Il Caso.it, Sez. Giurisprudenza, 10390 - pubb. 08/05/2014


Tribunale Verona 03 maggio 2014 - - Est. Mirenda.

Registro imprese - Cancellazione della società - Teoria della estinzione sostanziale - Inapplicabilità - Irrilevanza della persistenza di rapporti debitori o creditori.

Registro imprese - Cancellazione della società - Società di persone - Effetti - Prova del fatto dinamico della prosecuzione dell'attività - Critica.

In tema di cancellazione delle società dal registro delle imprese e dei relativi effetti, non può più trovare applicazione la teoria dell'estinzione sostanziale (in base alla quale l'effetto estintivo della società veniva subordinato alla definizione di tutti i rapporti patrimoniali in essere), dovendosi prendere atto del regime di estinzione formale conclamato dal nuovo articolo 2495 c.c., in forza del quale ai fini della valida cancellazione della società non ha rilievo la persistenza di rapporti debitori o creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Suscita perplessità l'affermazione contenuta nella sentenza delle Sezioni unite della Corte di cassazione n. 6070 del 2013, secondo la quale la prova del "fatto dinamico" costituito dalla prosecuzione dell'attività dopo la cancellazione dal registro delle imprese consentirebbe, nelle società di persone, di superare l'effetto estintivo previsto dall'articolo 2495 c.c. La tesi pare, infatti, contraria al dato legislativo contenuto nella citata norma ("ferma restando l'estinzione della società") e difficilmente conciliabile con la previsione dell'articolo 2490, comma 6, c.c., il quale, nel consentire la cancellazione d'ufficio della società sul mero presupposto formale del mancato deposito dei bilanci per tre anni consecutivi, nega logicamente qualsivoglia rilievo all'effettiva prosecuzione dell'attività d'impresa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)


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