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Processo civile - Merito, le ultime 10 novitą
(in ordine di data di pubblicazione su questo sito)


Sulla sanatoria del vizio di notificazione dell’atto di precetto, della cui esistenza il debitore sia giunto a conoscenza solamente nel momento in cui è stato eseguito il pignoramento

Pignoramento presso terzi – Omessa notificazione alla parte esecutata del sottostante atto di precetto di pagamento – Sopravvenuta conoscenza, da parte della medesima, di tale circostanza successivamente all’esecuzione del pignoramento – Nullità insanabile della notificazione e conseguente sospensione dell’opposta procedura esecutiva

Il vizio di notificazione dell’atto di precetto, della cui esistenza il debitore sia giunto a conoscenza solamente nel momento in cui è stato eseguito il pignoramento, non è più sanabile per il raggiungimento dello scopo, giacché lo scopo tipico dell’atto di precetto è di porre il debitore nelle condizioni di poter adempiere spontaneamente, evitando il pignoramento stesso e le relative spese. (Augusto Mollo) (riproduzione riservata) Tribunale Velletri 23 giugno 2019.




Opposizione a decreto ingiuntivo e rito avvocati ex art. 14 del D.lgs. n. 150 del 2011

Rito avvocati ex art. 14 del D.lgs. n. 150 del 2011 - Opposizione a decreto ingiuntivo - Citazione - Sanatoria dalla data di richiesta della notifica

L'opposizione con citazione ex art. 645 cod. proc. civ. avverso l'ingiunzione chiesta ed ottenuta dall'avvocato, ai sensi dell’art. 14 del D.lgs. n. 150/2011, nei confronti del proprio cliente, ai fini del pagamento degli onorari e delle spese dovute, anziché con ricorso, è da reputare utilmente esperita qualora l'atto di citazione in opposizione sia stato comunque notificato entro il termine di quaranta giorni dal dì della notificazione dell'ingiunzione di pagamento. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo 03 ottobre 2019.




Presupposti della revocazione della sentenza per dolo

Processo civile - Impugnazioni - Revocazione - Per dolo - Presupposti

Gli elementi richiesti per l'integrazione del dolo revocatorio sono: l'attività deliberatamente fraudolenta, giudiziale o stragiudiziale, che provoca i suoi effetti nel processo attraverso la manipolazione di fatti o atti di causa, tale da produrre su di essi un accertamento contrario a quello che si sarebbe formato in assenza della frode; sotto il profilo soggettivo, il dolo che inganna non solo l'altra parte ma anche il giudice; sotto il profilo oggettivo, il necessario rapporto di causa/effetto tra il dolo posto in essere e la sentenza resa. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Appello Milano 23 gennaio 2019.




Domanda di restituzione del mutuante e oneri probatori

Domanda fondata su contratto di mutuo - Causale versamento - Contestazione da parte dell'asserito mutuatario - Natura di eccezione in senso sostanziale - Esclusione - Onere probatorio a carico dell'attore - Permanenza.

L’attore che chiede la restituzione di una somma di denaro, affermando di averla in precedenza corrisposta a titolo di mutuo, è tenuto a provare, oltre all’avvenuta consegna del denaro, anche che questa è stata effettuata per un titolo che comporti l’obbligo di restituzione, atteso che una somma di denaro può essere consegnata per varie causali: consegue che la contestazione del convenuto, il quale, pur riconoscendo di avere ricevuto la somma di denaro, neghi però la sussistenza di un mutuo ed adduca una causale diversa, non si configura come eccezione in senso sostanziale, tale da far ricadere su di lui l’onere di provare la diversa causale, poiché negare l’inesistenza di un contratto di mutuo non significa eccepirne l’inefficacia o la sua estinzione, ma significa soltanto contestare l’accoglibilità dell’azione per mancanza della prova a supporto della domanda, rimanendo onere dell’attore provare l’esistenza dell’obbligo di restituzione, posto che esso non è dal convenuto riconosciuto. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia 06 novembre 2019.




Fatturazione elettronica e prova scritta ex art. 634 c.p.c. per l’emissione del decreto ingiuntivo

Procedimento monitorio – Fatturazione elettronica – Produzione dell’estratto autentico delle scritture contabili ex art. 634 c.p.c. – Necessità

La prescrizione della produzione dell’estratto autentico delle scritture contabili di cui all’art. 634 c.p.c. è finalizzata a consentire un controllo estrinseco sulla regolare tenuta delle scritture in cui le fatture vengono conservate, esigenza che non può dirsi venuta meno con l’entrata in vigore del Sistema di Intercambio (SDI), il quale garantisce esclusivamente l’autenticità delle fatture, ma non anche la regolare tenuta dei registri in cui esse devono essere inserite.

Pertanto, ai fini della valutazione della prova scritta richiesta dall’art. 634, comma 2, c.p.c., il ricorrente in sede monitoria dovrà produrre l’estratto autentico dei registri Iva o, ove non esistenti, delle scritture contabili di cui agli articoli 2214 e seg. c.c. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Vicenza 25 ottobre 2019.




Inidoneità del mutuo a SAL ad avere efficacia di titolo esecutivo ex art. 474 c.p.c. pur se seguito da atto di erogazione e quietanza in forma equipollente

Mutuo a stato avanzamento lavori seguito da atto di erogazione e quietanza redatti entrambi per atto pubblico – Inidoneità ad assurgere a rango titolo esecutivo ex art. 474 c.p.c. – Annullamento dell’atto di precetto

Il contratto di mutuo a stato avanzamento lavori non è idoneo titolo esecutivo ex art. 474 trattandosi di un mutuo condizionato, in cui la somma non viene posta immediatamente nella disponibilità del mutuatario ma viene erogata secondo criteri e condizioni individuati dal mutuante, sicché difetta la realità non essendo la somma posta nell’immediata disponibilità del mutuatario; va di conseguenza annullato l’opposto atto di precetto notificato in virtù di un siffatto inidoneo titolo esecutivo.

Le pattuizioni per le quali “La Banca mutuante potrà effettuare, a sua esclusiva facoltà, anteriormente all’atto di erogazione e quietanza, erogazioni rateali sul mutuo alla parte mutuataria” ed “E’ comunque in facoltà della Banca di non erogare il mutuo riscontrando il venir ad esistenza di eventi che, se conosciuti, avrebbero portato la Banca a non stipulare il contratto di mutuo”, dimostrano chiaramente il difetto dell’immediata disponibilità giuridica della somma in capo al mutuatario.
 
Né sovviene in senso contrario il successivo atto pubblico di erogazione e quietanza perché, facendo applicazioni dei principi sanciti dalla Suprema Corte n. 17194 del 27.8.2015, tale atto, stipulato due anni dopo mutuo, non fa venir meno le condizioni poste all’erogazione, le modalità di rateizzazione del credito ecc., cosicché non è stato creato in capo al mutuatario alcun “autonomo titolo di disponibilità in favore del mutuatario, in guisa tale da determinare l'uscita della somma dal proprio patrimonio e l'acquisizione della medesima al patrimonio di quest'ultimo” (Cass. 12 ottobre 1992, n. 11116 e 15 luglio 1994, n. 6686; nonché Cass. 5 luglio 2001, n. 9074 e 28 agosto 2004, n. 17211; e, da ultimo, Cass. 3 gennaio 2011, n. 14); e comunque l’atto di erogazione e quietanza non toglie che il mutuatario, a seguito della stipula del contratto, non aveva alcun titolo per pretendere il versamento della somma oggetto del contratto, attese le ampissime facoltà riconosciute all’ente erogatore di recedere dal contratto, di valutare an, tempi e modi dell’erogazione; ciò che è riprovato dal fatto che la somma in ultimo erogata è stata inferiore rispetto a quella pattuita, sebbene accettata dal mutuatario a saldo. (Dario Nardone) (Emanuele Argento) (riproduzione riservata)
Tribunale Fermo 23 ottobre 2019.




Inammissibilità del reclamo ex art. 624 c.p.c. proposto avverso ordinanza cautelare emessa ex artt. 617 e 618 c.p.c.

Processo cautelare - Reclamo - Esclusione

L’ordinanza cautelare ex artt. 617 e 618 c.p.c. non è reclamabile ex artt. 624 e 669 terdecies c.p.c. ma impugnabile solo con l’opposizione ex art. 617 c.p.c. (Claudia Izzo) (riproduzione riservata) Tribunale Nocera Inferiore 22 ottobre 2018.




La cancellazione della trascrizione di una domanda giudiziale può essere chiesta con il procedimento sommario ex art. 702-bis c.p.c.

Procedimento sommario ex art. 702 bis c.p.c. – Domanda di cancellazione di domanda giudiziale – Ammissibilità

La cancellazione della trascrizione di una domanda giudiziale può essere disposta attraverso il ricorso al processo sommario di cognizione ex art. 702 bis c.p.c. La domanda di cancellazione di una trascrizione non rientra, infatti, tra quelle elencate nell’art. 50 bis c.p.c. e per tale ragione non può essere negata la sua introduzione con il rito sommario di cognizione, salvo che il tribunale non ritenga che la questione necessiti di un approfondimento istruttorio. (Stefania Bellei) (riproduzione riservata) Tribunale Rieti 23 ottobre 2019.




Concorso dell’ordine di pagamento diretto ex art. 156, comma 6, c.c. e dell’espropriazione presso terzi di somme dovute a titolo di stipendio

Espropriazione mobiliare presso terzi – Crediti per stipendio – Concorso con l’ordine di pagamento diretto in favore del coniuge separato ex art. 156, sesto comma, cod. civ. – Limiti del provvedimento di assegnazione del giudice dell’esecuzione

In tema di espropriazione mobiliare presso terzi di somme dovute a titolo di stipendio, laddove la retribuzione dell’esecutato sia già oggetto di ordine di pagamento diretto in favore del coniuge separato ai sensi dell’art. 156, sesto comma, cod. civ., l’esecuzione per il simultaneo concorso con i crediti alimentari non può estendersi oltre la metà delle somme predette, con la conseguenza che l’assegnazione da parte del giudice dell’esecuzione dovrà essere eventualmente ridotta sino a concorrenza del limite massimo. (massima ufficiale) Tribunale Napoli 17 ottobre 2019.




Ordinatorietà del termine di deposito dell'istanza di assegnazione

Esecuzione forzata - Istanza di assegnazione - Termine di presentazione - Natura perentoria - Esclusione

Dalla lettura della norma dell'art 588 c.p.c. risulta chiaramente che il legislatore non ha previsto espressamente tale termine a pena di decadenza, con la conseguenza che esso non può essere considerato perentorio ove la legge non lo dichiari espressamente come tale. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Varese 13 luglio 2019.



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