Riviste:   IL CASO.it Famiglia e Minori Internet & Technology Penale Impresa Medico e Responsabilita'

  Crisi d'Impresa e Insolvenza

 

Come inviare la giurisprudenza

ISSN 2282-1317  

Direzione e redazione  

     Rivista trimestrale di diritto delle procedure di risanamento dell'impresa e del fallimento

   Home    Articoli    Sentenze di merito    Sentenze di legittimità    Archivi   
 

 i Codici

 Civile

 Societario

 Condominio

 Amm. Sostegno


 Proc. Civile

 Proc. Societario

 Mediazione

 Negoziazione Ass.

 Arbitrato


 Fallimentare Giurisp.

 Fallimentare Ragion.

 Crisi e Insolvenza

 Crisi Insolv. Disp. Att.

 Sovraindebitamento

 Amm. Straord.


 Bancario

 Testo Un. Bancario

 Risoluzione, Bail-in

 Finanziario

 Testo Un. Finanza


 Voluntary Disclosure

 Voluntary Rassegna


 Donazioni

 Invio decisioni

 Citazioni


 C.Cassazione

 C.Costituzionale

 Gazzetta Uff.

 Leggi UE

 Banca d'Italia

 Consob

Ultime novità pubblicate
 Articoli  -    Merito  -   Legittimità

Archivi
Articoli
Merito:   2018    2017    2016    2015    2014    2013    2012    2011    2010   
2009    2008    2007    altre 
Legittimità:   2018    2017    2016    2015    2014    2013    2012    2011    2010   
2009    2008    2007    altre 


(chiudi)


Merito, le ultime 10 novità
(in ordine di data di pubblicazione su questa Rivista)


Concordato preventivo con cessione dei beni – Natura della percentuale di soddisfacimento minimo dei creditori chirografari – Sindacato demandato al Tribunale circa l’idoneità della proposta ad assicurare il soddisfacimento dei creditori chirografari nella percentuale minima

La previsione contenuta nell’art. 160, comma 4, l. fall. (aggiunto dall’ art. 4, comma 1, lett. a, D.L. 27 giugno 2015, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla L. 6 agosto 2015, n. 132), secondo cui la proposta di concordato deve assicurare il pagamento di almeno il venti per cento dell'ammontare dei crediti chirografari, ha introdotto un ulteriore requisito di ammissibilità della domanda di concordato preventivo.

Ciò tuttavia non incide sull’estensione del sindacato del tribunale sulla proposta e sul piano di concordato preventivo, circoscritto alla verifica della fattibilità giuridica, intesa come verifica della non incompatibilità dello stesso con norme inderogabili mentre il controllo di fattibilità economica, intesa quale realizzabilità in concreto del piano  proposto dal debitore, è circoscritto nei limiti della verifica della sussistenza o meno di una manifesta inettitudine del piano a raggiungere gli obiettivi prefissati.

Alla luce di tali criteri, la prospettiva che la liquidazione del patrimonio immobiliare di titolarità del debitore proponente non dia i risultati sperati, costituisce, una volta che il valore dei cespiti sia stato determinato sulla base di parametri prudenziali, una questione di fattibilità economica rimessa alla valutazione esclusiva del ceto creditorio. (Alessandro Morgante) (riproduzione riservata)
Appello Genova 23 novembre 2018.




Processo civile – Mediazione – Chiamata in causa di terzo fondata sul contratto assicurativo

Mediazione – Rinnovazione – Partecipazione al procedimento di consulenza delle imprese di assicurazione dell'ente ospedaliero e del professionista


L'incipit dell'art. 5, co. 1 bis, d.lgs. 28/10, riferendosi a “chi intende esercitare in giudizio un'azione”, non si riferisce solamente alle domande proposte dall'attore e può dunque essere riferito anche alla chiamata di terzo fondata sul contratto assicurativo purché vi sia una controversia tra chiamante e chiamato sulla validità o operatività del contratto di assicurazione.

La rinnovazione della mediazione con un ambito soggettivo più ampio di quello originario può assicurare maggiormente il risultato conciliativo e di ciò si ha una indiretta conferma nel disposto del comma 4 dell'art. 8 della l. 24/2017; tale norma infatti prevede testualmente che: “la partecipazione al procedimento di consulenza preventiva è obbligatoria per tutte le parti, comprese le imprese di assicurazione di cui all’art. 10”; e il legislatore infatti prevedendo che le compagnie assicuratrici dell'ente ospedaliero e del professionista sono parti necessarie il procedimento di ATP e, per di più, quelle principalmente onerate della proposta conciliativa, ha inteso assicurare la funzione conciliativa dell’istituto nella piena consapevolezza che senza un loro coinvolgimento le possibilità conciliativa sono assai ridotte. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Verona 02 febbraio 2018.




Reclamo avverso la sentenza di fallimento pronunciata ai sensi dell’art. 162 l. fall. – Previa declaratoria di inammissibilità della domanda di concordato – Effetto devolutivo del reclamo

Il reclamo proposto dal debitore avverso la sentenza dichiarativa di fallimento che faccia seguito alla previa declaratoria di inammissibilità della domanda di concordato, ha effetto devolutivo pieno; ne consegue che il giudice del reclamo risulta investito della cognizione circa la sussistenza dei presupposti per l’adozione del decreto di ammissione al concordato preventivo. (Alessandro Morgante) (riproduzione riservata) Appello Genova 23 novembre 2018.




Reclamo avverso la sentenza di fallimento pronunciata ai sensi dell’art. 162 l. fall. – Previa declaratoria di inammissibilità della domanda di concordato – Effetto devolutivo del reclamo

Il reclamo proposto dal debitore avverso la sentenza dichiarativa di fallimento che faccia seguito alla previa declaratoria di inammissibilità della domanda di concordato, ha effetto devolutivo pieno; ne consegue che il giudice del reclamo risulta investito della cognizione circa la sussistenza dei presupposti per l’adozione del decreto di ammissione al concordato preventivo. (Alessandro Morgante) (riproduzione riservata) Appello Genova 23 novembre 2018.




Procedimento per l’ammissione al concordato preventivo – Accertamenti istruttori disposti dal Tribunale – Esercizio del diritto di difesa da parte del debitore

Qualora il Tribunale ritenga di porre a fondamento della pronuncia di inammissibilità della domanda di concordato preventivo le risultanze di un’attività istruttoria disposta di ufficio, e non ragioni connesse alla mera valutazione del contenuto della proposta, è tenuto a consentire al debitore proponente di esplicare le proprie potenzialità difensive, mettendolo in condizione di interloquire sulle risultanze dell’attività istruttoria cui è stato dato corso; ne consegue che, in mancanza di audizione del debitore prescritta dall’art. 162, comma 2, l. fall., si determina una lesione del diritto di difesa del debitore con conseguente nullità del decreto di inammissibilità della domanda di concordato preventivo. (massima ufficiale) Appello Genova 23 novembre 2018.




Separazione – Diritto del coniuge di accedere ai documenti del congiunto mediante istanza ex lege 241 del 1990 presentata all’agenzia delle entrate – Sussiste

In pendenza della separazione, il coniuge ha diritto di accedere, ai sensi della legge n. 241 del 1990, ai documenti reddituali e patrimoniali del consorte, in possesso dell’Agenzia delle Entrate senza che l’agenzia possa opporre, sul punto, la necessità di una autorizzazione del giudice (la questione è controversa in giurisprudenza. A questo indirizzo aderisce la maggior parte dei giudici: ex multis: T.A.R. Bari, sez. III, 3 febbraio 2017, n. 94; T.A.R. Lazio Roma Sez. III, Sent., 17.04.2015, n. 5717; T.A.R. Friuli-Venezia Giulia Trieste Sez. I, Sent., 08.10.2012, n. 363; T.A.R. Abruzzo L'Aquila Sez. I, Sent., 29.09.2011, n. 466; da ultimo TAR Lazio, Roma, Sez II, 8.2.2017, n. 2161). Contra Consiglio di Stato n. 3461/2017 che ha ritenuto, stante la specialità delle disposizioni di cui al combinato disposto degli artt. 492 bis c.p.c. e 155 quinquies e sexies disp. att. c.p.c. rispetto alle norme dettate dalla legge n. 241/1990, che l’accesso a tali informazioni sia possibile solo su autorizzazione del Tribunale). (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) T.A.R. Campania 02 ottobre 2018.




Fallimento – Concorso tra creditore fondiario e fallimento – Crediti della massa che godono di collocazione preferenziale rispetto a quello del creditore fondiario – Assegnazione al fallimento – Ammissibilità

In tema di concorso tra esecuzione individuale su iniziativa del creditore fondiario e fallimento, il giudice dell’esecuzione può assegnare direttamene al curatore del fallimento il ricavato dalla vendita allo scopo di soddisfare crediti della massa che godono di collocazione preferenziale rispetto a quello del creditore fondiario. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso 17 ottobre 2018.




Fallimento – Stato di insolvenza – Conversione del pignoramento – Effetti

L’ammissione del debitore al beneficio della conversione del pignoramento (nella specie con rateizzazione in trentasei mensilità) non elimina lo stato di insolvenza dell’impresa, trattandosi di modalità di adempimento dell’obbligazione non spontanea ed attuata con mezzi non ordinari.

[Nel caso di specie, il tribunale rilevava, inoltre, come il vincolo di solidarietà avrebbe esposto il debitore ad azioni di regresso promosse dai condebitori, anch’essi assoggettati a procedure di espropriazione individuale ad iniziativa del creditore.] (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Treviso 15 novembre 2018.




Concordato preventivo – Credito del professionista per prestazioni rese in funzione della procedura – Prededuzione art. 111 l. fall. – Spettanza – Condizioni

La prededuzione del credito del professionista che ha prestato assistenza in vista della proposizione di una domanda di concordato discende direttamente dalla legge (art 111, comma 2, legge fall. ), il credito ha de plano carattere di “strumentalità” rispetto al concordato ed è quindi dotato automaticamente del requisito della funzionalità.

La norma detta un principio generale volto a favorire l’accesso a forme di soluzione concordata della crisi ed introduce allo scopo una eccezione alla par condicio, estendendo la prededucibilità a tutti i crediti sorti “in funzione” di precedenti procedure concorsuali, prescindendo da ogni indagine sul momento di insorgenza e senza prescrivere requisiti ulteriori. Non deve quindi essere compiuta alcuna valutazione ex post di “utilità in concreto”, rispetto alla massa dei creditori, della prestazione da cui sorge il credito e della precedente procedura La tutela dei creditori da eventuali situazioni di abuso va individuata nel necessario riscontro, ai fini del riconoscimento della prededuzione – ma anche della ammissione stessa del credito - del diligente adempimento della prestazione da parte del professionista: tutte le prestazioni professionali che dovessero essere connotate da negligenza o imperizia – concetti in cui vanno comprese anche la correttezza e ragionevolezza delle scelte tecniche compiute per la soluzione della crisi dell’impresa - tali da essere inidonee, con giudizio ex ante, al conseguimento dell’obiettivo di accesso ad una procedura di soluzione concordata della crisi, comportano il difetto di funzionalità del relativo credito. (Massimiliano Semprini) (riproduzione riservata)
Tribunale Rimini 12 novembre 2018.




Usura pattizia del contratto di mutuo per il TEG promesso in caso di eventuale estinzione anticipata – Rilevanza ai fini usura della penale per l’estinzione anticipata per il solo fatto di essere stata pattuita – Conseguente gratuità del mutuo – L’omissione dell’ISC/TAEG dà luogo all’applicazione dei tassi BOT ex art. 117TUB, comma 7, anche prima dell’introduzione dell’obbligo della loro indicazione

Alla stregua di quanto previsto dall'art. 1, c. 5° L. 108/96 a tenore del quale "per la determinazione del tasso di interesse usurario si tiene conto delle commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate alla erogazione del credito", ai fini dell'accertamento dell'usurarietà del tasso applicato al mutuo deve tenersi conto anche della  commissione (o penale) per estinzione anticipata del credito.

La finalità perseguita dal legislatore al momento della emanazione della L. 108/96 era quella di contenere i tassi anomali, ricomprendendo nel relativo calcolo, ai fini della disciplina anti-usura e del superamento del tasso soglia, qualsiasi onere collegato alla erogazione del credito e, quindi, anche al costo pattuito per la estinzione anticipata del mutuo.

Dalla applicazione di tale principio consegue che, ai fini della verifica della usurarietà del tasso convenuto nel contratto di mutuo per cui è causa, deve tenersi conto non solo del tasso di interessi convenuto, ma anche di tutti gli altri costi previsti in contratto, sia quelli certi (come le spese di istruttoria, ecc.), sia quelli eventuali quali possono essere gli interessi moratori (dovuti in caso di inadempimento nel pagamento delle rate di mutuo) e la commissione per estinzione anticipata.

Tale ultima commissione, infatti, come ritenuto recentemente anche da altri Tribunali (cfr. Trib. Bari, 19/10/2015; Trib. Pescara, 28/11/2014; Trib. Ascoli Piceno, 30/06/2014), rappresenta certamente un costo del mutuo erogato, anche se incerto nell’an e nel quantum, in considerazione del fatto che essa, al pari degli interessi di mora, dipende da un fatto del mutuatario; il relativo calcolo deve essere effettuato in relazione al capitale concesso a mutuo, dovendosi aver riguardo al momento in cui le condizioni contrattuali vengono pattuite, così come prescrive la legge, considerato che bisogna certamente considerare anche l’ipotesi che l'estinzione anticipata venga richiesta già prima o immediatamente dopo il pagamento della prima rata.

In proposito, sulla base delle disposizioni vigenti, non può essere applicato il “principio dell’effettività” richiamato dalla banca convenuta, poiché gli oneri contrattuali devono essere computati ai fini dell’eventuale supero del tasso usurario anche se soltanto pattuiti e non corrisposti. (Dario Nardone) (riproduzione riservata)
Tribunale Chieti 13 aprile 2018.




(chiudi)


Widgets Magazine




  Crisi d'Impresa e Fallimento

  

Home page
Novità
Giuripr. Merito
Giuripr. Legittimità

Archivi
Articoli
Tutti
Cerca

Crisi d'Impresa e Fallimento
Periodico trimestrale pubblicato in 42045 Luzzara (RE), Via Grandi n. 5, edito da:
Centro Studi Giuridici

Associazione di promozione sociale, con sede in 42045 - Luzzara (RE), Via Grandi n. 5, iscritta nel Registro Provinciale delle Associazioni di Promozione Sociale della Provincia di Reggio Emilia  al n. 53298/31, a far tempo dal 02/11/11.
P.Iva: 02216450201; C.F.: 01762090205

e-mail: csgeditore@gmail.com
Concessionaria per la pubblicità: IUS di Stamura Bortesi, con sede in 46029 - Suzzara (MN), Via Biocheria n. 23 - P.I. 02389250206.