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Clausola di indicizzazione al cambio tra valute dei pagamenti delle rate di un finanziamento – Autonomia della stessa – Atipicità – Valutazione della meritevolezza – Fattispecie

La clausola di indicizzazione dei pagamenti che fa riferimento al rapporto di cambio tra valute nei contratti di finanziamento (nella specie, leasing immobiliare) opera in maniera autonoma, quindi assume causa propria rispetto al contratto (i pagamenti reciproci trovano la loro fonte non già nelle prestazioni contrattuali, bensì nelle oscillazioni del cambio tra le monete).

Comunque la si voglia qualificare, cioè come currency swap, o diversa fattispecie, detta clausola presenta comunque natura atipica, così che risulta imprescindibile valutarne la meritevolezza di tutela giuridica ai sensi dell’art. 1322 c.c., valutazione, questa, che va rivolta alla pattuizione singolarmente considerata, e non all’intero contratto di finanziamento (leasing), quest’ultimo, per certo meritevole di tutela per gli interessi perseguiti dalle parti.

La clausola di indicizzazione, per quanto astrattamente meritevole di tutela giuridica, non lo è nel momento in cui introduce elementi di prevaricazione di una delle parti (il cliente) contrastanti con il nostro ordinamento, fondato sui principi opposti di solidarietà e parità dei contraenti.

[Nel caso di specie, la Corte ha ricavato l’assenza di meritevolezza dai seguenti elementi:
-maggior vantaggio assicurato alla banca in caso di esito favorevole al cambio denominato storico;
-quotazione del cambio denominato storico, però non individuato secondo il calcolo dell’oscillazione media nell’arco di un determinato lasso temporale, bensì in base ad unilaterale insindacabile e non trattabile scelta dell’istituto finanziatore;
-la funzione concreta della clausola sarebbe stata quella di permettere al cliente di contrarre un leasing in valuta estera, ma un simile risultato poteva facilmente essere raggiunto mediante una semplice operazione di conversione della provvista originaria ed altre, mensili, fra l’importo in euro del canone corrispettivo del godimento dell’immobile e il controvalore in franchi svizzeri al momento di ciascuna scadenza di pagamento;
-la farraginosità dei calcoli, non in linea con il principio di trasparenza predicato dal TUB.] (Paolo Righini) (riproduzione riservata)
Appello Trieste 28 maggio 2018.




Contratto di leasing – Riconducibilità alla nozione di contratto finanziario – Sussistenza – Controversie aventi ad oggetto contratti di leasing – Obbligo di esperire il previo tentativo di mediazione – Applicabilità

I contratti di leasing sono riconducibili alla nozione di “contratti finanziari” di cui all’art. 5, co. 1 bis, D.Lgs. 4 marzo 2010 n. 28 e, di conseguenza, anche con riferimento alle controversie aventi ad oggetto i contratti di leasing, deve considerarsi obbligatorio il tentativo di mediazione. In tal senso depongono, tanto la prevalente funzione di finanziamento del contratto, riconosciuta anche prima della tipizzazione dello stesso ad opera della L. 4 agosto 2017 n. 124, quanto la natura professionale della parte concedente (banche o intermediari finanziari). Tale interpretazione, inoltre, appare conforme anche alla volontà del legislatore (come evidenziata nella Relazione al D.Lgs. n. 28/2010), ove si precisa che, con l’espressione “contratti assicurativi, bancari e finanziari", lo stesso legislatore ha inteso riferirsi a controversie riguardanti “tipologie contrattuali che conoscono una diffusione di massa” “alla base di una parte non irrilevante del contenzioso”, quali sono certamente quelle relative ai contratti di leasing. (Giovanni Prearo) (riproduzione riservata) Tribunale Milano 11 maggio 2018.




Azione di revocatoria ordinaria in sede fallimentare – Cessione contratto di leasing – Eventus damni

La cessione del contratto di leasing impedisce agli organi fallimentari la possibilità di riscattare l’immobile oggetto del rapporto, per cui, in detta ipotesi, può ritenersi sussistente il requisito dell’eventus damni determinato dalla perdita del potenziale acquirente dell’immobile che, se acquisito alla massa fallimentare, avrebbe senza dubbio arrecato notevoli vantaggi al ceto creditori. (Serena Del Regno) (riproduzione riservata) Tribunale Salerno 10 aprile 2018.




Factoring - Garanzia dal rischio di insolvenza - Decadenza - Indeterminatezza dell'oggetto - Nullità

E' nulla, per indeterminatezza dell'oggetto, la clausola contenuta in un contratto di factoring che preveda la decadenza (nel caso di specie con effetto retroattivo) dalla garanzia dal rischio di insolvenza qualora sia omessa la puntuale indicazione degli obblighi che le parti hanno ritenuto determinanti nell'ambito del programma negoziale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano 19 febbraio 2018.




Leasing - Immobiliare - CTU - Verifica della determinatezza o determinabilità del tasso - Del superamento del tasso soglia - Interessi corrispettivi e moratori - Commissioni, spese e delle provvigioni

In caso di contestazione dei tassi e delle condizioni relative ad un leasing immobiliare, deve procedersi a CTU contabile onde verificare la determinatezza/determinabilità del tasso, con eventuale ricalcolo ex art. 117 TUB, nonchè l'eventuale superamento del tasso soglia, tenendo all'uopo conto degli interessi corrispettivi e moratori (senza operare alcuna sommatoria), di tutte le commissioni, di tutte le spese e delle provvigioni derivanti dalle clausole, comunque denominate, che prevedano una remunerazione in favore del finanziatore. (Giuseppe De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze 13 febbraio 2018.




Provvedimento cautelare ex art. 700 c.p.c. di rilascio di immobile concesso in leasing – Successivo atto di precetto ex art. 605 c.p.c. – Insussistenza dei presupposti di cui all’art. 474 c.p.c. – Necessità di attuazione del provvedimento cautelare nei modi e termini ex art. 669-duodecies c.p.c.

Il provvedimento cautelare non costituisce titolo esecutivo nel senso voluto dall’ordinamento e disciplinato dall’art. 474 c.p.c. e, quindi, non può essere messo in esecuzione nelle forme disciplinate dal libro III del codice di rito intitolato “Processo di esecuzione”.
L’art. 669 duodecies c.p.c. disciplina in modo specifico i modi e i termini per porre in esecuzione i provvedimenti cautelari, così sottolineandone la loro diversità rispetto ai “titoli esecutivi”. (Michele Cespa) (riproduzione riservata)
Tribunale Bergamo 09 giugno 2017.




Diritto Bancario - Contratti bancari - Leasing - Usura - Qualsiasi remunerazione a qualsiasi titolo - Verifica in ordine a interessi corrispettivi e interessi moratori senza cumulo tra loro - Usura originaria applicabilità art.1815 cc - Usura sopravvenuta riconduzione a tasso soglia - Necessità

In tema di contratti bancari, è necessario, ai fini della verifica dell’usura originaria o contrattuale, computare tutti i costi aggiuntivi indicati in contratto, sia con riguardo agli interessi corrispettivi sia con riguardo agli interessi moratori (senza cumulo tra i medesimi stante la loro ontologica differenza). L’eventuale usurarietà originaria produce l’espunzione degli interessi ex art.1815 c.c.

Ai fini della verifica dell’usura sopravvenuta, fermo restando il metodo testé descritto, computare i minori interessi dovuti separatamente, riconducendo l’effetto usura entro il limite del tasso soglia (Cass. Civ. SS.UU.24675/2017). (Domenico Fioretti) (riproduzione riservata)
Appello Milano 05 dicembre 2017.




Contratti bancari - Leasing - Ctu - Rilevabilità d’ufficio - Enucleazione delle criticità - Acquisizione di ogni elemento utile - Indispensabilità in casi di accertamento delle situazioni di fatto con ricorso a specifiche cognizioni tecniche - Necessità

In materia di contratti bancari, in cui sia stata sollevata la questione di usurarietà dei tassi corrispettivi e di mora, pur nella consapevolezza che la consulenza tecnica d’ufficio non costituisce, in linea di massima, mezzo di prova, ma strumento per la valutazione della prova acquisita, la stessa può costituire fonte oggettiva di prova tutte le volte che opera come strumento di accertamento di situazioni di fatto, rilevabili esclusivamente attraverso il ricorso a determinate cognizioni o strumentazioni tecniche e tale è il caso in cui debbano accertarsi per via contabile le articolate operazioni di rilevamento ed aritmetiche della fattispecie in esame (Cass. Civ. 512/2017, 3191/2006, 5091/2016).  
Va conferito -anche d’ufficio- l’incarico all’ausiliare del Giudice, per la redazione della Consulenza Tecnica d’Ufficio, se l’analisi contenuta negli atti enuclea le criticità. Tanto anche in sede di appello, qualora il Giudice di prime cure non ne abbia rilevato la necessità, ritenendo tale enucleazione generica. (Domenico Fioretti) (riproduzione riservata)
Appello Milano 05 dicembre 2017.




Leasing immobiliare - Usura - Verifica del tassa di attualizzazione - Confronto con il TEG del piano di ammortamento

Nella verifica della legittimità delle pattuizioni contrattuali e della eventuale usurarietà delle condizioni, occorre preliminarmente verificare la corrispondenza tra il tasso di attualizzazione previsto e quello effettivo nonchè tra il tasso rilevabile dal contratto ed il TEG determinato sulla base del piano di ammortamento in concreto applicato. (Giuseppe De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze 12 dicembre 2017.




Leasing – Locazione Finanziaria – Clausola indicizzazione – Nullità – Indeterminatezza dell’oggetto

In un contratto di locazione finanziaria, l’oggetto della clausola di indicizzazione deve ritenersi indeterminato o indeterminabile ove non venga proposta l'esatta formula di calcolo da applicarsi per ottenere le variazioni periodiche del piano di rimborso del capitale finanziato. Tale indeterminatezza porta a considerare l'oggetto della relativa pattuizione come nullo ex art. 1346 c.c., ma in conseguenza della rilevata nullità non pare applicabile né l'art. 1284 terzo comma c.c. (tasso legale) né la disciplina sostitutiva di cui all'art. 117 comma 7 T.U.B.: la nullità non colpisce infatti le clausole determinative degli interessi ultra-legali in sé dovuti dal cliente al momento della stipula, ma solo quella della loro indicizzazione pro futuro. (Andrea Vascellari) (riproduzione riservata) Tribunale Udine 20 aprile 2017.



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