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Archivio Dir. Fallimentare

L'affitto del ramo di azienda che non compromette l'interesse dei creditori è atto di ordinaria amministrazione. Concordato preventivo - Continuità aziendale - Affitto del ramo di azienda - Atto di ordinaria amministrazione - Fattispecie

L'affitto del ramo di azienda rientra tra gli atti di ordinaria amministrazione a meno che, a causa della sua durata non comprometta l'interesse dei creditori ovvero sia idoneo ad incidere negativamente sul patrimonio del debitore pregiudicandone la consistenza e compromettendone la capacità a soddisfare le ragioni dei creditori in quanto ne determina la riduzione ovvero lo grava di vincoli e pesi cui non corrisponde l'acquisizione di utilità reali su di essi prevalenti. (Nel caso di specie, il Tribunale ha ritenuto compatibile con il piano concordatario l'affitto del ramo d'azienda finalizzato alla conservazione di valori immateriali quali le certificazioni SOA). (1) (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara 17 maggio 2016.


Apporto al concordato preventivo di finanza esterna costituita da immobili da liquidare mediante trust autodichiarato. Concordato preventivo - Apporto di finanza esterna costituita da beni immobili da liquidare - Modalità - Trust autodichiarato istituito dal terzo

Nel concordato preventivo, l'apporto di finanza esterna costituito da beni immobili posti a disposizione dal terzo può essere realizzato mediante conferimento di detti beni in trust liquidatorio auto dichiarato, con designazione del terzo quale trustee, del Commissario giudiziale quale protector e della massa dei creditori del concordato quale beneficiario. (1) (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara 20 marzo 2015.


Sindacato del tribunale sulla causa concreta del concordato. Apporto di finanza esterna mediante conferimento in trust del ricavato dalla liquidazione di beni di terzi. Concordato preventivo - Controllo di legittimità del tribunale - Oggetto - Causa concreta - Valutazione di convenienza riservata ai creditori - Rilevanza delle informazioni fornite dalla ricorrente e della relazione del commissario giudiziale

Concordato preventivo - Apporto di finanza esterna - Liquidazione di beni appartenenti a società terza - Conferimento in trust del ricavato - Nomina del commissario giudiziale quale protector del trust

Nell’ambito della verifica di ammissibilità del concordato preventivo, il tribunale ha il dovere di esercitare il controllo di legittimità sul giudizio di fattibilità della proposta, inteso come effettiva realizzabilità della causa concreta, non restando questo escluso dall’attestazione del professionista, mentre rimane riservata ai creditori la valutazione in ordine alla convenienza ed al merito di detto giudizio, il quale ad oggetto la probabilità di successo economico del piano ed i rischi inerenti, formulato sulla scorta delle informazioni che i creditori potranno desumere dalla documentazione prodotta dalla ricorrente e dalla relazione del commissario giudiziale di cui all’articolo 172 L.F.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

L’apporto di finanza esterna al concordato preventivo può aver luogo facendo ricorso alla liquidazione di beni provenienti da società terza, conferendo il ricavato dalla liquidazione in un trust autodichiarato ove sia indicato quale trustee il legale rappresentante di detta società, quale protector il commissario giudiziale e beneficiario la massa dei creditori del concordato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Pescara 29 ottobre 2014.


Concordato preventivo e nuova finanza messa a disposizione da terzi tramite trust. Concordato preventivo - Fattibilità della proposta - Controllo del tribunale - Contenuto.

Concordato preventivo - Revoca del concordato ex articolo 173 L.F. - Attività di gran lunga superiori al fabbisogno concordatario - Irrilevanza di condotte omissive in ordine a voci del passivo e della eventuale erronea informazione dei creditori.

Concordato preventivo - Fattibilità giuridica della proposta - Compatibilità con norme inderogabili - Valutazione in concreto caso per caso.

Concordato preventivo - Trust - Compatibilità - Attività messe a disposizione da un terzo.

In tema di fattibilità della proposta di concordato preventivo, rientrano nell'ambito del controllo riservato al tribunale la correttezza e la coerenza delle argomentazioni svolte e delle motivazioni addotte dal professionista a sostegno del giudizio di fattibilità del piano, l'eventuale impossibilità giuridica di dare esecuzione, sia pure parziale, alla proposta di concordato, nonché l'eventuale inidoneità della medesima, se emergente prima facie, a soddisfare in qualche misura i crediti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Qualora il valore delle attività messe a disposizione della procedura di concordato preventivo (nel caso di specie da un terzo) sia nettamente superiore al fabbisogno concordatario, deve essere esclusa la possibilità di ritenere che le condotte omissive poste in essere dal debitore possano portare ad una erronea informazione dei creditori o integrare la fattispecie della dolosa pretermissione di voci del passivo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

La fattibilità giuridica della proposta deve essere intesa nel senso della compatibilità della medesima a norme giuridiche inderogabili, da valutarsi tenendo conto del contenuto della proposta stessa e delle finalità perseguite; i margini di intervento del giudice chiamato alla verifica in questione non sono, pertanto, identificabili a priori ed in astratto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Qualora la proposta di concordato preventivo si fondi anche sul ricavato dalla liquidazione di beni costituiti in trust di proprietà di un terzo, non si pongono i problemi di compatibilità dell'istituto del trust con la clausola di salvaguardia di cui all'articolo 15, lettera e) della convenzione dell'Aja 1 luglio 1985 e quindi di sottrazione agli organi della procedura concorsuale dei beni che costituiscono la garanzia patrimoniale del debitore. (Nel caso di specie la proposta destinava alla soddisfazione dei creditori concordatari il 15% del ricavato dalla liquidazione dei beni costituiti in trust da un terzo). (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Pescara 17 gennaio 2014.


Società cd. in house e concordato preventivo. Società cd. in house - Assoggettabilità procedura concorsuale - Ammissibilità - Irrilevanza del rapporto funzionale con l'ente pubblico proprietario.

Sono assoggettabili a procedura concorsuale le società cd. in house, in quanto la natura del rapporto funzionale con l'ente proprietario non si riflette sulla disciplina normativa applicabile all'organizzazione societaria, che rimane quella ordinaria prevista dal codice civile. Le società di capitali con partecipazione pubblica non mutano, infatti, la loro natura di soggetto di diritto privato solo perché lo Stato o gli enti pubblici (Comune, Provincia, etc.) ne posseggono le azioni, in tutto o in parte, non assumendo rilievo alcuno, per le vicende della medesima, la persona dell'azionista, dato che tale società, quale persona giuridica privata, opera "nell'esercizio della propria autonomia negoziale, senza alcun collegamento con l'ente pubblico" e gli strumenti utilizzati per regolare il rapporto tra società ed ente locale non possono essere quelli autoritativi di diritto pubblico spendibili nell'organizzazione diretta dell'ente, ma l'ente può avvalersi unicamente degli strumenti propri del diritto societario, da esercitare per il tramite dei membri di nomina pubblica presenti negli organi sociali. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara 14 gennaio 2014.


Trascrizione delle vendite immobiliari del curatore senza rogito notarile. Vendite competitive del curatore e trascrizione presso l'Agenzia del territorio del verbale di aggiudicazione costituente titolo per il trasferimento della proprietà; non necessaria la stipula del rogito notarile - Prassi del Tribunale di Pescara.

  Tribunale Pescara 20 giugno 2013.


Concordato con riserva e sospensione feriale dei termini; proroga del termine per il deposito del piano e giustificati motivi. Concordato con riserva - Proroga del termine per il deposito del piano - Giustificati motivi.

Concordato con riserva - Termine per il deposito del piano - Sospensione feriale dei termini - Applicabilità.

La disposizione di cui all'articolo 161, comma 10, L.F. prescrive che i motivi dedotti a sostegno della richiesta di proroga del termine concesso ai sensi del sesto comma non debbano essere "gravi" ma "giustificati"; il tribunale potrà, quindi, limitarsi a verificare la plausibilità dei motivi addotti e l'idoneità di essi a giustificare l'assegnazione di ulteriore termine di proroga in relazione agli adempimenti richiesti dalla legge ed alle difficoltà del caso concreto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Il termine concesso dal tribunale ai sensi dell'articolo 161, comma 6, L.F. per il deposito del piano e della documentazione è soggetto alla sospensione feriale dei termini. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Pescara 07 maggio 2013.


Concordato con riserva e sospensione feriale dei termini; proroga del termine per il deposito del piano e giustificati motivi. Concordato con riserva - Proroga del termine per il deposito del piano - Giustificati motivi.

Concordato con riserva - Termine per il deposito del piano - Sospensione feriale dei termini - Applicabilità.

La disposizione di cui all'articolo 161, comma 10, L.F. prescrive che i motivi dedotti a sostegno della richiesta di proroga del termine concesso ai sensi del sesto comma non debbano essere "gravi" ma "giustificati"; il tribunale potrà, quindi, limitarsi a verificare la plausibilità dei motivi addotti e l'idoneità di essi a giustificare l'assegnazione di ulteriore termine di proroga in relazione agli adempimenti richiesti dalla legge ed alle difficoltà del caso concreto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Il termine concesso dal tribunale ai sensi dell'articolo 161, comma 6, L.F. per il deposito del piano e della documentazione è soggetto alla sospensione feriale dei termini. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Pescara 07 maggio 2013.


I verbali di aggiudicazione delle vendite effettuate dal curatore costituiscono titolo idoneo per la trascrizione nei registri immobiliari. Vendite immobiliari - Vendite effettuate dal curatore ai sensi dell'articolo 107 L.F. - Equiparabilità alle vendite in sede esecutiva - Trascrizione nei registri immobiliari del verbale di aggiudicazione - Idoneità.

La vendita fallimentare effettuata dal curatore ai sensi dell'articolo 107, legge fallimentare è a tutti gli effetti equiparabile alla vendita effettuata nell'ambito della procedura esecutiva e poiché il curatore riveste qualifica di pubblico ufficiale, si deve ritenere che i verbali di aggiudicazione delle vendite da lui effettuate costituiscano titolo idoneo per la trascrizione delle medesime nei registri immobiliari. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara 03 aprile 2012.


Conferimento alla massa concordataria di beni di terzi mediante costituzione di trust, concordato senza classi e pagamento integrale di particolari creditori chirografari. Concordato preventivo - Liquidazione dell'attivo svolta dalle liquidatore volontario della proponente - Conferimento alla massa concordataria dei beni di altre società mediante costituzione di trust - Attribuzione al commissario giudiziale della funzione di protector ed al liquidatore volontario quella di trustee - Concordato senza classi - Pagamento integrale di particolare categoria di creditori chirografari.

Il caso in sintesi. Il concordato preventivo omologato dal Tribunale di Pescara non prevede la figura del liquidatore giudiziale e ciò allo scopo di beneficiare del know-how tecnico/commerciale del rappresentante legale della società nelle operazioni di liquidazione di particolari macchinari nonché di contenere le spese di procedura, posto che per tali attività il liquidatore volontario ha rinunciato ad ogni compenso.
Altro aspetto di interesse riguarda il fatto che una terza società conferisce il proprio patrimonio a favore della massa concordataria (la quale ne potrà beneficiare dopo che siano stati pagati i creditori della conferente) in un trust auto dichiarato, ove il commissario giudiziale assume la veste di protector ed il liquidatore quella di trustee. La coincidenza delle figure del commissario giudiziale della procedura e di protector del trust eleva la capacità di controllo e di vigilanza sull’attività liquidatoria e consente altresì un ulteriore contenimento dei costi.
Il concordato in argomento si caratterizza, altresì, per l’assenza di divisione in classi dei creditori chirografari, pur considerando che la proposta, accettata dalla maggioranza dei creditori, prevede per alcuni chirografari il pagamento in misura integrale (rispetto alla misura parziale prevista per altri dello stesso rango). Tale pagamento integrale è ottenuto mediante la destinazione a detti soggetti della eccedenza (rispetto alla percentuale prevista per i creditori chirografari della proponente) del risultato della liquidazione dei beni conferiti in trust della terza società. (Luca Cosentino) (riproduzione riservata)
Tribunale Pescara 11 ottobre 2011.


Amministrazione straordinaria e crediti relativi ai rapporti in corso di esecuzione. Amministrazione straordinaria – Prosecuzione dei contratti preesistenti – Finalità – Facoltà di subentro del commissario – Diritto del contraente al risarcimento del danno – Esclusione.

In mancanza di subentro nel rapporto da parte del commissario straordinario, che ha invece manifestato la propria volontà di scioglimento dal contratto, nessun diritto può essere riconosciuto al contraente in bonis a titolo di risarcimento per inadempimento della clausola relativa ai livelli minimi di fornitura; deve essere infatti condivisa l’interpretazione secondo la quale l’art. 50 d.lgs. n. 270/1999 prevede la continuazione dei contratti preesistenti l’amministrazione straordinaria unicamente ai fini della conservazione aziendale e per assicurare al commissario uno spatium deliberandi per l’esercizio della facoltà di scioglimento o di subentro, per cui la continuazione di una precedente fornitura dopo la dichiarazione d’insolvenza, non accompagnata da una espressa dichiarazione da parte del commissario, non comporta il trasferimento del rapporto in capo alla procedura. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara 15 febbraio 2009.


Insinuazione tardiva e imputabilità al creditore del ritardo. Fallimento – Domanda di ammissione al passivo – Tardiva presentazione – Imputabilità al creditore del ritardo – Condizioni – Pubblicazione della sentenza di fallimento nel registro imprese – Irrilevanza.

Fallimento – Domanda di ammissione al passivo – Omessa o tardiva comunicazione del fallimento – Congruità del termine a disposizione del creditore – Criteri di valutazione.

L’omissione dell’avviso di cui all’art. 92 legge fallim. o il ritardo dell’avviso medesimo che abbia reso impossibile la presentazione della domanda tempestiva di ammissione al passivo costituiscono causa di non imputabilità del ritardo al creditore che si sia tardivamente insinuato; tale principio può essere applicato anche al creditore tardivo che abbia presentato domanda oltre il termine di dodici mesi (o di diciotto) previsto dall’art. 101 legge fallim., posto che la presunzione di conoscenza derivante dalla pubblicazione nel registro delle imprese della sentenza dichiarativa di fallimento non è sufficiente a giustificare le conseguenze che derivano dalla tardività, oltre i suddetti termini, della domanda. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Se l’omissione dell’avviso di cui all’art. 92 legge fallim. comporta la presunzione (fino a prova contraria) di non conoscenza della pendenza del fallimento e quindi della pendenza dei termini per la presentazione delle domande tempestive e tardive, il ritardo nella comunicazione di tale avviso deve, invece, essere valutato con riferimento al tempo effettivamente a disposizione del creditore per la presentazione della domanda, tenendo presente che, ai sensi degli artt. 16 e 93 legge fallim., il creditore tempestivamente avvisato ha normalmente a disposizione novanta (o centocinquanta) giorni e che sono di norma irrilevanti aspetti attinenti alla organizzazione interna del creditore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Pescara 10 febbraio 2009.


Transazioni commerciali e tasso di interesse nei confronti del fallito. Fallimento – Tasso di interesse applicabile ai crediti derivanti da transazioni commerciali – Esclusione dell’applicazione del d.lgs. 232/2002 ai debiti oggetto di procedure concorsuali – Interpretazione – Interessi maturati fino alla dichiarazione di fallimento – Tasso legale.

La disposizione contenuta nell’art. 1 del d.lgs. n. 231/2002, il quale prevede la non applicazione della speciale normativa sulle transazioni commerciali ai “debiti oggetto di procedure concorsuali aperte a carico del debitore” deve essere intesa, per quanto riguarda il tasso di interesse applicabile, nel senso che l’esclusione riguarda gli interessi maturati fino alla dichiarazione di fallimento; il tasso non potrà, quindi, essere determinato ai sensi dell’art. 5 del d.lgs. citato, a meno che gli interessi in questione non siano stati liquidati con provvedimento giudiziario passato in giudicato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara 10 febbraio 2009.


Esdebitazione e assistenza tecnica del difensore. Fallimento – Esdebitazione – Procedimento introdotto dopo la chiusura del fallimento – Natura contenziosa – Assistenza tecnica del difensore – Necessità.

Il procedimento per esdebitazione introdotto dopo la chiusura del fallimento ha natura contenziosa (incide sulle posizioni soggettive del ricorrente e dei creditori concorsuali non integralmente soddisfatti che assumono la veste di contraddittori necessari) e richiede pertanto l’assistenza tecnica di un difensore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara 05 febbraio 2009.


Concordato preventivo e transazione fiscale. Concordato preventivo – Transazione fiscale – Pagamento in percentuale dei crediti tributari privilegiati – Ammissibilità – Condizioni.

Concordato preventivo – Transazione fiscale – Soggezione dell’Amministrazione finanziaria alla maggioranza dei creditori – Voto contrario – Irrilevanza – Effetti.

Nel concordato preventivo con transazione fiscale è ammissibile il pagamento percentuale dei crediti tributari privilegiati purchè vengano rispettate le regole dettate in generale per il trattamento di tutti i crediti prelatizi ed il pagamento, benché in percentuale, non sia inferiore alla soglia minima di soddisfazione costituita dal valore di liquidazione risultante dalla stima di un esperto e non alteri l’ordine legale delle cause di prelazione; tali condizioni valgono non solo quando il piano preveda la soddisfazione non integrale di crediti prelatizi diversi da quelli tributari, ma anche quando venga pianificata la soddisfazione non integrale di soli crediti tributari privilegiati. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

La transazione fiscale inserita in un piano di concordato preventivo è priva di autonoma rilevanza e la sorte dei crediti tributari privilegiati resta legata alla volontà della maggioranza dei creditori e prescinde dalla adesione dell’amministrazione finanziaria; in quest’ultima ipotesi, dalla omologazione del concordato potranno tuttavia discendere soltanto effetti remissori o dilatori e non il consolidamento del debito fiscale e la preclusione di nuovi accertamenti sui tributi oggetto di transazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Pescara 02 dicembre 2008.


Voto dei privilegiati nel concordato preventivo e giudizio del tribunale in mancanza di opposizioni. Concordato preventivo – Giudizio di omologazione – Mancanza di opposizioni – Ambito del giudizio del tribunale – Persistenza dei presupposti di ammissibilità e di fattibilità del piano.

Concordato preventivo – Giudizio di omologazione – Termine di sei mesi di cui all’art. 181 legge fallimentare – Natura processuale – Sospensione feriale – Applicabilità.

Concordato preventivo – Creditori privilegiati – Diritto al voto – Misura dell’interesse – Criterio qualitativo della soddisfazione.

Nel giudizio di omologazione del concordato preventivo, l’ambito del giudizio di valutazione del tribunale si estende alla sussistenza delle condizioni di ammissibilità, ivi compresa la fattibilità del piano, anche nel caso in cui non siano state proposte opposizioni; pertanto, qualora dagli atti della procedura o dal parere conclusivo del commissario emergano fatti non valutati in sede di apertura, il tribunale non potrà esimersi dal valutare la loro possibile incidenza sull’ammissibilità del concordato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Il termine di sei mesi, di cui all’art. 181 legge fallimentare, entro il quale deve intervenire l’omologazione del concordato preventivo, ha natura processuale ed è soggetto alla sospensione feriale di cui all’art. 1 della legge 7 ottobre 1969, n. 742. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Nel concordato preventivo, l’individuazione dei creditori aventi diritto al voto deve essere effettuata unicamente sulla scorta della disposizione di cui all’art. 177, comma 2, della legge fallimentare, riconoscendo tale diritto non solo ai creditori privilegiati destinati a subire una diminuzione quantitativa del loro credito, ma anche a quei privilegiati destinati ad essere soddisfatti con modalità diverse dal pagamento nella misura in cui tale modalità di soddisfazione comporti una alterazione del loro diritto di credito. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Pescara 16 ottobre 2008.


Privilegio IRAP, d.l. 159/2007 e applicazione ai giudizi pendenti. Privilegi – Credito IRAP – Applicazione retroattiva dell’art. 39 d.l. 159/2007 – Esclusione – Privilegio – Esclusione.

La norma contenuta nell’art. 39 del D.L. 159/2007 che, integrando l’art. 2752 cod. civ., ha incluso nella categoria dei crediti aventi privilegio generale sui mobili anche l’imposta regionale delle attività produttive, non può essere applicata che per l’avvenire. Ne deriva che le cause pendenti al momento della sua entrata in vigore devono essere decise applicando l’art. 2752 cod. civ. nella versione precedente la riforma, in base al quale al credito in questione non poteva essere riconosciuta natura privilegiata. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara 10 giugno 2008.


Fallimento e prova dei crediti della banca. Fallimento – Domanda di ammissione al passivo – Prova del credito – Contratti – Forma scritta ad substantiam e ad probationem – Data certa anteriore al fallimento – Necessità.

Fallimento – Domanda di ammissione al passivo – Prova del credito – Rapporti bancari – Estratti conto - Data certa anteriore al fallimento – Necessità.

Fallimento – Domanda di ammissione al passivo – Rapporti bancari di durata – Prova dei relativi crediti – Prova dello svolgimento del conto – Necessità.

Ai fini dell’ammissione del credito al passivo, non sono opponibili al fallimento, e non devono pertanto essere ammessi, i crediti fondati su scritture private relative a negozi per i quali la legge prevede la forma scritta ad substantiam o ad probationem che non siano munite di data certa anteriore alla dichiarazione di fallimento, a meno che la prova dell’anteriorità non venga aliunde acquisita (fattispecie relativa a contratti bancari). (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Poiché per i contratti relativi alle operazioni ed ai servizi bancari la legge prescrive, a pena di nullità, la forma scritta ad substantiam, non può essere ammesso al passivo il credito della banca fondato su rapporti i cui contratti non siano muniti di data certa anteriore al fallimento, essendo peraltro a tal fine insufficiente la produzione degli estratti conto in quanto formati dalla stessa banca, che non ha fornito la prova della comunicazione di essi al cliente e che siano privi di data certa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

In sede fallimentare, la prova dello svolgimento dei rapporti bancari di durata e dell’entità dei relativi crediti a favore della banca non può rinvenirsi soltanto negli estratti conto o nelle risultanze contabili interne alla banca, dovendo essere invece fornita la piena prova del credito mediante la documentazione relativa allo svolgimento del conto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Pescara 18 aprile 2008.


Inerzia del comitato e potere sostitutivo del GD. Concordato fallimentare – Parere del comitato dei creditori sulla proposta – Inerzia del comitato – Potere sostitutivo del giudice delegato – Sussistenza.

In caso di inerzia del comitato dei creditori chiamato ad esprimere il proprio parere sulla proposta di concordato ai sensi dell’art. 125, comma 2, legge fall. il giudice delegato può, ai sensi dell’art. 41 legge fall., provvedere in luogo del comitato, posto all’inerzia del comitato non può essere riconosciuto valore di parere negativo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara 01 aprile 2008.


Azione di responsabilità e legittimazione del curatore fallimentare. Società a responsabilità limitata – Riforma del processo societario – Azione di responsabilità nei confronti degli amministratori – Legittimazione della società e del curatore fallimentare – Sussistenza.

Anche dopo l’entrata in vigore del D.lgs. n. 5/2003, la società a responsabilità limitata continua ad essere legittimata (al pari del Curatore Fallimentare nella ipotesi di fallimento) a promuovere direttamente l’azione sociale di responsabilità nei confronti degli amministratori. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara 15 novembre 2006.

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