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Archivio Dir. Bancario

Diritto alla consegna documenti ex art. 119 T.U.B. – Inadempimento della banca alla richiesta – Decreto Ingiuntivo per la consegna ed opposizione della banca – Infondatezza – Soccombenza ai fini delle spese ex art. 91 c.p.c. e condanna della banca ex art. 96 c.p.c. – Assenza di contratti e delle condizioni economiche – Ricalcolo al tasso legale ovvero ex art. 117 T.U.B.

Sussiste il diritto del contraente a ricevere la documentazione afferente il rapporto bancario ai sensi dell'art. 119 T.U.B. e, conseguentemente, il diritto della convenuta opposta di ricevere copia della documentazione ingiunta in sede monitoria, con  piena soccombenza della Banca inottemperante ai fini dei provvedimenti di cui all’art. 91 c.p.c. in considerazione del riconosciuto obbligo di consegna rispetto alla gran parte dei documenti chiesti dall’opposta in sede monitoria.

La condotta della banca, che non ha dato riscontro alle diverse richieste di documentazione pervenutale, è rilevante ai sensi dell’art. 96 comma 3 c.p.c., avendo l’opponente addotto motivazioni del tutto contrastanti con pacifici orientamenti giurisprudenziali ed avendo formulato delle difese che non considerano la rilevanza sul piano sostanziale, e non solo processuale, delle richieste ex art. 119 T.U.B. provenienti dal cliente; peraltro i costi di produzione sono dovuti alla banca solo a seguito della richiesta ex art. 119 T.U.B. del cliente, ma non nel caso in cui si è in presenza di un ordine giudiziale che va semplicemente adempiuto.

La parte contraente in mancanza di contratti ben potrà proporre giudizio nei confronti della banca per la rideterminazione dei rapporti dare/avere secondo il saggio legale ovvero ex art. 117, comma 7, T.U.B. essendo sotto tale profilo valutabile in suo favore pure la condotta dell’istituto di credito che non dimetta gli estratti conto di cui è o comunque deve essere in possesso. (Patrizia Perrino) (riproduzione riservata)
Tribunale Padova 20 ottobre 2016.




Mutuo – Piano di ammortamento alla francese – Legittimità – Interessi moratori – Valutazione dell'usurarietà di questi in concreto e solo a seguito di inadempimento – Carenza di interesse ad agire per la ripetizione della parte non inadempiente – Interessi moratori – Natura di liquidazione anticipata del risarcimento per l’inadempimento – Irrilevanza doglianza ex art. 644 c.p – Valutazione usura solo se applicati al rapporto

1. Nel mutuo il piano di ammortamento alla francese non cela un illegittima pattuizione anatocistica poiché nella determinazione della rata periodica nell’ammortamento con metodo alla francese viene utilizzata la formula di capitalizzazione composta, ma ciò non ha alcun effetto nella determinazione della quota interessi, calcolata sul debito residuo, quindi sul solo capitale e senza anatocismo La nota formula matematica del piano di ammortamento alla francese viene utilizzata esclusivamente per determinare l’equivalenza tra il totale delle quote capitale contenute nelle rate e il prestito, in pratica con la formula è determinato l’unico importo della rata costante che sia in grado di rimborsare quel prestito, con l’applicazione di quel tasso ed in quel lasso di tempo. L’onerosità di un piano di rimborso è giuridicamente irrilevante, non avendo conseguenze in punto di nullità, ma afferendo alla convenienza economica di una certa proposta commerciale rispetto ad altra. (Patrizia Perrino) (riproduzione riservata)

2. Una clausola che prevedesse la pattuizione di interessi usurari sarebbe colpita da nullità, come testualmente previsto dall’art. 1815 c.c. e, quindi, in tal caso, non sono dovuti gli interessi di mora mentre sarebbero dovuti quelli corrispettivi. La parte che non abbia mai pagato interessi moratori è, tuttavia, sprovvista di interesse ad agire in punto di ripetizione di interessi moratori usurari. In ogni caso per verificare l’usurarietà di un tasso di mora non è possibile ipotizzarlo solo virtualmente ed ab origine poiché la mora si applica e viene pattuita in vista dell’inadempimento e per la durata per cui permane la mora prima della regolarizzazione ad opera del cliente piuttosto che alla definitiva risoluzione del rapporto. (Patrizia Perrino) (riproduzione riservata)

3. Solo a fronte di una mora conclamata e prolungata, la perdurante applicazione della mora come prevista dal contratto, che ha recepito l’art. 3 della delibera CICR del 2000, può portare ad una applicazione di interessi usurari; ma per verificare ciò  non è, però, possibile farlo in astratto e sul contratto al tempo 0, ma bisogna verificare come si sia sviluppata la condotta della banca che, invece di applicare correttamente la mora sulla sola sorte capitale scaduta, la abbia al contrario applicato su tutta la rata rimasta impagata comprensiva anche della quota interessi corrispettivi così sommando, di fatto, per due volte il tasso corrispettivo e lo spread di mora. (Patrizia Perrino) (riproduzione riservata)

4. In punto di  interessi moratori irrilevante è la doglianza  per cui l’art. 644 c.p. prevede che il reato sia consumato alla pattuizione (cd. reato contratto) e non alla dazione perché mentre gli interessi corrispettivi attengono alla fase fisiologica del rapporto e possono essere verificati anche nel tempo 0 essendo dovuti fin dal primo giorno successivo alla erogazione della somma mutuata, quelli di mora che in realtà rappresentano una forma di liquidazione anticipata del risarcimento collegato all’inadempimento, solo allorquando venissero applicati al rapporto potranno essere indagati per verificare se siano stati applicati in modo usurario. (Patrizia Perrino) (riproduzione riservata)
Tribunale Padova 05 ottobre 2016.




Contratti bancari – Validità – Necessità della contemporanea sottoscrizione della banca e del cliente – Non sussiste

Le due sentenze della Cassazione – Sez.I, 24/3/2016, n.5919 e Sez.I, 27/4/2016, n.8395 – rappresentano un revirement rispetto al consolidato orientamento della giurisprudenza della Suprema Corte che non appare condivisibile, perché non tiene conto del fatto che nessuna norma richiede la sottoscrizione contestuale, né temporale né materiale, poiché l’art.117 T.U.B. richiede solo che il contratto, con le sue condizioni, siano pattuite per iscritto.
Va anche osservato che l’art.1326 c.c. statuisce che il contratto è concluso nel momento in cui chi ha fatto la proposta ha notizia dell’accettazione della controparte.
[Fattispecie in cui il contratto si era concluso mediante l’accettazione, da parte del cliente, di una precedente, separata proposta inviatagli dalla banca]. (Chiara Bosi) (riproduzione riservata)
Tribunale Padova 04 agosto 2016.




Usura – Richiesta di ordine di esibizione della documentazione bancaria ex art.210 c.p.c. – Necessità di preventiva richiesta ex art.119 T.U.B. – Sussiste

Per poter concedere un ordine di esibizione ex art.210 c.p.c. la parte deve dimostrare di aver provato ad ottenere la documentazione di cui chiede l’esibizione con gli strumenti extra processuali, al fine di evitare di instaurare una causa senza aver letto la documentazione da cui vuole inferire le sue eccezioni e le sue domande processuali e financo le nullità o la consumazione di reati. [Nella fattispecie, in materia di tassi bancari usurari, il Giudice dichiarava l’esploratività della domanda dell’ordine di esibizione avanzato dal cliente verso la banca convenuta poiché non risultava provata una preventiva richiesta di copia della documentazione ex art.119 T.U.B.]. (Chiara Bosi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova 29 maggio 2016.




Usura – Mutuo bancario – Usurarietà del tasso di mora – In caso di superamento del tasso-soglia corrispettivo – Non sussiste – Modalità di confronto tra tasso di mora e tasso-soglia corrispettivo

La Banca d’Italia e quindi i D.M. ministeriali non rilevano la soglia di usura dei tassi di mora medi, sicché confrontare il tasso di mora con il tasso soglia corrispettivo è improprio.
Nella giurisprudenza di merito si sta affermando il principio per cui per confrontare il tasso di mora si debba operare un aumento per la mora media rilevata dalla Banca d’Italia con un delta del 2,10%.
Tale maggiorazione va applicata per sopperire a quello che evidentemente è un vuoto, ovvero la mancata rilevazione trimestrale dei tassi medi di mora. (Chiara Bosi) (riproduzione riservata)
Tribunale Padova 27 aprile 2016.




Conto corrente – Applicazione commissioni e interessi illegittimi – Segnalazione in Centrale Rischi – Risarcimento danno non patrimoniale – Nesso di causalità

Conto corrente – Applicazione commissioni e interessi illegittimi – Segnalazione in Centrale Rischi – Risarcimento danno non patrimoniale – Quantificazione del danno

Conto corrente – Interessi usurari – Accertamento dell’usurarietà del tasso applicato – Commissione di massimo scoperto

Conto corrente – Interessi anatocistici – Esclusione


Se, per effetto dell’applicazione di commissioni e interessi illegittimi (in quanto usurari e/o anatocistici), la correntista viene segnalata in Centrale Rischi, la Banca è tenuta al risarcimento del danno non patrimoniale derivante da tale illegittima segnalazione. Sussiste infatti il nesso causale tra le difficoltà finanziarie incontrate nel proprio esercizio di impresa dalla società e le condotte tenute dalla Banca, che – pur avendo la società una posizione creditoria e non debitoria – ha segnalato la medesima in centrale rischi e applicato interessi usurari. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata)

È equo riconoscere alla società correntista, per il ristoro del danno non patrimoniale, una somma pari al doppio delle somme illegittimamente addebitate alla medesima. E ciò, in quanto la condotta della Banca comporta per la correntista l’impossibilità economica di operare sul mercato, avendo ogni impresa, per produrre reddito, la necessità di ricorrere al mercato del credito; per contro, la segnalazione in Centrale Rischi in quanto tale, nonché la revoca degli affidamenti presso gli altri istituiti che ne deriva, impediscono l’espansione commerciale e produttiva della società, impedendole di utilizzare il credito bancario per la propria attività d’impresa. La Banca è tenuta, altresì, a risarcire il danno non patrimoniale cagionato ai garanti della società, in una misura che tenga conto del fatto che il loro coinvolgimento nella vicenda è più limitato e circoscritto alla segnalazione illegittima in Centrale Rischi. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata)

Ai fini della verifica dell’usurarietà del tasso applicato nei singoli trimestri, l’unico metodo di calcolo corretto è quello che fa inclusione di tutti i costi e le spese, commissione di massimo scoperto compresa, a prescindere da quello che dica la Banca d’Italia. La stessa infatti, dopo la nota sentenza della Cassazione Penale del 2009, ha prontamente incluso la commissione nel calcolo del tasso almeno fino a quando la legge 2/2009 non ha radicalmente mutato la natura e la struttura della commissione di massimo scoperto. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata)

Se il rapporto di conto corrente è stato acceso in data anteriore alla delibera CICR 2000, qualsiasi pattuizione relativa all’applicazione di interessi anatocistici, seppure previsti a condizione di reciprocità, è illegittima; per l’effetto, il saldo del conto corrente va ricalcolato escludendo gli addebiti per interessi anatocistici. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata)
Tribunale Padova 09 marzo 2016.




Usura – Calcolo del tasso reale applicato – Inclusione della Commissione di massimo scoperto

Illegittima segnalazione in Centrale Rischi di società commerciale – Responsabilità dell’istituto di credito segnalante – Risarcimento del danno non patrimoniale cagionato alla società


Per determinare il superamento del tasso soglia usurario, l’unico metodo di calcolo coretto è quello che fa inclusione di tutti i costi e le spese, commissione di massimo scoperto compresa, a prescindere da quello che dice la Banca d’Italia, che infatti, dopo la nota sentenza della Cassazione Penale del 2009, ha prontamente incluso la commissione nel calcolo del tasso, almeno fino a quando la legge 2/2009 non ha radicalmente mutato la natura e la struttura della CMS. (Chiara Bosi) (riproduzione riservata)

La segnalazione illegittima in centrale rischi va adeguatamente ristorata in considerazione del fatto che la condotta della banca ha di fatto comportato l’impossibilità economica di operare sul mercato visto che per produrre reddito aveva la necessità di ricorrere al mercato del credito e la revoca degli affidamenti, oltre alla segnalazione in centrale rischi, ne hanno oggettivamente impedito l’espansione commerciale e produttiva. (Chiara Bosi) (riproduzione riservata)
Tribunale Padova 09 marzo 2016.




Contratto di mutuo - Tasso di mora - Usura - Clausola di salvaguardia - Arrotondamento al tasso soglia usura arrotondato per difetto a favore del correntista - Esclusione ab origine della violazione della soglia dell'usura

Contratto di mutuo - Tasso di mora - Usura - Mancato rilevamento del tasso di mora da parte dei decreti trimestrali ministeriali - Aumento della mora media rilevata dalla Banca d'Italia con delta del 2,10%

Contratto di mutuo - Ammortamento alla francese - Maggiore onerosità - Capitalizzazione composta - Effetti sulla determinazione della quota di interessi - Esclusione


La clausola, contenuta nel contratto di mutuo, la quale preveda che il tasso di mora sia il tasso soglia usura arrotondato per difetto a favore del correntista, impedisce ab origine che la pattuizione possa violare la soglia dell'usura. (Franco Benassi)

L'aumento della mora media rilevata dalla Banca d'Italia con un delta del 2,10% consente di far fronte al fatto che il tasso di mora non viene rilevato dai decreti trimestrali ministeriali e di rendere confrontabile l'interesse di mora medio con il tasso corrispettivo medio soglia usura. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Il piano di ammortamento calcolato con il metodo cd. alla francese, pur essendo più oneroso di quello calcolato con il metodo all'italiana, utilizza una formula di capitalizzazione composta che non ha, però, alcun effetto nella determinazione della quota di interessi calcolata sul solo capitale residuo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Padova 13 gennaio 2016.




Mutuo - Piano di ammortamento alla francese - Anatocismo - Esclusione

Nel contratto di mutuo che preveda un piano di ammortamento cd. alla francese non è individuabile alcun effetto anatocistico, in quanto non si deve confondere il fatto che il metodo di calcolo è quello dell'interesse composto, nel senso che la rata è composta da quota capitale e quota interessi, con il fatto che il calcolo sia composto nel senso che gli interessi si calcolano sugli interessi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova 12 gennaio 2016.




Contratto di mutuo - Mutuo fondiario - Limite di finanziabilità - Natura imperativa della norma - Esclusione - Violazione - Nullità - Esclusione

Contratti in materia creditizia e finanziaria - Norme imperative - Norme attinenti alla validità del contratto e norme attinenti alla condotta - Nullità - Distinzione


La norma di cui all'articolo 38 TUB, la quale prescrive la percentuale massima del finanziamento che costituisce l'oggetto del mutuo fondiario, non ha natura imperativa e inderogabile e la sua violazione non è pertanto sanzionabile con la nullità. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

In ordine alla distinzione tra norme imperative attinenti alla validità del contratto e norme imperative attinenti alla condotta imposta ai contraenti, va osservato che non è vero che tutte le norme in materia creditizia e finanziaria, pur assumendo natura imperativa, determinino in caso di violazione la nullità del contratto, in quanto detta sanzione non è connessa alle norme che impongono al contraente una determinata condotta. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Padova 17 settembre 2015.




Mancato rispetto della pari temporaneità nell’applicazione dell’anatocismo – Anatocismo – Commissioni di massimo scoperto – Interessi usurari – Variazione tassi di interesse – Indeterminatezza della causa petendi – Ordinanza di integrazione della citazione – Onere della prova – Non sufficiente precisione della memoria integrativa – Nullità della citazione – Estinzione del giudizio

Qualora il difetto dell’onere di allegazione dell’attore, eccepito dal convenuto nella comparsa di costituzione e risposta, e rilevato dal G.I. con ordinanza dichiarativa della nullità della citazione, non venga sanato da parte attrice nel termine disposto dal Giudice ai sensi dell’art. 307, III comma c.p.c. per il rinnovo della citazione, il processo si estingue. (1) (Carlo Rossi Chauvenet) (riproduzione riservata) Tribunale Padova 18 giugno 2015.




Contratto di finanziamento – Usura oggettiva – Sommatoria tassi corrispettivi e moratori – Esclusione – Maggiorazione del TEGM di punti 2,10 per i tassi di mora – Corretta classificazione dell’operazione – Conseguenze

Ai fini della verifica del mancato superamento del tasso soglia dell’usura non è corretta l’operazione di sommatoria dei tassi d’interesse corrispettivo e moratorio previsti contrattualmente, o in un certo momento applicati, al fine di confrontare il risultato con il tasso soglia vigente, né simile operazione ha mai ricevuto l’avallo della Cassazione nella sentenza 09.01.2013 n. 350. (Lorenzo Biscaglia) (riproduzione riservata)

Il tasso soglia previsto per gli interessi corrispettivi non trova applicazione per gli interessi di mora, in quanto i tassi di mora sono esclusi dal calcolo del Tasso Effettivo Globale. (Lorenzo Biscaglia) (riproduzione riservata)

I TEGM pubblicati trimestralmente per ciascuna categoria di operazioni debbono essere maggiorati di punti 2,10 allorché vengano utilizzati ai fini della verifica della pretesa usurarietà del tasso moratorio convenuto. (Lorenzo Biscaglia) (riproduzione riservata)
Tribunale Padova 27 gennaio 2015.




Conto corrente – Indebiti pagamenti anatocistici – Azione di ripetizione del cliente – Eccezione di prescrizione della banca – Carattere solutorio dei pagamenti – Onere della prova – A carico della banca

Nel sollevare l’eccezione di prescrizione in comparsa di costituzione la banca nulla ha dedotto in ordine alla natura solutoria o ripristinatoria dei singoli versamenti di cui è stata chiesta la restituzione, cosicché l’eccezione è stata formulata in modo generica e pertanto inammissibile. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) Tribunale Padova 11 settembre 2014.




Usura –  Carico economico considerato rilevante dalla legge n. 108/1996 per il riscontro delle fattispecie concrete – Onnicomprensività

Usura – Usura originaria o sopravvenuta – Ius variandi della banca – Trattamento dell’usura originaria – Applicazione dell’art. 1815, comma 2, c.c.

Anatocismo – Art. 120, comma 2, TUB come modificato dal d.l. n. 342/ 1999 – Contratti in corso all’epoca – Apposito consenso scritto del cliente – Necessità


Per verificare l’eventuale superamento del tasso soglia di usura deve essere computato tutto ciò che, nella fattispecie concreta, sia da configurare come somma richiesta per la restituzione della somma ottenuta o comunque quale costo del danaro. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata)

Nel caso in cui il tasso venga a superare il tasso soglia in seguito a modificazione unilaterale della banca (c.d. ius variandi ex art. 118 TUB), non si versa in un caso di usura sopravvenuta, che pure è rilevante per il sistema vigente, bensì di usura originaria, con la conseguenza che la sanzione non potrà essere che quella del comma 2 dell’art. 1815 c.c. e nessun interesse risulterà dovuto. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata)

Per i contratti in essere all’epoca dell’entrata in vigore della normativa di legge, che ha consentito la previsione di clausole di anatocismo bancario, l’applicazione di tale possibilità passa necessariamente attraverso la manifestazione di uno specifico consenso scritto del cliente. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata)
Tribunale Padova 12 agosto 2014.




Processo esecutivo - Notifica del titolo esecutivo - Titolo di natura contrattuale - Esonero dalla notifica di cui all’articolo 41, comma 1, TUB - Esecuzione promossa contro il terzo - Esclusione

Compravendita di cosa futura - Verificarsi dell’effetto traslativo nel momento in cui il bene viene ad esistenza - Ipoteca iscritta anteriormente - Opponibilità all’acquirente che abbia trascritto al momento dell’acquisto


L’esonero dalla notifica del titolo esecutivo di cui all’articolo 41, comma 1, TUB non opera quando l’esecuzione sia promossa nei confronti di terzi. Detto esonero, infatti, si spiega con la natura contrattuale del titolo, la quale consente al contraente che subisce l’esecuzione di averne conoscenza. Presupposto, quest’ultimo, non riscontrabile nell’ipotesi in cui il titolo contrattuale venga azionato non nei confronti del contraente ma nei confronti di un terzo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Nella vendita di cosa futura, l’effetto traslativo si verifica nel momento in cui il bene è venuto ad esistenza nella sua completezza e ciò indipendentemente dalla trascrizione del contratto di compravendita, la quale ha soltanto lo scopo di rendere opponibile il relativo diritto agli acquirenti dello stesso bene che non hanno trascritto o hanno trascritto posteriormente il loro titolo. Conseguentemente, l’acquirente di un bene futuro che ha trascritto il suo acquisto subisce gli effetti dell’ipoteca iscritta sul bene dopo la trascrizione del suo acquisto ma anteriormente al momento in cui il bene sia venuto ad esistenza. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Padova 01 agosto 2014.




Conto corrente bancario - Prescrizione dei diritti nascenti dall'annotazione - Applicazione dell'art. 2, comma 61, del d.l. 225 del 2010 - Esclusione.

Commissione di massimo scoperto - Contenuto della clausola - Indicazione della sola misura percentuale - Omessa indicazione di parametri essenziali - Indeterminatezza dell'oggetto - Nullità.


L'art. 2, comma 61, del d.l. 225 del 2010, relativo alla decorrenza della prescrizione dei diritti nascenti dall'annotazione in conto, non è applicabile alla domanda di ripetizione delle somme indebitamente addebitate poiché in realtà dalla mera annotazione in conto corrente non discende alcun diritto alla ripetizione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

È nulla per indeterminatezza dell'oggetto la clausola che prevede la commissione di massimo scoperto indicandone semplicemente la misura percentuale e non specificando se per massimo scoperto debba intendersi il debito massimo raggiunto anche in un solo giorno o piuttosto quello che si prolunga per un certo periodo di tempo o, ancora, se il relativo importo vada calcolato sul complesso dei prelievi effettuati dal correntista. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Padova 10 giugno 2011.




Rapporti bancari – Ordine di esibizione della documentazione ex art. 119 TUB – Istanza istruttoria – Ammissibilità.

E’ ammissibile l’istanza istruttoria ex art. 210 cod. proc. civ. volta ad ottenere l’emanazione, nei confronti della banca, dell’ordine di esibizione, ai sensi dell’art. 119 del TUB, degli estratti conto e dei riassunti scalari relativi al rapporto di conto corrente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova 09 marzo 2009.




Anatocismo – Capitalizzazione annuale degli interessi attivi e passivi – Uso normativo – Sussistenza – Nullità di clausola anatocistica – Capitalizzazione annuale – Applicabilità.

E’ possibile affermare l’esistenza di un uso normativo favorevole alla capitalizzazione degli interessi con cadenza annuale, uso che assicura parità di trattamento tra banca e correntista; la capitalizzazione annuale degli interessi attivi, infatti, non è mai stata posta in discussione ed anzi viene percepita dai correntisti come un vero e proprio diritto, per cui analogo uso deve essere considerato generale ed astratto e valevole anche per i rapporti passivi. In considerazione di ciò, in ipotesi di nullità di clausola anatocistica, potrà essere applicata la capitalizzazione annuale degli interessi spettanti alla banca. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova 23 febbraio 2009.




Anatocismo – Nullità della clausola di pattuizione degli interessi – Applicazione unilaterale della modifica di cui alla delibera CICR 9 febbraio 2000 – Ius variandi – Esclusione.

In caso di nullità della clausola anatocistica non pattuita per iscritto, la banca non potrà avvalersi dello ius variandi al fine di recepire unilateralmente la modifica apportata all’art. 120 del TUB dalla delibera CICR 9 febbraio 2000; tale facoltà, di variare le condizioni contrattuali che non comportano modificazioni in peius della posizione del cliente rispetto alla banca, presuppone, infatti, l’esistenza di una clausola contrattuale valida e non può operare con riferimento ad una clausola nulla. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova 27 aprile 2008.



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