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Massimario del Codice di Procedura Civile

Art. 614 Bis

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Procedimento ex art. 702 bis c.p.c. a cognizione sommaria e cognizione piena - Ordinanza di consegna delle tabelle millesimali e dell’elenco dei morosi - Obbligo di collaborazione e di buona fede dell’amministratore rispetto ai terzi creditori - Applicazione dell’astreinte ex art. 614 bis c.p.c. e condanna al pagamento di penale giornaliera per ogni giorni di ritardo nella esecuzione

Il procedimento sommario ex art. 702 bis c.p.c. presenta le coordinate giuridiche proprie procedimenti a cognizione sommaria, nell’alveo della categoria dei riti semplificati di cognizione. Il procedimento sommario di cognizione ex artt. 702-bis ss. c.p.c. è in realtà un processo a cognizione piena, poiché nella sua destinazione prevale la funzione di accertare definitivamente chi ha ragione e chi ha torto tra le parti, rispetto alle funzioni che invece sono proprie dei procedimenti sommari.

L’art. 63 disp att cod civ espressamente dispone che l’amministratore condominiale è tenuto a comunicare ai creditori non ancora soddisfatti che lo interpellino i dati dei condomini morosi. Si tratta per l’amministratore di un dovere legale di salvaguardia dell’aspettativa di soddisfazione dei terzi titolari di crediti derivanti dalla gestione condominiale e delinea un obbligo di cooperazione con il terzo creditore posto direttamente dalla legge in capo all’amministratore. L’immotivato rifiuto dell’amministratore è palesemente contrario al canone della buona fede oggettiva dovendosi a tal riguardo intendersi un autonomo dovere giuridico, espressione di un generale principio di solidarietà sociale, la cui costituzionalizzazione è ormai pacifica.

E’ meritevole di accoglimento la domanda di condanna, ai sensi dell’art. 614 bis c.p.c., della parte resistente al pagamento in favore della società ricorrente della somma di € 50,00 per ogni giorno di ritardo nell’esecuzione del provvedimento. (Luca Rotondo) (riproduzione riservata)

Le massime si riferiscono a: Tribunale di Pescara, ord. 25 ottobre 2014. G. U. Mariano Bozza; Tribunale di Pescara, ord. 23 febbraio 2016. G. U. Mariano Bozza; Tribunale di Avezzano, ord. 1 marzo 2016. G. U. Andrea Dell’Orso.
Tribunale Avezzano 01 marzo 2016
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Procedimento ex art. 702 bis c.p.c. a cognizione sommaria e cognizione piena - Ordinanza di consegna delle tabelle millesimali e dell’elenco dei morosi - Obbligo di collaborazione e di buona fede dell’amministratore rispetto ai terzi creditori - Applicazione dell’astreinte ex art. 614 bis c.p.c. e condanna al pagamento di penale giornaliera per ogni giorni di ritardo nella esecuzione

Il procedimento sommario ex art. 702 bis c.p.c. presenta le coordinate giuridiche proprie procedimenti a cognizione sommaria, nell’alveo della categoria dei riti semplificati di cognizione. Il procedimento sommario di cognizione ex artt. 702-bis ss. c.p.c. è in realtà un processo a cognizione piena, poiché nella sua destinazione prevale la funzione di accertare definitivamente chi ha ragione e chi ha torto tra le parti, rispetto alle funzioni che invece sono proprie dei procedimenti sommari.

L’art. 63 disp att cod civ espressamente dispone che l’amministratore condominiale è tenuto a comunicare ai creditori non ancora soddisfatti che lo interpellino i dati dei condomini morosi. Si tratta per l’amministratore di un dovere legale di salvaguardia dell’aspettativa di soddisfazione dei terzi titolari di crediti derivanti dalla gestione condominiale e delinea un obbligo di cooperazione con il terzo creditore posto direttamente dalla legge in capo all’amministratore. L’immotivato rifiuto dell’amministratore è palesemente contrario al canone della buona fede oggettiva dovendosi a tal riguardo intendersi un autonomo dovere giuridico, espressione di un generale principio di solidarietà sociale, la cui costituzionalizzazione è ormai pacifica.

E’ meritevole di accoglimento la domanda di condanna, ai sensi dell’art. 614 bis c.p.c., della parte resistente al pagamento in favore della società ricorrente della somma di € 50,00 per ogni giorno di ritardo nell’esecuzione del provvedimento. (Luca Rotondo) (riproduzione riservata)

Le massime si riferiscono a: Tribunale di Pescara, ord. 25 ottobre 2014. G. U. Mariano Bozza; Tribunale di Pescara, ord. 23 febbraio 2016. G. U. Mariano Bozza; Tribunale di Avezzano, ord. 1 marzo 2016. G. U. Andrea Dell’Orso.
Tribunale Pescara 23 febbraio 2016
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Sfratto per finita locazione – Misure di coercizione indiretta – Applicabilità

Le misure di coercizione indiretta previste dall’art. 614-bis c.p.c. sono applicabili al procedimento di sfratto per finita locazione. (Alessandro Albè) (riproduzione riservata) Tribunale Busto Arsizio 17 dicembre 2015 .


Opposizione all’esecuzione – Attuazione degli obblighi di fare infungibile

L’opposizione a precetto notificato per la riscossione del credito derivante da sanzione ex art. 614 bis, c.p.c., accessoria ad un provvedimento cautelare, deve essere proposta davanti al giudice dell'esecuzione per i vizi del precetto stesso mentre deve essere proposta nanti il giudice che ha disposto la misura cautelare e non al giudice delle esecuzioni ove si contesti la sussistenza dei presupposti per richiedere la sanzione. (Marco Capecchi) (riproduzione riservata) Tribunale Genova 28 ottobre 2015 .


Ingiuria e diffamazione mediante Facebook o altri soci al network - Ordine di rimozione in via cautelare - Fissazione di una somma di denaro per ogni violazione o inosservanza dell'ordine - Ammissibilità

Attuazione degli obblighi di fare infungibile o di non fare - Compatibilità con i provvedimenti cautelari

È possibile, con ricorso ai sensi degli articoli 614-bis e 700 c.p.c., ordinare l'immediata cessazione e rimozione di tutte le pubblicazioni a contenuto ingiurioso e diffamatorio effettuate in danno del ricorrente per mezzo della piattaforma Facebook o altri social network, fissando una somma di denaro dovuta dagli obbligati per ogni violazione o inosservanza dell'ordine nonché per ogni giorno di ritardo nella sua esecuzione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

La disposizione di cui all'articolo 614 bis c.p.c. è applicabile anche ai provvedimenti emanati in sede cautelare. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Reggio Emilia 15 aprile 2015
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Procedimento ex art. 702 bis c.p.c. a cognizione sommaria e cognizione piena - Ordinanza di consegna delle tabelle millesimali e dell’elenco dei morosi – Obbligo di collaborazione e di buona fede dell’amministratore rispetto ai terzi creditori - Applicazione dell’astreinte ex art. 614 bis c.p.c. e condanna al pagamento di penale giornaliera per ogni giorni di ritardo nella esecuzione

Il procedimento sommario ex art. 702 bis c.p.c. presenta le coordinate giuridiche proprie procedimenti a cognizione sommaria, nell’alveo della categoria dei riti semplificati di cognizione. Il procedimento sommario di cognizione ex artt. 702-bis ss. c.p.c. è in realtà un processo a cognizione piena, poiché nella sua destinazione prevale la funzione di accertare definitivamente chi ha ragione e chi ha torto tra le parti, rispetto alle funzioni che invece sono proprie dei procedimenti sommari.

L’art. 63 disp att cod civ espressamente dispone che l’amministratore condominiale è tenuto a comunicare ai creditori non ancora soddisfatti che lo interpellino i dati dei condomini morosi. Si tratta per l’amministratore di un dovere legale di salvaguardia dell’aspettativa di soddisfazione dei terzi titolari di crediti derivanti dalla gestione condominiale e delinea un obbligo di cooperazione con il terzo creditore posto direttamente dalla legge in capo all’amministratore. L’immotivato rifiuto dell’amministratore è palesemente contrario al canone della buona fede oggettiva dovendosi a tal riguardo intendersi un autonomo dovere giuridico, espressione di un generale principio di solidarietà sociale, la cui costituzionalizzazione è ormai pacifica.

E’ meritevole di accoglimento la domanda di condanna, ai sensi dell’art. 614 bis c.p.c., della parte resistente al pagamento in favore della società ricorrente della somma di € 50,00 per ogni giorno di ritardo nell’esecuzione del provvedimento. (Luca Rotondo) (riproduzione riservata)

Le massime si riferiscono a: Tribunale di Pescara, ord. 25 ottobre 2014. G. U. Mariano Bozza; Tribunale di Pescara, ord. 23 febbraio 2016. G. U. Mariano Bozza; Tribunale di Avezzano, ord. 1 marzo 2016. G. U. Andrea Dell’Orso.
Tribunale Pescara 27 ottobre 2014
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Erronea levata di protesto nei confronti di imprenditore – Ammissibilità ricorso d'urgenza ex art. 700 – Periculum in mora sussistenza possibile danno all'immagine e difficoltà nell'accesso al credito – Legittimazione passiva dell'Istituto bancario e della Camera di Commercio.

Provvedimento ex art. 700 c.p.c. – Erronea levata di protesto – Obbligo di rettifica – Applicabilità della misura coercitiva ex art. 614 bis c.p.c..

E' ammissibile il ricorso al procedimento d'urgenza ex art. 700 da parte di chi voglia far valere l'erronea levata e iscrizione di protesto per errore materiale riguardante i dati identificativi dell'impresa (erronea indicazione di partita Iva della ricorrente appartenente a soggetto terzo). L'errore sui dati anagrafici del soggetto protestato imputabile alla banca è sufficiente ad integrare il requisito del fumus boni iuris. (Alberto Gattuccio) (riproduzione riservata)

Quanto al periculum in mora, il permanere dell'erronea iscrizione è certamente suscettibile di creare un danno all'immagine (sempre maggiore con il trascorrere del tempo) oltre che negative ripercussioni sull'attività commerciale derivanti da maggiori difficoltà nell'accesso al credito. (Alberto Gattuccio) (riproduzione riservata)

È legittimata passiva e contraddittore necessario la banca richiedente la levata del protesto, in quanto soggetto nei cui confronti è richiesta la tutela giurisdizionale di accertamento dell'illecito e risarcitoria, che deve provvedere a richiedere la rettifica, insieme alla Camera di Commercio che tale rettifica deve materialmente eseguire. (Alberto Gattuccio) (riproduzione riservata)

Con il provvedimento di accoglimento ex art. 700 c.p.c., con il quale viene ordinata l'esecuzione di un obbligo di fare infungibile, il Giudice della cautela può disporre la misura coercitiva ex art. 614-bis c.p.c.. (Nel caso di specie, veniva ordinata la rettifica dell' errata iscrizione di protesto levato nei confronti di imprenditore, per erronea trascrizione dei dati identificativi dell'impresa, all'istituto bancario richiedente la levata di protesto e alle Camere di Commercio che hanno provveduto all'iscrizione nel Registro Informatico Protesti, e veniva fissata, ai sensi dell'art. 614 bis c.p.c., una somma dovuta alla società ricorrente da ciascun resistente per ogni giorno di ritardo nell'esecuzione del provvedimento, a decorrere dalla data di notifica dell'ordinanza). (Alberto Gattuccio) (riproduzione riservata)
Tribunale Palermo 27 marzo 2014
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Ricorso ex articolo 700 c.p.c. - Richiesta di attivazione di linee telefoniche - Ordine di riattivazione non suscettibile di esecuzione forzata - Domanda di emanazione di un provvedimento di coercizione indiretta ex articolo 614 bis c.p.c. - Fattispecie.

L'ordine giurisdizionale di riattivazione delle linee telefoniche non è suscettibile di esecuzione forzata, giacché l'attività di ripristino non può concretamente prescindere dal comportamento attivo del gestore del servizio telefonico. Il secondo comma dell'articolo 614 bis, codice di procedura civile, consente tuttavia al giudice l'emanazione di un provvedimento di condanna al pagamento di una determinata somma per ogni giorno di ritardo nell'attivazione delle linee telefoniche. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Sant'Angelo dei Lombardi 14 giugno 2011 .


Attuazione degli obblighi di non fare – Art. 614-bis c.p.c. – Astreintes – Modello Francese – Condanna - Indennizzo – Somma da versare a favore della controparte.

Lite temeraria – Art. 96, comma III, c.p.c. – Convenuto soccombente contumace – Applicabilità – Esclusione.

L’art. 614-bis c.p.c. inserisce nella trama codicistica di rito le cd. astreintes, ovvero forme di esecuzione indiretta che utilizzano la tecnica delle misure coercitive, cioè quello specifico ventaglio di strumenti di coartazione della volontà del debitore che si concretano nella minaccia di sanzioni civili o penali, al fine di costringerlo ad adempiere i suoi obblighi. La norma tende a realizzare l’effettività del “giusto processo” che tale non sarebbe ove la pronuncia restasse lettera morta, ineseguita. Nel silenzio della norma, la somma oggetto di condanna va riversata in favore della controparte. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)

L’art. 96, comma III, c.p.c. non è applicabile nei confronti del convenuto rimasto contumace. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)
Tribunale Varese 16 febbraio 2011
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Attuazione degli obblighi di non fare – Art. 614-bis c.p.c. – Astreintes – Modello Francese – Condanna - Indennizzo – Somma da versare a favore della controparte.

L’art. 614-bis c.p.c. inserisce nella trama codicistica di rito le cd. astreintes, ovvero forme di esecuzione indiretta che utilizzano la tecnica delle misure coercitive, cioè quello specifico ventaglio di strumenti di coartazione della volontà del debitore che si concretano nella minaccia di sanzioni civili o penali, al fine di costringerlo ad adempiere i suoi obblighi. La norma tende a realizzare l’effettività del “giusto processo” che tale non sarebbe ove la pronuncia restasse lettera morta, ineseguita. Nel silenzio della norma, la somma oggetto di condanna va riversata in favore della controparte. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Varese 16 febbraio 2011 .

 

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