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Archivio Dir. Finanziario

Contratto di mutuo - Mutuo fondiario - Limite di finanziabilità - Natura imperativa della norma - Esclusione - Violazione - Nullità - Esclusione

Contratti in materia creditizia e finanziaria - Norme imperative - Norme attinenti alla validità del contratto e norme attinenti alla condotta - Nullità - Distinzione


La norma di cui all'articolo 38 TUB, la quale prescrive la percentuale massima del finanziamento che costituisce l'oggetto del mutuo fondiario, non ha natura imperativa e inderogabile e la sua violazione non è pertanto sanzionabile con la nullità. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

In ordine alla distinzione tra norme imperative attinenti alla validità del contratto e norme imperative attinenti alla condotta imposta ai contraenti, va osservato che non è vero che tutte le norme in materia creditizia e finanziaria, pur assumendo natura imperativa, determinino in caso di violazione la nullità del contratto, in quanto detta sanzione non è connessa alle norme che impongono al contraente una determinata condotta. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Padova 17 settembre 2015.




Consorzio Patti Chiari - Formazione dell'elenco dei titoli - Dichiarazione del Consorzio in ordine all'aggiornamento dell'elenco - Obbligo di aggiornamento quotidiano e di informazione degli investitori - Promessa effettuata dal Consorzio alla comunità degli investitori

Consorzio Patti Chiari - Informazione contenuta nell'opuscolo - Assunzione dell'obbligo di garanzia in ordine al valore dell'investimento per quanto attiene al mancato rimborso e la riduzione di valore dei titoli

Consorzio Patti Chiari - Metodo di calcolo del VaR - Scelta esclusiva del Consorzio Patti Chiari - Trasferimento sugli investitori del rischio di eventuali errori - Esclusione

Consorzio Patti Chiari - Impegno del consorzio in ordine al verificarsi di una probabilità evidenziata da specifico indicatore - Obbligo di tenere la medesima condotta in presenza di indicazioni negative ma di oscillazioni comunque verificatesi - Sussistenza

Consorzio Patti Chiari - Prevedibilità del default di alcuni titoli - Non univocità degli indicatori - Informazione dell'oscillazione di prezzo - Necessità

Consorzio Patti Chiari - Alta esperienza dell'investitore - Scelta di titoli con buoni rating e valutazione di mercato - Elemento sintomatico di scelta di investimenti sicuri


Le dichiarazioni rese dall’ente Consorzio Patti Chiari sia in sede di indicazione del proprio oggetto sociale sia soprattutto con specifico riferimento al prospetto dell’elenco delle obbligazioni a basso rischio e rendimento sono tali da generare un’obbligazione in capo al consorzio medesimo. Qualora, infatti, CPC affermi che “l’elenco viene aggiornato quotidianamente per verificare se un titolo ha perso anche solo uno dei requisiti fondamentali”, l'affermazione comporta l’obbligo di aggiornare l’elenco quotidianamente e di rendere edotti gli investitori di eventuali modifiche all’elenco secondo lo schema descritto alla successiva pag. 25 dell'opuscolo ove si parla di: aumento del rischio modesto, comunicazione nell’estratto conto successivo, aumento del rischio rilevante, comunicazione entro 2 giorni.
In tale situazione, si configura, infatti, una promessa effettuata dal consorzio alla comunità degli investitori che scelgano per i propri impieghi titoli inseriti nel citato elenco espressamente richiamato in ciascun ordine di investimento; si configura, quindi, l’assunzione di un impegno continuativo durante l’investimento in termini di informazione ma anche in termini di condotta specifica aventi ad oggetto l'aggiornamento dell’elenco e l'avviso agli investitori nell'ipotesi di aumento del rischio. Detto impegno, ai sensi dell’art. 1989 c.c., è rivolto a persone indeterminate che vengano a trovarsi nella specifica situazione descritta nella promessa medesima di avere impiegato i propri denari in titoli inseriti nell’elenco dei titoli a basso rischio e rendimento. L’assunzione dell’obbligo in capo al CPC prescinde, quindi, dall’adesione dei singoli beneficiari della promessa (gli investitori), che concludono l’unico contratto bilaterale configurabile nella fattispecie concreta con la banca intermediaria. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

Le articolate (per quanto divulgative) precisazioni esposte nell’opuscolo messo a disposizione degli investitori dal Consorzio Patti Chiari conducono a delineare in capo al primo il ruolo di garante in ordine al valore dell’investimento sotto due distinti profili: garanzia dal mancato rimborso del titolo alla scadenza (quindi garanzia resa assicurando il mantenimento nell’elenco di soli titoli con rating non inferiore a "A-") nonché garanzia dal rischio di riduzione di valore dell’investimento per l'ipotesi in cui l’investitore intenda vendere i propri titoli prima della scadenza. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

La scelta del metodo scientifico di calcolo del VaR, cui affidare le valutazioni prodromiche all’adempimento dell'obbligo informativo nei confronti degli investitori, è scelta esclusiva del Consorzio Patti Chiari, scelta che non può trasferire sugli investitori il rischio di eventuali errori provenienti da soggetti terzi ed estranei ad ogni rapporto con gli investitori medesimi. Il metodo RiskMetrics per la misurazione del VaR non è del resto menzionato nell'opuscolo messo a disposizione dal Consorzio Patti Chiari e, quindi, non è in alcun modo entrato a far parte della promessa resa dal consorzio agli investitori e potrà tutt'al più rilevare come attendibile metodo di calcolo ove le parti non lo abbiano contestato. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

L'assunzione di un impegno con riferimento al verificarsi di una probabilità, evidenziata da uno specifico indicatore (nel caso specifico il VaR), non esime dall’obbligo di tenere la medesima condotta quando, pur risultando negativo l’indicatore probabilistico, la circostanza si verifichi in concreto nella realtà. (Nel caso specifico, il tribunale ha ritenuto che se fosse emersa in concreto una significativa variabilità del prezzo di mercato non registrata dall’indicatore probabilistico, ugualmente il Consorzio Patti Chiari avrebbe dovuto delistare il titolo e informare l'investitore). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

In tema di prevedibilità del default, se è del tutto condivisibile la valutazione in ordine alla non univocità degli indicatori ai fini della riconoscibilità del rischio di default, deve comunque ritenersi sussistente l'obbligo assunto dall'intermediario (nel caso di specie Consorzio Patti Chiari) avente ad oggetto non solo l'informazione sul rischio di default, ma anche l'informazione sul rischio di oscillazione di prezzo e di conseguente diminuzione di valore del titolo sul mercato finanziario, ciò ai fini della valutazione della perdita per l'ipotesi che il risparmiatore intenda vendere il titolo prima della scadenza.

Se l’oscillazione di prezzo e l’allargamento del differenziale Bid-Ask non sono sufficienti indicatori esaustivi del rischio di default del titolo acquistato dall'investitore, gli stessi integrano comunque adeguata prova del rischio di oscillazione di prezzo. Inoltre, l’eventualità che detto rischio non sia stato riscontrato da altri indicatori (nel caso specifico il VaR), non vale di per sé ad escludere la responsabilità del Consorzio Patti Chiari, in quanto il fatto che un indicatore probabilistico non abbia rilevato l’aumento del rischio di mercato non esenta comunque il consorzio dall’obbligo di prendere atto dell’aumento del rischio di oscillazione del prezzo che si sia in effetti verificato e dall'assumere le condotte conseguenti in ordine alla revisione della lista di titoli “sicuri”. (Nel caso specifico, il tribunale ha ritenuto che CPC avrebbe dovuto delistare il titolo dopo il crollo del prezzo e l’evidente allargamento del differenziale Bid-Ask, atteso che uno dei due rischi che il consorzio si proponeva di evitare per i “propri” investitori (ovvero il rischio di oscillazione del prezzo del titolo) si era in effetti verificato. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

Il fatto che i titoli acquistati dall'investitore nell'ambito della diversificazione degli investimenti appartenessero tutti al novero dei titoli “garantiti” da Patti Chiari ed il fatto che nonostante l’alta esperienza in materia finanziaria riferita in sede di profilatura l'investitore avesse scelto esclusivamente titoli con ottimi rating e valutazioni di mercato (“rating in linea o superiore a quello dello Stato italiano”) costituisce elemento sintomatico dell’intenzione dell’investitore di impiegare i denari in modo sicuro e ciò non solo con riferimento al rischio default, ma anche con riferimento al rischio di perdita di valore dovuta a oscillazioni di prezzo. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Padova 23 aprile 2015.




Investimenti in valori mobiliari – Intermediazione finanziaria – Consulenza tecnica d’ufficio volta a comparare il grado di rischio tra investimenti – Collaboratori del c.t.u. che redigono parte della relazione o allegati alla stessa – Violazione del contraddittorio – Pregiudizio al diritto di difesa – Nullità della consulenza tecnica d’ufficio – Rigetto dell’eccezione.

Investimenti in valori mobiliari – Intermediazione finanziaria – Nullità del contratto di gestione di portafoglio individuale – Artt. 37, 39 reg. Consob n. 11522/1998 – Indicazioni necessarie a pena d’invalidità – Parametri per la definizione delle diverse categorie di strumenti finanziari.

Investimenti in valori mobiliari – Intermediazione finanziaria – Nullità dell’operazione di investimento – Artt. 23, 24, 30 d.lgs. 58/1998 (t.u.f.) – Risoluzione per inadempimento da parte della banca – Doveri ex artt. 21 t.u.f. e 27 ss. reg. Consob 11522/1998 – Rifiuto del cliente di fornire dati su esperienza in investimenti in valori mobiliari e su obiettivi di investimento – Valutazione da parte della banca del profilo di investitore – Giudizio di adeguatezza dell’investitore rispetto al grado di rischio – Sostanziale omogeneità del grado di rischio tra investimenti pregressi e quello di cui si contesta la legittimità – Istanza di restituzione del capitale investito e risarcimento del danno subito per effetto della performance negativa delle linee di gestione da parte della banca – Rigetto.


La nullità della consulenza tecnica d’ufficio per violazione del principio del contraddittorio può essere dichiarata qualora abbia effettivamente comportato, con riguardo alle circostanze del caso concreto, un pregiudizio al diritto di difesa. Ciò non si verifica per il solo fatto che l’autore di file di calcolo excel allegati all’integrazione della perizia sia una persona diversa dal c.t.u. Infatti il c.t.u. può sempre avvalersi dell’opera di specialisti al fine di acquisire, mediante gli opportuni e necessari sussidi tecnici, tutti gli elementi di giudizio, senza che sia necessaria una preventiva autorizzazione del giudice, né alcuna nomina formale, purché il c.t.u. assuma la responsabilità morale e scientifica dell’accertamento e delle conclusioni raggiunte dal collaboratore. (Vincenzo Cannarozzo) (riproduzione riservata)

E’ valido il contratto di gestione di portafoglio individuale che risponde ai requisiti di cui all’art. 37 reg. Consob n. 11522/1998, mentre ulteriori indicazioni, ricavate dall’art. 39, quali gli specifici settori industriali in cui operano i soggetti emittenti, la duration, il rating, il grado di capitalizzazione del rischio, il grado di volatilità degli organismi di investimento in cui le gestioni avrebbero potuto indirizzare gli investimenti, rappresentano solo parametri per definire le diverse categorie degli strumenti finanziari. (Vincenzo Cannarozzo) (riproduzione riservata)

L’estensione dell’obbligo di informazione e l’adeguatezza dell’operazione devono essere rapportate alle caratteristiche soggettive dell’investitore. Il rifiuto del cliente di fornire dati sull’esperienza in investimenti in valori mobiliari e sugli obiettivi di investimento comporta per la banca l’obbligo di attestarsi, nella valutazione del proprio investitore e dell’adeguatezza dell’operazione, sul livello minimo di esperienza e di rischio e su criteri di massima cautela, a meno che, da altri elementi in suo possesso, la banca non ricavi la prova di un diverso profilo di esperienza e di rischio. (Vincenzo Cannarozzo) (riproduzione riservata)
Tribunale Padova 15 novembre 2012.




Intermediazione finanziaria – Foro del consumatore – Clausola di deroga della competenza per territorio – Nullità per mancanza di specifica trattativa tra le parti – Applicazione dei principi generali di competenza per territorio nei contratti tra professionista e consumatore.

Intermediazione finanziaria – Art. 30 TUF – Collocamento – Nozione – Trasferimento in genere all’investitore di strumenti finanziari.


Benchè l’art. 46, lett. d) d.lgs. n. 206/2005 (Codice del consumo), esclude dalla applicazione delle disposizioni della Sezione I, i contratti relativi a strumenti finanziari, deve essere dichiarata nulla ai sensi degli artt. 33 e 34 del d.lgs. citato la clausola di deroga alla competenza territoriale che non abbia formato oggetto di specifica trattativa tra le parti, con la conseguenza che troverà comunque applicazione il principio generale in materia di contratti tra professionista e consumatore secondo il quale sarà competente il giudice del luogo di residenza o domicilio del consumatore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Il termine “collocamento” di cui all’art. 30 del TUF deve intendersi riferito al negozio giuridico con il quale l’operatore o l’intermediario finanziario trasferiscono all’investitore un determinato strumento finanziario. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Padova 28 febbraio 2011.




Contratto di negoziazione in derivati – Parte integrante del contratto quadro – Produzione in giudizio del solo contratto IRS – Mancanza dei requisiti di contenuto – Nullità delle operazioni di investimento – Sussistenza.

Non assolve all’onere di provare la stipula del cd. contratto quadro di negoziazione e trasmissione ordini la produzione in giudizio del solo contratto di investimento in prodotti derivati (nella specie IRS) che sia concepito come parte integrante del contratto quadro e non ne non contenga tutti i requisiti previsti dall’art. 30 reg. Consob n. 11522/98. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova 23 marzo 2010.




Intermediazione finanziaria – Offerta fuori sede – Applicazione alla sola attività di collocamento in senso stretto – Esclusione.

L’espressione “collocamento presso il pubblico”, contenuta nell’art. 30 del TUF, deve essere interpretata in senso ampio come comprensiva di tutti i servizi di investimento e non solo all’attività propriamente detta di collocamento; quest’ultima soluzione sarebbe, infatti, in contrasto con la definizione di offerta fuori sede data dal primo comma di tale norma nonché con l’esclusione dalla tutela del collocamento effettuato nei confronti di investitori professionali. (fb) Tribunale Padova 29 maggio 2009.




Intermediazione finanziaria – Contestazione relativa alla consegna del documento sui rischi di investimento – Spedizione a mezzo posta – Manca di prova.

Intermediazione finanziaria – Esecuzione di operazione inadeguata – Necessaria autorizzazione scritta del cliente – Violazione – Inadempimento contrattuale – Risarcimento del danno.


La spedizione a mezzo posta del documento sui rischi generali di investimento non vale a dimostrare la consegna del documento qualora la stessa sia stata dal cliente contestata. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

L’intermediario può procedere all’esecuzione di una operazione inadeguata solo in presenza di esplicita autorizzazione del cliente e la violazione di tale norma comportamentale importa responsabilità contrattuale per inadempimento con conseguente obbligo di risarcire il danno. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Padova 17 marzo 2008.




Intermediazione finanziaria - Investitore con profilo di rischio conservativo - Acquisto di obbligazioni argentine per minima parte della liquidità - Adeguatezza dell'operazione - Esclusione.

Non può ritenersi adeguata l'operazione di acquisto di obbligazioni argentine da parte di investitori che hanno sempre investito in titoli di stato italiano per il solo fatto che l'investimento nelle suddette obbligazioni è di ridotta entità. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova 31 ottobre 2007.




Intermediazione finanziaria – Violazione delle norme di comportamento degli intermediari –Risarcimento del danno – Sussistenza – Nullità - Esclusione.
Intermediazione finanziaria – Adeguatezza dell’operazione – Composizione del portafoglio – Acquisto di azioni Cirio del Monte – Inadeguatezza dell’operazione – Sussistenza.


La violazione delle norme di comportamento degli intermediari finanziari non comporta la nullità del contratto di intermediazione finanziaria, ma rileva sul piano risarcitorio. 
Deve ritenersi inadeguata l’operazione di acquisto di 26.000 azioni Cirio del Monte mediante l’utilizzo del denaro ricavato dalla vendita di azioni della banca intermediaria rispetto ad un portafoglio che prima di tale operazione era composto anche da 10.000 Bond Argentina, 550 azioni Autostrade e 525 azioni Enel e che, come tale, poteva definirsi orientato verso impieghi di tutta tranquillità.
Tribunale Padova 17 maggio 2006.




Intermediazione finanziaria – Acquisto di obbligazioni Cirio – Media propensione al rischio - Adeguatezza dell’operazione – Sussistenza.

L’operazione di acquisto di obbligazioni Cirio Fin può ritenersi adeguata per un investitore che abbia dichiarato una esperienza in prodotti finanziari ed una propensione al rischio di livello medio, specialmente ove il conto dello stesso risulti movimentato per importi di un certo rilievo e nei contatti con l’intermediario abbia manifestato l’intenzione di ottenere una costante rivalutazione del patrimonio nonché l’aspirazione ad un rendimento dell’11/12%. Tribunale Padova 17 maggio 2006.




Intermediazione finanziaria – Cd. “mini class action” – Litisconsorzio facoltativo – Mancanza di connessione – Inapplicabilità.
Litisconsorzio facoltativo – Mancanza di connessione tra le domande – Inammissibilità – Insussistenza.
Intermediazione finanziaria – Violazione dei doveri informativi - Nullità e annullabilità degli ordini di negoziazione – Contestazioni relative alla esecuzione dell’ordine ex art. 16 Raccolta Usi Unificati di Borsa – Inapplicabilità.
Intermediazione finanziaria – Titoli destinati ad investitori istituzionali – Offering circular – Negoziazione sul mercato secondario – Ammissibilità.
Intermediazione finanziaria – Violazione dei doveri di comportamento dell’intermediario – Nullità – Insussistenza – Risarcimento del danno.


Non vi è rapporto di connessione tale da giustificare il processo litisconsortile tra le domande avanzate da più investitori contro lo stesso intermediario ove l’apparente identità del petitum muova da titoli distinti, diversi essendo i singoli atti di acquisto nonché il contratto di negoziazione sottostante; né vi è necessaria coincidenza delle questioni da risolvere per il fatto che il contenzioso attinga alla medesima materia della intermediazione immobiliare. 
La violazione della norma  di cui all’art. 103 c.p.c., dovuta a mancanza di connessione tra le domande, non comporta la inammissibilità delle stesse ma solo la necessità di una distinta pronuncia sul merito di ciascuna di esse. 
Non è fondata l’eccezione di decadenza ex art. 16 della Raccolta degli usi unificabili di borsa -la quale dispone che le contestazioni relative all'esecuzione di ordini devono essere proposte prima dell'inizio della riunione di Borsa successiva al giorno in cui l'avviso di esecuzione, o di mancata esecuzione, giunge all'indirizzo del committente- qualora l’investitore deduca la nullità, l’annullabilità ovvero l’inefficacia degli ordini dovuta alla violazione delle norme sui doveri di informazione. 
L’assenza di prospetto informativo di titoli riservati ai soli investitori istituzionali impedisce agli intermediari autorizzati di sollecitare il pubblico all’acquisto dei titoli ma non di negoziarli ai propri clienti sul mercato secondario nella fase successiva al loro collocamento. 
E’ indubbia la natura collettiva degli interessi sottesi alle previsioni degli artt. 21 del T.U.F e 26, 28 e 29 del reg. Consob  n. 11522/98. All’interprete non è tuttavia consentito  generalizzare la sanzione della nullità espressamente prevista dal legislatore solo per ragioni di forma ed in presenza dell’espresso riferimento dell’art. 23 T.U.F. ai "giudizi di risarcimento dei danni cagionati al cliente nello svolgimento dei servizi dì investimento", espressione questa che rivela l'intento di colpire non il contratto, ma la condotta dell'intermediario.
Tribunale Padova 13 gennaio 2006.



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