Il Caso.it, Sez. Giurisprudenza, 11395 - pubb. 16/10/2014


Tribunale Santa Maria Capua Vetere 06 maggio 2014 - - Est. Rabuano.

Fallimento - Verifica del passivo - Competenza del tribunale fallimentare per le azioni di nullità, risoluzione, rescissione del contratto e accessoria di ripetizione dell’indebito - Principio di esclusività del giudizio di verifica dello stato passivo

Alla luce del disposto dell’art. 52 L.F., si deve ritenere che, nel caso in cui, nel corso del processo avente a oggetto la domanda diretta a far valere la nullità, annullabilità, risoluzione, rescissione del contratto e la domanda accessoria di ripetizione dell’indebito, sia pronunciata la dichiarazione di fallimento del convenuto, tutte le istanze, concernenti i fatti costitutivi del diritto di credito da far valere nei confronti della massa dei creditori, devono essere sottoposte secondo le regole dettate dagli artt. 93 e ss. L.F. alla cognizione del giudice delegato nell’ambito del giudizio di verifica. La norma che assume rilievo al fine di individuare il regime processuale applicabile alle domande con le quali si fa valere il diritto di partecipare al riparto è l’art. 52 L.F. il quale detta il principio di esclusività del giudizio di verifica dello stato passivo, con il logico corollario che se la domanda di nullità, annullabilità, risoluzione, rescissione e revocatoria del contratto è proposta unitamente alla accessoria domanda di ripetizione ovvero di risarcimento del danno, tutte le istanze, essendo dirette a far valere il diritto di partecipare al riparto dell’attivo, devono essere proposte nell’ambito del giudizio di verifica dello stato passivo dinanzi al giudice delegato, in contraddittorio, quindi, con il curatore e con tutti i creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)


Segnalazione del Dott. Carlo Brioni


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