Il Caso.it, Sez. Giurisprudenza, 12839 - pubb. 17/06/2015


Tribunale Firenze 29 maggio 2015 - - Est. Guida.

Responsabilità degli amministratori - Gestione della crisi di impresa - Osservanza dei doveri ad essi imposti dalla legge e dall’atto costitutivo - Discrimine tra la condotta diligente e la mala gestio - Giudizio ex post sull'esito di una strategia aziendale - Esclusione - Verifica della ponderazione dei profili di rischio

Il parametro di valutazione dell’operato degli amministratori di una società a responsabilità limitata deve conformarsi al canone normativo dell’osservanza dei doveri ad essi imposti dalla legge e dall’atto costitutivo per l’amministrazione della società, ai sensi dell’art. 2476, comma 1, cod. civ. Conseguentemente non è corretto ravvisare una responsabilità per mala gestio dell’amministratore ogni volta che, alla stregua di un giudizio ex post, le sue scelte di strategia aziendale si siano rivelate errate, perché il discrimine tra la condotta diligente e la mala gestio dell’amministratore non può sostanziarsi nella verifica ex post dei rischi connessi ad una scelta imprenditoriale alla prova dei fatti è risultata perdente. Occorre invece accertare se l’amministratore, prima di prendere una certa decisione gestionale, abbia approfonditamente ed adeguatamente ponderato tutti i possibili e prevedibili profili di rischio ad essa connessi, ed abbia a tal fine apprezzato altresì tutti i dati e gli elementi di valutazione concretamente acquisibili nel caso specifico. (Nel caso di specie è stata rigettata la misura cautelare richiesta dalla curatela nei confronti degli amministratori di una s.r.l. fallita dopo un piano attestato ex art. 67, lett. d non andato a buon fine dopo un ampio periodo di esecuzione in cui anche il sistema bancario lo aveva attuato con concessione anche di nuova finanza). (Antonio Pezzano) (riproduzione riservata)


Segnalazione dell'Avv. Antonio Pezzano


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