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I°
ASSEMBLEA DEGLI AVOCATI DEL TRIVENETO INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELL’UNIONE TRIVENETA AVV. MARIO DIEGO L’Unione Triveneta dei Consigli dell’Ordine degli
Avvocati è nata nel 1983 come Unione Veneta. All’Unione Veneta, già a partire
dal 1984, hanno aderito alcuni Consigli dei distretti di Trieste e di Trento,
cosicché, nel 1985, l’Unione si è trasformata in Unione Triveneta, con
l’adesione di tutti i sedici Consigli dell’Ordine delle tre Corti. L’Unione è stata presieduta, nel tempo, dagli
avvocati Giuseppe Salzer (Venezia), Gianni Cesari (Venezia), Antonio
Franchini (Venezia), Luigi Casalini (Padova), Giorgio Orsoni (Venezia). L’Unione Triveneta riunisce mensilmente i
presidenti, i segretari e consiglieri delegati o interessati ai vari
argomenti in trattazione. Partecipano istituzionalmente alle riunioni gli avvocati
eletti nei tre distretti al Consiglio Nazionale Forense, all’Organismo
Unitario dell’Avvocatura, alla Cassa di Previdenza Forense. Le associazioni
forensi locali (Camere Penali, ANF, AIGA, Camere Civili, …) partecipano con
la presenza dei loro rappresentanti nei Consigli, o per invito in relazione
agli argomenti trattati. Il “modello” consente così un luogo di confronto,
di coordinamento e di proposta, quanto mai duttile e completo di tutte le
componenti dell’Avvocatura. Il “taglio” della discussione tende sempre alla
massima concretezza e l’elaborazione degli argomenti viene normalmente preceduta
dal loro sviluppo in sede di commissioni. Alle riunioni hanno spesso preso parte i vertici
delle rappresentanze forensi (Consiglio Nazionale Forense, Organismo Unitario
dell’ Avvocatura, Cassa nazionale di Previdenza). Un invito permanente è
rivolto ai Presidenti dei Consigli degli Ordini distrettuali ed ai rappresentanti
delle Unioni regionali, molto spesso presenti agli incontri ed al dibattito.
A propria volta, l’ Unione Triveneta interviene attivamente alle riunioni
nazionali e delle Unioni regionali e partecipa, con i propri rappresentanti,
che spesso rivestono importanti ruoli e funzioni, all’attività delle rappresentanze
nazionali. L’Unione Triveneta partecipa con un proprio
rappresentante, l’avvocato Aldo Bulgarelli di Verona alla delegazione italiana
al CCBE (Consiglio Europeo degli Ordini Forensi) e, con altri propri
rappresentanti, è presente, anche con incarichi di vertice, in numerose
Commissioni del CCBE stesso. Va ricordato, a conclusione, che l’Unione
Triveneta, oltre a collaborare con i singoli Consigli nella preparazione di
numerosissimi convegni e congressi di studio, tra cui i due memorabili Congressi di Alpe Adria
tenutisi a Trieste ed a Verona, ha assunto la responsabilità, sempre in collaborazione
con i Consigli di sede, dei Congressi Nazionali tenutisi a Trento-Riva del
Garda (1991) ed a Trieste–Grado
(1997) e della Conferenza Nazionale dell’Avvocatura di Venezia con cui, nel
1992, è stato istituito l’OUA e, successivamente, del Congresso straordinario
di Venezia (1994) e della Conferenza Nazionale di Riva del Garda (2000) e, da
ultimo, del Congresso Nazionale straordinario di Verona (2002); tra le
iniziative già programmate un nuovo Congresso in prosecuzione e ripresa dei
Congressi di Alpe Adria, nell’occasione data dall’allargamento europeo ai
nuovi paesi aderenti e a noi vicini. Colleghi, È con “emozione” che, dopo questa premessa, presento e avvio concretamente questa
nuova iniziativa – veramente innovativa – dell’Unione stessa di convocare
un’Assemblea degli iscritti, con un invito sottoscritto congiuntamente da
tutti i Presidenti dei 16 Consigli, oltre che da chi vi parla quale
Presidente dell’Unione. Quali gli obiettivi: contingenti e strategici. Contingenti: - l’Unione ed i Consigli sono
chiamati a prossime importanti occasioni quali la imminente Conferenza
Nazionale sull’ordinamento professionale cui parteciperemo a marzo su convocazione
dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura: occorre partecipare preparati e con
un apporto originale, come è nostro costume; - i Presidenti dei Consigli
Distrettuali sono chiamati all’impegno dell’ Inaugurazione dell’Anno giudiziario
ed è costume che la parte “generale” degli interventi sia frutto
dell’elaborazione in sede di Triveneto: anche qui non abbiamo mai mancato di
essere chiari e precisi nelle diagnosi e nelle proposte. E questi impegni, espressamente menzionati nell’ invito, non
sono certamente gli unici. Ecco quindi l’occasione per provocare un ampio e generale
dibattito che ci permetta di capire e riscontrare le opinioni degli iscritti
e, viceversa, di far comprendere il perché di quanto stiamo facendo e
dicendo, di quanto faremo e diremo faremo e diremo. Ecco, quindi, la logica che ci ha indotti a promuovere - in
un contesto unitario – un sondaggio ed un’assemblea degli iscritti che
costituissero un momento congiunto di consultazione e di confronto. Obiettivi strategici: E’ nostro dovere far capire a
tutti gli iscritti ed in particolare ai componenti i nostri Consigli, la
situazione! E’ indispensabile che essi possano avere un confronto diretto con
i nostri vertici nazionali e con le rappresentanze associative per comprenderne le linee d’azione (e ringrazio
nuovamente per gli illustri ospiti presenti che ci consentono di dare per
pienamente raggiunto questo obiettivo). Evidenziamo a tutti l’impegno di
partecipazione cui siamo chiamati su tantissimi fronti: dalla riforma
dell’ordinamento giudiziario, alle riforme di tutti i codici, anche nelle
prospettive dell’imminente nuova legislazione europea, al collaudo del nuovo
diritto societario, anche con le nuove tecnologie che ne vengono autorizzate,
alla riforma del diritto fallimentare, alla riforma dell’ ordinamento delle
professioni e di quella nostra forense, all’antiriciclaggio, alla
privacy, all’aggiornamento professionale
“continuo”: l’elenco delle materie in trattazione è sterminato e ogni giorno
vede nuove aggiunte: fra pochi giorni il collaudo sul campo delle nuove norme
sull’esame di abilitazione e l’ avvio dell’ applicazione concreta delle nuove
tecnologie prevista dalla sperimentazione del processo informatico. Ho detto recentemente, in occasione semi – ufficiale, che,
tanto quanto gli avvocati, anche le loro rappresentanze nazionali e
periferiche, le loro Associazioni, sono oggi letteralmente “massacrate”
dall’accumulo di novità e di problemi che sono chiamate ad affrontare e che
pongono in crisi le loro strutture, tutte – salvo singole eccezioni -
volontaristiche e sostanzialmente artigianali. Qualche “censore” degli Ordini
potrebbe forse riflettere su quanto sopra e mettersi come noi al remo,
piuttosto che stare a darci insegnamenti astratti su cosa dovremmo o non dovremmo
fare, evitando accuratamente il
confronto diretto. Tanto quanto si sente, invece, la mancanza dell’apporto di
molti “colleghi” (ma lo sono ?) che per capacità, esperienza, informazione,
potrebbero collaborare a disegnare le strategie dell’Avvocatura, ma che sono
troppo impegnati nel personale “business” per considerare come propri il
dovere di partecipare, il dovere della solidarietà. In questa situazione le Unioni
Regionali e, mi sia permesso di dire, in particolare il Triveneto, che è
interdistrettuale e interregionale, hanno saputo trovare un loro preciso ruolo:
ruolo di coordinamento dei Consigli aderenti, ruolo di appoggio e di sostegno
alle strutture nazionali dell’Avvocatura ed alle associazioni e, così, l’idea
nata dalla mente di Angela Sbaiz con la costituzione dell’ URCOFER, ma che,
mi sia consentito di dire, è stata sviluppata appieno proprio dal nostro
Triveneto, si è diffusa e trova sempre più convinto sostegno. Nella presente assemblea vedrete illustrate molte iniziative
e “prodotti” realizzati, dal “portale” allo “streaming”, alla teleconferenza,
al Vademecum sul patrocinio a spese dello Stato, alle delibere sulla Cassa
forense e sul Giudice di Pace, dei quali possiamo trarre vanto (tanto quanto
dei non pochi ulteriori che pur oggi non appariranno); ma mi illuderei e vi illuderei
se vi dicessi che abbiamo potuto raggiungere pienamente i risultati
perseguiti: troppo spesso l’oneroso fardello di cui siamo gravati ci
impedisce di trattare a fondo tutti gli argomenti, di assumere tutte quelle
iniziative che ben sappiamo potrebbero giovare agli avvocati (e alla
Giustizia), di sviluppare appieno, come vorremmo, strategie ed iniziative per
lo sviluppo della professione e dei settori dell’ attività degli avvocati. Né
posso dirvi che la coesione ed il coordinamento siano totali, posso solo
dirvi che siamo, da tempo, su una buona strada: posso solo dirvi che le
strutture tecnologiche innovative, che vi presenteremo, costituiscono
strumento essenziale per poter pervenire al pieno coordinamento, ma devo
anche dirvi che senza l’ulteriore passo di una banca dati, tutta ancora da
studiare, difficilmente faremo un ulteriore salto di qualità. Posso ancora dirvi
che siamo sulla buona strada sia per quanto alla stampa, che alla
“comunicazione”, ma siamo ancora in alto mare per la comunicazione individuale
con gli iscritti. Posso dirvi che non mi stanco, in ogni riunione nazionale,
a sollecitare, a nome del Triveneto, l’attenzione su queste problematiche;
che non mi stanco, ad esempio, in ogni riunione nazionale a ripetere che
Consiglio Nazionale e Cassa Forense, nel settore delle nuove risorse
tecnologiche per la gestione degli albi e del processo telematico, devono mettere
in concorrenza tra loro i fornitori, non farsi concorrenza l’un l’altro, mettendo
poi i Consigli e gli avvocati in inutili difficoltà nelle scelte. Se spesso (così come sopra) la nostra critica è stata ferma
anche nei confronti delle nostre massime istituzioni rappresentative (e anche
oggi certamente i momenti critici non mancheranno), mai essa però è stata
priva di apporto costruttivo, di proposte: sempre, per altro verso, siamo stati pronti a dare sostegno alle
nostre rappresentanze nazionali, o a riprendere, valorizzare e sostenere iniziative
valide provenienti dal mondo associativo: e molto più vorremmo essere
stimolati a fare ed essere in grado di fare. Qualcuno ha definito il
Triveneto come una forte macchina da guerra: è un’immagine suggestiva e che
può apparire anche lusinghiera. Ma il Triveneto ha voluto e vuole soprattutto,
essere un tassello, un’ architrave, un pilastro dello edificio
dell’Avvocatura ed ha l’ambizione di sapersi dimostrare un tassello importante, un’ architrave di sostegno, un pilastro, magari
perfino essenziale: nulla però al di fuori dell’edificio dell’Avvocatura. Il Triveneto esprime l’idea forte e chiara che, nel momento
attuale, non è pensabile di affrontare i problemi che siamo chiamati ad
affrontare se non con un pieno, coordinato, coerente impegno di tutte le
nostre rappresentanze nazionali e delle componenti associative e degli ordini
tutti e di tutte le risorse disponibili. Chi pensa di poter fare da solo è
semplicemente destinato a perdere, salvo potersi compiacere della bella
battaglia perduta ! (anche se ciò – e l’allusione mi sembra trasparente – non
deve impedirci e non ci impedisce di dare il nostro pieno appoggio a
battaglie che l’ Avvocatura considera giuste). La delegittimazione reciproca,
la ricerca del confine altrui, piuttosto che dell’unitarietà di azioni e di
intenti sarebbero e purtroppo sono, clamoroso ed imperdonabile errore:
nessuno ha energie, risorse, forze per andare avanti e tantomeno per
“vincere” da solo. Inoltre, per quanto ancora con primi passi, vista l’attuale
situazione di incertezza dei “confini” di competenza, la nostra Unione è
chiamata ora a sostenere la nuova realtà del confronto con le nostre Regioni
e, per quanto riusciremo, ad indirizzarle a forme positive di intervento nel
campo della Giustizia e delle professioni. Tra l’altro, proprio in questi tempi, dalle iniziative ed
idee che maturano nel nostro mondo politico, si valorizza la nostra idea di
vent’anni fa di unire i nostri Consigli non semplicemente nell’ambito dei tre
singoli Distretti, ma nel ben più ampio contesto dell’Unione Triveneta. Questa scelta, certamente coraggiosa, ci ha consentito non
solo di raggiungere “massa critica” (e ben sappiamo quanto ciò sia
importante) ma anche di superare, in un contesto più ampio, “dualismi” e
“contrapposizioni di campanile” … anche se dobbiamo sempre ricordare a noi
stessi che la mala pianta del particolarismo è ben dura a morire, visto che
paga sempre, se pur solo in termini di consenso spicciolo: fortunatamente non
è questo il nostro problema attuale. Nella situazione attuale, che ci vede in un mondo di
concorrenza globale, quando solo leggiamo ciò che succede attorno a noi,
comprendiamo che solo un Triveneto che faccia veramente sistema, che utilizzi
appieno tutte le forze, le capacità, le risorse delle nostre terre, può
sperare di poter competere con le altre realtà lontane, ma – badate - anche
con quelle vicinissime in cui non mancano certamente risorse, capacità,
volontà e, soprattutto, di poter vincere tendenze centripete monopolizzanti
dei centri decisionali e del sapere, che costituirebbero per le nostre
Regioni un danno irreparabile. Quando, molti anni fa, abbiamo convocato i Congressi di Alpe
Adria, abbiamo partecipato e dato il nostro contributo a quelle idee-forza
che ora ci consentono di pensare e di aspirare ad una Euroregione: e daremo
ancora il nostro contributo. Alle nostre Regioni chiediamo di capire che la Giustizia è
una componente fondamentale della qualità della vita dei cittadini e del
sistema economico; chiediamo di saper intervenire non con un ulteriore
diluvio di leggi e regolamenti, ma con linee d’azione politica ed amministrativa
intelligente e lungimirante (e per questo non c’è nemmeno da attendere “devolutions”
di sorta). Chiediamo di capire che le
professioni sono una risorsa e che tale è anche quella forense, che non è un
peso, se non addirittura una iattura, come nella mente di qualcuno. Ma gli avvocati per sentirsi ed essere pienamente una
“risorsa” devono fare passi enormi e crescere di qualità. Ve ne è la possibilità effettiva ? Quando si analizzi la situazione globale dovremmo concludere
piuttosto in senso “catastrofista” (è un termine usato dal Ministro Castelli)
che pessimista: così ho letto, proveniente da non certo trascurabile fonte,
la definizione di “categoria allo sbando”. E’ stata indicata negli
avvocati e nel loro esuberante numero (e certo non si può negare l’esuberanza
del numero) la fonte dei mali e del “carico” ingravescente (ma poi è vero che
sia ingravescente il carico, o lo è solo l’arretrato ?) della Giustizia
italiana. Ciò con sovversione logica di quel fenomeno che invece noi
percepiamo quale vero e reale: che è l’inefficienza della Giustizia, per inadeguatezza
e per cattivo utilizzo delle risorse, a far proliferare giudizi inutili (in
un “brodo” che fa da incubatrice di “cattivi” avvocati) scoraggiando spesso
il cittadino, che invece avrebbe ben ragione di rivolgersi ad essa ed al
quale il “buon” avvocato non può non segnalare tutte le ingiustificate ed ingiustificabili
incertezze, i costi, i tempi. Ma le sfide al limite dell’impossibile sono la “nobiltà
della professione forense” (cito il titolo del nuovo libro del nostro
Presidente Guido Alpa) il “sale” della nostra professione, lo stesso “sale”
che ci consente, meno di rado di quanto si potrebbe credere, di portare fuori
da situazioni “disperate” quella persona che a noi si rivolge con fiducia,
confidando nell’ avvocato, nel suo impegno, nella sua preparazione, capacità,
intelligenza. Quindi “possiamo” e allora “dobbiamo” mettercela
tutta: sembra tentativo azzardato pensare di coinvolgere gli avvocati ad
interessarsi del loro destino, ma forse sono proprio strutture come la nostra
a poter far salire uno scalino in questo senso all’Avvocatura. Certamente bisogna disegnare, con il contributo di tutti,
una strategia globale dell’ Avvocatura che, in una chiara comprensione della
realtà della nostra professione, ne indichi gli obiettivi di breve, medio,
lungo termine. Per far ciò - ripeto – è necessario veramente il concorso e l’
impegno di tutti: il Triveneto farà come sempre e ancor più di sempre la propria
parte ! Grazie
Il Presidente (Avv.
Mario Diego) |