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Processo civile - Merito, le ultime 10 novitą
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La sentenza di accertamento del credito del correntista non rappresenta di per sè titolo per l’esecuzione forzata

Sentenza di accertamento – Credito del correntista – Titolo giudiziale – Applicabilità

La sentenza che accerta il credito del correntista nei confronti della banca ha contenuto di mero accertamento e non contiene alcuna statuizione di condanna, neppure implicita, non rappresentando così direttamente titolo per l’esecuzione forzata.

Il correntista, in tal caso, ha pertanto diritto di ottenere un titolo giudiziale di condanna al pagamento dell’indebito e può essere concessa la provvisoria esecutorietà del decreto ingiuntivo. (Luciano Matteo Quattrocchio) (riproduzione riservata)
Tribunale Torino 04 febbraio 2020.




Nullità della fideiussione redatta sulla base dello Schema ABI sanzionato da Banca d’Italia: la competenza giurisdizionale sul ‘contratto a valle’ spetta al tribunale civile ordinario

Fideiussione - Redatta sulla base dello Schema ABI sanzionato da Banca d’Italia - Competenza per il contratto a monte e per il contratto a valle - Richiesta d’ufficio del regolamento di competenza

In tema di nullità della fideiussione perché redatta sulla base del sanzionato Schema elaborato dall'ABI nel 2003, l'accertamento della nullità del contratto a valle non involge anche un accertamento della sussistenza dell'intesa che è stata già accertata dalla Banca d'Italia con Provvedimento n. 55 del 2.5.2005.

Pertanto, laddove si condivida l'assunto per il quale, nelle controversie aventi ad oggetto la nullità della fideiussione perché redatta sulla base del menzionato, non spetta al giudice di merito la cognizione sull'intesa "a monte", appare ragionevole affermare che la competenza giurisdizionale sul "contratto a valle" spetti al tribunale civile ordinario e non alla sezione specializzata in materia di impresa, proprio perché, a ben vedere, non viene in rilievo in via diretta l'esame e l'applicazione del disposto di cui all'art. 33 1. n. 287 del 1990, ma solo la valutazione della coincidenza tra la fideiussione oggetto di causa ed il testo frutto dell'intesa restrittiva e non già l'intesa restrittiva stessa.

[Il Tribunale di Catanzaro, sulla base delle considerazioni che precedono, ha richiesto d’ufficio il regolamento di competenza ai sensi dell’art. 45 c.p.c.] (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Catanzaro 05 marzo 2020.




Procedimento cautelare d’urgenza, irreparabilità del pregiudizio e istanza di cancellazione, in corso di giudizio, della società in accomandita semplice costituita dal socio-amministratore di società in nome collettivo

Richiesta di cancellazione dal Registro delle Imprese, in corso di giudizio, della Società costituita in violazione del divieto ex art. 2301 c.c. dal socio-amministratore di s.n.c. – Irrilevanza

Periculum in mora – Irreparabilità del danno da perdita di clientela – Sussistenza

La circostanza che la società in accomandita semplice - costituita in qualità di accomandatario dal socio-amministratore di società in nome collettivo, in violazione del divieto ex art. 2301 c.c. - sia in corso di cancellazione durante il procedimento cautelare d’urgenza non fa venire meno, né il fumus boni juris, né il periculum in mora, in quanto l’istanza di cancellazione potrebbe essere revocata dallo stesso socio accomandatario, ovvero quest’ultimo potrebbe costituire una nuova società, specie laddove vi siano indici della volontà del medesimo di proseguire l’attività in concorrenza.

Il danno per la perdita di clientela in conseguenza dello svolgimento di attività in concorrenza è irreparabile e, dunque, il rischio di subirlo fa sussistere il periculum in mora. (Giovanni Prearo) (riproduzione riservata)
Tribunale Milano 09 gennaio 2020.




I rapporti tra l’iscrizione di ipoteca e la trascrizione di domanda giudiziale ex art. 2652 cod. civ. nell’ambito dell’espropriazione forzata immobiliare

Ipoteca – Trascrizione successiva domanda giudiziale ex art. 2652 cod. civ. – Forma pignoramento – Accoglimento domanda – Improcedibilità espropriazione – Esclusione – Facoltà soggetto trascrivente – Intervento

In tema di espropriazione immobiliare di bene oggetto di garanzia ipotecaria, qualora sia stata trascritta nelle more domanda giudiziale ex art. 2652 cod. civ., l’azione esecutiva è correttamente eseguita nei confronti del soggetto che risulti in quel momento proprietario del bene, atteso che la trascrizione della domanda è funzionale unicamente alla “prenotazione” degli effetti della futura pronuncia giudiziale e non incide, di per sé, sulla titolarità del bene in capo all’esecutato.

Ne consegue che l’eventuale accoglimento della domanda non pregiudica la prosecuzione dell’espropriazione in tal modo promossa, bensì legittima la chiamata e l’intervento nel processo esecutivo del soggetto autore della trascrizione al fine di consentirgli l’esercizio dei diritti connessi alla posizione sostanziale di volta in volta rilevante, quali, segnatamente: nel caso di soggetto che risulti titolare di un diritto reale sul bene pignorato, il rilascio ex artt. 2861 e seguenti cod. civ. e/o la liberazione ex artt. 2889 e seguenti cod. civ. e, in generale, le facoltà processuali spettanti all’esecutato; nel caso di soggetto che risulti titolare di un diritto di credito, la partecipazione alla distribuzione del ricavato della vendita. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Napoli 04 marzo 2020.




Presupposti per sospensione provvisoria esecuzione decreto ingiuntivo opposto e per rilevanza della nullità della fideiussione bancaria per violazione normativa antitrust

Processo civile – Procedimenti speciali – Opposizione a decreto ingiuntivo – Provvisoria esecutorietà del decreto opposto – Presupposti sospensione

Fideiussione a favore di istituto di credito – Violazione normativa antitrust – Nullità – Presupposti

I "gravi motivi" che consentono al giudice di sospendere la provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo opposto a norma dell’art. 649 c.p.c. possano attenere al periculum, qualora si ritenga che l'esecuzione forzata del decreto ingiuntivo opposto possa danneggiare in modo grave il debitore, senza garanzia di risarcimento, in caso di accoglimento dell'opposizione oppure, a prescindere dalla sussistenza di tale presupposto, alla probabile fondatezza dell'opposizione e finanche alla legittimità della concessione del decreto o della provvisoria esecutività dello stesso.

Sebbene una intesa vietata ai sensi dell’art. 2, l. 287/1990 può essere dannosa anche per un soggetto, consumatore o imprenditore, che non vi abbia preso parte, affinchè gli si possa riconoscere un interesse ad invocare la tutela di cui all’art. 33, comma 2, l. 287/1990 non è sufficiente che egli alleghi la nullità della intesa medesima – essendo comunque onerato di provare la coincidenza delle convenute condizioni contrattuali, oggetto di contestazione, col testo di uno schema contrattuale che potesse ritenersi espressivo della vietata intesa restrittiva, oltre che il carattere uniforme delle clausole contestate - ma occorre anche che precisi la conseguenza che tale vizio ha prodotto sul proprio diritto ad una scelta effettiva tra una pluralità di prodotti concorrenti, in quanto l’unica tutela concessa al soggetto rimasto estraneo alla intesa anti-concorrenziale che abbia allegato e dimostrato un pregiudizio ad essa conseguente, è quella risarcitoria. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata)
Tribunale Velletri 05 marzo 2020.




Processo esecutivo: il mancato rispetto del termine per il versamento del fondo spese consente al Giudice di dichiarare l’estinzione del procedimento?

Esecuzione forzata – Mancato rispetto del termine per il versamento del fondo spese – Conseguenze – Potere del giudice di ordinare l’estinzione del processo – Applicazione analogica dell’art. 164-bis disp. att. c.p.c. – Valutazione del caso concreto

In caso di mancato versamento del fondo spese nel termine assegnato dal giudice dell’esecuzione, spetta a questi valutare se da tale comportamento possa desumersi il disinteresse per il creditore alla prosecuzione del processo esecutivo; pur non essendo dunque prevista l’estinzione del processo, il Giudice che ha la facoltà di determinare le conseguenze del mancato rispetto del termine dovendosi accertare con riferimento al caso concreto – attraverso la valutazione discrezionale del complessivo comportamento processuale della parte – se vi siano o meno i presupposti per potersi parlare, effettivamente e sostanzialmente, di “inattività delle parti” ed emettere quindi il provvedimento di estinzione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Monza 27 gennaio 2020.




Opposizione tardiva del terzo all’esecuzione e reiterazione dell’opposizione avente ad oggetto la distribuzione del ricavato

Esecuzione forzata – Opposizione tardiva del terzo all’esecuzione – Fattispecie regolate dall’art. 620 c.p.c. – Distinzione ed effetti – Reiterazione dell’opposizione con istanza di sospensione avente ad oggetto la distribuzione del ricavato dalla vendita

In tema di opposizione di terzo all’esecuzione, l’art. 620 c.p.c., rubricato “Opposizione tardiva” prende in considerazione due diverse ipotesi:

a) la prima (“Se in seguito all'opposizione il giudice non sospende la vendita dei beni mobili…”) riguarda la mancata sospensione dell’esecuzione alla quale il terzo si sia opposto ai sensi dell’art. 619 c.p.c. e la conseguente vendita dei beni pignorati, il che qualifica l’opposizione come tardiva, anche se proposta anteriormente a tale momento;

b) la seconda (“…o se l'opposizione è proposta dopo la vendita stessa…”) attiene alla vera e propria opposizione tardiva, in quanto proposta dopo la vendita.

Nel primo caso, l’opposizione prosegue regolarmente, con la particolarità che, in caso di accoglimento, i diritti del terzo si fanno valere sulla somma ricavata.

Nel secondo caso, il quale presuppone la mancata proposizione di un’opposizione prima della vendita ma appunto una vera e propria opposizione tardiva, nulla muta rispetto all’opposizione preventiva: a seguito del ricorso il Giudice fissa con decreto l’udienza di comparizione e, a quell’udienza, tenta la conciliazione; se la conciliazione non riesce sospende, parzialmente o totalmente, la distribuzione della somma sulla quale il terzo opponente fa valere il suo diritto, e quindi fissa il termine perentorio per l’introduzione del giudizio di merito o per la riassunzione della causa davanti al Giudice competente.

E’ evidente che, nel primo caso, già vi è stata una opposizione preventiva - ma da ritenere tardiva quanto agli effetti a causa della pronuncia di rigetto sull’istanza di sospensione con le conseguenze di cui sopra -, come già vi è stata, appunto, una pronuncia sull’inibitoria, di tal che il terzo non può fare altro che proseguire nell’opposizione pendente.

E’ pertanto da ritenere inammissibile la reiterazione di una (opposizione con) istanza di sospensione che si differenzia dalla prima solo nell’oggetto (la distribuzione del ricavato dalla vendita) a causa degli sviluppi, medio tempore intervenuti, nella procedura esecutiva. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Mantova 14 febbraio 2020.




Costituisce titolo esecutivo il contratto di mutuo che prevede la consegna al mutuatario di un mandato a versare ad esso mutuatario l’importo finanziato

Opposizione a precetto – Mutuo cd condizionato – Mandato a favore del mutuatario – Disponibilità giuridica della somma finanziata: sussistenza – Costituzione della somma erogata in un deposito cauzionale infruttifero: rilevanza ai fini della sussistenza di un titolo esecutivo

Costituisce titolo esecutivo il contratto di mutuo ove è prevista la consegna al mutuatario di un mandato a versare ad esso mutuatario l’importo finanziato a nulla rilevando in senso opposto la successiva costituzione della somma erogata in un deposito cauzionale avendo questo natura di atto dispositivo e per un interesse proprio del finanziato. (Giuseppe Faccendi) (riproduzione riservata) Tribunale Grosseto 15 febbraio 2020.




Requisiti per l’efficacia del pignoramento immobiliare nella procedura esecutiva iscritta a ruolo dal debitore

Processo esecutivo immobiliare - Iscrizione a ruolo - Ad opera del debitore - Deposito da parte del creditore procedente della documentazione

Nel caso in cui il processo esecutivo immobiliare sia iscritto a ruolo dal debitore esecutato ai sensi dell’art. 159 ter disp. att. c.p.c. (nella fattispecie per radicare opposizione all’esecuzione ex art. 615 c.p.c. dopo aver ricevuto la notifica dell’atto di pignoramento), è necessario il deposito da parte del creditore procedente delle copie conformi degli atti come previsto dall’art. 557 c.p.c. e deve essere depositata l’istanza di vendita entro i 45 giorni dal pignoramento, pena l’inefficacia del pignoramento stesso. (Giacomo Mastrorosa) (riproduzione riservata) Tribunale Busto Arsizio 16 febbraio 2020.




La CTU o la perizia resa in altri giudizi fra le stesse od altre parti è una prova atipica

Prove atipiche - Configurabilità - Valore probatorio - Casistica - CTU resa in altri giudizi

L’elencazione delle prove civili contenuta nel codice di rito non è tassativa, e quindi devono ritenersi ammissibili le prove atipiche, la cui efficacia probatoria è quella di presunzioni semplici ex art. 2729 c.c. od argomenti di prova.

E’ prova atipica la CTU o la perizia resa in altri giudizi fra le stesse od altre parti. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Reggio Emilia 06 febbraio 2020.



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