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Diritto Civile - Merito, le ultime 10 novitÓ
(in ordine di data di pubblicazione su questo sito)


Cessione di crediti in blocco: ammissibile la prova della cessione mediante testimonianze o presunzioni

Contratto di cessione di crediti in blocco – Dimostrazione della sua esistenza mediante testimonianze o presunzioni – Ammissibilità

Poiché secondo la giurisprudenza di legittimità “Il contratto di cessione di crediti in blocco non risulta soggetto a forme sacramentali o comunque particolari al fine specifico della sua validità” (Cass. 28/2/2020 n. 5617), la prova della cessione può essere fornita con ogni mezzo e quindi anche mediante testimonianze o presunzioni. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Verona 14 novembre 2020.




Legittimazione attiva al ricorso monitorio e prova della cessione di crediti in blocco

Cessione di crediti in blocco – Ricorso per decreto ingiuntivo – Legittimazione attiva e passiva

A seguito di ricorso monitorio proposto da un soggetto qualificatosi come mandatario del creditore, il decreto ingiuntivo va emesso nei confronti del primo e non del secondo e in caso contrario, qualora venga proposta opposizione fondata sulla discrepanza tra soggetto ricorrente e soggetto beneficiario del provvedimento, va revocato in quanto emesso nei confronti di un soggetto non legittimato attivamente. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Verona 14 novembre 2020.




Per l’applicabilità del foro del consumatore, non rileva la natura del contratto, autonomo o accessorio, bensì la qualificazione del garante come 'consumatore'

Foro del consumatore - Natura del contratto - Irrilevanza - Qualificazione del garante come “consumatore”

Ciò che è determinante, per l’applicabilità del foro del consumatore, non è la natura del contratto, autonomo o accessorio, ma è la qualificazione del garante come “consumatore”, secondo il criterio oggettivo stabilito dall’art. 2, lettera b), Direttiva 93/13 e dal decreto legislativo (art. 33.2 lettera u d.lgs. 206/2005).

È dunque in capo alle parti del contratto di garanzia o di fideiussione che deve essere valutata la qualità in cui queste abbiano agito.

[Nel caso di specie, è stata negata la qualità di consumatore – perché non aveva agito per scopi estranei alla sua attività professionale - a chi, al momento della stipula della polizza fideiussoria, era detentore di significative quote sociali e rivestito cariche di amministrazione della società garantita.] (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Appello Milano 14 settembre 2020.




Assicurazione vita e diritto ad ottenere copia della polizza

Assicurazione vita - Polizze “dormienti” - Consegna di copia - Decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo - Ammissibilità

In caso di inerzia della compagnia assicurativa, è ammissibile il ricorso al procedimento monitorio per l’ottenimento di copia della polizza vita, con riferimento all’obbligo comportamentale previsto dall’art.183, n.1, lett. a) del D.lgs. 7 settembre 2005, n.209 ed a quello di fonte secondaria di cui all’art.7 del Regolamento IVASS, n.41 del 2 agosto 2018, di evasione delle richieste documentali dell’assicurato nel termine massimo di giorni venti dalla loro ricezione; sussiste il periculum legittimante la concessione della provvisoria esecuzione ex art. 642 cod.proc.civ. (Roberto Cianci) (riproduzione riservata) Tribunale Udine 23 ottobre 2020.




Ripetibilità dell'addizionale sulle accise applicate sulla fornitura dell’energia elettrica

Azione di ripetizione della addizionale sulla accisa applicata ai corrispettivi per la fornitura di energia elettrica ex art. 6 comma 2 D.L. 511/1988 - Giurisdizione dell’AGO nei rapporti tra cliente finale e fornitore - Sussistenza

Legittimità della predetta addizionale - Assenza di una finalità specifica - Violazione del diritto eurounitario - Sussistenza

Azione di ripetizione dal fornitore alla Amministrazione finanziaria - Giurisdizione del Giudice Tributario - Sussistenza

Necessità per il fornitore di ottenere una sentenza sfavorevole contro il consumatore finale per ottenere il rimborso ex art. 14 TUA in relazione all’art 56 TUA dall’Amministrazione - Sussistenza

Quando il cliente finale agisca in ripetizione contro il proprio fornitore per ottenere la restituzione della addizionale sulla accisa applicata alla fornitura della corrente elettrica  sussiste la giurisdizione del giudice ordinario.

Come statuito dalla Corte di Giustizia e dalla Corte di Cassazione è illegittima l'addizionale prevista dall'art. 6 comma 2 della L. 511/1988 in assenza di una finalità specifica di tale addizionale e che si risolva quindi in una imposta destinata ad alimentare la fiscalità generale indistinta.

Diversamente dalla domanda rivolta dal cliente al fornitore, la domanda di rimborso rivolta dal fornitore all'Amministrazione finanziaria finalizzata ad essere rimborsato di quanto restituito al cliente a seguito di soccombenza appartiene alla cognizione del giudice tributario.

Al fine di ottenere il rimborso di quanto restituito al cliente finale, il fornitore, prima di poter richiedere il rimborso ai sensi dell'art. 14 TUA in relazione all'art. 56 TUA all'Amministrazione finanziaria, deve previamente risultare soccombente nel giudizio azionato dal cliente. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Mantova 16 dicembre 2020.




Appalti pubblici, proroga tecnica, durata massima sei mesi e prestazioni successive indennizzabili per ingiustificato arricchimento

Appalti pubblici – Proroga tecnica – Durata massima sei mesi – Prestazioni successive indennizzabili per ingiustificato arricchimento – Depauperamento nei limiti dei soli costi e non nei profitti – Interessi commerciali ex 231/2002 – Obbligazione indennitaria – Non applicabile

La certificazione di regolare esecuzione di appalti pubblici è atto equipollente all’avvenuto collaudo ex art. 102, n. 2 del d. lgs. 50/2016, nonché atipicamente disciplinata dal previgente art. 120 del d. lgs. 163/2006.

Le attività svolte in assenza di contratto valido ed efficace, dopo la scadenza del contratto medesimo seguono il regime giuridico, ratione temporis (per i contratti precedenti il nuovo Codice degli Appalti), dell’art. 23, comma 3, della l. 18 aprile 2005, n. 62 (ora ripreso dall’art. 106, comma 11, del d. lgs. 50/2016, Codice degli Appalti), il quale dispone la possibilità della proroga solo per il tempo strettamente necessario alla stipula del nuovo contratto di affidamento e comunque per un tempo non superiore a mesi sei.

Decorso il termine di proroga tecnica le attività sono solo indennizzabili per ingiustificato arricchimento.

Con riferimento al calcolo dell’indennizzo ex art. 2041 c.c. del depauperato in materia di appalti pubblici, esso deve misurarsi sui soli costi sopportati dall’appaltatore e non anche sui mancati profitti, che contribuiscono a determinare invece il corrispettivo della prestazione, come anche costante in giurisprudenza. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Napoli 10 aprile 2020.




La nullità delle fideiussioni ABI si estende a tutta la situazione anche successiva al negozio originario

Fideiussione – Clausole schema ABI – Violazione di normativa antitrust – Nullità totale del negozio – Sussistenza

Le fideiussioni contenenti clausole riproduttive degli articoli 2, 6 e 8 dello schema contrattuale predisposto dall'ABI per la fideiussione a garanzia delle operazioni bancarie devono ritenersi affette da nullità totale ai sensi dell’art. 1418 c.c., per violazione della norma imperativa di cui all'art. 2 della L. n. 287 del 1990, la quale non riguarda esclusivamente il negozio giuridico originario postosi all'origine della successiva sequenza comportamentale, ma si estende a tutta la più complessiva situazione anche successiva al negozio originario, la quale - in quanto tale - realizza un ostacolo alla concorrenza e costituisce concretizzazione delle intese a monte, violative del citato art. 2 della normativa antitrust. (Francesco Dimundo) (riproduzione riservata) Tribunale Terni 20 novembre 2020.




Il divieto di intese impeditive o restrittive della concorrenza non ha come destinatari soltanto gli imprenditori

Art. 2 l. 287/1990 – Divieto di intese impeditive o restrittive della concorrenza – Destinazione del divieto ai soli soggetti imprenditori – Esclusione

L'art. 2 della legge n. 287 del 1990 (c.d. legge "antitrust"), allorché dispone che siano nulle ad ogni effetto le "intese" fra imprese che abbiano ad oggetto o per effetto di impedire, restringere o falsare in modo consistente il gioco della concorrenza all'interno del mercato nazionale o in una sua parte rilevante, detta norme a tutela della libertà di concorrenza aventi come destinatari non soltanto gli imprenditori, ma anche gli altri soggetti del mercato. (Francesco Dimundo) (riproduzione riservata) Tribunale Terni 20 novembre 2020.




Coronavirus, cancellazione del volo e compensazione pecuniaria: traduzione di una sentenza dell’Amtsgericht K÷ln

COVID-19 - Generico richiamo alla pandemia - Nesso di causalità tra la cancellazione del volo e circostanze eccezionali - Esclusione

Con sentenza pronunciata dall’Amtsgericht Köln il 30 ottobre 2020, e di cui qui propongo la mia personale traduzione, il giudice tedesco ha ritenuto che il generico richiamo alla pandemia di COVID-19 non sia sufficiente per stabilire un nesso di causalità tra la cancellazione del volo e le circostanze eccezionali di cui all’art. 5, par. 3, Reg. (CE) n. 261/2004. (Ennio Piovesani) (riproduzione riservata) Amtsgericht K÷ln 30 ottobre 2020.




Servizio di assistenza fiscale, perdita di agevolazioni fiscali da parte del contribuente e responsabilità contrattuale del CAF

Servizio di assistenza fiscale – Detrazioni di imposta – Rilascio visto di conformità ‘leggero’ – Verifica solo formale – Esclusione

Detrazioni per lavori di risparmio energetico – Predisposizione comunicazione ENEA – Obbligo del CAF – Esclusione – Omesso riscontro documentazione mancante – Violazione art. 1706 c.c.

Responsabile dell’Assistenza Fiscale (R.A.F.) – Obbligo di preventiva visione dei documenti consegnati dal contribuente – Durata – Solo prima annualità di imposta – Esclusione

Completezza documenti – Omesso controllo – Danno da perdita delle agevolazioni fiscali Tipologia – Nesso causale – Verifica controfattuale

L’intermediario abilitato a rilasciare il visto di conformità (CAF), è tenuto non solo ad una mera verifica formale della corrispondenza dei dati alle risultanze della documentazione presentata dal contribuente/cliente, ma specificamente a controllare l’esistenza stessa dei documenti richiesti dalla normativa tributaria per fruire di oneri deducibili e detrazioni di imposta.

In materia di detrazioni per lavori finalizzati al risparmio energetico (c.d. eco bonus) non è compito del CAF predisporre la comunicazione all’ENEA; ma ciò non toglie che il soggetto incaricato di svolgere il servizio di assistenza fiscale, quale professionista diligente, debba controllare ed eventualmente riscontrare ex art. 1706 c.c. l’incompletezza della documentazione necessaria per apporre il visto di conformità, consentendo al contribuente di avere contezza di tale mancanza ed ovviarvi, anziché fare affidamento sulla certificazione di conformità impropriamente rilasciata.

Il Responsabile dell’Assistenza Fiscale (R.A.F.) è competente a verificare la conformità del contenuto della dichiarazione dei redditi alla documentazione consegnata dal contribuente e ciò presuppone necessariamente che di tale documentazione il professionista abbia preso visione, non solo nella prima annualità di imposta in cui le somme vengono inserite nella dichiarazione dei redditi ‘vistata’ (mod. 730); ma anche in quelle successive.

In caso di omessa verifica da parte del CAF dell’esistenza di documenti necessari a fruire di detrazioni di imposta, il contribuente deve essere risarcito per il beneficio perduto; le sanzioni e gli interessi corrisposti all’erario e per le spese affrontate (parcella del secondo professionista) per sanare le irregolarità, qualora dimostri, attraverso la verifica controfattuale, che in caso di diligente adempimento del convenuto, egli avrebbe potuto (più probabile che non) accedere alla detrazione fiscale. (Corrado Pinna) (riproduzione riservata)
Tribunale Torino 05 ottobre 2020.



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