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  Diritto della Famiglia e dei Minori

  

ISSN  2282-6289

       Rivista trimestrale di diritto della famiglia e dei minori

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Merito, le ultime 10 novità
(in ordine di data di pubblicazione su questa Rivista)


Separazione dei coniugi – Omologa dell’accordo di “separati in casa” – Esclusione

Fermo restando che sul piano personale le parti hanno facoltà di comportarsi e autodeterminarsi come meglio credono, la loro volontà non può però piegare gli istituti giuridici sino a dare riconoscimento e tutela a situazioni le quali non solo non sono previste dall’ordinamento ma si pongono altresì in contrasto con i principi che ispirano la normativa in materia familiare.
L’ordinamento non può dare riconoscimento, con le relative conseguenze di legge, a soluzioni “ibride” che contemplino il venir meno tra i coniugi di gran parte dei doveri derivanti dal matrimonio, pur nella persistenza della coabitazione, la quale ex art. 143 cc costituisce anch’essa uno di questi doveri e rappresenta la “cornice” in cui si inseriscono i vari aspetti e modi di essere della vita coniugale; è vero che in costanza di matrimonio tale dovere può essere derogato, per accordo tra i coniugi, nel superiore interesse della famiglia, per ragioni di lavoro, studio ecc.. sì da non escludere la comunione di vita interpersonale, ma ciò non autorizza ad affermare la validità di un accordo (con le conseguenze di legge della separazione) volto a preservare e legittimare la mera coabitazione una volta che sia cessata la comunione  materiale e spirituale tra le parti.
L’istituto della separazione trova giustificazione in una situazione di intollerabilità della convivenza oggettivamente apprezzabile e giuridicamente controllabile, talché non si vede come possa “oggettivamente” apprezzarsi la condizione di intollerabilità della convivenza laddove gli stessi coniugi progettino di prorogarla a tempo indeterminato per ragioni di convenienze varie.
Al desiderio dei coniugi di proseguire una convivenza meramente formale (pur legittimo sul piano personale ed attuabile nella sfera privata), non corrisponde alcun “tipo” di strumento e/o istituto nell’attuale ordinamento, ergo il desiderio non può assurgere a diritto;  non può quindi trovare accoglimento la pretesa di attribuire, con il provvedimento di omologa, riconoscimento giuridico, con i conseguenti effetti tipici della separazione coniugale, ad un accordo privatistico che regolamenti la condizione di “separati in casa”; del resto, diversamente opinando, l’istituto della separazione consensuale, se del tutto svincolato da riferimenti oggettivi, si presterebbe fin troppo facilmente ad operazioni elusive o accordi simulatori, per finalità anche illecite. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Como 06 giugno 2017.




Ricorso per l'affidamento ed il mantenimento dei figli nati fuori dal matrimonio - Collocamento prevalente del minore - Presso la madre - Sussiste

Ricorso per l'affidamento ed il mantenimento dei figli nati fuori dal matrimonio - Assegno di mantenimento in favore dei figli - Criteri di determinazione - Redditi del genitore onerato


Deve disporsi la collocazione prevalente presso la madre stante il disposto dell'art. 155 c.c. ed atteso che tale soluzione, avuto riguardo all'età della minore ed alla situazione delle parti, appare la più idonea a garantirne gli interessi morali e materiali (nel caso di specie la minore ha quattro anni, la madre è disoccupata mentre il padre lavora). (Luigi Cardillo) (riproduzione riservata)

Ciascuno dei genitori deve provvedere al mantenimento dei figli in misura proporzionale al proprio reddito netto. Per determinare l'assegno di mantenimento per il figlio a carico del genitore non convivente è necessario fare riferimento al reddito netto dello stesso ma occorre sottrarre gli oneri abitativi, le utenze e le altre spese (tributi, trasporti, mantenimento proprio) del genitore onerato. In particolare, dal reddito del genitore onerato vanno detratti pro quota gli oneri abitativi (quota di spettanza delle rate di mutuo) dell'immobile ove vive con la propria madre (nel caso di specie il giudice ha posto a carico del padre non convivente un assegno di mantenimento della figlia di Euro 500,00. Il padre  percepisce un reddito mensile netto di Euro 1.749,17 decurtato però da un esborso mensile di Euro 438,00 per la rata di mutuo e per le utenze dell'abitazione ove lo stesso vive con la propria madre, reddito decurtato altresì da altre spese; la madre invece è invalida al 46% ed è priva di occupazione). (Luigi Cardillo) (riproduzione riservata)
Tribunale Monza 11 marzo 2015.




Ricorso per l'affidamento ed il mantenimento dei figli nati fuori dal matrimonio - Lesione al diritto alla bigenitorialità - Scelta collocamento del minore - Nomina CTU

Ricorso per l'affidamento ed il mantenimento dei figli nati fuori dal matrimonio - Collocamento provvisorio del minore in corso di CTU - Presso il genitore col quale si trova il minore - Sussiste

Ricorso per l'affidamento ed il mantenimento dei figli nati fuori dal matrimonio - Assegno di mantenimento in favore dei figli - Criteri di determinazione - Redditi del genitore onerato


Deve disporsi la CTU (Consulenza Tecnica d'Ufficio) quando il padre lamenta un comportamento della madre che lede il diritto alla bigenitorialità. (Luigi Cardillo) (riproduzione riservata)

Nelle more della CTU sui genitori diretta ad accertare quale genitore sia in grado di garantire il rispetto della figura dell'altro genitore, deve disporsi, in via provvisoria, il collocamento del minore presso l'abitazione del genitore col quale il minore ha vissuto da quando è cessata la convivenza more uxorio tra le parti. (Luigi Cardillo) (riproduzione riservata)

Ciascuno dei genitori deve provvedere al mantenimento dei figli in misura proporzionale al proprio reddito netto. Per determinare l'assegno di mantenimento per il figlio a carico del genitore non convivente è necessario fare riferimento al reddito netto dello stesso ma occorre sottrarre le voci negative del genitore onerato. In particolare, dal reddito del genitore onerato va detratta la spesa per la rata di mutuo contratto per l'acquisto dell'abitazione ove vive tale genitore (nel caso di specie il giudice ha posto a carico del padre non convivente un assegno di mantenimento del figlio di Euro 250,00. Il padre percepisce un reddito mensile netto di Euro 1.400,00 decurtato però da un esborso mensile di Euro 520,00 per la rata di mutuo dell'abitazione ove lo stesso vive). (Luigi Cardillo) (riproduzione riservata)
Tribunale Monza 31 marzo 2015.




Procedimento di divorzio giudiziale – Instaurazione del giudizio presso la residenza del ricorrente – Incompetenza territoriale – Sussiste

Procedimento di divorzio giudiziale – Incompetenza territoriale – Condanna alle spese – Compensazione delle spese


Deve essere dichiarata l'incompetenza territoriale del Tribunale adito, essendo parte resistente residente nel circondario di altro Tribunale (nella specie del Tribunale di Monza) e non sussistendo alcun criterio attuale per il radicamento della procedura presso codesto Tribunale. (Luigi Cardillo) (riproduzione riservata)

In ragione dell'esito e della natura del presente giudizio, della contenuta durata della procedura, della probabile prosecuzione della causa e nella ritenuta sussistenza dei motivi di cui al comma II dell'art. 92 c.p.c., si dispone che le spese di lite siano interamente compensate tra le parti. (Luigi Cardillo) (riproduzione riservata)
Tribunale Santa Maria Capua Vetere 12 gennaio 2016.




Procedimento cautelare - Sequestro di parte dei beni del coniuge obbligato ex art. 156 c.c. - Presupposti - Esistenza credito liquido ed accertato - Sussiste

Procedimento cautelare - Sequestro di parte dei beni del coniuge obbligato ex art. 156 c.c. - Oggetto del sequestro - Crediti futuri - Ammissibilità

Procedimento cautelare - Sequestro di parte dei beni del coniuge obbligato ex art. 156 c.c. - Oggetto del sequestro - Crediti passati - Non ammissibilità

Procedimento cautelare - Sequestro di parte dei beni del coniuge obbligato ex art. 156 c.c. - Contestazione debenza ed entità dell'assegno di mantenimento - Non ammissibilità

Procedimento cautelare - Sequestro conservativo - Presupposti - Periculum in mora - Elementi obiettivi ed elementi soggettivi


Il sequestro previsto dall'art. 156 c.c. presuppone solo l'esistenza di un credito liquido ed accertato funzionando il vincolo del sequestro quale coazione psicologica sulla parte obbligata. (Luigi Cardillo) (riproduzione riservata)

Il sequestro previsto dall'art. 156 c.c. costituisce uno strumento volto ad assicurare l'adempimento degli oneri futuri relativi all'assegno di mantenimento da parte del coniuge obbligato. (Luigi Cardillo) (riproduzione riservata)

Il sequestro previsto dall'art. 156 c.c. non costituisce la garanzia per il pagamento dell'assegno di mantenimento già maturato ma non versato dal coniuge obbligato. Per tale credito il coniuge beneficiario può agire esecutivamente sulla base del titolo esecutivo. (Luigi Cardillo) (riproduzione riservata)

Nel procedimento per sequestro previsto dall'art. 156 c.c. le censure formulate dal coniuge obbligato con riguardo sia alla debenza sia all'entità dell'assegno di mantenimento sono irrilevanti visto che in tale procedimento è preclusa al giudice ogni valutazione in merito. (Luigi Cardillo) (riproduzione riservata)

Il procedimento per sequestro conservativo previsto dall'art. 671 c.p.c. presuppone, oltre al requisito del fumus bonis iuris, anche il periculum in mora. Tale secondo requisito può essere desunto sia da elementi oggettivi concernenti la capacità patrimoniale del coniuge obbligato (consistenza quantitativa e qualitativa del patrimonio) sia da elementi soggettivi evincibili dal comportamento di quest'ultimo, comportamento diretto a sottrarre il proprio patrimonio dall'esecuzione forzata iniziata dal coniuge beneficiario al fine di ottenere il pagamento coatto dell'assegno di mantenimento. (Luigi Cardillo) (riproduzione riservata)
Tribunale Monza 05 febbraio 2016.




Separazione personale dei coniugi – Affidamento dei figli minori – Risoluzione dei conflitti genitoriali – Art. 337 ter c.c. – Provvedimenti relativi alla prole – Nomina di coordinatore genitoriale – Ammissibilità

Nell’ambito del giudizio di separazione personale, ove non ricorrano le circostanze per disporre l’affidamento esclusivo dei figli a uno dei genitori, onde risolvere i conflitti che tra essi insorgono nei rapporti con i figli, nell’assumere i provvedimenti relativi alla prole ex art. 337 ter c.c., può disporsi il ricorso, per un periodo limitato di tempo, a una figura professionale esterna con il compito i) di monitorare l’andamento dei rapporti genitori/figli, fornendo le opportune indicazioni eventualmente correttive dei comportamenti disfunzionali dei genitori e intervenendo a sostegno di essi in funzione di mediazione; ii) di coadiuvare i genitori nelle scelte formative dei figli, vigilando in particolare sulla osservanza del calendario delle visite previsto per il genitore non collocatario assumendo al riguardo le opportune decisioni in caso di disaccordo; iii) di redigere relazione informativa sull’attività svolta, da trasmettere al Giudice Tutelare. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova 05 maggio 2017.




Ricorso per l'affidamento e il mantenimento dei figli nati fuori dal matrimonio - Violenza fisica e psicologica alla compagna more uxorio - Affidamento esclusivo alla compagna - Sussiste

Ricorso per l'affidamento e il mantenimento dei figli nati fuori dal matrimonio - Affidamento cd "superesclusivo" alla madre - Sussiste

Ricorso per l'affidamento e il mantenimento dei figli nati fuori dal matrimonio - Necessità ascolto dei minori - Non sussiste

Ricorso per l'affidamento e il mantenimento dei figli nati fuori dal matrimonio - Collocamento dei minori - Abitazione diversa dalla casa famigliare - Ammissibile

Ricorso per l'affidamento e il mantenimento dei figli nati fuori dal matrimonio - Provvedimenti cautelari penali di limitazione alla possibilità di rapporto del padre con i figli - Diritto di visita del padre - Non sussiste

Ricorso per l'affidamento e il mantenimento dei figli nati fuori dal matrimonio - Quantificazione assegno di mantenimento - Redditi fiscalmente dichiarati - Incompatibilità con gli oneri economici sostenuti dall'obbligato


Deve disporsi l'affidamento esclusivo dei minori alla madre quando il padre ha una capacità genitoriale gravemente compromessa. (Luigi Cardillo) (riproduzione riservata)

Deve disporsi l'affido "superesclusivo" dei minori alla madre ex art. 337 quater comma 3 c.c., anche in relazione alle scelte di maggior interesse per i figli relative alla salute, all'istruzione, all'educazione e alla scelta della residenza, quando il padre frappone delle difficoltà alla gestione dei bambini e quando lo stesso si trova in carcere. (Luigi Cardillo) (riproduzione riservata)

Non sussiste la necessità di ascoltare in sede giudiziale i minori quando tale ascolto non è rispondente all'interesse dei minori. (Luigi Cardillo) (riproduzione riservata)

E' possibile collocare i minori con la madre presso una abitazione diversa dalla casa familiare quando quest'ultima, insieme ai minori, ha già lasciato la casa familiare. (Luigi Cardillo) (riproduzione riservata)

Non sussiste il potere del giudice civile di prevedere il diritto di visita del padre quando il giudice penale, adottando provvedimenti cautelari, ha posto al padre limitazioni alla possibilità di rapporti con i propri figli. (Luigi Cardillo) (riproduzione riservata)

Vanno disattesi i redditi fiscalmente dichiarati dall'obbligato all'assegno di mantenimento  nel caso in cui gli oneri economici sostenuti dallo stesso durante la convivenza more uxorio siano incompatibili con tali redditi. (Luigi Cardillo) (riproduzione riservata)
Tribunale Milano 22 luglio 2015.




Procedimento ex art. 316 c.c. e ss. (Regolamento dei figli nati fuori dal matrimonio) – Provvedimenti provvisori – Percorsi di mediazione, psicologici e di sostegno alla genitorialità – Diritto del padre ad incontrare la figlia – Sussiste

Procedimento ex art. 316 c.c. e ss. (Regolamento dei figli nati fuori dal matrimonio) – Provvedimenti provvisori – Regolamentazione visite padre-figlia – Diritto del padre ad incontrare la figlia – Incontri in spazio neutro – Sussiste

Procedimento ex art. 316 c.c. e ss. (Regolamento dei figli nati fuori dal matrimonio) – Provvedimenti provvisori – Regolamentazione visite padre-figlia – Diritto del padre ad incontrare la figlia – Incontri con l’aiuto di un educatore privato – Sussiste


In attesa dello svolgimento del percorso di mediazione intrapreso dalle parti, del percorso di psicoterapia della madre, del percorso psicologico del padre e del percorso di sostegno alla genitorialità iniziato da entrambi, il padre ha il diritto ad incontrare la figlia  al fine di evitare il rischio di un pregiudizio per la minore. (Luigi Cardillo) (riproduzione riservata)

Il padre ha il diritto ad incontrare la figlia in uno spazio neutro al fine di evitare il rischio di un pregiudizio per la minore, la quale sin dalla nascita non ha una relazione con il padre. I Servizi Sociali territorialmente competenti dovranno predisporre gli incontri con cadenza all’inizio quindicinale e modulando nel proseguo le modalità ed i tempi in relazione allo sviluppo e all’esito degli accertamenti disposti. (Luigi Cardillo) (riproduzione riservata)

Nelle more dell’attivazione degli incontri in spazio neutro da parte dei Servizi Sociali territorialmente competenti, il padre ha il diritto ad incontrare la figlia secondo le modalità indicate da un educatore privato, scelto di comune accordo dalle parti e con ripartizione al 50% delle relative spese. (Luigi Cardillo) (riproduzione riservata)
Tribunale Milano 24 marzo 2017.




Divorzio – Determinazione e modifica dell’assegno di mantenimento – Criteri – Tenore di vita analogo a quello goduto in costanza di matrimonio – Indipendenza o autosufficienza economica – Fattispecie in tema di raggiungimento dell’età pensionabile

L’accertamento in ordine alla spettanza o alla modifica dell’assegno di divorzio va compiuto non con riguardo ad un tenore di vita analogo a quello goduto in costanza di matrimonio, bensì alla luce del principio dell'indipendenza o autosufficienza economica del coniuge che abbia richiesto l'assegno ovvero la sua modifica o la sua revoca, considerando indici quali: il possesso di redditi di qualsiasi specie e/o di cespiti patrimoniali mobiliari ed immobiliari tenuto conto di tutti gli oneri lato sensu imposti e del costo della nel luogo di residenza dell'ex coniuge richiedente); la capacità e possibilità effettive di lavoro personale (in relazione alla salute, all'età, al sesso e al mercato del lavoro dipendente o autonomo); la stabile disponibilità di una casa di abitazione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I 22 giugno 2017.




Figli maggiorenni – Mantenimento – Conseguimento della laurea triennale – Esclusione del mantenimento – Non sussiste

La cessazione dell’obbligo di mantenimento dei figli maggiorenni non autosufficienti deve essere fondata su un accertamento di fatto che abbia riguardo all’età, all’effettivo conseguimento di un livello di competenza professionale e tecnica, all’impegno rivolto verso la ricerca di un’occupazione lavorativa nonché’, in particolare, alla complessiva condotta personale tenuta, da parte dell’avente diritto, dal momento del raggiungimento della maggiore età. Non viene quindi meno il diritto al mantenimento in capo al figlio maggiorenne, ventiseienne, che abbia conseguito la laurea triennale e intenda proseguire il percorso di studi universitari. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI 26 aprile 2017.




Divorzio – Assegno divorzile – Determinazione del diritto all’assegno di divorzio – Criterio del tenore di vita – Esclusione – Cass. 11504/2017 – Riferimento alla indipendenza economica – Sussiste – Diritto all’assegno – Quantificazione – Al fine di consentire il raggiungimento della indipendenza economica – Sussiste

Nella valutazione dell’an dell’assegno di divorzio il giudice non deve tener conto del pregresso tenore di vita ma deve valutare se il richiedente sia o meno “economicamente indipendente”. L’utilizzo di un parametro simile è corroborato dalla disciplina prevista in materia di filiazione, atteso che, con riferimento ad un vincolo (stavolta) tendenzialmente perenne quale quello di filiazione, l’art. 337-septies c.c. prevede che il giudice possa disporre il pagamento di un assegno periodico per il figlio maggiorenne che sia non “economicamente indipendente”. Non si comprende, allora, per quale ragione il raggiungimento dell’autosufficienza economica, indipendentemente dal tenore di vita goduto in ambito familiare, determini il venir meno del diritto del figlio (che continua ad essere tale) al mantenimento da parte del genitore, laddove per contro l’ex coniuge debba aver diritto a mantenere il tenore di vita goduto in costanza di un rapporto (matrimoniale) ormai venuto meno. Può, inoltre, procedersi ad un’assimilazione tra il principio di “autoresponsabilità” economica sancito in materia di filiazione (secondo cui sottesa al rifiuto ingiustificato del figlio maggiorenne di raggiungere l’indipendenza economica, con conseguente perdita del diritto al mantenimento da parte del genitore vi è la libertà delle scelte esistenziali della persona - Cass. n. 18076/2014) e il medesimo principio vigente in ambito di divorzio, poiché in sede di scioglimento del vincolo matrimoniale gli ex coniugi sono consapevoli delle conseguenze sul piano economico derivanti dalle proprie scelte. Principio di “autoresponsabilità economica dei coniugi” che è, peraltro, in linea con le legislazioni di molti Paesi europei. Ai fini dell’accertamento della sussistenza dei presupposti per il riconoscimento dell’assegno divorzile, deve verificarsi la “indipendenza economica” del coniuge richiedente avendo riguardo ad una serie di criteri, quali: i) il possesso di redditi di qualsiasi specie; ii) il possesso di cespiti patrimoniali mobiliari e immobiliari; iii) le capacità e le possibilità effettive di lavoro personale; iv) la stabile disponibilità di una casa di abitazione. Nel caso in cui sussista il diritto all’assegno divorzile, esso deve essere determinato al solo fine di consentire all’avente diritto il raggiungimento dell’indipendenza economica (e non anche il tenore di vita precedentemente goduto). (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Palermo 12 maggio 2017.




Procedimento civile – Modifica delle condizioni di separazione – Domanda di aumento dell'assegno di mantenimento del coniuge – Situazione economica delle parti identica a quella sussistente al momento della separazione – Rigetto

Procedimento civile – Modifica delle condizioni di separazione – Domanda di una somma mensile quale rimborso forfettario delle spese straordinarie – Rigetto

Procedimento civile – Modifica delle condizioni di separazione  – Domanda di modifica delle modalità di visita al figlio minore – Mancanza di allegazione di fatti – Rigetto

Procedimento civile – Modifica delle condizioni di separazione – Domanda di revoca dell'assegno di mantenimento a favore del coniuge – Riduzione reddito del coniuge obbligato – Rigetto

Procedimento civile – Modifica delle condizioni di separazione – Domanda di revoca dell'assegno di mantenimento a favore del figlio – Rifiuto di offerte di lavoro da parte del figlio – Rigetto – Costante ed effettivo disinteresse al lavoro da parte del figlio – Necessità

Procedimento civile – Modifica delle condizioni di separazione – Spese giudiziali in materia civile – Rigetto domande – Soccombenza reciproca – Compensazione parziale delle spese – Condanna alle spese


Deve respingersi la domanda di aumento dell'assegno di mantenimento formulata dalla moglie quando la situazione economica delle parti appare la medesima di quella sussistente al momento della separazione risalente a circa un anno prima. (Luigi Cardillo) (riproduzione riservata)

Deve respingersi la domanda di una somma mensile di Euro 100,00 quale rimborso forfettario delle spese straordinarie di piccola entità necessarie per il mantenimento dei figli formulata dalla moglie. (Luigi Cardillo) (riproduzione riservata)

Deve respingersi la domanda di modifica delle modalità di visita al figlio minore formulata dalla moglie in quanto destituita di fondamento visto che tale domanda è sfornita di qualunque supporto in punto di allegazioni di specifici fatti. (Luigi Cardillo) (riproduzione riservata)

Deve respingersi la domanda di revoca dell'assegno di mantenimento a favore dell'altro coniuge formulata dal marito, che ha visto deteriorare la propria situazione reddituale, in quanto, in concreto, tra il momento della proposizione di tale domanda e la pronuncia di separazione è intercorso solo un breve lasso temporale pari a circa un anno. (Luigi Cardillo) (riproduzione riservata)

Deve respingersi la domanda di revoca dell'assegno di mantenimento a favore del figlio, non ancora ventenne, quando quest'ultimo rifiuti delle offerte di lavoro reperitegli dal padre. E' fatta salva ogni futura diversa determinazione nel momento in cui dovesse emergere il costante ed effettivo disinteresse del figlio ad ogni ipotesi occupazionale. (Luigi Cardillo) (riproduzione riservata)

Nonostante vi sia la soccombenza reciproca la metà delle spese di lite devono essere poste a carico della moglie atteso il rigetto delle tre domande dalla stessa proposte contro il rigetto delle due domande proposte dal marito. (Luigi Cardillo) (riproduzione riservata)
Tribunale Lecco 10 maggio 2016.




Litispendenza – Procedimento pendente in Paese Terzo – Paese che non abbia alcun collegamento con i minori contesti – Astratta riconoscibilità del provvedimento emesso dal giudice di detto Paese – Esclusioni

Con riguardo alla disciplina della lis pendens disciplinata dall’articolo 7 legge 215 del 1998, deve ritenersi non astrattamente riconoscibile un provvedimento in materia di responsabilità genitoriale emesso da un giudice straniero di un Paese Terzo (extra UE) che non abbia alcun collegamento con i bambini contesi, i quali non siano nati e non abbiano mai vissuto in detto Paese e che sempre in detto Paese non abbiano la residenza abituale. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Milano 09 marzo 2017.




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