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Leasing e Crisi d'Impresa
Le ultime 10 decisioni pubblicate


Fallimento - Locazione finanziaria - Contratto risolto in data anteriore al fallimento - Applicazione della disciplina di cui all'articolo 72-quater l.f. - Esclusione - Distinzione tra leasing finanziario e leasing traslativo

Nell'ipotesi in cui il contratto di leasing si sia risolto per inadempimento dell'utilizzatore prima del fallimento di quest'ultimo, la norma che viene in rilievo non è l'articolo 72-quater legge fall., che presuppone la pendenza del contratto, bensì l'art. 72, comma 5, legge fall. che, recependo l'orientamento accolto dalla prevalente giurisprudenza prima della riforma, sancisce l'opponibilità alla massa dell'azione di risoluzione promossa anteriormente al fallimento.

In tal caso conserva validità il distinguo tra leasing di godimento e leasing traslativo ed il concedente può far valere nei confronti del fallimento la domanda di risoluzione del contratto ai sensi dell'articolo 1458, comma 1, c.c. o ai sensi dell'articolo 1526 c.c., ferma la necessità di insinuarsi al passivo qualora con la domanda di risoluzione siano proposte anche domande restitutorie o risarcitorie. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. I 09 febbraio 2016.




Fallimento - Effetti sui rapporti preesistenti - Contratto di leasing - Fallimento dell'utilizzatore - Art. 72 quater l.fall. - Opzione del curatore per lo scioglimento del contratto - Effetti - Diritto del concedente alla restituzione del bene - Sussistenza - Canoni non ancora scaduti alla data del fallimento - Ammissione integrale al passivo - Esclusione - Insinuazione al passivo per la sola differenza positiva tra canoni non scaduti e valore di allocazione del bene nel mercato - Ammissibilità - Fondamento

In tema di effetti del fallimento su preesistente rapporto di leasing, ai sensi dell'art. 72 quater l.fall. (introdotto dall'art. 59 del d.lgs. n. 5 del 2006 e modificato dall'art. 4, comma 8, del d.lgs. n. 169 del 2007), il concedente, in caso di fallimento dell'utilizzatore e di opzione del curatore per lo scioglimento del vincolo contrattuale, non può richiedere subito, mediante l'insinuazione al passivo ed ex art. 93 l.fall., anche il pagamento dei canoni residui che l'utilizzatore avrebbe dovuto corrispondere nell'ipotesi di normale svolgimento del rapporto di locazione finanziaria, poiché con la cessazione dell'utilizzazione del bene viene meno l'esigibilità di tale credito, ma ha esclusivamente diritto alla restituzione immediata del bene ed un diritto di credito eventuale, da esercitarsi mediante successiva insinuazione al passivo, nei limiti in cui, venduto il bene o altrimenti allocato a valori di mercato, dovesse verificarsi una differenza tra il credito vantato alla data del fallimento e la minor somma ricavata dalla allocazione del bene cui è tenuto il concedente stesso, secondo la nuova regolazione degli interessi fra le parti direttamente fissata dalla legge. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI 03 settembre 2015.




Fallimento - Locazione finanziaria - Scioglimento del contratto ad opera del curatore - Canoni successivi alla dichiarazione di fallimento - Ammissione al passivo - Esclusione

Nel caso in cui il curatore del fallimento si sciolga dal contratto di locazione finanziaria, i canoni dovuti per il periodo successivo alla dichiarazione di fallimento non vanno ammessi al passivo, in quanto con la cessazione della utilizzazione del bene viene meno la esigibilità del relativo credito; in tal caso, il concedente ha esclusivamente diritto alla restituzione immediata del bene e un diritto di credito eventuale, da esercitarsi mediante successiva insinuazione al passivo, nei limiti in cui dovesse verificarsi una differenza fra il credito vantato alla data del fallimento e la minor somma ricavata dalla allocazione del bene. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso 10 dicembre 2015.




Sospensione dei contratti in corso di esecuzione - Finalità - Concordato con riserva - Ammissibilità

Scioglimento e sospensione dei contratti in corso di esecuzione - Determinazione dell'indennizzo - Competenza del tribunale - Esclusione

Locazione finanziaria - Scioglimento e sospensione dei contratti in corso di esecuzione - Ammissibilità

Contratti di appalto - Scioglimento e sospensione dei contratti in corso di esecuzione - Ammissibilità - Integrale esecuzione da parte delle subappaltatore - Effetti

Contratto preliminare di compravendita - Sospensione e scioglimento dei contratti in corso di esecuzione - Ammissibilità - Trascrizione della domanda ex articolo 2932 c.c.


La domanda di sospensione dei contratti in corso di esecuzione di cui all'articolo 169-bis L.F. può essere formulata anche durante la fase di concordato con riserva in quanto, così come per gli effetti protettivi stabiliti dall'articolo 168, la stessa è volta ad anticipare la salvaguardia dell'integrità del patrimonio del debitore ed a consentirgli di strutturare nel modo ritenuto più conveniente, anche nell'interesse del ceto creditorio, un piano diretto a superare la crisi di impresa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Non compete al tribunale fallimentare, in sede di emissione di provvedimenti di cui all'articolo 169-bis L.F., la determinazione dell'eventuale indennizzo spettante alla controparte contrattuale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

I contratti di locazione finanziaria ancora pendenti al momento della domanda di concordato preventivo sono contratti a prestazioni corrispettive e possono, pertanto, essere fatti oggetto di istanza ex articolo 169-bis L.F.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

I contratti di appalto in corso di esecuzione al momento della domanda di concordato preventivo hanno natura di contratti a prestazioni corrispettive, senz'altro ricompresi nel novero di quelli interessati dalla disciplina di cui all'articolo 169-bis L.F., con la precisazione che, ove ne dovesse risultare integrale esecuzione da parte del subappaltatore, la sospensione andrebbe ad incidere sull'obbligo di pagamento del corrispettivo dovuto dal subappaltante, effetto, questo, già prodotto dall'apertura della procedura di concordato, la quale comporta il divieto di eseguire pagamenti in favore di creditori per titolo e causa anteriori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

I contratti preliminari di compravendita possono essere fatti oggetto di applicazione dell'articolo 169-bis L.F., qualora non abbiano avuto ancora esecuzione, posto che la sospensione degli stessi può rivelarsi funzionale all'interesse tutelato dalla norma di preservare l'integrità del patrimonio dell'imprenditore in crisi nell'interesse della massa dei creditori al fine di consentirgli di predisporre un piano per la soluzione della crisi. Non è di ostacolo alla sospensione di tali contratti la circostanza che i promissari acquirenti abbiano già proposto domande ex articolo 2932 c.c. di esecuzione in forma specifica dell'obbligo di contrarre e trascritto la relativa domanda. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Treviso 24 febbraio 2015.




Concordato preventivo - Affitto di azienda a Continuità aziendale - Esclusione

Concordato preventivo - Contratti in corso di esecuzione - Controllo dell'autorità giudiziaria - Valutazione del carattere abusivo dell'istanza e della sua coerenza al piano concordatario

Concordato preventivo - Contratti in corso di esecuzione - Ratio - Applicabilità alla fase preconcordataria

Concordato preventivo - Contratti in corso di esecuzione - Nozione - Contratti pendenti nel fallimento

Concordato preventivo - Contratti in corso di esecuzione - Contraddittorio con la controparte contrattuale - Necessità - Esclusione - Procedimento di cui all'articolo 669 bis e seguenti c.p.c. - Udienze di cui all'articolo 162 e 174 L.F.

Concordato preventivo - Rapporti pendenti - Rapporti bancari con anticipazioni e cessioni di credito - Applicazione dell'articolo 169 bis L.F. - Esclusione

Concordato preventivo - Rapporti pendenti - Rapporti bancari - Mandato all'incasso, garanzie sul credito e clausola di compensazione - Applicazione della disciplina di cui all'articolo 169 bis L.F. - Esclusione

Concordato preventivo - Patto di compensazione - Opponibilità - Esclusione

Concordato preventivo - Contratti in corso di esecuzione - Concordato di natura liquidatorie - Scioglimento dei contratti di interest rate swap - Ammissibilità


Nell'ambito del concordato con continuità aziendale di cui all'articolo 186 bis L.F., la esplicita previsione del requisito della "cessione di azienda in esercizio" consente di escludere  che il concordato con continuità possa essere attuato tramite la distinta ipotesi dell'affitto di azienda. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Il controllo in ordine allo scioglimento o alla sospensione dei contratti in corso di esecuzione di cui all'articolo 169 bis L.F. si esplica attraverso la verifica da parte dell'organo giurisdizionale dell'eventuale carattere abusivo del ricorso allo strumento nonché della coerenza dell’istanza di scioglimento rispetto al piano concordatario proposto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

L’art. 169 bis L.F. evidenzia una ratio convergente nel favorire l’accesso alla procedura di concordato ed a perseguire soluzioni non puramente liquidatorie o comunque più efficienti rispetto all’alternativa fallimentare; come tale, detta disposizione è compatibile anche con la fase preconcordataria, anche se, in questa fase, potrà farsi luogo, precauzionalmente ed in relazione al materiale probatorio in quel momento presumibilmente censibile, ad un provvedimento di semplice sospensione e non di scioglimento del rapporto di cui dovrebbe altrimenti opinarsi la definitività o revocabilità. (Alessandro Farolfi) (riproduzione riservata)

L’espressione “contratti in corso di esecuzione” deve essere interpretata coerentemente a quanto previsto negli artt. 72 e ss. L.F., ove si fa riferimento a “contratti non ancora eseguiti o non compiutamente eseguiti da entrambe le parti”. (Alessandro Farolfi) (riproduzione riservata)

Nell'ambito del procedimento di cui all'articolo 169 bis L.F., il contraddittorio con la controparte contrattuale – peraltro non previsto espressamente dalla norma - non deve essere necessariamente preventivo: se infatti può risultare necessario prima della pronuncia di scioglimento relativamente ad un rapporto di una certa complessità, lo stesso potrebbe utilmente integrarsi (per chi ammette il ricorso nella fase prenotativa) nel corso dell’udienza di cui all’art. 162 L.F. previa apposita notifica dell’istanza, non risultando contrario ai principi processuali (sia in rapporto  agli artt. 669 bis e ss. c.p.c., sia in rapporto alle norme sui procedimenti camerali) la scissione fra una fase d’urgenza inaudita altera parte ed una successiva, condotta nel contraddittorio e volta all’approfondimento del merito della vicenda. In corso di concordato, poi, anche l’udienza di cui all’art. 174 L.F. può inoltre costituire un utile momento di confronto con il creditore, anche in ordine all’entità della sua ammissione al voto (fermo restando che la decisione del giudice delegato su questo punto non sarà vincolante rispetto ad un eventuale accertamento dell’indennizzo avanti al giudice ordinario). (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Non può dirsi pendente e, quindi, assoggettabile alla disciplina di cui all'articolo 169 bis L.F., il rapporto bancario nel quale la banca abbia concesso anticipazioni non a fronte di mera girata per l'incasso o altro forma di mandato, ma dietro espressa cessione del credito vantato dalla cliente nei confronti di terzi. In tal caso, infatti, la banca risulta aver concretamente erogato la propria prestazione mediante l'accredito dell'anticipazione ed il cliente finanziato ha operato da parte sua la cessione del credito corrispondente, cosicché il rapporto non può dirsi pendente o parzialmente ineseguito da entrambe le parti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Può essere accolta l'istanza di scioglimento o di sospensione di cui all'articolo 169 bis L.F. dei rapporti bancari nei quali la linea di smobilizzo dei crediti non sia regolata dal meccanismo di anticipazione verso cessione del credito, ma piuttosto da altre forme compatibili con il concetto di rapporto pendente, quali il mandato all'incasso, la garanzia sul credito e la clausola di compensazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

In tema di opponibilità del patto di compensazione alla procedura fallimentare, va rilevato che il meccanismo della compensazione risulta essere impedito dall'automatic stay connesso all'apertura del procedimento di concordato prenotativo, non essendo consentito ottenere mediante una compensazione pattizia quello che non sarebbe consentito ottenere neppure mediante procedimento esecutivo; a ciò va aggiunta la considerazione che l'articolo 69 bis L.F., il quale prevede la consecuzione tra procedura minore e quella maggiore, fa decorrere il periodo sospetto dalla pubblicazione della domanda di concordato preventivo, con la conseguenza che potrebbe risultare inefficace od illegittima la compensazione operata dalla banca mediante il meccanismo di elisione o di compensazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Può essere accolta, ai sensi dell'articolo 169 bis L.F., la richiesta di scioglimento dei contratti di investimento in strumenti derivati (interest rate swap), la cui natura è incompatibile con il carattere concorsuale della procedura, nell'ambito del quale il procedimento di concordato con riserva si innesta, nonché con il carattere liquidatorio della domanda di concordato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

(Nel caso di specie, è stata accolta la richiesta di scioglimento di contratti di leasing in ragione della natura puramente liquidatoria del piano e conforme all’interesse generale dei creditori concordatari lo scioglimento di dette rapporti, apparendo ingiustificato che la società (che per di più ha oramai concesso in affitto il ramo d’azienda produttivo ad un soggetto terzo) continui a far fronte a canoni in prededuzione, per beni strumentali allo svolgimento di detta attività, approntando i relativi fondi ed accantonamenti sino alla completa esecuzione dei rapporti, risultando invece ben più vantaggioso e coerente con il piano l’immediato scioglimento; il Tribunale ha, poi, precisato che tale interruzione del rapporto comporterà il riconoscimento di un credito chirografario in capo alle società di leasing coinvolte pari ai canoni non pagati ed a scadere, oltre ad eventuali oneri e penali, detratto il valore residuo del bene da restituire, di cui il commissario giudiziale dovrà tenere conto anche ai fini dell’ammissione al voto.)
Tribunale Ravenna 22 ottobre 2014.




Fallimento – Leasing traslativo – Insinuazione al passivo prima della vendita o ricollocazione commerciale del bene – Esclusione

Applicabilità art. 72 quater L.F. anche in ipotesi di risoluzione contrattuale ante fallimento – Ammissibilità


Ai sensi del terzo comma dell’art. 72 quater L.F. il concedente ha diritto a insinuarsi nello stato passivo per la differenza tra il credito vantato alla data del fallimento e quanto ricavato dalla nuova allocazione. Si ritiene che il credito da considerarsi sia quello complessivo, ovvero comprensivo di capitale scaduto attualizzato e rate scadute e impagate ante fallimento e ciò per differenza rispetto all’espressione “credito residuo in linea capitale” di cui al comma 2 del medesimo. Pertanto, alla luce della chiara dizione letterale della norma, si ritiene che non si possa ammettere al passivo il credito vantato dalla società di leasing (che in sede di ricorso ex art. 98 L.F. richiedeva l’ammissione sia dei canoni scaduti che di quelle a scadere), perché si tratta di credito non ancora determinato, perché dipendente dagli esiti delle ricollocazione. (Filippo Lo Presti) (riproduzione riservata)

Si ritiene condivisibile l’affermazione per cui la disciplina di cui all’art. 72 quater L.F. sarebbe invocabile non solo nel caso di scioglimento del contrato effettuato dal curatore, ma anche nei casi di risoluzione del leasing ante fallimento. Si osserva, infatti, che vi è analogia sostanziale tra risoluzione e scioglimento operato dal curatore e che non appare logico applicare discipline diverse a situazioni sostanzialmente analoghe. A riprova di tale analogia si evidenzia che l’art. 73 L.F. e l’art. 1526 c.c. disciplinano allo stesso modo gli effetti dello scioglimento e risoluzione nel caso di vendita con riserva di proprietà e che proprio la differenza di disciplina tra l’art. 73 in caso di vendita con riserva di proprietà e l’art. 72 quater significa che il legislatore non ha inteso disciplinare il leasing come una vendita con riserva di proprietà, optando invece per una figura unitaria di contratto avente natura e causa finanziaria. (Filippo Lo Presti) (riproduzione riservata)
Tribunale Padova 14 marzo 2014.




Concordato preventivo - Concordato con riserva - Sospensione dei contratti in corso di esecuzione - Contratti di leasing - Autorizzazione subordinata al deposito della proposta di concordato

Durante il periodo di concordato con riserva ai sensi dell’articolo 161, comma 6, L.F. può essere autorizzata la sospensione - non lo scioglimento - di contratti di locazione finanziaria che da una determinata data in poi possano generare costi in prededuzione a carico del patrimonio del debitore. (Nel caso di specie, il tribunale, ha concesso l’autorizzazione alla sospensione indicando espressamente la decorrenza della stessa e subordinandola al deposito della proposta “definitiva” di concordato preventivo). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Milano 10 luglio 2014.




Concordato preventivo di natura liquidatoria - Contratti in corso di esecuzione - Leasing immobiliare - Prosecuzione dei contratti con costi a carico della procedura - Difficoltà di individuare probabili acquirenti dei beni - Scioglimento.

Concordato preventivo - Contratti in corso di esecuzione - Rapporti di leasing immobiliare - Scioglimento - Conseguenze - Riconoscimento di un credito chirografario in favore della società concedente - Diritto di voto.

Concordato preventivo - Contratti in corso di esecuzione - Contraddittorio con il terzo contraente - Convocazione per l'adunanza dei creditori ex articolo 174 L.F..


Nell'ambito di un concordato preventivo di natura liquidatoria, il quale prevede la monetizzazione e la alienazione a terzi di ogni cespite immobiliare e diritto o altra utilità patrimoniale, può essere autorizzato, ai sensi dell'articolo 169 bis L.F., lo scioglimento dei contratti di leasing immobiliare la cui prosecuzione comporterebbe un aggravio di costi a fronte della difficoltà di individuare potenziali acquirenti degli immobili. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
 
Lo scioglimento dei rapporti di leasing immobiliare autorizzato ai sensi dell'articolo 169 bis L.F. comporta il riconoscimento di un diritto di credito di rango chirografario in favore della società di leasing e del corrispondente diritto di voto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Il contraddittorio con il terzo contraente dei rapporti in corso di esecuzione dei quali viene autorizzato lo scioglimento ai sensi dell'articolo 169 bis L.F. è assicurato dall'udienza di adunanza dei creditori di cui all'articolo 174 L.F.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Ravenna 28 gennaio 2014.




Leasing – Rinegoziazione – Clausola di non contestazione di quanto già versato all’intermediario – Negozio di accertamento – Esclusione – Clausola limitativa della facoltà di contestare e opporre eccezione – Sussistenza – Vessatorietà ex art. 1341, comma 2, c.c..

La clausola apposta in una rinegoziazione del piano di rientro del leasing, in cui si stabilisce che «restano definitivamente acquisite da parte dell’intermediario e incontestate da parte del cliente tutte le somme fino ad ora introitate dall’intermediario a titolo di canoni, indicizzazione canoni, interessi, spese, e quant’altro inerente al contratto richiamato», non integra un negozio di accertamento (per difetto della necessaria componente di incertezza), bensì una clausola limitativa della facoltà di contestare e opporre eccezioni. Per tale sua natura, la clausola è vessatoria ai sensi dell’art. 1341, comma 1, c.c.. (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci, Ugo Malvagna) (riproduzione riservata) ABF Milano 10 aprile 2013.




Leasing – Errore dell’intermediario nei conteggi delle somme – Piano di ammortamento utilizzato in concreto – Dovere dell’intermediario di esibire il relativo documento.

Il piano di ammortamento, pur quando non riversato in un formale allegato al contratto, è un documento riassuntivo dell’evoluzione del rapporto costruito dallo stesso intermediario sulla base di precetti, pattuizioni e condizioni negoziali, sicché esso integra a ogni effetto un documento a contenuto contrattuale la cui rimessione al cliente è di per sé doverosa e ancor più lo diviene quando il cliente sollevi dubbi o contestazioni circa la correttezza dei conteggi effettuati dall’intermediario. (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci, Ugo Malvagna) (riproduzione riservata) ABF Milano 12 aprile 2013.



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