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       Rivista trimestrale di diritto e responsabilità della professione medica

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Merito - 2009


Processo civile – Prova – Registrazione fonografica eseguita clandestinamente – Utilizzabilità – Condizioni.

Dati sensibili – Trattamento – Rivelazione a terzi della patologia di cui il malato è affetto – Illiceità – Sussistenza.

Dati sensibili – Illecito trattamento – Danno non patrimoniale – Sussistenza.

Danno non patrimoniale – Prova presuntiva – Ammissibilità – Fattispecie.


La registrazione fonografica di un colloquio, svoltosi tra presenti ad opera di un soggetto che sia ammesso ad assistervi, non è riconducibile, quantunque eseguita clandestinamente, alla nozione di intercettazione, ma costituisce forma di memorizzazione fonica di un fatto storico, della quale l'autore può disporre legittimamente e che può essere utilizzata come fonte di prova. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata)

La rivelazione a terzi (nel caso di specie datore di lavoro) da parte del medico della esatta patologia di cui il malato risulta affetto costituisce trattamento di dato sensibile da considerarsi illecito ai sensi degli artt. 4, 22 comma 8, e 26 comma 5, del d.lgs. 196/2003. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata)

In conseguenza dell’illecito trattamento di dati sensibili spetta alla persona i cui dati personali sono stati divulgati il risarcimento del danno non patrimoniale atteso che la risarcibilità di tale pregiudizio è prevista direttamente dalla legge (cfr. art. 15 del d.lgs. 196/2003). (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata)

Debbono ritenersi provati, in via presuntiva, l'ansia e il patema d'animo direttamente conseguenti alla indebita divulgazione a terzi di un dato sensibile stante la preoccupazione sia di una lesione della propria immagine sia del fatto che la diffusione di tale dato possa pregiudicare o anche solo rendere più difficoltoso il reperimento di un’occupazione lavorativa. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata)
Tribunale Mantova 24 novembre 2009.




Responsabilità civile – Responsabilità contrattuale – Prestazione sanitaria – Onere della prova – Ripartizione.

Il paziente che deduce l’inesatto adempimento dell’obbligazione sanitaria deve provare il contratto e allegare l’inadempimento del sanitario, mentre resta a carico del debitore l’onere di provare l’esatto adempimento. In particolare, il paziente deve provare l’esistenza del contratto e l’aggravamento della situazione patologica o l’insorgenza di nuove patologie per effetto dell’intervento, restando a carico del sanitario o dell’ente ospedaliero la prova che la prestazione professionale è stata eseguita in modo diligente e che gli esiti peggiorativi sono stati determinati da un evento imprevisto e imprevedibile. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza 19 novembre 2009.




Amministrazione di sostegno - Cura della persona - Diritto di autodeterminazione della persona al rispetto del percorso biologico naturale - Sussistenza - Poteri attribuibili all’amministratore - Contenuto.

In considerazione del diritto tutelato dagli artt. 2, 13 e 32 Cost. di autodeterminazione della persona al rispetto del percorso biologico naturale, può autorizzarsi l’amministratore di sostegno, ex artt. 404 e 405 c.c., in presenza di una chiara volontà in tal senso espressa dal beneficiario, a negare il consenso ai sanitari di praticargli qualsivoglia terapia di sopravvivenza artificiale e attuata con strumenti meccanici (ventilazione, alimentazione, idratazioni forzate, trasfusioni di sangue) all’atto in cui, senza che sia stata manifestata contraria volontà della persona prima di entrare in stato di incapacità di intendere e di volere, l’evolversi della situazione di fine vita in termini di irreversibilità suggerisca l’adozione delle terapie stesse. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Modena 27 febbraio 2009.




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