IL CASO.it

Sezione I - Giurisprudenza

documento 3432

 

 

data pubblicazione 01/08/2010

 

 

 

Cassazione Sez. Un. Civili , 12 gennaio 2007, n. 417 - Pres. Ianniruberto - Est. Mazziotti di Celso.

 

Urbanistica - Giurisdizione - Opera eseguita in assenza di concessione edilizia - Ordine di demolizione - Inottemperanza - Ordinanza di acquisizione della relativa area al patrimonio comunale - Controversia instaurata dal proprietario dell'area per la sua restituzione - Deduzione di nullità del provvedimento di acquisizione (nella specie per essere il proprietario estraneo all'abuso, commesso dal coniuge convivente dello stesso) - Giurisdizione amministrativo - Sussistenza - Fondamento.

 

È devoluta alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo la controversia con la quale il proprietario dell'area sulla quale sia stato realizzato un immobile in assenza di concessione edilizia chieda la restituzione dell'area acquisita al patrimonio comunale ai sensi dell'art. 15 legge n. 10 del 1977, previo accertamento del suo diritto di proprietà, e la declaratoria di nullità dell'ordinanza di acquisizione (nella specie, per essere il proprietario medesimo estraneo all'abuso, commesso dal coniuge convivente dello stesso), atteso che l'oggetto immediato e diretto della controversia è la predetta ordinanza, della cui legittimità si discute. (massima ufficiale)

 

 

 

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
SEZIONI UNITE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:
Dott. IANNIRUBERTO Giuseppe - Presidente di sezione -
Dott. MENSITIERI Alfredo - Consigliere -
Dott. MIANI CANEVARI Fabrizio - Consigliere -
Dott. GRAZIADEI Giulio - Consigliere -
Dott. MERONE Antonio - Consigliere -
Dott. PICONE Pasquale - Consigliere -
Dott. BONOMO Massimo - Consigliere -
Dott. MAZZIOTTI DI CELSO Lucio - rel. Consigliere -
Dott. SEGRETO Antonio - Consigliere -
ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
COMUNE DI CESANO MADERNO, in persona del Sindaco pro-tempore, domiciliato in ROMA, presso LA CANCELLERIA DELLA CORTE DI CASSAZIONE, rappresentato e difeso dagli avvocati COLOMBO CLAUDIO, MARCELLO MEOLI, giusta delega a margine del ricorso;
- ricorrente -
contro
MOLTENI FIORANGELA, ANGERAME GERARDO, MOLTENI ROSANGELA;
- intimati -
per regolamento preventivo di giurisdizione in relazione al giudizio pendente n. 2141/02 del Tribunale di Monza, sezione distaccata di DESIO; udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio il 14/12/06 dal Consigliere Dott. Lucio MAZZIOTTI DI CELSO;
lette le conclusioni scritte dal Sostituto Procuratore Generale Dott. Raffaele CENICCOLA, il quale chiede che le Sezioni unite della Cassazione, in Camera di consiglio, dichiarino la giurisdizione del giudice ordinario, con le ulteriori statuizioni.
FATTO
Con atto notificato il 10/9/2002 Molteni Fiorangela asserendo di essere comproprietaria - insieme a Giancarla, Anna, Fernanda e Luigia Molteni, nonché a Marta Mazzacurati e Molteni Rosangela - di un terreno sito nel territorio del Comune di Cesano Maderno, conveniva in giudizio detto Comune chiedendo di accertare e dichiarare il proprio diritto di comproprietà con la condanna del convenuto alla restituzione del terreno in questione, oltre al risarcimento dei danni subiti derivanti dall'acquisizione dell'area deliberata dal Comune a seguito dell'inottemperanza all'ordine di demolizione di un manufatto abusivo realizzato da Angerame Gerardo coniuge convivente di essa attrice. La Molteni deduceva di non avere alcuna responsabilità nell'abuso e di non aver mai ricevuto gli atti amministrativi ad esso relativi.
Il Comune di Cesano Maderno si costituiva eccependo in via preliminare il difetto di giurisdizione dell'A.G.O.. Veniva integrato il contraddittorio nei confronti dell'Angerame il quale si costituiva e contestava le deduzioni del convenuto. Il Comune di Cesano Maderno ha proposto regolamento preventivo di giurisdizione per far dichiarare il difetto di giurisdizione del g.o. sostenendo che nella specie, ai sensi del D.Lgs. n. 80 del 1998 articolo 34 - in materia di urbanistica ed edilizia - sussiste la giurisdizione esclusiva del g.a. (anche in ordine alla domanda risarcitoria ) essendo stata l'area in questione acquisita mediante provvedimenti dei quali l'attrice ha dedotto la nullità. Gli intimati Fiorangela e Rosangela Molteni e Angerame Gerardo non hanno svolto attività difensiva.
Il P.G., con conclusioni scritte, ha chiesto che sia dichiarata la giurisdizione del giudice ordinario.
Il Comune di Cesano Maderno ha depositato memoria.
DIRITTO
La riferita questione di giurisdizione va risolta dichiarando la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. Occorre premettere che, come è principio pacifico nella giurisprudenza di legittimità, la giurisdizione del giudice si determina sulla base della domanda e, ai fini del suo riparto tra giudice ordinario e amministrativo, rileva non già la prospettazione delle parti, bensì il cosiddetto "petitum" sostanziale, il quale va identificato non solo e non tanto in funzione della concreta statuizione che si chiede al giudice, ma anche e soprattutto in funzione della "causa petendi", ossia della intrinseca ed effettiva natura della posizione soggettiva dedotta in giudizio ed individuata dal giudice stesso - tenuto conto dei fatti allegati e del rapporto giuridico di cui essi sono manifestazione - con riguardo alla sostanziale protezione ad essa accordata, in astratto, dal diritto positivo (tra le tante, sentenze 18/3/2004 n. 5536; 27/6/2003 n. 10243; 15/3/2003 n. 7507; 7/3/2003 n. 3508).
Nella specie - come sopra riportato nella parte narrativa che precede e come risulta dalla consentita lettura degli atti processuali - con l'atto introduttivo del giudizio in esame Molteni Fiorangela ha chiesto la condanna del Comune di Cesano Maderno alla restituzione del terreno di proprietà di essa istante che il detto Comune aveva acquisito al patrimonio comunale a norma della L. n. 10 del 1977, articolo 15, al termine di consequenziali atti amministrativi - volti alla repressione di abusi edilizi - ed in particolare a seguito dell'inosservanza dell'ordine di demolizione del manufatto abusivo realizzato sul suolo in questione e di cui all'ingiunzione - atto sindacale n. 2619 del 19/1/1990, atto notificato a Angerame Gerardo che aveva realizzato il detto manufatto in assenza di concessione edilizia.
Ciò posto è evidente che la domanda della Molteni risulta strettamente collegata non a mera attività materiale della P.A., disancorata e non sorretta da un atto amministrativo formale, ma a provvedimenti amministrativi emessi nell'ambito e nell'esercizio di poteri autoritativi, ancorché eventualmente viziati da illegittimità.
Al riguardo va osservato che non è rilevante l'assunto della Molteni secondo cui la sanzione dell'acquisizione gratuita dell'area sarebbe applicabile solo al responsabile dell'abuso edilizio e non anche nei confronti dei proprietari dell'immobile estranei all'abuso ed ai quali nessun atto della procedura amministrativa è stato notificato. Tale asserita violazione del procedimento amministrativo - per la dedotta violazione di legge - anche se fosse esistente non farebbe venir menito il potere pubblico esercitato dal Comune ma soltanto vizierebbe il provvedimento in cui esso si è estrinsecato. Per la definizione della controversia, pertanto, deve comunque essere affrontata e decisa la problematica concernente la legittimità o merito degli atti amministrativi che hanno portato all'acquisizione del terreno in questione.
Va segnalato che queste Sezioni Unite, in fattispecie simili a quella in esame ha avuto modo di affermare che:
- la controversia promossa dal privato avverso l'ordinanza sindacale, emessa ai sensi della L. 28 febbraio 1985, n. 47, articolo 7 di demolizione o di acquisizione al patrimonio comunale di un manufatto abusivo, appartiene alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo L. 28 gennaio 1977, n. 10, ex articolo 16, a nulla rilevando che il comune abbia agito in carenza di potere per omessa notificazione dell'ordinanza sindacale ad uno dei comproprietari (sentenza 17/12/2003 n. 19357);
- è devoluta alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo ai sensi della L. n. 10 del 1977, art. 16, la controversia con la quale il proprietario dell'immobile abusivo acquisito a titolo originario al patrimonio comunale ai sensi della L. n. 10 del 1977, art. 15 chieda, previo accertamento del suo diritto di proprietà, la declaratoria di nullità dell'ordinanza di acquisizione, atteso che l'oggetto immediato e diretto della controversia è la predetta ordinanza, a nulla rilevando che il suddetto proprietario non sia anche destinatario del provvedimento ablatorio, giacché il provvedimento di acquisizione è misura amministrativa esecutiva volta ad eliminare la situazione oggettiva di illegittimità ed è pertanto impugnabile da chi, essendo proprietario del bene, abbia alla sua conservazione ed al suo godimento un interesse che non viene meno per il solo fatto che l'ordinanza di acquisizione sia stata emessa nei confronti del costruttore, precedente proprietario (sentenza 12/6/1999 n. 322).
Va dunque dichiarata la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. Si compensano interamente le spese del giudizio per giusti motivi.
P.Q.M.
La Corte, a sezioni unite, dichiara la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo e compensa le spese del giudizio. Così deciso in Roma, il 14 dicembre 2006.
Depositato in Cancelleria il 12 gennaio 2007













 

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