Il Caso.it, Sez. Giurisprudenza, 12097 - pubb. 18/02/2015


Cassazione civile, sez. I 06 febbraio 2015, n. 2263 - Pres. Ceccherini - Est. Rosa Maria Di Virgilio.

Fallimento - Dichiarazione di fallimento del socio di società di fatto con altro soggetto dichiarato fallito - Accertamento implicito della questione pregiudiziale dell'esistenza della società di fatto

Società di persone - Scioglimento per mancata ricostituzione della pluralità dei soci - Successione dell'imprenditore individuale nella titolarità dei rapporti facenti capo alla società - Dichiarazione di fallimento dell'imprenditore - Implicita dichiarazione di fallimento della società

La dichiarazione di fallimento di un soggetto nella qualità di socio di una società di fatto con un altro soggetto in precedenza dichiarato fallito quale amministratore individuale comporta l'implicita dichiarazione di fallimento di tale società, tenuto conto che il fallimento del secondo soggetto, in quanto basato unicamente sulla indicata qualità di socio e non su quella di imprenditore individuale, implica la positiva risoluzione della questione pregiudiziale circa l'esistenza di una società di fatto fra i due soggetti e deve pertanto considerarsi dichiarato a norma dell'articolo 147 LF. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Qualora venga pronunciato il fallimento individuale dell'unico socio della società in accomandita semplice sciolta per la mancata ricostituzione della pluralità dei soci ma non ancora estinta, la duplicità di soggetti succedutisi dell'impresa (la società in accomandita e l'impresa individuale) consente di affermare che la dichiarazione di fallimento dell'imprenditore individuale nella cui titolarità si sono concentrati i rapporti facenti capo alla società implica la dichiarazione di fallimento della società stessa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)


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