Massimario del Codice di Procedura Civile

Art. 624

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Divisione - Divisione immobiliare - Sentenza parziale di indivisibilità - Vendita - Appello avverso la sentenza parziale - Necessità di attendere il passaggio in giudicato della sentenza che ha disposto la vendita - Esclusione

Nel caso in cui, nell’ambito di un giudizio di divisione di un immobile, sia stata dichiarata con sentenza parziale di primo grado l’indivisibilità del cespite e, in assenza di richieste di assegnazione, ne sia stata disposta la vendita, il giudice – anche in caso di proposizione di appello avverso la suddetta sentenza – deve procedere comunque alle operazioni di vendita, senza dover attendere il passaggio in giudicato della sentenza che l’ha disposta, potendo sospendere dette operazioni di vendita solo in caso di sussistenza di gravi motivi, che non possono però essere costituiti dalla mera proposizione dell’appello. (Luigi Pagliuca) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova 25 maggio 2014 .


Esecuzione – Rigetto richiesta di sospensione – Mancata introduzione del giudizio di merito nel termine perentorio – Reclamo – Interesse ad agire per il debitore – Mancanza – Inammissibilità.

Esecuzione – Accoglimento dell’istanza di sospensione – Mancata introduzione del giudizio di merito nel termine perentorio – Utilitas sub specie dell’estinzione del giudizio – Reclamo – Interesse ad agire per il creditore – Configurabilità.

Esecuzione – Sospensione – Provvedimento c.d. anticipatorio – Non configurabilità – Ultrattività degli effetti – Non ammissibilità.

Nel caso in cui il procedimento esecutivo non sia stato sospeso, l’unico soggetto avente interesse ad agire, ai fini di una pronuncia di merito sull’opposizione deve essere individuato nell’opponente-debitore, dal momento che il diniego della cautela consente la regolare prosecuzione della procedura a vantaggio delle altre parti, per cui in difetto dell’introduzione del merito difetterebbe l’interesse ad agire ai fini del reclamo. (Antonio Ivan Natali) (riproduzione riservata)

Data l’espressa previsione dell’art. 624, comma 3, c.p.c., applicabile, nei limiti della sua compatibilità, anche alla sospensione disposta ex art. 618 c.p.c.., il debitore opponente potrebbe optare per l’istanza di estinzione ai sensi di tale ultima norma, per cui, onde prevenire il provvedimento ex art. 624, co.3°, c.p.c., “ogni altro interessato” – e, dunque, anche l’eventuale creditore opposto – ha interesse ad instaurare il giudizio di merito sull’opposizione. (Antonio Ivan Natali) (riproduzione riservata)

Il provvedimento di sospensione del giudice dell’esecuzione non è integralmente anticipatorio, producendo effetti solo sul processo esecutivo, sospendendolo, ed è di tale natura da richiedere necessariamente - ai fini della stabilizzazione degli effetti - un esito ulteriore: esito, che, a seguito dell’introduzione dell’art. 624, co.3°, c.p.c., deve essere individuato, in via alternativa, nella sentenza conclusiva del giudizio di opposizione ovvero nell’estinzione della procedura esecutiva. (Antonio Ivan Natali) (riproduzione riservata)
Tribunale Brindisi 04 dicembre 2012
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Procedimento esecutivo - Provvedimento di sospensione - Reclamo - Applicazione degli articoli 624 e 669 terdecies c.p.c. - Ammissibilità.

Deve condividersi l’orientamento della prevalente giurisprudenza di merito, in forza del quale il reclamo previsto dal combinato disposto degli art. 624 e 669-terdecies avverso i provvedimenti in materia di sospensione dell’esecuzione è estensibile anche al provvedimento sospensivo previsto dall'art. 615, comma 1 c.p.c.. In primo luogo, infatti il provvedimento di sospensione dell’efficacia esecutiva del titolo, ex art. 615 comma 1 c.p.c., ha evidente natura cautelare e, dunque, il reclamo di cui all’art. 669 terdecies c.p.c. deve ritenersi proponibile avverso tale provvedimento. In secondo luogo, si è anche correttamente osservato che l’ammissibilità del reclamo sulla decisione che concede o nega la sospensione dell’efficacia esecutiva del titolo deriva, oltre che dalla natura cautelare della decisione, dal fatto che l’art. 624 c.p.c. si riferisce a tutte le decisioni in tema di istanze di sospensione, senza che rilevi che una esecuzione sia concretamente iniziata, e posto che in caso contrario vi sarebbe una lesione del diritto di difesa della parte interessata. Infine, deve osservarsi che la nuova formulazione dell’art. 615 c.p.c. e la modifica introdotta in due tempi all’art. 624 c.p.c., hanno disegnato un nuovo istituto cautelare, che ricomprende non solo la sospensione del processo esecutivo ma anche la sospensione della esecutività del titolo: ambedue i provvedimenti debbono ritenersi soggetti a reclamo, attesa la evidente volontà in tal senso dimostrata dal legislatore che, dapprima, aveva introdotto all’art. 624 c.p.c. il reclamo in relazione alla sola ipotesi di opposizione alla esecuzione (615, 2° comma, c.p.c.) poi, a seguito della l. n. 52 del 2006, ha eliminato dal 1° comma dell’art. 624 c.p.c. il riferimento al 2° comma dell’art. 615 c.p.c., così estendendo il rimedio ad entrambe le ipotesi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino 31 agosto 2012 .


Processo esecutivo - Sospensione - Mutuo fondiario concesso per coprire pregressa passività chirografaria - Requisiti della crisi da sovraindebitamento - Rilevanza.

A fondamento della richiesta di sospensione dell'esecuzione non appare irrilevante la circostanza che il mutuo fondiario per il quale si procede sia stato in realtà contratto con lo scopo di proteggere una pregressa passività di natura chirografaria e che, come tale, la garanzia concessa sia effettivamente in grado di alterare la par condicio creditorum di una ipotetica massa di un soggetto in possesso dei requisiti per richiedere l'accesso alla procedura di ristrutturazione dei debiti per sovraindebitamento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Macerata 06 giugno 2012 .


Esecuzione forzata – Omesso o tardivo deposito della documentazione ipocatastale – Termine per il rilievo della decadenza – Prima udienza successiva in cui si procede all’incarico per la stima del bene.

Esecuzione forzata – Omesso o tardivo deposito della documentazione ipocatastale – Opposizione alla esecuzione – Con istanza di estinzione – Provvedimenti.

L’eccezione o il rilievo d’ufficio di estinzione, conseguenti al mancato o tardivo deposito della documentazione ipocatastale, non possono essere né proposta né effettuato ex art. 630 c.p.c. oltre la prima udienza successiva al verificarsi della stessa, vale a dire quella della nomina del ctu per la stima del bene immobile, ex art. 569 c.p.c.. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata)

Proposta, a seguito del mancato o tardivo deposito della documentazione ipocatastale, con la opposizione all’esecuzione l’istanza di estinzione del processo, il G.E. deve sia emettere i provvedimenti ex artt. 616/624 c.p.c., sia pronunciare sull’estinzione, che è materia comunque regolata dall’art. 630 c.p.c.. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata)
Tribunale Vicenza 11 maggio 2012
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Esecuzione forzata – Omesso o tardivo deposito della documentazione ipocatastale – Opposizione alla esecuzione – Con istanza di estinzione – Provvedimenti.

Proposta, a seguito del mancato o tardivo deposito della documentazione ipocatastale, con la opposizione all’esecuzione l’istanza di estinzione del processo, il G.E. deve sia emettere i provvedimenti ex artt. 616/624 c.p.c., sia pronunciare sull’estinzione, che è materia comunque regolata dall’art. 630 c.p.c.. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza 11 maggio 2012 .


Processo esecutivo - Pendenza del giudizio di opposizione al precetto - Proposizione di opposizione all'esecuzione già iniziata ex art. 615, comma 2, c.p.c. - Facoltà del giudice dell'opposizione al precetto di sospendere l'efficacia esecutiva del titolo - Sussistenza - Concorso di rimedi anticipatori - Distinzione.

L’inizio dell’esecuzione attraverso il pignoramento e la proposizione dell’opposizione all’esecuzione ex art. 615, 2° comma, c.p.c. successivamente al giudizio di opposizione a precetto non privano il giudice di quest’ultima del potere di sospendere l’efficacia esecutiva del titolo, verificandosi un’ipotesi di concorso di rimedi lato sensu anticipatori, sia pure aventi un oggetto  parzialmente diverso; al giudice dell’opposizione a precetto è, infatti, attribuito il potere di sospendere l’efficacia esecutiva del titolo, con l’effetto di inibire l’inizio di qualunque azione esecutiva a carico del debitore opponente, mentre al giudice dell’esecuzione l’art. 624 c.p.c. attribuisce soltanto il potere di sospendere quella specifica procedura esecutiva. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza 03 dicembre 2010 .


Esecuzione immobiliare – Pignoramento – Trascrizione di domanda giudiziale ex artt. 2652 n. 4 e 2932 c.c. – Espropriazione diretta contro il debitore – Opposizione all’esecuzione del terzo trascrivente – Sospensione dell’esecuzione. (31/08/2010)

Il terzo che ha trascritto la domanda di accertamento del proprio diritto di acquisto della proprietà sull’immobile prima che il creditore trascrivesse il pignoramento, ha diritto di fare opposizione di terzo all’esecuzione ex art. 619 c.p.c. e di chiedere la sospensione del processo esecutivo (e di ottenerla, se sussiste il fumus boni iuris) fino alla definitiva attribuzione del diritto di proprietà all’esito del giudizio di cognizione per cui era stata trascritta la domanda. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza 23 marzo 2010 .


Espropriazione presso terzi – Sospensione dell’esecuzione – Rigetto dell’istanza – Reclamo ex art. 669-terdecies c.p.c. – Ammissibilità.

E’ ammissibile il reclamo avverso l’ordinanza del giudice dell’esecuzione che rigetti l’istanza di sospensione della procedura esecutiva proposta ai sensi dell’art. 642, comma 2, codice procedura civile. (fb) Tribunale Avellino 20 maggio 2008 .


Processo esecutivo – Sospensione ex art. 624 c.p.c. – Omessa presentazione del reclamo ed omessa instaurazione del giudizio di opposizione – Cancellazione del pignoramento.

Deve essere ordinata, su istanza dell’opponente, la cancellazione del pignoramento qualora l’ordinanza di sospensione del processo esecutivo ai sensi del primo comma dell’art. 624 c.p.c. non sia stata fatta oggetto di reclamo e non sia stato proposto giudizio di merito sull’opposizione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) (1) Tribunale Mantova 08 marzo 2007 .