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Archivio Processo Civile

Mancata attivazione della mediazione nei confronti di terzo chiamato in causa. Mediazione obbligatoria ai sensi dell’art. 5 del d. lgs. 28/2010 – Mancata attivazione della mediazione nei confronti di un terzo chiamato – Improcedibilità del giudizio – Insussistenza

La mediazione obbligatoria di cui all’art. 5 del d. lgs. 28/2010 deve essere esperita unicamente in relazione alle domande proposte dall’attore nei confronti del convenuto ma non con riguardo alle domande proposte da quest’ultimo nei confronti di terzi chiamati in quanto a) una diversa soluzione comporterebbe un notevole allungamento dei tempi di definizione del processo, in contrasto con il principio di ragionevole durata dello stesso stabilito dall’art. 111 Cost.; b) le disposizioni che prevedono condizioni di procedibilità, costituendo deroga al diritto di azione, sono di stretta interpretazione; c) l’art. 5 del d. lgs. 28/2010 menziona solo il convenuto quale soggetto legittimato a dedurre il difetto del previo esperimento del tentativo di conciliazione. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova 14 giugno 2016.


Condanna al versamento in favore dell’erario dell’importo corrispondente al contributo unificato dovuto per il giudizio. Giudizio soggetto alla mediazione obbligatoria ex art. 5 del d. lgs. 28/2010 - Mancata presentazione della parte costituita all’incontro fissato dall’organismo di mediazione - Applicazione della sanzione prevista dall’art. 8 co. 4 bis del d. lgs. 28/2010 - Forma del provvedimento - Ordinanza

Va adottato con ordinanza, ex art. 176 c.p.c., il provvedimento di irrogazione della sanzione prevista dall’art. 8 co. 4 bis del d. lgs. 28/2010. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova 22 dicembre 2015.


Pignoramento di autoveicoli per il caso di loro mancata conse‎gna all'IVG da parte dell'esecutato. Processo di esecuzione - Pignoramento di autoveicoli - Mancata consegna all'IVG - Conseguenze

Quando il debitore esecutato, custode ex art. 521 bis c.p.c., non ottemperi ai suoi obblighi non consegnando gli autoveicoli pignorati al locale Istituto di vendite giudiziarie il giudice può: a) comminargli ex art. 67, comma 1, c.p.c. una pena pecuniaria da euro 250,00 fino a euro 500,00 (fatta salva la sua responsabilità penale e la possibilità che egli sia chiamato a rispondere del risarcimento dei danni provocati al procedente)‎; b) disporre la sostituzione del custode ai sensi dell’art. 521, comma 5, c.p.c.; c) affidare all’I.V.G. l’incarico di stimare i beni pignorati, riservandosi in merito alla fissazione di udienza per la successiva vendita. Tribunale Mantova 13 ottobre 2015.


Titolo esecutivo ottenuto nei confronti di società di persone e iscrizione di ipoteca giudiziale sui beni immobili del singolo socio illimitatamente responsabile. Titolo esecutivo ottenuto nei confronti di società di persone – Iscrizione di ipoteca giudiziale sui beni immobili del singolo socio illimitatamente responsabile – Idoneità

La sentenza o il decreto ingiuntivo (provvisoriamente esecutivo o definitivo) ottenuti nei confronti della società consentono l’iscrizione dell’ipoteca giudiziale sui beni immobili del socio illimitatamente responsabile di società di persone posto che tale formalità si configura quale misura cautelare finalizzata a garantire il pieno soddisfacimento dell'interesse del creditore e costituisce atto estraneo al procedimento di espropriazione. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova 08 ottobre 2015.


Mancata risposta all’invito a stipulare una convenzione di negoziazione assistita e prova del credito. Mancata risposta all’invito a stipulare una convenzione di negoziazione assistita ai sensi dell’art. 2 del d.l. 132/2014 - Prova del credito - Insufficienza

La mancata risposta all’invito a stipulare una convenzione di negoziazione assistita ai sensi dell’art. 2 del d.l. 132/2014, in difetto di altri elementi probatori, non è sufficiente a dimostrare la sussistenza del credito. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova 24 settembre 2015.


In mancanza della consegna del veicolo pignorato la procedura di espropriazione non può aver corso. Espropriazione forzata - Pignoramento e custodia di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi - Apprensione materiale del bene - Necessità

La procedura di pignoramento e custodia di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi di cui all'art. 521-bis c.p.c. presuppone l'apprensione materiale del bene da parte dell'istituto vendite giudiziarie in mancanza della quale l'espropriazione non può aver corso e deve essere dichiarata estinta. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova 17 luglio 2015.


Rilascio della certificazione di titolo esecutivo europeo al decreto ingiuntivo, dichiarato provvisoriamente esecutivo ai sensi dell’art. 648 c.p.c., nell'ipotesi in cui il debitore-opponente abbia contestato la sussistenza del credito azionato. Titolo esecutivo europeo – Regolamento CE n. 805/2004 – Decreto ingiuntivo dichiarato provvisoriamente esecutivo ai sensi dell’art. 648 c.p.c. – Condizioni per il rilascio della certificazione – Insussistenza

Non ricorre alcuna delle ipotesi previste dall’art. 3 del regolamento CE 21 aprile 2004 n. 805/2004 per rilasciare la certificazione di titolo esecutivo europeo al decreto ingiuntivo, dichiarato provvisoriamente esecutivo ai sensi dell’art. 648 c.p.c., ove il debitore-opponente abbia contestato la sussistenza del credito azionato. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova 10 luglio 2015.


PCT e procedimento monitorio: onere dell'opposto di produrre nel giudizio di opposizione il fascicolo già prodotto con il ricorso per ingiunzione. Usura - Censura del illegittima applicazione di interessi - Genericità - Mancata produzione dei decreti ministeriali che fissano la soglia dell'usura

Procedimento monitorio - Opposizione - Onere del'ingiungente di depositare i documenti prodotti unitamente al ricorso per ingiunzione - Applicazione delle preclusioni di cui all'articolo 183, comma 6, c.p.c. - Esclusione

È generica la censura in ordine alle eccessività del tasso di interesse applicato che non faccia alcun riferimento alla durata del finanziamento e al numero delle rate e che non assolva all'onere della produzione dei decreti ministeriali che fissano il “limite di legge”, ossia il tasso soglia oltre il quale gli interessi potrebbero definirsi usurari, trattandosi di atti amministrativi che non appartengono alla scienza ufficiale del giudice e non possono essere valutati se non prodotti dalla parte che intende affermare la nullità delle pattuizioni usurarie o dei relativi addebiti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Nonostante sia pacifico che, nella causa di opposizione a decreto ingiuntivo, l'ingiungente deve depositare i documenti già prodotti unitamente al ricorso ex art. 638 c.p.c., non può ritenersi che la produzione debba sottostare agli stessi termini perentori di cui all'art. 183, comma 6, c.p.c. previsti nel giudizio ordinario. Deve, infatti, aversi riguardo al fatto che i documenti in questione sono già stati depositati e messi a disposizione dell’opponente al momento in cui gli è stato notificato il decreto ingiuntivo opposto e che egli li ha senz’altro esaminati al fine di proporre l’opposizione; appare, quindi, più corretto ritenere che lo sbarramento processuale potrà tutt’al più riguardare le nuove produzioni ma non potrà incidere su un thema probandum che si è già fissato ancor prima della proposizione dell’opposizione.

Prima dell'entrata in vigore del processo civile telematico, il fascicolo allegato al ricorso per ingiunzione veniva dalla cancelleria inserito automaticamente in quello dell'opposizione. Con l'entrata in vigore del PCT, non è più possibile far conto su tale sistema e l'opposto ha l'onere di effettuare di nuovo la produzione, della quale, nel caso specifico, l'opponente aveva eccepito la tardività. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Mantova 25 giugno 2015.


Mancata consegna del veicolo da parte del debitore esecutato nominato custode ed estinzione della procedura. Mancata consegna dei veicoli pignorati all’I.V.G. da parte dell’esecutato/custode – Iscrizione a ruolo della procedura esecutiva – Impossibilità di liquidazione dei beni – Impossibilità di conseguire il soddisfacimento delle pretese dei creditori – Chiusura anticipata del processo

Allorquando il debitore esecutato, nominato custode, non abbia consegnato nel termine indicato dall’art. 521 bis, comma 3, c.p.c. il veicolo pignorato in suo danno, non solo non decorre il termine di 30 giorni per l’iscrizione a ruolo della procedura esecutiva ma la stessa, in assenza del bene da vendersi che ne impedisce quindi la liquidazione e il conseguente, possibile, soddisfacimento delle pretese del creditore, va anticipatamente chiusa in forza dell’art. 164 bis disp. att. c.p.c.. (Andrea Bulgarelli) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova 26 maggio 2015.


Il creditore può essere autorizzato ad ottenere direttamente dai gestori delle banche dati le informazioni nelle stesse contenute, senza attendere i decreti attuativi di cui all’art. 155 quater disp. att. c.p.c.. Autorizzazione alla ricerca con modalità telematiche dei beni da pignorare ex art.492 bis c.p.c. - Qualifica di creditore procedente

Autorizzazione alla ricerca con modalità telematiche dei beni da pignorare ex art.492 bis c.p.c. - Mancato funzionamento delle strutture tecnologiche degli ufficiali giudiziari - Autorizzazione del creditore procedente ad ottenere direttamente dai gestori delle banche dati le informazioni nelle stesse contenute - Non necessità in questa ipotesi del regolamento attuativo di cui all’art. 155 quater disp. att. c.p.c.

Può essere qualificato creditore procedente ai sensi dell’art.492 bis c.p.c. il soggetto che “ha diritto di procedere ad esecuzione forzata” e quindi il soggetto munito di titolo esecutivo e non il soggetto che ha già intrapreso l’esecuzione, essendo la procedura deputata alla ricerca dei beni con modalità telematiche e quindi prodromica ad una più efficace esecuzione forzata ancora da intraprendere. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)

In ipotesi di inidoneità dichiarata attuale delle strutture tecnologiche necessarie a consentire l'accesso diretto da parte dell'ufficiale giudiziario alle banche dati, il creditore procedente, sussistendone i presupposti, può essere autorizzato ad ottenere direttamente dai gestori delle banche dati le informazioni nelle stesse contenute, senza necessità di attendere i decreti attuativi cui si riferisce l’art. 155 quater disp. att. c.p.c., atteso che l’autorizzazione non prevede un accesso diretto alle banche dati da parte del creditore, ma unicamente consente di richiedere ed ottenere dai gestori delle stesse le informazioni relative al debitore ivi conservate, così che le relative interrogazioni sono effettuate dai gestori medesimi. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)
Tribunale Mantova 03 febbraio 2015.


D.lgs 150/2011 e controversia in ordine al quantum e all'an della pretesa del professionista. Onorario di avvocato per prestazioni giudiziali – Competenza prevista dall’art. 14 del d.lgs 150/2011 – Ambito

L’art. 14 del d.lgs 150/2011 ha inciso solo sul rito e deve ritenersi applicabile unicamente nell’ipotesi in cui si controverta sul quantum del compenso spettante al professionista e non invece ove la vertenza riguardi anche l’an della pretesa, nel qual caso trovano applicazione le ordinarie regole del processo di cognizione che deve, pertanto, svolgersi avanti al giudice monocratico. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova 16 dicembre 2014.


Ricorso ex articolo 700 c.p.c. a tutela di una costituenda servitù coattiva di passaggio. Provvedimento cautelare ex art. 700 c.p.c. – Tutela di diritti assoluti non ancora costituiti – Ammissibilità

Il rimedio di cui all’art. 700 c.p.c. può essere accordato a tutela di diritti assoluti, come è quello di proprietà, sebbene non ancora costituiti (nel caso di specie a tutela di una costituenda servitù coattiva di passaggio). (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova 04 novembre 2014.


Certificazione di irreperibilità dell’imputato e patrocinio a carico dello Stato. Avvocato – Patrocinio a carico dello stato – Compenso ex art. 116 e 117 d.p.r. 117/2002 – Irreperibilità imputato – Ricerche – Necessità – Contenuto

La certificazione di irreperibilità dell’imputato rilasciata dal comune e quella negativa da parte del DAP non è documentazione idonea a far ritenere integrato il presupposto richiesto dall’art. 116 del d.p.r. 115/2002 affinché al difensore sia liquidato l’onorario con onere a carico dello stato, non potendosi ritenere che il difensore abbia utilmente esperito le procedure per il recupero del credito professionale potendo egli svolgere ulteriori ricerche che non implichino lo svolgimento di indagini complesse. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova 31 ottobre 2014.


Sentenza parziale di indivisibilità, appello e vendita. Divisione - Divisione immobiliare - Sentenza parziale di indivisibilità - Vendita - Appello avverso la sentenza parziale - Necessità di attendere il passaggio in giudicato della sentenza che ha disposto la vendita - Esclusione

Nel caso in cui, nell’ambito di un giudizio di divisione di un immobile, sia stata dichiarata con sentenza parziale di primo grado l’indivisibilità del cespite e, in assenza di richieste di assegnazione, ne sia stata disposta la vendita, il giudice – anche in caso di proposizione di appello avverso la suddetta sentenza – deve procedere comunque alle operazioni di vendita, senza dover attendere il passaggio in giudicato della sentenza che l’ha disposta, potendo sospendere dette operazioni di vendita solo in caso di sussistenza di gravi motivi, che non possono però essere costituiti dalla mera proposizione dell’appello. (Luigi Pagliuca) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova 25 maggio 2014.


Ingiunzione europea: forma dell'opposizione e principio della libertà delle forme. Ingiunzione europea – Opposizione non formulata nelle forme di cui al modulo standard F riprodotto nell’Allegato VI del regolamento CE 12-12-2006 n. 1896/2006 – Ammissibilità.

L’opposizione sebbene non formulata nelle forme di cui al modulo standard F riprodotto nell’Allegato VI del regolamento CE 12-12-2006 n. 1896/2006 deve  considerarsi validamente proposta atteso che il Considerando 23 prevede che «I giudici dovrebbero tuttavia tener conto di qualsiasi altra forma di opposizione scritta se espressa in modo chiaro», rilevandosi altresì che nel nostro ordinamento vale il principio della libertà delle forme (cfr. art. 121 c.p.c.). (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova 25 febbraio 2014.


Procedimenti di volontaria giurisdizione e nomina dell'arbitro: competenza della Sezione Specializzata in materia di impresa. Controversie societarie previste dall’art. 3 del d. lgs. 168/2003 – Procedimenti di volontaria giurisdizione – Competenza della Sezione Specializzata in materia di impresa – Sussistenza.

Controversie societarie previste dall’art. 3 del d. lgs. 168/2003 – Nomina degli arbitri – Competenza del Presidente della Sezione Specializzata in materia di impresa – Sussistenza.

Nell’ambito dei procedimenti attribuiti alla sezione specializzata in materia di impresa di cui all’art. 3, comma 2, del d. lgs. 27 giugno 2003, n. 168, novellato dalla legge 24 marzo 2012, n. 27 rientrano anche quelli di volontaria giurisdizione, stante la portata generale ed onnicomprensiva della norma. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata)

Ove l’arbitrato riguardi una controversia societaria attribuita alla competenza della sezione specializzata in materia di impresa, alla nomina degli arbitri deve provvedere, giusta il disposto dell’art. 5 del d. lgs. 168/2003, il Presidente della Sezione Specializzata. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata)
Tribunale Mantova 15 ottobre 2013.


Esecuzione mobiliare; vendita forzata tramite commissionario ex art 532 cpc; parti del relativo contratto di compravendita; rimedi esperibili dall'acquirente che non abbia ricevuto la consegna della merce. Esecuzione mobiliare – Vendita forzata tramite commissionario ex art 532 cpc – Pagamento del prezzo di acquisto ed omessa consegna delle merce illecitamente sottratta – Instaurazione del rapporto contrattuale di vendita direttamente tra commissionario e acquirente – Sussistenza – Possibilità per l'acquirente di formulare domanda di risoluzione, adempimento o risarcimento del danno direttamente nei confronti del commissionario – Sussiste.

Nell'ipotesi in cui il giudice delle esecuzioni mobiliari disponga la vendita dei beni a mezzo di commissionario (IVG - Istituto vendite giudiziarie) ai sensi dell'art 532 cpc, si determina una dissociazione ex lege tra titolarità dei beni (che prima e sino alla vendita rimangono di proprietà del debitore esecutato) e facoltà di disporne ponendo in essere atti traslativi della proprietà con terzi soggetti (che, per tutta la durata dell'incarico, passa in capo al commissionario, in forza del rapporto pubblicistico instauratosi con la procedura), sicché, ai sensi degli artt. 1731 e 1705 cc, il commissionario stipula i relativi contratti di vendita, seppur nell'interesse della procedura esecutiva (a cui deve riversare poi il prezzo corrisposto dall'acquirente), in nome proprio, con conseguente piena assunzione di responsabilità nei confronti dei terzi in caso di inadempimento rispetto all'obbligo di consegna della merce, gravante sullo stesso commissionario. Di conseguenza l'acquirente che, pur pagando regolarmente il prezzo, non abbia poi ricevuto la merce acquistata, potrà esperire nei confronti dello stesso commissionario (e non della procedura esecutiva, ovvero dei creditori tra cui il prezzo di vendita sia stato poi ripartito o del debitore esecutato, per l'eventuale differenza non distribuita) gli ordinari rimedi contrattuali contro l'inadempimento del venditore (risoluzione, adempimento, risarcimento danni), seppur con le limitazioni previste dagli artt. 2919 ss cc in caso di vendita forzata (essendo comunque tale anche quella che, nell'ambito di una procedura esecutiva mobiliare, avvenga a mezzo di commissionario su incarico del giudice ex art. 532 cpc). (Luigi Pagliuca) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova 26 settembre 2013.


Reclamabilità dei provvedimenti resi in sede di attuazione delle misure cautelari. Procedimento cautelare - Misure di attuazione ex articolo 669 duodecies c.p.c. - Reclamabilità - Esclusione.

L'articolo 669 terdecies c.p.c. consente il reclamo esclusivamente contro l'ordinanza con la quale sia stato concesso o negato un provvedimento cautelare, non essendo reclamabili decisioni emesse ai sensi dell'articolo 669 duodecies c.p.c., trattandosi di pronunce prive di qualsivoglia contenuto decisorio, volte esclusivamente a precisare le modalità di esecuzione di un provvedimento cautelare già emesso. A ciò si aggiunga che i provvedimenti di attuazione delle misure cautelari non hanno una natura cautelare bensì esecutiva, con la precisazione che, proprio perché la cautela è una sola, il provvedimento ex articolo 669 duodecies c.p.c. ne è soltanto l'appendice esecutiva; deve, pertanto, escludersi che anche il relativo provvedimento accessorio sia reclamabile. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova 19 settembre 2013.


Attività del difensore prestata anteriormente alla delibera di ammissione del beneficiario al patrocinio. Patrocinio a spese dello stato – Attività professionale prestata anteriormente alla delibera di ammissione del beneficiario al patrocinio – Onorario di avvocato – Spettanza.

Il principio secondo cui gli onorari di avvocato devono essere liquidati con riferimento al momento in cui l'opera complessiva è stata condotta a termine, con l'esaurimento o con la cessazione dell'incarico professionale, vale anche con riguardo alla disciplina introdotta con il d.m. 140/2012 atteso che varie disposizioni del predetto decreto fanno riferimento all’opera professionale complessivamente prestata mentre la previsione della liquidazione per fasi costituisce unicamente il criterio per determinare l’onorario che conserva tuttavia carattere unitario, conseguendone che spetta al difensore il compenso anche per l’attività prestata anteriormente alla delibera di ammissione del beneficiario al patrocinio a spese dello stato. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova 17 settembre 2013.


Natura vincolante dell'ordinanza che dispone il mutamento del rito da societario ad ordinario. Processo societario - Mutamento del rito da societario ad ordinario - Natura vincolante dell'ordinanza.

L’ordinanza del tribunale che disponga il mutamento del rito da societario ad ordinario vincola il giudicante anche nell’ipotesi in cui questi ritenga che la controversia debba essere trattata e decisa nelle forme del rito societario; il d.lgs. n. 5/2003 non prevede, infatti, l’ipotesi in cui il giudice monocratico investito della causa a seguito del mutamento di rito da societario ad ordinario ritenga invece corretta la trattazione con il rito societario. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova 03 giugno 2013.


Riempimento abusivo della scheda contrattuale in difformità da quanto oralmente pattuito tra le parti e nullità della querela di falso. Obbligazioni e contratti - Riempimento di scheda contrattuale in difformità di quanto pattuito - Querela di falso - Nullità.

La querela di falso di un documento può essere proposta se si sostenga che alcun accordo per il riempimento sia stato raggiunto dalle parti e non invece quando venga contestato un abusivo riempimento di parte della scheda contrattuale in difformità da quanto oralmente pattuito. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova 22 maggio 2013.


Giurisdizione del giudice italiano e criterio di collegamento del luogo di esecuzione dell'obbligazione nell'azione di risoluzione contrattuale per inadempimento. Giurisdizione civile - Convenzione di Bruxelles del 1968 - Vendita internazionale con trasporto di merci e impegno del venditore al montaggio all'estero - Luogo di esecuzione della obbligazione - Fattispecie.

Al fine del riscontro della giurisdizione del giudice italiano in base alla Convenzione di Bruxelles del 27/9/68 (resa esecutiva con legge n. 804 del 1971) il criterio di collegamento del luogo in cui l'obbligazione dedotta in giudizio sia stata o debba essere eseguita (art. 5 n. 1) va riferito all'obbligazione su cui si basa la pretesa fatta valere dall'attore ed il luogo di esecuzione della stessa va individuato secondo il diritto sostanziale applicabile in base al diritto internazionale privato del giudice adito, con la conseguenza che la giurisdizione del giudice italiano andrebbe esclusa in relazione a una domanda di risoluzione del contratto per inadempimento (nella specie fornitura di arredamento per un negozio di abbigliamento da aprire in Indonesia) proposta nei confronti di società estera dall'alienante che si è impegnato a vendere e a montare l'arredamento presso un centro commerciale all'estero, dovendo in tal caso considerarsi luogo di esecuzione dell'obbligazione quello in cui le operazioni di montaggio devono essere compiute. Peraltro la giurisdizione italiana va riconosciuta ai sensi dell'art. 6 n. 1 della predetta convenzione ove sia citata in giudizio anche altra società con sede in Italia. (Andrea Gibelli) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova 15 marzo 2013.


Applicabilità del procedimento per convalida di sfratto di cui agli artt. 657 ss. c.p.c. alle controversie di competenza delle Sezioni specializzate agrarie. Sezioni specializzate agrarie - Procedimento per convalida di sfratto ex artt. 657 seguenti c.p.c. - Compatibilità - Sussistenza.

Il procedimento per convalida di sfratto di cui agli articoli 657 e seguenti c.p.c. è applicabile alle controversie che rientrano nella competenza delle Sezioni specializzate agrarie. Pertanto, la Sezione specializzata agraria adita in tale procedimento, emessa ordinanza di rilascio con riserva delle eccezioni del convenuto ex articolo 665 c.p.c., dispone la continuazione della causa fissando l'udienza di cui all'articolo 420 c.p.c.. (Andrea Gibelli) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova 19 ottobre 2012.


Domanda di concordato preventivo “in bianco” e valutazioni preliminari del tribunale; obbligo di motivazione per la richiesta di termine superiore a 60 giorni e di sospensione dei contratti pendenti. Concordato preventivo - Domanda "in bianco" ai sensi del VI comma dell'art.161 l.f. - Valutazioni preliminari del Tribunale.

Concordato preventivo - Domanda "in bianco" ai sensi del VI comma dell'art.161 l.f. - Termine superiore a sessanta giorni - Motivazione dell'istanza.

Concordato preventivo - Domanda "in bianco" ai sensi del VI comma dell'art.161 l.f. - Richiesta di sospensione di contratti pendenti - Necessità di motivazione dell'istanza.

Sospensione dei termini presso gli uffici giudiziari aventi sede nei comuni colpiti dal sisma - Possibilità di deroga.

Quando è proposta domanda per l'ammissione alla procedura di concordato preventivo "in bianco", ai sensi del VI comma dell'art. 161 l.f., il tribunale è chiamato ad una valutazione preliminare di competenza e di sussistenza dei requisiti soggettivi ed oggettivi di accesso alla procedura di concordato preventivo. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)

Quando è proposta domanda per l'ammissione alla procedura di concordato preventivo "in bianco", ai sensi del VI comma dell'art.161 l.f., la richiesta di un termine superiore a sessanta giorni per l'integrazione della domanda deve essere motivata. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)

Non può trovare accoglimento la richiesta del proponente il concordato preventivo formulata ai sensi dell'art. 169 bis l.f., in seno ad un ricorso ex art. 161 VI co. l.f., di essere autorizzato alla sospensione di contratti di leasing pendenti se non viene delineato il tipo di concordato che sarà proposto, e non viene rappresentata l'incidenza dei canoni di leasing in essere nella gestione ordinaria della società. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)

Se la ritardata trattazione del procedimento può comportare un pregiudizio per le parti è possibile derogare alla sospensione dei termini prevista dall’art. 6 II co. del d.l. 6.6.2012 n.74 convertito in L.1.8.2012 n.122, applicando in via analogica la previsione di cui primo comma dello stesso articolo che regola i procedimenti pendenti al 20 maggio 2012. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)
Tribunale Mantova 27 settembre 2012.


Istanza di mediazione e modalità di formulazione delle domande. Mediazione - Esatta formulazione sotto il profilo giuridico delle domande - Non necessità.

Servitù - Diritto reale auto determinato - Modificazione del titolo - Irrilevanza.

Non è necessario che le domande proposte in sede di mediazione siano compiutamente ed esattamente formulate sotto il profilo giuridico, essendo sufficiente, come espressamente previsto dall'articolo 4 del d.lgs. 28/2010, che l'istanza contenga l'indicazione dell'oggetto e delle ragioni della pretesa, al fine di consentire alle parti di raggiungere un accordo conciliativo in merito ad essa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Poiché il diritto reale di servitù appartiene alla categoria dei diritti cosiddetti autodeterminati, che si identificano in base alla sola indicazione del loro contenuto e non per il titolo che ne costituisce la fonte, la modificazione del titolo non costituisce domanda nuova. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Mantova 25 giugno 2012.


Domanda di risoluzione di contratto di comodato e di restituzione dell'immobile proposta con rito sommario e mutamento del rito. Domanda di risoluzione di contratto di comodato di immobile urbano proposta con ricorso ex articolo 702 bis c.p.c. anziché con ricorso ex articolo 447 bis c.p.c. - Inammissibilità - Esclusione - Ordinanza di mutamento del rito ex articolo 426 c.p.c. - Necessità.

Qualora la domanda di risoluzione di contratto di comodato di immobile urbano e conseguente restituzione dello stesso venga proposta con rito sommario ex articolo 702 bis c.p.c. anziché con il rito speciale del lavoro, il giudice dovrà disporre il mutamento di rito ai sensi dell'articolo 426 c.p.c.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova 07 giugno 2012.


Giudizio di divisione e applicazione dell'amministrazione giudiziaria. Scioglimento di comunione – Vendita di immobile – Applicabilità dell’amministrazione giudiziaria – Esclusione.

Nel giudizio di divisione in cui è stata disposta ex art. 720 c.c. la vendita del cespite in comunione non è applicabile la misura della amministrazione giudiziaria di cui agli  artt. 591 e 592 c.p.c.. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova 22 maggio 2012.


Giudizio pendente tra locatore e conduttore e inammissibilità dell'intervento del nudo proprietario. Giudizio promosso dal locatore titolare della piena proprietà nei confronti del conduttore - Successiva scissione della piena proprietà in usufrutto in capo al locatore e nuda proprietà in capo al soggetto terzo - Intervento nel processo del terzo nudo proprietario - Inammissibilità.

Locazioni - Uso diverso da quello pattuito - Manifestazione di volontà del locatore diretta a convalidare l'illegittima situazione posta in essere dal conduttore - Necessità - Semplice tolleranza del locatore - Irrilevanza.

Deve ritenersi inammissibile l'intervento del nudo proprietario avente causa dal titolare della piena proprietà dell'immobile nel giudizio da questi promosso nei confronti del conduttore atteso che, qualora, successivamente alla stipula del contratto di locazione, si verifichi la scissione della piena proprietà in usufrutto e nuda proprietà, la qualità di locatore, in virtù delle disposizioni coordinate degli articoli 981, 984 e 999 c.c., si concentra per tutti i riflessi, attivi e passivi, sostanziali e processuali, nel titolare dell'usufrutto e ciò tanto nella costituzione dell'usufrutto per atto fra vivi, quanto nella costituzione "mortis causa". (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

La circostanza che il locatore tolleri un uso dell'immobile diverso da quello pattuito non costituisce acquiescenza in ordine al mutamento di fatto della destinazione dell'immobile posto arbitrariamente in essere dal conduttore in contrasto con i patti contrattuali. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Mantova 18 maggio 2012.


Sequestro giudiziario di documenti presso l'operatore telefonico. Sequestro giudiziario di documenti ex art. 670 c.p.c. presso l’operatore telefonico al di fuori dei casi di cui agli artt. 123 e 132 del d. lgs. 30-6-2003 n. 196 - Ammissibilità - Esclusione.

Non è ammissibile il sequestro giudiziario di documenti presso l’operatore telefonico (nel caso di specie di tabulati del traffico telefonico relativo ad una comunicazione asseritamente avvenuta tramite fax) al di fuori delle tassative ipotesi di cui agli artt. 123 e 132 del d. lgs. 30-6-2003 n. 196. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova 17 maggio 2012.


Opposizione a decreto ingiuntivo relativo al rapporto di locazione e rito applicabile alla domanda riconvenzionale. Opposizione a decreto ingiuntivo relativa a rapporto di locazione - Rito applicabile - Atto di citazione in opposizione con domanda riconvnezionale avente ad oggetto controcredito non derivante dal rapporto di locazione - Introduzione del giudizio di opposizione con rito ordinario sulla base della ritenuta applicabilità immediata del criterio di cui all'art. 40, terzo comma, c.p.c. - Infondatezza.

L'opposizione a decreto ingiuntivo relativa ad un rapporto di locazione di immobile urbano deve essere introdotta con ricorso ex articolo 414 c.p.c., come richiamato dall'articolo 447 bis c.p.c., da depositare in cancelleria entro il termine previsto dall'articolo 641 c.p.c. e la domanda riconvenzionale eventualmente proposta dall'opponente di per sé non soggetta al rito speciale rimane da questo attratta finché non sia disposto il mutamento di rito. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova 11 maggio 2012.



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