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Franco Benassi

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Art. 18

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Dichiarazione di fallimento - Impugnazione - Proroga del termine per la notifica del ricorso e del decreto alle parti non costituite - Limiti

In tema di impugnazione della sentenza dichiarativa di fallimento, la proroga del termine per la notifica del ricorso e del decreto di fissazione dell'udienza alle parti non costituite non può essere concessa ove essa venga richiesta dopo la scadenza del termine per la prima volta all'udienza nonostante, la parte impugnante abbia ricevuto la comunicazione del decreto presidenziale di cui all'articolo 18 L.F.. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I 20 luglio 2015



Concordato preventivo - Omologa - Diniego - Dichiarazione di fallimento - Mezzo di impugnazione - Reclamo ex articolo 18 L.F.

La norma di cui all'art. 183 l. fall, secondo la quale, nel caso disciplinato dall'art. 180, comma 7, la sentenza dichiarativa del fallimento è impugnabile con lo stesso reclamo proposto contro il decreto di diniego dell'omologa, deve essere interpretata nel senso che l'unico mezzo di impugnazione esperibile nell'ipotesi in essa contemplata è quello previsto dall'art. 18 l. fall..
Sul punto, questa Corte ha già avuto modo di affermare che una lettura costituzionalmente orientata della norma impone di reputare applicabile la disciplina prevista dall'art. 18, non potendo uno stesso termine di impugnazione mutare a seconda del contenuto del provvedimento impugnato e dell'eventualità che contestualmente al diniego di omologazione possa o non possa (perché non vi sono istanze dei creditori) essere pronunciata la "separata", ma "contestuale", sentenza di fallimento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. VI 05 marzo 2015




Concordato - Fallimento - Interesse del debitore alle impugnazione della sentenza dichiarativa di fallimento - Conversione delle ragioni di reclamo contro il diniego all'omologa in ragioni di reclamo contro la sentenza di fallimento - Sospensione feriale dei termini - Applicabilità

L'interesse del debitore all'impugnazione della sentenza dichiarativa del fallimento, la cui revoca è condizione indispensabile dell'omologazione, è necessariamente preminente rispetto all'interesse all'impugnazione del decreto di rigetto dell'omologazione, cosicché (al pari di quanto espressamente previsto dall'art. 162, comma 3, per il caso in cui il fallimento faccia seguito alla dichiarazione di inammissibilità della domanda di concordato) le ragioni di reclamo contro il predetto decreto restano assorbite dal gravame contro la sentenza e si convertono in ragioni di reclamo avverso la dichiarazione di fallimento. Non v'è dunque alcuna ragione per ritenere che al procedimento in esame, volto, in primo luogo, alla rimozione della sentenza dichiarativa, non sia applicabile il disposto dell'art. 92 del r.d. n.12/41 sull'ordinamento giudiziario, secondo il quale le cause relative alla dichiarazione ed alla revoca dei fallimenti non sono soggette ai termini di sospensione feriale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI 05 marzo 2015



Fallimento – Dichiarazione – Requisiti – Stato di insolvenza – Impresa in liquidazione – Accertamento – Criteri – Individuazione – Rapporto fra attivo patrimoniale e debiti societari

Fallimento – Dichiarazione – Requisiti – Accertamento dello stato di insolvenza – Irreperibilità dell’imprenditore all’indirizzo risultante dal Registro Imprese e mancato deposito dei bilanci d’esercizio – Sussistenza

Fallimento – Dichiarazione – Requisiti – Accertamento dello stato di insolvenza – Sussistenza di pignoramenti e protesti – Necessità – Esclusione

Sentenza – Motivazione – Valutazione di tutte le risultanze da parte del giudice – Necessità – Esclusione – Indicazione dei soli elementi a fondamento del proprio convincimento – Legittimità – Implicito rigetto di quelli logicamente incompatibili – Sussistenza

Quando una società è in liquidazione, la valutazione del giudice, ai fini dell’applicazione dell’art. 5 L.F., deve essere diretta unicamente ad accertare se gli elementi attivi del patrimonio sociale consentano di assicurare il pagamento dei debiti societari e ciò in quanto – non proponendosi l’impresa in liquidazione di restare sul mercato, ma avendo come esclusivo obiettivo quello di provvedere al soddisfacimento dei creditori sociali, previa realizzazione delle proprie attività ed alla distribuzione dell’eventuale residuo tra i soci – non è più richiesto che essa disponga di liquidità necessaria per soddisfare le obbligazioni contratte. (Eugenio Gabbianelli) (riproduzione riservata)

L’irreperibilità dell’imprenditore presso la sede di cui al Registro delle Imprese e il mancato deposito dei bilanci di esercizio, dimostrano la sussistenza dello stato di decozione dell’impresa fallita. (Eugenio Gabbianelli) (riproduzione riservata)

Lo stato di insolvenza dell’imprenditore è configurabile anche in assenza di riscontri circa la sussistenza di protesti e di pignoramenti, i quali non costituiscono un parametro esclusivo del giudizio sul dissesto. (Eugenio Gabbianelli) (riproduzione riservata)

Ai fini di una corretta decisione, il giudice non è tenuto a valutare analiticamente tutte le risultanze, né a confutare singolarmente le argomentazioni prospettate, essendo sufficiente che egli dopo averle vagliate nel loro complesso, indichi gli elementi sui quali intende fondare il proprio convincimento e l’iter seguito nella valutazione degli stessi e per le proprie conclusioni, implicitamente disattendendo quelle logicamente incompatibili con la decisione adottata. (Eugenio Gabbianelli) (riproduzione riservata)
Tribunale Ancona 11 dicembre 2014





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    Recentissime Dir. Bancario

Il comportamento della banca che agisce in giudizio o vi resiste senza considerare principi pacificamente affermati e riproponendo argomenti già ampiamente dibattuti integra la colpa grave di cui all'art. 96 c.p.c.. Tribunale Pescara, 23 luglio 2015. (29.07.2015)

La nullità della clausola di capitalizzazione degli interessi comporta l’onere per la banca di provare l’entità del proprio credito indipendentemente dall'obbligo di conservare le scritture contabili oltre un certo tempo. Appello Lecce, 15 luglio 2015. (27.07.2015)

La rilevazione del TEGM, condotta esclusivamente con riferimento agli interessi corrispettivi, non consente il raffronto del tasso soglia con quello applicato agli interessi di mora. Tribunale Vibo Valentia, 22 luglio 2015. (27.07.2015)

sez. bancario





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