Massimario

Art. 22

Merito Cassazione Tutte


Fallimento – Domanda di fallimento – Rigetto – Reclamo – Notifica presso il domicilio reale – Nullità

E’ nulla la notificazione del reclamo proposto avverso il decreto di rigetto dell’istanza di fallimento effettuata presso il domicilio reale dell'imprenditore anziché presso il domicilio eletto. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I 19 gennaio 2017



Difetto di giurisdizione - Trasferimento sede legale all’estero - Insussistenza

Al fine dell’individuazione del giudice straniero quale giudice avente giurisdizione per la dichiarazione di fallimento non è invero sufficiente che la società si sia trasferita all’estero perché ivi intenda o dichiari di proseguire la sua attività d’impresa, ma occorre che nel luogo estero ove essa ha trasferito la propria sede svolga altresì effettivamente ed in modo totalizzante o prevalente la sua attività d’impresa. (Alessandro Rimato) (riproduzione riservata) Appello Roma 01 agosto 2016



Concordato preventivo - Annullamento e risoluzione - Decreto reiettivo del reclamo avverso il rigetto della domanda di risoluzione - Ricorribilità ex art. 111 Cost. - Esclusione - Fondamento

Il decreto con cui la corte d'appello, in sede di reclamo avverso il provvedimento di rigetto dell'istanza del creditore di risoluzione del concordato preventivo, confermi il predetto diniego, non è impugnabile con ricorso ex art. 111 Cost., attesa la sua inidoneità a precludere una rinnovazione della richiesta da parte del medesimo reclamante o di altri creditori insoddisfatti, mancando i profili di definitività necessari per rendere ammissibile il ricorso straordinario. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I 16 febbraio 2016



Fallimento – Dichiarazione di fallimento a seguito di accoglimento di reclamo alla Corte d’Appello – Competenza del Tribunale – Natura assorbente della sentenza – Eccezioni del fallito – Relative a fatti già dedotti – Inammissibilità – Sussiste

L’art.22 R.D. 267/42 regola un processo unico caratterizzato da due distinte fasi che si svolgono dinanzi a diversi organi giurisdizionali in posizione di parità sul piano ordina mentale: la prima fase rescindente dinanzi alla Corte d’Appello che si conclude con un provvedimento meramente cognitivo, la seconda fase rescissoria che si svolge dinanzi al Tribunale, la cui sentenza definisce l’intero giudizio, con il logico corollario che il decreto della Corte d’Appello è “assorbito” dalla sentenza del Tribunale. Questo ha il potere di emendare il mero errore materiale contenuto nel provvedimento che definisce la fase rescindente, correzione che può avvenire mediante la pronuncia del provvedimento rescissorio. Il resistente può dedurre nella seconda fase solo elementi di fatto sopravvenuti distinti rispetto a quelli dedotti nel precedente grado e nella precedente fase del processo. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli Nord 16 dicembre 2015




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