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Processo civile - Merito, le ultime 10 novitą
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Requisiti della domanda di mediazione ai fini del superamento della condizione di procedibilità

Istanza di mediazione – Requisiti necessari – Sufficiente la identità dei fatti – Non necessaria la qualificazione giuridica – Superamento della condizione di procedibilità – Differenze con l’atto di citazione

E’ sufficiente, al fine di ritenere soddisfatto il requisito di procedibilità, che i fatti posti a fondamento della istanza di mediazione siano gli stessi di quelli della domanda giudiziale, a nulla rilevando l'esatta qualificazione giuridica della vicenda, operazione, questa, riservata al successivo giudizio di merito. (Mario Antonio Stoppa) (riproduzione riservata) Tribunale Pordenone 18 febbraio 2019.




Vendita internazionale di beni mobili, azione promossa dal fallimento e giurisdizione del giudice del luogo di residenza del consumatore

Vendita internazionale di beni mobili – Azione di recupero del corrispettivo della cessione formulata dalla curatela fallimentare nei confronti di soggetto residente in altro paese della Unione Europea – Applicabilità del disposto di cui all’art. 6 del regolamento UE n. 848/2015 – Esclusione – Giurisdizione del giudice dello stato di apertura della procedura fallimentare – Esclusione

Vendita internazionale di beni mobili – Azione di recupero del corrispettivo della cessione formulata dalla curatela fallimentare nei confronti di consumatore residente in altro paese della Unione Europea – Giurisdizione del giudice del luogo di residenza del consumatore ai sensi dell’art. 18 del regolamento UE n. 1215/2012 – Sussistenza

L’azione di recupero del corrispettivo della vendita di bene mobile proposta dalla curatela fallimentare nei confronti di soggetto residente in altro paese della Unione Europea non comporta la sussistenza della giurisdizione del tribunale del luogo in cui il fallimento è stato dichiarato, posto che l’azione in questione, ai sensi dell’art. 6 del regolamento UE n. 848/2015, non deriva direttamente dalla procedura in quanto la stessa già esisteva nel patrimonio del fallito e con il fallimento si trova in una situazione di mera occasionalità. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

L’azione di recupero del corrispettivo della vendita di bene mobile proposta dalla curatela fallimentare nei confronti di consumatore residente in altro paese della Unione Europea è riservata alla giurisdizione del giudice del luogo di residenza del consumatore ai sensi dell’art. 18 del regolamento UE n. 1215/2012. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Mantova 26 marzo 2019.




CTU contabile e ordine di esibizione a fini esplorativi

Consulenza tecnica d’ufficio – Fini esplorativi – Consulenza tecnica contabile

Esibizione di documenti – Fini esplorativi

Inoltre quando l’accertamento di determinate situazioni di fatto possa effettuarsi soltanto con l’ausilio di speciali cognizioni tecniche, è consentito al CTU di acquisire ogni elemento necessario a rispondere ai quesiti, sebbene risultante da documenti non prodotti dalle parti, sempre che si tratti di fatti accessori e rientranti nell’ambito strettamente tecnico della consulenza. (Giovanni Perlasca) (riproduzione riservata)

Non ha fini meramente esplorativi l’esibizione di documenti richiesta ai sensi dell’art. 210 c.p.c. quando non possa mettersi in dubbio l’esistenza dei rapporti oggetto di indagine (nella specie di conto corrente non contestati dalla banca) e dunque l’esistenza della documentazione relativa alla loro gestione. (Giovanni Perlasca) (riproduzione riservata)
Tribunale Parma 07 febbraio 2019.




Processo tributario: conseguenze della violazione del termine per la costituzione del resistente

Processo tributario – Costituzione tardiva convenuto – Decadenza da facoltà di proposizione eccezioni non rilevabili d’ufficio e da chiamata terzi – Persistente possibilità di negazione fatti costitutivi dell’avversa pretesa, di contestazione dell’applicabilità delle norme invocate e di produzione documenti – Esclusione della sanzione di inammissibilità per tardiva costituzione

Nel processo tributario, la violazione del termine previsto dall’art. 23 del d.lgs. n. 546 del 1992 per la costituzione in giudizio della parte resistente, temine che si applica anche alla costituzione in appello in virtù del rinvio di cui all’articolo 54, comporta esclusivamente la decadenza dalla facoltà di proporre eccezioni processuali e di merito che non siano rilevabili d’ufficio e di fare istanza per la chiamata di terzi, sicché permane il diritto dello stesso resistente di negare i fatti costitutivi dell’avversa pretesa, di contestare l’applicabilità delle norme di diritto invocate e di produrre documenti ai sensi degli artt. 24 e 32 del detto decreto, dovendosi escludere qualunque sanzione di inammissibilità della costituzione per il solo fatto della sua tardività. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Commissione tributaria regionale Bologna 02 aprile 2019.




Contraddittorio telematico senza necessità di fissazione di apposita udienza

Processo civile – Contraddittorio telematico – Dematerializzazione del processo civile

Nel contesto della dematerializzazione del processo civile, è possibile utilizzare le potenzialità del processo civile telematico per instaurare il contraddittorio telematico senza necessità di fissazione di una apposita udienza. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Bologna 26 marzo 2019.




Competenza territoriale e periculum in mora nei procedimenti cautelari volti al rilascio dell'impianto di distribuzione carburanti

Controversia in materia di gestione impianti di distribuzione carburanti – Rapporto complesso atipico – Criteri comuni ripartizione competenza – Clausole deroga competenza territoriale – Validità – Rito locatizio – Inapplicabilità

Procedimenti cautelari – Contratto gestione impianto di distribuzione carburanti – Risoluzione per inadempimento – Rilascio – Periculum in mora – Sussiste – Fattispecie

Il rapporto negoziale che lega una società petrolifera al gestore di un impianto di distribuzione di carburanti è riconducibile ad un contratto atipico e unitario risultante dalla commistione di elementi del comodato e della somministrazione (quando non anche dell’affitto d’azienda e del franchising), quindi un rapporto complesso, con conseguente applicazione dei comuni criteri di ripartizione della competenza, inclusa la derogabilità convenzionale di cui all’art. 28 c.p.c., senza che alcun rilievo preclusivo possa avere sul punto il divieto di deroga di cui all’art. 447 bis c.p.c. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata)

In ipotesi di tutela cautelare atipica invocata dalla società petrolifera nei confronti del gestore di un impianto di distribuzione di carburanti il cui contratto è stato risolto per inadempimento è ravvisabile il periculum in mora nell’impossibilità della ricorrente di far fronte alle necessità anche manutentive connesse alla gestione dell’impianto e del ramo d’azienda da mesi in stato di abbandono, compresa la possibilità di cederlo in godimento a terzi, e nella circostanza che l’interruzione del servizio espone l’istante al rischio di incorrere nella decadenza del provvedimento di autorizzazione petrolifera. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata)
Tribunale Roma 29 marzo 2019.




Pignoramento di quota della comunione legale tra coniugi e decorrenza degli effetti del pignoramento

Processo di esecuzione – Immobiliare – Effetti della notifica del pignoramento – Pignoramento di quota della comunione legale tra coniugi

L’ingiunzione di cui all’articolo 492 c.p.c., quindi la notificazione dell’atto che la contiene, ai sensi (per il pignoramento immobiliare) dell’articolo 555 c.p.c., è atto necessario e sufficiente al sorgere di effetti che sono autonomamente rilevanti: non solo l’indisponibilità del bene e l’obbligo della custodia in capo al debitore, ma anche l’inizio del processo esecutivo.

Nonostante pertanto il pignoramento si ponga come fattispecie a formazione progressiva, è innegabile che la notificazione dell’ingiunzione ha una sua autonoma rilevanza, perchè produttiva di effetti, processuali e sostanziali, nei rapporti tra il creditore pignorante ed il debitore pignorato.

La notificazione dell’ingiunzione al debitore segna l’inizio del processo esecutivo e produce, tra gli altri, l’effetto dell’indisponibilità del bene pignorato; la trascrizione dell’atto completa il pignoramento e, oltre a consentire la produzione degli effetti sostanziali nei confronti dei terzi e di pubblicità notizia nei confronti dei creditori concorrenti, è indispensabile perché il giudice dia seguito all’istanza di vendita del bene.

Appare dunque evidente come la notifica del pignoramento, determinando la pendenza del processo esecutivo, rappresenti il momento nel quale far valere ogni questione attinente alla validità del pignoramento stesso tra le parti, residuando alla sua trascrizione la natura di condizione di procedibilità e di opponibilità del vincolo ai terzi.

[Il tribunale, nel caso di specie, ha confermato la decisione del primo giudice secondo la quale il pignoramento aveva colpito una quota inesistente, stante la natura di comunione senza quote della comunione legale dei coniugi, risultando indifferente il successivo scioglimento della comunione legale per intervenuta separazione pur se intervenuto in data anteriore alla trascrizione del pignoramento.] (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Monza 22 gennaio 2019.




Recupero di crediti di natura tributaria ed eccezione di prescrizione maturata dopo l’avviso di mora

Espropriazione forzata – Opposizione all’esecuzione intrapresa dall’Agenzia delle Entrate per il recupero di crediti di natura tributaria – Eccezione di prescrizione maturata dopo l’avviso di mora – Opposizione all’esecuzione – Ammissibilità

In sede di opposizione all’esecuzione intrapresa dall’Agenzia delle Entrate – Riscossione per il recupero di crediti di natura tributaria si deve ritenere che, a seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 114 del 2018, siano deducibili innanzi al G.E. i fatti estintivi dei suddetti crediti che non siano deducibili innanzi alle Commissioni tributarie. In particolare, quanto alla prescrizione, se è maturata dopo la notifica della cartella ma prima dell’avviso di mora, essa va dedotta in sede di impugnazione di tale atto (se conosciuto); se è maturata dopo l’avviso di mora, l’unica sede in cui tale fatto (estintivo del diritto di procedere in via esecutiva) potrà essere eccepito è l’opposizione all’esecuzione e l’inammissibilità di tale azione si tradurrebbe in un intollerabile vuoto di tutela (vuoto che, appunto, l’intervento manipolativo della Corte è diretto, evidentemente, a colmare). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli Nord 22 marzo 2019.




Trascrizione del pignoramento e sanzione dell’inefficacia

Esecuzione forzata – Espropriazione immobiliare – Trascrizione del pignoramento a cura del creditore procedente – Deposito nota di trascrizione – Inapplicabilità del termine quindicinale ex art. 557 II co., c.p.c.

Esecuzione forzata – Espropriazione immobiliare – Trascrizione del pignoramento a cura del creditore procedente – Deposito nota di trascrizione oltre il termine quindicinale ex art. 557 II co., c.p.c. – Efficacia del pignoramento

Nell’ipotesi in cui alla trascrizione del pignoramento abbia provveduto direttamente il creditore procedente, quest’ultimo dovrà depositare la nota di trascrizione “non appena restituitagli dal conservatore dei registri immobiliari”, senza dover rispettare il termine di quindici giorni di cui all’art. 557 II co., c.p.c., previsto per l’iscrizione a ruolo ed il deposito telematico delle copie conformi del titolo esecutivo, del precetto e dell’atto di pignoramento. (Giuseppe Caramia) (riproduzione riservata)

Nel caso in cui alla trascrizione del pignoramento abbia provveduto il creditore procedente, la sanzione dell’inefficacia del pignoramento è dettata esclusivamente con riguardo all’omesso o tardivo deposito dei soli atti menzionati dal terzo comma dell’art. 557, c.p.c. (nota di iscrizione a ruolo, titolo esecutivo, precetto e atto di pignoramento) e non per il deposito della nota di trascrizione, non avendone il creditore procedente la disponibilità. (Giuseppe Caramia) (riproduzione riservata)
Tribunale Napoli Nord 06 dicembre 2018.




Patrocinio a spese dello Stato quando l’azione è dichiarata inammissibile per carenza ab origine dei presupposti

Patrocinio spese dello stato – Art. 106, comma primo, D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 – Art. 12 bis, l. 898/1970 – Inammissibilità – Corte Costituzionale n. 16/2018

La norma di cui all’art. 106, comma primo, D.P.R. 115/2002, ancorché inserita nel capo relativo alle disposizioni sul processo penale, deve essere analogicamente estesa anche al giudizio civile poiché la ratio della disposizione citata deve individuarsi nella volontà del legislatore di scoraggiare la proposizione, a spese dello Stato, di domande (in ambito non solo penale) del tutto superflue, meramente dilatorie o improduttive di effetti a favore della parte, il cui esito di inammissibilità sia largamente prevedibile o addirittura previsto prima della presentazione del ricorso.

Pertanto, la citata disposizione trova applicazione nel caso in cui sia stato proposto ricorso ex art. 12 bis, l. 898/1970, diretto alla determinazione ed attribuzione della quota di indennità di fine rapporto, in assenza del presupposto della titolarità dell’assegno divorzile.

Tale lettura è coerente con la recente giurisprudenza costituzionale in materia (sent. n. 16/2018), ai sensi della quale l’art. 106 citato non impedisce la liquidazione del compenso al difensore della parte ammessa al beneficio del patrocinio a spese dello stato purché la ragione dell’inammissibilità risieda in una carenza d’interesse a ricorrere, sopravvenuta per ragioni del tutto imprevedibili al momento della proposizione del ricorso. (Stefano Romoli) (riproduzione riservata)
Tribunale Treviso 18 marzo 2019.



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