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Archivio Dir. Societario

Ingerenza del socio accomandante e delega bancaria. Fallimento delle società - Società in accomandita semplice - Divieto dell'accomandante di ingerirsi nella gestione della società - Estensione del fallimento.

Società in accomandita semplice - Ingerenza del socio accomandante - Singoli affari - Genericità ed indeterminatezza dell'attività delegata - Attribuzione di poteri implicanti scelte di esclusiva competenza dell'accomandatario - Divieto - Sussistenza.

Società in accomandita semplice - Ingerenza del socio accomandante - Singoli affari - Conferimento di delega bancaria - Contrasto con il divieto di ingerenza - Sussistenza.

Società in accomandita semplice - Ingerenza del socio accomandante - Attribuzione del potere di compiere singoli affari - Delega della gestione di un settore dell'attività che comporti autonome scelte di indirizzo economico e finanziario - Condizionamento delle scelte spettanti all'accomandatario - Divieto - Sussistenza.

La disciplina dell'articolo 147 del R.D. 16 marzo 1942, n. 267, in tema di estensione del fallimento della società ai soci illimitatamente responsabili, si riferisce non soltanto ai soci illimitatamente responsabili per contratto sociale, ma anche a quegli altri soci che, pur non essendo tenuti in base al contratto sociale a rispondere illimitatamente, abbiano assunto responsabilità illimitate solidali verso i terzi in tutte le obbligazioni sociali e, pertanto, il fallimento della società in accomandita semplice deve essere esteso anche all’accomandante che si è ingerito nell'amministrazione della società.

Con l'espressione "singoli affari", il legislatore, all'articolo 2320 c.c., ha voluto affermare l'esigenza di una individuazione specifica dell'attività delegata sull'implicito ma chiaro presupposto che la genericità ed indeterminatezza comportino di per se stesse l'attribuzione di poteri implicanti scelte che spettano esclusivamente all'accomandatario e che se compiuti dall’accomandante si traducono in una indebita ingerenza nell'amministrazione della società.

Il conferimento al socio accomandante della delega bancaria si pone in contrasto con il divieto di ingerenza stabilito dall'articolo 2320 c.c., a meno che il socio accomandante non dimostri che l'attività bancaria delegata o quella concretamente posta in essere non si risolva in un atto gestorio vietato. (Nel caso di specie l’accomandante era stato delegato a compiere “disgiuntamente” qualsiasi operazione sul conto nonché al pieno utilizzo dell'affidamento concesso alla società).

In tema d’ingerenza del socio accomandante nella gestione della società, in relazione alle disposizioni dell'articolo 2320 c.c., va rilevato che, quand'anche sia stata demandata al socio accomandante l'attribuzione del potere di compiere singoli affari, non è comunque compatibile con il divieto della citata norma la delega della gestione di un settore dell'attività societaria che comporti autonome scelte di indirizzo economico finanziario o, in ogni caso, condizionamento delle scelte spettanti all'accomandatario. In detta ipotesi, assume rilievo non tanto l'unicità o pluralità degli atti in cui l'affare può concretarsi, ovvero l'eventuale omogeneità degli atti plurimi, quanto la determinatezza dell'affare, nel senso di una sua specifica individuazione, al fine di verificare se i poteri conferiti non implichino un'ingerenza dell’accomandante nella gestione della società.
Tribunale Padova 06 agosto 2013.


Impossibilità di funzionamento della società, scioglimento obbligatorio e natura indisponibile del relativo accertamento. Cause di scioglimento obbligatorio delle società di capitali – Impossibilità di funzionamento della società – Continua inattività dell’assemblea – Art. 2484 c.c. – Accertamento giudiziale della causa di scioglimento della società – Diritti indisponibili – Interesse generale della società – Interesse generale di tutela dei terzi.

Cause di scioglimento obbligatorio delle società di capitali – Impossibilità di funzionamento della società – Continua inattività dell’assemblea – Art. 2484 c.c. – Iscrizione della causa di scioglimento della società – Accertamento giudiziale della causa di scioglimento della società.

Cause di scioglimento obbligatorio delle società di capitali – Impossibilità di funzionamento della società – Continua inattività dell’assemblea – Art. 2484 c.c. – Accertamento giudiziale della causa di scioglimento della società – Convocazione dell’assemblea e approvazione del bilancio successivi al ricorso – Cessazione materia del contendere.

Cause di scioglimento obbligatorio delle società di capitali – Impossibilità di funzionamento della società – Continua inattività dell’assemblea – Art. 2484 c.c. – Accertamento giudiziale della causa di scioglimento della società – Mancata convocazione dell’assemblea per un tempo rilevante – Impossibilità di ricorso al tribunale – Convocazione su richiesta dei soci – Deliberazione sulla base di progetto o relazione predisposti dagli amministratori – Art. 2367 c.c..

La controversia avente ad oggetto l’accertamento della verificazione di una delle cause di scioglimento obbligatorio previste dalla legge, ex art. 2484 c.c., non verte in materia di diritti disponibili, in quanto trascende all’evidenza l’interesse personale dei soci, coinvolgendo invece interessi di carattere generale facenti capo direttamente alla società nonché interessi generali di tutela dei terzi. (Vincenzo Cannarozzo, Federico Mincao) (riproduzione riservata)

L’iscrizione nel registro delle imprese della causa di scioglimento della società ex art. 2484 c.c. è di competenza degli amministratori e non dei soci i quali, qualora i primi non provvedano, possono solo adire il tribunale perché accerti il verificarsi della causa di scioglimento e ne ordini l’iscrizione. (Vincenzo Cannarozzo, Federico Mincao) (riproduzione riservata)

Nel procedimento per l’accertamento della verificazione della causa di scioglimento di s.r.l. per impossibilità di funzionamento e/o continuata inattività dell’assemblea ex art. 2484, comma 1, n. 3 c.c., determinano cessazione della materia del contendere la convocazione dell’assemblea per l’approvazione del bilancio di esercizio e l’avvenuta approvazione dello stesso, seppur ciò sia stato compiuto successivamente alla notifica del ricorso. (Vincenzo Cannarozzo, Federico Mincao) (riproduzione riservata)

In materia di cause di scioglimento della società, può integrare la causa di scioglimento ex art. 2484 I co. n. 3 c.c. la mancata convocazione dell’assemblea per un tempo rilevante allorquando non sia possibile ai soci, nel caso di inerzia dell’organo amministrativo, far intervenire in sostituzione il tribunale ex art. 2367 c.c., come è nel caso di argomenti sui quali l’assemblea delibera, a norma di legge, su proposta degli amministratori o sulla base di un progetto o relazione da essi predisposta, come nel caso dell’approvazione del bilancio. (Vincenzo Cannarozzo, Federico Mincao) (riproduzione riservata)
Tribunale Padova 09 aprile 2013.


Azione di responsabilità contro gli amministratori di s.r.l., legittimazione concorrente della società e delibera dell'assemblea. Società a responsabilità limitata - Azione di responsabilità contro gli amministratori - Legittimazione della società - Sussistenza.

Società a responsabilità limitata - Azione di responsabilità contro gli amministratori - Azione promossa dalla società - Delibera dell'assemblea - Necessità.

La previsione, di cui al terzo comma dell'articolo 2476 c.c., della legittimazione in capo a ciascun socio dell'azione di responsabilità contro gli amministratori di società a responsabilità limitata non consente di escludere la legittimazione concorrente della società a promuovere detta azione, dovendosi considerare la posizione processuale del socio come quella di un sostituto processuale, che agisce per far ottenere alla società il risarcimento del danno dalla stessa patito e viene rimborsato degli oneri sostenuti; non appare, quindi, logico escludere che con la posizione del sostituto conviva, con pieni poteri processuali, anche la posizione della società sostituita. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

L'azione di responsabilità promossa dalla società nei confronti degli amministratori di società a responsabilità limitata deve essere autorizzata dall'assemblea dei soci con apposita delibera. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Padova 19 luglio 2012.


Cancellazione della società dal registro delle imprese, estinzione del giudizio e accertamento dell’evento estintivo. Cancellazione della società dal registro delle imprese – Estinzione della società – Iscrizione nel registro delle imprese dell’atto di cancellazione – Estinzione del mandato per morte del mandante – Art. 1722 c.c. – Sopravvenuta estinzione della procura alle liti – Analogia con il mandato – Mancanza di procura alle liti dall’iscrizione dell’atto di cancellazione della società – Difetto di ius postulandi del difensore – Spese di lite – Esonero della società estinta

Cancellazione della società dal registro delle imprese – Estinzione della società – Iscrizione nel registro delle imprese dell’atto di cancellazione – Estinzione del mandato per morte del mandante – Art. 1722 c.c. – Sopravvenuta estinzione della procura alle liti – Analogia con il mandato – Mancanza di procura alle liti dall’iscrizione dell’atto di cancellazione della società – Difetto di ius postulandi del difensore – Spese di lite – Esonero della società estinta – Condanna del difensore

La cancellazione della società dal registro delle imprese determina, sotto il profilo processuale, non l’interruzione del giudizio, bensì la radicale estinzione del medesimo, da pronunciarsi con provvedimento giudiziale avente ad oggetto l’accertamento con efficacia ex tunc dell’evento estintivo perfezionatosi nel passato. (Vincenzo Cannarozzo, Federico Mincao) (riproduzione riservata)

In materia di ius postulandi in capo al difensore, applicando l’art. 1722 c.c., secondo cui “il mandato si estingue per la morte del mandante”, in via analogica all’istituto della procura alle liti, non può essere chiamata a rispondere delle spese di lite la società estinta, trattandosi di soggetto giuridicamente inesistente, e deve ritenersi che la procura alle liti conferita al procuratore della stessa si sia anch’essa estinta nel momento dell’iscrizione nel registro delle imprese dell’atto di cancellazione. (Vincenzo Cannarozzo, Federico Mincao) (riproduzione riservata)

In materia di spese di giudizio, l’estinzione sopravvenuta della procura ad litem conferita da una società successivamente cancellata si verifica nel momento in cui è irrimediabilmente estinta la società cancellata e ne discende che il procuratore di questa risponde personalmente delle spese di lite sostenute dall’altra parte a decorrere dal momento dell’estinzione sopravvenuta della procura alle liti. (Vincenzo Cannarozzo, Federico Mincao) (riproduzione riservata)
Tribunale Padova 12 maggio 2012.


Vincoli alla circolazione delle azioni e legittimazione alla impugnazione di delibere assembleari. Società cooperative - Circolazione delle azioni soggetta a particolari vincoli - Impugnazione di delibera assembleare - Legittimazione dei soci che rappresentino l'uno per mille del capitale sociale - Esclusione.

La disposizione dell'articolo 2377 c.c., in base alla quale le delibere assembleari di società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio possono essere impugnate da soci che rappresentino, anche congiuntamente, l'uno per mille del capitale sociale non è applicabile a quelle società per le quali vi siano limiti alla circolazione delle azioni. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova 10 gennaio 2012.


Postergazione di finanziamenti erogati in forma indiretta o da parti correlate e necessaria formazione di una classe ad hoc nel concordato preventivo. Concordato preventivo – Crediti per finanziamento soci – Postergazione – Finalità – Tutela dei creditori terzi – Finanziamenti erogati in forma indiretta da parti correlate ai soci – Riconducibilità ai soci e applicazione degli artt. 2467 e 2497 quinquies c.c. – Mancata previsione di una classe ad hoc – Inammissibilità del concordato.

La postergazione ex artt. 2467 e 2497 quinquies c.c. è finalizzata alla tutela dei creditori terzi; ciò vale a maggior ragione quando i finanziamenti siano erogati dai soci di società sottocapitalizzate e con compagini ristrette. L’apporto di capitale di rischio, ancorchè sub specie mutui, non attribuisce, infatti, ai soci finanziatori di una società in crisi il diritto di concorrere in pari grado con gli altri creditori sociali; diversamente opinando, il rischio d’impresa verrebbe trasferito di fatto su costoro. (Stefano De' Micheli) (riproduzione riservata)

Ricorrono i presupposti oggettivi e soggettivi della disciplina della postergazione ex artt. 2467 e 2497 quinquies c.c. anche nel caso di finanziamenti erogati in forma soggettivamente indiretta, poiché la ratio legis prescinde dalla necessaria identità formale del socio e del finanziatore; ciò si verifica sia nei casi di interposizione fittizia o reale, sia quando si tratti di finanziamenti erogati da parti correlate o comunque riconducibili ai soci. Secondo l’art. 2427 n. 22 bis c.c. e l’art. 98 Tuir, la correlazione sussiste quando vi sia identità degli interessi economici perseguiti e coordinamento dei relativi processi decisionali, cosicchè le operazioni di riferimento sono imputabili ai soci ancorchè eseguite da soggetti diversi. (Nella fattispecie è stato ritenuto operante il principio di correlazione ai soci, trattandosi di finanziamento effettuato da una srl partecipata in via esclusiva da altra srl controllata e amministrata dai soci della prima. (Stefano De' Micheli) (riproduzione riservata)

In presenza di crediti rivenienti da finanziamento soci e postergati ex artt. 2467 e 2497 quinquies c.c., è inammissibile la proposta di concordato preventivo che non preveda la formazione di una classe ad hoc per i titolari dei crediti anzidetti. (Stefano De' Micheli) (riproduzione riservata)
Tribunale Padova 16 maggio 2011.


Società cancellata dal registro imprese, esistenza di beni da liquidare e riapertura della società. Società a responsabilità limitata - Cancellazione dal registro delle imprese ex art. 2495, co. 1, c.c. - Effettività del compimento della liquidazione - Esistenza di beni residui da liquidare - Cancellazione della iscrizione di cancellazione ex art. 2191 c.c..

Presupposto della cancellazione della società dal Registro delle imprese è l’effettivo compimento della liquidazione (art. 2495, comma 1, c.c.). Qualora, pertanto, il soggetto a ciò legittimato (nella specie il liquidatore) dimostri che in realtà la liquidazione non è terminata, è possibile provvedere, ai sensi dell’art. 2191 c.c., alla cancellazione dal registro delle imprese della iscrizione della cancellazione della società, soluzione, questa, che non contrasta con l’interpretazione data all’art. 2495 (nuovo testo) c.c. dalla sentenza a Sezioni Unite della Corte di Cassazione n. 4062/10, dal momento che tale decisione, nell’affermare che l’iscrizione nel registro delle imprese della cancellazione della società comporta l’estinzione della stessa, non preclude l’applicabilità dell’art. 2191 c.c. per i casi in cui, come quello in esame, la cancellazione sia avvenuta in mancanza dei necessari presupposti. (Filippo Lo Presti) Tribunale Padova 02 marzo 2011.


.. Controllo giudiziario sulle società – Società per azioni – Sequestro di azioni – Costituzione di pegno – Annotazione nel libro soci – Necessità – Provvedimento del Tribunale ex art. 2409 c.c. – Ammissibilità.

Il provvedimento di sequestro di azioni deve essere annotato nel libro soci, trattandosi di formalità necessaria alla esecuzione della cautela al fine di rendere opponibile il sequestro alla società e quindi l’inoppobilità a quest’ultima delle successive vicende traslative del titolo sequestrato. Analogo adempimento deve essere eseguito con riferimento alla costituzione in pegno delle azioni al fine di consentire l’esercizio dei diritti sociali e del diritto di credito in esse incorporato. L’omessa annotazione nel libro soci di tali circostanze è rilevante ai sensi dell’art. 2409 c.c. e il Tribunale può ordinare all’amministratore in carica di provvedervi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova 26 aprile 2004.

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