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Diritto Bancario - Merito, le ultime 10 novitą
(in ordine di data di pubblicazione su questo sito)


Nullità per mancanza di forma scritta del contratto di conto corrente non prodotto in giudizio

Contratto di conto corrente – Richiesta ex art. 119 e mancate consegna e produzione in giudizio – Non sussiste inadempimento dell’onere della prova a carico del cliente – Nullità di tutte le condizioni economiche non giustificate da valida pattuizione

Secondo i principi generali in materia di onere della prova, l’attore correntista in accertamento negativo del credito è onerato alla produzione del contratto di conto corrente e relativi estratti conto; qualora però l’attore abbia vanamente chiesto tale documentazione  ex art. 119 TUB, le conseguenze della mancata produzione in giudizio non potranno che ricadere sullo stesso istituto di credito, con la conseguenza che, non essendovi prova di una valida pattuizione scritta, va dichiarata la nullità del contratto con condanna della banca a restituire al cliente tutti gli addebiti non giustificati da alcuna pattuizione.

In tema di prescrizione decennale eccepita dalla banca, se viene dedotto e provato che il conto corrente è assistito da apertura di credito, i versamenti effettuati non costituiscono pagamento se non al momento della chiusura del rapporto allorquando il correntista restituisce alla banca gli importi utilizzati e solo da questo momento comincerà a decorrere il relativo termine di prescrizione.

In caso di mancanza di contratto di fideiussione, il garante è legittimato a proporre le eccezioni in ordine al rapporto garantito non potendosi ritenersi provata la circostanza dedotta dalla banca per la quale il fideiussore abbia sottoscritto una garanzia "a prima richiesta". (Dario Nardone) (riproduzione riservata)
Tribunale Pescara 13 febbraio 2019.




Errata segnalazione in centrale rischi e periculum in mora

Errata segnalazione in CR – Periculum in mora

L’indebita segnalazione in CR rende difficoltoso al cliente l’accesso al credito. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Roma 01 agosto 2019.




Forme di tutela del debitore nelle fattispecie di usura sopravvenuta nel contratto di mutuo fondiario

Rapporti di durata – Contratto di mutuo fondiario – Configurabilità di strumenti di tutela del debitore nei confronti della pretesa di interessi divenuti in executivis usurari – Exceptio doli generalis – Sussistenza

La condotta del creditore che riscuote interessi divenuti nel corso del rapporto ultra legali non può ragionevolmente essere trattata alla stregua di un post factum non punibile, essendo in tal caso il suo comportamento contrario alla buona fede perché pretenderebbe l’esecuzione di una prestazione oggettivamente sproporzionata.

Il creditore potrebbe allora paralizzare l’azione di adempimento degli stessi interessi avvalendosi dell’exceptio doli generalis, attraverso cui far valere un’inefficacia ex bona fide della clausola contrattuale relativamente a quella percentuale di interessi eccedente la soglia consentita. (Roberto Cerreti) (riproduzione riservata)
Tribunale Roma 02 settembre 2019.




Fideiussione conforme al modello contrario alla normativa antitrust e questioni di competenza

Accertamento incidentale della nullità della fideiussione redatta in conformità al modello contrario alla normativa antitrust dalla Banca d’Italia – Competenza del tribunale delle imprese – Sussiste

Eccezione di nullità della fideiussione redatta in conformità al modello contrario alla normativa antitrust – Sua ammissibilità davanti al giudice non specializzato – Esclusione

Anche la mera eccezione, di nullità della fideiussioni omnibus che si assumono redatte in conformità al modello ritenuto contrario alla normativa antitrust dalla Banca d’Italia va valutato dal giudice competente, da individuarsi, ai sensi dell’art. 18 d. lgs. 3/2017, nel tribunale delle imprese territorialmente competente.

Tale questione non può essere infatti conosciuta dal giudice non specializzato nemmeno in via di mera eccezione poiché la decisione su di essa implica un accertamento sulla nullità o non nullità del contratto (nel caso di specie della fideiussione), che, secondo quanto precisato dalle Sezioni Unite con la sentenza n. 26242/2014, sebbene incidentale, è comunque idoneo al giudicato.

L’eccezione con cui venga fatta valere, davanti al giudice non specializzato, la nullità della fideiussione redatta in conformità al modello contrario alla normativa antitrust è inammissibile in quanto comunque comportante un aggiramento della competenza funzionale del giudice specializzato, se non addirittura mirata a tale obiettivo. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Verona 12 settembre 2019.




Mutuo fondiario non conforme per superamento del limite di finanziabilità

Contratti – Mutuo – Fondiario – Caratteristiche (limite di finanziabilità) – Mancanza – Conseguenze – Nullità – Esclusione – Mancata sussunzione nel tipo negoziale “mutuo fondiario” – Configurabilità

Il mutuo dichiarato fondiario che non presenti le relative caratteristiche (ad es. il rispetto del limite di finanziabilità dell’80% del valore del bene ipotecato) non è nullo, piuttosto, a seguito di un’operazione di verifica dei suoi requisiti, non sarà sussumibile nel tipo negoziale “mutuo fondiario”, potendo invece esserlo nel tipo “mutuo” (ordinario), senz’altra specificazione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza 19 dicembre 2017.




Ricostruzione unitaria del leasing e applicazione dell'art. 1526 c.c.

Contratti bancari – Contratto di leasing – Decreto ingiuntivo – Domanda riconvenzionale – Efficacia di giudicato del decreto ingiuntivo – Inammissibilità della domanda riconvenzionale – Rigetto

Contratti bancari – Contratto di leasing – Fattispecie negoziale autonoma – L. 124/2017: ricostruzione unitaria del contratto di leasing – Inapplicabilità in via analogica dell’art. 1526 c.c.

Il giudicato derivante dal decreto ingiuntivo non opposto, produce l’effetto di rendere incontroverso il rapporto giuridico dedotto. In sede di opposizione dichiarata inammissibile, tale inammissibilità impedisce di dare luogo a qualsiasi procedimento che su di essa si fondi, sicché anche la domanda riconvenzionale dell’opponente resta travolta dall’inammissibilità dell’opposizione.

L’art. 1526 c.c. non è applicabile ai contratti di leasing anche se stipulati prima dell’entrata in vigore della Legge n. 124/20I7, in quanto si tratta di disciplina ad esso estranea. Il leasing, nella sua evoluzione giuridica, si è infatti man mano tipizzato assumendo forme del tutto peculiari e tipiche, sino all’introduzione della L. n. 124/2017, che ha dettato una compiuta disciplina relativa a presupposti, effetti e conseguenze della risoluzione per inadempimento, oltre a norme di coordinamento con altre disposizioni che richiamano tale fattispecie contrattuale. Sono dovuti, pertanto, i canoni scaduti insoluti maturati sino alla data di risoluzione del contratto di leasing per inadempimento dell’utilizzatore. (Giovanna Bigi) (riproduzione riservata)
Tribunale Ancona 19 agosto 2019.




Opposizione a decreto ingiuntivo e produzione integrale degli estratti conto

Rapporto di conto corrente bancario - Opposizione a decreto ingiuntivo - Richiesta della banca di concessione della provvisoria esecuzione - Onere della prova del credito a carico della banca - Carenza della documentazione nella fase di merito - Rigetto

In tema di rapporto bancario di conto corrente, qualora la banca in sede di opposizione a decreto ingiuntivo non fornisca prova del presunto credito con tutti gli estratti conto in ordine alla certezza del saldo indicato nel decreto opposto, non può essere concessa la provvisoria esecutività del decreto ingiuntivo opposto. (Emanuele Argento) (riproduzione riservata) Tribunale Rieti 20 settembre 2019.




Errata segnalazione in centrale rischi e periculum in mora

Segnalazione in centrale rischi - Periculum in mora

La segnalazione in centrale rischi ha efficacia ostativa per il ricorso al credito, ed il pericolo di consolidazione del danno è imminente ed irreparabile. (Giampaolo Morini) (riproduzione riservata) Tribunale Livorno 26 luglio 2019.




Il superamento del limite massimo di finanziabilità comporta la nullità del mutuo

Mutuo fondiario – Superamento del limite di finanziabilità – Ratio della norma evitare rischi espoliativi per il debitore – Nullità del contratto

Il superamento del limite massimo di finanziabilità comporta la nullità del mutuo in quanto la ratio della norma è quella di non esporre il mutuatario debitore ai rischi espoliativi (per la residua parte del suo patrimonio) ovvero di pura sorte.
Il limite di finanziabilità risponde, invero, all'esigenza di circoscrivere il rischio insito in operazioni che non presentano ex ante sufficienti prospettive di effettiva fattibilità e buon esito per cui attiene ad interessi pubblici, di sistema, essendo una norma imperativa di validità del contratto.

Ai fini del superamento del limite di finanziabilità il prezzo di compravendita vale come indicatore dell’effettivo valore di mercato del bene stesso.

Il valore da considerare ai fini dell’applicazione dell’art. 38 TUB è, in linea di continuità con la previgente disciplina di cui alla legge n. 474/49 in materia di credito edilizio e con la direttiva CE n. 2000/12, il “valore cauzionale” del bene (cd. valore di netto realizzo in asta), ovvero il valore che sia frutto di una stima basata sul “prudente apprezzamento della futura negoziabilità dell'immobile”.

È inammissibile la domanda subordinata di conversione ex art. 1424 c.c. del mutuo fondiario in mutuo ordinario proposta per la prima volta in grado di appello in quanto tardiva. La conversione è un meccanismo che non può operare d'ufficio, trattandosi di un'operazione che ha luogo solo ove le parti intendano avvalersene con una tempestiva formulazione nei termini processuali. (Raffaele Carbone) (riproduzione riservata)
Appello Venezia 25 giugno 2019.




Il privilegio fondiario di cui all’art. 41, comma 2, TUB non è applicabile al di fuori del fallimento

Esecuzione forzata – Espropriazione immobiliare – Privilegio fondiario – Inapplicabilità – Fondamento

L’art. 41, comma 2, t.u.b, a norma del quale «l’azione esecutiva sui beni ipotecati a garanzia di finanziamenti fondiari può essere iniziata o proseguita dalla banca anche dopo la dichiarazione di fallimento del debitore» concede al creditore titolare di credito fondiario un privilegio di natura processuale limitato al fallimento e che non può essere esteso a differenti procedure, come ad esempio quella di esecuzione forzata su beni immobili: ciò in quanto la norma costituisce una eccezione al principio generale della par condicio creditorum e come tale non può essere oggetto di interpretazione analogica, anche sulla scorta di un orientamento della Suprema Corte che ne ha escluso la applicabilità nell’ambito della procedura concorsuale del concordato preventivo. (Mattia Polizzi) (riproduzione riservata) Tribunale Como 23 maggio 2019.



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