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ISSN 2282-1317  

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     Rivista trimestrale di diritto delle procedure di risanamento dell'impresa e del fallimento

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Merito, le ultime 10 novitą
(in ordine di data di pubblicazione su questo sito)


Società - Impugnazione del bilancio - Competenza del Tribunale ordinario

La funzione informativa svolta dal bilancio in favore dei soci e dei terzi e la conseguente inderogabilità dei principi posti a fondamento, nonché l'inviolabilità del diritto del socio ad una corretta e veritiera rappresentazione della situazione economica e patrimoniale della società comportano, in caso di violazione, la nullità della relativa deliberazione di approvazione del bilancio: in tali casi, trattandosi di diritti indisponibili, deve essere esclusa la competenza arbitrale. (Giuseppe Sorrenti) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze 14 gennaio 2019.




Eccezione d’incompetenza territoriale - Onere di contestazione specifica - Mancata contestazione con riferimento ai criteri alternativi - Rigetto

Interessi di mora - Rilevanza ai fini del rispetto del tasso soglia -  Interessi corrispettivi e moratori - Divieto di cumulo - Valutazione autonoma

Funzione informativa dell’ISC - Erronea indicazione di ISC/TAEG - Nullità - Esclusione


Lo scrutinio sulla non usurarietà va effettuato sia sugli interessi corrispettivi sia sugli interessi moratori e la verifica dell’eventuale superamento del tasso soglia deve essere autonomamente eseguita con riferimento a ciascuna delle due categorie di interessi, senza sommarle tra loro.

L’ISC non costituisce un tasso d’interesse o una specifica condizione economica da applicare al contratto di finanziamento, ma svolge unicamente una funzione informativa finalizzata a mettere il cliente nella posizione di conoscere il costo totale effettivo del finanziamento prima di accedervi; da ciò discende che l’erronea indicazione dell’ISC/TAEG, non comporta, di per sé, una maggiore onerosità del finanziamento, quanto piuttosto un’erronea rappresentazione del suo costo complessivo. (Francesco Namio) (riproduzione riservata)
Tribunale Termini Imerese 06 febbraio 2019.




Concordato preventivo società di persone - Coinvolgimento del patrimonio personale del socio illimitatamente responsabile - Efficacia obbligatoria dell'omologazione - Inammissibilità dell'azione esecutiva del creditore sociale sul patrimonio del socio

Nel caso di concordato preventivo presentato da una società di persone con coinvolgimento, ex art. 184, comma 2, legge fallimentare, del patrimonio dei soci illimitatamente responsabili, l'ottenuta omologazione rende obbligatorio il piano e la proposta a tutti i creditori anteriori.
Ciò implica che, per tutto il tempo previsto per l'esecuzione del piano, sia i beni sociali che quelli personali dei soci coinvolti non possono essere aggrediti con esecuzione individuale da parte dei creditori sociali fino a che il concordato non sia stato risolto.
[Nella fattispecie, il socio illimitatamente responsabile, che aveva destinato alcuni immobili di sua proprietà alle finalità del piano concordatario liquidatorio, si era opposto ex art. 615 c.p.c. all'iniziativa individuale promossa nei suoi confronti da una banca creditrice sociale nella fase esecutiva del concordato.] (Paolo Bortoluzzi) (riproduzione riservata)
Tribunale Ancona 25 gennaio 2019.




Fallimento - Dichiarazione - Reclamo - Eccezione di prescrizione del credito

L'eccezione di prescrizione del credito invocato ai fini fallimentari, ma non azionato in sede ordinaria, può essere proposta per la prima volta con il reclamo avverso la sentenza di fallimento. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Appello Bari 28 novembre 2018.




Delibera assemblea dei soci - Impugnazione - Omessa convocazione - Clausola compromissoria statutaria - Disponibilità del diritto - Compromettibilità in arbitri - Sussistenza

Attengono a diritti indisponibili, come tali non compromettibili in arbitri ai sensi dell’art. 34, comma 1, del d.lgs. n. 5 del 2003, soltanto le controversie relative all’impugnazione di deliberazioni assembleari di società aventi oggetto illecito o impossibile, le quali danno luogo a nullità rilevabili anche di ufficio dal giudice, cui sono equiparate, ai sensi dell’art. 2479 ter c.c., quelle prese in assoluta mancanza di informazione; sicché la lite che abbia ad oggetto l’invalidità della delibera assembleare per omessa convocazione del socio, essendo soggetta al regime di sanatoria previsto dall'art. 2379 bis c.c., può essere deferita ad arbitri. Tribunale Brescia 22 gennaio 2019.




Intermediazione finanziaria - Finanziamento per acquisto di azioni della Banca - Applicabilità dell’art. 21 T.U.F. e provvedimenti attuativi -  Quantificazione del danno

Il mutuo concesso da una Banca esclusivamente finalizzato all’acquisto di azioni della stessa per il medesimo controvalore va ricondotto al servizio accessorio di investimento di “concessione di finanziamenti agli investitori per consentire loro di effettuare un’operazione relativa a strumenti finanziari, nella quale interviene il soggetto che concede il finanziamento” di cui all’art. 1, co. 6, lettera C, T.U.F.
Qualora siano violati gli obblighi di cui all’art. 21 T.U.F. e provvedimenti attuativi, il danno subito dall’investitore coincide con le somme versate a titolo di rimborso del finanziamento, dedotti i dividendi percepiti (nella fattispecie erano stati corrisposti solo gli interessi, mentre il capitale avrebbe dovuto essere rimborsato in unica soluzione alla scadenza del finanziamento).
[Nella fattispecie concreta, l’ACF ha ritenuto provato da plurimi elementi obiettivi gravi, precisi e concordanti che l’erogazione da parte dell’intermediario di un’ulteriore linea di credito (pari ad € 200.000,00), rispetto al mutuo principale richiesto (pari ad € 1.350.000,00) sia stata concessa al (solo) fine di consentire l’acquisto – indotto nell’investitore – dei titoli azionari di che trattasi e di ottenere il primo finanziamento. Non può quindi che concludersi che l’intermediario non abbia operato nel “miglior interesse del cliente”, inducendo questi ad un investimento che altrimenti non avrebbe effettuato, violando così gli obblighi di cui all’art. 21 T.U.F. e provvedimenti attuativi. (Nicola Vascellari) (riproduzione riservata)
ACF 24 maggio 2018.




Intermediazione finanziaria - Finanziamento per acquisto di azioni della Banca - Applicabilità dell’art. 21 T.U.F. e provvedimenti attuativi -  Quantificazione del danno

Il mutuo concesso da una Banca esclusivamente finalizzato all’acquisto di azioni della stessa per il medesimo controvalore va ricondotto al servizio accessorio di investimento di “concessione di finanziamenti agli investitori per consentire loro di effettuare un’operazione relativa a strumenti finanziari, nella quale interviene il soggetto che concede il finanziamento” di cui all’art. 1, co. 6, lettera C, T.U.F.
Qualora siano violati gli obblighi di cui all’art. 21 T.U.F. e provvedimenti attuativi, il danno subito dall’investitore coincide con le somme versate a titolo di rimborso del finanziamento, dedotti i dividendi percepiti (nella fattispecie erano stati corrisposti solo gli interessi, mentre il capitale avrebbe dovuto essere rimborsato in unica soluzione alla scadenza del finanziamento).
[Nella fattispecie concreta, l’ACF ha ritenuto provato da plurimi elementi obiettivi gravi, precisi e concordanti che l’erogazione da parte dell’intermediario di un’ulteriore linea di credito (pari ad € 200.000,00), rispetto al mutuo principale richiesto (pari ad € 1.350.000,00) sia stata concessa al (solo) fine di consentire l’acquisto – indotto nell’investitore – dei titoli azionari di che trattasi e di ottenere il primo finanziamento. Non può quindi che concludersi che l’intermediario non abbia operato nel “miglior interesse del cliente”, inducendo questi ad un investimento che altrimenti non avrebbe effettuato, violando così gli obblighi di cui all’art. 21 T.U.F. e provvedimenti attuativi. (Nicola Vascellari) (riproduzione riservata)
ACF 24 maggio 2018.




Diritto alla richiesta della documentazione bancaria ex art. 119 del T.U.B. da parte del fideiussore - Sussiste

L’art 119 TUB va interpretato in senso costituzionalmente orientato come esteso anche ai garanti del correntista, atteso che il fideiussore, come il cliente, ha necessità di esaminare la documentazione afferente al conto al fine di verificare la legittimità dell’operato della banca e l’esistenza del credito di cui egli deve rispondere. (Antonio Donno) (riproduzione riservata) Tribunale Taranto 03 gennaio 2019.




Mutuo fondiario – Determinazione del limite di finanziabilità – Ipoteca iscritta su immobile di terzi – Irrilevanza

Nella determinazione dell’ammontare massimo del finanziamento fondiario garantito da ipoteca ai sensi dell’art. 38 TUB è irrilevante la circostanza che il bene ipotecato appartenga al mutuatario o a terzi che offrano garanzia reale, in quanto la garanzia del terzo datore di ipoteca non ha, in questo caso, natura integrativa bensì principale, al pari dell’ipoteca prestata dal soggetto finanziato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova 04 gennaio 2019.




Legittimazione eredi fideiussore – Contratto di conto corrente – Interessi – Usurarietà originaria – Verifica del saldo iniziale – Onere della prova

La mancata segnalazione dell’evento interruttivo ad opera del procuratore costituito nell’ambito del segmento processuale in cui l’evento morte si è manifestato non preclude agli eredi la valida costituzione nel grado successivo del giudizio, conferendo nuovo mandato al procuratore.

La verifica della correttezza del saldo esige la ricostruzione dell’andamento del rapporto e questa, a sua volta, deve essere effettuata partendo dal saldo iniziale.

Il primo estratto conto disponibile anche se a credito del correntista è irrilevante per indeterminatezza ai fini di tale verifica; anzi, la considerazione di ordine logico-deduttivo fondata sull’osservazione della costituzione in favore della banca della garanzia fideiussoria costituisce segnale evidente della concessione di una qualche forma di finanziamento in assenza del quale l’istituto di credito non avrebbe avvertito l’esigenza di tutelare le proprie ragioni creditorie.

Va riconosciuta l’usura genetica anche se il rapporto è instaurato in epoca antecedente l’entrata in vigore della L. 108/96 quando le convenzioni succedute lungo l’arco di vigenza tra le parti hanno novato in senso oggettivo il regolamento contrattuale. Integra pattuizione rilevante a tal fine sia la stipula del contratto iniziale sia quella di patti successivi.

Al saggio degli interessi, per determinare il carico complessivo che grava le operazioni di credito fuori fido, deve sommarsi anche la commissione di massimo scoperto fuori fido. (Silvia Dragotta) (riproduzione riservata)
Appello Palermo 28 gennaio 2019.




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