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Diritto Bancario - Merito, le ultime 10 novitą
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Tribunale di Milano e Leasing immobiliare: verifica del tasso pattuito e in concreto applicato, indicizzazione e usura

Leasing – Immobiliare – Verifica del tasso leasing pattuito e in concreto applicato – Indicizzazione – Rideterminazione del tasso – Tasso di mora usurario

Quesito al CTU:
- Il CTU, sentite le parti e i loro eventuali CTP, effettuata ogni indagine necessaria ed opportuna, esaminata la documentazione prodotta, e quella eventualmente offerta dalle parti nel corso dell’indagine nei limiti di cui all’art. 198 c.p.c., proceda nei seguenti termini con riferimento al contratto di leasing immobiliare oggetto del giudizio e successive modifiche e integrazioni:
1) Verifichi sulla base della documentazione in atti se il tasso leasing applicato corrisponda a quello pattuito e se vi sia coincidenza tra il tasso leasing indicato nel contratto di locazione finanziaria ed il tasso interno di attualizzazione, secondo la definizione espressa nelle Istruzioni di Banca d’Italia ratione temporis, e se sia garantita l'uguaglianza fra costo di acquisto del bene locato (al netto di imposte) e valore attuale dei canoni e del prezzo dell'opzione di acquisto finale (al netto di imposte) contrattualmente previsti;
1.1) Indichi se la formula di indicizzazione pattuita determini uno scambio di flussi monetari dovuto dagli adeguamenti periodici per il debito residuo o la sommatoria delle rate sia tale da alterare il piano di ammortamento in base al quale sono determinati i canoni di locazione finanziaria, verificando se il valore del parametro di indicizzazione, al momento della stipula del contratto, fosse superiore al tasso base di riferimento indicato nel contratto e se sia riscontrabile un costo occulto contenuto nella clausola di indicizzazione, idoneo a determinare una variazione in aumento dei tassi effettivi di finanziamento; Offra ogni informazione utile sul procedimento di quantificazione delle rate come rinveniente dal contratto e quindi del dovuto;
Di conseguenza, proceda a rideterminare, in caso di mera difformità nell’applicazione dell’interesse in concreto, il piano di ammortamento in conformità con quello concordato.
In alternativa, ridetermini il piano di ammortamento mediante applicazione del tasso minimo BOT ex art. 117, 7° comma, TUB, tra quelli espressi nei 12 mesi precedenti ciascun pagamento, in sostituzione del tasso di interesse praticato, quantificando la maggior somma corrisposta dal cliente a titolo di interessi, risultante dalla predetta rideterminazione, eseguita con convenzione di calendario più favorevole al beneficiario, ed il conseguente saldo nel rapporto di dare / avere tra le parti.
2) Verifichi se il tasso di mora nominale è usurario ai sensi della sentenza delle Sezioni Unite di Cassazione n. 19597/2020;
2.2) Verifichi se gli interessi di mora effettivamente pagati superano il tasso soglia individuato dalle Sezioni Unite di Cassazione n. 19597/2020; Qualora venga riscontrata l’usurarietà del suddetto tasso, provveda il CTU ad eliminare gli interessi moratori e calcoli l’entità del suddetto importo ripetibile;
2.3) Accerti il CTU l’entità del TEG del contratto inclusivo degli importi pagati per interessi moratori e spese di mora e per la commissione di estinzione anticipata. Se il TEG supera la soglia della data di conclusione del contratto, ricalcoli l’importo ripetibile dato dalla entità di tutti gli importi inseriti nel TEG. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Milano 07 aprile 2021.




Altra conferma dell’applicazione della sentenza Lexitor: estinzione anticipata del finanziamento e riduzione dei costi a carico del consumatore

Estinzione anticipata del finanziamento - Riduzione dei costi posti a carico del consumatore - Costi maturati successivamente

La CGUE, sentenza 11/9/2019, C- 383/18 ha valorizzato il contesto della disposizione di cui all’art. 16.1 della direttiva n. 2008/48, recepita in Italia con il d.lgs. n. 141/2010 – che è volto ad assicurare la riduzione del costo totale del credito – e il suo obiettivo, cioè quello di garantire in modo effettivo un’elevata protezione del consumatore ed ha pertanto affermato in modo chiaro che l’art. 16.1 della direttiva dalla direttiva n. 2008/48, recepita in Italia con il d.lgs. n. 141/2010 deve essere interpretato nel senso che il diritto del consumatore alla riduzione del costo totale del credito in caso di rimborso anticipato del credito include tutti i costi posti a carico del consumatore, compresi quelli maturati successivamente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano 09 aprile 2021.




Invalidità della clausola di indicizzazione al cambio tra monete per mancanza di meritevolezza ex art. 1322 comma 2° c.c.

Contratto di finanziamento (leasing) – Clausola di indicizzazione al cambio tra monete – Natura di contratto autonomo atipico ed aleatorio – Valutazione meritevolezza ex art. 1322 comma 2° c.c.. – Invalidità per indeterminatezza aleatorietà squilibrio contrattuale

Spese di lite – Risultato della C.T.U. – Principio della soccombenza

La clausola di indicizzazione al cambio tra monete, quando inserita in un contratto di finanziamento (leasing) regolato in Euro, mostra natura di contratto / clausola avente causa autonoma, non rappresentando un elemento naturale del negozio giuridico (oggi tipizzato) e nemmeno necessario al buon funzionamento dello stesso.

In ragione dell’autonomia, atipicità ed aleatorietà di tale clausola / contratto, la causa di questa rimane soggetta alla valutazione di meritevolezza da parte del Giudice ex art. 1322 comma 2° c.c..

Tale valutazione non si esaurisce nella mera constatazione della liceità del contratto, o dell’oggetto di questo, dovendosi, invece, concretizzarsi nell’esame del risultato perseguito tramite lo stesso, similmente a quanto avviene opinando ex art. 1418 c.c..

La meritevolezza di causa della clausola di indicizzazione manca, quando questa risulti connotata da indeterminatezza, aleatorietà, squilibrio assoluto tra le prestazioni richieste ai contraenti. Di qui la constatazione dell’invalidità / inefficacia della stessa.

Il principio in forza del quale le spese di lite vanno poste a carico della parte soccombente non trova deroga nemmeno nel caso in cui il Giudice si discosti dalla valutazione operata dal C.T.U. in ordine ai fatti di causa. (Paolo Righini) (riproduzione riservata)
Appello Trieste 15 aprile 2021.




Interpretazione dell'art. 125-sexies TUB e criterio applicabile per la riduzione dei costi up front

Finanziamento - Costo totale - Articolo 125-sexies TUB - Interpretazione - Costi up front - Riduzione - Criterio - Costi recurring e gli oneri assicurativi

L’art.125-sexies TUB deve essere interpretato nel senso che, in caso di estinzione anticipata del finanziamento, il consumatore ha diritto alla riduzione di tutte le componenti del costo totale del credito, comprese quelle preliminari o contestuali alla conclusione del contratto o all’erogazione del finanziamento (costi up front).

In mancanza di una diversa previsione pattizia che sia comunque basata su un principio di proporzionalità, il criterio applicabile per la riduzione dei costi up front deve essere determinato in via integrativa dal Collegio decidente secondo equità ritenendo, peraltro “che il criterio preferibile per quantificare la quota ripetibile di tali costi sia analogo a quello che le parti hanno previsto per il conteggio degli interessi corrispettivi, costituendo essi la principale voce del costo totale del credito espressamente disciplinata in via negoziale”.

Per i costi recurring e gli oneri assicurativi continuano ad applicarsi gli orientamenti consolidati dell’ABF e quindi il criterio proporzionale ratione temporis, il quale prevede che l’importo complessivo di ciascuna delle suddette voci debba essere suddiviso per il numero complessivo delle rate e poi moltiplicato per il numero delle rate residue. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
ABF Milano 16 febbraio 2021.




Interpretazione dell’art. 125 sexies T.U.B. alla luce della Sentenza Lexitor

Art. 125 sexies T.U.B. - Estinzione anticipata cessione del quinto -  Sentenza Lexitor

Procedimento per dichiarazione di fallimento - Provvedimenti cautelari o conservativi - Norme del modello cautelare uniforme - Applicabilità

L’art. 125 sexies T.U.B., avendo un contenuto sovrapponibile all’art. 16.1 della direttiva 2008/48, deve essere interpretato nel senso che il consumatore in caso di estinzione anticipata di un contratto di finanziamento, ha diritto alla retrocessione di tutti i costi (sia up front sia recurring) non maturati e dovuti per la vita residua del contratto.

L’interpretazione fornita dalla Corte di Giustizia Europea ha efficacia vincolante indiretta in quanto vi è l’obbligo di interpretazione conforme ai principi di diritto Europeo. (Gaetano Di Fluri) (Giorgia Fieramosca) (riproduzione riservata)
Tribunale Milano 09 aprile 2021.




Contratto di cessione del quinto e inclusione delle spese assicurative nel TEG

Assicurazione obbligatoria e usura – Efficacia non vincolante delle disposizioni Banca D’Italia

L’assicurazione obbligatoria nel contratto di cessione del quinto, avendo carattere remunerativo indiretto, deve essere calcolata nel Teg al fine del rilevamento e del superamento del Tasso Soglia Usura. (Gaetano Di Fluri) (Giorgia Fieramosca) (riproduzione riservata) Appello Milano 11 febbraio 2021.




Superamento dei limiti di finanziabilità nel mutuo fondiario: onere della prova e conversione del contratto ex art. 1424 c.c. in sede di verifica del passivo fallimentare

Mutuo fondiario - Limiti di finanziabilità - Onere della prova - Conversione - Stato passivo - Ammissione al passivo - Fallimento

In sede di ammissione allo stato passivo fallimentare, l’onere di dimostrare il rispetto dei limiti massimi di finanziabilità ex art. 38 del TUB – per i quali è necessario fare riferimento, tenuto conto della ratio della norma, al valore del bene al momento della concessione del prestito e dell’iscrizione del gravame ipotecario e non già, invece, al valore di realizzo in sede esecutiva o fallimentare – grava sul creditore ipotecario che abbia chiesto l’ammissione del proprio credito in via privilegiata, per capitale ed interessi convenzionali, sia perché il contratto di mutuo è il titolo su cui si fonda la pretesa dell’istante, che deve dunque dimostrarne la validità, sia per il principio di vicinanza della prova. Ne deriva che, qualora il predetto creditore non abbia soddisfatto l’onere probatorio a suo carico, il contratto di mutuo fondiario è da ritenersi nullo per violazione della norma imperativa di cui all’art. 38 TUB.

Il contratto di mutuo fondiario nullo ex artt. 1418 codice civile e 38 TUB può essere convertito (art. 1424 codice civile) in contratto di mutuo ipotecario, laddove ne ricorrano i presupposti formali e sostanziali e possa altresì ritenersi che, avuto riguardo allo scopo voluto dalle parti, le stesse lo avrebbero comunque stipulato anche se avessero conosciuto la causa della nullità ovvero il superamento dei limiti di finanziabilità. (Elena Cappellini) (riproduzione riservata)
Tribunale Reggio Emilia 22 luglio 2020.




Fallimento e amministrazione straordinaria: differenze in ordine alla interruzione della prescrizione

Fallimento - Accertamento del passivo - Interessi sui crediti chirografari - Interruzione della prescrizione - Procedura fallimentare - Domanda di ammissione al passivo - Necessità - Differenze con l'amministrazione straordinaria - Regime precedente al d.lgs. n. 270 del 1999

Nel fallimento la prescrizione degli interessi maturati sui crediti chirografari è interrotta con effetto permanente per tutto il corso della procedura solo dalla domanda di insinuazione al passivo; nell'amministrazione straordinaria, sottoposta alla disciplina originaria di cui alla l. n. 95 del 1979, l'esecutività dello stato passivo depositato dal commissario, ai sensi dell'art. 209 l.fall., non determina l'interruzione della prescrizione con effetto permanente anche per i creditori ammessi direttamente a seguito della comunicazione inviata ai sensi dell'art. 207, comma 1, l.fall.. (Fonte: Sito ufficiale della Procura generale presso la Corte di Cassazione) Procura Generale della Cassazione 23 dicembre 2019.




Mutuo fondiario e indeterminatezza dello scopo

Mutuo erogato con fondi BEI - Mutuo di scopo convenzionale - Intenzione delle parti - Obbligo di destinare la somma mutuata ad un determinato scopo dichiarato in contratto

Qualora dalla disamina complessiva del titolo negoziale emerga che la comune intenzione delle partisia quella di destinare l’importo finanziato alla realizzazione di uno specifico progetto imprenditoriale, il negozio deve essere qualificato come “mutuo di scopo convenzionale”, a prescindere dal fatto che il medesimo contratto sia stato qualificato dalle stesse parti come mutuo fondiario. (Matteo Nerbi) (Paolo Martini) (riproduzione riservata) Tribunale Massa 14 dicembre 2020.




Cessione di crediti in blocco e prova della titolarità del credito mediante la produzione del contratto

Cessione di crediti in blocco - Prova della titolarità dello specifico rapporto dedotto in giudizio - Omessa produzione del contratto di cessione in blocco

L'omessa produzione in giudizio del contratto di cessione di crediti in blocco ex art. 58 TUB può comportare la mancanza di prova in ordine al trasferimento a favore del cessionario dello specifico rapporto dedotto in giudizio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Lucca 26 marzo 2021.



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