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Sezione I - Giurisprudenza

documento 1034/2007

 

 

data pubblicazione 26/11/2007

 

 

Corte d’Appello di Brescia 7 marzo 2007 – Pres. P.G. Dessì – Est. A.M. Creazzo

Conferma Tribunale di Mantova 7 gennaio 2004

Distanze nelle costruzioni - Calcolo della distanza dal confine - Parete finestrata - Distanza minima - Principio di prevenzione - Applicabilità - Limiti - Conseguenze.

 

In realtà, come è stato osservato, il sistema codicistico delle distanze legali non ha come scopo precipuo quello di far sopportare in parti uguali ai confinanti il sacrificio (consistente in una parte in fondo da lasciare inedificata) comportato dallo spazio che il legislatore ha ritenuto debba necessariamente intercorrere tra due costruzioni sorgenti su fondi finitimi, se esse non siano unite o aderenti. Come pure è stato osservato la vera ratio delle norme in questione è invece quella di evitare che tra costruzioni vicine si creino intercapedini che, per la loro esiguità, abbiano a risultare pericolose (sotto il profilo dell’insalubrità nonché dell’ordine pubblico) e su tale assunto si fonda il principio della prevenzione il cui contenuto consiste in ciò che il proprietario che costruisca per primo (preveniente) è, in linea di principio, libero di farlo finanche sul confine, con la sola avvertenza che, a seconda della scelta da lui operata, il vicino (prevenuto), avrà dal canto suo a disposizione, nell’edificare, una serie di alternative alle quali il preveniente dovrà a sua volta sottostare (fb)

 

 

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