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     Rivista trimestrale di diritto delle procedure di risanamento dell'impresa e del fallimento

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(in ordine di data di pubblicazione su questa Rivista)


Nel piano attestato di risanamento l’adesione dei creditori non può essere acquisita successivamente

Piano attestato di risanamento - Adesione dei creditori - Presupposto

La semplice offerta ai creditori della sottoscrizione di un piano attestato di risanamento non è sufficiente per configurare la fattispecie di cui all’art. 67 co. 3 lett. d) l. fall., in quanto il consenso dei creditori costituisce un presupposto che deve essere presente sin dall’inizio, non potendo essere acquisito successivamente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Catania 11 gennaio 2019.




Violazione dei doveri derivanti dal matrimonio: illecito civile con risarcimento del danno non patrimoniale

Infedeltà nell'ambito matrimoniale - Disconoscimento di paternità - Illecito civile - Violazione dei diritti costituzionalmente protetti - Risarcimento danni

La violazione dei doveri nascenti dal matrimonio non trova necessariamente la propria sanzione solo nelle misure tipiche previste dal diritto di famiglia, ma, ove ne sussistano i presupposti secondo le regole generali, può integrare gli estremi di un illecito civile e la relativa azione deve ritenersi del tutto autonoma rispetto alla domanda di separazione e di addebito ed esperibile a prescindere da dette domande, ben potendo la medesima "causa petendi" dare luogo a una pluralità di azioni autonome contrassegnate ciascuna da un diverso " petitum".

Ne deriva, inoltre che ove nel giudizio di separazione non sia stato domandato l'addebito, o si sia rinunciato alla pronuncia di addebito, il giudicato si forma, coprendo il dedotto e deducibile, unicamente in relazione al "petitum" azionato e non sussiste pertanto alcuna preclusione all'esperimento dell'azione di risarcimento per violazione dei doveri nascenti dal matrimonio, così come nessuna preclusione si forma in caso di separazione consensuale. (Angela Farella) (Giancarlo Russo Frattasi) (riproduzione riservata)
Tribunale Bari 18 marzo 2019.




Doveri di diligenza e di informazione del professionista incaricato di assistere l’impresa nella presentazione della domanda di concordato preventivo

Concordato preventivo – Obbligazione del professionista che assiste l’imprenditore – Doveri di diligenza e di informazione

Il professionista incaricato di assistere l’impresa nella presentazione della domanda di concordato preventivo deve utilizzare tutte le cognizioni tecniche a propria disposizione per presentare una domanda completa, esaustiva e ineccepibile, quantomeno sotto il profilo dell’ammissibilità del beneficio richiesto, così da demandare esclusivamente ai creditori ogni decisione in ordine all’apertura o meno della procedura concordataria ovvero, in alternativa, dopo aver raccolto dalla propria committente tutta la documentazione e le informazioni necessarie per potervi accedere, la deve informare delle numerose criticità connesse alla scelta effettuata e, se del caso, rappresentarle il rischio concreto di una declaratoria di inammissibilità e/o l’opportunità di rinunciare alla domanda e ciò al fine di non essere costretta a sostenere gli ulteriori costi dei professionisti interessati. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
 
[Nel caso di specie, il commissario giudiziale, provvisoriamente nominato dal giudice delegato, aveva sin da subito rimarcato una serie di criticità del piano, successivamente riportate nel decreto di rigetto della domanda emanato dal tribunale, criticità non sanate nonostante - anche al di là di ogni ragionevolezza e del buon senso - la procedura sia rimasta in piedi all’incirca un anno; le criticità in questione attingono alla fattibilità tecnico-giuridica del piano, alla sostenibilità economica ed alla completezza dei dati forniti affinché l’organo giudicante potesse effettuare un vaglio di ammissibilità consapevole e sufficientemente adeguato.]
Tribunale Monza 04 giugno 2019.




Doveri di diligenza e di informazione del professionista incaricato di assistere l’impresa nella presentazione della domanda di concordato preventivo

Concordato preventivo – Obbligazione del professionista che assiste l’imprenditore – Doveri di diligenza e di informazione

Il professionista incaricato di assistere l’impresa nella presentazione della domanda di concordato preventivo deve utilizzare tutte le cognizioni tecniche a propria disposizione per presentare una domanda completa, esaustiva e ineccepibile, quantomeno sotto il profilo dell’ammissibilità del beneficio richiesto, così da demandare esclusivamente ai creditori ogni decisione in ordine all’apertura o meno della procedura concordataria ovvero, in alternativa, dopo aver raccolto dalla propria committente tutta la documentazione e le informazioni necessarie per potervi accedere, la deve informare delle numerose criticità connesse alla scelta effettuata e, se del caso, rappresentarle il rischio concreto di una declaratoria di inammissibilità e/o l’opportunità di rinunciare alla domanda e ciò al fine di non essere costretta a sostenere gli ulteriori costi dei professionisti interessati. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
 
[Nel caso di specie, il commissario giudiziale, provvisoriamente nominato dal giudice delegato, aveva sin da subito rimarcato una serie di criticità del piano, successivamente riportate nel decreto di rigetto della domanda emanato dal tribunale, criticità non sanate nonostante - anche al di là di ogni ragionevolezza e del buon senso - la procedura sia rimasta in piedi all’incirca un anno; le criticità in questione attingono alla fattibilità tecnico-giuridica del piano, alla sostenibilità economica ed alla completezza dei dati forniti affinché l’organo giudicante potesse effettuare un vaglio di ammissibilità consapevole e sufficientemente adeguato.]
Tribunale Monza 04 giugno 2019.




Immobile da costruire: scioglimento del curatore dal contratto preliminare trascritto

Preliminare di vendita trascritto – Immobile da costruire – Scioglimento del curatore ex art. 72 bis l.fall. – Legittimo

“Immobili da costruire” ai sensi dell’art. 72 bis l.fall. devono intendersi gli edifici per i quali sia stato richiesto il permesso di costruire e che siano ancora da edificare o la cui costruzione non risulti essere stata ultimata versando in stadio tale da non consentire ancora il rilascio del certificato di agibilità.

La norma di cui all’art. 72 bis l.fall. costituisce ulteriore specificazione della norma di più ampio contenuto di cui all’ottavo comma dell’art. 72 l.fall., dovendo apprezzarsi la circostanza che, mentre quest’ultima si riferisce a tutti i preliminari di vendita trascritti, il disposto dell’art. 72 bis l.fall. viene ulteriormente a restringere il campo di applicazione, che risulta limitato a quelli soli fra questi che abbiano ad oggetto immobili ancora da edificare ovvero ancora in corso di costruzione e tali da non poter ottenere il rilascio del certificato di agibilità.

Ne consegue che, essendosi in presenza di un rapporto a cascata di specialità fra primo comma dell’art. 72 l.f., ottavo comma di tale medesima norma e art. 72 bis l.f., abbia appunto a trovare applicazione, nel caso di preliminare trascritto avente ad oggetto immobili da costruire, tale ultima norma, in forza della quale compete al curatore la facoltà di sciogliersi dal preliminare. (Tatiana Babolin) (riproduzione riservata)
Tribunale Padova 30 maggio 2019.




Immobile da costruire: scioglimento del curatore dal contratto preliminare trascritto

Preliminare di vendita trascritto – Immobile da costruire – Scioglimento del curatore ex art. 72 bis l.fall. – Legittimo

“Immobili da costruire” ai sensi dell’art. 72 bis l.fall. devono intendersi gli edifici per i quali sia stato richiesto il permesso di costruire e che siano ancora da edificare o la cui costruzione non risulti essere stata ultimata versando in stadio tale da non consentire ancora il rilascio del certificato di agibilità.

La norma di cui all’art. 72 bis l.fall. costituisce ulteriore specificazione della norma di più ampio contenuto di cui all’ottavo comma dell’art. 72 l.fall., dovendo apprezzarsi la circostanza che, mentre quest’ultima si riferisce a tutti i preliminari di vendita trascritti, il disposto dell’art. 72 bis l.fall. viene ulteriormente a restringere il campo di applicazione, che risulta limitato a quelli soli fra questi che abbiano ad oggetto immobili ancora da edificare ovvero ancora in corso di costruzione e tali da non poter ottenere il rilascio del certificato di agibilità.

Ne consegue che, essendosi in presenza di un rapporto a cascata di specialità fra primo comma dell’art. 72 l.f., ottavo comma di tale medesima norma e art. 72 bis l.f., abbia appunto a trovare applicazione, nel caso di preliminare trascritto avente ad oggetto immobili da costruire, tale ultima norma, in forza della quale compete al curatore la facoltà di sciogliersi dal preliminare. (Tatiana Babolin) (riproduzione riservata)
Tribunale Padova 30 maggio 2019.




Concordato preventivo e criteri per la liquidazione del compenso ai c.d. pre-commissari di nomina facoltativa

Concordato preventivo con riserva – Liquidazione del compenso ai c.d. pre-commissari – Ipotesi in cui non sia stata mai aperta la procedura  per sopravvenuta dichiarazione di inammissibilità

La liquidazione del compenso ai c.d. pre-commissari  giudiziali, nella ipotesi di concordato con riserva di cui non sia stata mai aperta la procedura  per sopravvenuta dichiarazione di inammissibilità, non può essere effettuata ai sensi dell’art. 5 del D.M. 30/2012, applicabile solo ai commissari giudiziali nominati ex art. 163 Legge Fallimentare, che abbiano compiuto attività di verifica dei debiti e dei crediti e redatto l’inventario del patrimonio del debitore.

I c.d. pre-commissari, di nomina facoltativa, svolgono compiti diversi e meno impegnativi da quelli propri dei commissari giudiziali, assumendo il ruolo di ausiliari dei giudici, con i quali  coadiuvano esercitando generici compiti di vigilanza e di controllo sul debitore, per cui ad essi, per la liquidazione del compenso, si applicano i criteri stabiliti per gli ausiliari del giudice dalla L. 319/1980 e dal D.M. 30/5/2002.  
Ai c.d. pre-commissari  non sono applicabili i criteri di cui agli artt. 2, 3, 4 e 5 del D.M. 30/5/2002 in quanto riferiti ad attività diverse da quelle da essi svolte.

Per  la liquidazione del compenso ai c.d. pre-commissari  è applicabile il criterio residuale delle vacazioni ex artt. 4 L. 319/1980 e 1 D.M. 30/5/2002, che consente di commisurare il compenso alla quantità, qualità, complessità e durata delle attività effettivamente svolte e documentate. (Alfredo Montefusco) (riproduzione riservata)
Tribunale Benevento 12 aprile 2019.




Concordato preventivo e criteri per la liquidazione del compenso ai c.d. pre-commissari di nomina facoltativa

Concordato preventivo con riserva – Liquidazione del compenso ai c.d. pre-commissari – Ipotesi in cui non sia stata mai aperta la procedura  per sopravvenuta dichiarazione di inammissibilità

La liquidazione del compenso ai c.d. pre-commissari  giudiziali, nella ipotesi di concordato con riserva di cui non sia stata mai aperta la procedura  per sopravvenuta dichiarazione di inammissibilità, non può essere effettuata ai sensi dell’art. 5 del D.M. 30/2012, applicabile solo ai commissari giudiziali nominati ex art. 163 Legge Fallimentare, che abbiano compiuto attività di verifica dei debiti e dei crediti e redatto l’inventario del patrimonio del debitore.

I c.d. pre-commissari, di nomina facoltativa, svolgono compiti diversi e meno impegnativi da quelli propri dei commissari giudiziali, assumendo il ruolo di ausiliari dei giudici, con i quali  coadiuvano esercitando generici compiti di vigilanza e di controllo sul debitore, per cui ad essi, per la liquidazione del compenso, si applicano i criteri stabiliti per gli ausiliari del giudice dalla L. 319/1980 e dal D.M. 30/5/2002.  
Ai c.d. pre-commissari  non sono applicabili i criteri di cui agli artt. 2, 3, 4 e 5 del D.M. 30/5/2002 in quanto riferiti ad attività diverse da quelle da essi svolte.

Per  la liquidazione del compenso ai c.d. pre-commissari  è applicabile il criterio residuale delle vacazioni ex artt. 4 L. 319/1980 e 1 D.M. 30/5/2002, che consente di commisurare il compenso alla quantità, qualità, complessità e durata delle attività effettivamente svolte e documentate. (Alfredo Montefusco) (riproduzione riservata)
Tribunale Benevento 12 aprile 2019.




Revocatoria ai sensi dell’art. 67, co. 2, L. Fall. del pagamento ottenuto con la vendita di titoli obbligazionari costituiti in pegno

Azione revocatoria fallimentare – Titoli obbligazionari costituiti in pegno – Mutuo – Esenzione da revocatoria per le operazioni di credito su pegno

L’art. 4 comma 2 del d.lgs. 170/2004 prevede la facoltà per l’istituto di credito di vendere i titoli dati in pegno, trattenere le somme ricavate e compensare le stesse con i debiti che la società datrice di pegno vanta verso la banca: tali operazioni, ed in particolare la compensazione, possono essere poste in essere anche in caso di apertura di un fallimento.

La direttiva 2002/47/CE, relativa ai contratti di garanzia finanziaria, per garantire un mercato finanziario europeo integrato esclude i contratti di garanzia dal campo di applicazione di alcune disposizioni delle leggi sull’insolvenza, in particolare quelle che vieterebbero il realizzo effettivo delle garanzie o creerebbero dubbi sulla validità di tecniche quali la compensazione per close-out, l’integrazione di garanzia e la sostituzione della garanzia. (Nicola Caltroni) (riproduzione riservata)
Tribunale Padova 30 aprile 2019.




Effetti del deposito della domanda di concordato sull’aggiudicazione del bene in sede esecutiva

Concordato preventivo – Procedura esecutiva pendente – Aggiudicazione del bene pignorato anteriore alla domanda di concordato – Diritto dell’aggiudicatario al trasferimento del bene – Pronuncia del decreto di trasferimento da parte del Giudice dell’esecuzione

L’aggiudicazione del bene pignorato non è superata dal successivo deposito della domanda di concordato preventivo e, pertanto, ai sensi dell’art. 187 bis disp. att. c.p.c. l’aggiudicatario ha diritto alla pronuncia del decreto di trasferimento in suo favore, una volta versato il saldo prezzo. (Giuseppe Caramia) (riproduzione riservata) Tribunale Terni 08 maggio 2019.




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