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ISSN 2282-1317  

  

     Rivista trimestrale di diritto delle procedure di risanamento dell'impresa e del fallimento

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Docenti e ricercatori universitari di medicina, rapporto di lavoro con l'azienda sanitaria e giurisdizione

Docenti e ricercatori universitari di medicina - Rapporto di lavoro con l'azienda sanitaria - Giurisdizione - Devoluzione al giudice ordinario - Fondamento

Appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario la controversia avente ad oggetto il rapporto di lavoro del personale universitario con l'azienda sanitaria, poiché l'art. 5,comma 2, del d.lgs. n. 517 del 1999 distingue il rapporto di lavoro dei professori e ricercatori con l'università da quello instaurato dagli stessi con l'azienda ospedaliera (anche qualora quest'ultima non si sia ancora trasformata in azienda ospedaliero-universitaria) e dispone che, sia per l'esercizio dell'attività assistenziale, sia per il rapporto con le aziende, si applicano le norme stabilite per il personale del servizio sanitario nazionale; pertanto, qualora la parte datoriale si identifichi nell'azienda sanitaria, la qualifica di professore universitario funge da mero presupposto del rapporto lavorativo e l'attività svolta si inserisce nei fini istituzionali e nell'organizzazione dell'azienda, determinandosi, perciò, l'operatività del principio generale di cui all'art. 63, comma 1, del d.lgs. n. 165 del 2001 che sottopone al giudice ordinario le controversie dei dipendenti delle aziende e degli enti del servizio sanitario nazionale. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 07 maggio 2020, n.8633.




Reato nei confronti della PA accertato in sede penale e azione di responsabilità svolta dalla P.A. in sede civile

Fatto reato nei confronti della Pubblica Amministrazione accertato in sede penale - Azione di responsabilità svolta dalla P.A. in sede civile - Ammissibilità

L'azione di responsabilità civile promossa dalle pubbliche amministrazioni per il ristoro dei danni cagionati dall'illecito commesso dai propri dipendenti può essere esercitata in maniera indipendente dall'azione di responsabilità per danno erariale, anche qualora il fatto materiale, costituente reato, sia stato accertato in un giudizio penale nel quale la P.A. danneggiata non si sia costituita parte civile. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 07 maggio 2020, n.8634.




Reato nei confronti della PA accertato in sede penale e azione di responsabilità svolta dalla P.A. in sede civile

Fatto reato nei confronti della Pubblica Amministrazione accertato in sede penale - Azione di responsabilità svolta dalla P.A. in sede civile - Ammissibilità

L'azione di responsabilità civile promossa dalle pubbliche amministrazioni per il ristoro dei danni cagionati dall'illecito commesso dai propri dipendenti può essere esercitata in maniera indipendente dall'azione di responsabilità per danno erariale, anche qualora il fatto materiale, costituente reato, sia stato accertato in un giudizio penale nel quale la P.A. danneggiata non si sia costituita parte civile. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 07 maggio 2020, n.8634.




Separazione dei coniugi: la corte d’appello adita in sede di reclamo avverso l’ordinanza del presidente del tribunale non deve statuire sulle spese

Separazione dei coniugi - Ordinanza presidenziale - Reclamo alla corte d'appello - Liquidazione delle spese - Esclusione - Fondamento

In tema di separazione dei coniugi, la corte d’appello adita in sede di reclamo avverso l’ordinanza del presidente del tribunale, ai sensi dell’art. 708 c.p.c., non deve statuire sulle spese del procedimento, poiché, trattandosi di provvedimento adottato in pendenza della lite, resta riservato al tribunale provvedere sulle spese nella sentenza emessa a conclusione del giudizio anche per la fase di reclamo. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 30 aprile 2020, n.8432.




La mera presentazione di una richiesta di concessione di un termine ex art. 161, commi 6 e 10, l.fall. costituisce un fatto neutro inidoneo di per sé a dimostrare la volontà del debitore di sfuggire al fallimento

Concordato preventivo - Concordato con riserva - Richiesta di concessione del termine ex art. 161, comma 6, l.fall. - Prova della volontà dilatoria - Esclusione - Fondamento - Domanda anticipata presentata all'ultimo momento utile - Abuso dello strumento concordatario - Sussistenza - Condizioni

La mera presentazione di una richiesta di concessione di un termine ex art. 161, commi 6 e 10, l.fall. costituisce un fatto neutro inidoneo di per sé a dimostrare la volontà del debitore di sfuggire alla dichiarazione di fallimento, giacché il mero differimento del procedimento prefallimentare che ne discende rimane neutralizzato dal fenomeno di consecuzione delle procedure concorsuali; nondimeno, la circostanza della presentazione della domanda anticipata di concordato all'ultimo momento utile può concorrere a dimostrare, unitamente ad altri elementi atti a rappresentare in termini abusivi il quadro d'insieme in cui l'iniziativa è stata assunta, il perseguimento di finalità dilatorie del tutto diverse dall'intenzione di regolare la crisi d'impresa. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 12 marzo 2020, n.7117.




No alla prededuzione se gli atti di frode erano noti al professionista

Credito professionale – Prededuzione – Credito del professionista che predisposto la documentazione necessaria per l'ammissione al concordato preventivo – Atti di frode noti al professionista

Il credito del professionista che abbia predisposto la documentazione necessaria per l'ammissione al concordato preventivo non è prededucibile nel successivo fallimento ove l'ammissione alla procedura minore sia stata revocata per atti di frode dei quali il professionista stesso fosse a conoscenza. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 15 maggio 2020, n.9027.




No alla prededuzione se gli atti di frode erano noti al professionista

Credito professionale – Prededuzione – Credito del professionista che predisposto la documentazione necessaria per l'ammissione al concordato preventivo – Atti di frode noti al professionista

Il credito del professionista che abbia predisposto la documentazione necessaria per l'ammissione al concordato preventivo non è prededucibile nel successivo fallimento ove l'ammissione alla procedura minore sia stata revocata per atti di frode dei quali il professionista stesso fosse a conoscenza. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 15 maggio 2020, n.9027.




I termini dell’art. 69-bis l.f. nell’eccezione revocatoria

Fallimento – Accertamento del passivo – Eccezione revocatoria dell’ipoteca – Termini di cui all’art. 69-bis l.f. – Effetti dell’accoglimento dell’eccezione

L’art. 95, comma 1, legge fall., allorquando si riferisce all’eccezione revocatoria sollevata per le vie brevi dal curatore fallimentare e alla relativa prescrizione dell’azione, richiama il doppio termine di cui all’art. 69 bis, comma 1, legge fall. nonostante l’espresso richiamo nella rubrica della norma da ultimo citata al termine decadenziale dall’azione.

L’accoglimento della eccezione revocatoria sollevata dal curatore in sede di accertamento del passivo con riferimento all’ipoteca comporta solo l’esclusione dell’invocata ipoteca a corredo del credito derivante dal saldo del conto corrente e non già di quest’ultimo in via chirografaria. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. I, 09 maggio 2020, n.9136.




I termini dell’art. 69-bis l.f. nell’eccezione revocatoria

Fallimento – Accertamento del passivo – Eccezione revocatoria dell’ipoteca – Termini di cui all’art. 69-bis l.f. – Effetti dell’accoglimento dell’eccezione

L’art. 95, comma 1, legge fall., allorquando si riferisce all’eccezione revocatoria sollevata per le vie brevi dal curatore fallimentare e alla relativa prescrizione dell’azione, richiama il doppio termine di cui all’art. 69 bis, comma 1, legge fall. nonostante l’espresso richiamo nella rubrica della norma da ultimo citata al termine decadenziale dall’azione.

L’accoglimento della eccezione revocatoria sollevata dal curatore in sede di accertamento del passivo con riferimento all’ipoteca comporta solo l’esclusione dell’invocata ipoteca a corredo del credito derivante dal saldo del conto corrente e non già di quest’ultimo in via chirografaria. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. I, 09 maggio 2020, n.9136.




I termini dell’art. 69-bis l.f. nell’eccezione revocatoria

Fallimento – Accertamento del passivo – Eccezione revocatoria dell’ipoteca – Termini di cui all’art. 69-bis l.f. – Effetti dell’accoglimento dell’eccezione

L’art. 95, comma 1, legge fall., allorquando si riferisce all’eccezione revocatoria sollevata per le vie brevi dal curatore fallimentare e alla relativa prescrizione dell’azione, richiama il doppio termine di cui all’art. 69 bis, comma 1, legge fall. nonostante l’espresso richiamo nella rubrica della norma da ultimo citata al termine decadenziale dall’azione.

L’accoglimento della eccezione revocatoria sollevata dal curatore in sede di accertamento del passivo con riferimento all’ipoteca comporta solo l’esclusione dell’invocata ipoteca a corredo del credito derivante dal saldo del conto corrente e non già di quest’ultimo in via chirografaria. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. I, 09 maggio 2020, n.9136.




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