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Archivio Dir. Civile

È lecito il mutuo fondiario stipulato allo scopo di estinguere una pregressa esposizione verso la banca. Mutuo ipotecario - Procedimento negoziale indiretto finalizzato all'estinzione di un precedente credito chirografario - Interpretazione della volontà delle parti

Mutuo fondiario - Mutuo di scopo - Esclusione - Mutuo finalizzato allo scopo soggettivo voluto dalle parti - Estinzione di debiti pregressi verso la banca

L’erogazione di un mutuo ipotecario non destinato a creare un’effettiva disponibilità nel mutuatario, già debitore in virtù di un rapporto obbligatorio non assistito da garanzia reale, non integra necessariamente la fattispecie della simulazione del mutuo (con dissimulazione della concessione di una garanzia con debito preesistente) o della novazione (con la sostituzione del preesistente debito chirografario con un debito garantito) potendo anche integrare una fattispecie di “procedimento negoziale indiretto” nel cui ambito il mutuo ipotecario viene erogato realmente e viene utilizzato per l’estinzione di un precedente debito chirografario (nel caso di specie proprio la destinazione delle somme mutuate all’estinzione di pregresse esposizioni debitorie vale a dimostrare come la volontà di entrambe le parti di concludere il contratto di mutuo effettivamente vi sia stata). (Ernestina De Medio) (riproduzione riservata)

Il contratto di mutuo fondiario non è un mutuo di scopo, con la conseguenza che nel contratto di mutuo fondiario il finanziamento dietro garanzia ipotecaria ben può essere finalizzato allo scopo soggettivo che le parti si prefiggono che può essere anche quello di utilizzo della somma per sanare debiti pregressi verso la banca, e non per ciò solo può predicarsene l’illiceità. (Ernestina De Medio) (riproduzione riservata)
Tribunale Pescara 06 maggio 2015.


I verbali di aggiudicazione delle vendite effettuate dal curatore costituiscono titolo idoneo per la trascrizione nei registri immobiliari. Vendite immobiliari - Vendite effettuate dal curatore ai sensi dell'articolo 107 L.F. - Equiparabilità alle vendite in sede esecutiva - Trascrizione nei registri immobiliari del verbale di aggiudicazione - Idoneità.

La vendita fallimentare effettuata dal curatore ai sensi dell'articolo 107, legge fallimentare è a tutti gli effetti equiparabile alla vendita effettuata nell'ambito della procedura esecutiva e poiché il curatore riveste qualifica di pubblico ufficiale, si deve ritenere che i verbali di aggiudicazione delle vendite da lui effettuate costituiscano titolo idoneo per la trascrizione delle medesime nei registri immobiliari. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara 03 aprile 2012.


Indebito pagamento alla banca di somme non dovute e lesione da mancata percezione degli utili di impresa quale danno da perdita di chance. Contratti bancari - Indebito pagamento di somme in forza di clausole nulle - Lesione da mancata percezione degli utili di esercizio dell'impresa - Danno da perdita di chance - Prova - Sussistenza.

La lesione da mancata percezione degli utili di esercizio dell'impresa causata dalla illegittima corresponsione agli istituti di credito di somme non dovute perché originate da clausole nulle può essere inquadrata nel cosiddetto danno da perdita di chance che, ove adeguatamente provato, deve essere risarcito. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara 13 luglio 2009.


Art. 700 c.p.c.: comunicazione del nominativo dei condomini per azione esecutiva e buona fede nella fase coattiva di escussione del credito. Condominio – Obbligo dell’amministratore di fornire al creditore del condominio il nominativo e l’indicazione delle quote millesimali – Sussistenza – Ricorso ex art. 700 cod. proc. civ. – Ammissibilità.

E’ fondata, in base al principio generale di buona fede, la domanda cautelare formulata da soggetto che sia creditore di un condominio e volta ad ottenere l’obbligo da parte dell’amministratore di fornire il nominativo e l’indicazione delle quote millesimali dei singoli condomini al fine di potere agire esecutivamente nei confronti di essi quali debitori parziari. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara 20 febbraio 2009.


Fondo patrimoniale, simulazione e prova per presunzioni. Contratti – Costituzione di fondo patrimoniale – Mancata allegazione e prova delle ragioni che giustificano la creazione del fondo – Prova per presunzioni – Simulazione.

La mancata deduzione di circostanze che giustificano la costituzione di un fondo patrimoniale ovvero dei bisogni che lo stesso è destinato a soddisfare può costituire la prova presuntiva della simulazione del negozio in realtà stipulato allo scopo di sottrarre i beni alle ragioni dei creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara 07 luglio 2008.


Art. 700 c.p.c. ed erronea indicazione dell’abbonato nell’elenco telefonico. Elenco telefonico – Errore nella indicazione del recapito telefonico dell’abbonato e della sua qualifica di avvocato – Inadempimento del contratto di abbonamento telefonico – Sussistenza.

Errore contenuto in elenco telefonico “Pagine Gialle Telecom”, strutturato in funzione della suddivisione degli abbonati per categorie professionali – Pericolo di perdita di clientela – Sussistenza – Domanda ex art. 700 c.p.c. di condanna di Telecom Spa alla diffusione di una errata corrige tra gli abbonati – Fondatezza.

L’errata e colpevole indicazione dei dati identificativi di un professionista (nel caso di specie avvocato) nell’elenco telefonico denominato PAGINE GIALLE (strutturate mediante la suddivisione degli abbonati per categorie professionali) costituisce inadempimento contrattuale ed è idoneo a ledere il professionista nella propria chance di divenire il destinatario della scelta da parte dei potenziali clienti. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata)

L’errata e colpevole indicazione dei dati identificativi di un professionista nell’elenco telefonico denominato PAGINE BIANCHE (il quale non contempla una suddivisione degli abbonati per categorie professionali ma solo la loro elencazione in ordine alfabetico) pur costituendo inadempimento contrattuale ed integrando la sussistenza del fumus boni iuris della fondatezza della domanda non determina tuttavia un pregiudizio irreparabile ai fini della concessione della misura di cui all’art. 700 cod. proc. civ.. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata)
Tribunale Pescara 06 maggio 2008.


Art. 700 c.p.c. e restituzione cantiere in appalto. Appalto – Recesso ad nutum del committente – Condizioni – Diritto del committente recedente alla restituzione del cantiere – Sussistenza – Ritenzione del cantiere da parte dell’appaltatore – Illegittimità – Domanda ex art. 700 c.p.c. di restituzione urgente del cantiere – Legittimità – Condizioni.

Merita accoglimento la domanda proposta ai sensi dell’art. 700 codice procedura civile dal committente che ha legittimamente esercitato il diritto di recesso ex art. 1671 codice civile al fine di ottenere la restituzione del cantiere da parte dell’appaltatore (nel caso di specie il periculum in mora è stato ravvisato nell’urgenza di portare a termine i lavori oggetto dell’appalto e di effettuare gli interventi necessari per la eliminazione delle infiltrazioni). (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara 11 gennaio 2008.


Assegno postdatato a garanzia e tutela del traente ex art. 700 c.p.c.. Assegno bancario - Patto di garanzia e patto di postdatazione - Nullità - Negoziazione del titolo da parte del primo prenditore in violazione del patto di garanzia e di postdatazione - Irrilevanza - Successivo protesto dell’assegno per difetto di provvista - Legittimità - Domanda ex art. 700 c.p.c. del traente di sospensione urgente della pubblicazione del protesto per violazione degli accordi di garanzia e di postdatazione - Infondatezza.

La richiesta ex art. 700 c.p.c., avanzata dall’emittente di un assegno bancario protestato per difetto di provvista, di sospensione urgente della pubblicazione del protesto sull’assunto che trattavasi di titolo emesso e consegnato postdatato al primo prenditore, con il consenso di quest’ultimo, soltanto in garanzia dell’adempimento futuro di una propria obbligazione (e non già come mezzo di pagamento) è sempre infondata, in ragione della nullità -per contrarietà alle norme inderogabili relative alla circolazione di tali titoli di credito- degli asseriti patti di garanzia e di postdatazione di cui si lamenta la violazione, con conseguente non tutelabilità dell’affidamento riposto in modo illegittimo dal traente nel rispetto, da parte del primo prenditore, di un accordo invalido perché contrario a norme imperative. (Gianluca Falco) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara 27 settembre 2007.


Usura e condizioni per la riabilitazione del debitore. Usura – Riabilitazione del debitore pluriprotestato – Condizioni.

La riabilitazione di cui all’art. 17 della legge n. 108/96 (“Disposizioni in materia di usura”) può essere concessa anche al debitore pluriprotestato che- trascorso un anno dall’ultimo protesto- dimostri di avere adempiuto a tutte le obbligazioni per le quali i protesti sono stati levati e di non avere subito altri protesti. (Gianluca Falco) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara 24 settembre 2007.


Assistenza scolastica specialistica, riduzione delle ore, illegittimità. Assistenza scolastica specialistica a favore di alunno diversamente abile – Riduzione per esigenze di bilancio – Pregiudizio alla salute ed allo sviluppo psichico – Ricorso ex art. 700 per il ripristino del piano di assistenza – Fondatezza.

La Pubblica Amministrazione che -per esigenze di bilancio- riduca drasticamente l’orario della assistenza scolastica specialistica in precedenza prestata da un amministratore di sostegno nei confronti di una alunna minore diversamente abile dal punto di vista psichico, in misura tale da pregiudicare gravemente la salute e lo sviluppo di quest’ultima, agisce -illecitamente- nel fatto e come tale può essere costretta in via urgente ex art. 700 c.p.c. dal G.O. (che ha piena giurisdizione al riguardo) a ripristinare un idoneo piano di assistenza educativa della minore. (Gianluca Falco) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara 26 gennaio 2007.


Scadenza della concessione e provvedimento d'urgenza. Pubblica Amministrazione – Azione ex art. 700 c.p.c. contro il concessionario di pubblico servizio al fine del rilascio dei relativi impianti pubblici per scadenza della concessione – Opposizione del concessionario per asserita intervenuta proroga ex lege della concessione – Controversia sulla durata della concessione – Sussistenza – Giurisdizione del G.O. – Esclusione – Giurisdizione del G.A. – Sussistenza.

Il giudice ordinario ha il potere di adottare provvedimenti di urgenza, con funzione cautelare e strumentale, ai sensi dell'art. 700 cod. proc. civ., solo nell'ambito delle sue attribuzioni giurisdizionali e non può, quindi, esercitare tale potere in materia devoluta alla cognizione esclusiva del giudice amministrativo al quale debbono essere devolute anche eventuali istanze di tutela cautelare innominata.
Ne consegue il difetto di giurisdizione del G.O. adito ex art. 700 c.p.c. da un Comune al fine di riacquisire in via urgente dal concessionario del servizio di distribuzione del gas - per asserita sopravvenuta scadenza della concessione- la disponibilità del relativo impianto, qualora il concessionario opponga un diritto d'insistenza su tale bene per asserita intervenuta proroga legale della durata della concessione, posto che la giurisdizione del giudice ordinario, fatta salva dall'art. 5 comma 2 della legge n. 1034 del 1971, è limitata alle controversie in cui si discuta esclusivamente di indennità, canoni ed altri corrispettivi discendenti dai rapporti di concessione, e non si estende alle controversie implicanti pregiudizialmente la soluzione di questioni relative alla portata e al contenuto della concessione ovvero agli obblighi e ai diritti che ne derivano. (Gianluca Falco) (riproduzione riservata)
Tribunale Pescara 03 febbraio 2006.


Responsabilità del notaio e danno morale. Responsabilità contrattuale ed extracontrattuale – Principio di causalità – Criteri della causalità implicita e della causalità efficiente – Responsabilità del notaio per omessa verifica delle visure catastali – Danno morale – Sussistenza.

In materia di responsabilità sia contrattuale sia extracontrattuale ed in ragione delle norme di cui agli artt. 1223/2056 c.c. sulla causalità normativa, un evento dannoso può essere considerato dal punto di vista giuridico “conseguenza diretta ed immediata” di una data condotta illecita soltanto in presenza della duplice condizione che, nel caso concreto e ferme restando le altre condizioni, risulti che il primo non si sarebbe verificato, sul piano fenomenico, in assenza della seconda (criterio cd. della condicio sine qua non) ed inoltre che lo stesso evento dannoso non appaia, nel momento in cui si produce la condotta causante e secondo un giudizio di natura probabilistica fondato sul principio della c.d. “regolarità causale”, effetto eccezionale, atipico ed inverosimile della condotta medesima (criterio cd. della “causalità efficiente”). Pertanto in mancanza della seconda di dette condizioni l’evento dannoso- ancorché prodottosi in concreto per effetto di un dato comportamento- può essere imputato all’autore di quest’ultimo soltanto sul piano “naturalistico” ma non anche “giuridico”, restando così a carico del danneggiato le conseguenze dannose eccezionali ed indirette che abbiano trovato in quel comportamento una mera occasione di insorgenza (in applicazione di tali principi il Tribunale ha escluso che potesse imputarsi giuridicamente quale “conseguenza diretta ed immediata” a due notai –ritenuti responsabili per omessa verifica, all’atto della stipula da parte dell’attrice di un contratto di compravendita immobiliare, delle visure catastali dell’immobile in cui risultava una trascrizione pregiudizievole per la attrice acquirente - una gravissima forma di danno psichico permanente [Disturbo Bipolare I con recupero interepisodico incompleto, presenza cronica di episodi maniacali con manifestazioni psicotiche ed episodi depressivi crescenti] che la esperita CTU medico-legale aveva ritenuto essere connesso sul piano scientifico al trauma emotivo subito dalla acquirente al momento della scoperta della trascrizione immobiliare di terzi sul bene da ella acquistato; il Tribunale ha invece ritenuto giuridicamente imputabile ai due notai il connesso danno morale subito dalla donna per la preoccupazione di perdere la proprietà del bene, in quanto danno costituente conseguenza prevedibile della negligente prestazione notarile). Tribunale Pescara 27 giugno 2005.

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