Il Caso.it, Sez. Giurisprudenza, 12422 - pubb. 20/04/2015


Cassazione civile, sez. I 08 aprile 2015, n. 6999 - Pres. Ceccherini - Est. Loredana Nazzicone.

Fallimento - Beni non compresi nel fallimento - Stipendi, pensioni e salari percepiti dal fallito - Funzione dal decreto del giudice delegato - Azione del curatore volta a dimostrare l'eccedenza dei limiti - Onere di richiedere la preventiva emissione del decreto che ne fissa la misura

Il pagamento degli stipendi, pensioni, salari ed altri emolumenti di cui all'articolo 46, comma 1, n. 2, L.F., effettuato dal debitore direttamente al fallito prima dell'emanazione del decreto con cui il giudice delegato, ai sensi del secondo comma dello stesso articolo, fissa i limiti di quanto occorre per il mantenimento suo e della sua famiglia, è inefficace ai sensi dell'articolo 44, comma 2, L.F. soltanto per gli importi eccedenti detti limiti, come determinati dal giudice delegato con riferimento al periodo anteriore al suo decreto. Il diritto del fallito di percepire e trattenere gli emolumenti necessari al mantenimento suo e della sua famiglia sussiste, infatti, prima ed indipendentemente dal decreto del giudice delegato che ne fissi la misura, ed ha natura dichiarativa ed efficacia retroattiva ed il curatore ha l'onere di richiederne la preventiva emissione così da poter poi documentare in causa l'eventuale eccedenza di quanto pagato direttamente al fallito rispetto i limiti fissati in tale decreto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)


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