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Processo civile - Merito, le ultime 10 novitą
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I limiti al cumulo dei mezzi di espropriazione ex art. 483 c.p.c., tra abuso del creditore e meritevolezza dell'interesse a una pronta soddisfazione del credito

Cumulo dei mezzi espropriativi - Opposizione del debitore - Meritevolezza dell’interesse a una tempestiva soddisfazione del credito

La limitazione del cumulo ai mezzi di espropriazione, a seguito dell’opposizione del debitore ex art. 483 c.p.c., ha carattere eccezionale, potendo essere disposta nel solo caso di abuso del cumulo, ravvisabile quando il sacrificio del debitore, coinvolto in plurime procedure esecutive, non sia giustificato da un ragionevole interesse del creditore.

Non integra abuso del cumulo dei mezzi espropriativi la condotta del creditore chirografario che, trovandosi a concorrere, in una prima espropriazione, con creditori ipotecari, instauri un nuova procedura esecutiva per tutelare il proprio interesse ad una rapida soddisfazione del medesimo credito. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Genova 29 giugno 2020.




Notifica della cartella di pagamento mediante raccomandata: presunzione di conoscenza e onere della prova

Notifica cartella di pagamento – Atto spedito in busta raccomandata – Contestazione del contenuto – Onere probatorio del destinatario – Sussistenza – Fondamento

In tema di notifica della cartella di pagamento mediante raccomandata, la consegna del plico al domicilio del destinatario risultante dall'avviso di ricevimento fa presumere, ai sensi dell’art. 1335 c.c., in conformità al principio di cd. vicinanza della prova, la conoscenza dell'atto da parte del destinatario, il quale, ove deduca che il plico non conteneva alcun atto o che lo stesso era diverso da quello che si assume spedito, è onerato della relativa prova. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia 15 luglio 2020.




Opposizione all'esecuzione e sospensione del titolo decreto inaudita altera parte ex art. 615 c.p.c.

Opposizione all'esecuzione – Sospensione del titolo decreto inaudita altera parte ex art. 615 c.p.c. – Modifica decreto con ordinanza all’esito della fase a contraddittorio pieno – Efficacia ex tunc e legittimità azione esecutiva

L’ordinanza ex art. 615 c.p.c. emessa dal giudice dell’opposizione a precetto all’esito della fase a contraddittorio travolge e assorbe con efficacia ex tunc gli effetti del decreto di sospensione inaudita altera parte. Pertanto, nel caso in cui il processo esecutivo sia stato iscritto a ruolo e/o proseguito, nonostante la sospensione del titolo disposta inaudita altera parte ex art. 615 c.p.c. dal giudice dell’opposizione a precetto, l’esecuzione avviata dal creditore procedente è valida poiché l’ordinanza di modifica e/o di revoca del decreto inaudita altera parte ha efficacia retroattiva, rendendo tale decreto tamquam non esset.

Il decreto inaudita altera parte emesso dal giudice dell’opposizione a precetto, avendo carattere del tutto provvisorio ed interinale, non può essere oggetto dei rimedi della revoca in senso proprio ex art. 669 decies c.p.c. e del reclamo ex art. 669 terdecies c.p.c., proponibili soltanto avverso l’ordinanza emessa all’esito della fase a contraddittorio pieno. (Gabriele Potenza) (riproduzione riservata)
Tribunale Lecce 02 luglio 2020.




Rigetto istanza di vendita imputabile al creditore procedente ed effetti sulla prescrizione

Rigetto Istanza di vendita imputabile al creditore procedente – Effetto interruttivo istantaneo della prescrizione – Ammissibilità

Mancata trascrizione dell’accettazione dell’eredità – Condotta ascrivibile al creditore procedente – Ammissibilità

Riconoscimento del debito – Proposta per comporre bonariamente la lite – Atto idoneo all’interruzione della prescrizione – Esclusione

Proposta transattiva proveniente da un solo coerede – Riparto dei debiti ereditari – Solidarietà – Esclusione

Nel caso in cui l’istanza di vendita viene respinta per un comportamento ascrivibile al creditore procedente l’effetto interruttivo della prescrizione è istantaneo e non permanente.
E’ onere del creditore procedente, produrre il provvedimento con cui è stata respinta una precedente l’istanza di vendita, afferente ad una procedura che ha ad oggetto il medesimo immobile staggito in seno all’espropriazione, nella quale è stata sollevata l’eccezione di prescrizione.

E’ onere del creditore procedente, provvedere alla trascrizione dell’accettazione tacita dell’eredità, perché in mancanza la procedura esecutiva non può che arrestarsi.

Non costituisce atto idoneo all’interruzione della prescrizione, una proposta contenente delle trattative per comporre bonariamente una lite, quando dal tenore letterale delle espressioni utilizzate, non appaia una chiara volontà di riconoscere il debito.

La proposta transattiva proveniente da uno solo dei coeredi, genera un eventuale riconoscimento del debito solo nei confronti dell’autore della proposta, non estendendosi agli altri coeredi in virtù del disposto di cui all’art. 752 c.c., considerato che l’obbligazione degli eredi non è solidale ma parziaria. (Antonio De Piano) (riproduzione riservata)
Tribunale Napoli Nord 02 luglio 2020.




Va sospesa l’esecutività del decreto ingiuntivo non opposto se il cessionario precettante opposto non dà prova della titolarità del credito

Ricorso ex art. 615 c.p.c. in corso di opposizione a precetto fondato su decreto ingiuntivo non opposto – Mancata produzione del contratto di cessione – Insufficienza della pubblicazione sulla GU in caso di equivoca individuazione del credito ceduto – Sospensione della esecutività del titolo

In ambito di subprocedimento cautelare ex art. 615 c.p.c. instaurato in corso di opposizione a precetto notificato dal cessionario ex art. 58 TUB in virtù di decreto ingiuntivo non opposto (ottenuto dalla banca cedente), va sospesa l’esecutività del titolo quando, eccepita la titolarità del credito in capo al cessionario precettante, (i) questi non produce il contratto di cessione, (ii) l’avviso di cessione prodotto in atti dall’opposta reca l’indicazione della sola data di conclusione del contratto di cessione, senza riportarne gli estremi e (iii) il credito oggetto di causa, individuato con un preciso codice, non risulta incluso tra quelli riportati nel documento consultabile sul link indicato in Gazzetta Ufficiale. (Dario Nardone) (riproduzione riservata) Tribunale Avezzano 03 luglio 2020.




Il decreto inaudita altera parte emesso dal giudice dell’opposizione a precetto non può essere oggetto dei rimedi della revoca in senso proprio e del reclamo

Opposizione all'esecuzione – Sospensione del titolo decreto inaudita altera parte ex art. 615 c.p.c. – Modifica decreto con ordinanza all’esito della fase a contraddittorio pieno – Efficacia ex tunc e legittimità azione esecutiva

L’ordinanza ex art. 615 c.p.c. emessa dal giudice dell’opposizione a precetto all’esito della fase a contraddittorio travolge e assorbe con efficacia ex tunc gli effetti del decreto di sospensione inaudita altera parte; pertanto, nel caso in cui il processo esecutivo sia stato iscritto a ruolo e/o proseguito, nonostante la sospensione del titolo disposta inaudita altera parte ex art. 615 c.p.c. dal giudice dell’opposizione a precetto, l’esecuzione avviata dal creditore procedente è valida poiché l’ordinanza di modifica e/o di revoca del decreto inaudita altera parte ha efficacia retroattiva, rendendo tale decreto tamquam non esset.

Il decreto inaudita altera parte emesso dal giudice dell’opposizione a precetto, avendo carattere del tutto provvisorio ed interinale, non può essere oggetto dei rimedi della revoca in senso proprio ex art. 669 decies c.p.c. e del reclamo ex art. 669 terdecies c.p.c., proponibili soltanto avverso l’ordinanza emessa all’esito della fase a contraddittorio pieno. (Gabriele Potenza) (riproduzione riservata)
Tribunale Lecce 02 luglio 2020.




Rigetto inibitoria per escussione fideiussione emergenza Covid-19

Risoluzione del contratto - Eccessiva onerosità sopravvenuta - Covid 19 - Clausola solve et repete

Risoluzione del contratto - Eccessiva onerosità sopravvenuta - Covid-19 - Evento imprevedibile e straordinario

Covid-19 - Attività alberghiera - Temporaneità delle limitazioni - Risoluzione del contratto - Eccessiva onerosità sopravvenuta - Insussistenza

Risoluzione del contratto - Eccessiva onerosità sopravvenuta - Pronuncia costitutiva - Eccezione di inadempimento art. 1460 c.c. - Insussistenza

Procedimento cautelare - Preclusioni - Insussistenza - Modifica della domanda - Ammissibilità

La clausola solve et repete - pur soggetta a specifica approvazione ex art.1341 c.c. nella ipotesi di contratto per adesione - impone all'affittuaria anche in ipotesi di impossibilità sopravvenuta della prestazione di far valere qualunque rimedio solo dopo aver adempiuto.

E' fatto notorio che la pandemia e le conseguenti misure di contenimento adottate nei mesi di marzo, aprile e maggio 2020 per il contenimento dell’emergenza Covid-19 abbiano precluso quasi del tutto l’esercizio dell’attività alberghiera e che si sia trattato di eventi di carattere imprevedibile e straordinario.

Le drastiche misure adottate dal Governo per l’emergenza Covid-19 hanno avuto vigenza temporanea e non essendovi più restrizioni agli spostamenti all’interno del territorio nazionale è possibile proficuamente riavviare l’attività alberghiera per la stagione estiva, e, anche in considerazione delle misure a sostegno delle imprese adottate dal Governo, affermare che lo squilibrio tra le prestazioni ha avuto carattere solo temporaneo non incompatibile con la conservazione del contratto.

La risoluzione del contratto per eccessiva onerosità sopravvenuta non opera di diritto e deve essere oggetto di una pronuncia giudiziale avente natura costitutiva. L’intenzione manifestata da una delle parti di avvalersi di tale rimedio, dunque, non la autorizza a sospendere l’esecuzione della prestazione, posto che non vi è estinzione dell’obbligazione (come nel caso dell’impossibilità sopravvenuta) e non ricorre una delle ipotesi disciplinate dagli artt. 1460 e 1461 c.c.

Poiché nel procedimento cautelare non sono previste preclusioni deve essere considerato ammissibile l’integrazione della domanda cautelare effettuata dal ricorrente in sede di note conclusive, avendo la controparte avuto modo di svolgere le proprie difese sul punto in replica. (Massimiliano Semprini) (Massimo Battazza) (riproduzione riservata)
Tribunale Rimini 28 giugno 2020.




Questione di legittimità costituzionale dell'addebito del costo della CTU svolta nel procedimento ex artt. 696 bis c.p.c. e 8 della L. 8 marzo 2017 n. 24

Accertamento tecnico preventivo ex artt. 696 bis c.p.c. e 8 L. 24/2017 – Addebito spese CTU a carico della parte ricorrente – Obbligatorietà – Legittimità costituzionale – Rimessione alla Consulta

E’ rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale, con riferimento agli artt. 2, 3, 24 e 32 della Costituzione, del combinato disposto dell’art. 8 D.P.R. 30 maggio 2002 n. 115, 91 c.p.c., dell’art. 8, commi 1° e 2° L. 8 marzo 2017 n. 24, dell’art. 669-quaterdecies e dell’art. 669-septies c.p.c., nella parte in cui escludono, che il giudice possa addebitare, in tutto o in parte, a carico di una parte diversa da quella del ricorrente, il costo della CTU svolta nel procedimento di cui all’art. 696 bis c.p.c. e 8 della L. 8 marzo 2017 n. 24. (Nunzio Salice) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze 21 maggio 2020.




La domanda riconvenzionale proposta in sede ordinaria non può essere riunita al giudizio di opposizione allo stato passivo

Accertamento del passivo – Risarcimento danni da infortunio sul lavoro – Pendenza di causa in sede ordinaria – Domanda riconvenzionale – Riunione per connessione al giudizio di opposizione allo stato passivo – Esclusione

Dopo la riforma del procedimento di opposizione allo stato passivo, non può essere seguito l’orientamento espresso da Cass. civ. 1399/2016 per cui la domanda riconvenzionale proposta in via ordinaria può essere riunita per connessione al giudizio di opposizione allo stato passivo pendente avanti il medesimo tribunale.
Dopo la riforma è, infatti, venuto meno il presupposto di tale assunto, della non diversificazione dei riti, in quanto l’attuale procedimento di opposizione è regolato da norme specifiche che, tra le altre cose, lo hanno connotato in senso inequivocabilmente impugnatorio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Treviso 26 aprile 2019.




Gratuito patrocinio, pignoramento presso terzi per somme dovute dalla Stato e competenza per territorio

Espropriazione di crediti in danno alla Pubblica Amministrazione - Competenza per territorio - Luogo in cui è gestito il servizio di tesoreria - Fattispecie in tema di compenso dovute dallo Stato per gratuito patrocinio

In tema di espropriazione di crediti in danno delle pubbliche amministrazioni, per il combinato disposto degli artt. 26-bis e 413 c.p.c., che assegna all’art. 1 bis l. n. 720 del 1984, in quanto norma speciale, la portata di regola esclusiva d’individuazione della competenza per territorio, quest’ultima si radica in capo al giudice del luogo in cui il rapporto da dichiarare è localizzato poichè compiutamente gestito per il servizio di tesoreria a beneficio della debitrice esecutata. (Nella specie, il giudice dell’esecuzione del Tribunale di Bergamo si è dichiarato territorialmente incompetente in favore di quello del Tribunale di Napoli, città ove l'agente della riscossione debitore disponeva in concreto, a fini di tesoreria, di un conto corrente presso l'istituto di credito terzo pignorato). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo 17 giugno 2020.



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