Riviste:   IL CASO.it Famiglia e Minori Internet & Technology Penale Impresa Medico e Responsabilità

  Crisi d'Impresa e Insolvenza

 

Come inviare la giurisprudenza

ISSN 2282-1317  

  

     Rivista trimestrale di diritto delle procedure di risanamento dell'impresa e del fallimento

   Home    Articoli    Archivi   
 

 i Codici

 Civile

 Societario

 Condominio

 Amm. Sostegno


 Proc. Civile

 Proc. Societario

 Mediazione

 Negoziazione Ass.

 Arbitrato


 Fallimentare Giurisp.

 Fallimentare Ragion.

 Crisi e Insolvenza

 Crisi Bancarie Rag.

 Sovraindebitamento

 Amm. Straord.


 Bancario

 Testo Un. Bancario

 Risoluzione, Bail-in

 Finanziario

 Testo Un. Finanza


 Voluntary Disclosure

 Voluntary Rassegna


 Donazioni

 Invio decisioni

 Citazioni


 C.Cassazione

 C.Costituzionale

 Gazzetta Uff.

 Leggi UE

 Banca d'Italia

 Consob



(chiudi)

Merito


Il termine per la risoluzione del concordato liquidatorio decorre dall’esaurimento delle operazioni di liquidazione

Concordato preventivo – Risoluzione – Concordato liquidatorio – Decorso del termine di un anno ex art. 186, comma 3, legge fallim.

L’art. 186, comma 3, legge fallim., ove stabilisce che il ricorso per la risoluzione del concordato preventivo deve proporsi entro un anno dalla scadenza del termine fissato per l’ultimo adempimento previsto dal concordato, deve essere interpretato nel senso che ove il termine in questione non sia stato fissato in modo tassativo esso decorre dall’esaurimento delle operazioni di liquidazione che si compiono non soltanto con la vendita dei beni, ma anche con gli effettivi pagamenti.

Detta interpretazione appare ancor più corretta se si consideri che il legislatore, all’art. 186 legge fallim., ha voluto utilizzare proprio la generica espressione “adempimento” e non già quella specifica di “pagamento”.

Nel concordato liquidatorio i termini di adempimento del piano non possono che qualificarsi come “mere prospettazioni”, non potendosi certo trascurare che tali termini dovranno necessariamente confrontarsi con l’andamento dei mercati, delle vendite e dunque con elementi esogeni ed incontrollabili ex ante; ne discende che ove non risultino non conclusi gli adempimenti previsti dal piano, non può dirsi iniziato il decorso del termine annuale di cui all’art. 186, comma 3, legge fallim. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Brescia 16 maggio 2020.




Covid-19 e locazione: inibitoria all’incasso di titoli consegnati in garanzia al locatore

Procedimento cautelare – Tutela ex art. 700 c.p.c. – Contratto di locazione ad uso diverso – Pagamento dei canoni – Titoli a garanzia – Chiusura temporanea dell’attività imprenditoriale del conduttore a causa del Covid-19 – Inibitoria all’incasso – Ammissibilità – Fondatezza

Sussiste il fumus boni juris dell’istanza cautelare di urgenza con cui il conduttore di immobile ad uso commerciale chiede che venga inibito al locatore di porre all’incasso gli assegni bancari rilasciati in garanzia del puntuale e regolare pagamento dei canoni di locazione, sul presupposto della impossibilità al pagamento in conseguenza della chiusura dell’attività imprenditoriale disposta dalle misure restrittive in vigore per il contrasto alla pandemia da Covid-19. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Bologna 12 maggio 2020.




Covid-19: l’improcedibilità dei ricorsi per dichiarazione di fallimento non si applica alla richiesta di auto-fallimento di cui all’art. 14 l.f.

Fallimento – Emergenza COVID-19 – Improcedibilità – Auto-fallimento – Applicazione dell’art. 10, comma 1, D.L. 8 aprile 2020 n. 23 – Esclusione

L’art. 10, comma 1, D.L. 8 aprile 2020 n. 23, il quale ha previsto l’improcedibilità dei ricorsi per la dichiarazione di fallimento depositati dal 9 marzo al 30 giugno 2020, non richiama l’art. 14 l.f. (Obbligo dell’imprenditore che chiede il proprio fallimento) e non è pertanto applicabile a tale fattispecie, specialmente laddove l’insolvenza e l’impossibilità di una liquidazione in bonis sia già acclarata alla data di chiusura del bilancio di esercizio 2018 e l’imprenditore, all’udienza all’uopo fissata, abbia insistito per la dichiarazione di fallimento, palesando in tal modo il proprio disinteresse rispetto agli effetti protettivi introdotti dal citato decreto-legge. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza 08 maggio 2020.




Concordato preventivo ed emergenza Covid-19: quando è possibile concedere il termine di 90 giorni per il deposito di un nuovo piano e di una nuova proposta

Concordato preventivo ex art. 186 bis L.F. – Art. 9, comma 2, D.L. 23/2020 – Fase successiva all’emissione del decreto di ammissione ma antecedente all’adunanza dei creditori – Sussistenza dei presupposti per la concessione del termine di novanta giorni – inapplicabilità della sospensione feriale dei termini – Obblighi informativi periodici ex art. 161, comma 8, L.F.

Poiché il presupposto della concessione del termine previsto dal citato secondo comma dell’art. 9 D.L. 23/2020 è la pendenza, alla data del 23.2.2020, di una procedura di concordato preventivo nella quale non sia stata già registrata la votazione negativa dei creditori sulla originaria proposta, ne deriva che il beneficio della concessione di un ulteriore termine per la presentazione di una nuova proposta e di un nuovo piano è a disposizione del debitore allorquando il procedimento sia pendente in qualsiasi altra sua fase e, cioè, prima dell’adunanza (come è nel caso di specie); dopo l’adunanza ma con votazione approvativa; nelle more tra la votazione approvativa e l’inizio del giudizio di omologazione; nelle more di quest’ultimo giudizio.
Il termine previsto dall’art. 9, comma 2, D.L. 23/2020 decorre dall’emissione del provvedimento di concessione, non è prorogabile e, in ragione della natura eccezionale ed intrinsecamente temporanea della misura adottata con l’intervento normativo d’urgenza, non è soggetto a sospensione feriale.
La concessione del termine di cui all’art. 9, comma 2, D.L. 23/2020 determina la regressione della procedura concordataria alla fase dell’ammissibilità, con conseguente ripetizione degli oneri di corredo documentale prescritti ex art. 161, commi 2 e 3, L.F., dimodoché si impone la necessità di porre a carico della proponente gli obblighi informativi periodici di cui all’art. 161, comma 8, L.F. (Antonio Meneghetti) (riproduzione riservata)
Tribunale Pistoia 05 maggio 2020.




Concordato preventivo ed emergenza Covid-19: quando è possibile concedere il termine di 90 giorni per il deposito di un nuovo piano e di una nuova proposta

Concordato preventivo ex art. 186 bis L.F. – Art. 9, comma 2, D.L. 23/2020 – Fase successiva all’emissione del decreto di ammissione ma antecedente all’adunanza dei creditori – Sussistenza dei presupposti per la concessione del termine di novanta giorni – inapplicabilità della sospensione feriale dei termini – Obblighi informativi periodici ex art. 161, comma 8, L.F.

Poiché il presupposto della concessione del termine previsto dal citato secondo comma dell’art. 9 D.L. 23/2020 è la pendenza, alla data del 23.2.2020, di una procedura di concordato preventivo nella quale non sia stata già registrata la votazione negativa dei creditori sulla originaria proposta, ne deriva che il beneficio della concessione di un ulteriore termine per la presentazione di una nuova proposta e di un nuovo piano è a disposizione del debitore allorquando il procedimento sia pendente in qualsiasi altra sua fase e, cioè, prima dell’adunanza (come è nel caso di specie); dopo l’adunanza ma con votazione approvativa; nelle more tra la votazione approvativa e l’inizio del giudizio di omologazione; nelle more di quest’ultimo giudizio.
Il termine previsto dall’art. 9, comma 2, D.L. 23/2020 decorre dall’emissione del provvedimento di concessione, non è prorogabile e, in ragione della natura eccezionale ed intrinsecamente temporanea della misura adottata con l’intervento normativo d’urgenza, non è soggetto a sospensione feriale.
La concessione del termine di cui all’art. 9, comma 2, D.L. 23/2020 determina la regressione della procedura concordataria alla fase dell’ammissibilità, con conseguente ripetizione degli oneri di corredo documentale prescritti ex art. 161, commi 2 e 3, L.F., dimodoché si impone la necessità di porre a carico della proponente gli obblighi informativi periodici di cui all’art. 161, comma 8, L.F. (Antonio Meneghetti) (riproduzione riservata)
Tribunale Pistoia 05 maggio 2020.




Proposta di trattamento dei crediti contributivi ex art. 182 ter L.F. con pagamento dilazionato dei crediti previdenziali INPS, regolarità del DURC e condizioni previste dal D.M. 4 agosto 2019

Concordato preventivo – Proposta di trattamento dei crediti contributivi ex art. 182 ter L.F. con pagamento dilazionato dei crediti previdenziali – Regolarità del DURC – Condizioni previste dal D.M. 4 agosto 2019 – Previsione di pagamento integrale in un'unica soluzione entro cinque anni – Conformità

Anche ai fini della regolarità del DURC, la proposta di accordo ai sensi dell’art. 182 ter L.F., avente ad oggetto il pagamento dilazionato dei crediti previdenziali Inps, qualora preveda il versamento in unica soluzione entro il termine di cinque anni e l’applicazione di un tasso interesse, è conforme alle condizioni previste dal D.M. 04.08.2009 all’art. 1 e all’art. 3, ponendo la lettera della norma in esame solo un limite al numero massimo di rate mensili (60) e non anche il divieto di pattuire il versamento del dovuto in una unica soluzione, peraltro entro un termine sensibilmente inferiore rispetto a quello massimo consentito (nella fattispecie entro tre anni anziché entro cinque). (Antonio Meneghetti) (riproduzione riservata) Tribunale Pistoia 04 maggio 2020.




Proposta di trattamento dei crediti contributivi ex art. 182 ter L.F. con pagamento dilazionato dei crediti previdenziali INPS, regolarità del DURC e condizioni previste dal D.M. 4 agosto 2019

Concordato preventivo – Proposta di trattamento dei crediti contributivi ex art. 182 ter L.F. con pagamento dilazionato dei crediti previdenziali – Regolarità del DURC – Condizioni previste dal D.M. 4 agosto 2019 – Previsione di pagamento integrale in un'unica soluzione entro cinque anni – Conformità

Anche ai fini della regolarità del DURC, la proposta di accordo ai sensi dell’art. 182 ter L.F., avente ad oggetto il pagamento dilazionato dei crediti previdenziali Inps, qualora preveda il versamento in unica soluzione entro il termine di cinque anni e l’applicazione di un tasso interesse, è conforme alle condizioni previste dal D.M. 04.08.2009 all’art. 1 e all’art. 3, ponendo la lettera della norma in esame solo un limite al numero massimo di rate mensili (60) e non anche il divieto di pattuire il versamento del dovuto in una unica soluzione, peraltro entro un termine sensibilmente inferiore rispetto a quello massimo consentito (nella fattispecie entro tre anni anziché entro cinque). (Antonio Meneghetti) (riproduzione riservata) Tribunale Pistoia 04 maggio 2020.




Proposta di trattamento dei crediti contributivi ex art. 182 ter L.F. con pagamento dilazionato dei crediti previdenziali INPS, regolarità del DURC e condizioni previste dal D.M. 4 agosto 2019

Concordato preventivo – Proposta di trattamento dei crediti contributivi ex art. 182 ter L.F. con pagamento dilazionato dei crediti previdenziali – Regolarità del DURC – Condizioni previste dal D.M. 4 agosto 2019 – Previsione di pagamento integrale in un'unica soluzione entro cinque anni – Conformità

Anche ai fini della regolarità del DURC, la proposta di accordo ai sensi dell’art. 182 ter L.F., avente ad oggetto il pagamento dilazionato dei crediti previdenziali Inps, qualora preveda il versamento in unica soluzione entro il termine di cinque anni e l’applicazione di un tasso interesse, è conforme alle condizioni previste dal D.M. 04.08.2009 all’art. 1 e all’art. 3, ponendo la lettera della norma in esame solo un limite al numero massimo di rate mensili (60) e non anche il divieto di pattuire il versamento del dovuto in una unica soluzione, peraltro entro un termine sensibilmente inferiore rispetto a quello massimo consentito (nella fattispecie entro tre anni anziché entro cinque). (Antonio Meneghetti) (riproduzione riservata) Tribunale Pistoia 04 maggio 2020.




Proposta di trattamento dei crediti contributivi ex art. 182 ter L.F. con pagamento dilazionato dei crediti previdenziali INPS, regolarità del DURC e condizioni previste dal D.M. 4 agosto 2019

Concordato preventivo – Proposta di trattamento dei crediti contributivi ex art. 182 ter L.F. con pagamento dilazionato dei crediti previdenziali – Regolarità del DURC – Condizioni previste dal D.M. 4 agosto 2019 – Previsione di pagamento integrale in un'unica soluzione entro cinque anni – Conformità

Anche ai fini della regolarità del DURC, la proposta di accordo ai sensi dell’art. 182 ter L.F., avente ad oggetto il pagamento dilazionato dei crediti previdenziali Inps, qualora preveda il versamento in unica soluzione entro il termine di cinque anni e l’applicazione di un tasso interesse, è conforme alle condizioni previste dal D.M. 04.08.2009 all’art. 1 e all’art. 3, ponendo la lettera della norma in esame solo un limite al numero massimo di rate mensili (60) e non anche il divieto di pattuire il versamento del dovuto in una unica soluzione, peraltro entro un termine sensibilmente inferiore rispetto a quello massimo consentito (nella fattispecie entro tre anni anziché entro cinque). (Antonio Meneghetti) (riproduzione riservata) Tribunale Pistoia 04 maggio 2020.




Proposta di trattamento dei crediti contributivi ex art. 182 ter L.F. con pagamento dilazionato dei crediti previdenziali INPS, regolarità del DURC e condizioni previste dal D.M. 4 agosto 2019

Concordato preventivo – Proposta di trattamento dei crediti contributivi ex art. 182 ter L.F. con pagamento dilazionato dei crediti previdenziali – Regolarità del DURC – Condizioni previste dal D.M. 4 agosto 2019 – Previsione di pagamento integrale in un'unica soluzione entro cinque anni – Conformità

Anche ai fini della regolarità del DURC, la proposta di accordo ai sensi dell’art. 182 ter L.F., avente ad oggetto il pagamento dilazionato dei crediti previdenziali Inps, qualora preveda il versamento in unica soluzione entro il termine di cinque anni e l’applicazione di un tasso interesse, è conforme alle condizioni previste dal D.M. 04.08.2009 all’art. 1 e all’art. 3, ponendo la lettera della norma in esame solo un limite al numero massimo di rate mensili (60) e non anche il divieto di pattuire il versamento del dovuto in una unica soluzione, peraltro entro un termine sensibilmente inferiore rispetto a quello massimo consentito (nella fattispecie entro tre anni anziché entro cinque). (Antonio Meneghetti) (riproduzione riservata) Tribunale Pistoia 04 maggio 2020.




Proposta di trattamento dei crediti contributivi ex art. 182 ter L.F. con pagamento dilazionato dei crediti previdenziali INPS, regolarità del DURC e condizioni previste dal D.M. 4 agosto 2019

Concordato preventivo – Proposta di trattamento dei crediti contributivi ex art. 182 ter L.F. con pagamento dilazionato dei crediti previdenziali – Regolarità del DURC – Condizioni previste dal D.M. 4 agosto 2019 – Previsione di pagamento integrale in un'unica soluzione entro cinque anni – Conformità

Anche ai fini della regolarità del DURC, la proposta di accordo ai sensi dell’art. 182 ter L.F., avente ad oggetto il pagamento dilazionato dei crediti previdenziali Inps, qualora preveda il versamento in unica soluzione entro il termine di cinque anni e l’applicazione di un tasso interesse, è conforme alle condizioni previste dal D.M. 04.08.2009 all’art. 1 e all’art. 3, ponendo la lettera della norma in esame solo un limite al numero massimo di rate mensili (60) e non anche il divieto di pattuire il versamento del dovuto in una unica soluzione, peraltro entro un termine sensibilmente inferiore rispetto a quello massimo consentito (nella fattispecie entro tre anni anziché entro cinque). (Antonio Meneghetti) (riproduzione riservata) Tribunale Pistoia 04 maggio 2020.




Divieto per le società cooperative di prestare assistenza finanziaria per l’acquisto di azioni proprie

Banche Venete – Nullità del contratto di assistenza finanziaria per acquisto azioni – Competenza del Tribunale ordinario – Procedibilità delle domande nei confronti della liquidazione coatta amministrativa – Insanabilità della nullità derivata e opponibilità al cessionario

La competenza per materia va determinata sulla scorta della domanda specificamente proposta dall’attore, non rilevando gli effetti indiretti che essa sia destinata a produrre, ad esempio, su di un rapporto societario.

E’ applicabile anche alle società cooperative l’art. 2358 c.c. che vieta alle società di prestare assistenza finanziaria per l’acquisto di azioni proprie.

L’art. 83 TUB nulla osta ad una azione di nullità/annullamento o, comunque, ad una azione dichiarativa nei confronti delle Liquidazioni Coatte Amministrative, giacchè non può ledersi il diritto di azione garantito ex art. 24 Costituzione. (Lorenzo Zanella) (riproduzione riservata)
Tribunale Treviso 04 maggio 2020.




Divieto per le società cooperative di prestare assistenza finanziaria per l’acquisto di azioni proprie

Banche Venete – Nullità del contratto di assistenza finanziaria per acquisto azioni – Competenza del Tribunale ordinario – Procedibilità delle domande nei confronti della liquidazione coatta amministrativa – Insanabilità della nullità derivata e opponibilità al cessionario

La competenza per materia va determinata sulla scorta della domanda specificamente proposta dall’attore, non rilevando gli effetti indiretti che essa sia destinata a produrre, ad esempio, su di un rapporto societario.

E’ applicabile anche alle società cooperative l’art. 2358 c.c. che vieta alle società di prestare assistenza finanziaria per l’acquisto di azioni proprie.

L’art. 83 TUB nulla osta ad una azione di nullità/annullamento o, comunque, ad una azione dichiarativa nei confronti delle Liquidazioni Coatte Amministrative, giacchè non può ledersi il diritto di azione garantito ex art. 24 Costituzione. (Lorenzo Zanella) (riproduzione riservata)
Tribunale Treviso 04 maggio 2020.




Concordato preventivo ed emergenza Covid-19: possibile la dichiarazione d’urgenza quando la fattibilità del piano richiede il rispetto del piano temporale

Concordato preventivo - Emergenza Covid-19 - Dichiarazione d’urgenza - Grave pregiudizio - Fattibilità del piano basata anche sul rispetto di determinate tempistiche

Sussistono i presupposti per la dichiarazione d’urgenza della procedura di concordato preventivo, ai sensi dell’art. 83, comma 3, D.L. 17 marzo 2020, quando l’ulteriore differimento della data fissata per l’adunanza dei creditori possa comportare grave pregiudizio al proponente ed ai creditori in considerazione del fatto che la fattibilità del piano si basa anche sul rispetto di determinate tempistiche. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma 20 aprile 2020.




La sospensione dei termini ex art. 36 DL 23/2020 non riguarda gli obblighi informativi periodici nel concordato preventivo

Fallimento ed altre procedure concorsuali – Concordato Preventivo c.d. con riserva – Termini – Proroga della sospensione ex art. 36 DL 23/2020 – Applicazione agli obblighi informativi periodici ex art. 161 l. fall. – Esclusione

Nelle procedure di concordato preventivo, ritenuto che la formulazione dell’art. 36 del DL 23/2020 – con il quale viene disposta la proroga della sospensione dalla data del 15 aprile 2020 alla data dell’ 11 maggio 2020 – sia riferibile ai soli termini processuali e non anche ai termini sostanziali, va esclusa che detta sospensione operi con riferimento agli obblighi informativi periodici ex art. 161 l. fall., che devono essere regolarmente adempiuti dai soggetti coinvolti nella procedura anche al solo fine di informare il tribunale che non sono state svolte attività a causa dell’emergenza sanitaria in corso, essendo tali termini diretti a tenere monitorata la gestione dell’impresa che ha richiesto di accedere alla procedura di concordato preventivo, consentendo così al tribunale e al commissario giudiziale di esercitare i rispettivi poteri di sorveglianza. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini 09 aprile 2020.




Riparto della spesa del riscaldamento nel condominio: criteri di determinazione

Condominio – Riscaldamento – Riparto della spesa – Delibera condominiale

In ambito condominiale, in tema di riparto delle spese del riscaldamento, la maggiore esposizione dell’immobile nel condominio, rispetto a quelli invece posti in piani superiori al primo e comunque non ultimi piani, non può essere addebitata al condominio.

Con l’entrata in vigore del D.Lgs n. 102/2014 che ha introdotto l’obbligo per i condomini di dotarsi sugli impianti termici centralizzati di un sistema di contabilizzazione e termoregolazione di calore, il riparto non può che avvenire in base alle norme UNI 10200. A nulla rilevano precedenti delibere di un criterio riparto della spesa del riscaldamento approvate dall’assemblea prima dell’entrata in vigore del D. Lgs citato. (Giuseppe Ayroldi) (riproduzione riservata)
Tribunale Brescia 08 aprile 2020.




Continuità aziendale: il Tribunale di Modena in contrasto con la Cassazione sulla dilazione di pagamento dei creditori privilegiati

Concordato preventivo – Continuità aziendale – Termine di pagamento dei creditori privilegiati – Creditori con diritto di prelazione sui beni necessari alla continuazione dell'attività – Trattamento

La fissazione del termine annuale ex art 186 bis l.f. (biennale ex art 86 CCII) recepisce la necessità di assicurare termini certi di pagamento per i creditori con diritto di prelazione sui beni necessari alla continuazione dell'attività di impresa, in quanto non essendone prevista la liquidazione e con essa un termine, il loro pagamento deve necessariamente essere assicurato:
i) all'omologazione;
ii) ovvero laddove sia prevista una moratoria, nel termine massimo di un anno dall'omologazione, in ragione dell'andamento dell'esercizio imprenditoriale quanto a flussi di cassa, ovvero a ricavato del trasferimento o conferimento nella continuità indiretta previsti nel piano ex art 186 bis lett. b);
iii) laddove la soddisfazione possa essere solo parziale per il valore del bene gravato da garanzia reale, può essere proposta la proroga nei limiti temporali dell'anno per la parte coperta da prelazione, al pari di quanto previsto per i creditori prelatizi capienti, con trasferimento al chirografo della parte incapiente.

Viceversa, i creditori assistiti da privilegio speciale, pegno ed ipoteca su beni destinati alla liquidazione in quanto non funzionali alla continuazione dell'attività imprenditoriale, devono essere pagati secondo l'ordine delle cause di prelazione al momento della liquidazione dei beni gravati, secondo i tempi tecnici propri della liquidazione concorsuale.

La responsabilità patrimoniale può dunque attuarsi senza la vendita dei beni necessari alla continuità, purché la stessa assicuri ai creditori prelatizi sui medesimi beni quanto deriverebbe dalla loro liquidazione in un anno dall'omologazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Modena 08 aprile 2020.




L’emergenza sanitaria da Covid-19 non elide il diritto di visita del genitore non affidatario

Genitore non collocatario - Diritto di visita - Emergenza sanitaria da Covid-19

La frequentazione, da parte del figlio minore, del genitore non affidatario costituisce attuazione del diritto alla bigenitorialità, diritto che assume rilievo sia nell’ordinamento costituzionale interno che nell’ordinamento internazionale (cfr. C. Cost., 25-01-2017, n. 17 e C. Cost., 12-04.2017 n. 76, C. Edu, 9-02-2017, Salarino c. Italia)

In caso di contrasto tra i genitori sulla sospensione delle visite a causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19, l’antinomia tra il diritto alla bigenitorialità e quello alla salute del minore va risolta nel senso che una compressione del diritto del minore a godere della bigenitorialità è lecita solo in presenza di oggettive e specifiche ragioni di tutela della salute propria nel caso concreto (per esempio in considerazione della specifica attività lavorativa prestata dal genitore, ovvero della provenienza da zone “rosse” o da contesti abitativi esposti in misura rilevante al pericolo di contagio, ovvero dell’utilizzo di mezzi di trasporti pubblici per raggiungere il minore) atteso che i decreti leggi e i decreti del P.C.M. fanno salvi espressamente gli spostamenti per raggiungere i figli minori presso l’altro genitore o comunque l’affidatario nel rispetto delle modalità previste nei provvedimenti di separazione e divorzio. (Stefano Vitale) (riproduzione riservata)
Tribunale Torre Annunziata 06 aprile 2020.




Proposte di concordato concorrenti e Covid-19: è necessario il differimento dell’adunanza dei creditori

Concordato preventivo - Proposte concorrenti - Termine a ritroso di 30 giorni prima dell’adunanza dei creditori - Termini che scadono tra il 9 marzo 2020 e il 15 aprile 2020 - Sospensione ex art. 83 D.l. n. 18/20 - Differimento dell’adunanza dei creditori - Necessità - Fondamento

Concordato preventivo - Declaratoria di urgenza ex art. 83 D.l. n. 18/2020 - Nozione di grave pregiudizio

Al termine previsto per il deposito della proposta di concordato concorrente si applica la sospensione legale di cui all’art. 83 del D.l. n. 18/2020; ne consegue la necessità di differimento dell’adunanza dei creditori al fine di garantire la piena partecipazione dei soggetti legittimati.

In tema di concordato preventivo, il ritardato svolgimento dell’adunanza dei creditori non integra di per sé la nozione di grave pregiudizio di cui all’art. 83, comma 3, del D.l. n. 18/2020, identificabile con il nocumento concreto, effettivo e non altrimenti rimediabile che tutte le parti potrebbero subire a seguito del differimento del processo. Ne deriva che non sussistono i requisiti per la declaratoria d’urgenza ove l’istanza della debitrice sia stata presentata tardivamente (oltre il termine di legge per il deposito delle proposte concorrenti), stante la persistente possibilità per la società di compiere atti di straordinaria amministrazione ex art. 167 l.f.. (Gianluca Minniti) (riproduzione riservata)
Tribunale Roma 02 aprile 2020.




Proposte di concordato concorrenti e Covid-19: è necessario il differimento dell’adunanza dei creditori

Concordato preventivo - Proposte concorrenti - Termine a ritroso di 30 giorni prima dell’adunanza dei creditori - Termini che scadono tra il 9 marzo 2020 e il 15 aprile 2020 - Sospensione ex art. 83 D.l. n. 18/20 - Differimento dell’adunanza dei creditori - Necessità - Fondamento

Concordato preventivo - Declaratoria di urgenza ex art. 83 D.l. n. 18/2020 - Nozione di grave pregiudizio

Al termine previsto per il deposito della proposta di concordato concorrente si applica la sospensione legale di cui all’art. 83 del D.l. n. 18/2020; ne consegue la necessità di differimento dell’adunanza dei creditori al fine di garantire la piena partecipazione dei soggetti legittimati.

In tema di concordato preventivo, il ritardato svolgimento dell’adunanza dei creditori non integra di per sé la nozione di grave pregiudizio di cui all’art. 83, comma 3, del D.l. n. 18/2020, identificabile con il nocumento concreto, effettivo e non altrimenti rimediabile che tutte le parti potrebbero subire a seguito del differimento del processo. Ne deriva che non sussistono i requisiti per la declaratoria d’urgenza ove l’istanza della debitrice sia stata presentata tardivamente (oltre il termine di legge per il deposito delle proposte concorrenti), stante la persistente possibilità per la società di compiere atti di straordinaria amministrazione ex art. 167 l.f.. (Gianluca Minniti) (riproduzione riservata)
Tribunale Roma 02 aprile 2020.




La sospensione ex art. 83 DL 18/2020 'Cura Italia' si applica a tutti i termini della procedura di concordato preventivo

Fallimento ed altre procedure concorsuali – Concordato Preventivo c.d. con riserva – Termini – Sospensione ex art. 83 DL 18/2020 – Ricorrenza – Condizioni

La sospensione dei termini di cui all’art. 83 co. 1 DL n. 18/2020 si applica anche al decorso di ogni termine previsto nell’ambito della procedura di concordato preventivo, attesa la prevalenza della normativa dettata dal citato art. 83 rispetto alla eventuale dichiarazione resa ex art. 92 Ord. Giud., in assenza di particolari ragioni di urgenza segnalate dal creditore procedente. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini 02 aprile 2020.




Covid-19: limiti e modalità di svolgimento del diritto di visita dei figli minori

Famiglia – Provvedimenti relativi ai figli nati fuori del matrimonio – Emergenza COVID-19 – Limiti e modalità di svolgimento del diritto di visita dei figli minori

Durante il periodo di emergenza determinato dal virus COVID-19, il diritto-dovere dei genitori e dei figli minori di incontrarsi deve sottostare alle limitazioni alla circolazione delle persone legalmente stabilite per ragioni sanitarie e ciò in particolare quando: a) il genitore provenga da un luogo ad alto tasso di contagio virale; b) non sia dimostrato che lo stesso abbia rigorosamente rispettato le prescrizioni imposte dalla normativa vigente; c) non sia chiaro se nell’abitazione di destinazione siano presenti altre persone, oltre al ricorrente.

Rimane tuttavia fermo il diritto del genitore di mantenere rapporti significativi e costanti con i figli anche attraverso strumenti telematici che consentano conversazioni in videochiamata con cadenza anche quotidiana. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Vasto 02 aprile 2020.




Concordato preventivo: Covid-19 e differimento dell’adunanza dei creditori per consentire la presentazione di proposte concorrenti

Concordato preventivo – Proposta concorrente – Termine di presentazione – Emergenza Covid-19 – Sospensione dei termini – Differimento dell’adunanza dei creditori

L’art. 83, comma 1, d.l. 17 marzo 2020 n. 83 – nella parte in cui ha imposto la sospensione dei termini per il compimento di qualsiasi atto dei procedimenti civili e penali, prevedendo che laddove il termine sia computato a ritroso e ricada in tutto o in parte nel periodo di sospensione venga differita l’udienza o l’attività da cui decorre sì da permetterne l’osservanza – si applica anche alla previsione di cui all’art. 161, comma 4, l.f. secondo la quale la proposta concorrente di concordato preventivo può essere presentata ‘non oltre trenta giorni prima dell’adunanza dei creditori’. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma 02 aprile 2020.




Concordato preventivo: Covid-19 e differimento dell’adunanza dei creditori per consentire la presentazione di proposte concorrenti

Concordato preventivo – Proposta concorrente – Termine di presentazione – Emergenza Covid-19 – Sospensione dei termini – Differimento dell’adunanza dei creditori

L’art. 83, comma 1, d.l. 17 marzo 2020 n. 83 – nella parte in cui ha imposto la sospensione dei termini per il compimento di qualsiasi atto dei procedimenti civili e penali, prevedendo che laddove il termine sia computato a ritroso e ricada in tutto o in parte nel periodo di sospensione venga differita l’udienza o l’attività da cui decorre sì da permetterne l’osservanza – si applica anche alla previsione di cui all’art. 161, comma 4, l.f. secondo la quale la proposta concorrente di concordato preventivo può essere presentata ‘non oltre trenta giorni prima dell’adunanza dei creditori’. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma 02 aprile 2020.




Progetto di riparto parziale del curatore: esclusa la sospensione del termine per il reclamo ex art. 83 DL 18/2020 'Cura Italia'

Fallimento ed altre procedure concorsuali – Fallimento – Ripartizione dell'attivo – Deposito del progetto di riparto parziale – Termine per il reclamo – Dichiarazione di urgenza – Ricorrenza – Sospensione del termine ex art. 83 DL 18/2020 – Esclusione

In relazione al progetto di riparto parziale predisposto dal curatore ex art. 113 l. fall., in considerazione dell’entità della somma da ripartire e della necessità di favorire la circolazione del denaro, ricorrono le condizioni per dichiarare l’urgenza della trattazione ai sensi dell’art. 83 DL. 18/2020 (“Cura Italia”) al fine di escludere la sospensione dei termini per il reclamo, attesa la necessità di assicurare la tempestività dei pagamenti in questo periodo di emergenza sanitaria e di conseguente crisi economica per il fermo delle attività d’impresa. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Forlì 01 aprile 2020.




Richiesta di accesso alla cassa integrazione 'per emergenza Covid-19' da parte di società ammessa al concordato preventivo con riserva

Concordato preventivo con riserva – Richiesta di autorizzazione al compimento di atti di straordinaria amministrazione – Autorizzazione all’accesso alla cassa integrazione “per emergenza Covid-19” – Qualificazione dell’atto come ordinaria amministrazione – Non luogo a provvedere

Nella procedura di concordato preventivo con riserva ex art. 161, co. 6, l. fall., la richiesta avanzata dalla debitrice di autorizzazione ad accedere al beneficio della cassa integrazione in deroga “per emergenza Covid-19”, non determinando in sé un pregiudizio o un danno per il ceto creditorio, ma trattandosi di una libera scelta imprenditoriale, quale atto di ordinaria amministrazione e conservativo, non è soggetta ad autorizzazione da parte del tribunale, fermo restando che dovranno comunque valutarsene i riflessi sulla proposta definitiva. (Marco Rubino) (riproduzione riservata) Tribunale Milano 27 marzo 2020.




Richiesta di accesso alla cassa integrazione 'per emergenza Covid-19' da parte di società ammessa al concordato preventivo con riserva

Concordato preventivo con riserva – Richiesta di autorizzazione al compimento di atti di straordinaria amministrazione – Autorizzazione all’accesso alla cassa integrazione “per emergenza Covid-19” – Qualificazione dell’atto come ordinaria amministrazione – Non luogo a provvedere

Nella procedura di concordato preventivo con riserva ex art. 161, co. 6, l. fall., la richiesta avanzata dalla debitrice di autorizzazione ad accedere al beneficio della cassa integrazione in deroga “per emergenza Covid-19”, non determinando in sé un pregiudizio o un danno per il ceto creditorio, ma trattandosi di una libera scelta imprenditoriale, quale atto di ordinaria amministrazione e conservativo, non è soggetta ad autorizzazione da parte del tribunale, fermo restando che dovranno comunque valutarsene i riflessi sulla proposta definitiva. (Marco Rubino) (riproduzione riservata) Tribunale Milano 27 marzo 2020.




Revocatoria fallimentare sul ricavato della vendita di polizza costituita in pegno regolare

Escussione del pegno successivamente alla dichiarazione di fallimento - Ammissibilità della revocatoria fallimentare sul ricavato della vendita di polizza costituita in pegno regolare - Non opera esenzione di cui all’art. 4 del D.lgs. n. 170/2004 - Differenza tra pegno regolare ed irregolare - Mancanza di potere alla banca di disporre della polizza

In ipotesi di titoli oggetto di pegno regolare, è ammissibile la revocatoria fallimentare delle somme ricavate della vendita di detti beni a compensazione di eventuali crediti vantati dal garantito in quanto non rientranti nell’esenzione di cui all’art. 4 del d.lgs n. 170/2004.

Il pegno regolare non attribuisce alla banca la facoltà di disporre della polizza e del relativo diritto. (Salvatore Fieramonti) (riproduzione riservata)
Tribunale Latina 27 marzo 2020.




Infezione dopo ricovero in ospedale: nessuna responsabilità dei medici se sono stati seguiti i protocolli

Responsabilità professionale sanitaria per infezione contratta dal paziente – Archiviazione per assenza di colpa per il medico che ha osservato i protocolli delle Linee Guida della Società Scientifica di riferimento nel pre e post operatorio

In sede di valutazione della responsabilità del medico, anche se è plausibile la circostanza che l’infezione sia stata contratta in sala operatoria, sono esclusi possibili profili colposi nella condotta dei sanitari che hanno avuto in cura il paziente se sono stati seguiti i protocolli previsti dalle Linee Guida della Società Scientifica di riferimento, con adozione di tutte le misure preventive per evitare l’evento.

Pertanto, pur essendo plausibile la circostanza che l’infezione sia stata contratta in sede nosocomiale, nessuna responsabilità è ascritta a carico dei medici che hanno praticato la disinfezione del campo operatorio e la corretta profilassi antibiotica e tutti gli altri trattamenti richiesti, ivi comprese le visite di controllo successive all’intervento chirurgico e tutte le altre prestazioni sanitarie – farmacologiche e non – necessarie prima per evitare e dopo per curare l’infezione. (Maria Maddalena Giungato) (riproduzione riservata)
Tribunale Cosenza 26 marzo 2020.




Il professionista deve informare il cliente delle scarse possibilità di successo dell’impugnazione e dissuaderlo

Tribunale di Vicenza – Commercialisti – Responsabilità Professionale – Ricorso tributario con scarse probabilità di accoglimento – Danno da mancata definizione agevolata – Obbligo di informativa e dissuasione del cliente – Onere della prova in capo al professionista

Spetta al professionista informare il cliente delle scarse possibilità di successo dell’impugnazione e dissuaderlo dal ricorrere alla Giustizia tributaria, indirizzandolo invece ad una forma di definizione agevolata dell’accertamento. L’onere probatorio dell’avvenuta corretta informazione al cliente grava pacificamente in capo al professionista. (Nicola Cera) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza 26 marzo 2020.





Sfoglia:
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226 227 228 229 230 231 232 233 234 235 236 237 238 239 240 241 242 243 244 245 246 247 248 249 250 251 252 253 254 255 256 257 258 259 260 261 262 263 264 265 266 267 268 269 270 271 272 273 274 275 276 277 278 279 280 281 282 283 284 285 286 287 288 289 290 291


(chiudi)



Widgets Magazine






  Crisi d'Impresa e Fallimento

  

Home page
Novità
Giuripr. Merito
Giuripr. Legittimità

Archivi
Articoli
Tutti
Cerca

Crisi d'Impresa e Fallimento
Periodico trimestrale pubblicato in 42045 Luzzara (RE), Via Grandi n. 5, edito da:
Centro Studi Giuridici

Associazione di promozione sociale, con sede in 42045 - Luzzara (RE), Via Grandi n. 5, iscritta nel Registro Provinciale delle Associazioni di Promozione Sociale della Provincia di Reggio Emilia  al n. 53298/31, a far tempo dal 02/11/11.
P.Iva: 02216450201; C.F.: 01762090205

e-mail: csgeditore@gmail.com
Concessionaria per la pubblicità: IUS di Stamura Bortesi, con sede in 46029 - Suzzara (MN), Via Biocheria n. 23 - P.I. 02389250206.