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Diritto Civile - Merito, le ultime 10 novitą
(in ordine di data di pubblicazione su questo sito)


L’epidemia quale causa di forza maggiore che giustifica il recesso dal contratto di viaggio

Epidemia - SARS - Causa di forza maggiore - Recesso dal contratto di viaggio - Diritto al rimborso integrale del prezzo corrisposto

La SARS è un’epidemia e dunque una causa di forza maggiore che giustifica il recesso dal contratto di viaggio “tutto compreso” (nella specie in Cina) e il diritto al rimborso integrale del prezzo corrisposto. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Amburgo 09 novembre 2004.




Legittimazione attiva del cessionario di credito bancario

Cessione di credito bancario - Legittimazione del presunto cessionario - Prova

In tema di legittimazione attiva del presunto cessionario di un credito bancario per il quale si sia agito in via monitoria, la mera produzione dell’avviso di cessione del credito pubblicato in Gazzetta Ufficiale da parte del presunto cessionario è formalità che, come chiarito dalla Cassazione civile con le sentenze n. 22268/2018 e n. 2780/2019, non risulta sufficiente a dimostrare la prova della cessione ed il contenuto del contratto.

Conseguentemente, in difetto di produzione del contratto di cessione, deve essere sospesa la provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo. (Federico Gambini) (Luca Zamagni) (riproduzione riservata)
Tribunale Rimini 27 febbraio 2020.




Natura della garanzia con clausole ‘a prima richiesta’, ‘a semplice richiesta’ o ‘senza eccezioni’

Garanzia – Clausola “a prima richiesta”, “a semplice richiesta” o “senza eccezioni” – Natura di contratto autonomo di garanzia

La garanzia che contiene la clausola con cui il garante si impegna al pagamento di quanto richiesto “a prima richiesta”, “a semplice richiesta” o “senza eccezioni” ha natura di contratto autonomo di garanzia, salvo che dal contesto contrattuale risulti una diversa volontà delle parti. (Carmine Volpe) (riproduzione riservata) Tribunale Salerno 05 marzo 2020.




Responsabilità della compagnia di assicurazioni e della banca per l’invio a mezzo posta degli assegni di traenza

Responsabilità concorsuale tra compagnia assicurativa e banca negoziatrice – Assegno di traenza inviato tramite posta – Incasso da soggetti non legittimati – Concorso del fatto colposo del creditore

In sede di accertamento della responsabilità della banca negoziatrice, per l’incasso di assegni di traenza da soggetti a ciò non legittimati, vi è concorso di colpa ex art. 1227 c.c. nel comportamento imprudente della compagnia assicurativa che, pur conoscendo il rischio che siano commessi illeciti con gli assegni di traenza, in quanto fenomeno non nuovo e ben noto agli operatori del settore, continui ad inviare via posta ordinaria gli assegni, invece di prediligere altre forme di pagamento o consegna dell’assegno. (Maria Maddalena Giungato) (riproduzione riservata) Tribunale Roma 24 febbraio 2020.




Effetto interruttivo della prescrizione istantaneo e non permanente quando la procedura esecutiva si arresta per causa ascrivibile al creditore procedente

Opposizione all’esecuzione – Eccezione di prescrizione – Effetto istantaneo della prescrizione – Richiesta di sospensiva – Ammissibilità

Nel caso in cui venga sollevata l’eccezione di prescrizione delle somme, portate da un contratto di mutuo ipotecario, e la banca deduce l’effetto interruttivo della prescrizione, perché in danno ai debitori esecutati era pendente un'altra procedura di espropriazione immobiliare, l’effetto interruttivo della prescrizione è da considerarsi istantaneo e non permanente, se la procedura esecutiva si è arrestata per un comportamento ascrivibile al creditore procedente.

L’eccezione di prescrizione, giustifica l’accoglimento della richiesta di sospensione dell’efficacia esecutiva del contratto di mutuo ipotecario. (Antonio De Piano) (riproduzione riservata)
Tribunale Napoli Nord 20 febbraio 2020.




Impugnazione di testamento olografo per incapacità fisica del testatore e ordine di esibizione della cartella clinica

Impugnazione di testamento olografo per incapacità fisica del testatore a redigere la scheda testamentaria – Principio di non contestazione ex art. 115 c.p.c. – Inidoneità delle risultanze dell'elaborato peritale a pervenire ad un corretto giudizio tecnico di riferibilità della scheda testamentaria alla de cuius – Rigetto dell'ordine di esibizione ex art. 210 c.p.c.

La parte che contesti l'autenticità del testamento olografo deve proporre domanda di accertamento negativo della provenienza della scrittura, gravando su di essa l'onere della relativa prova, secondo i principi generali dettati in tema di accertamento negativo.

E’ onere dell'attore dimostrare la falsità del testamento impugnato, ovvero l’incapacità di intendere e volere del de cuius al momento della redazione del testamento olografo; tale onere non può ritenersi assolto laddove si produca una sola scrittura di comparazione, costituita da atto pubblico, peraltro recante una sola sottoscrizione del de cuius, redatto oltre 27 anni prima della redazione del testamento per cui è causa.
 
La consulenza tecnica grafica d’ufficio, al fine di pervenire ad un corretto giudizio tecnico di riferibilità o meno alla de cuius della scrittura del testamento, necessita, infatti, del rigoroso rispetto del protocollo di indagine, il quale prevede che le scritture comparative debbano essere: i) coeve, ossia temporalmente prossime alla scrittura da esaminare; ii) omogenee, ossia della stessa tipologia; iii) di numero sufficiente.

Non può essere accolta la richiesta di emissione di ordine di esibizione ex art. 210 c.p.c.  della cartella clinica attestante eventuali patologie dalle quali era affetta la de cuius, attesa l'inerzia di parte istante nel periodo precedente il giudizio, e comunque entro i termini di cui all'art. 183, comma VI c.p.c. nei confronti dell’azienda sanitaria. (Luca Basciani) (riproduzione riservata)
Tribunale Pescara 25 ottobre 2019.




Contratto di trasporto di cose e mancanza di spiegazioni da parte del vettore in merito alle circostanze dello smarrimento della merce

Contratto di trasporto di cose – Calcolo del danno in caso di perdita o di avaria – Mancanza di spiegazioni da parte del vettore in merito alle circostanze dello smarrimento della merce – Colpa grave del vettore – Sussistenza – Limitazione di responsabilità ex art. 1696 c.c. – Inapplicabilità

Sussiste comportamento gravemente colposo del vettore, ai sensi e per gli effetti di cui all’art.1696, comma 4 c.c., qualora il vettore stesso non fornisca alcuna spiegazione circa la perdita dei beni oggetto del trasporto. (Fabrizio Gioffredi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano 23 gennaio 2019.




Legittimazione attiva della banca cessionaria per risarcimento danni cagionati dal professionista nel rapporto con il cedente

Legittimazione attiva – Cessione di ramo d’azienda – Risarcimento danni per responsabilità professionale – Contratto a favore di terzi

La banca cessionaria nella cessione di ramo di azienda comprendente un contratto di mutuo è legittimata ad agire nei confronti del professionista per il risarcimento del danno patrimoniale subito in conseguenza del comportamento negligente tenuto dal perito dell’immobile sul quale viene iscritta ipoteca a garanzia del mutuo stesso.

Trova applicazione la disciplina del contratto a favore di terzi anche in assenza di un’espressa dichiarazione delle parti, qualora si evinca dalla volontà negoziale delle parti contraenti di voler attribuire al terzo la prestazione oggetto dell’accordo. (Enrico Scoccini) (riproduzione riservata)
Tribunale Roma 27 gennaio 2020.




La decorrenza degli effetti della risoluzione conseguente a diffida ad adempiere non è nella disponibilità del creditore

Titoletti (cd.neretti): diffida ad adempiere – Operatività ex lege – Effetto risolutivo – Modificabilità – Interesse – Creditore – Indisponibilità

Il creditore che ha assegnato al debitore il termine per l’adempimento mediante diffida ad adempiere non può modificare la data dell’effetto risolutivo del contratto, che si produce automaticamente trascorso il termine ivi indicato. Difatti, se pur l’istituto della diffida ad adempiere realizza il fine di soddisfare l’interesse del creditore a fronte dell’inadempimento del debitore, non può tuttavia rappresentare uno strumento di alterazione della certezza contrattuale posta a tutela di entrambi i contraenti, stante la natura essenziale e perentoria del termine intimato con la diffida. (Laura Rizzi) (riproduzione riservata) Tribunale Como 29 gennaio 2020.




Il giudicato, la modifica della domanda e l’applicazione degli artt. 1337 e 1440 c.c.

Giudicato – Principio del dedotto e deducibile

Processo civile – Modifica della domanda – Tardività dell’eccezione – Petitum e causa petendi

Obblighi di informazione – Buona fede e correttezza – Obblighi nei confronti di soggetto terzo estraneo all’accordo

Per poter operare la preclusione imposta dal giudicato, la questione per la quale si solleva l’eccezione deve essere stata oggetto di specifico accertamento da parte del primo giudice che ha emesso la sentenza passata in giudicato. Non è dunque a tal fine sufficiente l’esame incidenter tantum, non potendosi ricomprendere all’interno del concetto di “deducibile” qualsiasi questione che abbia una qualche assonanza con lo stretto oggetto del giudicato.

La parte ha la possibilità di specificare la propria domanda in sede di prima memoria ex art 183, comma 6 c.p.c., fermo restando che la modifica della domanda non comporti un eccessivo allungamento dei tempi del processo o una lesione del diritto di difesa della controparte purché sussista una connessione tra la nuova domanda così formulata e la vicenda sostanziale dedotta in giudizio.

Nel diritto delle obbligazioni la tutela garantita dagli artt. 1337 e 1440 c.c. opera nei confronti dei soli soggetti che stanno trattando la conclusione dell’accordo e non anche nei confronti di un soggetto terzo estraneo al medesimo rapporto.

In conseguenza di ciò, il generale principio di buona fede che impone di informare la controparte degli elementi necessari per formarsi un’idea esatta del contratto non si estende all’obbligo di informare la controparte contrattuale dei termini di un separato accordo, concluso o concludendo, con un terzo. (Enrico Scoccini) (riproduzione riservata)
Appello Milano 30 ottobre 2019.



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