IL CASO.it

Sezione I - Giurisprudenza

documento 1123/2008

 

 

data pubblicazione 21/02/2008

 

 

 

Promotore finanziario, responsabilitÓ dell’intermediario

 

Tribunale di Mantova 27 agosto 2007 – Est. Laura De Simone

 

Contratto di parcheggio di autoveicoli – Caratteristica del servizio offerto – Custodia e locazione – Distinzione – Presupposti.

 

Ove il servizio di parcheggio per autoveicoli venga prestato mediante due sezioni, una consigliata, con appositi cartelli segnaletici, ai conducenti di vetture di particolare pregio, che prevede la consegna della vettura ad un addetto, la sottoscrizione di apposito modulo ed il rilascio di un codice alfanumerico da digitare al momento del ritiro del veicoli, e l’altra, costituita da un semplice spazio cui si accede ritirando alla sbarra un tiket, senza assistenza alcuna, e dalla quale si esce dopo aver pagato il corrispettivo in base alla durata della sosta, non si pu˛ ritenere che l’utente che decida di avvalersi del secondo tipo di servizio offerto – per il quale Ŕ peraltro richiesto un corrispettivo notevolmente inferiore – concluda un contratto di custodia e possa ritenere il gestore responsabile della mancata riconsegna del mezzo. Nel secondo caso, infatti, l’offerta ha ad oggetto unicamente la messa a disposizione di uno spazio per lo stazionamento del veicolo, con la conseguenza che il contratto stipulato Ŕ assimilabile alla locazione. (fb)

 

 

Omissis

 

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

 

        Con atto di citazione notificato in data 21.5.2004 B. G. conveniva in giudizio A. P. Italia S.p.A.  al fine di sentirla condannare al risarcimento dei danni subiti per la mancata riconsegna dell’autovettura Mercedes Benz SL 500 targata **  parcheggiata all’interno del parcheggio multipiano del Terminal 1 dell’aeroporto di Malpensa, gestito dalla convenuta.

        Esponeva l’attore che il ** alle ore 9.04 circa aveva depositato la propria auto nel parcheggio indicato ed il giorno successivo, verso le ore 22.30, quando si era recato per prelevarla non l’aveva pi¨ rinvenuta. Egli aveva quindi denunciato all’Ufficio di Polizia di Frontiera dello scalo aereo il furto del veicolo.

        In diritto la difesa attrice rilevava che la responsabilitÓ della mancata riconsegna dell’auto era da attribuirsi alla convenuta in quanto depositaria del mezzo. Il contratto di parcheggio di autovetture era contratto atipico  per la cui disciplina occorreva richiamarsi al contratto di deposito. Nella specie, poteva profilarsi la grave violazione degli obblighi di diligenza nella custodia gravanti sul depositario ex art. 1766 e art. 1768 c.c..

        In ordine al quantum rilevava il B. di aver acquistato  l’autovettura  qualche  mese avanti e di averla pagata € 104.840,70 e di aver inoltre sostenuto in conseguenza del furto ulteriori spese (per pernottamento, noleggio auto sostitutiva, ecc) per circa € 5.000,00.

        Concludeva quindi l’attore chiedendo l’accertamento della responsabilitÓ esclusiva di A. P. Italia S.p.A. per la mancata riconsegna dell’autovettura e la condanna della medesima societÓ al risarcimento del danno conseguente, quantificato in € 110.000,00 o nella diversa somma ritenuta di giustizia.

        Si costituiva ritualmente in giudizio A. P. Italia S.p.A.  insistendo per il rigetto delle domande proposte e osservando, nella sostanza, che non poteva ritenersi concluso tra le parti un contratto di deposito. Il parcheggio in questione era una struttura tecnologicamente all’avanguardia che prevedeva una diversificazione delle aree di sosta in funzione del servizio che il cliente intendeva ricevere. Sin dall’ingresso del parcheggio era evidenziata la presenza di un’area denominata “TOP CAR SECURITY P.” in cui le auto venivano custodite, e per particolari veicoli di pregio era addirittura indicato dai cartelli l’obbligo di usufruire di tale servizio. Differente era la modalitÓ di ingresso e di uscita dal parcheggio, differente il sistema di individuazione del veicolo che veniva consegnato, differente il servizio erogato durante la sosta, differente il prezzo. Il B. aveva ritenuto di disattendere l’invito a parcheggiare l’auto nella zona custodita, nonostante il modello della sua autovettura rientrasse tra quelli menzionati all’ingresso per cui la custodia era auspicata, ed aveva preferito sistemare la propria autovettura nella zona denominata “ONLY RENT P.” in cui il contratto concluso doveva intendersi di mera locazione dell’area senza obblighi di custodia, come chiaramente evidenziavano le condizioni generali di contratto.

        Nel corso del procedimento venivano assunte le prove richieste ed era ammessa una consulenza tecnica al fine di determinare il valore del veicolo oggetto di causa.

        All’udienza del 24.4.2007  la causa veniva trattenuta per la decisione sulle conclusioni delle parti trascritte in epigrafe ed alle stesse erano concessi i termini di cui all’art. 190 c.p.c. per il deposito di comparse conclusionali e memorie di replica.

 

MOTIVI DELLA DECISIONE

 

        L’istruzione probatoria svolta ha consentito di accertare che il parcheggio gestito da A. P. Italia S.p.A. presso il Terminal 1 dell’Aeroporto di Malpensa Ŕ caratterizzato da due aree distinte di sistemazione dei veicoli con differente funzione e struttura.

        Innanzi tutto vi Ŕ una prima area pi¨ grande, in cui possono trovare ricovero 3600 automezzi, dotata di servizi automatizzati, a cui si accede prelevando un ticket che fa sollevare una delle 6 sbarre d’entrata e dalla quale si esce, dopo il pagamento del prezzo prefissato proporzionato alla durata della sosta, da effettuarsi anche attraverso casse automatiche, utilizzando il medesimo ticket dell’entrata che questa volta fa alzare la sbarra posta all’uscita. Le condizioni generali di contratto che regolano il rapporto per quest’area risultano richiamate sul ticket ritirato all’ingresso del parcheggio e sono esposte in pi¨ punti all’interno dell’area ed escludono chiaramente la custodia del veicolo e degli oggetti in esso contenuti.

        Vi Ŕ poi una seconda zona di parcheggio, segnalata sin prima dell’ingresso, denominata “TOP CAR SECURITY P.”, con l’indicazione “D’OBBLIGO PER LE SEGUENTI VETTURE: AUDI…, BMW.., BENTLEY…., MERCEDES…. ecc.”. In quest’area il veicolo viene consegnato manualmente al personale di A., individuato mediante sottoscrizione di un modulo da parte del depositante, ed al proprietario viene rilasciato uno speciale codice alfanumerico da digitare al momento del ritiro del mezzo. Il contratto Ŕ  di custodia, ha un prezzo differente (del 50% superiore) e l’area Ŕ videosorvegliata.

        Hanno affermato i testi che all’interno del parcheggio si ripete anche un avviso sonoro che segnala la presenza di questa particolare area di sicurezza per usufruire di un servizio di custodia del mezzo.

        Ora, Ŕ pacifico che nella specie il B. ha ritenuto di parcheggiare il proprio veicolo nella prima area, nonostante l’invito espresso nel cartello d’ingresso ad avvalersi della struttura custodita, risultando il modello di automezzo di sua proprietÓ, evidentemente, a  particolare a rischio di furto.

        Ritiene il giudicante che la societÓ convenuta abbia  specificato e diversificato  i servizi offerti alla clientela e mentre per l’area pi¨ grande, la c.d. ONLY RENT P., risulta chiaramente rappresentato che il parcheggio consente la disponibilitÓ di uno spazio per la sosta ma non comporta custodia del veicolo, per la seconda, la c.d. TOP CAR SECURITY P., la custodia Ŕ la caratteristica precipua e prevalente del servizio che viene garantito con particolari modalitÓ.

        Il contratto concluso per la prima area non Ŕ dunque certamente assimilabile ad un contratto di deposito, non potendo ritenersi l’offerta di A. formulata in tal senso, sia per quanto emerge dalle condizioni generali di contratto che per quanto esplicitato attraverso i cartelli esposti e per le modalitÓ in cui il servizio Ŕ erogato. Peraltro l’utente che si accinge ad entrare nel parcheggio e ritira il ticket Ŕ nella condizione di comprendere che il servizio gli garantisce la disponibilitÓ di un posto auto dietro il pagamento di un corrispettivo e se intende avvalersi di un servizio di custodia deve rivolgersi al personale, sistemare l’area in un’apposita zona diversificata e pagare un prezzo maggiorato.     Tra l’altro nessun dipendente del parcheggio riceve la vettura del cliente e nemmeno le chiavi dei veicolo, che quindi resta nella disponibilitÓ di chi parcheggia, contrariamente alla previsione dell’art. 1766 c.c..

        Non contrastano con questa ricostruzione il fatto che l’area fosse complessivamente delimitata e videosorvegliata in quanto tali precauzioni adottate dal gestore del parcheggio non possono mutare la natura del contratto prescelto dall’utente e comunque sono riconducibili ad altre finalitÓ (certezza nel pagamento del prezzo, ragioni di pubblica sicurezza).

        Nella specie la custodia non pu˛ ritenersi nÚ offerta dal gestore del servizio nÚ richiesta dall’utente e il negozio concluso ha avuto ad oggetto unicamente la messa a disposizione di uno spazio per  lo stazionamento del veicolo.

        Il contratto stipulato Ŕ dunque assimilabile alla locazione con conseguente esclusione di responsabilitÓ del gestore dell’area per il furto del veicolo collocato in sosta, non sussistendo un obbligo di custodia in capo al medesimo.

        Non possono essere condivise neppure le considerazioni relative alla vessatorietÓ delle clausole limitative della responsabilitÓ contenute nelle condizioni generali di contratto, atteso che tale riferimento avrebbe significato solo ove il contratto concluso fosse assimilabile ad deposito e non giÓ alla locazione come viceversa ritenuto.

        Le considerazioni esposte importano il rigetto delle domande formulate dall’attore.

        Le spese seguono la soccombenza e si liquidano come in dispositivo.

        Le spese relative alla consulenza tecnica espletata nel corso del giudizio sono definitivamente poste a carico dell’attore.

 

P.Q.M.

 

Il Tribunale, in persona del giudice dott. Laura De Simone, definitivamente pronunciando, ogni contraria istanza ed eccezione disattesa, cosý giudica:

       Rigetta le domande proposte da B. G. nei confronti di A. P. S.p.A.;

       Condanna B. G. alla rifusine delle spese di lite sostenute da A. P. S.p.A. e liquidate in € 7,00 per spese, € 2.861,00 per diritti, € 8.000,00 per onorari, oltre spese generali, IVA e CPA come per legge,

       Pone definitivamente a carico di parte attrice le spese relative alla consulenza tecnica espletata nel corso del giudizio.