giudizio ai creditori circa la convenienza della proposta. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I 09 maggio 2013



Concordato con riserva - Proroga del termine per il deposito del piano - Giustificati motivi.

Concordato con riserva - Termine per il deposito del piano - Sospensione feriale dei termini - Applicabilità.

La disposizione di cui all'articolo 161, comma 10, L.F. prescrive che i motivi dedotti a sostegno della richiesta di proroga del termine concesso ai sensi del sesto comma non debbano essere "gravi" ma "giustificati"; il tribunale potrà, quindi, limitarsi a verificare la plausibilità dei motivi addotti e l'idoneità di essi a giustificare l'assegnazione di ulteriore termine di proroga in relazione agli adempimenti richiesti dalla legge ed alle difficoltà del caso concreto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Il termine concesso dal tribunale ai sensi dell'articolo 161, comma 6, L.F. per il deposito del piano e della documentazione è soggetto alla sospensione feriale dei termini. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Pescara 07 maggio 2013




Concordato preventivo – Obbligo pagamento integrale iva anche al di fuori dell’ipotesi di transazione fiscale ex art. 182ter L.F. – Non sussistenza.

La previsione che il credito iva sia trattato come gli altri crediti privilegiati nell’ambito di una procedura esecutiva (quale il concordato preventivo) e debba, dunque, scontare gli eventuali limiti di incapienza del patrimonio del debitore non pare andare incontro ad alcuna violazione dei principi comunitari. (Filippo Lo Presti) (riproduzione riservata)

Se la volontà del legislatore fosse stata quella di creare un trattamento “superprivilegiato” per il credito iva, per le menzionate esigenze comunitarie, ben avrebbe potuto disporne una diversa collocazione nell’ordine dei privilegi; la collocazione della disposizione all’interno dell’art. 182 ter L.F. ne evidenzia la diretta attinenza con l’istituto della transazione fiscale. (Filippo Lo Presti) (riproduzione riservata)

L’intento sottostante alla riforma del concordato preventivo (e della legge fallimentare in generale) è nel senso di facilitare l’uscita dalla crisi imprenditoriale attraverso il ricorso alle procedure di concordato preventivo e non renderla più ardua (come sarebbe certamente accedendo all’interpretazione accreditata dalla Suprema Corte). (Filippo Lo Presti) (riproduzione riservata)
Appello Venezia 07 maggio 2013




Concordato preventivo con riserva – Proroga del termine per presentare la proposta, il piano e la documentazione – Istanza di ulteriore proroga del termine – Concessione del termine massimo in più soluzioni.

Ferma restando la durata massima di sessanta giorni prevista dalla legge per la proroga del termine per la presentazione della documentazione concordataria, l'istanza di ulteriore proroga del termine assegnato dal Tribunale ex art. 161, comma 6, l.f., non trova ostacolo nella proroga già concessa di un termine – non ancora decorso – inferiore a quello massimo previsto dalla citata disposizione. (Lorenzo Marcello del Majno) (riproduzione riservata) Tribunale Pordenone 06 maggio 2013



Concordato preventivo - Attestazione di veridicità dei dati aziendali - Natura del giudizio del professionista - Accertamento e attestazione della effettiva realtà dei dati - Necessità - Semplice dichiarazione di conformità della proposta ai dati contabili - Inadeguatezza.

Nel concordato preventivo, con specifico riguardo all’attestazione di veridicità dei dati aziendali, il giudizio dell’attestatore non può limitarsi a una mera dichiarazione di conformità, ovvero di corrispondenza formale dei dati utilizzati per la predisposizione del piano a quelli risultanti dalla contabilità, ma, al contrario, tale giudizio comporta che il professionista accerti e attesti che i dati in questione siano “effettivamente reali” (cfr. in tal senso Tribunale Firenze, 9 febbraio 2012, in Redazione Giuffrè, 2012; nonché Tribunale Mantova, 28 maggio 2012, in www.ilcaso.it, doc. 7257/2012, secondo cui “Il giudizio dell'attestatore di cui all'articolo 161, legge fallimentare non può limitarsi alla dichiarazione di conformità della proposta ai dati contabili, dovendo, invece, desumere i dati in questione dalla realtà dell'azienda, che egli deve indagare verificando la reale consistenza del patrimoni, esaminando e vagliando i dati che lo compongono…”). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Benevento 23 aprile 2013



Concordato preventivo - Veridicità dei dati aziendali - Rappresentazione veritiera e corretta ex articolo 2423 c.c. - Corrispondenza al vero - Compiti del professionista attestatore - Verifica dei singoli elementi contabili ed extra contabili del piano - Rilevanza di crediti, capitale circolante e profili di rischio.

Il concetto di “veridicità” dei dati aziendali di cui all'articolo 161, comma 3, L.F. deve essere ricondotto a quello di “rappresentazione veritiera e corretta” ex art. 2423 c.c., e deve, quindi, essere inteso in termini di “corrispondenza al vero”. In questa prospettiva, il professionista attestatore è tenuto ad esaminare e verificare i singoli elementi contabili ed extracontabili su cui il piano concordatario si fonda, vale a dire tutti i dati di natura contabile, aziendalistica e giuridica rilevanti ai fini dell’attuabilità del piano, con la precisazione che particolare attenzione l’attestatore deve prestare agli elementi di maggiore importanza in termini quantitativi (ad esempio, crediti rilevanti), alle componenti del capitale circolante che generano flussi di cassa (ad esempio, scorte, crediti, debiti, ecc.), ed agli elementi con profili di rischio elevato ai fini dell’attestazione (ad esempio, avviamenti di assets da dismettere, fondi di rischio ed oneri). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Benevento 23 aprile 2013



Concordato preventivo - Controllo del professionista attestatore sulla fattibilità del piano - Rilevanza delle caratteristiche del piano - Piano liquidatorio - Accertamento dell'appartenenza al debitore dei beni e dei cespiti e della loro libera disponibilità - Esistenza dei crediti e delle giacenze di magazzino - Necessità.

La tipologia del controllo del professionista che attesta la fattibilità del piano di concordato preventivo non può prescindere dalle caratteristiche del piano stesso. Così, ad esempio, in un piano di tipo liquidatorio, il professionista dovrà accertare e attestare l’appartenenza al debitore dei beni immobili e degli altri cespiti e la libera disponibilità degli stessi, la effettiva esistenza e la corretta valutazione dei crediti commerciali, la effettiva presenza di giacenze di magazzino e la concreta possibilità di collocazione sul mercato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Benevento 23 aprile 2013



Concordato preventivo - Attestazione della veridicità dei dati - Verifica della reale consistenza del patrimonio dell'azienda - Accertamento delle varie componenti e loro valorizzazione - Relazione di stima - Accertamento della esigibilità dei crediti e del valore delle partecipazioni - Criterio di prudenza - Valutazione delle passività - Modalità.

Al fine di effettuare l'attestazione della veridicità dei dati di cui all'articolo 161, comma 3, L.F., il professionista deve verificare la reale consistenza del patrimonio dell'azienda, esaminando e vagliando gli elementi che lo compongono. Egli deve, quindi, accertare che i beni materiali ed immateriali esposti in domanda (diritti di esclusiva, brevetti, giacenze di magazzino, macchinario, beni immobili, ecc.) siano esistenti e correttamente valorizzati, anche prendendone visione diretta o, in caso di dubbio, richiedendo apposite stime (senza che ciò lo esima da una valutazione critica della stima); deve accertare che i crediti vantati siano esistenti e “concretamente esigibili”, in quanto relativi a debitori solvibili, effettuando le opportune verifiche (circolarizzazione del credito, esame della situazione patrimoniale del debitore, ecc.); deve accertare il valore delle partecipazioni societarie calandosi nella realtà della società partecipata. Il tutto con “criterio di prudenza” ovvero assumendo, nel dubbio, le attività esposte al valore più basso. Quanto alle passività, egli deve verificare che quelle esposte siano (quantomeno) quelle risultanti dalla contabilità e dagli altri documenti aziendali (non solo dal bilancio), nonché dalle informazioni che egli possa assumere presso clienti, banche e fornitori; che il debitore abbia tenuto conto, nella proposta, della natura dei crediti vantati nei suoi confronti (privilegiati o chirografari), indagando la condizione del creditore e la causa del credito; che il debitore abbia palesato l'esistenza di diritti reali di garanzia esistenti sui suoi beni; che abbia tenuto conto delle passività potenziali connesse agli obblighi contributivi o fiscali, ovvero la posizione di garanzia assunta rispetto ai lavoratori; che abbia adeguatamente considerato i rischi connessi ai contenziosi pendenti o prevedibili; che abbia risolto (o programmato di risolvere) secondo legge e contratto i rapporti giuridici pendenti. Anche in questo caso, dovrà seguire criteri di prudenza assumendo, nel dubbio, al valore più alto le passività accertate”. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Benevento 23 aprile 2013



Fallimento – Concordato preventivo – Debito per IVA – Obbligo di pagamento integrale – Sussistenza – Ordine pubblico economico internazionale – Transazione fiscale – Irrilevanza.

Il debito per IVA va sempre pagato per intero nel concordato preventivo, a prescindere dalla presenza o meno di una transazione fiscale, atteso che la norma che lo prevede va considerata di natura inderogabile, come è confermato dalla disciplina della procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento, e ciò anche con finanza di terzi, posto che il pagamento al 100% dell’IVA deve integrare una previsione del piano concordatario, restando perciò indifferente alla provenienza della finanza occorrente. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza 18 aprile 2013



Concordato preventivo con riserva - Pagamento di spettanze ai lavoratori dipendenti - Atto di straordinaria amministrazione - Autorizzazione del tribunale - Esclusione.

Non è atto di straordinaria amministrazione e non richiede pertanto l'autorizzazione ai sensi dell'articolo 161, comma 7, L.F. il pagamento ai dipendenti di emolumenti riguardanti il periodo anteriore alla presentazione della domanda di concordato preventivo con riserva. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Novara 17 aprile 2013



Concordato preventivo con riserva - Divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive o cautelari - Decorrenza dalla pubblicazione nel registro delle imprese - Improcedibilità del procedimento esecutivo pendente.

Il divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari sul patrimonio del debitore che consegue alla presentazione di ricorso per concordato preventivo con riserva ha inizio con la pubblicazione nel registro delle imprese. Conseguentemente, l'eventuale procedimento di espropriazione forzata pendente deve essere dal giudice dell'esecuzione dichiarato improcedibile. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Aosta 16 aprile 2013



Procedura di insolvenza - Sede dell'impresa - Coincidenza tra sede legale ed effettiva - Presunzione iuris tantum - Superamento della presunzione - Requisiti.

La presunzione iuris tantum di coincidenza della sede effettiva con la sede legale dell'impresa non può dirsi superata in caso di mera presenza di uffici, personale, stabilimenti o sedi secondarie in una località diversa dalla sede legale, anche quando agli stessi siano riferibili rilevanti impegni negoziali ed economici, ove, tuttavia, non risulti una netta preminenza di dette iniziative fuori sede rispetto al complesso delle attività imprenditoriali. Parimenti, non valgono ai fini del superamento della medesima presunzione né la stipulazione in altro luogo di contratti di locazione, fornitura dell'energia elettrica e del servizio telefonico, trattandosi di attività preparatorie e interne, come tali inidonee ad evidenziare il trasferimento di sede, né la riunione in altro luogo dell'assemblea dei soci o del consiglio di amministrazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Novara 03 aprile 2013



Concordato preventivo - Pagamento dilazionato dei creditori privilegiati - Partecipazione al voto - Modalità.

La proposta di concordato preventivo può prevedere il pagamento dilazionato dei creditori muniti di causa di prelazione consentendo loro una partecipazione al voto secondo i meccanismi maggioritari, salva la previsione di apposite classi per evitare che detti creditori privilegiati restino vincolati, ai sensi dell'articolo 184 L.F., ad una proposta concordataria approvata in forza della volontà maggioritaria di creditori ad essi posposti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Terni 02 aprile 2013



Concordato preventivo - Indicazione analitica dei tempi di adempimento della proposta - Rilevanza delle cause di prelazione.

La disposizione di cui all'articolo 161, lett. e) L.F. induce a ritenere che la previsione analitica dei tempi di adempimento della proposta debba tener conto delle cause di prelazione che assistono i crediti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Terni 02 aprile 2013



Concordato preventivo - Tempi e modi dell'adempimento della proposta - Creditori privilegiati - Privilegio speciale - Ripartizioni parziali - Pagamento dei creditori con privilegio speciale posposti a quelli con privilegio generale.

Nel concordato preventivo, il fatto che l'articolo 169 L.F. non richiami il secondo comma dell'articolo 54 L.F., il quale prevede che i creditori garantiti da ipoteca, pegno o privilegio "hanno diritto di concorrere anche nelle ripartizioni che si eseguono prima della distribuzione del prezzo dei beni vincolati a loro garanzia", porta a ritenere che in sede concordataria i crediti ipotecari o muniti di privilegio speciale sugli immobili dovrebbero essere posposti ai creditori muniti di privilegio generale sull'attivo concordatario medio tempore conseguito dalla vendita delle merci e dalla riscossione dei canoni di affitto di azienda e di locazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Terni 02 aprile 2013



Concordato preventivo con riserva – Transazione – Atto soggetto ad autorizzazione del tribunale ex art. 161, comma 7, L.F..

L'autorizzazione a stipulare una transazione può configurare un atto urgente di straordinaria amministrazione che, in pendenza del termine concesso al debitore a seguito di ricorso per concordato preventivo con riserva, è di competenza del tribunale ai sensi del settimo comma dell'articolo 161 L.F. (Nel caso di specie, è stata autorizzata una transazione che prevedeva l’esborso di una somma che, in quanto non inserita nell’attivo, non avrebbe inciso sulla vicenda concordataria). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Novara 29 marzo 2013



Ricorso per concordato preventivo con riserva - Deposito di domanda di omologa di accordo di ristrutturazione dei debiti - Conservazione degli effetti del ricorso per concordato con riserva - Divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive - Sussistenza.

Il divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive, enunciato dall'articolo 168 L.F., deve ritenersi operante anche nel caso in cui l'accordo di ristrutturazione venga presentato nel termine concesso dal tribunale in seguito al deposito di ricorso per concordato preventivo con riserva di cui all'articolo 161, comma 6, L.F.. (Alberto Rinaldi) (riproduzione riservata) Tribunale Verona 28 marzo 2013



Concordato preventivo - Scioglimento dei contratti pendenti - Indicazione dell'indennizzo spettante ai contraenti ed inserimento nell'elenco dei creditori ai fini del voto.

Qualora il concordato preveda lo scioglimento di determinati contratti in corso di esecuzione, la proposta deve prevedere l'indennizzo spettante alle controparti contrattuali e l'inserimento di queste nell'elenco dei creditori di cui all'articolo 161, comma 2, L.F., ai fini dell'ammissione al voto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Novara 27 marzo 2013



Concordato preventivo – Fattibilità economica riservata ai creditori – Aspetti demandati alla valutazione del tribunale.

Devono ritenersi esclusi dalla valutazione del Tribunale i giudizi sulla meritevolezza del debitore, al contenuto della proposta e alla percentuale minima offerta, nonché in ordine alla convenienza economica del concordato preventivo proposto, previsti nei previgenti artt. 160 e 181 l.fall. e attualmente invece rimessi alla valutazione esclusiva dei creditori, unitamente alla cd. “fattibilità economica”, in omaggio all'impronta  squisitamente negoziale che il legislatore ha voluto attribuire alla procedura.  In tale contesto, il giudizio del Tribunale  riguarderà: i) la sussistenza del requisito soggettivo (e cioè della qualità di imprenditore non piccolo ex art. l 1.fall.) e del requisito oggettivo, e cioè la sussistenza di uno "stato di crisi" dell'impresa, stato non meglio definito, ma nel quale possono essere ricomprese tutte quelle situazioni di difficoltà economica e finanziaria dell'impresa, sia che esse si siano già tradotte, sia che non si siano ancora attualmente tradotte (“cd. insolvenza prospettica”), nella  irreversibilità rilevante ai sensi dell’art. 5 l.fall.; ii) l'avvenuta articolazione di un piano tendente o alla ristrutturazione dei debiti o al pagamento dei crediti, “attendibile”, nel senso che i dati aziendali devono non solo essere veridici, ma i beni e le attività dell’azienda devono essere correttamente valutati e tale giudizio sulla corretta valutazione deve essere condotto dal Tribunale sulla base, ovviamente anche delle verifiche compiute su impulso del  commissario giudiziale; iii) la “fattibilità giuridica” del piano, nel senso che lo stesso deve presentare una certa coerenza rispetto alla proposta formulata, e cioè che il piano deve essere serio, ovvero concretamente realizzabile sulla base delle risorse presenti nel patrimonio aziendale e di quelle che si potranno concretamente ed effettivamente realizzare con un certo grado di ragionevolezza a seguito della eventuale attività liquidatoria demandata agli organi della procedura, in caso di cessione dei beni; ciò significa che la percentuale concordataria offerta deve, sulla base di una previsione seria e ragionevole (condotta ancora una volta sulla base delle verifiche del  commissario giudiziale), poter essere rispettata; altrimenti non potrebbe ritenersi conclusa quella fattispecie negoziale, sulla cui scia il legislatore della riforma ha voluto rileggere l'istituto in oggetto, scaturente tra la proposta concordataria e l'accettazione della stessa da parte dei creditori che hanno espresso il proprio voto in relazione a quel contenuto della proposta (cfr. in tal senso Cass. civ. S.U., 23 gennaio 2013, n. 1521). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Benevento 27 marzo 2013



Concordato preventivo con cessione dei beni – “Concordato di risanamento indiretto”.

Può essere definito quale “concordato di risanamento indiretto” (tale essendo quello in cui l’attività di impresa continua con lo stesso complesso aziendale gestito da un diverso soggetto) la proposta che preveda la cessione dei beni ai creditori e nel contempo la prosecuzione dell’attività mediante affitto dell’azienda ad altra società. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Benevento 27 marzo 2013



Dichiarazione di fallimento e concordato preventivo - Contemporanea pendenza dei due procedimenti - Modalità di trattazione congiunta - Valutazione della domanda di concordato - Dichiarazione di fallimento in caso di inammissibilità.

Nell'ipotesi di contemporanea pendenza dei procedimenti per dichiarazione di fallimento e di ammissione al concordato preventivo, il tribunale provvederà alla trattazione congiunta dei due procedimenti e vaglierà la sussistenza dei requisiti di ammissibilità della domanda di concordato anche alla luce del materiale proveniente dal creditore istante per la dichiarazione di fallimento decidendo prima sulla domanda di concordato; in caso di inammissibilità o di mancata omologazione della stessa, valuterà la sussistenza dei presupposti per la dichiarazione di fallimento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Novara 20 marzo 2013



Concordato preventivo con riserva - Pendenza di istanza di fallimento - Proroga del termine inizialmente concesso - Fattispecie.

Nell'ambito del concordato preventivo con riserva, il limite massimo di 60 giorni di prorogabilità del termine indicato dall'articolo 161, ultimo comma, L.F. qualora sia pendente un'istanza di fallimento non esclude la possibilità di concedere una proroga inferiore che contemperi le esigenze dell'impresa con quelli del ceto creditorio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Novara 18 marzo 2013



Concordato preventivo con riserva – Società di capitali – Delibera dell’amministratore – Necessità – Contenuto dello statuto o dell’atto costitutivo – Rilevanza.

Poiché con il ricorso ex art. 161, comma 6, L.F. la società di capitali formula istanza di ammissione alla procedura di concordato preventivo, la stessa deve allegare al ricorso la delibera dell'amministratore nelle forme previste dal quarto comma dell'art. 152 L.F., salva diversa disposizione dell’atto costitutivo o dello statuto. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova 14 marzo 2013



Concordato preventivo con riserva - Pendenza di istanza di fallimento - Proroga del termine per una durata inferiore a 60 giorni - Contemperamento delle esigenze dell'impresa con quelle dei creditori.

In tema di prorogabilità del termine concesso a seguito di ricorso per concordato preventivo con riserva, l'articolo 161, ultimo comma, L.F., per l'ipotesi in cui siano pendenti istanze di fallimento, ha fissato l'estensione massima della proroga in 60 giorni, non escludendo, pertanto, la possibilità di una proroga di minore durata che contemperi le esigenze dell'impresa con quelle del ceto creditorio, tenuto conto, altresì, della necessità di scongiurare un uso meramente dilatorio dello strumento offerto dal legislatore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Novara 14 marzo 2013



Concordato preventivo - Presentazione di più domande di concordato di contenuto diverso - Ammissibilità - Presentazione di domande identiche o con differenziazioni marginali con il fine di procrastinare il vaglio dell'istanza di fallimento - Inammissibilità - Abuso dello strumento concordatario.

Nulla vieta all’imprenditore in crisi che non sia stato capace una prima volta di incontrare l’interesse dei propri creditori di ripresentare una differente proposta che abbia effettivo carattere innovativo, prevedendo, ad esempio, una diversa formazione dell’attivo, ove eventualmente siano fatti confluire altri cespiti o finanziamenti ottenuti da terzi, un diverso contenuto satisfattivo del ceto creditorio in termini percentuali, differenti tempistiche di pagamento ovvero nuove forme di garanzia dei pagamenti già prospettati. Per contro non corrisponde a un interesse né dell’ordinamento, nel cui ambito anche al procedimento fallimentare deve essere assicurata una ragionevole durata, né del ceto creditorio perdere tempo a esaminare successive proposte concordatarie che abbiano identico contenuto, si differenzino per aspetti del tutto marginali e siano inidonee a mutare in concreto il quadro, giuridico e/o economico, già qualificato come inadeguato o insoddisfacente; una domanda di tal fatta, non perseguendo alcun interesse sostanziale se non quello di procrastinare il vaglio dell’istanza di fallimento, costituirebbe un chiaro abuso dello strumento processuale a disposizione dell’imprenditore in crisi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Forlì 12 marzo 2013



Fallimento – Concordato preventivo – Concordato con riserva – Finanziamento ponte (in funzione del C.P.) – Utilizzato per pagare i professionisti nel concordato con riserva – Prededuzione – Non spettanza.

Non spetta la prededuzione al finanziatore che ha prestato del denaro (con mutuo di scopo) al soggetto che si accinge a chiedere il concordato preventivo, il quale, nella consapevolezza dello stesso finanziatore, utilizzi la somma ricevuta per pagare i professionisti del concordato, anticipando l’effetto prededuttivo voluto dalla legge, che non è però ancora riscontrabile all’atto del pagamento. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza 11 marzo 2013



Fallimento – Concordato preventivo – Concordato con riserva – Crediti professionali – Prededuzione – Momento di accertamento – Tempo del pagamento.

Il credito dei professionisti del concordato, quali garanti della buona riuscita della proposta e del piano concordatari, sulla base della buona fede e degli obblighi di protezione, può godere in astratto della prededuzione, ma questa collocazione può essere accertata soltanto dopo l’omologazione del concordato, ovvero dopo la verifica dello stato passivo nel fallimento eventualmente successivo, sicché i professionisti non possono essere pagati prima di tale momento, per l’impossibilità di sapere se vi siano, con assoluta certezza, risorse sufficienti a pagare tutti i crediti in prededuzione ed i creditori privilegiati di grado pari o poziore, ed accertare sia l’adeguatezza funzionale rispetto alla procedura concorsuale del loro operato che la concreta utilità per la massa, oltre alla continuità procedurale. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza 11 marzo 2013



Fallimento – Concordato preventivo – Concordato con riserva – Crediti professionali – Prededuzione – Momento di accertamento – Tempo del pagamento.

Il credito dei professionisti (advisor, attestatore, legale, stimatore, etc.) che hanno collaborato alla preparazione del concordato, sorto prima  dell’apertura della procedura di concordato non rientra nella fattispecie prevista dalla norma di cui all’art. 182quinquies, co. 4, in quanto i professionisti de quibus non possono essere considerati fornitori strategici di beni e servizi di supporto alla continuità aziendale, ma solo occasionali prestatori d’opera professionale, né la loro prestazione appare essere infungibile e neppure di supporto alla continuità aziendale, anzi essendosi esaurita anteriormente all’apertura della procedura. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza 11 marzo 2013



Fallimento – Concordato preventivo – Concordato con riserva – Prededuzione nel preconcordato – Interpretazione autentica.

La norma di interpretazione autentica dell’art. 111, co. 2, l.f. si applica a tutte le prededuzioni sorte "in occasione o in funzione di procedure concorsuali", ivi comprese tutte quelle sorte nell'ambito del preconcordato, anche se previste espressamente come tali e (solo apparentemente) non comprese tra i crediti sorti in occasione o in funzione. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza 11 marzo 2013



Fallimento – Concordato preventivo – Concordato con riserva – Prededuzione – Momento rilevante – Riparto.

La prededuzione nel preconcordato può venire in rilievo solo nel caso del mancato pagamento, e quindi solo nel momento del riparto (concordatario o fallimentare), sicché nel preconcordato si deve lasciare l'imprenditore libero di pagare chi vuole, salvo poi chiedere in restituzione al creditore ciò che gli è stato pagato in eccesso rispetto alla percentuale di soddisfazione che risulterà a lui effettivamente spettante nel riparto. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza 11 marzo 2013



Concordato con continuità aziendale - Domanda di concordato con riserva - Licenziamento collettivo finalizzato alla prosecuzione dell'attività - Atto di straordinaria amministrazione - Esclusione.

Non è atto di straordinaria amministrazione e non necessita quindi di autorizzazione ai sensi dell'articolo 161, comma 7, L.F. il licenziamento collettivo attuato allo scopo di ridurre il personale in misura compatibile con l'equilibrio dell'azienda la cui attività sia destinata a proseguire nell'ambito di un concordato con continuità aziendale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Cosenza 06 marzo 2013



Concordato fallimentare – Competenza del tribunale – Gruppo di imprese – Prevalenza della sede effettiva.

La competenza del tribunale per la domanda di concordato di società appartenenti allo stesso gruppo deve ritenersi esistente anche nel caso in cui alcune delle società abbiano la sede legale nel circondario di altro tribunale qualora risulti che la loro sede effettiva si trovi in realtà nel circondario del tribunale al quale è presentata la domanda. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna 06 marzo 2013



Concordato con riserva – Mancanza di motivazioni ed indicazioni in ordine al contenuto del piano – Termine minimo previsto dalla norma.

In mancanza di adeguate motivazioni ed indicazioni in ordine al contenuto del piano di concordato, a fronte della presentazione di domanda di concordato con riserva appare opportuno concedere il termine minimo previsto dall’articolo 161, comma 6, L.F.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna 06 marzo 2013



Concordato con riserva – Termine per la presentazione del piano – Decorrenza dal deposito del decreto del tribunale – Valore prenotativo della pubblicazione del ricorso.

Il termine concesso dal tribunale ai sensi dell’articolo 161, comma 6, L.F. per la presentazione della documentazione e del piano concordatario decorre dal deposito in cancelleria del decreto del tribunale che si pronuncia sul ricorso, mentre la pubblicazione di quest’ultimo, effettuata a cura della cancelleria ai sensi del quinto comma, ha valore “prenotativo” degli effetti derivanti dalla futura concessione del termine. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna 06 marzo 2013



Concordato preventivo con riserva - Ricorso finalizzato al perfezionamento di un accordo di ristrutturazione dei debiti ex articolo 182 bis L.F. - Sospensione dei contratti in corso di esecuzione ex articolo 169 bis L.F. - Sospensione dei contratti di anticipazione di crediti su fatture e Ri.Ba. - Ordine agli istituti di credito di mettere a disposizione della ricorrente le somme versate dai clienti.

In seguito alla presentazione di ricorso per concordato preventivo con riserva finalizzato al perfezionamento di un accordo di ristrutturazione ex art. 182 bis, L.F., può essere disposta la sospensione dei contratti di anticipazione di crediti su fatture e Ri.Ba. ed è altresì possibile ordinare agli istituti di credito di mettere a disposizione della ricorrente tutte le somme versate dai clienti in pagamento degli importi anticipati. Detto provvedimento consente, infatti, di evitare il pregiudizio che deriverebbe alla collettività dei creditori dal compimento di atti che potrebbero essere resi inefficaci da azioni esercitabili nell'ambito di una futura eventuale procedura di fallimento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza 01 marzo 2013



Concordato preventivo – Pagamento non autorizzato di crediti concorsuali – Inammissibilità della proposta – Esclusione – Atto di frode – Esclusione – Condizioni.

Ai sensi del combinato disposto degli artt. 161, comma 7, e 167 L.F., sussiste il divieto di pagamento di crediti anteriori tra l'iscrizione del ricorso per concordato preventivo e l'omologa del medesimo, violazione che comporta la inammissibilità della domanda. (Andrea Balba) (riproduzione riservata) Tribunale Milano 28 febbraio 2013



Concordato preventivo - Limiti al controllo del tribunale sulla fattibilità economica del piano - Riclassificazione dell'attivo - Inammissibilità della valutazione della fattibilità.

È illegittimo il giudizio del tribunale, posto a fondamento della decisione di inammissibilità del concordato preventivo, nel quale entrino in discussione aspetti relativi alla fattibilità economica del piano, trattandosi di giudizio prognostico che presenta fisiologicamente margini di opinabilità ed implica possibilità di errore e, quindi, profili di rischio del quale devono farsi carico esclusivamente i creditori dopo che siano stati correttamente informati. (Nel caso di specie è stata riformata la decisione del tribunale, il quale, discostandosi dalla valutazione espressa dal professionista attestatore, aveva proceduto autonomamente ad una riclassificazione e riduzione dell'attivo ed aveva ritenuto invendibili determinati cespiti). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Firenze 27 febbraio 2013



Concordato preventivo - Indipendenza del professionista attestatore - Requisiti.

Nella relazione attestativa che accompagna la domanda di concordato preventivo, il professionista deve dichiarare espressamente la propria indipendenza ovvero la mancanza di interessi personali nell'operazione, di rapporti professionali o personali con soggetti che vi abbiano interesse, tali da compromettere l'indipendenza di giudizio, nonché la mancata prestazione, nei cinque anni antecedenti la presentazione della proposta, di consulenza al debitore, neppure attraverso associati. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Novara 27 febbraio 2013



Concordato preventivo e dichiarazione di fallimento - Rapporto tra i due procedimenti - Favore per la soluzione concordataria - Ipotesi in cui il tribunale può impedire al debitore di coltivare la domanda di concordato.

In tema di rapporti tra procedimento per dichiarazione di fallimento e di concordato preventivo, va osservato che il tribunale può precludere al debitore la facoltà (ampiamente riconosciuta - ed oggi anzi incentivata - dall’ordinamento) di coltivare l’ammissione al concordato preventivo, dando invece la precedenza all’istanza di fallimento proposta dal creditore (o dal p.m.), solo laddove la domanda di ammissione a concordato preventivo, alternativamente: i) non sia rituale e completa, ai sensi degli artt. 160 e 161 L.Fall.; ii) configuri una evidente forma di abuso dello strumento concordatario, anche attraverso condotte penalmente sanzionabili (ad es. bancarotta fraudolenta per distrazione, ex art. 216 n. 1 L.Fall., ovvero bancarotta semplice ex art. 217 n. 3 e 4 L.Fall., per aver compiuto operazioni di grave imprudenza per ritardare il fallimento, ovvero aggravato il proprio dissesto astenendosi dal richiedere la dichiarazione del proprio fallimento); iii) pregiudichi, definitivamente e in concreto, una più proficua liquidazione fallimentare, in danno della massa dei creditori (ad es. per il consolidamento di un’ipoteca, o la maturazione medio tempore della prescrizione di eventuali azioni di massa esperibili dal curatore). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Terni 26 febbraio 2013



Concordato preventivo con riserva - Rapporto con il procedimento per dichiarazione di fallimento - Favore per la soluzione concordataria - Margine di discrezionalità del tribunale limitato all'interno di una forbice temporale predeterminata.

Il favore del legislatore per la soluzione concordataria rispetto a quella della dichiarazione di fallimento si manifesta in modo ancora più marcato nel concordato con riserva, nell'ambito del quale il debitore può beneficiare di un apposito spatium deliberandi anche nell'ipotesi in cui sia già pendente un procedimento prefallimentare. Il tribunale, infatti conserva margini di discrezionalità solo all'interno di una forbice temporale predeterminata, posto che il sistema normativo delineato dall'articolo 161 L.Fall. si limita a prevedere una contrazione da 120 a 60 giorni del termine massimo da fissare in prima battuta al debitore che presenti domanda di concordato con riserva, senza escludere la possibilità di una successiva proroga di ulteriori 60 giorni. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Terni 26 febbraio 2013



Concordato preventivo con riserva - Rifiuto del termine richiesto dal debitore - Situazioni di particolare gravità con implicazioni di carattere penale.

A fronte di una domanda di concordato preventivo con riserva ex articolo 161, comma 7, L.Fall., il tribunale può rifiutare la concessione del termine qualora emergano situazioni di particolare gravità, specie con evidenti implicazioni di carattere penale; non a caso il quinto comma dell'articolo 161 citato prevede (anche con riferimento al ricorso di cui al sesto comma), accanto alla pubblicazione della domanda di concordato nel registro delle imprese, anche la sua comunicazione al pubblico ministero, evidentemente in vista di una eventuale richiesta di fallimento ex art. 7 L.Fall.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Terni 26 febbraio 2013



Concordato preventivo con riserva - Rapporto con il procedimento per dichiarazione di fallimento - Interpretazione dell'ultimo comma dell'articolo 161 - Concessione di un termine superiore a quello minimo di 60 giorni solo in caso di rigetto dell'istanza di fallimento.

In tema di rapporti tra procedimento per dichiarazione di fallimento e di concordato preventivo, qualora venga presentata domanda di “concordato con riserva” ex art. 161, comma 6, L.Fall., l'inciso “fermo quanto disposto dall'articolo 22, primo comma" deve essere interpretato non già nel senso che, in caso di pendenza di procedimento prefallimentare, la fissazione del termine possa avvenire solo dopo l'adozione del provvedimento di rigetto dell'istanza di fallimento (che altrimenti si conferirebbe a quel semplice inciso una eclatante portata in termini di "pregiudizialità inversa", del procedimento prefallimentare rispetto al concordato preventivo), bensì nel senso che può essere concesso un termine superiore a quello minimo di 60 giorni solo in caso di rigetto dell'istanza di fallimento ex art. 22, primo comma, L.Fall. (ed anche in pendenza di reclamo ai sensi del successivo secondo comma, che infatti non è espressamente richiamato). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Terni 26 febbraio 2013



Concordato preventivo con riserva - Deposito dei bilanci relativi agli ultimi tre esercizi e della delibera di cui all'articolo 152 L.F. - Adempimento che deve precedere il deposito del ricorso.

I bilanci relativi agli ultimi tre esercizi, ai sensi dell'articolo 161, comma 6, L.F. da depositarsi unitamente al ricorso per concordato preventivo con riserva, devono essere stati effettivamente approvati e la pubblicazione della relativa delibera nel registro delle imprese deve precedere il deposito del ricorso, non potendo detto adempimento, al pari della delibera di cui all'articolo 152 L.F., essere compiuto nel termine concesso per la presentazione del piano. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pisa 21 febbraio 2013



Concordato preventivo con riserva - Concessione del termine per l'integrazione della documentazione e la presentazione del piano - Competenza del collegio.

In caso di ricorso per concordato preventivo con riserva, la concessione del relativo termine spetta al Collegio. (Antonio Pezzano) (riproduzione riservata) Tribunale Pisa 21 febbraio 2013



Concordato preventivo con riserva - Concessione del termine per l'integrazione della documentazione e la presentazione del piano - Audizione del debitore - Non necessità.

Il diniego della concessione del termine di cui all'articolo 161, comma 6, L.F. non presuppone l'audizione del debitore. (Antonio Pezzano) (riproduzione riservata) Tribunale Pisa 21 febbraio 2013



Concordato preventivo - Presentazione di domanda di concordato con riserva quando sia già stata presentata domanda di concordato preventivo - Abuso del diritto - Esclusione - Fattispecie.

Se è vero che la presentazione di un ricorso di preconcordato dopo aver già presentato una domanda di concordato può in astratto configurare un utilizzo abusivo delle facoltà riconosciute dalla normativa, tuttavia tale ipotesi è da escludere qualora la condotta del debitore non abbia arrecato alcun pregiudizio al creditore procedente. (Nel caso di specie, il creditore procedente aveva proposto reclamo avverso la dichiarazione di fallimento, dimostrando con ciò di avere fiducia nel superamento della crisi del debitore; occorre, inoltre, evidenziare che il debitore aveva proposto domanda di concordato avvalendosi della nuova normativa entrata in vigore dopo la presentazione della prima domanda di concordato). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano 21 febbraio 2013



Concordato preventivo con riserva - Sospensione dei contratti bancari - Scopo di evitare la compensazione dei crediti degli istituti con le somme versate sui conti correnti - Ammissibilità.

A fronte della presentazione di una domanda di concordato preventivo con riserva è possibile disporre la sospensione dei contratti bancari allo scopo di evitare che gli istituti di credito pongano in compensazione i propri crediti verso la ricorrente con le somme che affluiscono sui relativi conti correnti, con conseguente lesione della par condicio creditorum ed in contrasto con i principi stabiliti dagli articoli 168 e 169, legge fallimentare. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Busto Arsizio 11 febbraio 2013



Fallimento – Concordato preventivo – Concordato con riserva – Preconcordato – Appalto – Opere private e pubbliche – Subappalto – Atto di straordinaria amministrazione – Autorizzazione – Condizioni.

Nel caso di concordato con continuità aziendale, in cui la ditta che si trovi ancora in pre-concordato chieda l’autorizzazione a subappaltare l’esecuzione di un opera ad un terzo (da intendersi quale atto di amministrazione straordinaria), l’attestatore che redige la relazione di cui all’art. 186bis, co. 2, lett. b), l.f. deve altresì attestare (con riferimento specifico all’oggetto dell’autorizzazione) gli elementi contabili di cui al comma 1 dello stesso art. 186bis, e inoltre – ove si tratti di opera pubblica – la conformità al piano e la “ragionevole capacità di adempimento” dei contratti da parte del terzo subappaltatore, come prescritto dal terzo comma per l’impresa appaltatrice; dovrà altresì farsi risultare l’assenso al subentro prestato (anche nella forma del silenzio-assenso, ove sia così previsto dal bando di gara) dalla Pubblica Amministrazione. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza 07 febbraio 2013



Domanda di concordato con riserva – Contemporanea pendenza di procedimento cautelare ex art. 182 bis, comma 6, L.F. – Inammissibilità.

Deve ritenersi inammissibile la domanda di concordato con riserva ai sensi dell’articolo 161, comma 6, L.F. qualora sia pendente il procedimento cautelare di cui all’articolo 182 bis, comma 6, L.F. ed il debitore abbia dichiarato di perseguire in via primaria l’obiettivo della conclusione di un accordo di ristrutturazione dei debiti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Perugia 04 febbraio 2013



Concordato preventivo - Abuso del diritto - Presentazione di domanda di pre-concordato dopo il mancato raggiungimento delle maggioranze in ordine a precedente domanda di concordato o nel corso del procedimento ex art. 173 L.F. - Illegittimità.

Deve essere qualificato come illegittimo, e se attuato attraverso il ricorso ad uno strumento previsto dalla legge, quale abuso del diritto, qualsiasi condotta che tende ad impedire che un procedimento di concordato preventivo si concluda secondo le modalità previste dalla legge fallimentare, ovvero con una sentenza dichiarativa di fallimento che, in presenza di istanze provenienti dai creditori o dal pubblico ministero, faccia seguito al decreto di revoca. Tale deve essere considerata la presentazione di una domanda di pre-concordato (implicante revoca della precedente domanda di concordato) proposta subito dopo il mancato raggiungimento delle maggioranze, oppure nel corso del procedimento instaurato ai sensi dell'articolo 173 L.F.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Messina 01 febbraio 2013



Concordato preventivo in bianco – Deposito del Modello Unico in luogo dei bilanci degli ultimi tre esercizi – Inammissibilità.

L’imprenditore che propone domanda di ammissione alla procedura di concordato preventivo riservandosi di presentare la proposta, il piano e la documentazione di cui ai commi secondo e terzo dell'art. 161 l.f. entro un termine fissato dal giudice non può depositare, in luogo dei bilanci degli ultimi tre esercizi, il Modello Unico relativo ai medesimi periodi, non essendo idoneo detto documento a consentire un riscontro da parte del Tribunale dello stato di crisi dell’imprenditore. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)

Il deposito del Modello Unico non può sostituire, tra i documenti previsti dall’art. 161 VI co. l.f., il deposito dei bilanci degli ultimi tre esercizi, essendo strumento deputato alla determinazione del reddito, che unisce indicazioni frammentarie e risente delle variazioni previste dalla specifica normativa fiscale, senza evidenziare l’evoluzione dei rapporti di natura economica, finanziaria e patrimoniale dell’impresa. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)
Tribunale Mantova 31 gennaio 2013




Concordato preventivo con riserva - Sopravvenuta istanza di fallimento - Proroga nella misura massima del termine per la presentazione del piano e della documentazione - Ammissibilità.

Concordato preventivo con riserva - Pendenza di procedimento fallimentare - Interpretazione dell'articolo 161, comma 10, L.F. - Concessione del termine superiore a quello minimo di 60 giorni solo in caso di rigetto dell'istanza di fallimento.

Non è preclusa dalla sopravvenuta presentazione di istanza di fallimento la concessione di una proroga, nella misura massima di sessanta giorni, del termine concesso ai sensi dell'articolo 161, comma 6, L.F. a fronte di ricorso per concordato preventivo con riserva. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

L’inciso iniziale dell’art. 161, co. 10, L.F. «fermo quanto disposto dall’articolo 22, primo comma» deve essere interpretato non già nel senso che in caso di pendenza di procedimento prefallimentare la fissazione del termine possa avvenire solo dopo l’adozione del provvedimento di rigetto dell’istanza di fallimento, bensì nel senso che può essere concesso un termine superiore a quello minimo di sessanta giorni solo in caso di rigetto dell’istanza di fallimento ex art. 22, comma 1, L.F. ed anche in pendenza di reclamo ai sensi del successivo secondo comma. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Terni 28 gennaio 2013




Attestazione del professionista - Espressa dichiarazione di non versare nelle condizioni di incompatibilità previste dalla legge - Necessità.

Il professionista attestatore, oltre a dichiarare il possesso dei requisiti e l'assenza delle incompatibilità di cui all'articolo 28 L.F., non deve limitarsi a dichiarare il possesso dei requisiti di cui all'articolo 67, comma 3, lett. d), L.F. ma deve aggiungere espressamente di non aver prestato negli ultimi cinque anni, neanche per il tramite di soggetti con i quali è unito in associazione professionale, attività di lavoro subordinato o autonomo in favore del debitore ovvero partecipato agli organi di amministrazione o di controllo dello stesso, al fine di rendere più esplicita l'osservanza delle nuove disposizioni sulla sua indipendenza, previste dal novellato articolo 161, comma 3, L.F.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Terni 28 gennaio 2013



Concordato preventivo - Controllo del giudice sulla fattibilità della proposta di concordato - Controllo nelle diverse fasi del procedimento - Contenuto della proposta - Verifica dell'effettiva realizzabilità della causa concreta - Significato - Finalità della procedura.

Il principio di diritto enunciato dalle Sezioni Unite Civili della Corte di cassazione:
Il giudice ha il dovere di esercitare il controllo di legittimità sul giudizio di fattibilità della proposta di concordato, non restando tale giudizio escluso dall’attestazione del professionista, mentre resta riservata ai creditori la valutazione in ordine al merito del detto giudizio, che ha ad oggetto la probabilità di successo economico del piano ed i rischi inerenti. Il controllo di legittimità del giudice si realizza facendo applicazione di un unico e medesimo parametro nelle diverse fasi di ammissibilità, revoca ed omologazione in cui si articola la procedura di concordato preventivo, verificando l'effettiva realizzabilità della causa concreta della procedura di concordato; quest'ultima, la quale deve essere intesa come obiettivo specifico perseguito dal procedimento, non ha contenuto fisso e predeterminabile, essendo dipendente dal tipo di proposta formulata, ma deve comunque essere finalizzata, da un lato, al superamento della situazione di crisi dell'imprenditore e, dall'altro, all'assicurazione di un soddisfacimento, sia pur ipoteticamente modesto e parziale, dei creditori. (massima ufficiale)
Cassazione civile 23 gennaio 2013




Concordato preventivo - Compiti del professionista attestatore - Certificazione della veridicità dei dati - Valutazione sulla fattibilità del piano - Indipendenza e professionalità dell'attestatore.

Nel concordato preventivo, il professionista attestatore ha il compito di certificare la veridicità dei dati rappresentati dall'imprenditore e di esprimere una valutazione in ordine alla fattibilità del piano dallo stesso proposto, fornendo dati, informazioni e valutazioni sulla base di riscontri effettuati dall'interno, elementi, questi, che il giudice potrebbe altrimenti acquisire soltanto nominando un consulente tecnico. Il professionista attestatore, pur non essendo un consulente del giudice, deve, pertanto, avere caratteristiche di indipendenza (significativamente rafforzate dalla sanzioni penali di cui all'articolo 236 bis, legge fallimentare) e professionalità tali da garantire una corretta attuazione del dettato normativo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile 23 gennaio 2013



Concordato preventivo - Valutazione del professionista attestatore - Controllo del giudice - Prevalenza - Potere del giudice di discostarsi dal giudizio espresso dal professionista - Sussistenza.

Benché, nel concordato preventivo, al professionista attestatore sia demandato il compito di certificare la veridicità dei dati forniti dall'imprenditore e di esprimere una valutazione in ordine alla fattibilità del piano dallo stesso proposto, occorre precisare che il controllo del giudice su questi aspetti non è di secondo grado, destinato cioè a realizzarsi soltanto sulla completezza e congruità logica della motivazione offerta dal professionista anche sotto il profilo del collegamento effettivo tra i dati riscontrati ed il giudizio espresso; il giudice può, infatti, discostarsi dal giudizio espresso dal professionista, così come potrebbe fare a fronte di non condivise valutazioni di un suo ausiliario. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile 23 gennaio 2013



Concordato preventivo - Fattibilità del piano - Convenienza della proposta - Distinzione - Fattibilità giuridica e fattibilità economica - Distinzione e contenuti - Giudizio di fattibilità giuridica riservato al giudice - Giudizio di fattibilità economica riservato ai creditori.

Premesso che la fattibilità del piano di concordato non deve essere confusa con la convenienza della proposta (vale a dire con il giudizio di merito certamente sottratto al tribunale e riservato ai creditori), occorre precisare che la fattibilità, intesa come una prognosi circa la possibilità di realizzazione della proposta nei termini prospettati, implica una ulteriore distinzione tra fattibilità giuridica e fattibilità economica. La verifica della fattibilità giuridica spetta sicuramente al giudice, il quale dovrà esprimere un giudizio negativo sull'ammissibilità della proposta quando le sue modalità attuative risultino incompatibili con norme inderogabili. È, invece, di competenza esclusiva dei creditori il giudizio in ordine alla fattibilità economica del concordato, posto che questa valutazione consiste in un giudizio prognostico che comporta margini di opinabilità e possibilità di errore che si traducono inevitabilmente in un fattore di rischio per i soggetti interessati; è quindi ragionevole, in coerenza con l'impianto generale dell'istituto del concordato preventivo, che di tale rischio si facciano esclusivo carico i creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile 23 gennaio 2013



Concordato preventivo - Individuazione dei margini di intervento del giudice - Causa concreta del concordato - Variabilità del contenuto della proposta - Valutazione delle concrete modalità proposte dal debitore - Contenuto necessario della proposta - Superamento della crisi e soddisfazione dei creditori.

Allo scopo di individuare i margini di intervento del giudice nell'ambito a lui riservato della valutazione della fattibilità giuridica del concordato, occorre individuare la causa concreta del procedimento di concordato sottoposto al suo esame, intendendosi per causa concreta le modalità attraverso le quali, per effetto ed in attuazione della proposta del debitore, le parti del procedimento intendono realizzare la composizione dei rispettivi interessi. Poiché, tuttavia, il legislatore non ha inteso predeterminare il contenuto della proposta e non è, quindi, possibile stabilire con una previsione generale ed astratta i margini dell'intervento del giudice, si dovrà tener conto delle concrete modalità proposte dal debitore per la composizione della propria esposizione debitoria, fermo restando che la proposta di concordato deve necessariamente avere ad oggetto il superamento della crisi e la soddisfazione in qualche misura dei creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile 23 gennaio 2013



Concordato preventivo - Controllo del giudice sulla fattibilità - Completezza e regolarità della documentazione - Scopo dell'informazione ai creditori - Accertamento della fattibilità giuridica della proposta - Valutazione della effettiva idoneità alla regolazione della crisi ed alla soddisfazione dei creditori - Termini di adempimento della proposta - Rilevanza ai fini del giudizio di fattibilità del concordato.

Nel concordato preventivo, il controllo del giudice sulla fattibilità del concordato deve essere effettuato verificando l'idoneità della documentazione prodotta (per la sua completezza e regolarità) a corrispondere alla funzione che le è propria di fornire elementi di giudizio ai creditori, sia accertando la fattibilità giuridica della proposta (si pensi, a titolo esemplificativo, alla cessione di beni altrui), sia infine valutando l'effettiva idoneità di quest'ultima ad assicurare il soddisfacimento della causa della procedura consistente nella regolazione della crisi e nella soddisfazione almeno parziale dei creditori nel rispetto dei termini di adempimento previsti, profilo, quest'ultimo, che incide sulla valutazione della proposta nel suo complesso e di conseguenza sul giudizio di fattibilità del concordato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile 23 gennaio 2013



Concordato preventivo con cessione dei beni - Giudizio di fattibilità esercitabili dal giudice - Correttezza della indicazione della misura della percentuale offerta ai creditori - Esclusione impegno a mettere a disposizione dei creditori i beni dell'imprenditore liberi da vincoli che ne impediscono la liquidazione o ne alterino il valore.

Nel concordato preventivo con cessione dei beni, non rientra nell'ambito del giudizio di fattibilità esercitabile dal giudice un sindacato sull'aspetto pratico ed economico della proposta e, quindi, sulla correttezza della indicazione della misura di soddisfacimento percentuale offerta ai creditori. In questo tipo di concordato, infatti, la percentuale di pagamento eventualmente prospettata non è vincolante, non essendo prescritta da alcuna disposizione ed essendo al contrario sufficiente l'impegno a mettere a disposizione dei creditori i beni dell'imprenditore liberi da vincoli ignoti che ne impediscono la liquidazione o ne alterino apprezzabilmente il valore, fatta ovviamente salva la possibilità che il debitore assuma una specifica obbligazione in tal senso. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile 23 gennaio 2013



Concordato preventivo - Convenienza economica - Giudizio riservato ai creditori - Necessità di una puntuale informazione - Oggetto - Compito del professionista attestatore e del commissario giudiziale.

Affinché i creditori possono esprimere il giudizio loro riservato sulla convenienza economica della proposta di concordato, concorrendo così a garantire il giusto esito della procedura, è necessario che essi ricevano una puntuale informazione circa i dati, le verifiche interne e le connesse valutazioni, incombenti, questi, che assumono un ruolo centrale nello svolgimento della procedura ed ai quali debbono provvedere dapprima il professionista attestatore (rispetto al quale il d.l. 83 del 2012, oltre a sottolinearne la necessaria indipendenza, ha introdotto pesanti sanzioni nel caso di falsità nelle attestazioni o nelle relazioni), in funzione dell'ammissibilità al concordato, e successivamente il commissario giudiziale prima dell'adunanza dei creditori ai fini del voto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile 23 gennaio 2013



Concordato preventivo - Controllo del tribunale nella fase di ammissione - Adeguatezza delle informazioni - Completezza e coerenza.

È compito del tribunale esercitare un controllo nella fase di ammissione sull’adeguatezza delle informazioni contenute nella proposta di concordato preventivo nel duplice senso della completezza e della coerenza rispetto alla proposta. A tale fine, il tribunale verifica l’adeguatezza quantitativa dei dati, la coerenza rispetto ad essi del piano sotteso alla proposta di concordato nonché l’adeguatezza logico-informativa dell’attestazione, indagando se il professionista abbia svolto concretamente il ruolo ad esso affidato dalla legge. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza 22 gennaio 2013



Concordato preventivo - Attestazione del professionista - Veridicità dei dati aziendali e di fattibilità del piano - Indicazione delle verifiche svolte - Corrispondenza ai principi contabili - Valutazione dei crediti e delle proposte di acquisto.

Il professionista attestatore deve formulare un giudizio di veridicità dei dati aziendali e di fattibilità del piano di concordato preventivo. La verifica dei dati forniti dall’impresa deve essere concreta, la motivazione del giudizio di fattibilità deve essere adeguata, completa e coerente con la motivazione. Il professionista attestatore dovrà specificare quali verifiche abbia svolto onde appurare la fondatezza e corrispondenza ai principi contabili dei dati messi a sua disposizione, quali verifiche abbia compiuto in ordine all’esistenza ed all’ammontare dei debiti e a fondamento della valutazione di esigibilità dei crediti, nonché quali concrete valutazioni di fattibilità del piano abbia compiuto. Con specifico riferimento ai crediti, dovrà indicare i criteri di valutazione degli stessi e le ragioni che inducano a non svalutarli, dovrà verificare se siano stati emessi dei protesti nei confronti delle società creditrici, quali siano le date di anzianità dei crediti, le condizioni finanziarie patrimoniali, se i creditori siano soggetti in difficoltà o in procedura concorsuale, se vi siano stati tentativi di recupero e se i crediti siano contestati. Con riferimento alle proposte pervenute, l’attestatore dovrà accertare la genuinità, veridicità e la serietà di un’eventuale proposta irrevocabile d’acquisto di un cespite aziendale contenuta nel piano di cui all’art. 160 l. f. Riferendo inoltre quali concrete valutazioni di fattibilità del piano abbia compiuto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza 22 gennaio 2013



Diritto fallimentare – Concordato preventivo – Contratti pendenti – Trascrizione di domanda giudiziale ex art. 2932 c.c. di preliminare di compravendita immobiliare anteriormente al deposito della domanda di concordato preventivo – Richiesta di autorizzazione allo scioglimento ex art. 169-bis L.F. – Inammissibilità.

Non è ammissibile lo scioglimento del contratto preliminare rispetto al quale anteriormente al deposito del ricorso per concordato preventivo sia stata trascritta dal promissario acquirente domanda giudiziale di esecuzione in forma specifica ex art. 2932 c.c.. (Filippo Lo Presti) (riproduzione riservata) Tribunale Padova 15 gennaio 2013



Concordato preventivo – Convocazione del debitore per la declaratoria di inammissibilità e la eventuale dichiarazione di fallimento – Richiesta di un termine per la presentazione della domanda di concordato con riserva – Inammissibilità.

La richiesta di termine per presentare domanda di pre-concordato, avanzata all’udienza collegiale fissata per l’eventuale declaratoria di inammissibilità della originaria domanda di concordato e nella quale il debitore è stato convocato per rendere conto dei profili di inammissibilità (eventualmente modificando la proposta) e per l’eventuale e conseguente declaratoria di fallimento, integra uno sviamento dell’iter processuale idoneo a paralizzare ad libitum, in assenza delle condizioni di ammissibilità del concordato originariamente proposto, un eventuale istanza di fallimento del creditore, con conseguente ingiustificato pregiudizio della massa creditoria. (Nella fattispecie, la domanda di concordato era stata presentata nel periodo antecedente all’entrata in vigore del D. L. 83/2012 (cd. Decreto Sviluppo), il quale ha introdotto rilevanti novità nella disciplina del concordato preventivo, tra cui la possibilità per il debitore di presentare la domanda di ammissione “con riserva” e di depositare successivamente il piano e la proposta). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza 15 gennaio 2013



Concordato preventivo - Autorizzazione a contrarre finanziamenti prededucibili - Richiesta in pendenza del termine fissato a fronte di domanda di concordato con riserva - Ammissibilità.

L'autorizzazione a contrarre i finanziamenti previsti dall'articolo 182 quinquies, legge fallimentare può essere richiesta anche in pendenza del termine fissato dal tribunale ai sensi dell'articolo 161, comma 6, in seguito alla presentazione di domanda di concordato preventivo con riserva. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Terni 14 gennaio 2013



Concordato preventivo - Convenienza della proposta - Valutazione riservata ai creditori.

La valutazione in ordine alla convenienza della proposta di concordato preventivo è riservata ai creditori e non è valutabile dal tribunale nemmeno in sede di opposizione all'omologa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma 11 gennaio 2013



Concordato preventivo con riserva - Compimento di atti di straordinaria amministrazione senza autorizzazione del tribunale - Inammissibilità della domanda - Definizione di atti di straordinaria amministrazione - Contratto di comodato di immobile - Riattivazione dell'attività di società in liquidazione - Assunzione di personale dipendente.

La domanda di concordato preventivo con riserva deve essere dichiarata inammissibile non solo quando siano stati violati gli obblighi informativi periodici disposti dal collegio, ma anche quando siano stati compiuti atti di straordinaria amministrazione senza l’autorizzazione del tribunale. (Nel caso di specie, il Tribunale ha ritenuto fossero da ritenersi atti di straordinaria amministrazione il contratto di comodato di un immobile, la ripresa dell'attività produttiva di una società in liquidazione non solo allo scopo di evadere gli ordini già acquisiti ma anche per "soddisfare le esigenze dello spaccio aziendale"; allo stesso modo è stato ritenuto atto di straordinaria amministrazione l'atto di assunzione a tempo determinato di personale dipendente al fine di garantire il funzionamento dello spaccio aziendale). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pinerolo 09 gennaio 2013



Concordato preventivo - Attestazione del professionista di cui all'articolo 161 l.f. - Oggetto - Garanzia dei creditori e al giudice sull'esito positivo delle analisi compiute dal debitore - Necessità - Valutazioni di mera possibilità o probabilità - Inammissibilità.

L'attestazione del professionista di cui all'art. 161, comma 3, legge fallimentare, deve offrire garanzia ai creditori, come al giudice, sull'esito positivo delle analisi compiute dal debitore rispetto ai dati aziendali e sulla conseguente verosimile certezza che quanto previsto nel piano possa effettivamente realizzarsi nei modi e tempi proposti. Un'attestazione che esprima valutazioni sulla fattibilità di mera "possibilità" o anche "probabilità" è priva dei requisiti prescritti per legge e deve quindi condurre all'inammissibilità della proposta concordataria, ove il professionista incaricato non provveda a rivederla nel termine all'uopo assegnabile dal tribunale. (Antonio Pezzano) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze 07 gennaio 2013



Concordato con riserva - Autorizzazione al compimento di atti urgenti - Presupposti - Alienazione di un bene non necessario all'impresa.

In seguito alla presentazione della domanda di concordato con riserva ed in mancanza del deposito del piano concordatario, può essere autorizzata, in via d'urgenza, l'alienazione di un bene che non abbia carattere strategico per l'impresa e che se non compiuto immediatamente potrebbe determinare un danno ovvero una mancata utilità per la massa dei creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino 03 gennaio 2013



Concordato preventivo - Atti di ordinaria e di straordinaria amministrazione - Distinzione e criteri - Idoneità dell'atto ad incidere negativamente sul patrimonio del debitore - Tipologia.

In tema di concordato preventivo, la valutazione in ordine al carattere di ordinaria o straordinaria amministrazione dell'atto posto in essere dal debitore senza autorizzazione del giudice delegato, ai fini della eventuale dichiarazione di inefficacia dell'atto stesso ai sensi dell'art. 167 legge fall., deve essere compiuta dal giudice di merito tenendo conto che il carattere di atto di straordinaria amministrazione dipende dalla sua idoneità ad incidere negativamente sul patrimonio del debitore, pregiudicandone la consistenza o compromettendone la capacità a soddisfare le ragioni dei creditori, in quanto ne determina la riduzione, ovvero lo grava di vincoli e di pesi cui non corrisponde l'acquisizione di utilità reali prevalenti su questi. Alla luce di questo principio, devono ritenersi di ordinaria amministrazione gli atti di comune gestione dell'azienda, strettamente aderenti alle finalità e dimensioni del suo patrimonio e quelli che - ancorché comportanti una spesa elevata - lo migliorino o anche solo lo conservino, mentre ricadono nell'area della straordinaria amministrazione gli atti suscettibili di ridurlo o gravarlo di pesi o vincoli cui non corrispondano acquisizioni di utilità reali su di essi prevalenti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Terni 28 dicembre 2012



Concordato preventivo - Atti di ordinaria e di straordinaria amministrazione - Incarico conferito ad avvocato dall'imprenditore in concordato - Criteri discretivi - Ratio dell'intervento autorizzatorio del giudice - Autorizzabilità degli atti non dannosi ma utili a prescindere dal costo dell'opera professionale.

Ai fini della opponibilità alla massa del credito del professionista, l'incarico conferito ad avvocato dall'imprenditore in concordato preventivo non è da annoverare automaticamente nella categoria degli atti di straordinaria amministrazione e dunque da autorizzarsi dal giudice delegato, ma vanno applicati i seguenti principi: a) escluso che criterio discretivo utile sia quello del rapporto proporzionale tra spese e condizioni dell'impresa, viene in evidenza il solo criterio per cui è atto di ordinaria amministrazione quello connotato dalla pertinenza e idoneità dell'incarico stesso - anche se di costo elevato - allo scopo di conservare e/o risanare l'impresa; b) il criterio di proporzionalità, che pertanto non va ridotto al vaglio della crisi aziendale (che, anzi, a grave crisi ben può correlarsi, come necessario, un radicale intervento disegnato da elevata competenza tecnico-legale), deve invece riferirsi al merito della prestazione, in termini di rapporto di adeguatezza funzionale (o non eccedenza) della stessa alle necessità risanatorie dell'azienda e con giudizio da formulare ex ante; c) si deve escludere comunque l'ammissione tra le passività concorsuali le volte in cui l'incarico sia conferito per esigenze personali e dilatorie dell'impresa (auspicante il mero allontanamento della dichiarazione di fallimento). Pertanto, in ipotesi di credito da conferimento di incarico professionale in corso di procedura, la ratio dell'intervento autorizzatorio del giudice sugli atti eccedenti l'ordinaria amministrazione, è quella di far si che degli atti potenzialmente lesivi dell'integrità del patrimonio del debitore siano posti in essere con efficacia nei confronti dei creditori solo quelli non dannosi per i medesimi, posto che la situazione di crisi e il rischio di un'evoluzione infausta della stessa impongono cautele particolari a tutela della loro garanzia e così di verificare se, prescindendo dal costo dell'opera professionale, questa si presenti come certamente utile al fine della preservazione del patrimonio e della concreta possibilità dell'utile gestione del concordato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Terni 28 dicembre 2012



Concordato preventivo con riserva - Richiesta di autorizzazione a conferire incarichi professionali per l'assistenza della procedura, la redazione del piano e della relazione del professionista attestatore - Atto di straordinaria amministrazione - Esclusione.

Deve essere respinta la domanda con la quale il debitore, già ammesso alla procedura di concordato preventivo con riserva ex articolo 161, comma 6, L.F., chiede l'autorizzazione, ai sensi del settimo comma della citata norma, a conferire incarico professionale a determinati avvocati per la redazione del piano e della proposta di concordato preventivo e per la assistenza e consulenza della società concordataria in tutte le fasi procedurali, nonché ad altro professionista per la redazione della relazione attestata di cui all'articolo 161, comma 3, L.F. Gli atti in questione devono, infatti, essere considerati di ordinaria amministrazione, in quanto addirittura necessari per lo svolgimento della procedura di concordato, sia sotto il profilo della consulenza ed assistenza del debitore nella predisposizione del piano e della proposta concordataria di cui si intende chiedere l’omologazione, sia per l’attestazione prescritta dall’art. 161, comma 3, L.F. Nessuna autorizzazione è, pertanto, dovuta, ai sensi dell’art. 161 co. 7 L.F., anche sotto il profilo della “urgenza” che ivi connota gli atti di straordinaria amministrazione, a conferma che essa non può riguardare atti normativamente previsti per l’ordinario iter concordatario, salvo che essi, per una sproporzionata incidenza sul patrimonio del debitore, finiscano per inciderne oltremisura l’integrità. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Terni 28 dicembre 2012



Concordato preventivo - Gestione dei rapporti negoziali in corso di esecuzione - Atti di ordinaria amministrazione - Caratteristiche.

Gli atti di gestione dei rapporti negoziali pendenti al momento della presentazione della domanda di concordato preventivo con riserva sono da considerarsi di ordinaria amministrazione qualora abbiano lo scopo di conservare l'attività di impresa e non incidano innovativamente sul patrimonio della stessa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano 11 dicembre 2012



Concordato preventivo - Concordato con riserva - Autorizzazione al compimento di atti di straordinaria amministrazione - Finanziamento soci - Presupposti.

È atto di straordinaria amministrazione, e può quindi essere autorizzato ai sensi dell'articolo 161, comma 7, legge fallimentare, il finanziamento soci che si prospetti come urgente e necessario a garantire la continuità aziendale e che sia astrattamente idoneo ad incidere sul patrimonio del debitore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano 11 dicembre 2012



Domanda di concordato preventivo - Omessa indicazione dei beni nella disponibilità dei soci illimitatamente responsabili ex art. 161, comma 2, lett. d), l.fall. - Impossibilità per i creditori di esprimere un voto pienamente informato sulla proposta.

L’omessa indicazione nella domanda dei beni nella disponibilità dei soci illimitatamente responsabili - in dispregio della prescrizione contenuta nell'art. 161, comma 2, lett. d), l.fall. - non consente ai creditori di esprimere un voto pienamente informato sulla proposta concordataria tenendo per di più in considerazione, nell'ipotesi alternativa di fallimento, il maggior attivo acquisibile alla procedura costituito dall'intero patrimonio dei soci illimitatamente responsabili a cui si estende ex art. 147 l.fall. la declaratoria di fallimento. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli 04 dicembre 2012



Concordato preventivo - Abnorme o eccessiva sottovalutazione dei cespiti offerti ai creditori - Violazione del presupposto della veridicità dei dati aziendali - Violazione degli obblighi di informazione dei creditori - Atti di frode - Fraudolento occultamento di valori patrimoniali attivi.

L'abnorme e comunque palesemente eccessiva sottovalutazione dei cespiti offerti ai creditori, pur considerata una soglia di normale tollerabilità legata ad ineliminabili soggettività dell'attività di stima, inficia il presupposto della veridicità dei dati aziendali integrando, da un lato, la violazione di obblighi di informazione veridica del ceto creditorio e, dall'altro, la tipizzazione della fattispecie residuale e generica degli "altri atti di frode" se non quella tipica di fraudolento occultamento di valori patrimoniali attivi. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli 04 dicembre 2012



Concordato preventivo con riserva - Contratti in corso di esecuzione - Richiesta di sospensione e di scioglimento - Ammissibilità.

Con il ricorso per concordato preventivo cd. con riserva di cui all'articolo 161, sesto comma, legge fallimentare, il debitore può richiedere di essere autorizzato sia alla sospensione che allo scioglimento dei contratti in corso di esecuzione. Mentre, infatti, nessun dato testuale consente di escludere che la disciplina di cui all'articolo 169 bis, legge fallimentare possa essere applicata anche al concordato preventivo con riserva, occorre tenere presente che qualora la proposta preveda la liquidazione di determinati beni non è escluso che sia possibile sin da subito individuare i contratti da abbandonare così da evitare eventuali spese da pagarsi in prededuzione o iniziative comunque destinate, a non essere portate a compimento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Modena 30 novembre 2012



Concordato preventivo - Professionista attestatore - Mancanza di terzietà - Irrilevanza rispetto alle modifiche apportate dal commissario giudiziale nella relazione ex art. 172 l.f..

L’eventuale mancanza di terzietà dei professionisti attestatori quanto al contenuto delle loro relazioni deve ritenersi irrilevante in quanto superata ed assorbita dalle rettifiche apportate dal commissario giudiziale nella sua relazione ex art. 172 l.f.. (Massimo Gaballo) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo 29 novembre 2012



Concordato preventivo delle società - Requisito di cui all'articolo 152, comma 3, l.f. - Decisione o deliberazione risultanti da verbale redatto da notaio - Sottoscrizione della domanda di concordato - Necessità - Distinzione tra domanda, proposta e piano.

Il requisito di cui all'articolo 152, comma 3, legge fallimentare (secondo il quale la decisione o la deliberazione della società di accedere alla procedura di concordato preventivo devono risultare da verbale redatto da notaio, ed essere depositate ed iscritte nel registro delle imprese a norma dell'articolo 2436 c.c.) è necessario non solo per la sottoscrizione della proposta e delle condizioni del concordato ma anche per la sottoscrizione ed il deposito della “domanda” propriamente detta. La terminologia utilizzata dal citato articolo 152 non tiene, infatti, conto della distinzione, successivamente introdotta dal decreto legge numero 83 del 2012, il quale ha più correttamente definito come “domanda” l'istanza rivolta al tribunale tramite il ricorso per l'ammissione e l'omologazione del concordato, quale “proposta” le modalità quantitative, qualitative e temporali di soddisfacimento dei creditori e “piano” l'insieme delle attività attraverso le quali il debitore si propone di ottenere il verificarsi delle condizioni per l'adempimento della proposta. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Modena 28 novembre 2012



Concordato preventivo - Credito del professionista attestatore - Inadempimento - Fattispecie.

È inadempiente il professionista che, incaricato di redigere la relazione di cui all'articolo 161, comma 3, legge fallimentare, con riferimento alla questione della veridicità dei dati aziendali, si sia limitato a richiamare la relazione redatta dalla società di revisione, senza dar atto di alcuna attività accertativa da lui specificamente svolta, che trascuri di valutare la fattibilità del piano, ometta ogni considerazione sulla omogeneità della posizione giuridica e sugli interessi economici dei creditori che compongono le varie classi, sulla congruità delle diverse percentuali di soddisfazione offerte ai creditori nonché sul raffronto comparativo tra la soddisfazione proposta in sede concordataria e quella realizzabile in sede fallimentare e che, infine, trascuri di riferire sul rispetto dell'ordine delle cause legittime di prelazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Novara 27 novembre 2012



Concordato preventivo con riserva - Atti di straordinaria e di ordinaria amministrazione - Distinzione.

Concordato preventivo con riserva - Atti di ordinaria e di straordinaria amministrazione - Attivazione della procedura di mobilità dei dipendenti - Atto di ordinaria amministrazione.

Gli atti urgenti di straordinaria amministrazione che, ai sensi del settimo comma dell'articolo 161 l.f., l'imprenditore che abbia presentato domanda di concordato preventivo con riserva può compiere previa autorizzazione del tribunale, sono quelli che incidono sul patrimonio dell'impresa in concordato, mentre sono di ordinaria amministrazione quelli che hanno su detto patrimonio un impatto neutro. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Non necessita di autorizzazione ai sensi del settimo comma dell'articolo 161 l.f., e non può, pertanto, considerarsi atto urgente di straordinaria amministrazione, l’attivazione della procedura di mobilità dei dipendenti dell'impresa in concordato preventivo; detta scelta non comporta, infatti, ulteriori costi prededucibili (se non quelli professionali necessari per l'attivazione della procedura), e consente di ottenere un alleggerimento dei costi fissi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Milano 23 novembre 2012




Concordato preventivo - Richiesta di autorizzazione al compimento di atti urgenti di straordinaria amministrazione ex art. 161, comma 7, l.f. - Stipula di atti di cessione di immobili - Attività caratteristica propria dell'impresa - Inammissibilità dell'istanza.

La stipula di atti di cessione di immobili, qualora costituisca l'attività caratteristica dell'impresa, non integra la fattispecie degli atti di straordinaria amministrazione di cui all’articolo 161, comma 7, legge fallimentare, con la conseguenza che la richiesta di autorizzazione al loro compimento deve essere dichiarata inammissibile. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Modena 15 novembre 2012



Fallimento – Stato passivo – Professionista attestatore – Obbligo di attestare l’esistenza del fondo spese – Sussiste – Omessa attestazione – Inadempimento – Compenso – Riduzione.

L’attestatore del piano concordatario deve dare atto della eventuale incapacità della impresa di far fronte al deposito per le spese, riverberandosi tale precondizione sulla concreta fattibilità del concordato; non facendolo, è inadempiente al dovere di compiuta attestazione della fattibilità, ed il suo compenso può essere proporzionalmente ridotto. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza 13 novembre 2012



Concordato preventivo con riserva - Contratti in corso di esecuzione - Scioglimento - Esclusione - Sospensione per il periodo massimo di 60 giorni - Inammissibilità.

Lo scioglimento dei contratti in corso di esecuzione, previsto dall'articolo 169 bis, legge fallimentare, non può essere disposto nell'ipotesi di ricorso per concordato preventivo con riserva di cui dal sesto comma dell'articolo 161. In detta ipotesi, potrà tuttavia essere concessa la sospensione di detti contratti per il periodo massimo di 60 giorni. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pistoia 30 ottobre 2012



Concordato con continuità aziendale - Nomina di ausiliario del tribunale - Doveri informativi dell'ausiliario e dell'imprenditore.

In presenza di domanda di concordato preventivo con continuazione dell'attività di impresa, qualora la procedura presenti un determinato grado di complessità, il tribunale può provvedere alla nomina di un ausiliario (art. 8 del Testo unico delle spese di giustizia) che assuma le opportune informazioni da riportare al tribunale sulla scorta dei dati contabili dell'azienda e di altre fonti di conoscenza. (Nel caso di specie, il professionista deve sorvegliare l'attività dell'impresa e riferire, con relazioni mensili, al giudice delegato sugli atti compiuti dall'imprenditore; quest'ultimo dovrà a sua volta presentare all'ausiliario un prospetto finanziario mensile corredato da una dettagliata relazione sulle operazioni e sugli atti imprenditoriali compiuti nel mese precedente). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia 27 ottobre 2012



Concordato preventivo - Modifiche introdotte dalla l. 7 agosto 2012, n. 134 - Scopo principale del concordato - Preservazione delle strutture produttive ed aziendali.

Le modifiche apportate alla disciplina delle procedure concorsuali dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, con particolare riferimento alla possibilità di presentare un concordato con riserva di presentazione del piano ai sensi dell'articolo 161, comma 6, legge fallimentare ed alla previsione del concordato con continuità aziendale di cui all'articolo 186 bis, portano a ritenere che lo scopo principale del concordato preventivo sia ora costituito dalla preservazione delle strutture produttive ed aziendali. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza 26 ottobre 2012



Concordato preventivo - Modifiche introdotte dalla l. 7 agosto 2012, n. 134 - Indipendenza dell’attestatore - Previsione di sua autonoma responsabilità penale - Accentuazione dell'aspetto contrattualistico.

L'aspetto contrattualistico del concordato preventivo appare accentuato dalle modifiche apportate dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, la quale ha ribadito l’indipendenza dell’attestatore anche con la previsione di una sua autonoma responsabilità penale (articolo 236 bis), ed ha modificato l'articolo 179, con la previsione, al secondo comma, di un nuovo voto dei creditori nell'ipotesi in cui, tra l'approvazione e l'omologa del concordato, vengano a mutare le condizioni di fattibilità del piano. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza 26 ottobre 2012



Concordato preventivo - Inammissibilità della domanda - Presentazione di nuova domanda di concordato con riserva - Sviamento abusivo dell'iter processuale.

Nel caso in cui l'impresa che abbia proposto domanda di concordato preventivo, dopo essere stata convocata dal tribunale sul presupposto dell’inammissibilità del concordato, anziché rendere conto dei profili di inammissibilità eventualmente modificando la proposta, rinunci tout court alla domanda e contestualmente presenti un nuovo ricorso contenente altra domanda di concordato con riserva, si verifica uno sviamento abusivo dell'iter processuale, con conseguente ingiustificato pregiudizio del diritto del creditore alla declaratoria di fallimento. L'impresa ricorrente, infatti, calibrando i tempi necessari per la presentazione della prima domanda di concordato, per la revoca della stessa e infine per la presentazione della nuova domanda di concordato con riserva, da un lato mira a paralizzare l'istanza di fallimento del creditore e, dall'altro lato, ad evitare di rendere i chiarimenti e le integrazioni documentali di volta in volta richiesti dal tribunale a pena di inammissibilità della originaria domanda. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano 24 ottobre 2012



Abuso del diritto - Configurabilità nell'ambito degli strumenti di composizione della crisi - Utilizzo degli istituti con scopi devianti dalla loro funzione tipica - Determinazione di un sacrificio proporzionato ed ingiustificato alle ragioni dei creditori - Dilatazione abnorme della durata del procedimento e degli effetti dell’automatic stay.

L'abuso del diritto è ravvisabile anche nell'area degli strumenti di composizione della crisi aziendale qualora gli istituti creati dal legislatore per far fronte alla crisi vengono deviati dalla loro funzione tipica, il che può verificarsi quando le facoltà riconosciute dal legislatore siano esercitate con modalità tali da determinare un sacrificio sproporzionato ed ingiustificato delle ragioni dei creditori, dilatando in modo abnorme la durata del procedimento e gli effetti dell’automatic stay. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano 24 ottobre 2012



Concordato con continuità aziendale - Domanda con riserva di presentazione della documentazione e del piano - Autorizzazione al pagamento dei crediti anteriori funzionali all'esercizio dell'attività - Indicazione specifica dell'importo del credito da pagare - attestazione del professionista sul carattere funzionale del credito.

In presenza di domanda di concordato preventivo con continuità aziendale ex art. 182 quinquies, comma 4, legge fallimentare e con riserva di presentazione della documentazione e del piano ai sensi dell'articolo 161, comma 6, legge fallimentare, l'autorizzazione del tribunale al pagamento di crediti sorti anteriormente al deposito del ricorso, per prestazioni e servizi che abbiano carattere funzionale all'esercizio dell'attività, potrà essere concessa mediante indicazione specifica dell'importo del credito da pagare e sulla scorta della attestazione del professionista prevista dalla prima delle due norme citate. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Modena 22 ottobre 2012



Concordato con continuità aziendale - Domanda con riserva di presentazione della documentazione e del piano - Autorizzazione al pagamento dei crediti anteriori funzionali all'esercizio dell'attività - Obblighi informativi con cadenza mensile - Contenuto.

Ove venga formulata domanda di concordato preventivo con continuità aziendale e con riserva di presentazione della documentazione e del piano e il tribunale autorizzi il pagamento di determinati crediti funzionali all'esercizio dell'attività sorti anteriormente al deposito del ricorso, gli obblighi informativi periodici previsti dall'articolo 161, comma 8, legge fallimentare, potranno consistere nel deposito, con cadenza mensile, di una situazione patrimoniale, economica e finanziaria aggiornata al giorno 30 del mese precedente, corredata di un prospetto relativo all'ordinaria amministrazione dell'attività aziendale, con indicazione dettagliata delle operazioni attive e passive superiori ad un determinato importo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Modena 22 ottobre 2012



Concordato preventivo - Esposizione di credito in misura inferiore a quella pretesa e senza il privilegio richiesto - Occultamento fraudolento di passività - Erronea rappresentazione della situazione debitoria - Vizio della formazione del consenso dei creditori - Esclusione.

Perché, nell'ambito del concordato preventivo, ricorrano le ipotesi dell'occultamento fraudolento di passività di cui all'articolo 173, legge fallimentare, o dell'erronea rappresentazione della situazione debitoria tale da viziare la formazione del consenso dei creditori e da imporre l'emendamento del piano iniziale, occorre che le problematiche emerse comportino una radicale manifesta inadeguatezza del piano, in quanto, al di fuori di tale ipotesi-limite, l'apprezzamento della realizzabilità della proposta, come mera prognosi di adempimento, compete esclusivamente ai creditori. A tal fine, non è, quindi, sufficiente che taluno affermi l'esistenza di un proprio credito nei confronti dell'imprenditore ammesso al concordato e da questo non esposto nella domanda o esposto in misura inferiore alla pretesa o in chirografo anziché in privilegio, occorre, infatti che tale credito, sulla scorta di una sommaria delibazione, appaia di probabile fondatezza, poiché altrimenti, in caso di crediti contestati, sarebbe sufficiente avanzare qualsiasi pretesa, anche la più peregrina, per bloccare qualsiasi procedura di concordato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Firenze 18 ottobre 2012



Concordato preventivo - Esposizione di credito contestato in misura inferiore a quella pretesa e senza il privilegio richiesto - Disamina della doglianza in sede di adunanza dei creditori - Corretta informazione del ceto creditorio.

La disamina, in sede di adunanza dei creditori, delle doglianze esposte da chi lamenti l'esposizione del proprio credito in misura inferiore a quella pretesa e senza riconoscimento del privilegio, è idonea a soddisfare le esigenze di corretta informazione del ceto creditorio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Firenze 18 ottobre 2012



Concordato preventivo - Interessi pubblicistici alla risoluzione corretta ed ordinata dell'insolvenza - Sussistenza - Potere interdittivo del tribunale sulla fattibilità giuridica ed economica del piano - Sussistenza in fase di ammissione al concordato - Finalità di consentire il voto ai creditori alle sole soluzioni contrattuali dotate di plausibilità giuridica ed economica.

Concordato preventivo - Natura prodromica, rispetto al giudizio riservato ai creditori, del potere del tribunale di controllo sulla fattibilità giuridica ed economica del piano.

Concordato preventivo - Potere del tribunale di controllo sulla fattibilità giuridica ed economica del piano - Giudizio di omologazione - Assenza di opposizioni - Sussistenza.

Concordato preventivo - Giudizio di fattibilità del piano riservato al professionista attestatore ed all'approvazione dei creditori - Rischio di manovre fraudolente o truffaldine.

Se è vero che nella regolazione dell'insolvenza e della crisi d’impresa intervengono, unitamente agli interessi privatistici dei creditori, anche rilevanti interessi pubblicistici dello Stato alla risoluzione corretta ed ordinata dell'insolvenza, anche attraverso il ricorso a soluzioni negoziali rimesse all'autonomia privata del debitore e dei creditori, allora è necessario riconoscere al tribunale, già in sede di giudizio di ammissione al concordato, un potere interdittivo in ordine alla verifica di fattibilità giuridica ed economica del piano, così da fare in modo che siano sottoposte alla volontà negoziale dei creditori solo quelle soluzioni contrattuali dell’insolvenza e della crisi di impresa che siano dotate di plausibilità giuridica ed economica e tali da consentire ai creditori una corretta valutazione della convenienza. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Il potere del tribunale di controllo sulla fattibilità giuridica ed economica del piano di concordato preventivo è prodromico rispetto al giudizio di convenienza riservato ai creditori, i quali vengono così posti in condizione di esprimere un consenso informato sui citati aspetti di fattibilità del piano. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Il potere di controllo della fattibilità giuridica ed economica del piano deve essere riconosciuto al tribunale non solo nella fase di ammissione alla procedura di concordato preventivo ma anche in quella di omologa ed anche in assenza di opposizioni. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

La soluzione interpretativa che, nel concordato preventivo, vorrebbe demandare il giudizio sulla fattibilità del piano esclusivamente al professionista attestatore ed all'approvazione dei creditori comporta il rischio che la maggioranza del ceto creditorio avalli manovre fraudolente o truffaldine dell'imprenditore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Latina 18 ottobre 2012




Concordato preventivo con riserva e continuità aziendale - Richiesta di autorizzazione a contrarre finanziamenti prededucibili - Assenza di indicazioni circa il contenuto del piano - Inammissibilità.

Deve essere respinta la richiesta di autorizzazione a contrarre finanziamenti prededucibili con rilascio di garanzie ipotecarie e pignoratizie formulata con ricorso per concordato preventivo con riserva e con previsione di continuità aziendale qualora non venga fornita alcuna indicazione circa il contenuto del piano in elaborazione, il valore dei beni immobili non strategici da dismettere per far fronte ai debiti annuali e circa le condizioni concordate con gli istituti di credito per l'erogazione dei finanziamenti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso 16 ottobre 2012



Concordato preventivo con riserva - Distinzione tratti di ordinaria e straordinaria amministrazione - Criteri - Atti che migliorano o conservano il patrimonio e atti suscettibili di ridurlo o gravarlo di pesi ingiustificati.

In presenza di ricorso per concordato preventivo con riserva, al fine di individuare gli atti di ordinaria amministrazione, è possibile far ricorso ai principi elaborati dalla giurisprudenza di legittimità, in base ai quali debbono ritenersi tali gli atti di comune gestione dell'azienda, strettamente aderenti alle finalità e dimensioni del patrimonio e quelli che - ancorchè comportanti una spesa elevata - lo migliorino o anche solo lo conservino, mentre ricadono nell'area della straordinaria amministrazione gli atti suscettibili di ridurlo o gravarlo di pesi o vincoli cui non corrispondano acquisizioni di utilità reali su di essi prevalenti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Terni 12 ottobre 2012



Concordato preventivo - Atti di ordinaria e straordinaria amministrazione - Anticipo e sconto di fatture con sottostante cessione dei crediti - Carattere di ordinaria amministrazione.

Alla luce dei principi enunciati dalla giurisprudenza di legittimità, allo scopo di distinguere gli atti di ordinaria da quelli di straordinaria amministrazione, e tenendo presente che nell'ambito del concordato preventivo l'articolo 169 bis enuncia la regola della continuazione dei contratti in corso di esecuzione, è possibile affermare che le operazioni di anticipo o sconto di fatture effettuate presso istituti bancari o di factoring, con sottostante cessione dei crediti anticipati, che siano in corso di esecuzione alla data di deposito del ricorso per concordato, siano da ritenersi atti di ordinaria amministrazione e ciò non solo per l'uso pregresso che ne abbia eventualmente fatto l'impresa, ma anche perché si tratta del tipo di operazioni più diffuso nella prassi commerciale e che consentono lo smobilizzo dei crediti d'impresa in funzione cd. “autoliquidante”. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Terni 12 ottobre 2012



Concordato preventivo - Atti di ordinaria e straordinaria amministrazione - Contratti in corso di esecuzione - Compensazione dei crediti vantati dalla banca mandataria all'incasso - Condizioni - Patto di compensazione anteriore all'apertura della procedura di concordato - Necessità.

Posto che le operazioni di anticipo o sconto di fatture presso istituti bancari o di factoring che siano in corso di esecuzione alla data di deposito del ricorso per concordato preventivo, sono normalmente da ritenersi atti di ordinaria amministrazione, occorre tener presente che la giurisprudenza di legittimità, in applicazione del combinato disposto degli articoli 169 e 56, legge fallimentare, ha ritenuto non compensabili i crediti vantati dalla banca mandataria all'incasso verso il debitore concordatario con le somme riscosse dopo il deposito della domanda di concordato, salva l'ipotesi in cui vi sia uno specifico patto di compensazione anteriore all'apertura della procedura relativo alla cessione del credito, patto in base al quale la banca sia legittimata a riscuotere il credito cedutole anteriormente non già come mandataria (ossia per conto del mandante), ma come vera è propria cessionaria. Infatti, a differenza della cessione del credito, il mandato all'incasso non determina il trasferimento del credito in favore del mandatario, ma comporta l'obbligo di costui di restituire al mandante la somma riscossa, obbligo che sorge non al momento del conferimento del mandato, ma all'atto della riscossione del credito medesimo, con la conseguenza che, se avvenuto in epoca successiva al deposito della domanda di concordato preventivo, non è idoneo a soddisfare il presupposto della preesistenza di entrambi i crediti contrapposti alla procedura, presupposto, questo, necessario (unitamente a quello della reciprocità, ossia al fatto di riguardare gli stessi soggetti) ai fini della compensazione in sede concorsuale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Terni 12 ottobre 2012



Concordato preventivo - Procedimento - Rinuncia agli atti del proponente - Applicazione dell'articolo 306 c.p.c. - Dichiarazione di estinzione del giudizio subordinata all'accettazione delle parti costituite.

Al procedimento di concordato preventivo è applicabile l'articolo 306 c.p.c., il quale subordina la dichiarazione di estinzione del giudizio all'accettazione della rinunzia delle parti costituite che potrebbero avere interesse alla prosecuzione. La mancata dichiarazione di estinzione del procedimento di concordato pendente comporta che la domanda di concordato presentata dopo la rinuncia si configura o come modifica della proposta iniziale o come nuova domanda la quale, andando a sovrapporsi ad un diverso procedimento concordatario ancora pendente, dovrà essere dichiarata inammissibile. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Parma 02 ottobre 2012



Concordato preventivo - Procedimento - Modifica della proposta intervenuta successivamente all'attivazione del procedimento di revoca di cui all'articolo 173 l.f. - Inammissibilità.

La modifica della proposta di concordato preventivo presentata successivamente all'attivazione del giudizio di revoca di cui all'articolo 173, legge fallimentare deve considerarsi inammissibile soprattutto nel caso in cui l'attivazione del procedimento ex art. 173 si fondi sulla commissione di atti di frode. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Parma 02 ottobre 2012



Concordato preventivo - Domanda "in bianco" ai sensi del VI comma dell'art.161 l.f. - Valutazioni preliminari del Tribunale.

Quando è proposta domanda per l'ammissione alla procedura di concordato preventivo "in bianco", ai sensi del VI comma dell'art. 161 l.f., il tribunale è chiamato ad una valutazione preliminare di competenza e di sussistenza dei requisiti soggettivi ed oggettivi di accesso alla procedura di concordato preventivo. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova 27 settembre 2012



Concordato preventivo - Domanda "in bianco" ai sensi del VI comma dell'art.161 l.f. - Termine superiore a sessanta giorni - Motivazione dell'istanza.

Quando è proposta domanda per l'ammissione alla procedura di concordato preventivo "in bianco", ai sensi del VI comma dell'art.161 l.f., la richiesta di un termine superiore a sessanta giorni per l'integrazione della domanda deve essere motivata. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova 27 settembre 2012



Concordato preventivo - Domanda "in bianco" ai sensi del VI comma dell'art.161 l.f. - Richiesta di sospensione di contratti pendenti - Necessità di motivazione dell'istanza.

Non può trovare accoglimento la richiesta del proponente il concordato preventivo formulata ai sensi dell'art. 169 bis l.f., in seno ad un ricorso ex art. 161 VI co. l.f., di essere autorizzato alla sospensione di contratti di leasing pendenti se non viene delineato il tipo di concordato che sarà proposto, e non viene rappresentata l'incidenza dei canoni di leasing in essere nella gestione ordinaria della società. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova 27 settembre 2012



Concordato preventivo - Ricorso ex art. 161, comma 6, l.f. proposto da imprenditore agricolo - Inammissibilità.

L'imprenditore agricolo non può proporre ricorso ex art. 161, comma 6, l.f. con riserva di presentare un accordo di ristrutturazione, essendo detto ricorso previsto nell'ambito della procedura di concordato preventivo a cui l'imprenditore agricolo non può accedere in quanto non rientrante nella previsione di cui all’art. 1 l.f.. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova 27 settembre 2012



Dichiarazione di fallimento – Presentazione di domanda di concordato con riserva avanti a tribunale incompetente – Effetti.

Qualora avanti a tribunale competente ai sensi dell’art. 9, legge fallimentare sia pendente un ricorso per dichiarazione di fallimento, la domanda di concordato con riserva ai sensi del sesto comma dell’art. 161, legge fallimentare presentata avanti a diverso tribunale palesemente incompetente non impedisce la dichiarazione di fallimento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Udine 27 settembre 2012



Concordato preventivo con riserva - Potere del tribunale di controllo della legittimità della procedura - Verifica dei requisiti - Necessità.

Nel concordato preventivo con riserva, in ragione della retrodatazione degli effetti dell’ammissione alla procedura al momento della presentazione del ricorso e, quindi, allo scopo di evitare strumentalizzazioni e abusi del nuovo istituto, il tribunale deve esercitare un controllo non solo formale della regolarità del ricorso ma diretto alla verifica della legittimità della procedura attraverso il riscontro della propria competenza e dell'esistenza dei requisiti soggettivi ed oggettivo; in quest'ottica, il tribunale dovrà verificare: a) la sua competenza; b) che siano depositati con la domanda i bilanci relativi agli ultimi tre esercizi; c) che sia posto in essere l'adempimento di cui all'articolo 152, comma 2, legge fallimentare; d) la presenza del requisito soggettivo e di quello oggettivo per essere ammesso alla procedura; e) che il debitore nei due anni precedenti non abbia presentato altra analoga domanda alla quale non abbia fatto seguito l'ammissione alla procedura di concordato o l'omologazione di un accordo di ristrutturazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Benevento 26 settembre 2012



Concordato di gruppo - Domanda di concordato con riserva - Nomina di ausiliari del tribunale per la sorveglianza della fase che precede il deposito della proposta - Relazione settimanale sugli atti di amministrazione e la gestione finanziaria delle imprese - Deposito della relazione agli ausiliari.

A fronte della presentazione di domanda di concordato preventivo di gruppo con riserva di presentare la proposta, il piano e la documentazione entro il termine fissato dal giudice, il tribunale, in ipotesi di particolare complessità della procedura, può nominare ausiliari che lo assistano nell'opera di valutazione, sotto il profilo tecnico, delle necessità che caratterizzano la fase precedente il deposito della proposta. (Nel caso di specie, il Tribunale, ai sensi del comma 8 dell'articolo 161, legge fallimentare, ha disposto che l'impreditore depositi agli ausiliari, con cadenza settimanale, una relazione scritta avente ad oggetto gli atti di amministrazione compiuti e la gestione finanziaria delle imprese). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale La Spezia 25 settembre 2012



Domanda di concordato con riserva - Obblighi di informazione periodici - Relazione mensile sulla situazione patrimoniale finanziaria ed economica dell'impresa.

Con il decreto di cui al comma 8 dell'articolo 161, legge fallimentare, il tribunale può disporre che la società che si avvale della facoltà di presentare la domanda di concordato con riserva di presentazione della proposta, del piano e della documentazione, depositi con cadenza mensile una relazione avente ad oggetto l'aggiornamento della situazione patrimoniale, finanziaria ed economica dell'impresa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Asti 24 settembre 2012



Concordato preventivo - Deposito del ricorso con riserva di presentazione della proposta, del piano e della documentazione - Provvedimento di assegnazione del termine - Competenza del collegio - Determinazione degli obblighi informativi periodici.

Il provvedimento di cui al sesto comma dell'articolo 161, legge fallimentare, con il quale il giudice, assegna all'imprenditore il termine per la presentazione della proposta, del piano e della documentazione di cui ai commi secondo e terzo, è di competenza del collegio e contiene anche la determinazione degli obblighi informativi periodici che l'imprenditore deve assolvere sino alla scadenza del termine fissato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pisa 19 settembre 2012



Concordato preventivo - Domanda di concordato con riserva di presentazione dei documenti e del piano - Potere del tribunale di delibare i presupposti di validità della domanda - Svolgimento di attività istruttoria - Fattispecie - Relazione sull'andamento dell'attività di impresa con indicazione degli atti di straordinaria amministrazione, dei pagamenti superiori ad euro 50.000, delle istanze di fallimento e delle richieste di pignoramento.

Nell'ipotesi di domanda di concordato con riserva di cui al comma 6 dell'articolo 161, legge fallimentare, il tribunale deve delibare i presupposti di validità della domanda anche eventualmente svolgendo una attività istruttoria volta all'acquisizione di documenti e di informazioni. (Nel caso di specie, il Tribunale ha disposto il deposito, alla scadenza del trentesimo giorno, di una aggiornata relazione economico finanziaria sull'andamento dell'attività di impresa, con indicazione di tutti gli atti di straordinaria amministrazione, dei pagamenti di importo superiore ad euro 50.000, delle eventuali istanze di fallimento delle richieste di pignoramento pervenute nonché il deposito, non appena approvato e depositato, del bilancio di esercizio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Velletri 18 settembre 2012



Concordato preventivo - Domanda di concordato con riserva di presentazione di proposta, piano e documentazione - Oneri informativi imposti dal tribunale - Fattispecie.

Tra gli obblighi informativi imposti dal tribunale con il decreto di cui al VI comma dell'art. 161, legge fallimentare, può prevedersi il deposito mensile di un prospetto delle operazioni, attive e passive, compiute nel periodo, di importo unitario superiore ad una cera soglia, relative alla ordinaria amministrazione dell’attività aziendale, nonché degli oneri finanziari maturati nel periodo. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Modena 14 settembre 2012



Concordato preventivo – Procedimento pendente – Nuova domanda autonoma – Procedura separata – Inammissibilità.

Allorché sia già pendente una procedura di concordato preventivo non è configurabile un’autonoma domanda successiva – che dia luogo ad una nuova e separata procedura – perché, con riguardo al medesimo imprenditore ed alla medesima insolvenza, il concordato non può che essere unico, e dunque, unica la relativa procedura ed il suo esito. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Latina 30 luglio 2012



Concordato preventivo – Nuova proposta – Modifica – Tratti differenziali.

Qualora il proponente non rinunci alla proposta di concordato preventivo, ma vi apporti modifiche integrative che rientrino nella medesima logica inizialmente adottata per l’uscita della crisi, non può parlarsi di nuova proposta, bensì di modifica della stessa. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Latina 30 luglio 2012



Concordato preventivo – Modifica della proposta concordataria – Revoca – Rapporti.

La qualificazione come modifica e non quale nuova proposta determina che l’iter procedimentale concordatario originato dal ricorso e la fase incidentale di possibile revoca ex art. 173 l.f. che nello stesso può innestarsi, non subiscono soluzioni di continuità. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Latina 30 luglio 2012



Concordato preventivo – Nuova proposta – Revoca – Rapporti.

Una nuova proposta concordataria (rectius: la rinuncia alla precedente) non ha il potere e l’effetto di caducare la fase procedimentale indisponibile di revoca ex art. 173 l.f. né per la proponente né per l’Ufficio decidente stesso. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Latina 30 luglio 2012



Concordato preventivo - Attestazione della fattibilità del piano - Professionista attestatore che si avvalga dell'operato di altri soggetti - Assunzione di responsabilità - Necessità.

Il professionista che allo scopo di attestare fattibilità del piano concordatario si avvalga dell'operato e delle valutazioni di altri soggetti, deve far proprie le loro conclusioni e produrre una esplicita assunzione di responsabilità in ordine al loro operato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma 25 luglio 2012



Concordato preventivo - Attestazione della fattibilità del piano - Indicazione di condizione futura incerta - Giudizio di verosimiglianza in ordine al suo verificarsi - Necessità.

Il professionista che attesti la fattibilità del piano concordatario indicando come condizione della stessa fattibilità un evento futuro ed incerto deve comunque esprimere, con motivazione adeguata e completa e pur senza negare l'esistenza di margini di incertezza, un giudizio di verosimiglianza in ordine al fatto che quell'evento possa realmente realizzarsi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma 25 luglio 2012



Contemporanea pendenza dei procedimenti per dichiarazione di fallimento e per concordato preventivo - Rapporti e interferenze - Preferenza della procedura concordataria - Condizioni - Limiti - Criteri.

In tema di rapporti e interferenze tra procedimento per dichiarazione di fallimento e domanda di ammissione a concordato preventivo, sulla scorta della più recente elaborazione giurisprudenziale, sembra doversi affermare che il tribunale possa precludere al debitore la facoltà (ampiamente riconosciuta ed oggi anzi incentivata dall’ordinamento) di coltivare la prospettiva concordataria, dando invece la precedenza all’istanza di fallimento proposta dal creditore (o dal p.m.), solo laddove la domanda di ammissione a concordato preventivo: a) non sia rituale e completa, ai sensi degli artt. 160 e 161, legge fallimentare; b) ovvero configuri una evidente forma di abuso dello strumento concordatario, anche attraverso condotte penalmente sanzionabili (ad es. bancarotta fraudolenta per distrazione, ex art. 216 n. 1, legge fallimentare, ovvero bancarotta semplice ex art. 217 nn. 3 e 4, legge fallimentare, per aver compiuto operazioni di grave imprudenza per ritardare il fallimento, ovvero aggravato il proprio dissesto astenendosi dal richiedere la dichiarazione del proprio fallimento); c) ovvero pregiudichi definitivamente, e in concreto, una più proficua liquidazione fallimentare, in danno della massa dei creditori (ad es., per il consolidamento di un’ipoteca, o la prescrizione di possibili azioni di massa esperibili dal curatore, che venissero medio tempore a maturare). Non pare, invece, che il dato processuale della contemporanea pendenza dei due procedimenti consenta una dilatazione degli ordinari poteri di controllo del tribunale, in particolare quanto a fattibilità della proposta concordataria, né, tantomeno, una riesumazione dei poteri giudiziali di vaglio della meritevolezza e convenienza del concordato, secondo la originaria formulazione dell’art. 162, legge fallimentare. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Terni 18 luglio 2012



Concordato preventivo - Nomina del liquidatore da parte del proponente - Ammissibilità - Possesso dei requisiti di cui all'articolo 28 l.f. - Necessità.

Nella proposta di concordato preventivo deve ritenersi ammissibile la nomina del liquidatore da parte dell'imprenditore a condizione che il soggetto indicato sia in possesso dei requisiti previsti dall'articolo 28, legge fallimentare. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza 10 luglio 2012



Procedimento per dichiarazione di fallimento - Domanda di concordato preventivo con riserva - Inapplicabilità ratione temporis.

La domanda di concordato preventivo con riserva prevista dal comma 6 dell'articolo 161, legge fallimentare è applicabile alle procedure di concordato preventivo introdotte dal trentesimo giorno successivo a quello della legge di conversione del d.l. 22 giugno 2012, n. 83. (Nel caso di specie, il debitore aveva presentato la domanda di concordato, peraltro avanti al tribunale incompetente, nel corso del procedimento per dichiarazione di fallimento). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza 10 luglio 2012



Concordato preventivo - Poteva del tribunale di verifica della legittimità del procedimento - Genuinità del consenso prestato dai creditori - Rilevanza.

Concordato preventivo - Omologa - Verifica della effettività del consenso dei creditori - Corretta informazione offerta dal proponente - Necessità.

Concordato preventivo - Omessa informazione ai creditori in ordine all'esistenza di ipoteca a garanzia di  debito di terzo - Diniego dell'omologa.

Nel giudizio di omologa del concordato preventivo il tribunale è chiamato ad una verifica della legittimità del procedimento e, all'interno di questo accertamento, risulta centrale il controllo circa la genuinità del consenso prestato dai creditori. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)

Nel riscontro effettuato dal tribunale in sede di omologa del concordato preventivo circa l'effettività del consenso dei creditori sulla proposta assume fondamentale importanza la verifica della corretta informazione offerta dal proponente ai creditori con riguardo alle poste attive e passive dell'impresa, essendo la rappresentazione offerta dall’imprenditore essenziale per una corretta valutazione della proposta. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)

Non può essere omologato un concordato preventivo in cui sia stata omessa l’informativa ai creditori – tanto dal proponente quanto dall’attestatore e pure dal commissario giudiziale – circa la sussistenza di un’ipoteca di primo grado a garanzia di un debito di un terzo sul principale immobile messo a disposizione dei creditori dall’imprenditore, trattandosi di circostanza di estremo rilievo nella valutazione del piano concordatario da parte dei creditori, in quanto potenzialmente idonea ad aumentare in maniera significativa il passivo. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)
Tribunale Mantova 28 giugno 2012




Dichiarazione di fallimento - Procedimento - Differimento per consentire il ricorso a procedure concorsuali alternative - Valutazione del giudice - Necessità.

In tema di procedimento per la dichiarazione di fallimento, non sussiste un diritto del debitore, convocato avanti al giudice, ad ottenere il differimento della trattazione per consentire il ricorso a procedure concorsuali alternative, in quanto l’esercizio di tali iniziative riconducibili all’autonomia privata, dev’essere oggetto di bilanciamento, ad opera del giudice, con le esigenze di tutela degli interessi pubblicistici al cui soddisfacimento la procedura fallimentare è tuttora finalizzata. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza 20 giugno 2012



Dichiarazione di fallimento - Procedimento - Domanda di concordato preventivo con riserva di integrazione - Valutazione del giudice - Bilanciamento degli interessi negoziali e pubblicistici.

La nuova norma inserita dall’art. 33 d.l. 22 giugno 2012, n. 83, la quale consente all’imprenditore di depositare il solo ricorso per concordato preventivo, riservandosi d’integrarlo con la proposta, il piano e la documentazione, quando venga utilizzata nel corso di un procedimento prefallimentare, non solo non preclude, ma comporta la necessità di un vaglio da parte del tribunale delle esigenze di tutela della massa dei creditori al fine di operare un bilanciamento degli interessi riconducibili all’autonomia negoziale con quelli pubblicistici peculiari della procedura fallimentare. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza 20 giugno 2012



Concordato preventivo - Relazione del professionista attestante la fattibilità del piano della veridicità dei dati aziendali - Verifica della reale consistenza del patrimonio - Verifica della reale esistenza dei crediti - Necessità.

Il professionista che attesta il piano di cui all'articolo 161, legge fallimentare non può limitarsi alla dichiarazione di conformità della proposta ai dati contabili, dovendo invece desumere i dati in questione dalla realtà dell'azienda che egli deve indagare verificando la reale consistenza del patrimonio, esaminando e vagliando i dati che lo compongono. Nell'ambito di questa indagine rientra l'accertamento che i crediti vantati siano esistenti e concretamente esigibili in quanto relativi a debitori solvibili. (Nel caso di specie, non è stato ammesso al passivo il credito del professionista attestatore, il quale aveva omesso di verificare - mediante l'invio ai debitori di una richiesta di conferma scritta delle rispettive posizioni - la effettiva esistenza di posizioni creditorie che rappresentavano buona parte dell'importo che l'impresa proponente metteva a disposizione dei creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova 28 maggio 2012



Concordato preventivo - Effetto esdebitatorio - Indicazione di una percentuale di soddisfazione dei crediti - Necessità.

L'effetto esdebitatorio del concordato preventivo con cessione dei beni non consegue alla semplice messa a disposizione dei beni bensì all'effettivo pagamento della percentuale dei crediti che la proposta prevede di pagare. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze 09 maggio 2012



Concordato preventivo - Prededucibilità del credito del professionista attestatore - Estensibilità del regime ai crediti maturati degli altri professionisti - Esclusione.

Il trattamento della prededucibilità, in un'eventuale e futuro fallimento, introdotto dall'articolo 182 quater, legge fallimentare, per il credito del professionista attestatore di cui all'articolo 161, comma 3, legge fallimentare non è estensibile ai crediti maturati dagli altri professionisti che abbiano prestato assistenza al debitore nella presentazione della domanda di concordato preventivo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Terni 26 aprile 2012



Concordato preventivo - Potere del tribunale di valutare l'ipotesi di assoluta impossibilità oggettiva o giuridica della proposta - Sussistenza - Effettiva realizzabilità della proposta di mandata ai creditori.

Trascrizione di atti di destinazione meritevole di tutela - Vincolo a beneficio dei creditori del concordato preventivo - Opponibilità ai creditori ipotecari successivi.

Trascrizione di atti di destinazione meritevole di tutela - Meritevolezza - Ulteriore delimitazione degli interessi dei privati possono perseguire - Esclusione.

Concordato preventivo - Vincolo di destinazione ex articolo 2645 ter c.c. - Perseguimento della soddisfazione proporzionale dei creditori non muniti di cause di prelazione - Meritevolezza - Sussistenza.

Nel concordato preventivo il tribunale può stigmatizzare esclusivamente ipotesi di assoluta impossibilità oggettiva o giuridica della proposta la cui realizzabilità spetta esclusivamente alla libera valutazione di convenienza e di affidabilità del ceto creditorio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Il vincolo di destinazione ex art. 2645-ter del codice civile costituito a beneficio di tutti i creditori e trascritto prima del deposito del ricorso per concordato preventivo è opponibile ai creditori ipotecari successivi. (Vito Misino) (riproduzione riservata)

Il rinvio generico contenuto nell'articolo 2645-ter c.c. alla meritevolezza di cui all'articolo 1322, comma 2, c.c. non legittima alcuna ulteriore delimitazione degli interessi che i privati possono perseguire costituendo un vincolo di destinazione. (Vito Misino - Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Deve ritenersi sicuramente meritevole di tutela il fine perseguito dall'impresa che, anteriormente al deposito del ricorso per concordato preventivo, costituisca sul patrimonio un vincolo di destinazione ex articolo 2645 ter c.c. al fine di consentire la soddisfazione proporzionale dei creditori non muniti di cause di prelazione. Detta iniziativa consente, infatti, la conoscibilità dello stato di crisi e preserva il patrimonio da eventuali atti di distrazione o da iniziative destinate ad avvantaggiare solo alcuni creditori in pregiudizio degli altri. (Vito Misino - Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Lecco 26 aprile 2012




Concordato preventivo - Atti di destinazione per interessi meritevoli di tutela - Vincolo di destinazione su beni immobili allo scopo di evitare l'aggressione dei creditori prima della presentazione della domanda di concordato - Fattibilità - Esclusione.

Non può ritenersi fattibile il piano di concordato preventivo qualora il debitore, prima di depositare la domanda, abbia costituito sui propri beni immobili un vincolo di destinazione ai sensi dell'articolo 2645 ter c.c. allo scopo, dichiarato, di evitare che l'aggressione disordinata del patrimonio dell'impresa in crisi possa comportare una dispersione di valore in danno dei creditori ed impedire un'equa distribuzione degli effetti dell'insolvenza. (Nel caso di specie, il tribunale - sulla scorta di quanto riferito dal commissario giudiziale - ha revocato l'ammissione alla procedura ai sensi dell'articolo 173, legge fallimentare, evidenziando, tra le varie ragioni poste a fondamento del provvedimento di revoca, che l'atto costitutivo del vincolo destinava i beni immobili esclusivamente al soddisfacimento dei creditori che avrebbero aderito al concordato). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Verona 13 marzo 2012



Concordato preventivo - Partecipazione del pubblico ministero - Legittimazione al contraddittorio - Finalità.

Il pubblico ministero è legittimato a partecipare al contraddittorio sulla proposta di concordato preventivo allo scopo di metterne in evidenza e muovere rilievi in ordine al suo accoglimento. A tale conclusione è possibile pervenire sulla scorta dell'articolo 161, ultimo comma, legge fallimentare, il quale impone la comunicazione della proposta al pubblico ministero a tutela dell'interesse pubblico alla legalità del procedimento e della tutela dei creditori più deboli. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Siracusa 16 febbraio 2012



Concordato preventivo - Partecipazione del pubblico ministero - Legittimazione alla presentazione di istanza di fallimento - Sussistenza.

Nell'ambito del procedimento di concordato preventivo, il pubblico ministero che si opponga all'ammissione al concordato è legittimato a presentare istanza di fallimento ai sensi dell'articolo 7 della legge fallimentare. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Siracusa 16 febbraio 2012



Concordato preventivo - Relazione dell'attestatore - Contenuto - Effettiva verifica dei dati - Necessità.

Concordato preventivo - Relazione dell'attestatore - Verifica della reale consistenza del patrimonio dell'azienda - Criteri di prudenza - Contenuto.

Il giudizio dell'attestatore di cui all'articolo 161, legge fallimentare non può limitarsi alla dichiarazione di conformità della proposta ai dati contabili, dovendo, invece, desumere i dati in questione dalla realtà dell'azienda che egli deve indagare e verificare. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Al fine di effettuare l'attestazione della veridicità dei dati, il professionista che attesta la relazione di cui all'articolo 161, legge fallimentare deve verificare la reale consistenza del patrimonio dell'azienda, esaminando e vagliando gli elementi che lo compongono. Egli deve, quindi, accertare che i beni materiali ed immateriali esposti in domanda (diritti di esclusiva, brevetti, giacenze di magazzino, macchinario, beni immobili, eccetera) siano esistenti e correttamente valorizzati, anche prendendone visione diretta o, in caso di dubbio, richiedendo apposite stime (senza che ciò non lo esima da una valutazione critica della stima); deve accertare che i crediti vantati siano esistenti e concretamente esigibili, in quanto relativi a debitori solvibili, effettuando le opportune verifiche (circolarizzazione del credito, esame della situazione patrimoniale del debitore, ecc.); deve accertare il valore delle partecipazioni societarie calandosi nella realtà della società partecipate. Il tutto con criterio di prudenza ovvero assumendo, nel dubbio, le attività esposte al valore più basso. Quanto alle passività, egli deve verificare che quelle esposte siano (quantomeno) quelle risultanti dalla contabilità e dagli altri documenti aziendali (non solo dal bilancio), nonché dalle informazioni che egli possa assumere presso clienti, banche e fornitori; che il debitore abbia tenuto conto, nella proposta, della natura dei crediti vantati nei suoi confronti (privilegiati o chirografari), indagando la condizione del creditore e la causa del credito; che il debitore abbia palesato l'esistenza di diritti reali di garanzia esistenti sui suoi beni; che abbia tenuto conto delle passività potenziali connesse agli obblighi contributivi o fiscali, ovvero la posizione di garanzia assunta rispetto ai lavoratori; che abbia adeguatamente considerato i rischi connessi ai contenziosi pendenti o prevedibili; che abbia risolto (o programmato di risolvere) secondo legge e contratto i rapporti giuridici pendenti. Anche in questo caso, dovrà seguire criteri di prudenza assumendo, nel dubbio, al valore più alto le passività accertate. Quanto al piano proposto dal debitore, l'attestatore deve verificare che sia concretamente attuabile, in relazione agli obiettivi che si propone e alla specifica situazione concreta. È, infatti, noto che l'aspetto della fattibilità del piano è collegato al contenuto della proposta e alle modalità individuate dal debitore stesso di superamento della crisi di impresa. È evidente, allora, che diverse sono le condizioni di fattibilità a seconda che il piano sia liquidatorio o di ristrutturazione e contempli o meno la prosecuzione dell'attività d'impresa. In ogni caso l'attestatore dovrà dar conto dei criteri seguiti per l'espressione del giudizio ed esplicitare il percorso logico seguito nell'esame della fattibilità. È altresì evidente che detto percorso deve essere tanto più analitico quanto maggiore è la complessità del piano e numerose sono le variabili cui è collegato. Tenuto conto della funzione che egli deve assolvere (assicurare ai creditori la serietà della proposta e la sua praticabilità), il giudizio di fattibilità non deve essere di "possibilità" o di "probabilità" - posto che nella realtà fenomenica quasi tutto il possibile e la probabilità non soddisfa alcun reale interesse dei creditori - ma di concreta verosimiglianza, nel senso che la situazione (necessariamente futura) prospettata nel piano deve apparire il naturale sviluppo, secondo logiche di esperienza e in base ai dettami delle discipline economiche finanziarie, delle premesse del piano e delle condotte attuative finalizzate alla sua esecuzione. Anche in questo caso, l'attestatore dovrà attenersi a criteri di prudenza, tenendo conto del fatto che ai creditori non interessa la possibilità astratta, ma la concreta praticabilità della soluzione proposta. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Firenze 09 febbraio 2012




Concordato preventivo - Provvedimenti cautelari a tutela del patrimonio dell'impresa ex articolo 15 legge fallimentare - Applicazione analogica - Esclusione.

L'adozione di provvedimenti cautelari a tutela del patrimonio o dell'impresa di cui all'articolo 15, legge fallimentare ha la funzione di assicurare la temporanea conservazione del patrimonio dell'impresa in vista del fallimento o del rigetto della relativa istanza e non sono suscettibili di applicazione analogica al procedimento per concordato preventivo. In considerazione di ciò, il fatto che l'impresa cui detti provvedimenti si riferiscono abbia presentato domanda di concordato preventivo avanti ad un determinato tribunale non determina la competenza funzionale di quest'ultimo a conoscere procedimento cautelare. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Foggia 02 febbraio 2012



Concordato preventivo - Concordato di gruppo - Unica domanda di concordato - Previsione di un'unica massa attiva - Approvazione del concordato mediante distinte e separate adunanze e maggioranze - Necessità.

Qualora con riferimento ad un gruppo di imprese venga presentata un'unica domanda di concordato, con previsione di un'unica massa attiva da ripartire tra i creditori di tutte le società, l'approvazione del concordato da parte dei creditori dovrà aver luogo in adunanze separate e votazioni distinte per ciascuna società con conseguenti, rispettive e distinte maggioranze. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Benevento 18 gennaio 2012



Concordato preventivo - Relazione del professionista di cui all'articolo 161, comma 3, L.F. - Attestazione della veridicità dei dati aziendali - Natura probatoria della relazione sostitutiva dei poteri istruttori del tribunale - Contenuto certificativo con valore probatorio - Funzione di corretta informazione e tutela dei creditori, del commissario giudiziale e del tribunale - Servizio di pubblica necessità.

Concordato preventivo - Relazione del professionista di cui all'articolo 161, comma 3, L.F. - Falsa attestazione della veridicità dei dati aziendali - Reato di cui all'articolo 481 c.p. - Sussistenza.

La relazione del professionista che, ai sensi dell'articolo 161, comma 3, legge fallimentare, deve attestare la veridicità dei dati aziendali e la fattibilità del piano posto a base della domanda di concordato preventivo, si inserisce a pieno titolo nel procedimento giurisdizionale della procedura di concordato e di fatto sostituisce i poteri istruttori del tribunale in ordine ad una condizione di ammissibilità del concordato. Detta relazione ha, quindi, non solo un contenuto valutativo ma anche un contenuto certificativo dal quale discende uno specifico valore probatorio. Per queste ragioni, non vi possono essere dubbi in ordine al fatto che il professionista incaricato di redigere la relazione svolge un servizio di pubblica necessità in funzione di una corretta informazione e tutela dei creditori e che, conseguentemente, lo stesso professionista, in considerazione del fatto che deve compiutamente informare il commissario giudiziale, i creditori ed il tribunale, sia investito di poteri e doveri tipici dei soggetti esercenti un servizio di pubblica necessità. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

La falsa attestazione, da parte del professionista che redige la relazione di cui all'articolo 161, comma 3, legge fallimentare, di corrispondenza al vero dei dati fattuali e contabili riportati dall'imprenditore nel ricorso per l'ammissione al concordato preventivo (cd. veridicità dei dati aziendali) integra, sotto il profilo della materialità della condotta, il reato di cui all'articolo 481 del codice penale, reato per il quale, sotto il profilo soggettivo, è sufficiente il dolo generico, ossia la coscienza e volontà dell'alterazione del vero, senza che sia necessario alcun fine specifico, fermo restando che l'elemento psicologico non può ritenersi implicito nella materialità del fatto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Rovereto 12 gennaio 2012




Concordato preventivo - Estensione dell'effetto esdebitativo ai soci illimitatamente responsabili - Concordato di gruppo - Esplicita formale richiesta delle imprese del gruppo di richiedere in proprio l'effetto esdebitativo del concordato - Effetti.

L'effetto esdebitativo previsto dall'articolo 184, comma 2, legge fallimentare in ordine alla estensione automatica del concordato preventivo di società di persone ai soci illimitatamente responsabili deve intendersi limitato alle obbligazioni sociali e non a quelle che riguardano i singoli soci, i creditori dei quali conservano, pertanto, impregiudicati i propri diritti nei loro confronti. L'effetto esdebitatorio in questione potrà, tuttavia, estendersi ai soci della società di persone nell'ipotesi di cosiddetto "concordato di gruppo" nel quale detti soci siano a loro volta imprese, le quali, nella domanda di concordato, non si siano limitate ad invocare l'effetto esdebitatorio parziale di cui al citato secondo comma dell'articolo 184, ma abbiano dichiarato di agire anche "in proprio" e non solo nella qualità di soci illimitatamente responsabili ed abbiano altresì chiesto di essere "tutti" ammesse alla procedura di concordato preventivo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Genova 23 dicembre 2011



Concordato preventivo - Concordato di gruppo - Ammissibilità.

Nonostante il legislatore abbia ritenuto di non dettare una definizione positiva di una realtà economica in continua evoluzione quale il gruppo di imprese, non può che essere vista con favore e consentita quale esplicazione dell'autonomia privata la scelta di proporre un concordato che coinvolga l'impresa anche qualora questa si configuri in forma di gruppo di imprese. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Genova 23 dicembre 2011



Concordato preventivo - Concordato di gruppo - Concordato di società in nome collettivo costituita al fine di presentare il concordato di gruppo - Ammissibilità.

In considerazione della meritevolezza giuridica che deve riconosciuta al tentativo di superamento della crisi d'impresa attraverso l'esdebitazione dell'imprenditore insolvente per deliberazione dei creditori concorsuali, deve ritenersi ammissibile il concordato preventivo di una società in nome collettivo risultante dal conferimento in essa dei complessi aziendali delle altre società appartenenti al gruppo e ciò anche nell'ipotesi in cui detta società sia stata costituita allo scopo specifico di presentare un concordato preventivo di gruppo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Genova 23 dicembre 2011



Concordato preventivo - Controllo del tribunale sulla fattibilità - Esclusione.

Nell'ambito del procedimento di concordato preventivo, deve escludersi che il sindacato del tribunale, in sede di omologa, debba estendersi anche alla fattibilità del piano attraverso la verifica dell'iter logico con il quale il professionista, nella relazione ex articolo 161, legge fallimentare, è giunto ad affermare tale fattibilità, al fine di verificare la serietà delle garanzie offerte dal debitore con la sufficienza dei beni ceduti per la realizzazione del piano, essendo un siffatto controllo in contrasto con il dettato normativo dal quale si ricava che il legislatore ha inteso dare una netta prevalenza alla natura contrattuale e privatistica del concordato, la quale dà decisivo rilievo al consenso dei creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Genova 23 dicembre 2011



Concordato preventivo – Omologazione – Valutazione di fattibilità del Commissario – Rigetto – Limiti del controllo – Opportunità di rimessione alle S.U..

La legittimità della valutazione negativa dei Giudici di merito in ordine alla fattibilità del piano concordatario sulla previsione di fattibilità di un concordato con cessione integrale dei beni pone in rilievo l’orientamento prevalente contrario alla sindacabilità nel merito della proposta rispetto ad un orientamento che ha inteso ridimensionare la valenza contrattuale dell’adesione dei creditori ritenendo prevalente il rilievo d’ufficio di una causa di nullità assoluta. Valutando che tale causa di nullità assoluta si configura come impossibilità dell’oggetto e quindi rientra nell’ambito della stessa fattibilità e risulta dissonante rispetto alla precedente linea giurisprudenziale, emerge l’opportunità di vagliare l’ipotesi di rimessione dell’esame alle S.U. (1) (Biancamaria Sparano) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I 15 dicembre 2011



Concordato preventivo – Concordato preventivo con cessione dei beni – Pendenza di procedimento per dichiarazione di fallimento – Esame preventivo della proposta di concordato –  Necessità.

Laddove in pendenza della procedura fallimentare venga depositata una proposta di concordato preventivo si rende necessaria l'attuazione di un coordinamento, mediante misure interne all'ufficio fallimentare, affinché il tribunale decida contestualmente sulla proposta di concordato e sulla domanda di fallimento, dando la precedenza all'esame della proposta di concordato. (Raffaella Falini) (riproduzione riservata) Tribunale Perugia 17 novembre 2011



Concordato preventivo – Concordato preventivo con cessione dei beni – Radicale e manifesta inadeguatezza del piano concordatario – Proposta priva di causa – Inammissibilità.

E' inammissibile, per vizio genetico rilevabile ex officio senza necessità di attendere le verifiche del commissario giudiziale, la proposta concordataria con finalità esclusivamente liquidatorie che appaia ictu oculi priva di causa giustificatrice data la radicale e manifesta inadeguatezza del piano in essa contenuto. (Raffaella Falini) (riproduzione riservata) Tribunale Perugia 17 novembre 2011



Concordato preventivo – Concordato preventivo con cessione dei beni – Pendenza di procedimento per dichiarazione di fallimento – Potenziale sottrazione di risorse – Abuso dello strumento concordatario – Configurabilità.

E' configurabile un abuso dello strumento concordatario quando la proposta di concordato sia finalizzata a sottrarre, almeno potenzialmente, risorse ai creditori rispetto a quelle, maggiori, conseguibili attraverso la dichiarazione di fallimento. (Nel caso di specie alcuni creditori avevano richiesto, ai sensi dell'art. 147, comma 2. l. fall., che venisse pronunciato anche il fallimento dell'ex socio accomandatario della s.a.s. -trasformata in s.r.l. senza il consenso di cui all'art. 2500 quinquies c.c.-, con possibilità quindi di ottenere, in ipotesi, ulteriori risorse costituite dal patrimonio personale di quest'ultimo). (1) (Raffella Falini) (riproduzione riservata) Tribunale Perugia 17 novembre 2011



Concordato preventivo - Fattibilità del piano - Inadeguatezza del giudizio espresso dal professionista attestatore - Inammissibilità della proposta.

Deve essere dichiarata inammissibile la proposta di concordato qualora il giudizio di fattibilità espresso dal professionista attestatore non sia sorretto da adeguata e convincente motivazione in ordine ad un aspetto essenziale del piano e tale giudizio contrasti in modo evidente con le risultanze della documentazione allegata e la normativa applicabile al caso di specie. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Benevento 16 novembre 2011



Concordato preventivo - Partecipazione del pubblico ministero - Legittimazione a contraddire sulla domanda - Sussistenza.

Il pubblico ministero, in quanto parte del procedimento concordatario ai sensi dell'articolo 161, ultimo comma, legge fallimentare, ha piena facoltà di contraddire sulla domanda di concordato preventivo, soprattutto nel caso in cui detto organo si sia fatto promotore, ai sensi dell'articolo 7, legge fallimentare, della richiesta di fallimento o della dichiarazione di insolvenza. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano 28 ottobre 2011



Concordato preventivo - Contemporanea pendenza di procedimento predicazione di fallimento - Esame prioritario della domanda di concordato - Necessità.

La domanda di concordato preventivo deve essere esaminata per prima rispetto al procedimento per dichiarazione di fallimento già pendente e ciò in quanto la prima procedura ha funzione alternativa e preventiva rispetto alla seconda. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano 28 ottobre 2011



Di concordato preventivo - Conflitto di interessi tra proponente, finanziatori e investitori - Rilevanza - Procedimento di cui all'articolo 173 l.f..

Una situazione di potenziale conflitto di interessi tra chi propone il concordato e chi vi partecipa in veste di finanziatore e di investitore può dar luogo a dubbi e perplessità che debbono essere tenuti in debito conto ma che possono assumere concreto rilievo solo qualora si tramutino in fatti rilevanti per l'attivazione del procedimento di revoca dell'ammissione al concordato di cui all'articolo 173, legge fallimentare. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano 28 ottobre 2011



Concordato preventivo - Potere di controllo del tribunale - Veridicità della proposta e fattibilità del piano - Esclusione - Controllo di legittimità - Garanzia che la soluzione negoziale della crisi persegua interessi meritevoli di tutela.

Il controllo del tribunale in sede di ammissibilità della proposta di concordato, se da una parte non può limitarsi ad un mero controllo formale della documentazione allegata, dall'altra non può certo invadere la competenza del controllo effettuato dal professionista attestatore e dal commissario giudiziale, avente ad oggetto i controlli tecnici sulla veridicità della proposta e sulla fattibilità del piano. Il controllo del tribunale deve essere svolto in ossequio alla ratio legis sottesa all'istituto del concordato preventivo, la quale ha come scopo la regolazione negoziale delle difficoltà economiche e finanziarie dell'impresa nonché l'esaltazione della dimensione pattizia dell'istituto, con riduzione dello spazio di intervento dell'autorità giudiziaria, alla quale resta tuttavia affidata una essenziale funzione di garanzia volta ad assicurare un controllo di legalità sul procedimento di formazione del consenso dei creditori e sulla corretta formazione delle classi. In considerazione di questi principi, si ritiene che il controllo del tribunale debba essere letto alla luce degli interessi pubblici sottesi a tutte le procedure fallimentari, consistenti nella tutela di una libera iniziativa economica privata che non sia contrasto con l'utilità sociale. Il controllo del tribunale deve, pertanto, consistere in una valutazione di legittimità intesa a verificare che la proposta ed il relativo piano, nonché i documenti allegati, siano funzionali al raggiungimento di un interesse meritevole di tutela ovvero alla definizione della situazione di crisi in cui versa l'impresa tramite la stipulazione di un accordo con i creditori, accordo che, per svolgere la suddetta funzione, deve essere sufficientemente completo per poter essere sottoposto al vaglio tecnico del commissario giudiziale e quindi al “consenso informato” da parte dei creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Crotone 26 ottobre 2011



Concordato preventivo - Competenza per territorio - Luogo di effettivo svolgimento dell'attività decisionale e direzionale - Impresa facente parte di un gruppo e soggetta a direzione unitaria.

La competenza per territorio per la domanda di concordato preventivo può essere individuata sulla base del luogo ove viene effettivamente svolta l'attività decisionale e direzionale dell'impresa, tanto più nel caso in cui questa possa dirsi parte di un gruppo sottoposto alla direzione unitaria di un unico soggetto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Benevento 19 ottobre 2011



Concordato preventivo - Deliberazione ed omologazione - In genere - Controllo demandato al tribunale - Oggetto - Accertamento della fattibilità dell'accordo intervenuto tra debitore e creditori - Esclusione - Verifica delle condizioni di ammissibilità della procedura e dell'assenza dei fatti o atti idonei a dare impulso al procedimento di revoca ex art. 173 legge fall. - Doverosità - Fondamento.

In tema di giudizio di omologazione del concordato preventivo, nel perimetro di controllo (di legittimità anche sostanziale) demandato al tribunale non rientra il potere-dovere di accertare la fattibilità dell'accordo intervenuto tra il debitore proponente ed i creditori, in quanto essi, se informati, sin dall'inizio e durante le fasi successive, in modo veritiero e trasparente sulla situazione aziendale e sulle ragioni di sostegno del piano concordatario, ben possono accordare a quest'ultimo preferenza, rispetto alla liquidazione concorsuale; ne consegue che di tale scelta consapevole il tribunale, verificando la persistenza delle stesse condizioni di ammissibilità della procedura e l'assenza di fatti di revoca ex art. 173 legge fall., deve limitarsi a prendere atto. (Nella specie il commissario giudiziale, costituendosi senza però svolgere rituale opposizione, aveva evidenziato, nel suo parere motivato, il "deficit" del fabbisogno concordatario ed il tribunale, su tale rilievo, aveva respinto la proposta). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I 16 settembre 2011



Concordato preventivo - Omologazione del concordato - Regime conseguente alla nuova legge fallimentare - Vizi genetici della proposta concordataria - Radicale e manifesta inadeguatezza del piano di risanamento - Possibilità di accertamento da parte del giudice - Sussistenza - Fondamento - Fattispecie.

In tema di omologazione del concordato preventivo, sebbene, nel regime conseguente all'entrata in vigore del d.lgs. 12 settembre 2007, n. 169, al giudice sia precluso il giudizio sulla convenienza economica della proposta, non per questo gli è affidata una mera funzione di controllo della regolarità formale della procedura, dovendo, invece, egli intervenire, anche d'ufficio ed in difetto di opposizione ex art. 180 legge fall., sollevando le eccezioni di merito, quale quella di nullità, ex art. 1421 cod. civ.; in particolare, se è vero che l'apprezzamento della realizzabilità della proposta, come mera prognosi di adempimento, compete ai soli creditori, ove sussista, invece, un vero e proprio vizio genetico della causa, accertabile in via preventiva in ragione della totale ed evidente inadeguatezza del piano, non rilevata nella relazione del professionista attestatore, il giudice deve procedere ad un controllo di legittimità sostanziale, trattandosi di vizio non sanabile dal consenso dei creditori e così svolgendo il predetto giudice una funzione di tutela dell'interesse pubblico, evitando forme di abuso del diritto nella utilizzazione impropria della procedura. (Nella specie, la sentenza impugnata, confermata dalla S.C., aveva ritenuto che l'omessa considerazione, nella proposta di concordato, di un ingente credito privilegiato, di radice causale anteriore alla detta proposta, operasse come causa di impossibilità dell'oggetto, così alterando l'ipotesi prospettata di soddisfacimento delle obbligazioni sociali, su cui confidava il consenso del ceto creditorio, dovendosi perciò rigettare la domanda di omologazione). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I 15 settembre 2011



Concordato preventivo - Relazione del professionista - Requisiti - Disamina della completezza del piano - Compiutezza del parere del esperto in tutti i suoi elementi particolari - Finalità - Conferimento al debitore o a liquidatore giudiziale di scelte in ordine al contenuto del piano - Esclusione.

La relazione del professionista deve consentire una disamina della completezza del piano ed il parere dell'esperto dovrà essere compiutamente sviluppato in tutti i suoi elementi particolari, onde consentire al tribunale ed ai creditori una valutazione complessiva della sua attendibilità e realizzabilità in concreto e della sua rispondenza ai requisiti richiesti dall’art. 160 l. fall., non potendo essere rimessa a scelte successive del debitore e del liquidatore giudiziale decisioni in ordine al contenuto dell'piano. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza 01 settembre 2011



Concordato preventivo - Procedimento ex articolo 173, legge fallimentare per la revoca dell'ammissione - Diritto di difesa del debitore - Indicazione che il procedimento è volto all'accertamento dei presupposti per la dichiarazione di fallimento - Necessità - Apertura di procedimento distinto - Esclusione.

Concordato preventivo - Cessione dei beni - Indicazione della percentuale di soddisfacimento dei creditori - Non necessità - Funzione chiarificatrice del presumibile risultato del completamento del piano - Indicazione ai creditori delle prospettive plausibili - Accettazione da parte dei creditori del rischio di un diverso esito della liquidazione.

Concordato preventivo - Ammissione - Condizioni - Ricorso depositato nella vigenza del d.lgs. n. 169 del 2007 - Relazione sulla veridicità dei dati contabili e la fattibilità del piano - Controllo del giudice - Oggetto - Completezza e regolarità della documentazione - Sufficienza - Adeguatezza nel merito - Esclusione - Fondamento - Prevalente natura privatistica del concordato - Conseguenze - Decreto di "rigetto" del ricorso - Ricorribilità in cassazione ex art. 111 Cost. - Ammissibilità.

Concordato preventivo - Procedimento di revoca del concordato ai sensi dell'articolo 173, legge fallimentare - Potere del giudice di valutare la fattibilità del piano - Esclusione valutazione del commissario giudiziale - Rilevanza per i creditori al fine di esprimere un giudizio di convenienza sulla proposta.

Concordato preventivo - Atti di frode - Definizione ed individuazione - Attitudine ad ingannare i creditori sulle reali prospettive di soddisfacimento in caso di liquidazione - Comportamenti volti a pregiudicare la valutazione di competenza dei creditori - Alterazione della percezione della reale situazione del debitore.

Concordato preventivo - Abuso del diritto - Abuso dello strumento concordatario - Garanzie inesistenti - Inammissibilità del concordato.

Nell'ambito del procedimento di cui all'art. 173, legge fallimentare, la formale conoscenza da parte del debitore dell'esistenza di un'iniziativa per la dichiarazione di fallimento è sufficiente ad integrare la "indicazione che il procedimento è volto all'accertamento dei presupposti per la dichiarazione di fallimento" richiesta dall'articolo 15, comma 4, legge fallimentare quale monito in ordine al possibile esito della procedura e invito ad esercitare il diritto di difesa, posto che dal tenore del secondo comma dell'articolo 173 emerge chiaramente che alla conclusione del procedimento di revoca dell'ammissione viene emessa, se ne sussistano i presupposti processuali e sostanziali, sentenza di fallimento, senza ulteriori adempimenti procedurali. Non è dunque corretta la tesi secondo la quale la presenza di iniziative per la dichiarazione di fallimento comporta che debba farsi luogo a procedimenti distinti; è vero invece che l'accertamento del tribunale e correlativamente l'ambito della difesa del debitore attengono ad una fattispecie più complessa nella quale uno dei presupposti per la dichiarazione di fallimento è la revocabilità dell'ammissione al concordato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Nel concordato preventivo con cessione dei beni, il debitore non ha l'onere di indicare la percentuale di soddisfacimento che, in esito alla liquidazione, i creditori otterranno, anche se è condivisibile l'opinione secondo la quale tale indicazione, come quella relativa ai possibili tempi della liquidazione, sono necessarie al fine della determinatezza e piena intelligibilità della proposta di concordato. Questo, tuttavia, non significa che, in mancanza di esplicita assunzione di un'obbligazione in tal senso, detta percentuale costituisca oggetto dell'obbligazione che il proponente si assume, in quanto ciò equivarrebbe a ritenere sempre necessario che il concordato assuma quanto meno la forma del concordato misto nel quale la cessione dei beni è accompagnata dall'impegno a garantire ai creditori una percentuale minima di soddisfacimento. In realtà, oggetto dell'obbligazione può essere, e tale è in difetto di diversa ed inequivoca assunzione di responsabilità, unicamente l'impegno a mettere a disposizione dei creditori i beni dell'imprenditore liberi da vincoli ignoti che ne impediscano la liquidazione o ne alterino apprezzabilmente il valore, assumendo l'indicazione della percentuale unicamente una funzione chiarificatrice del presumibile risultato del completamento del piano di concordato. In altri termini, il proponente, ovviamente sulla base di dati concretamente apprezzabili, indica ai creditori la prospettiva che ritiene plausibile e questi, approvando la proposta, condividono la valutazione e quindi accettano il rischio di un diverso esito della liquidazione comparandone la complessiva convenienza con riferimento alle alternative praticabili (esecuzione singolare o collettiva in sede fallimentare). (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

In tema di concordato preventivo, nel regime conseguente all'entrata in vigore del d.lgs. n.169 del 2007 che è caratterizzato da una prevalente natura contrattuale, e dal decisivo rilievo della volontà dei creditori e del loro consenso informato, il controllo del tribunale nella fase di ammissibilità della proposta, ai sensi degli artt. 162 e 163 legge fall., ha per oggetto solo la completezza e la regolarità della documentazione allegata alla domanda, senza che possa essere svolta una valutazione relativa all'adeguatezza sotto il profilo del merito; ne consegue che, quanto all'attestazione del professionista circa la veridicità dei dati aziendali e la fattibilità del piano, il giudice si deve limitare al riscontro di quegli elementi necessari a far sì che detta relazione - inquadrabile nel tipo effettivo richiesto dal legislatore, dunque aggiornata e con la motivazione delle verifiche effettuate, della metodologia e dei criteri seguiti - possa corrispondere alla funzione, che le è propria, di fornire elementi di valutazione per i creditori, dovendo il giudice astenersi da un'indagine di merito, in quanto riservata, da un lato, alla fase successiva ed ai compiti del commissario giudiziale e, dall'altro, ai poteri di cui è investito lo stesso tribunale, nella fase dell'omologazione, in presenza di un'opposizione, alle condizioni di cui all'art. 180 legge fall. (Principio affermato dalla S.C. in sede di cassazione, con rinvio, del decreto con cui il tribunale aveva "rigettato" la domanda di ammissione alla procedura di concordato, in realtà pronunciandone l'inammissibilità, con valutazioni sul merito della fattibilità del piano concordatario e con modalità decisorie, dalle quali è conseguita l'ammissibilità del ricorso ex art. 111 Cost.). (conf. Cass. 21860/2010) (massima ufficiale)

Il principio secondo il quale, nell'ambito del concordato preventivo, il giudice, nel valutare la relazione del professionista che attesta la fattibilità del piano, si deve astenere da un'indagine di merito, salvo il caso in cui siano proposte opposizioni e con i limiti di cui all'art. 180 legge fallimentare, è applicabile anche in sede di riesame della proposta ex art. 173 legge fallimentare e ciò anche se, in questo caso, il tribunale dispone del conforto dell'apporto conoscitivo e valutativo del commissario giudiziale. Tale apporto, infatti, non è destinato al giudice ma alla platea dei creditori che possono così comparare la proposta e le valutazioni dell'esperto attestatore con la relazione di un organo investito di una pubblica funzione. Resta, infatti, insuperabile il rilievo secondo cui il tribunale è privo del potere di valutare d'ufficio il merito della proposta, in quanto tale potere appartiene solo ai creditori così che solo in caso di dissidio tra i medesimi in ordine alla fattibilità, denunciabile attraverso l'opposizione alla omologazione, il tribunale, preposto per sua natura alla soluzione dei conflitti, può intervenire risolvendo il contrasto con una valutazione di merito in esito ad un giudizio, quale è quello di omologazione, in cui le parti contrapposte possono esercitare appieno il loro diritto di difesa del tutto inattuabile, invece e per quanto concerne i creditori, nell'ambito del procedimento di cui all'art. 173, legge fallimentare di cui si discute. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Il minimo comune denominatore dei comportamenti indicati dall'art. 173, comma 1, legge fallimentare, ai fini della revoca dell'ammissione al concordato e della dichiarazione di fallimento nel corso della procedura, è dato dalla loro attitudine ad ingannare i creditori sulle reali prospettive di soddisfacimento in caso di liquidazione, sottacendo l'esistenza di parte dell'attivo o aumentando artatamente il passivo in modo da far apparire la proposta maggiormente conveniente rispetto alla liquidazione fallimentare. Si tratta, in sostanza, di comportamenti volti a pregiudicare la possibilità che i creditori possano compiere le valutazioni di loro competenza avendo presente l'effettiva consistenza e la reale situazione giuridica degli elementi attivi e passivi del patrimonio dell'impresa. Questa è, quindi, la connotazione tutti gli altri indefiniti comportamenti dell'imprenditore per poter essere definiti atti di frode. E', allora, possibile concludere affermando che nessun intervento sul patrimonio del debitore è di per sé qualificabile come atto di frode ma solo l'attività del proponente il concordato volta ad occultarlo in modo da poter alterare la percezione dei creditori circa la reale situazione del debitore influenzando il loro giudizio. Ogni diversa interpretazione della norma in esame non farebbe altro che reintrodurre il requisito della meritevolezza apertamente ripudiato dal legislatore della riforma. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Vi è abuso dello strumento concordatario in violazione del principio di buona fede laddove emerga la prova che determinati comportamenti depauperativi del patrimonio siano stati posti in essere con la prospettiva e la finalità di avvalersi dello strumento del concordato preventivo, ponendo i creditori di fronte ad una situazione di pregiudicate o insussistenti garanzie patrimoniali, in modo da indurli ad accettare una proposta comunque migliore della prospettiva liquidatoria. In presenza di una tale condotta, il concordato non è ammissibile in quanto rappresenterebbe il risultato utile della preordinata attività contraria al richiamato principio della buona fede. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. I 23 giugno 2011




Concordato preventivo – Variazione del piano – Mutamento intervenuto dopo il voto dei creditori – Rilevanza – Omologazione del concordato – Esclusione.

Una significativa variazione del piano concordatario - inteso come l'insieme delle operazioni previste dal proponente il concordato preventivo per la positiva realizzazione della proposta - intervenuta dopo la votazione dei creditori non può consentire l'omologa del concordato, attesa la stretta connessione che sussiste tra piano e proposta, tale da ritenere che il voto dei creditori sia stato espresso sulla proposta ma in ragione della prospettazione di una determinata strategia di realizzazione dell'attivo. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova 09 dicembre 2010



Concordato preventivo – Variazione del piano intervenuta dopo il voto dei creditori – Mutamento relativo alla realizzazione di alcuni assets – Equivalenza dei flussi finanziari assicurati da nuovi contratti – Omologazione del concordato – Ammissibilità.

La modificazione del piano concordatario - inteso come l'insieme delle operazioni previste dal proponente il concordato preventivo per la positiva realizzazione della proposta - intervenuta dopo la votazione dei creditori che riguardi solo la realizzazione di alcuni determinati assets non impedisce l'omologazione del concordato ove possa essere stimata non determinante per i creditori in ragione dell'equivalenza in termini economici e finanziari dei nuovi contratti conclusi rispetto a quelli inizialmente previsti e quindi in ragione della sostanziale equipollenza dei flussi di entrata previsti rispetto a quelli originari. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova 09 dicembre 2010



Concordato preventivo - Nuova proposta di concordato - Caratteristiche - Radicale mutamento del metodo di superamento della crisi o dell'insolvenza - Necessità.

Non può parlarsi di nuova proposta di concordato preventivo quando il proponente apporti alla medesima esclusivamente modifiche di carattere integrativo, che rientrano nella medesima logica di soluzione della crisi adottata con la proposta originaria. Di nuova proposta può, infatti, parlarsi quando le modifiche siano tali da incidere sulla natura del contratto-accordo offerto ai creditori, ad esempio quando dalla cessione di beni si passi alla prosecuzione dell'attività o viceversa, quando dalla cessione dei beni si passi all'assegnazione di quote o di azioni, in altre parole quando muta indirizzo la logica di superamento della situazione di crisi o di insolvenza nella quale versa la società. (fb) (riproduzione riservata) Tribunale Monza 05 agosto 2010



Concordato Preventivo – Ammissione alla procedura – Requisiti – Elenco dei creditori – Contenuto. (26/10/2010)

Ai fini dell’ammissibilità della proposta di concordato preventivo, “l’elenco nominativo dei creditori, con l’indicazione dei rispettivi crediti e delle cause di prelazione” (art. 161 comma 2, lett. b.), legge fallimentare) che deve accompagnare il ricorso del debitore, si sostanzia in un elenco nominativo completo di tutti i creditori, comprensivo sia dei chirografari che dei prelatizi (non esclusi i creditori per tributi e contributi previdenziali, ai quali si proponga una “transazione fiscale” ex art. 182-ter, legge fallimentare), che riporti per ciascuno l’ammontare del credito, specificando la parte chirografaria e la parte prelatizia e, per questa seconda, il titolo della prelazione; in particolare, ove si tratti di privilegio generale o speciale (art. 2747 c.c.) deve essere indicata (o quanto meno resa identificabile) la norma di legge che lo prevede. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Roma 02 agosto 2010



Concordato Preventivo – Elenco nominativo dei creditori – Crediti dei fornitori – Mancata distinzione tra la parte imponibile e la parte di credito per rivalsa IVA – Ammissibilità della degradazione a chirografario – Esclusione. (26/10/2010)

Il credito per rivalsa Iva, assistito da privilegio speciale ex art. 2758, comma 2, codice civile, può essere degradato a chirografario solo attraverso il meccanismo previsto dall’art. 160, comma 2, legge fallimentare, ossia sulla base di una “relazione giurata di un professionista in possesso dei requisiti di cui all’articolo 67, comma 3, lettera d), legge fallimentare; tale effetto, al contrario, non si produce indicando generalmente, nell’elenco nominativo dei creditori ex art. 161, legge fallimentare, i crediti dei c.d. fornitori come chirografari, senza distinguere la parte imponibile dalla parte di credito per rivalsa Iva. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Roma 02 agosto 2010



Concordato Preventivo – Condizioni di Ammissibilità della Proposta – Soddisfazione non integrale dei creditori muniti di privilegio, pegno ed ipoteca – Relazione giurata del professionista. (26/10/2010)

La «relazione giurata» del professionista prevista dall’art. 160, comma 2, legge fallimentare, (cosa ben diversa dalla relazione ex art. 161, terzo comma, legge fallimentare), si pone come presupposto per l’ammissione alla procedura, la cui sussistenza deve essere verificata d’ufficio dal tribunale e la cui mancanza comporta l’inammissibilità della proposta. A tal fine la stessa deve chiaramente indicare in quale precisa misura percentuale ciascun credito prelatizio (che non si voglia pagare integralmente) potrebbe essere soddisfatto sul bene (o sui beni) oggetto della prelazione (che assiste il credito) in caso di liquidazione. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Roma 02 agosto 2010



Concordato preventivo – Proposta presentata da società – Deliberazione del consiglio di amministrazione – Coincidenza con il contenuto della proposta – Necessità. (26/10/2010)

La norma contenuta nell'articolo 161, comma 4, legge fallimentare, la quale prescrive che la domanda di concordato preventivo presentata dalla società debba essere approvata e sottoscritta a norma dell'articolo 152, legge fallimentare, deve essere interpretata nel senso che fra la proposta di concordato e la sua deliberazione da parte dell'organo sociale vi debba essere perfetta coincidenza di contenuto. (fb) (riproduzione riservata) Tribunale Roma 29 luglio 2010



Concordato Preventivo - Attestazione dell'esperto ai sensi dell'articolo 161,comma 3,l.f. - Relazione del commissario di cui all'articolo 172 l.f.- Possibile equivalenza tra tali valutazioni - Sussiste.

Nel concordato preventivo, qualora tra la relazione del professionista attestatore e quella del commissario giudiziale vi siano discrepanze, la valutazione del tribunale dovrà basarsi sulla oggettività dei rilievi operati dai due soggetti, superando così le eventuali divergenze che dipendano da semplici opinioni professionali. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza 21 luglio 2010



Concordato preventivo – Contenuto della relazione del professionista – Fattibilità del piano – Ambito ed estensione del giudizio del tribunale. (07/09/2010)

Nell'ambito del procedimento di concordato preventivo, il giudizio del tribunale deve mirare ad un temperamento di opposte esigenze in quanto inteso, da un lato, a non frustrare l’esplicarsi di una libera dinamica economica attraverso la soluzione giudizialmente concordata del dissesto e, dall'altro lato, ad impedire, sulla base di un'attestazione seria ed affidabile che la legge espressamente prescrive, il passaggio alla fase della votazione e della formazione del consenso di proposte prive di quei requisiti di serietà e di fattibilità. In quest'ottica, assume rilievo determinante la relazione del professionista di cui all'articolo 161, comma 3, legge fallimentare, dovendo detta attestazione contenere un vaglio tale da poter essere successivamente verificato e da poter giustificare un'eventuale giudizio di responsabilità nei confronti del professionista. L'analisi del professionista deve, infatti, presentare quale requisito minimo oggetto del giudizio di ammissibilità la analitica esplicitazione dei controlli contabili effettuati, dei criteri utilizzati, delle ragioni per cui, al motivato vaglio tecnico proprio della scienza aziendale di cui l'esperto e istituzionale conoscitore, i dati possono essere ritenuti ragionevolmente verificati. In ordine al requisito di fattibilità, la circostanza che il giudizio su di esso abbia indefettibilmente natura prognostica non esclude che l'analisi del professionista debba essere ancorata all'esposizione di una serie di elementi di fatto, di natura contabile, economica e finanziaria, idonei a fondare un giudizio, se non di sicura, almeno di probabile realizzabilità del piano e dei suoi risultati in termini di soddisfacimento dei creditori. La valutazione giudiziale di ammissibilità del concordato non deve quindi estendersi ad una approfondita disamina della fondatezza delle valutazioni espresse dall'esperto, ma può e deve consistere in una sorta di giudizio sul giudizio, che tende non già a ripercorrere criticamente gli stessi accertamenti e valutazioni ma a verificare se il percorso critico valutativo sia stato effettuato e congruamente motivato, in modo da consentire l'assunzione di responsabilità di cui si è detto. (Nel caso di specie, il Tribunale prima e la Corte di Appello poi hanno ritenuto che la proposta di concordato non fosse ammissibile in quanto mancava nella relazione del professionista una vera e propria attestazione di veridicità dei dati aziendali - intesa quale attestazione di effettiva e verificata corrispondenza tra di elementi contabili esposti dalla società debitrice della proposta e la realtà attuale – ed anche perchè la relazione in questione conteneva riserve tali da mettere in dubbio la realizzabilità del piano. (fb) (riproduzione riservata) Appello Torino 14 luglio 2010



Concordato preventivo – Inammissibilità della proposta – Integrazioni e nuovi documenti – Potere discrezionale del giudice – Onere del proponente. (31/08/2010)

Il tenore letterale della norma di cui all’art. 161, comma 1, legge fallimentare, che prevede la possibilità di apportare integrazioni al piano e produrre nuovi documenti, evidenzia che si è in presenza di un potere discrezionale del giudice: potere che lo facultizza ma non lo obbliga a disporre la descritta integrazione, essendo onere dello stesso proponente quello di formulare fin dall’origine la sua proposta in modo conforme a quanto previsto dall’art. 161 l. fall., alla cui inosservanza è correlata la sanzione dell'inammissibilità della stessa proposta concordataria. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli 19 maggio 2010



Concordato preventivo – Ammissibilità del proposta – Proponente – Requisiti – Onere della prova. (31/08/2010)

In tema di ammissibilità del concordato preventivo, come modificato dal d.lgs. n. 5/06 e dal d. lgs. n. 169/07 , il debitore è gravato di un onere probatorio particolarmente stringente quanto alla prova della fattibilità del piano ed alla veridicità dei dati aziendali, prova che deve essere data, oltre che con la produzione della documentazione di cui all'art. 161, secondo comma, anche, e soprattutto, attraverso la relazione di un professionista indipendente ed imparziale. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli 19 maggio 2010



Concordato preventivo – Relazione del Professionista – Contenuto della relazione – Oggetto della valutazione compiuta dal professionista. (31/08/2010)

La relazione di cui all’art. 161, comma terzo, l.f.  si completa con un giudizio finale del professionista il quale, se ritiene le soluzioni prospettate dall’imprenditore per la composizione negoziale della crisi di impresa ragionevolmente praticabili, non solo sotto il profilo giuridico, ma anche con riguardo all’aspetto economico, conclude per la concreta idoneità del piano e, quindi, della proposta, a raggiungere gli scopi ivi previsti. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Novara 26 aprile 2010



Concordato preventivo – Professionista deputato a redigere la relazione attestativa – Oggetto dell’attività – Dati aziendali e valori di stima – Valutazione del merito dell’attività precedente dell’imprenditore in crisi – Esclusione. (31/08/2010)

Il professionista deputato alla redazione della relazione di cui all’art. 161 l.f. è chiamato a pronunciarsi con motivata criticità in merito alla corretta valutazione, in un’ottica prospettica, dei dati aziendali contenuti nel piano, nonché in relazione ai valori di stima delle attività di cui alla lettera b) del comma 2 dell’art. 161, affrontando pertanto le problematiche e gli aspetti di attuazione pratica del piano, senza mancare di esprimere un giudizio sulla rispondenza di dati contabili ai fatti di gestione (e senza per questo dover entrare nel merito della correttezza delle modalità che hanno caratterizzato, sotto l’aspetto gestorio, la conduzione dell’impresta). (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Novara 26 aprile 2010



Concordato preventivo – Piano – Fattibilità del piano – Valutazione del professionista – Oggettività dell’attestazione. (31/08/2010)

Affinché possa ritenersi integrato il requisito richiesto dalla legge in ordine al giudizio di fattibilità del piano, occorre che il professionista non si limiti ad una semplice indicazione di fattibilità affermata, senza alcuna minima illustrazione delle considerazioni a supporto di tale conclusione, dovendo, al contrario, motivare in modo chiaro e approfondito le ragioni che lo hanno indotto a esprimere un giudizio positivo in relazione alla probabile riuscita del piano, e non potendo, del pari, ricorrere a formule esclusivamente di stile; la motivazione dell’attestazione dovrà pertanto essere sostanziale e oggettiva. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Novara 26 aprile 2010



Concordato preventivo – Ammissibilità della proposta – Condizioni – Presenza di una fase interlocutoria – Esclusione. (31/08/2010)

Il legislatore, nel dettare quelle che sono le condizioni di ammissibilità della proposta, non ha previsto una fase interlocutoria in cui il proponente acquisisca – sulla base della preannunciata intenzione di formulare una proposta concordataria – una legittima aspettativa a “bloccare” l’innesco di procedure concorsuali maggiori al fine di potere depositare una valida proposta concordataria. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Novara 26 aprile 2010



Concordato preventivo – Natura contrattuale – Accentuazione. (31/05/2010)

Il nuovo quadro normativo che disciplina l’istituto del concordato preventivo è caratterizzato da una netta accentuazione del profilo negoziale, come si evince in particolare dalla rimessione ai creditori, in via esclusiva, di ogni valutazione in ordine alla convenienza, per cui il concordato ha assunto ora indiscutibilmente i caratteri del contratto, sia pur caratterizzato, sotto il profilo della formazione della volontà dal lato dei creditori, dal principio maggioritario. (fb) (riproduzione riservata) Tribunale Milano 21 gennaio 2010



Concordato preventivo – Natura contrattuale – Determinazione dell’oggetto del contratto – Necessità – Modalità di soddisfazione dei creditori – Pagamento di una percentuale – Attribuzione di altri beni – Distinzione – Modifica dell’originaria prestazione – Descrizione del bene offerto – Necessità. (31/05/2010)

La nuova disciplina del concordato preventivo, che ha conferito all’istituto una netta impronta contrattualistica, richiede che la proposta rispetti il requisito della determinatezza dell’oggetto del contratto. Pertanto, nell’ambito dell’ampia fenomenologia della proposta concordataria prospettata in via esemplificativa nell’art. 160 legge fallimentare, si può distinguere tra offerte di soddisfacimento monetario dei crediti e offerte che prevedono invece l’attribuzione di un altro bene in varie forme, quali la conversione dei crediti stessi in capitale, obbligazioni o altri strumenti finanziari e titoli di debito. Nella prima ipotesi, la proposta incide sull’originario rapporto contrattuale tra debitore e creditore unicamente sotto il profilo dei termini o dell’entità del pagamento monetario, mentre, nella seconda, la modifica attiene alla natura stessa della prestazione, con la conseguenza che, nel primo caso, la regola della determinatezza dell’oggetto del contratto impone al proponente la specifica indicazione della percentuale di pagamento offerta, mentre, nel secondo caso, quello in cui la proposta incide sulla natura della prestazione, deve essere chiaramente descritto il bene che si offre ai creditori, affinché questi possano adeguatamente valutare l’alea in ordine all’effettivo valore presente e futuro di quanto sarà ad essi trasferito come modalità alternativa di soddisfazione del credito. (fb) (riproduzione riservata) Tribunale Milano 21 gennaio 2010



Concordato preventivo – Relazione del professionista attestatore – Requisiti – Parere motivato sulla attendibilità e sostenibilità del programma – Necessità – Mera adesione al ricorso – Attestazione condizionata o con riserva – Inammissibilità del concordato.

Il professionista che nel concordato preventivo ha il compito di attestare la veridicità dei dati aziendali e la fattibilità del piano svolge una funzione di garante nell’interesse dei terzi ed il tribunale è chiamato a verificare che il controllo effettuato da tale professionista sia effettivo e critico e non si limiti ad una attestazione apparente, generica, immotivata o meramente ripetitiva o adesiva al ricorso del debitore. In particolare, nella parte relativa all’attestazione di fattibilità del piano, il professionista deve esprimere un motivato parere sulla attendibilità e sostenibilità del programma, evidenziandone gli eventuali aspetti critici, al fine di verificare se lo stesso è formulato sulla base di ipotesi realistiche e se esso prospetti risultati finali ragionevolmente conseguibili. In mancanza di tali requisiti, così come in presenza di una attestazione sottoposta a condizione o riserva, il ricorso per concordato deve essere dichiarato inammissibile. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pordenone 13 gennaio 2010



Accordi di ristrutturazione dei debiti – Poteri di verifica del tribunale – Controllo di legalità – Verifica dell’idoneità della documentazione – Necessità.

L’autonomia negoziale riconosciuta al debitore e ai creditori nell’ambito delle c.d. soluzioni negoziali della crisi d’impresa, fondate su piani aziendali attuati da accordi oppure oggetto di proposte di concordato, non esclude il persistente dovere del tribunale di svolgere un preliminare controllo di legalità; spetta pertanto a tale giudice di verificare non solo che sia stata depositata tutta la documentazione richiesta dalla legge, ma anche che tale documentazione sia effettivamente idonea allo scopo per il quale è richiesta. (fb) Tribunale Roma 05 novembre 2009



Fallimento ed altre procedure concorsuali - Concordato preventivo - Ammissione - Condizioni - Ricorso depositato nella vigenza del d.lgs. n.5 del 2006 - Relazione sulla veridicità dei dati contabili e la fattibilità del piano - Controllo del giudice - Oggetto - Completezza e regolarità della documentazione - Configurabilità - Adeguatezza nel merito - Esclusione.

In tema di concordato preventivo, nel regime conseguente all'entrata in vigore del d.lgs. n. 5 del 2006 ed anteriore alle modifiche introdotte dal d.lgs. n. 169 del 2007, il controllo del tribunale, ai sensi dell'art. 163 della legge fall., ha per oggetto la completezza e la regolarità della documentazione, senza che possa valutarne l'adeguatezza sotto il profilo del merito; ne consegue che, quanto all'attestazione del professionista circa la veridicità dei dati aziendali e la fattibilità del piano, il giudice si deve limitare al riscontro di quegli elementi necessari a far sì che detta relazione possa corrispondere alla funzione, che le è propria, di fornire elementi di valutazione per i creditori. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I 29 ottobre 2009



Concordato preventivo –  Attestazione del professionista – Contenuto.

La attestazione del professionista deve evidenziare a) quanto alle risultanze contabili, gli estremi dell’analisi compiuta, i riscontri operati, i criteri valutativi seguiti, la loro coerenza con le cause e le circostanze del dissesto e b) quanto al giudizio di fattibilità, gli estremi di coerenza con le cause e circostanze del disseto individuate, la valutazione comparata di possibili ipotesi alternative, l’indicazione di obiettivi e risorse che permettano all’impresa il recupero di una condizione di equilibrio per i piani di risanamento e, per le liquidazioni, gli elementi di certezza che ne concretizzano nel tempo i valori dedotti a fondamento della indicata soddisfazione del ceto creditorio. (mb) Tribunale Bologna 17 febbraio 2009



Fallimento ed altre procedure concorsuali - Concordato preventivo - Ammissione - Condizioni - Ricorso depositato nella vigenza del decreto legge n. 35 del 2005 - Attestazione della veridicità dei dati e della fattibilità del piano - Requisiti del professionista nominato dal debitore - Rinvio all'art. 28 legge fall. - Situazioni di incompatibilità per pregressa attività professionale in favore del debitore - Sussistenza - Pendenza del procedimento alla data di entrata in vigore del d.lgs. n. 169 del 2007 - Omesso rinvio del novellato art. 161, terzo comma, legge fall., alla medesima condizione di incompatibilità - Conseguenze - Effetto sanante della nomina - Fondamento - Fattispecie.

In tema di attestazione della veridicità dei dati aziendali e della fattibilità del piano proposto con la domanda di ammissione al concordato preventivo,la relativa relazione può essere redatta anche da un professionista che abbia già prestato la sua attività professionale in favore del debitore, non configurando più tale circostanza condizione di incompatibilità alla predetta nomina, in quanto l'art. 161, terzo comma, legge fall. - come modificato da ultimo dal d.lgs. n. 169 del 2007 - rinvia ai requisiti soggettivi di cui all'art. 67, terzo comma, lett.d), legge fall., il quale a sua volta menziona, tra quelli richiesti per la nomina a curatore fallimentare, solo quelli di cui all'art. 28, primo comma, lett. a) e b), senza riferirsi alla predetta situazione di incompatibilità (di cui al secondo comma del citato art. 28), com'era invece, dal 16 marzo 2005, secondo il testo "ratione temporis" vigente dell'art. 161 e per effetto del decreto legge n. 35 del 2005 (poi convertito nella legge n. 80 del 2005). Ne consegue che se pure, come nella specie, il professionista attestatore - già consulente della società proponente il concordato e rappresentante dei suoi soci di maggioranza e di quelli della società assuntrice del concordato in alcune assemblee societarie - versava in una situazione di incompatibilità all'epoca di deposito del ricorso (17 gennaio 2006), la predetta modifica normativa ha rimosso con effetti sananti tale incompatibilità essendo intervenuta con riguardo ad una procedura di concordato ancora non conclusa. (fonte CED – Corte di Cassazione) Cassazione civile, sez. I 04 febbraio 2009



Concordato preventivo – Verifica della corretta formazione delle classi – Fattibilità del piano – Rispetto della posizione giuridica – Omogeneità degli interessi.

Nel concordato preventivo il tribunale valuta la formazione delle classi verificando che le stesse siano coerenti con il piano e funzionali alla sua fattibilità e verificando altresì il rispetto della posizione giuridica dei creditori privilegiati nonchè l’omogeneità degli interessi economici quale parametro di aggregazione all’interno di ciascuna classe. Tribunale Milano 16 aprile 2008



Concordato preventivo – Formazione delle classi – Inclusione dei creditori chirografari in unica classe – Correttezza dei criteri di formazione – Sussistenza.

E’ corretto l’inserimento in un’unica classe di tutti i creditori chirografari ove tali creditori si possano considerare accomunati da un interesse al soddisfacimento antagonista rispetto a quello dei privilegiati, il cui ipotetico totale soddisfacimento li priverebbe di aspettative di ristoro. Tribunale Milano 16 aprile 2008



Concordato preventivo – Fattibilità del piano – Potere di controllo del tribunale – Sussistenza.

Concordato preventivo – Giudizio sulla fattibilità del piano – Differenza tra percentuale promessa ai creditori chirografari e quella concretamente realizzabile – Condizioni per l’omologa – Sussistenza.

E’ connaturato al sistema del nuovo concordato preventivo un potere di controllo del tribunale finalizzato all’accertamento della persistenza di tutte le condizioni di ammissibilità del concordato, condotto non più sulla base della documentazione prodotta dal ricorrente bensì di tutta l’attività di verifica compiuta su impulso del commissario giudiziale dopo la presentazione del ricorso ed a seguito del decreto di ammissione alla procedura. Il tribunale conserva in particolare un potere di controllo sulla fattibilità del piano che deve essere coerente con la proposta, serio e concretamente realizzabile sulla base delle risorse presenti nel patrimonio aziendale e di quelle realizzabili con l’attività liquidatoria. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Il concordato preventivo con cessione dei beni è costituito da un accordo tra il debitore e i creditori e, a differenza che nel concordato per garanzia, non ha ad oggetto il pagamento di una determinata somma ma la suddivisione percentuale di ciò che si ricaverà effettivamente dalla liquidazione. Esso si basa pertanto su una liquidazione prognostica che i creditori compiono principalmente sulla base della relazione del commissario giudiziale e che si perfeziona prima dell’omologa. Da ciò consegue che non potrà ritenersi il debitore inadempiente quando la liquidazione sarà meno favorevole del previsto. Se pertanto l’offerta ai creditori chirografari non costituisce condizione di ammissibilità del concordato e se lo stesso non si risolve allorquando non venga raggiunta la percentuale promessa, ne deriva che i poteri del tribunale non potranno giungere a negare l’omologa allorquando la differenza tra percentuale offerta e percentuale concretamente realizzabile sia già stata portata all’attenzione dei creditori e questi abbiano ciò nonostante dato il loro consenso. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Perugia 30 maggio 2007





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