Il Caso.it, Sez. Giurisprudenza, 10168 - pubb. 12/03/2014


Appello Roma 21 febbraio 2014 - Pres. Pandolfi - Est. Bochicchio.

Azione revocatoria ex art. 67 co. 2 l. fall. - Prova della scientia decoctionis - Presunzione di conoscenza dell’insolvenza sulla base di indizi obiettivamente non rassicuranti - Sussistenza.

Azione revocatoria ex art. 67 co. 2 l. fall. - Pagamenti eseguiti dal convenuto in revocatoria in favore di terzi nell’interesse del debitore -  Insussistenza azione restitutoria.

A fronte di ritardi cronici nei pagamenti e di comunicazioni, indipendentemente dalle promesse di adempimento, di contenuto obbiettivamente non rassicurante, è del tutto presumibile che il creditore avesse verificato sulla base delle normali informazioni commerciali e dei pubblici dati contabili di bilancio l’esistenza del conclamato stato di decozione provato dalla perdita di quasi due terzi del capitale sociale, dai generalizzati inadempimenti e dall’iscrizione d’ipoteca giudiziale per un notevole importo. (Carmen Chiara Vitale) (riproduzione riservata)

L’accoglimento dell’azione revocatoria non comporta anche l’inefficacia dei pagamenti eventualmente eseguiti dall’accipiens nell’interesse del debitore insolvente in favore di soggetti terzi nei confronti dei quali, pertanto, non v’è alcuna azione restitutoria. (Carmen Chiara Vitale) (riproduzione riservata)


Segnalazione del Prof. Avv. Francesco Fimmanò


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