Il Caso.it, Sez. Giurisprudenza, 10400 - pubb. 12/05/2014


Tribunale Siena 02 aprile 2014 - Pres. Bernardini - Est. Caramellino.

Concordato preventivo - Liquidazione dell'attivo - Natura degli atti di liquidazione.

Concordato preventivo - Atti di liquidazione dell'attivo - Applicazione della sanatoria di cui all'articolo 40 legge n. 47 del 1985 - Esclusione.

Concordato preventivo - Fattibilità giuridica - Fattibilità degli atti negoziali prospettati dal debitore - Vendite immobiliari - Conformità catastale e urbanistica.

Il procedimento di liquidazione dell'attivo nel concordato preventivo è il frutto di atti di autonomia privata dei quali il debitore è proponente e che non presuppongono lo spossessamento del debitore stesso così come previsto per la procedura fallimentare dall'articolo 42, comma 1, L.F.. (Erika Volpini) (riproduzione riservata)

Agli atti di liquidazione posti in essere nell'ambito del concordato preventivo non è applicabile la previsione di cui all'articolo 40, ultimo comma, della legge n. 47 del 1985, secondo la quale, quando l'immobile è oggetto di trasferimento nell'ambito di una procedura esecutiva, la domanda di sanatoria di eventuali abusi edilizi può essere presentata nel termine di giorni 120 dall'atto di trasferimento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Rientra nei compiti del tribunale quello di verificare la fattibilità giuridica del concordato e quindi degli atti negoziali prospettati dal debitore per la sua esecuzione, con particolare riferimento alla non contrarietà della proposta concordataria alle norme imperative che disciplinano la circolazione dei beni immobili. (Nel caso di specie, il concordato preventivo è stato dichiarato inammissibile per mancanza della documentazione comprovante la conformità catastale e urbanistica degli immobili e conseguentemente la loro alienabilità). (Franco Benassi) (riproduzione riservata)


Segnalazione dell'Avv. Erika Volpini


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