Il Caso.it, Sez. Giurisprudenza, 12240 - pubb. 12/03/2015


Cassazione civile, sez. V, tributaria 25 febbraio 2015, n. 3886 - - .

Trust – Trasferimento dei beni da parte del senior a terzi – Requisito strutturale – Sussiste – Trust cd. autodichiarato – Qualificabilità come “trust” – Esclusione

Trust – Qualificazione ai fini tributari – Atto costitutivo di vincolo di destinazione – Assoggettabilità alla relativa imposta – Sussiste

Uno dei tratti tipologicamente caratteristici del Trust è il trasferimento a terzi da parte del senior dei beni costituiti in vincolo al fine del conseguimento dell'effetto, con carattere reale, di destinazione del bene alla soddisfazione dell’interesse programmato. Conferendo beni in trust, di fatti, il disponente mira a modificare il risultato finale del negozio esterno di attribuzione patrimoniale, mediante l’obbligo assunto dal trustee d’imprimere a quanto trasferito la destinazione finale voluta. Conformemente alla definizione di trust, allora (in base all'art. 2 della Convenzione dell’Aja del 1 luglio 1985, ratificata con legge 16 ottobre 1989, n. 364, secondo cui per trust «si intendono i rapporti giuridici istituiti... qualora dei beni siano posti sotto il controllo di un trustee nell'interesse del beneficiario»), la causa del relativo negozio sta nella conformazione funzionalmente orientata della proprietà. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)

L'atto denominato trust, funzionale, quoad effectum, all'applicazione di un regolamento equiparabile ad un fondo patrimoniale, va qualificato ai fini tributari come atto costitutivo di vincolo di destinazione, con le conseguenti assoggettabilità alla relativa imposta dei beneficiari della destinazione e responsabilità d'imposta del notaio rogante. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)


Segnalazione del Dott. Giuseppe Buffone


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