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Diritto societario e Registro Imprese
Merito, le ultime 10 novitą.


Tribunale delle Imprese: revocatoria ordinaria e cessione di quote

Cessione di quote e revocatoria ordinaria – Incompetenza funzionale del Tribunale delle Imprese – Oggetto accidentale – Non rileva

La competenza del Tribunale delle Imprese, ai sensi dell’art. 3 D.Lgs. n. 168/2003, si determina in relazione all’oggetto della controversia, dovendo sussistere un legame diretto di questa con i rapporti societari e le partecipazioni sociali, riscontrabile alla stregua del criterio generale del petitum sostanziale, identificabile in funzione soprattutto della causa petendi per l’intrinseca posizione dedotta in giudizio.

Nel caso di specie, deve negarsi che l’oggetto della controversia afferente all’azione pauliana, pur se l’atto dispositivo da dichiararsi inefficace abbia ad oggetto partecipazioni sociali, abbia un legame diretto con i rapporti societari e le partecipazioni sociali, essendo dette partecipazioni oggetto meramente accidentale della domanda proposta ex art. 2901 cc e non incidendo l’eventuale declaratoria di inefficacia dell’atto dispositivo nei confronti del creditore su diritti sociali, nonché rimanendo oggetto del giudizio l’accertamento dei presupposti dell’azione revocatoria. (Francesco Fontana ed Eleonora Facchinello) (riproduzione riservata)
Tribunale Venezia 19 giugno 2019.




La società cancellata dal registro delle imprese in corso di causa non può proporre appello

Processo civile – Partecipazione al giudizio di una società – Cancellazione dal registro delle imprese in corso di causa – Successivo appello in proprio da parte della società – Inammissibilità

Va dichiarato inammissibile l’appello incidentale proposto in proprio dalla società cancellata dal registro delle imprese in data anteriore alla stessa emissione della sentenza impugnata. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Appello Napoli 11 aprile 2019.




Il socio nudo proprietario non ha diritto di partecipare all'assemblea

Società a responsabilità limitata – Usufrutto delle partecipazioni – Diritto di partecipare all'assemblea – Esclusione

Il socio nudo proprietario di quote di società a responsabilità limitata non ha diritto di partecipare all'assemblea. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze 27 aprile 2019.




Responsabilità degli amministratori senza deleghe

Società per azioni – Amministratori non esecutivi – Segnali di allarme – Obbligo di agire informati – Sussistenza

Società per azioni – Amministratori non esecutivi – Segnali di allarme – Obbligo di agire informati – Violazione – Responsabilità – Sussistenza

Società per azioni – Obbligo di gestione conservativa ex art. 2486 c.c. – Responsabilità anche per omissione – Sussistenza

Violazione dell’obbligo di gestione conservativa ex art. 2486 c.c. – Quantificazione del danno – Criterio dei netti patrimoniali – Applicabilità

A seguito della riforma del 2003 gli amministratori privi di deleghe non sono più gravati da un generale potere-dovere di vigilanza, ma rimangono pur sempre tenuti all’adempimento degli obblighi previsti dall’art. 2381, commi 3° e 6°, c.c., e dunque ad agire sulla base delle informazioni fornite dagli amministratori delegati ovvero, in mancanza, a sollecitare tali informazioni quando avrebbero dovuto rilevare, secondo la diligenza propria della carica, la presenza di segnali di allarme.

Incorre in responsabilità l’amministratore non esecutivo che, avendo avuto contezza dell’emersione di progressive perdite di esercizio della società, non dimostri di essersi attivato per ottenere dagli amministratori delegati informazioni sulla gestione né di aver sollecitato gli stessi amministratori delegati all’adozione di idonei rimedi (i provvedimenti previsti dagli artt. 2484, 2485 e 2486 c.c.) per impedire il compimento di atti pregiudizievoli, ovvero per eliminarne o attenuarne le conseguenze dannose.

La violazione dell’art. 2486, comma 1°, c.c. non deriva esclusivamente dal compimento di operazioni “attive” e “nuove” in contrasto con il dovere di gestire la società ai soli fini di conservare l’integrità e il valore del patrimonio sociale, ma può scaturire anche dal mancato svolgimento di operazioni necessarie al fine della conservazione della situazione patrimoniale sociale, e segnatamente dall’omessa assunzione di misure volte a ridurre le perdite eventualmente registrate dalla società.

In caso di violazione dell’obbligo di gestione conservativa sancito dall’art. 2486 c.c., ai fini della quantificazione del danno arrecato alla società è utilizzabile in via equitativa il criterio – oggi specificamente riconosciuto anche dal legislatore al nuovo terzo comma dell’articolo 2486 c.c. (entrato in vigore il 16 marzo 2019) - dei “netti patrimoniali”, che prevede il raffronto tra il patrimonio netto della società al momento del verificarsi della causa di scioglimento e quello al momento dell’apertura della procedura concorsuale. (Francesco Dimundo) (riproduzione riservata)
Appello Milano 10 giugno 2019.




Sulla decorrenza della prescrizione dell’azione di responsabilità dei creditori sociali nei confronti degli amministratori

Società a responsabilità limitata – Azione di responsabilità dei creditori sociali nei confronti degli amministratori – Prescrizione – Decorrenza – Verificarsi dell’evento lesivo

Con riferimento all’azione di responsabilità dei creditori sociali nei confronti degli amministratori, il sesto comma dell’art. 2476 c.c. non riproduce quanto previsto in punto di prescrizione per l’analogo rimedio esperibile da soci e terzi nei confronti degli amministratori di società per azioni (“L’azione può essere esercitata entro cinque anni dal compimento dell’atto che ha pregiudicato il socio o il terzo”); pertanto, dovendosi escludere – a norma dell’art. 14 disp. prel. c.c. - la applicabilità in via analogica alle società a responsabilità limitata della “speciale” disposizione in tema di prescrizione trasfusa nel secondo comma dell’art. 2395 c.c., non può che ritenersi applicabile, con riferimento al rimedio di cui al sesto comma dell’art. 2476 c.c., la disposizione di portata generale contenuta nell’art. 2497 c.c. secondo cui la prescrizione in materia di diritto al risarcimento del danno derivante da fatto illecito decorre dal giorno “in cui il fatto si è verificato”, dovendosi intendere per tale non già la semplice condotta illecita ma l’evento lesivo nel suo complesso, comprensivo, dunque, della lesione della sfera giuridica altrui. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma 01 aprile 2019.




Atto concluso dal rappresentante privo di poteri di rappresentanza della società

Società – Rappresentanza – Falsus procurator – Applicazione dei principi di diritto comune – Inefficacia del contratto

L’atto concluso dal rappresentante privo di poteri di rappresentanza della società è sottoposto ai principi di diritto comune della rappresentanza volontaria e la società della quale è mancato il consenso ad origine è tutelata con l’inefficacia del contratto al quale è rimasta estranea. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Catanzaro 10 maggio 2019.




Riconoscimento irrazionale e irragionevole di una 'buona uscita' all’amministratore delegato

Società di capitali – Responsabilità degli amministratori – Riconoscimento di emolumenti agli amministratori muniti di particolari poteri – Irrazionalità e irragionevolezza

Il riconoscimento di emolumenti agli amministratori muniti di particolari poteri rientra tra le scelte organizzative dell’impresa, e benché possa definirsi di natura discrezionale, deve comunque presentarsi come non irrazionale o irragionevole. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma 15 maggio 2019.




Riconoscimento irrazionale e irragionevole di una 'buona uscita' all’amministratore delegato

Società di capitali – Responsabilità degli amministratori – Riconoscimento di emolumenti agli amministratori muniti di particolari poteri – Irrazionalità e irragionevolezza

Il riconoscimento di emolumenti agli amministratori muniti di particolari poteri rientra tra le scelte organizzative dell’impresa e, benché possa definirsi di natura discrezionale, deve comunque presentarsi come non irrazionale o irragionevole. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Roma 28 febbraio 2019.




Nelle società di persone l’apporto del socio d’opera non è un conferimento di capitale

Società di persone – Apporto del socio d’opera – Conferimento di capitale – Esclusione

L’apporto del socio d’opera nelle società di persone non deve essere capitalizzato.

I conferimenti dei soci d’opera debbono, infatti essere qualificati come conferimenti di patrimonio e non di capitale, in quanto, pur costituendo entità utili per il perseguimento dell’oggetto sociale, non sono idonei alla garanzia dei creditori sociali, atteso che la loro capitalizzazione, da un lato falserebbe la reddittività dell’impresa e, dall’altro lato, non garantirebbe l’eventuale soddisfacimento dei creditori sociali in caso di escussione del patrimonio sociale, tali apporti consistendo in servizi o prestazioni lavorative o comunque di fare, non sarebbe suscettibili di espropriazione forzata. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Roma 21 maggio 2019.




Contratti pubblici di rilevanza comunitaria stipulati in data anteriore al d.lgs. 163/2006 e competenza del tribunale delle imprese

Contratti pubblici di rilevanza comunitaria – Competenza del tribunale delle imprese – Contratti stipulati in data anteriore al d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163

Sono da qualificarsi contratti pubblici di rilevanza comunitaria, e le relative controversie sono di competenza del tribunale delle imprese anche se stipulati in data anteriore al d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163, i contratti rientranti nelle classi di valore di cui alla disciplina (anteriore) varata in attuazione delle direttive 93/36/CEE (relativa alle forniture nei settori ordinari), 93/37/CEE (relativa ai lavori nei settori ordinari) e 93/38/CE (relativa alle procedure di aggiudicazione nei c.d. settori esclusi). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma 27 maggio 2019.



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