Il Caso.it, Sez. Giurisprudenza, 12497 - pubb. 29/04/2015


Appello Catania 12 marzo 2015 - - Pres., est. Francola.

Figlio maggiorenne – Obbligo del mantenimento a carico del genitore non convivente – Sopravvenuta coabitazione – Caducazione dell’obbligo – Sussiste

Il giudice della famiglia quando, nel pronunciare la separazione personale dei coniugi, “adotta i provvedimenti relativi alla prole… fissando altresì la misura e il modo con cui ciascuno di essi deve contribuire al mantenimento, alla cura e all’educazione dei figli”, dà concreta attuazione al disposto normativo ma la pronuncia non ha natura costituiva dell’obbligo, che discende direttamente dalla legge. La misura della ripartizione di detto obbligo tra i coniugi viene stabilita dal giudice della separazione (e poi, eventualmente, del divorzio) tenendo conto dei criteri indicati dalla legge e, ove manchi una statuizione giudiziale, il genitore che ha provveduto a sostenere per intero dette spese ha diritto al rimborso della metà di quanto pagato, trattandosi di obbligazione solidale. Pertanto, la mancanza di un provvedimento del giudice della separazione ha come conseguenza la ripartizione delle spese di mantenimento, sia ordinarie che straordinarie, in parti eguali ma non fa sorgere un’obbligazione esclusiva a carico del genitore con cui vive il figlio minore (od il figlio maggiorenne ed economicamente non autosufficiente). Pertanto, nel caso in cui il figlio maggiorenne cambi residenza e vada a vivere con quello che era, in origine, il genitore non convivente, la eventuale statuizione giudiziale che fissa un obbligo di mantenimento indiretto a suo carico deve ritenersi caducata. Di conseguenza, la ripartizione delle spese, in assenza di altri provvedimenti successivi del giudice, deve essere effettuata in misura paritaria tra i genitori e sussiste il diritto al rimborso. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)


Segnalazione del Dott. Giuseppe Buffone


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