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Processo civile - Merito, le ultime 10 novitą
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Impugnazione del provvedimento di nomina ex art. 2485 e 2487 c.c. del liquidatore della società

Impugnazione provvedimento nomina liquidatore artt. 2485 e 2487 c.c. – Carenza interesse ad agire

Difetta dell’interesse ad agire ex art. 100 c.p.c. l’impugnazione proposta dal socio nei confronti del provvedimento di nomina ex artt. 2485 e 2487 c.c. del liquidatore di una società, che non sia proposta in via strumentale rispetto ad una domanda di revoca del liquidatore giudiziale, ovvero rispetto ad una domanda diretta a censurarne l’operato.

La parte che reiteri in un giudizio le medesime erronee argomentazioni già svolte in altri procedimenti è passibile di condanna al risarcimento del danno per responsabilità aggravata ex art. 96 comma 1 c.p.c., danno che può essere liquidato equitativamente in misura pari alla somma liquidata a titolo di spese legali per il giudizio in questione. (Daniela Giampieri) (riproduzione riservata)
Tribunale Ancona 16 maggio 2019.




E’ sanzionabile ex art. 96, comma 3, c.p.c. la condotta che, per dolo o colpa (anche non grave), produca l’eccessivo allungamento dei tempi processuali

Opposizione a precetto – Temerarietà – Condanna ex art. 96 comma III c.p.c. – Pronuncia ex art. 281 sexies c.p.c – Pronuncia ex art. 80bis c.p.c. disp. att.

E’ sanzionabile ex art. 96, comma 3, c.p.c. quella condotta processuale che, per dolo o colpa (anche non grave), produca l’allungamento eccessivo dei tempi processuali.

Poiché la disposizione in esame costituisce materia di interesse pubblicistico, in caso di soccombenza il giudice può liberamente applicare, anche d’ufficio, la predetta sanzione, la cui caratteristica di disposizione punitiva legittima è fatta salva purchè non abbia una specifica connotazione di eccessività vietata nel regolamento comunitario 864/2007 n. 32, nei casi in cui venga dolosamente o colposamente introdotta una lite temeraria la cui prerogativa è l’aperta violazione del principio costituzionalmente garantito della durata del giusto processo.

[Nel caso concreto, la condanna al risarcimento ex art. 96 III comma c.p.c. è stata pronunciata con sentenza già in prima udienza.] (Pietro Morrone) (riproduzione riservata)
Tribunale Roma 20 dicembre 2018.




Tardiva opposizione a decreto ingiuntivo e responsabilità aggravata

Opposizione a decreto ingiuntivo – Termine – Perentorietà – Sussistenza – Opposizione proposta dopo la scadenza del termine – Preclusione

Opposizione proposta fuori termine – Temerarietà – Sussistenza – Condanna ex art. 96 comma III c.p.c. – Pronuncia d’ufficio – Ammissibilità

Il termine per l’opposizione a decreto ingiuntivo ha carattere perentorio, tenuto conto che sia l’art. 641 che l’art. 647 c.p.c. stabiliscono che il decorso del termine fissato per l’opposizione senza che questa sia stata proposta produce l’esecutorietà del decreto. (Pietro Morrone) (riproduzione riservata)

La lite temeraria è condannata ex art. 96 comma III c.p.c. per le ragioni di cui appresso. La citata disposizione, introdotta dall’art. 45 comma 12 L. 69/2009, risponde all’esigenza di preservare l’interesse pubblico ad una giustizia sana e funzionale, scoraggiando l’abuso dello strumento processuale e le condotte contrarie al principio di lealtà processuale che, aggravando, l’uno, il ruolo del magistrato e concorrendo, le altre, a rallentare i tempi di definizione dei processi, creano nocumento alle altre cause in trattazione mosse da ragioni serie e, spesso, da necessità impellenti o urgenze nonché agli interessi pubblici primari dello Stato che, in conseguenza dei ritardi, sottoposto alle sanzioni previste dalla L. 89/2001 (cd. Legge Pinto), giusto l’art. 6 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo. In considerazione degli interessi pubblicistici che la norma mira a realizzare, la condanna ai sensi della citata disposizione è attivabile d’ufficio. (Pietro Morrone) (riproduzione riservata)
Tribunale Velletri 20 dicembre 2018.




Limiti all’efficacia di titolo esecutivo del contratto condizionato di mutuo condizionato

Contratto di mutuo condizionato – Costituzione in deposito cauzionale della somma mutuata – Assenza della rispettiva quietanza di versamento – Insussistenza dei requisiti ex art. 474 cpc

Il contratto condizionato di mutuo, caratterizzato dalla costituzione in deposito cauzionale della somma mutuata, la cui erogazione è subordinata all’avverarsi delle condizioni ivi previste, in caso di assenza del rispettivo atto di quietanza di versamento, non può essere utilizzato come titolo esecutivo ex art. 474 cpc per la restituzione delle somme che si assumono erogate. (Augusto Mollo) (riproduzione riservata) Tribunale Velletri 02 aprile 2019.




Eccezione di incompetenza funzionale e territoriale e adesione dell’attore ex art. 38 comma 2 c.p.c.

Eccezione di incompetenza funzionale e territoriale – Adesione dell’attore ex art. 38 comma 2 c.p.c. – Perimetro del negozio processuale

Qualora il convenuto, costituendosi in giudizio, eccepisca l’incompetenza funzionale della Sezione Specializzata, nonché l’incompetenza per territorio del medesimo Tribunale, l’adesione all’eccezione di incompetenza [territoriale] così come espressa dall’attore non ha rilievo, potendosi dare corso al negozio processuale previsto dall’art. 38 comma 2 c.p.c. solo nel caso di affermata incompetenza per territorio derogabile, ove, nel caso di specie, l’eccezione sollevata dal convenuto attiene anche all’incompetenza funzionale per materia del Giudice adito quale Tribunale delle Imprese. (Francesco Fontana) (riproduzione riservata) Tribunale Venezia 19 giugno 2019.




Per il valido esperimento della mediazione obbligatoria non è sufficiente la mera comparizione al primo incontro

Processo civile – Mediazione – Obbligatoria – Mera partecipazione delle parti al primo incontro – Avveramento della condizione di procedibilità – Non sussiste – Necessità di effettivo confronto conciliativo – Affermazione

Il vaglio preliminare di possibilità di cui all'articolo 5, comma 2 bis, D.Lgs. 28/2010, applicabile anche alla mediazione per ordine del giudice, si deve intendere come possibilità oggettiva di procedere la mediazione, a nulla rilevando le valutazioni delle parti, meramente soggettive, inerenti la mera volontà di procedere. Qualora avanti al mediatore le parti non si siano minimamente confrontate in ottica conciliativa sulle questioni oggetto di causa, si considerano venute meno all'onere di procedere a mediazione effettiva.

[Il giudice, ritenendo non condivisibile il principio affermato da Cass. 8473/2019, dichiarava improcedibile la domanda, a seguito della conclusione del procedimento obbligatorio di mediazione al primo incontro, nel quale il procuratore dell’istante dichiarava riguardo al procedimento di mediazione che “non era possibile iniziarlo” ritenendo assolutamente superfluo l’esperimento del procedimento, che avrebbe solamente comportato un aggravio di spese.] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Firenze 08 maggio 2019.




Non trascrivibilità della domanda ex art. 2932 cod. civ. svolta in via surrogatoria ex art. 2900 cod. civ.

Leasing – Esecuzione in forma specifica – Azione surrogatoria – Trascrizione con riserva – Inammissibilità

Il promissario acquirente di un bene immobile concesso in leasing al suo promittente alienante non ha diritto di ottenere la trascrizione della domanda giudiziale ex art. 2932 cod. civ. svolta in via surrogatoria ex art. 2900 cod. civ. quando per il promittente alienante (conduttore in locazione finanziaria) non sia sorto il diritto di esercitare il riscatto del bene da lui promesso in vendita. (Studio Legale Nicastro & Associati) (riproduzione riservata) Tribunale Milano 26 giugno 2019.




Tribunale delle Imprese: revocatoria ordinaria e cessione di quote

Cessione di quote e revocatoria ordinaria – Incompetenza funzionale del Tribunale delle Imprese – Oggetto accidentale – Non rileva

La competenza del Tribunale delle Imprese, ai sensi dell’art. 3 D.Lgs. n. 168/2003, si determina in relazione all’oggetto della controversia, dovendo sussistere un legame diretto di questa con i rapporti societari e le partecipazioni sociali, riscontrabile alla stregua del criterio generale del petitum sostanziale, identificabile in funzione soprattutto della causa petendi per l’intrinseca posizione dedotta in giudizio.

Nel caso di specie, deve negarsi che l’oggetto della controversia afferente all’azione pauliana, pur se l’atto dispositivo da dichiararsi inefficace abbia ad oggetto partecipazioni sociali, abbia un legame diretto con i rapporti societari e le partecipazioni sociali, essendo dette partecipazioni oggetto meramente accidentale della domanda proposta ex art. 2901 cc e non incidendo l’eventuale declaratoria di inefficacia dell’atto dispositivo nei confronti del creditore su diritti sociali, nonché rimanendo oggetto del giudizio l’accertamento dei presupposti dell’azione revocatoria. (Francesco Fontana ed Eleonora Facchinello) (riproduzione riservata)
Tribunale Venezia 19 giugno 2019.




Ordine di prestare assenso alla cancellazione dell’ipoteca

Cancellazione di ipoteca - Ordine al terzo di prestare assenso - Facere infungibile - Domanda proposta in sede cautelare - Ammissibilità

Ipoteca - Cancellazione dell'iscrizione - Legittimazione - Chiunque vi abbia interesse

E’ ammissibile la domanda proposta in sede cautelare volta ad ottenere non già l’ordine di cancellazione dell’ipoteca (non ammissibile in ragione del tenore letterale dell’art. 2882 c.c.), bensì l’ordine al terzo di prestare assenso alla cancellazione trattandosi di un facere infungibile che può formare oggetto di esecuzione coattiva mediante il rimedio di cui all’art. 614-bis c.p.c. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

La cancellazione dell'ipoteca può essere richiesta da chiunque vi abbia interesse, e - quindi - , in primo luogo, dall'attuale proprietario del bene ipotecato. Infatti, l'art. 2282 cod. civ. si limita esclusivamente a richiedere il consenso delle parti interessate, e, in particolare, l'assenso del creditore, ma non limita a particolari soggetti la legittimazione all'istanza di cancellazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Lecce 17 giugno 2019.




Per la valida instaurazione della mediazione obbligatoria è sufficiente che i fatti dedotti corrispondano a quelli oggetto di causa

Processo civile – Mediazione obbligatoria – Necessità di corrispondenza con la qualificazione giuridica della domanda giudiziale – Esclusione

In tema di mediazione obbligatoria, deve ritenersi sufficiente, al fine di ritenere soddisfatto il requisito di procedibilità, che i fatti posti a fondamento della domanda siano gli stessi del successivo giudizio, a nulla rilevando l’esatta qualificazione giuridica della vicenda, operazione riservata al successivo giudizio di merito.
L’istanza di mediazione non richiede anche l’indicazione egli elementi di diritto, come avviene invece per la citazione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Pordenone 18 febbraio 2019.



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