IL CASO.it Crisi d'Impresa Famiglia e Minori Internet & Technology Penale Impresa Medico e Responsabilita'

  Il Diritto Civile

 

Come inviare la giurisprudenza

  Home  Opinioni  Articoli  News  Proc.Civile  Fallimentare  Societario   Bancario & Finanziario  Persone  Famiglia  Civile  Trust   Condominio 

  Leasing  Tributario  Lavoro  Penale  Arbitrato  Deontologia  Cass.Sez.Un.Civili  Libri  Convegni  Vendite  Sovraindebitamento  Ricerche  Ancona   Bari   Bergamo 
  Bologna  Brescia   Brindisi   Cremona   Firenze   Genova   Mantova   Milano   Modena   Monza   Napoli   Novara   Padova   Palermo   Parma    Pavia    Pescara  
  Piacenza   Prato   Reggio Emilia   Roma   Fori della Romagna   Rovigo   Salerno   S.M.Capua Vetere   Torino   Treviso   Udine   Varese   Venezia   Verona   Vicenza


 i Codici

 Civile

 Societario

 Condominio

 Amm. Sostegno


 Proc. Civile

 Proc. Societario

 Mediazione

 Negoziazione Ass.

 Arbitrato


 Fallimentare Giurisp.

 Fallimentare Ragion.

 Crisi e Insolvenza

 Crisi Bancarie Rag.

 Sovraindebitamento

 Amm. Straord.


 Bancario

 Testo Un. Bancario

 Risoluzione, Bail-in

 Finanziario

 Testo Un. Finanza


 Voluntary Disclosure

 Voluntary Rassegna


 Donazioni

 Invio decisioni

 Citazioni


 C.Cassazione

 C.Costituzionale

 Gazzetta Uff.

 Leggi UE

 Banca d'Italia

 Consob

Ultime novità pubblicate
  Merito  -  Legittimitą

Archivi
Amministrativo
Articoli
Tutte le decisioni di Merito
Tutte le decisioni di Legittimitą

(chiudi)


Diritto Civile - Merito, le ultime 10 novitą
(in ordine di data di pubblicazione su questo sito)


Risoluzione di diritto del contratto d’appalto e consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite

Consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite – Intervenuta risoluzione di diritto del contratto d’appalto – Inammissibilità

Se il contratto d’appalto è stato risolto ex art. 1454 c.c. dopo che una parte del corrispettivo è già stata versata dal committente all’appaltatore, è inammissibile il ricorso ex art. 696-bis c.p.c. con il quale quest’ultimo, ritenendo di aver diritto ad ulteriori pagamenti, chieda di nominare un CTU per accertare entità e costo delle opere, da capitolato ed extra capitolato, asseritamente realizzate. (Daniele Griffini) (riproduzione riservata) Tribunale Cagliari 22 settembre 2020.




Legittimazione del soggetto locatore non proprietario dell’immobile a concedere in locazione a terzi il bene

Legittimazione del soggetto locatore non proprietario dell’immobile a concedere in locazione a terzi il bene – Conseguente rigetto dell’opposizione agli atti esecutivi proposta dalla parte procedente

Il contratto di locazione di immobile può essere legittimamente stipulato anche con soggetto locatore non proprietario del cespite, con conseguente diritto dello stesso a percepirne le relative controprestazioni.

Pertanto, quest’ultimo deve soddisfare il diritto del conduttore a godere pacificamente dell’immobile, in caso contrario, risulta inadempiente per una delle sue principali obbligazioni (art.1575 c.c.), quindi, risponderà dei danni eventualmente scaturenti. (Augusto Mollo) (riproduzione riservata)
Tribunale Roma 17 aprile 2020.




Garante del mercato, comunicato stampa on-line e lesione all’immagine e reputazione professionale di operatore commerciale

Autorità pubblica – Comunicato stampa on-line – Lesione all’immagine e reputazione professionale operatore commerciale – Requisiti – Sussistenza

In tema di diffamazione a mezzo stampa, il giornalista può operare accostamenti tra notizie vere, a condizione che esse non producano un ulteriore significato che trascenda la notizia stessa, acquisendo, in tal caso, autonoma valenza lesiva. Nel caso di specie proprio la circostanza che il comunicato stampa oggetto della domanda cautelare atipica, promanante da una Autorità pubblica (nella fattispecie l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato), non contenga alcun riferimento ad altri noti marchi interessati alla grande distribuzione, induce, inevitabilmente, il lettore a ritenere che l’indagine [meramente] conoscitiva sia stata avviata in ordine a quegli operatori commerciali per i quali siano [già] emersi degli elementi indiziari di pratiche speculative. (Raimondo Iusto) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli Nord 11 settembre 2020.




Conclusione di un contratto in ipotesi di clausole incomplete

Contratto - Conclusione - Clausola - Incompletezza - Interpretazione - Responsabilità contrattuale - Esclusione

Nell’ipotesi di contratto d’appalto stipulato per l’esecuzione di una commessa di particolare rilevanza ed entità, la presenza di clausole in cui gli elementi di contenuto effettivo non sono indicati, ma anzi lasciati in bianco e da completare, porta a ritenere che tali clausole siano rilevanti e lo spazio vuoto rappresenti l’assenza di un già raggiunto accordo sul contenuto, con la conseguenza che il contratto non può dirsi concluso. (Francesca Maggioni) (riproduzione riservata) Tribunale Padova 05 novembre 2019.




Covid-19, locazione ad uso commerciale e sfratto per morosità

Locazione ad uso commerciale – Sfratto per morosità – Pagamento di alcuni canoni dopo l’intimazione – Mancato pagamento dei canoni per il periodo in cui è stata disposta la chiusura temporanea dell’attività per il Covid-19 – Ordinanza di rilascio – Rigetto

Costituisce grave motivo ostativo all’emanazione dell’ordinanza di rilascio il rilievo della pandemia da Covid-19 e della conseguente crisi economica sociale, laddove il conduttore intimato abbia corrisposto parte dei canoni intimati dopo la notifica dell’atto introduttivo, rimanendo moroso per altre mensilità in parte coincidenti con il periodo di tempo nel quale è stata disposta la chiusura di molte attività economiche. (Sabino Rascio) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli 15 luglio 2020.




La Corte di giustizia annulla il Privacy Shield che disciplina il trasferimento di dati personali tra UE ed USA

Rinvio pregiudiziale – Tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali – Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea – Articoli 7, 8 e 47 – Regolamento (UE) 2016/679 – Articolo 2, paragrafo 2 – Ambito di applicazione – Trasferimento a fini commerciali di dati personali verso paesi terzi – Articolo 45 – Decisione di adeguatezza della Commissione – Articolo 46 – Trasferimento soggetto a garanzie adeguate – Articolo 58 – Poteri delle autorità di controllo – Trattamento da parte delle pubbliche autorità di un paese terzo, a fini di sicurezza nazionale, dei dati trasferiti – Valutazione dell’adeguatezza del livello di protezione garantito in un paese terzo – Decisione 2010/87/UE – Clausole tipo di protezione per il trasferimento di dati personali verso paesi terzi – Garanzie appropriate offerte dal titolare del trattamento – Validità – Decisione di esecuzione (UE) 2016/1250 – Adeguatezza della protezione garantita dallo scudo Unione europea-Stati Uniti per la privacy – Validità – Denuncia di una persona fisica i cui dati sono stati trasferiti dall’Unione europea verso gli Stati Uniti

1) L’articolo 2, paragrafi 1 e 2, del regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (regolamento generale sulla protezione dei dati), deve essere interpretato nel senso che rientra nell’ambito di applicazione di tale regolamento un trasferimento di dati personali effettuato a fini commerciali da un operatore economico stabilito in uno Stato membro verso un altro operatore economico stabilito in un paese terzo, nonostante il fatto che, durante o in seguito a tale trasferimento, i suddetti dati possano essere sottoposti a trattamento da parte delle autorità del paese terzo considerato a fini di sicurezza pubblica, di difesa e sicurezza dello Stato.
2) L’articolo 46, paragrafo 1, e l’articolo 46, paragrafo 2, lettera c), del regolamento 2016/679 devono essere interpretati nel senso che le garanzie adeguate, i diritti azionabili e i mezzi di ricorso effettivi richiesti da tali disposizioni devono garantire che i diritti delle persone i cui dati personali sono trasferiti verso un paese terzo sul fondamento di clausole tipo di protezione dei dati godano di un livello di protezione sostanzialmente equivalente a quello garantito all’interno dell’Unione da tale regolamento, letto alla luce della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. A tal fine, la valutazione del livello di protezione garantito nel contesto di un trasferimento siffatto deve, in particolare, prendere in considerazione tanto le clausole contrattuali convenute tra il titolare del trattamento o il responsabile del trattamento stabiliti nell’Unione e il destinatario del trasferimento stabilito nel paese terzo interessato quanto, per quel che riguarda un eventuale accesso delle autorità pubbliche di tale paese terzo ai dati personali così trasferiti, gli elementi rilevanti del sistema giuridico di quest’ultimo, in particolare quelli enunciati all’articolo 45, paragrafo 2, di detto regolamento.
3) L’articolo 58, paragrafo 2, lettere f) e j), del regolamento 2016/679 deve essere interpretato nel senso che, a meno che esista una decisione di adeguatezza validamente adottata dalla Commissione europea, l’autorità di controllo competente è tenuta a sospendere o a vietare un trasferimento di dati verso un paese terzo effettuato sulla base di clausole tipo di protezione dei dati adottate dalla Commissione, qualora detta autorità di controllo ritenga, alla luce del complesso delle circostanze proprie di tale trasferimento, che le suddette clausole non siano o non possano essere rispettate in tale paese terzo e che la protezione dei dati trasferiti richiesta dal diritto dell’Unione, segnatamente dagli articoli 45 e 46 di tale regolamento e dalla Carta dei diritti fondamentali, non possa essere garantita con altri mezzi, ove il titolare del trattamento o il responsabile del trattamento stabiliti nell’Unione non abbiano essi stessi sospeso il trasferimento o messo fine a quest’ultimo.
4) Dall’esame della decisione 2010/87/UE della Commissione, del 5 febbraio 2010, relativa alle clausole contrattuali tipo per il trasferimento di dati personali a incaricati del trattamento stabiliti in paesi terzi a norma della direttiva 95/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, come modificata dalla decisione di esecuzione (UE) 2016/2297 della Commissione, del 16 dicembre 2016, alla luce degli articoli 7, 8 e 47 della Carta dei diritti fondamentali non è emerso alcun elemento idoneo ad inficiarne la validità.
5) La decisione di esecuzione (UE) 2016/1250 della Commissione, del 12 luglio 2016, a norma della direttiva 95/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, sull’adeguatezza della protezione offerta dal regime dello scudo UE-USA per la privacy, è invalida. (Andrea Antognini) (riproduzione riservata)
Corte Giustizia UE 16 luglio 2020.




Il comunicato stampa dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato può ledere il diritto all’onore ed alla reputazione

Autorità pubblica – Comunicato stampa – Lesione all’onore e reputazione – Competenza A.G.O. – Sussistenza

Autorità pubblica – Comunicato stampa on-line – Lesione all’immagine e reputazione professionale operatore commerciale – Ricorso ex art. 700 c.p.c. – Requisiti – Sussistenza

Il mero comunicato stampa di una Autorità pubblica, nella fattispecie l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, è riconducibile nell’alveo dei comportamenti posti in essere in assenza di esercizio di potere amministrativo ed a fronte del quale, in astratto, il privato vanta un diritto soggettivo all’onore ed alla reputazione, il cui referente normativo si rinviene nell’art. 2 della Costituzione e la cui violazione è fonte di risarcimento del danno. (Raimondo Iusto) (riproduzione riservata)

Il comunicato stampa oggetto della domanda cautelare atipica appare corretto e legittimo nella parte in cui si limita ad informare sull’avvio dell’attività pre-istruttoria condotta dall’Autorità per accertare l’esistenza di pratiche speculative ma, al contrario, l’accostamento della predetta notizia agli operatori commerciali ivi indicati – tra cui la ricorrente –, in uno al contesto comunicativo appare sostanzialmente immotivato e certamente idoneo a ledere l’immagine e la reputazione della società ricorrente inducendo i consumatori – e non solo – a ritenere che a carico della società ricorrente siano state già accertate o, quantomeno segnalate, pratiche commerciali scorrette (Nella fattispecie il comunicato stampa concerneva la semplice richiesta, durante il lockdown, di informazioni a numerosi operatori della GDO per acquisire dati sull’andamento dei prezzi di vendita al dettaglio e dei prezzi di acquisto all’ingrosso di generi alimentari di prima necessità al fine di individuare eventuali fenomeni di sfruttamento dell’emergenza sanitaria a base dell’aumento di tali prezzi rispetto a quelli correnti nei mesi precedenti differenziati a livello provinciale: i maggiori aumenti si sarebbero riscontrati in aree non interessate da “zone rosse” o da misure rafforzate di contenimento della mobilità, per cui l’Autorità riteneva di non poter escludere che tali maggiori aumenti potessero esser dovuti anche a fenomeni speculativi). (Raimondo Iusto) (riproduzione riservata)

Quanto al requisito del periculum che la condotta illecita – consistita nella pubblicazione del suddetto comunicato stampa – possa offendere diritti della persona della società ricorrente indubbiamente è difficile, nel caso di specie, ritenere che lo stesso non appaia sussistente in re ipsa attesa la rilevanza del soggetto giuridico quale operatore commerciale, la diffusione del marchio almeno su scala regionale, la circostanza, non contestata dalla resistente, che il comunicato della Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato è stato poi ripreso da diversi organi di informazione che ne hanno aumentato l’efficacia lesiva. Inoltre, deve anche tenersi conto della circostanza che, nel futuro giudizio di merito, la determinazione dei danni effettivamente subiti dalla ricorrente, sia sul piano direttamente patrimoniale che all’immagine e alla propria reputazione, sarebbe oggettivamente complessa e di difficile liquidazione sicché è forte il rischio che la tutela risarcitoria non sia in grado di riparare effettivamente e concretamente i pregiudizi subiti dalla società ricorrente per effetto della condotta illecita sopra descritta. (Raimondo Iusto) (riproduzione riservata)
Tribunale Napoli Nord 30 luglio 2020.




Covid-19 e pregiudizio imminente ed irreparabile di cui all’art. 700 c.p.c.

Covid-19 – Ricorso ex art. 700 c.p.c. – Pregiudizio imminente ed irreparabile – Esclusione

La pandemia da Covid-19 non può, di per sé, integrare i presupposti del pregiudizio imminente ed irreparabile richiesto per l’emanazione del provvedimento d’urgenza di cui all’ art. 700 c.p.c. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Lucca 06 luglio 2020.




Natura della responsabilità della P.A. per danni cagionati da fauna selvatica

Danni cagionati da fauna selvatica – Responsabilità della P.A. – Non configurabilità responsabilità ex articolo 2052 c.c. – Configurabilità responsabilità ex articolo 2043 c.c. – Valutazione nel caso concreto di quale ente aveva i poteri di amministrazione e gestione

Danni cagionati da fauna selvatica – Responsabilità della P.A. ex articolo 2043 c.c

Normativa regionale Emilia Romagna – Funzioni di gestione e amministrazione in capo alla Regione – Responsabilità della regione e non delle Province – Decorrenza 1/1/2016

La responsabilità per i danni provocati da animali selvatici alla circolazione dei veicoli deve essere imputata non già ex art. 2052 c.c., essendo lo stato di libertà della selvaggina incompatibile con l’obbligo di custodia; bensì ex art. 2043 c.c., valutando se nel caso concreto vi sia stata la violazione di un precetto che imponeva alla PA di tenere una determinata condotta di cautela, all’ente, sia esso Regione, Provincia, Ente Parco, Federazione o Associazione, ecc., a cui siano stati concretamente affidati i poteri di amministrazione del territorio e di gestione della fauna ivi insediata, sia che i poteri di gestione derivino dalla legge, sia che trovino la fonte in una delega o concessione di altro ente.
La normativa regionale dell’Emilia Romagna prevede che dal 1/1/2016 le funzioni di gestione e amministrazione della fauna selvatica siano in capo alla Regione Emilia Romagna, non già alle Province. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Reggio Emilia 30 giugno 2020.




Il carattere di sepolcro gentilizio o familiare si presume in mancanza di contraria volontà del fondatore

Ius sepulchri – Sepolcro gentilizio o familiare – Sepolcro ereditario – Distinzione – Presunzione di natura gentilizia

Il diritto di sepolcro, ossia il diritto alla tumulazione in un determinato luogo, nel caso di sepolcro ereditario, spetta, in base a trasferimenti inter vivos o mortis causa, anche a soggetti estranei alla famiglia; mentre, nel caso di sepolcro gentilizio o familiare (noto anche come sepolcro iure sanguinis), tale essendo costituito dalla volontà del fondatore, il diritto spetta ai soli familiari, i quali lo acquistano iure proprio sin dal momento della nascita. La natura gentilizia o familiare del sepolcro si presume in mancanza di contraria volontà del fondatore. (Marta Gilli) (riproduzione riservata) Tribunale Ivrea 30 giugno 2020.



Widgets Magazine




         IL CASO.it
 

 

 

 

Codici e Massimari

Codice civile

Codice proc. civile

Crisi e Insolvenza

Diritto finanziario

Diritto societario

Arbitrato

Condominio

Amm. Sostegno

Sovraindebitamento

Amm. Straordinara

Finanziario

Bancario


Siti correlati

Corte di Cassazione

Corte Costituzionale

Gazzetta Ufficiale

Leggi UE

Banca D'Italia

Consob


Anteprima

news.ilcaso.it


Materie

Deontologia

Tributario


Direttore responsabile

Dott.ssa Paola Castagnoli

Riviste

Crisi d'Impresa

Famiglia e Minori

Penale Impresa

Medico e Responsabilitą

Internet & Technology


Cittą Top view

Milano

Torino

Roma

Napoli

Monza

Reggio Emilia

Padova

Verona

Firenze

Treviso

Venezia

Bari

Bologna

Brescia

Prato

Fori della Romagna


In libreria

Libri


Come inviare articoli
e sentenze

Norme redazionali

Corte di Cassazione

Sezioni Unite Civili

 

Ricerca documenti

Ricerca


Tutti gli archivi

Diritto Fallimentare

Diritto Finanziario

Diritto Bancario

Procedura Civile

Diritto Societario
   e registro imprese

Leasing

Diritto Civile

Famiglia e Minori

Persone e misure
   di protezione


Vendite competitive

Prossime vendite


Convegni

Prossimi convegni




Cookie e Dati personali

Cookie Policy
Informativa trattamento dati personali