IL CASO.it Crisi d'Impresa Famiglia e Minori Internet & Technology Penale Impresa Medico e ResponsabilitÓ

   Legge Fallimentare Codice e Massimario



    a cura di  
Franco Benassi

  Home   News   Articoli  Proc.Civile   Fallimentare   Societario   Finanziario  Bancario  Persone  Famiglia  Civile  Trust   Condominio  

  Lavoro   Penale  Arbitrato   Sez.Un.Civ.  Tribunale delle Imprese  Convegni e Formazione   Aste e Vendite   In Libreria   Verba Manent   Ricerche   Ancona  
  Bari   Bologna   Brescia   Brindisi   Cremona   Firenze   Genova   Mantova   Milano   Modena   Monza   Napoli   Novara   Padova   Palermo   Parma    Pavia   
  Pescara   Piacenza   Prato   Reggio Emilia   Roma   Fori della Romagna   Salerno   S.M.Capua Vetere   Torino   Treviso   Udine   Varese   Venezia   Verona   Vicenza

 i Codici

 Civile

 Proc. Civile

 Penale

 Proc. Penale

 Arbitrato

 Condominio

 Amm. Sostegno

 Mediazione

 Fallimento

 Sovraindeb.

 Amm. Straord.

 Finanziario

 Societario

 Bancario

 Donazioni

 Invio decisioni

 Citazioni



 C.Cassazione

 C.Costituzionale

 Gazzetta Uff.

 Leggi UE

 Banca d'Italia

 Consob

Massimario

Art. 168


Concordato preventivo - Pagamento di crediti anteriori - Concordato con riserva - Autorizzazione ex art. 161, co. 7 L.F.

In casi eccezionali, ove, in nome del principio della migliore soddisfazione dei creditori, appaia manifestamente evidente la vantaggiosità dell’atto con riguardo a tutti i crediti concordatari ed il pagamento abbia luogo nel rispetto dell’ordine delle cause legittime di prelazione, durante il periodo interinale del concordato con riserva può essere autorizzato il pagamento di crediti anteriori in forza della disposizione di cui all’articolo 161, comma 7, L.F. quale atto urgente di straordinaria amministrazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza 25 luglio 2014



Attività di esazione successiva all’omologazione del concordato – Illegittimità dell’iscrizione a ruolo, annullamento della cartella di pagamento e non debenza dei compensi di riscossione

La domanda volta a impedire l’avvio, successivamente al deposito di una domanda di ammissione alla procedura di concordato preventivo, di una procedura esecutiva esattoriale per la riscossione coattiva di un credito già computato al passivo concordatario costituisce una opposizione all’esecuzione preventiva avverso la cartella, ai sensi dell’art. 615 c.p.c., vertendo al stessa in ordine all’an dell’esecuzione. (Filippo Canepa, Cristina Bollini) (riproduzione riservata)

La notifica della cartella di pagamento non è obbligatoria ai fini dell’ammissione al passivo di crediti iscritti a ruolo. (Filippo Canepa, Cristina Bollini) (riproduzione riservata)

I c.d. “aggi” – ossia, i compensi di riscossione a carico del contribuente – non sono dovuti ove quest’ultimo sia una società sottoposta a concordato preventivo e l’attività di esazione sia iniziata dopo il deposito della domanda di ammissione alla procedura, stante il divieto di cui all’art. 168 L.F.. (Filippo Canepa, Cristina Bollini) (riproduzione riservata)

Nei concordati preventivi con cessio bonorum, il concordato può dirsi completamente eseguito, con conseguente venir meno del divieto di agire in executivis di cui all’art. 168 L.F., solo per effetto della completa liquidazione dei beni sociali sulla base di quanto previsto nel piano concordatario. (Filippo Canepa, Cristina Bollini) (riproduzione riservata)

Conseguentemente, l’esercizio di azioni esecutive da parte dei creditori anteriori alla procedura è, in concreto, inattuabile sino all’esecuzione del concordato preventivo e la cartella di pagamento deve essere annullata, previa dichiarazione dell’illegittimità dell’iscrizione a ruolo. (Filippo Canepa, Cristina Bollini) (riproduzione riservata)
Appello Milano 08 luglio 2014




Ordinanza di assegnazione del credito ex art. 553 c.p.c. - Idoneità ad essere posta in esecuzione per mezzo del giudizio di ottemperanza - Sussiste - Assegnazione pro solvendo - Estinzione del diritto del creditore procedente - Avviene soltanto con il pagamento che il debitore assegnato effettua all'assegnatario (art. 2928 c.c.) -  Fallimento - Art. 44 l.f. - Applicabilità ai pagamenti effettuati dal terzo debitor debitoris - Sussiste - Concordato preventivo - Art. 44 l.f. - Non si applica - Art. 167, comma 2, l.f. - Non si applica al pagamento fatto dal debitore assegnato - Art. 168 l.f. - Non si applica al giudizio di ottemperanza nei confronti del debitor debitoris.

Sebbene l'ordinanza di assegnazione determini il trasferimento coattivo del credito dal debitore esecutato al creditore assegnatario, nondimeno il credito del terzo nei confronti del debitore esecutato non si estingue con l'assegnazione, ma rimane quiescente per effetto della condizione del “salvo esazione”. Operando l’assegnazione pro solvendo, essa non produce l’effetto dell’immediata liberazione del debitore esecutato verso il creditore pignorante, la quale si verifica soltanto con il pagamento che il debitore assegnato esegua al creditore assegnatario (art. 2928 c.c.), momento nel quale questi realizza il pieno effetto satisfattivo dell'assegnazione che, quindi, integra una datio in solutum condizionata al pagamento integrale. (Germano Scarafiocca) (riproduzione riservata)

Il pagamento del terzo debitore eseguito a favore del creditore assegnatario, oltre ad essere revocabile a norma dell'art. 67 l. fall. se intervenuto nell’anno antecedente il fallimento, ricade nell’ambito applicativo dell’art. 44 l. fall., che sanziona con l’inefficacia i pagamenti eseguiti dal fallito dopo la dichiarazione di fallimento, ancorché in forza di provvedimento di assegnazione in data anteriore. (Germano Scarafiocca) (riproduzione riservata)

Nel concordato preventivo, non si applica l'art. 44 l. fall., Per cui il pagamento eseguito dal debitor debitoris al creditore procedente ha sempre effetto liberatorio anche per il debitore principale, fermo restando l'obbligo del creditore accipiente di restituire alla massa quanto indebitamente percepito. (Germano Scarafiocca) (riproduzione riservata)

L'art. 168 l. fall., il quale fa divieto ai creditori, dalla data della pubblicazione del ricorso nel registro delle imprese e fino al momento in cui il decreto di omologazione del concordato preventivo diventa definitivo, di iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari sul patrimonio del debitore, non si applica al giudizio di ottemperanza promosso non già nei confronti del debitore, ma nei confronti del terzo pignorato. (Germano Scarafiocca) (riproduzione riservata)
T.A.R. Firenze 05 marzo 2014




Concordato preventivo - Divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive o cautelari - Ambito di applicazione dell’art. 168 L.F. ed azioni escluse dal divieto - Esperibilità procedimento ex art. 610 c.p.c. - Fallimento società ammessa al concordato ed applicazione dell’art. 51 L.F..

Il divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari sul patrimonio del debitore che consegue alla presentazione di ricorso per concordato preventivo con riserva opera esclusivamente sulle azioni esecutive individuali, non rientrando nel citato divieto le azioni di consegna o rilascio, di rivendicazione e separazione dei beni non appartenenti al debitore. (Giuseppe de Filippo) (riproduzione riservata)

Qualora sorgano delle difficoltà materiali nel procedimento di consegna o rilascio che non ammettono dilazione, ciascuna parte può chiedere al Giudice dell’Esecuzione l’adozione di provvedimenti ai sensi dell’art. 610 c.p.c.. (Giuseppe de Filippo) (riproduzione riservata)

In caso di fallimento della società debitrice, precedentemente ammessa alla procedura di concordato preventivo, la sentenza dichiarativa di fallimento determina il cd. spossessamento dell’imprenditore ai sensi dell’art. 42 L.F., sicchè all’interno del patrimonio fallimentare debbono essere ricompresi anzitutto i beni preesistenti di qualsiasi natura che si trovano nel patrimonio del fallito, anche se in possesso di terzi, nonché i beni sopravvenuti. (Giuseppe de Filippo) (riproduzione riservata)

In caso di successivo fallimento della società precedentemente ammessa al concordato preventivo opera la previsione di cui all’art. 51 L.F., sicchè al terzo proprietario di beni in possesso del debitore non resta che attivare i rimedi previsti dagli art. 87 bis, 93 e 103 L.F.. (Giuseppe de Filippo) (riproduzione riservata)
Tribunale Aosta 20 febbraio 2014





Sfoglia:
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10



    Recentissime Dir. Bancario

Infondatezza dell’eccezione di nullità del contratto di leasing finanziario per asserita applicazione di interessi usurari e divieto di cumulo tra tasso corrispettivo e tasso di mora. Tribunale Roma, 02 marzo 2015. (13.04.2015)

Cancellazione del protesto di assegno emesso dal legale rappresentante senza indicazione della società rappresentata. Tribunale Monza, 10 marzo 2015. (25.03.2015)

Illegittima segnalazione in centrale rischi e risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale di euro 30.000 pronunciato in via equitativa dall'ABF. ABF Roma, 06 marzo 2015. (19.03.2015)

sez. bancario





         IL CASO.it
 

 

 

 

Codici e Massimari

Codice civile

Codice proc. civile

Legge fallimentare

Diritto finanziario

Diritto societario

Processo societario

Arbitrato

Condominio

Amm. Sostegno

Amm. Sostegno

Sovraindebitamento

Amm. Straordinara

Finanziario

Bancario


Fallimentare

NovitÓ

Archivi

Leasing e Fallimento

Dottrina

Trust e crisi impresa

Legge fallimentare

Diritto societario

NovitÓ

Archivi

Dottrina

Registro Imprese

Codice civile

Processo societario

Finanziario e bancario

NovitÓ

Arch. finanzario

Arch. bancario

Dottrina

Contr. e mercati finanz.

Normativa comunitaria

Diritto civile

Persone e famiglia

Diritto civile

Archivi

Lavoro

Sez. Un. Civ. C. Cassaz.

Archivi

 

Giurisprudenza ABF

NovitÓ

Ricerca documenti

Ricerca

Tutti gli archivi

Diritto Fallimentare

Diritto Finanziario

Diritto Bancario

Procedura Civile

Diritto Societario

Registro Imprese

Diritto Civile

Persone e Famiglia

Sez. Un. Civ. Corte di
  Cassazione

In libreria

In libreria

Vendite competitive

Prossime vendite

Convegni

Prossimi convegni

IL CASO.it

Foglio di giurisprudenza

Direttore responsabile: Dott. Paola Castagnoli

Editore: Centro Studi Giuridici

Sede: Luzzara (Reggio Emilia), Via Grandi n. 5. Associazione di promozione sociale, iscritta nel Registro Provinciale delle Associazioni di Promozione Sociale della Provincia di Reggio Emilia  al n. 53298/31 a far tempo dal 02/11/11.

P.Iva: 02216450201; C.F.: 01762090205