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Diritto Bancario - Merito, le ultime 10 novitą
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Contratti bancari: mutuo usurario e gratuità

Tasso usurario – Interessi moratori e corrispettivi – Determinazione e comparazione del TAEG

Mutuo – Interessi moratori – Nullità per superamento del tasso soglia usura – Gratuità del mutuo – Art. 1815 2 c.c.

Mutuo usurario – Conversione da oneroso a gratuito – Ricalcolo delle rate a scadere – Deconto della quota interessi

Ai fini della verifica della usurarietà di un mutuo occorre comparare il c.d. tasso soglia l di cui alla l. n. 108/1996 con il c.d. T.A.E.G., per la cui determinazione devono concorrere gli interessi corrispettivi, moratori, anatocistici, nonché tutte le commissioni, spese e provvigioni derivanti dalle clausole, comunque denominate, che prevedano una remunerazione a favore del mutuante, seppur connessa al finanziamento, escluse soltanto quelle per imposte e tasse.

Gli interessi convenzionali di mora si calcolano sulla rata scaduta e non sul capitale residuo, come quelli corrispettivi, e pertanto, non possono essere sommati a quest’ultimi perché riferiti ad una base di calcolo diversa.

La disposizione di cui all’art. 1815, 2 co., c.c., in virtù della quale “se sono convenuti interessi usurari, la clausola è nulla e non sono dovuti interessi” viene interpretata come norma avente contenuto sanzionatorio, in quanto volta a contrastare la sproporzione oggettiva tra le prestazioni con la conversione del mutuo da oneroso a gratuito. La conversione del mutuo fa sorgere in capo al mutuatario il diritto alla ripetizione degli interessi indebitamente versati, in quanto usurari.

Nel caso di mutuo usurario in corso, l’esatto importo di dare-avere tra le parti viene calcolato detraendo dalla somma ancora dovuta a titolo di sorte capitale (per le rate ancora a scadere), l’importo versato a titolo di interessi. (Olga Tanza) (riproduzione riservata)
Tribunale Bari 14 luglio 2020.




Fideiussione ABI: nullità totale in ragione del carattere essenziale che va riconosciuto alle clausole dello schema

La nullità dovuta alla conformità allo schema ABI vietato colpisce anche le fideiussioni specifiche – La nullità è totale per inapplicabilità dell’art. 1419 in ragione della essenzialità delle clausole costituenti lo schema ABI vietato – È competente a decidere incidenter tantum il Giudice ordinario sulla eccezione riconvenzionale

Sebbene il provvedimento del 2.5.2005 della Banca d’Italia, al punto n. 9, dispone che la censura riguardi lo schema contrattuale relativo alla “fideiussione a garanzia delle operazioni bancarie”, che disciplina la prestazione della garanzia fornita da un fideiussore a beneficio di qualunque obbligazione, presente e futura, del debitore di una banca” (ovvero le c.d. fideiussioni omnibus), non può ritenersi che la nullità non colpisca anche le fideiussioni specifiche ripetenti il medesimo schema ABI vietato, atteso che la Banca d’Italia, nel censurare l’intesa ABI, ha fatto riferimento alle condizioni generali di contratto da applicare alla “fideiussione a garanzia delle operazioni bancarie” in generale (vedasi punto 91 del citato provvedimento n. 55 del 2.5.2005); ad ogni modo, anche a voler ritenere la censura operata dalla predetta autorità di vigilanza limitata alle sole fideiussioni omnibus, nulla impedisce al Giudice di ritenere illegittimo tale schema contrattuale quando applicato ad altri tipi di fideiussione anch’esse poste in essere in violazione del citato articolo 2 della legge n. 287/90.

La nullità non può che essere totale per inapplicabilità dell’art 1419 c.c., posto che le pattuizioni (conformi allo schema ABI) contenute nella fideiussione prestata hanno sicuramente avuto una funzione rilevante e fondamentale ai fini della conclusione del contratto (cfr. Cass. Civ. Sez. I, 19.7.2002, n. 10536), in quanto hanno rafforzato in maniera forte la garanzia che la banca andava ad assumere dai fideiussori; il che porta a ritenere che senza tali ulteriori pattuizioni il prestito non sarebbe stato concesso.

È competente il Giudice ordinario a decidere quando l’eccepita nullità costituisca oggetto di un accertamento incidentale a seguito di eccezione riconvenzionale, come tale idonea solo a paralizzare la domanda di pagamento introdotta con il ricorso monitorio (cfr. Tribunale di Belluno, sentenza n. 53 del 31.01.2019). (Dario Nardone) (riproduzione riservata)
Tribunale Matera 06 luglio 2020.




Cessione del quinto dello stipendio e usura: non si computano i costi assicurativi obbligatori

Cessione del quinto dello stipendio – Usura – Inclusione delle spese assicurative obbligatorie ex lege – Contratto stipulato prima del 2009 – Esclusione

Nella verifica del superamento della soglia usura nei contratti di cessione del quinto dello stipendio stipulati prima del 2009 non devono essere presi in considerazione i costi di assicurazione poiché obbligatori ex lege ed espressamente esclusi dalle istruzioni della Banca d’Italia del 2006. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova 07 luglio 2020.




E’ affetto da nullità insanabile l’atto di citazione che rinvii alla relazione tecnica per la specifica indicazione delle rimesse in conto corrente oggetto della domanda di ripetizione

Rimesse in conto corrente – Ripetizione di indebito – Clausola contrattuale illegittima – Rimessa oggetto della richiesta – Procedimento matematico – Specifica indicazione – Omissione – Atto di citazione – Nullità

Rimesse in conto corrente – Ripetizione di indebito – Rinvio a perizia – nullità della citazione

Rimesse in conto corrente – Specifica indicazione rimesse oggetto di domanda – Criteri per la determinazione dell’importo richiesto – Omissione – Nullità della citazione – Insanabilità

Nell’azione di ripetizione d’indebito relativo a rimesse in conto corrente è nullo l’atto di citazione che non indichi la clausola contrattuale o la condotta contestata alla banca, la rimessa di cui si invochi la ripetizione, la sua natura solutoria e il procedimento matematico che ha condotto all’indicazione degli importi oggetto della domanda di ripetizione. Ciò in quanto l’art. 163, comma 3, n.n. 3 e 4 cpc, nel richiedere che l’atto di citazione indichi la cosa oggetto della domanda e i fatti e gli elementi di diritto costituenti le ragioni della stessa, ha la funzione di consentire al giudice di individuare il thema decidendum e al convenuto di svolgere fin da subito le proprie difese, esaminando l’effettiva esecuzione della rimessa e la sua natura ripristinatoria o solutoria, eccependo, con riferimento a ogni specifica rimessa solutoria, la prescrizione e verificando la correttezza del calcolo dell’importo richiesto a titolo di ripetizione dell’indebito.

Inammissibile è, ai fini dell’individuazione delle rimesse in conto corrente di cui sia chiesta la ripetizione, il rinvio in citazione alla relazione tecnica depositata in giudizio, non notificata con l’atto introduttivo (cd. allegazione implicita). Le dichiarazioni che rappresentano elementi fondamentali dell’azione e, in particolare, la causa petendi, devono, infatti, essere portate a conoscenza del convenuto contestualmente alla notifica dell’atto di citazione in modo da consentirgli di esercitare immediatamente il proprio diritto di difesa che comprende anche la facoltà di non costituirsi o rimanere inerte, avendo piena e completa cognizione dei fatti che la controparte pone a sostegno della pretesa.

E’ insanabile la citazione nulla per omessa indicazione della rimessa solutoria oggetto della domanda di ripetizione e dei criteri in forza dei quali sia stato determinato l’importo richiesto. Ciò in quanto la lettura coordinata dell’art. 166, comma 5 cpc con gli artt. 50, 182 e 153, comma 2 cpc induce a limitare ai soli casi previsti dalla legge l’adozione di provvedimenti diretti a sanare vizi degli atti processuali riconducibili ad errori delle parti, con possibilità di sanare solo nullità che riguardino alternativamente la causa petendi o il petitum. (Patrizio Melpignano) (riproduzione riservata)
Tribunale Napoli Nord 05 giugno 2020.




Va sospesa l’esecutività del decreto ingiuntivo non opposto se il cessionario precettante opposto non dà prova della titolarità del credito

Ricorso ex art. 615 c.p.c. in corso di opposizione a precetto fondato su decreto ingiuntivo non opposto – Mancata produzione del contratto di cessione – Insufficienza della pubblicazione sulla GU in caso di equivoca individuazione del credito ceduto – Sospensione della esecutività del titolo

In ambito di subprocedimento cautelare ex art. 615 c.p.c. instaurato in corso di opposizione a precetto notificato dal cessionario ex art. 58 TUB in virtù di decreto ingiuntivo non opposto (ottenuto dalla banca cedente), va sospesa l’esecutività del titolo quando, eccepita la titolarità del credito in capo al cessionario precettante, (i) questi non produce il contratto di cessione, (ii) l’avviso di cessione prodotto in atti dall’opposta reca l’indicazione della sola data di conclusione del contratto di cessione, senza riportarne gli estremi e (iii) il credito oggetto di causa, individuato con un preciso codice, non risulta incluso tra quelli riportati nel documento consultabile sul link indicato in Gazzetta Ufficiale. (Dario Nardone) (riproduzione riservata) Tribunale Avezzano 03 luglio 2020.




È nulla la CMS senza indicazione del meccanismo operativo. Va revocato il decreto ingiuntivo se nel giudizio di opposizione la banca deposita solo una lista dei movimenti

Nullità della CMS senza indicazione del meccanismo operativo – Nullità di tutte le successive commissioni non pattuite per iscritto – Inidoneità di una mera lista movimenti a provare il credito

È nulla per indeterminatezza dell’oggetto la previsione contrattuale della CMS quando, pur essendo stata indicata la base di calcolo, sia stato del tutto omesso qualsiasi altro meccanismo operativo (ad esempio, se il “massimo scopeto” sia considerato l’esposizione massima nel trimestre, anche per un solo giorno, oppure la media dell’esposizione).
Dichiarata la nullità per indeterminatezza dell’oggetto della CMS, qualora detta commissione sia stata l’unica pattuita per iscritto, tutte le commissioni successivamente applicate dalla Banca sono nulle per 3 motivi:a) in primo luogo, perché una clausola nulla non produce alcun effetto, nemmeno quello di permettere ad una delle parti attraverso una modifica unilaterale di adeguarsi alla disciplina legislativa sopravvenuta;b) in secondo luogo perché, pur assumendo la validità della commissione indicata, sarebbero nulle tutte le commissioni applicate sull’importo affidato, non esistendo alcuna pattuizione scritta in tal senso;c) in terzo luogo perché la Banca non ha comunque provato l’adeguamento nella forma disciplinate dall’art. 118 TUB a nessuna delle modifiche legislative esposte, con conseguente nullità di tutte le commissioni applicate, comunque denominate.
Va revocato il decreto ingiuntivo per non aver la banca assolto l’onere probatorio quando, nel giudizio di opposizione, la stessa si sia limitata a produrre una mera lista integrale dei movimenti invece della serie completa degli estratti conto, i quali soltanto forniscono dati contabili certi in ordine alle operazioni ivi registrate, essendo inutilizzabili, invece, a tal fine, criteri presuntivi od approssimativi. (v. Cass. Sez. 1, Sentenza n. 10692 del 10/05/2007; Sez. 1, Sentenza n. 21597 del 20/09/2013; Sez. 1 - , Sentenza n. 20693 del 13/10/2016 e Sez. 1 - , Sentenza n. 23313 del 27/09/2018). (Dario Nardone) (riproduzione riservata)
Tribunale Pescara 23 giugno 2020.




Effetti della eccezione di nullità della fideiussione contenente le clausole nulle per violazione della normativa antitrust

Eccezione di nullità della fideiussione contenente le clausole nulle per violazione della normativa antitrust - Eccezione di nullità delle singole clausole fideiussorie predisposte in violazione della normativa antitrust - Eccezione di nullità della singola clausola rilevabile d’ufficio del giudice

L’eccezione di nullità delle singole clausole contenute in una fideiussione per violazione della normativa antitrust non determina la nullità dell’intera fideiussione ma solo delle singole clausole.
L’eccezione di nullità della che deroga all’art. 1957, comma 1, c.c. non costituisce un’eccezione in senso stretto e può essere rilavata d’ufficio dal Giudice
L’eccezione di decadenza riferita all’art. 1957, comma 1, c.c. è compatibile con la fideiussione a prima richiesta. (Tribunale di Brescia) (riproduzione riservata)
Tribunale Brescia 23 giugno 2020.




La natura solutoria delle rimesse di conto corrente dev’essere valutata sulla base del saldo rettificato

Contratti bancari – Conto corrente di corrispondenza – La natura solutoria delle rimesse di conto corrente dev’essere valutata sulla base del saldo rettificato – Modalità

A seguito di sentenza parziale di declaratoria di illegittimità della clausola di pattuizione della capitalizzazione trimestrale degli interessi passivi è corretto l’operato del CTU che al fine di rideterminare il saldo effettivo del conto ordinario e dei secondari connessi, lo epuri, dapprima, dagli effetti della capitalizzazione trimestrale generati dall’annotazione degli interessi maturati sul conto principale e sui conti “salvo buon fine” (S.B.F.) e, quindi, effettui il computo degli interessi effettivamente dovuti, individuando, quindi, tutte quelle rimesse aventi presumibilmente caratteristica di pagamento con funzione solutoria del debito scaduto - esigibile e documentato sul conto a seguito di un utilizzo del medesimo al di fuori della disponibilità concessa (c.d. “extra fido”) - escludendo unicamente quelle che risultino ultradecennali rispetto all’atto interruttivo costituito dalla citazione. (Olga Tanza) (riproduzione riservata) Tribunale Cosenza 16 giugno 2020.




Il prodotto finanziario denominato Visione Europa non realizza un interesse meritevole di tutela

Intermediazione finanziaria – Prodotto Visione Europa – Meritevolezza dell’interesse perseguito – Esclusione

Il prodotto finanziario denominato “Visione Europa” è del tutto assimilabile ai piani finanziari “MY WAY” e “FOR YOU” e, al pari di questi, non supera il vaglio di meritevolezza dell’interesse perseguito in ragione dell’enorme squilibrio contrattuale esistente già all’inizio dell’operazione, la quale prevede un’alea solo in capo al risparmiatore, che paga un saggio di interesse non tenue, senza seria prospettiva di un corrispondente lucro a medio termine e con vantaggio certo, invece, per l’intermediario finanziario, che lucra gli interessi del mutuo, aumenta la sua operatività, colloca i prodotti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano 07 novembre 2019.




Procedimento d'ingiunzione per la consegna dei documenti contrattuali e contabili relativi al conto corrente di corrispondenza

Decreto ingiuntivo emesso nei confronti della Banca per la consegna di documentazione non fornita e per il pagamento del credito dell’ex società correntista accertato con sentenza nei confronti dei garanti - Mancata consegna documentazione contrattuale e contabile ex art. 119 T.U.B. - Ricorso per decreto ingiuntivo fondato su sentenza di accertamento nei confronti dei garanti dell’ex società correntista - Credito dell’ex società correntista - Ammissibilità - Ingiunzione per consegna documenti bancari e pagamento somme - Obblighi codicistici di buona fede e correttezza ex artt. 1375 e 1175 c.c. - Sussistenza delle condizioni ex art. 633 e ss. c.p.c.

E' ammissibile il procedimento d'ingiunzione per la consegna dei documenti contrattuali e contabili relativi al conto corrente di corrispondenza qualora la Banca non abbia adempiuto alla richiesta ex art. 119 T.U.B., anche in considerazione degli obblighi codicistici di buona fede e correttezza ex artt. 1375 e 1175 c.c.

Sussistono le condizioni previste dall'art. 633 e ss c.p.c. laddove la sentenza di primo grado ha accertato il credito dell’ex società correntista nei confronti della Banca sulla base delle risultanze della C.T.U. contabile espletata in corso di causa nei confronti dei garanti, con la conseguenza che il credito risulta certo, liquido ed esigibile. (Emanuele Argento) (riproduzione riservata)
Tribunale Pescara 10 giugno 2020.



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