Massimario

Art. 22

Merito Cassazione Tutte


Difetto di giurisdizione - Trasferimento sede legale all’estero - Insussistenza

Al fine dell’individuazione del giudice straniero quale giudice avente giurisdizione per la dichiarazione di fallimento non è invero sufficiente che la società si sia trasferita all’estero perché ivi intenda o dichiari di proseguire la sua attività d’impresa, ma occorre che nel luogo estero ove essa ha trasferito la propria sede svolga altresì effettivamente ed in modo totalizzante o prevalente la sua attività d’impresa. (Alessandro Rimato) (riproduzione riservata) Appello Roma 01 agosto 2016



Concordato preventivo - Annullamento e risoluzione - Decreto reiettivo del reclamo avverso il rigetto della domanda di risoluzione - Ricorribilità ex art. 111 Cost. - Esclusione - Fondamento

Il decreto con cui la corte d'appello, in sede di reclamo avverso il provvedimento di rigetto dell'istanza del creditore di risoluzione del concordato preventivo, confermi il predetto diniego, non è impugnabile con ricorso ex art. 111 Cost., attesa la sua inidoneità a precludere una rinnovazione della richiesta da parte del medesimo reclamante o di altri creditori insoddisfatti, mancando i profili di definitività necessari per rendere ammissibile il ricorso straordinario. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I 16 febbraio 2016



Ricorso per dichiarazione di fallimento - Rigetto - Reclamo - Impugnazione con ricorso straordinario per cassazione del decreto emesso in sede di reclamo - Esclusione

Il decreto di rigetto del reclamo proposto ai sensi dell'articolo 22 del decreto del tribunale che spinge la richiesta di dichiarazione di fallimento è privo di attitudine al giudicato e non può essere impugnato con ricorso per cassazione ai sensi dell'articolo 111 Cost., posto che, oltre a non essere un provvedimento definitivo, non ha neppure natura decisoria su diritti soggettivi, non essendo il creditore portatore del diritto al fallimento del proprio debitore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I 02 aprile 2015



Concordato preventivo – Domanda di concordato "con riserva" – Pendenza del reclamo avverso la reiezione dell'istanza di fallimento – Rapporti – Sospensione – Esclusione – Definizione del reclamo nel merito – Necessità.

Dovendosi escludere la possibilità di sospensione del procedimento di reclamo avverso il decreto reiettivo dell'istanza di fallimento in caso di presentazione di domanda di concordato, non configurandosi un rapporto di pregiudizialità tra le procedure, la trattazione contestuale dei due procedimenti autonomi deve avvenire nel rispetto della priorità al concordato riconosciuta dalla legge fallimentare e dalla logica ed essere affidata all'organo giudiziario che, secondo l'impianto della legge fallimentare, sovrintende alle modalità di definizione delle crisi d'impresa. Si deve pertanto ritenere, per i casi in cui il Tribunale sia investito della domanda di concordato e la Corte d'appello delle propaggini del procedimento pre-fallimentare (casi per cui manca una soluzione normativa), che la pronuncia sul merito del reclamo si imponga in ogni caso, poiché, in caso di conferma del rigetto dell'istanza di fallimento, non viene pregiudicata la possibilità per l'impresa debitrice di percorrere la soluzione concordataria; mentre, in caso di accoglimento, il carattere vincolante della decisione è temperato dal potere attribuito al Tribunale, al quale siano rimessi gli atti per la dichiarazione di fallimento ai sensi dell'art. 22, co. 4, l.fall., di tener conto della situazione sopravvenuta in modo da realizzare in quella sede il coordinamento tra le due procedure. (Marco De Cristofaro) (riproduzione riservata) Appello Trento 18 giugno 2013




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