Il Caso.it, Sez. Giurisprudenza, 10422 - pubb. 15/05/2014


Tribunale Milano 06 febbraio 2014 - - Est. Spera.

Giudice di Pace – Pronuncia secondo equità – Cause di valore non superiore ad euro 1.100,00 – Implicita pronuncia di equità anche nel silenzio del giudicante – Sussiste.

Causa dinanzi al giudice di Pace – Oggetto della domanda specificato mediante indicazione del credito – Clausola “o quella maggiore o minore risultante” – Mera clausola di stile – Sussiste.

Le sentenze del Giudice di Pace rese in controversie di valore non superiore a millecento euro devono sempre considerarsi pronunciate secondo equità, come previsto dall’art. 113, comma 2, c.p.c., a prescindere dal fatto che il giudicante abbia applicato norme di legge ritenute corrispondenti all’equità oppure abbia espressamente fatto riferimento a norme di diritto senza alcun riferimento all’equità. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)

In una causa nella quale l'attore indica con precisione l'ammontare del suo credito e chiede che quell'ammontare gli sia attribuito dal giudice, la formula che nel gergo forense si suole aggiungere "o quell'altra maggiore o minore somma che risulterà in corso di causa" ha natura di un clausola di stile ed è inidonea ad influire sulla determinazione della competenza per valore, sicché quest'ultima resta delimitata dalla somma specificata, non potendo la controversia essere considerata di valore indeterminabile”. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)


Segnalazione del Dott. Giuseppe Buffone


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