Massimario

Art. 162

Merito Cassazione Tutte


Concordato preventivo – Decreto di ammissione alla procedura – Credito del professionista attestatore – Provvedimento che nega la sua natura prededucibile – Ricorribilità in cassazione – Esclusione – Fondamento

In tema di concordato preventivo, il provvedimento con cui il tribunale, in sede di ammissione alla procedura, ai sensi dell’art. 182-quater, comma 4, l.fall. - nel testo, applicabile "ratione temporis", anteriore alla sua soppressione ad opera dell’art. 33 d.l. n. 83 del 2012, conv., con modif., dalla l. n. 134 del 2012 – abbia negato la natura prededucibile al credito del professionista incaricato di predisporre la relazione di cui all'art. 161, comma 3, l.fall., non è ricorribile per cassazione ai sensi dell’art. 111 Cost. perché privo dei requisiti di definitività e decisorietà. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I 30 maggio 2017



Concordato preventivo - Concordato cd. "con riserva" - Pagamento non autorizzato di debito scaduto eseguito dopo il deposito della domanda - Inammissibilità della proposta - Automaticità - Esclusione - Accertamento della natura straordinaria, o meno, dell'atto e della frode alle ragioni dei creditori - Necessità

Il pagamento non autorizzato di un debito scaduto eseguito in data successiva al deposito della domanda di concordato con riserva, non comporta, in via automatica, l'inammissibilità della proposta, dovendosi pur sempre valutare se detto pagamento costituisca, o meno, atto di straordinaria amministrazione ed, in ogni caso, se la violazione della regola della "par condicio" sia diretta a frodare le ragioni dei creditori, pregiudicando le possibilità di adempimento della proposta negoziale formulata con la domanda di concordato. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I 11 aprile 2016



Concordato preventivo – Possibilità di integrazione ex art. 162 comma 1 – Limiti

La facoltà di emendamento prevista dall’art. 162 comma 1 deve intendersi limitata all’integrazione del piano già compiutamente depositato e alla produzione di documenti nuovi, da intendersi tali solo quelli diversi ed ulteriori rispetto a quelli annoverati dall’art. 161, non essendo, invece, ammissibile l’attività surrettiziamente finalizzata a supplire a deficienze o lacune dei documenti da allegare alla domanda. (Paolo Martini) (riproduzione riservata) Tribunale Massa 29 luglio 2015



Concordato preventivo – Falcidia IVA – Transazione fiscale – Risorse dell'Unione Europea – Fattibilità giuridica

Il diritto dell’imprenditore ad ottenere un concordato preventivo, volto ad evitare il fallimento, deve ragionevolmente contemperarsi con l’obbligo di riscossione dello Stato membro. In detto giudizio di comparazione degli opposti interessi, le esigenze economiche e finanziarie dell'Unione Europea vanno ritenute senz’altro prevalenti rispetto all’interesse del ceto creditorio di vedere ammesso un concordato con apporto di nuove finanze, anche proveniente da terzi, o all’interesse dell’imprenditore  di evitare la declaratoria di fallimento.

Sulle predette esigenze può prevalere solo un diritto fondamentale dell’individuo, e tale non è il diritto di cui agli artt. 160 e ss. L. Fall., poiché in capo all'imprenditore non è possibile configurare un diritto di evitare il fallimento come esplicazione della libertà d’impresa. Né, riguardo ai creditori, le ragioni di stretta convenienza economica, come il pagamento inferiore ma certo in caso di concordato con apporto di finanza terza, a fronte di un pagamento incerto in caso di fallimento, possono prevalere sulle predette ragioni comunitarie. (Edoardo Postacchini) (riproduzione riservata)
Appello Ancona 01 giugno 2015





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