Il Caso.it, Sez. Giurisprudenza, 10686 - pubb. 30/06/2014


Tribunale Mantova 03 maggio 2014 - - Est. Laura De Simone.

Prescrizione della domanda di ripetizione di pagamenti indebiti nei rapporti bancari – Prova dell’esistenza di un’apertura di credito – Proponibilità dell’azione di ripetizione solo successivamente alla chiusura del conto – Decorrenza della prescrizione dalla chiusura del conto corrente

Prescrizione della domanda di ripetizione di pagamenti indebiti nei rapporti bancari – Mancanza di prova circa l’esistenza di un contratto di apertura di credito – I versamenti in corso di rapporto sono pagamenti – Decorrenza della prescrizione dell’azione di ripetizione dalla data delle singole operazioni

Contratto di conto corrente – Oggetto – Servizo di cassa – Esecuzione di pagamenti e riscossioni per conto del cliente – Non rientra nell’oggetto la messa a disposizione di denaro da parte della banca

Conto corrente a debito non assistito da apertura di credito – Natura ripristinatoria dei versamenti in conto – Esclusione

Onere della prova circa la sussistenza di un’apertura di credito – Regola generale – Onere di chi la deduce

Presenza costante di saldi passivi negli estratti conto di conto corrente bancario – Addebiti per spese di gestione fido – Prova della sussistenza di un contratto di apertura di credito – Esclusione

Circa l’operatività della prescrizione della domanda di ripetizione dei pagamenti indebiti nei rapporti bancari, se viene dedotto e provato che il conto corrente è assistito da apertura di credito, i versamenti eseguiti non costituiscono pagamento se non al momento della chiusura del rapporto, quando il correntista restituisce alla Banca gli importi utilizzati, per cui l'eventuale azione di ripetizione d'indebito può essere esercitata solo in un momento successivo alla chiusura del conto, e solo da quel momento comincerà a decorrere il relativo termine di prescrizione. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)

Nei rapporti bancari, se la banca eccepisce la prescrizione della domanda di ripetizione di indebito e il correntista a sua volta eccepisce la sussistenza tra le parti di un contratto di apertura di credito ma la prova circa l’esistenza dei contratto di apertura di credito non è fornita, i versamenti effettuati da parte del correntista nel corso del rapporto non possono che essere considerati pagamenti, con conseguente decorrenza del termine prescrizionale  dell’azione di ripetizione di indebito dalla data delle singole operazioni. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)

Con il contratto di conto corrente la Banca si impegna unicamente ad offrire al cliente un servizio di cassa nell'utilizzo della provvista propria del cliente, ovvero a provvedere per conto del medesimo a pagamenti e riscossioni, e non a mettere disposizione denaro in favore del correntista. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)

Se  il conto corrente è a debito e non è assistito da apertura di credito la natura ripristinatoria della provvista deve di regola essere esclusa, stante l'obbligo di restituzione di quanto utilizzato che fa capo al correntista. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)

La prova circa la sussistenza di un’apertura di credito incombe, per regola generale (art.2697 c.c.), su chi intende far valere l’esistenza di tale contratto, al fine di trarne le conseguenze a sé favorevoli e paralizzare così l’eccezione di prescrizione svolta. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)

Al fine di valutare la natura solutoria o ripristinatoria delle rimesse in conto corrente non costituisce prova della sussistenza di un’apertura di credito la presenza costante di saldi passivi negli estratti conto o la presenza di addebiti in conto per spese di gestione fido, non consentendo tali elementi di valutare l’ammontare e l’epoca degli affidamenti, in maniera tale da accertare se i versamenti siano stati effettuati su conto passivo o su conto scoperto, in quanto recante un passivo tale da risultare comunque eccedente i limiti dell’affidamento. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)


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