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Diritto Civile - Merito, le ultime 10 novitą
(in ordine di data di pubblicazione su questo sito)


Sulla prescrizione presuntiva triennale ai crediti professionali dell’avvocato difensore di soggetto ammesso al beneficio del patrocinio

Procedimento per la liquidazione dei crediti professionali dell’avvocato difensore di soggetto ammesso al beneficio del patrocinio a spese dello Stato – Diniego di liquidazione per intervenuta prescrizione presuntiva – Intervento del P.M. nel procedimento di liquidazione – Illegittimità

E’ inapplicabile la prescrizione presuntiva triennale ex art. 2956, comma 2, del c.c. ai crediti professionali d’avvocato da liquidarsi in caso di patrocinio a spese dello Stato, sia per la natura del credito che per la legge speciale regolatrice della materia, contenuta nel Testo unico sulle spese di giustizia. La prescrizione presuntiva, infatti, prevede che sia opposta da soggetto che dichiari e provi di aver pagato, almeno in parte, il credito richiesto, e pertanto non è rilevabile d’ufficio. Inoltre, nel procedimento di liquidazione dei compensi da parte del Giudice, così come previsto nel TUSG, in nessuna fase ed in nessun modo è previsto l’intervento del Pubblico Ministero, potendo questi intervenire successivamente per le eventuali impugnazioni del provvedimento di liquidazione. (Paola De Filippo) (riproduzione riservata) Tribunale Taranto 18 luglio 2018.




Copertura assicurativa obbligatoria e auto in garage

Assicurazione della responsabilità civile risultante dalla circolazione di autoveicoli – Direttiva 2009/103/CE – Articolo 3, primo comma – Nozione di “circolazione dei veicoli” – Danno materiale causato ad un immobile dall’incendio di un veicolo stazionato in un garage privato di tale immobile – Copertura da parte dell’assicurazione obbligatoria

L’articolo 3, primo comma, della direttiva 2009/103/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 settembre 2009, concernente l’assicurazione della responsabilità civile risultante dalla circolazione di autoveicoli e il controllo dell’obbligo di assicurare tale responsabilità, deve essere interpretato nel senso che rientra nella nozione di «circolazione dei veicoli», contemplata da tale disposizione, una situazione, come quella in discussione nel procedimento principale, nella quale un veicolo parcheggiato in un garage privato di un immobile, utilizzato in conformità della sua funzione di mezzo di trasporto, abbia preso fuoco, provocando un incendio avente origine nel circuito elettrico del veicolo stesso, e abbia causato dei danni a tale immobile, malgrado il fatto che detto veicolo non fosse stato spostato da più di 24 ore prima del verificarsi dell’incendio. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Corte Giustizia UE 20 giugno 2019.




Vendita di immobili di interesse artistico: l’alienante deve notificare allo Stato tutti gli atti di provenienza

Compravendita - Immobiliare - Beni di interesse artistico - Diritto pubblico di prelazione - Omessa denuncia da parte del venditore - Facoltà di denuncia dell’acquirente - Affermazione - Pluralità di cessioni - Sufficienza della denuncia dell’atto più recente - Esclusione - Omessa denuncia - Inefficacia della vendita per l’ente prelazionario -  Affermazione

La tardiva denuncia ai sensi dell'articolo 59 D.Lgs. 42/2004 è finalizzata a consentire l'esercizio del diritto di prelazione per una finalità pubblicistica. Nell'esercizio della propria valutazione l'ente pubblico non considera solo il bene immobile in quanto tale e la potenziale funzionalità ad uno scopo istituzionale, ma valorizza anche il prezzo della cessione. Ne consegue che nell'ipotesi in cui il bene sia venduto più volte a condizioni economiche diverse, ogni atto dovrà essere notificato anche tardivamente, non potendo la notifica dell'ultimo atto dispositivo sanare l'omissione rispetto al trasferimento precedente.

L'obbligo di pubblicazione grava sull’alienante, ma allorchè il bene sia trasferito a terzi l'obbligazione inadempiuta non può che trasferirsi sul soggetto individuato in base all’atto di provenienza ovvero sul soggetto direttamente interessato. Nell'ipotesi di decesso o rifiuto del soggetto tenuto alla dichiarazione tardiva, questa può essere fatta dall'acquirente. L'atto stipulato in assenza della dovuta denuncia allo Stato per l'eventuale esercizio del diritto di prelazione è inefficace nei confronti del prelazionario. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Ferrara 18 aprile 2019.




Ordine di prestare assenso alla cancellazione dell’ipoteca

Cancellazione di ipoteca - Ordine al terzo di prestare assenso - Facere infungibile - Domanda proposta in sede cautelare - Ammissibilità

Ipoteca - Cancellazione dell'iscrizione - Legittimazione - Chiunque vi abbia interesse

E’ ammissibile la domanda proposta in sede cautelare volta ad ottenere non già l’ordine di cancellazione dell’ipoteca (non ammissibile in ragione del tenore letterale dell’art. 2882 c.c.), bensì l’ordine al terzo di prestare assenso alla cancellazione trattandosi di un facere infungibile che può formare oggetto di esecuzione coattiva mediante il rimedio di cui all’art. 614-bis c.p.c. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

La cancellazione dell'ipoteca può essere richiesta da chiunque vi abbia interesse, e - quindi - , in primo luogo, dall'attuale proprietario del bene ipotecato. Infatti, l'art. 2282 cod. civ. si limita esclusivamente a richiedere il consenso delle parti interessate, e, in particolare, l'assenso del creditore, ma non limita a particolari soggetti la legittimazione all'istanza di cancellazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Lecce 17 giugno 2019.




Responsabilità solidale del consorzio per obbligazioni assunte dalle consorziate verso terzi

Appalto pubblico - Responsabilità solidale consorzio per obbligazioni assunte dalle consorziate

In materia di appalti pubblici, nel caso di partecipazione all’affidamento dei lavori da parte di consorzi fra società cooperative di produzione e lavoro, costituiti a norma del R.D. 422/1909 e successive modificazioni, è configurabile una responsabilità del consorzio per le obbligazioni assunte delle cooperative consorziate verso i terzi, poiché l’art. 13 del R.D. 109/1994 prevede che l’offerta dei concorrenti associati o dei consorziati determini la loro responsabilità solidale nei confronti dell’amministrazione pubblica oltreché nei confronti delle imprese subappaltanti e dei fornitori. (Gabriele Borghi) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia 06 marzo 2019.




Sul termine per proporre l’opposizione di cui all’art. 2797, comma 2, c.c. per il terzo datore di pegno che risieda, a differenza del debitore, in un luogo diverso da quello di residenza del creditore

Pegno - Esecuzione espropriativa mobiliare privata - Forme della vendita - Terzo datore di pegno - Residenza in un luogo diverso da quello del creditore - Opposizione - Tempestività della opposizione - Sospensione automatica della vendita - Termine per la proposizione dell’opposizione concesso al debitore e al terzo datore di pegno - Identità del criterio per la sua determinazione - Sussistenza

Il criterio per la determinazione del termine per proporre l’opposizione di cui all’art. 2797, secondo comma, c.c. è unico sia per il debitore che per il terzo datore di pegno e deve individuarsi avendo riguardo alla residenza o al domicilio eletto del debitore. Nel caso in cui il debitore abbia la residenza o il domicilio eletto nel luogo di residenza del creditore, il termine per l’opposizione è, per il debitore ed il terzo datore di pegno, pure se residente o con domicilio eletto in luogo diverso da quello di residenza del creditore, di cinque giorni dal ricevimento dell’intimazione di cui al primo comma dell’art. 2797 c.c.; per contro qualora il debitore abbia la residenza o il domicilio eletto in luogo diverso da quello di residenza del creditore, il termine per l’opposizione è, per il debitore ed il terzo datore di pegno, pure se residente o con domicilio eletto in luogo coincidente con quello di residenza del creditore, di novanta giorni dal ricevimento dell’intimazione.

È da considerarsi intempestiva e, pertanto, inidonea a determinare la sospensione automatica della vendita del pegno, l’opposizione proposta dal terzo datore di pegno che risieda, a differenza del debitore, in un luogo diverso da quello di residenza del creditore, se proposta nel termine di novanta giorni di cui all’art. 163-bis c.p.c., dal ricevimento della intimazione. (Giorgio Barbieri) (Angela Liliana Falciano) (riproduzione riservata)
Tribunale Reggio Emilia 15 febbraio 2019.




Per la prova della responsabilità contrattuale è sufficiente la prova della fonte del diritto

Responsabilità contrattuale – Azione risolutoria o risarcitoria – Prova incombente sull’attore – Limitata alla fonte del diritto e alla relativa scadenza – Liquidazione in via equitativa – Ammissibilità in via generale

Il creditore che agisca per la risoluzione del contratto, per il risarcimento del danno o l’inadempimento, deve provare solo la fonte, negoziale o legale, del suo diritto ed il relativo termine di scadenza, limitandosi alla mera allegazione della circostanza dell’inadempimento della controparte, mentre il debitore convenuto è gravato dell’onere della prova del fatto estintivo dell’altrui pretesa, costituito dall’avvenuto adempimento.
Nell’oggettiva impossibilità di procedere alla determinazione del danno, soccorre il criterio della liquidazione in via equitativa di cui all’art.1226 c.c., criterio sempre applicabile una volta concretamente provata la sussistenza del danno. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Lecce 10 aprile 2019.




Indebito oggettivo per somme versate all’ente dell’energia elettrica per lo spostamento di cavi

Spostamento cavi elettrici – Indennizzo – Esclusione

Spostamento cavi elettrici – Servitù costituite per usucapione – Indennizzo – Esclusione

Spostamento cavi elettrici – Pagamento eseguito dal proprietario del fondo servente – Indebito oggettivo

L’art. 122, comma 4, R.D. n. 1775/1933 configura un vero e proprio diritto soggettivo, che legittima la pretesa di ottenere la rimozione o diverso collocamento dei cavi elettrici ad onere e spese del gestore della rete (diversamente da quanto avviene nel regime comune ex art. 1068 c.c.); in tal senso, nessun indennizzo spetta all’esercente dell’elettrodotto per lo spostamento o rimozione degli impianti, nel caso in cui il proprietario del fondo debba eseguire innovazioni, costruzioni o impianti.

L’art. 122, comma 4, R.D. n. 1775/1933 si applica a prescindere dalla circostanza che la servitù di elettrodotto sia stata costituita con atto impositivo o per contratto, o eventualmente anche per usucapione (né si dubita che altrettanto, ed anzi a maggior ragione, possa avvenire in caso di occupazione non sorretta da alcun titolo); infatti, nell’ordinamento vigente non è configurabile una servitù di elettrodotto diversa da quella (tipica) disciplinata dal T.U. 11 dicembre 1933 n. 1775, cui rinvia l’art. 1506 cod. civ., sicché l’usucapione, che si aggiunge agli altri suoi titoli di acquisto (convenzione, sentenza, espropriazione per pubblica utilità) previsti da tale disciplina speciale, non può dar luogo ad un rapporto diverso da quello da questa contemplato, sicché la disciplina dell’art. 122 del T.U. citato non è influenzata dal modo di costituzione della servitù e rimane ugualmente applicabile anche quando il diritto di servitù sia stato acquistato per usucapione (cfr. Cass. n. 3148/1984).

Il pagamento eseguito dal proprietario del fondo servente, che voglia realizzare innovazioni, costruzioni o impianti nella rispettiva proprietà, per lo spostamento dei cavi elettrici, che la legge pone ad onere e spese del gestore della rete senza la previsione di alcun indennizzo (in deroga al regime comune di cui all’art. 1068 c.c.), costituisce un indebito oggettivo. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Paola 06 giugno 2019.




Appalti pubblici e partecipazione all’affidamento da parte di consorzi fra società cooperative di produzione e lavoro

Appalti pubblici - Partecipazione all’affidamento da parte di consorzi fra società cooperative di produzione e lavoro

In materia di appalti pubblici, nel caso di partecipazione all’affidamento da parte di consorzi fra società cooperative di produzione e lavoro, costituiti a norma del r.d. 25 giugno 1909 n. 422 e successive modificazioni, è configurabile una responsabilità del consorzio per le obbligazioni assunte dalle cooperative consorziate verso i terzi, poiché l’art. 13 del r.d. n. 109 del 1994, dopo aver disciplinato la partecipazione alle procedure di affidamento “delle associazioni temporanee e dei consorzi di cui all’art. 10 comma 1 lett. d) ed e)”, espressamente prevede, al comma successivo, che l’offerta dei concorrenti associati o dei consorziati determini “la loro responsabilità solidale nei confronti dell’Amministrazione nonché nei confronti delle imprese subappaltanti e dei fornitori”, precisando che, per i lavori scorporabili, la responsabilità è limitata all’esecuzione dei lavori di rispettiva competenza, ferma restando la responsabilità solidale del mandatario o del capogruppo. (Gabriele Borghi) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia 06 marzo 2019.




Atto concluso dal rappresentante privo di poteri di rappresentanza della società

Società – Rappresentanza – Falsus procurator – Applicazione dei principi di diritto comune – Inefficacia del contratto

L’atto concluso dal rappresentante privo di poteri di rappresentanza della società è sottoposto ai principi di diritto comune della rappresentanza volontaria e la società della quale è mancato il consenso ad origine è tutelata con l’inefficacia del contratto al quale è rimasta estranea. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Catanzaro 10 maggio 2019.



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