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Archivio Dir. Civile

Il giudice può personalizzare gli importi delle tabelle per adeguare il risarcimento al danno effettivo. Risarcimento del danno – Danno biologico – Quantificazione – Tabelle del Tribunale di Milano – Ulteriore personalizzazione rispetto agli aumenti previsti in tabella

Risarcimento del danno – Danno da perdita di chance – Liquidazione in aggiunta a risarcimento per perdita di capacità lavorativa specifica – Presupposti

Risarcimento del danno – Garanzia assicurativa – Mancata o tardiva offerta risarcitoria dell’assicuratore – Conseguente sottoposizione dell’assicurato a giudizio civile e penale – Responsabilità per mala gestio propria e impropria e responsabilità aggravata ex art.96 c.p.c. – Sussistono

Pur dandosi atto che le Tabelle del Tribunale di Milano possono essere valorizzate nell’importo massimo, se il ristoro liquidabile non appare in alcun modo satisfattivo del dolore e delle difficoltà che l’attore sarà chiamato ad affrontare lungo gli anni che secondo l’ISTAT (aspettativa di vita media) la aspettano, si deve ulteriormente personalizzare il danno risarcibile riconosciuto sulla scorta delle tabelle del Tribunale di Milano, al fine di rendere equo un risarcimento che non sarà comunque mai adeguato. [Nella fattispecie, il Giudice aumentava l’importo risultante dall’applicazione delle tabelle di un ulteriore 50%]. (Chiara Bosi) (riproduzione riservata)

Va respinta la richiesta di erogazione di una somma per perdita di chance considerato che alla parte è già stato riconosciuto un danno biologico (temporaneo e permanente), un danno morale ed esistenziale come forma di personalizzazione oltre ad un danno per la perdita di capacità lavorativa specifica, che coprono tutte le voci risarcibili senza incorrere in vietate duplicazioni.
Vi sarebbe astrattamente spazio per un ulteriore risarcimento per perdita di chance se la parte alleghi la possibilità o la concreta previsione di un certo sviluppo di carriera lavorativa che sia stata pregiudicata in modo differente da quanto già è stato riconosciuto per la perdita di capacità lavorativa specifica. (Chiara Bosi) (riproduzione riservata)

La compagnia assicuratrice è chiamata a rispondere oltre massimale per il pagamento degli interessi e rivalutazione monetaria sulle somme riconosciute a titolo di risarcimento del danno per non avere offerto il massimale fin dalla diffida pervenuta dagli attori, laddove emergevano elementi per ritenere che se la causa fosse stata portata avanti ad un Tribunale il massimale della polizza sarebbe stato interamente esaurito.
Tali elementi concretizzano sia la mala gestio impropria, che la grave negligenza nel resistere in giudizio.
Il fatto che, a causa del mancato intervento della compagnia assicuratrice, l’assicurato sia stato sottoposto a giudizio penale e civile rappresenta un danno non patrimoniale gravissimo; per la condotta della compagnia, che definire gravemente negligente è certamente riduttivo, all’assicurato va riconosciuto sia il ristoro della mala gestio propria che un risarcimento ex art.96 c.3 c.p.c.. (Chiara Bosi) (riproduzione riservata)
Tribunale Padova 20 maggio 2016.


Responsabilità del sindaco per l'incarico di consulenza ad un avvocato in violazione di norme di legge. Compenso professionale avvocato - Liquidazione del saldo della prestazione - Incarico conferito da Sindaco di Comune - Illegittimità dell’incarico accertato da sentenza Corte dei conti in relazione al pagamento degli acconti - Opposizione a decreto ingiuntivo per pagamento saldo - Accoglimento opposizione per illegittimità del conferimento e condanna dell’ex Sindaco per il conferimento dell’incarico dato in violazione di norme di legge

Deve essere chiamato a rispondere in proprio l’ex Sindaco, non il Comune da lui amministrato, che abbia conferito un incarico di consulenza ad un avvocato per un incarico dato in violazione di norme di legge, come accertato anche da sentenza definitiva della Corte dei Conti. (Giorgio Bertola) (riproduzione riservata) Tribunale Padova 16 febbraio 2016.


Dichiarazione del legale rappresentante della società fallita quale prova del credito azionato. Prova civile - Fatta valere dal fallimento verso i debitori della procedura - Produzione di prova scritta precostituita formata da una dichiarazione del legale rappresentante della società poi fallita quale unica prova del credito - Idoneità - Insussistenza

Non costituisce idonea prova del credito del fallimento la dichiarazione del legale rappresentate della fallita che dichiari al fallimento che la sua società aveva un credito in forza di un contratto verbale concluso dal predetto legale rappresentate ed il suo debitore a parziale modifica di quanto pattuito in un contratto scritto prodotto in atti. (Giorgio Bertola) (riproduzione riservata) Tribunale Padova 13 gennaio 2016.


Presupposti per il riconoscimento del superprivilegio di cui all'art. 9 d.lgs 123/1998. Superprivilegio di cui all'art. 9 d.lgs 123/1998 - Revoca del finanziamento - Presupposti per il riconoscimento del privilegio - Risoluzione del contratto per inadempimento quale ipotesi distinta dalla revoca

Il privilegio speciale di cui all'art. 9 d.lgs 123/1998 può essere riconosciuto a condizione che sussistano due presupposti: che il finanziamento sia stato erogato ai sensi del citato decreto legislativo n. 123/1998 e che il credito sia un credito da restituzione ai sensi del comma quarto del citato articolo; ne consegue che non tutti i crediti da restituzione assumono natura privilegiata, ma solo quelli concessi nel rispetto della normativa del 1998 e sorti per effetto della revoca del finanziamento disposta per effetto di specifici eventi. In proposito va, inoltre, precisato che la risoluzione di diritto del contratto conseguente all'inadempimento all'obbligo di rimborso non equivale, al fine che interessa, alla revoca del finanziamento. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Padova 12 novembre 2015.


L’esonero dalla notifica del titolo esecutivo di natura contrattuale di cui all’articolo 41, comma 1, TUB non opera nell’esecuzione contro il terzo. Processo esecutivo - Notifica del titolo esecutivo - Titolo di natura contrattuale - Esonero dalla notifica di cui all’articolo 41, comma 1, TUB - Esecuzione promossa contro il terzo - Esclusione

Compravendita di cosa futura - Verificarsi dell’effetto traslativo nel momento in cui il bene viene ad esistenza - Ipoteca iscritta anteriormente - Opponibilità all’acquirente che abbia trascritto al momento dell’acquisto

L’esonero dalla notifica del titolo esecutivo di cui all’articolo 41, comma 1, TUB non opera quando l’esecuzione sia promossa nei confronti di terzi. Detto esonero, infatti, si spiega con la natura contrattuale del titolo, la quale consente al contraente che subisce l’esecuzione di averne conoscenza. Presupposto, quest’ultimo, non riscontrabile nell’ipotesi in cui il titolo contrattuale venga azionato non nei confronti del contraente ma nei confronti di un terzo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Nella vendita di cosa futura, l’effetto traslativo si verifica nel momento in cui il bene è venuto ad esistenza nella sua completezza e ciò indipendentemente dalla trascrizione del contratto di compravendita, la quale ha soltanto lo scopo di rendere opponibile il relativo diritto agli acquirenti dello stesso bene che non hanno trascritto o hanno trascritto posteriormente il loro titolo. Conseguentemente, l’acquirente di un bene futuro che ha trascritto il suo acquisto subisce gli effetti dell’ipoteca iscritta sul bene dopo la trascrizione del suo acquisto ma anteriormente al momento in cui il bene sia venuto ad esistenza. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Padova 01 agosto 2014.


Trascrizione della domanda giudiziale di denunzia della violazione della distanza legale e actio negatoria servitutis. Trascrizione della domanda giudiziale – Art. 2653 c.c. – Rapporti di vicinato – Violazione delle distanze legali – Actio negatoria.

Trascrizione della domanda giudiziale – Art. 2653 c.c. – Rapporti di vicinato – Violazione delle distanze legali – Limitazione della trascrizione a una parte della proprietà – Tutela cautelare d’urgenza – ricorso ex art. 700 c.p.c. – Rigetto.

In materia di trascrizione delle domande giudiziali dirette a rivendicare la proprietà o altri diritti reali di godimento su beni immobili ovvero all’accertamento dei diritti stessi, la domanda diretta a denunziare la violazione della distanza legale da parte del proprietario del fondo vicino e ad ottenere l’arretramento della sua costruzione, tendendo a salvaguardare il diritto dell’attore dalla costituzione di una servitù di contenuto contrario al limite violato ed ad impedirne tanto l’esercizio attuale quanto il suo acquisto per usucapione, ha natura di actio negatoria servitutis; essa pertanto è soggetta a trascrizione ai sensi sia dell’art. 2653 n. 2 c.c. che, essendo passibile interpretazione estensiva, è applicabile anche alle domande dirette all’accertamento negativo dell’esistenza di diritti reali di godimento, sia del successivo n. 5 che dichiara trascrivibili le domande che interrompono l’usucapione di beni immobili. (Vincenzo Cannarozzo, Federico Mincao) (riproduzione riservata)

In materia di trascrizione delle domande giudiziali dirette a rivendicare la proprietà o altri diritti reali di godimento su beni immobili ovvero all’accertamento dei diritti stessi, la domanda diretta a denunziare la violazione della distanza legale da parte del proprietario del fondo vicino e ad ottenere l’arretramento della sua costruzione, non vi sono ragioni per limitare la trascrizione a una parte della proprietà coinvolta posto che la domanda di accertamento della violazione delle norme sulle distanze legali non riguarda solo una parte, bensì tutta la proprietà compresi anche i fabbricati eventualmente eretti sulla stessa. (Vincenzo Cannarozzo, Federico Mincao) (riproduzione riservata)
Tribunale Padova 23 gennaio 2013.


Interessi e anatocismo bancario. Contratti bancari – Interessi – Anatocismo – Delibera CICR 09.02.2000.

In tema di anatocismo bancario, la Delibera CICR 09.02.2000 non può essere interpretata in contrasto con i principi generali la cui deroga può ammettersi solo in presenza di una chiara, puntuale direttiva del legislatore cosicché l’applicazione di interessi su interessi da parte dell’Istituto di credito è legittimo solo per i contratti stipulati dopo il 21.04.2000 – data di entrata in vigore di detta Delibera – e sempre che sussista una specifica pattuizione tra le parti (art. 6) e/o , con riguardo ai contratti bancari stipulati prima di tale data, quando sia stato raggiunto un nuovo accordo col cliente atto a consentire l’effettivo adeguamento da parte della banca alla normativa in questione. (Michela Forte) (riproduzione riservata) Tribunale Padova 26 luglio 2012.


Prelievi supplementari per quote latte e compensazione con quanto dovuto per aiuti Pac. Quote latte - Prelievi supplementari - Inserzione nel registro dei debiti SIAN delle somme dovute da produttori e acquirenti per prelievi supplementari - Iscrizione a ruolo - Equiparazione - Deduzione delle somme dovute - Compensazione con quanto dovuto per gli aiuti PAC - Ammissibilità.

Poiché la istituzione del Registro nazionale dei debiti di cui della L. n. 33 del 2009, art. 8 ter, comma 2, ha equiparato la inserzione nel Registro debiti SIAN delle somme che produttori e acquirenti devono rimborsare a titolo di prelievi supplementari quote latte alla cd. iscrizione a ruolo di somme pretese in pagamento, l’inserimento dei debiti per prelievi in detto registro presuppone un diritto alla riscossione in attuazione della citata norma regolamentare comunitaria e autorizza la deduzione delle somme dovute a detto titolo dai produttori agricoli e acquirenti allo Stato e, in concreto, per esso, alle Agenzie regionali o provinciali, che devono pretendere il prelievo e provvedere anche al pagamento degli incentivi o finanziamenti comunitari, compensando quanto dovuto per gli aiuti PAC con i crediti iscritti nel Registro S.I.A.N. per acquiescenza del debitore divenuti riscuotibili in via definitiva. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova 08 novembre 2010.


Amministratore di sostegno e giudizi pendenti. Amministrazione di sostegno – Giudizi promossi prima della misura di protezione – Autorizzazione del giudice tutelare – Non necessità.

L’amministratore di sostegno o il tutore non necessitano della autorizzazione del giudice tutelare per proseguire i giudizi promossi dal beneficiario prima dell’attivazione della misura di protezione personale. Tribunale Padova 25 marzo 2009.








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