Il Caso.it, Sez. Giurisprudenza, 10969 - pubb. 31/07/2014


Appello Milano 08 luglio 2014 - - Pres., est. Patrone.

Attività di esazione successiva all’omologazione del concordato – Illegittimità dell’iscrizione a ruolo, annullamento della cartella di pagamento e non debenza dei compensi di riscossione

La domanda volta a impedire l’avvio, successivamente al deposito di una domanda di ammissione alla procedura di concordato preventivo, di una procedura esecutiva esattoriale per la riscossione coattiva di un credito già computato al passivo concordatario costituisce una opposizione all’esecuzione preventiva avverso la cartella, ai sensi dell’art. 615 c.p.c., vertendo al stessa in ordine all’an dell’esecuzione. (Filippo Canepa, Cristina Bollini) (riproduzione riservata)

La notifica della cartella di pagamento non è obbligatoria ai fini dell’ammissione al passivo di crediti iscritti a ruolo. (Filippo Canepa, Cristina Bollini) (riproduzione riservata)

I c.d. “aggi” – ossia, i compensi di riscossione a carico del contribuente – non sono dovuti ove quest’ultimo sia una società sottoposta a concordato preventivo e l’attività di esazione sia iniziata dopo il deposito della domanda di ammissione alla procedura, stante il divieto di cui all’art. 168 L.F.. (Filippo Canepa, Cristina Bollini) (riproduzione riservata)

Nei concordati preventivi con cessio bonorum, il concordato può dirsi completamente eseguito, con conseguente venir meno del divieto di agire in executivis di cui all’art. 168 L.F., solo per effetto della completa liquidazione dei beni sociali sulla base di quanto previsto nel piano concordatario. (Filippo Canepa, Cristina Bollini) (riproduzione riservata)

Conseguentemente, l’esercizio di azioni esecutive da parte dei creditori anteriori alla procedura è, in concreto, inattuabile sino all’esecuzione del concordato preventivo e la cartella di pagamento deve essere annullata, previa dichiarazione dell’illegittimità dell’iscrizione a ruolo. (Filippo Canepa, Cristina Bollini) (riproduzione riservata)


Segnalazione degli Avv.ti Filippo Canepa e Cristina Bollini


Il testo integrale