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Diritto societario - Merito, le ultime 10 novitą
(in ordine di data di pubblicazione su questo sito)


Società di capitali - Assemblea dei soci - Convocazione - Continuità tra la prima e la seconda sessione - Presupposti - Fattispecie

Società di capitali - Sindaci - Dimissioni - Effetti - Prorogatio - Limiti - Impugnazione di delibera annullabile da parte del sindaco dimissionario


Si può riconoscere una linea di continuità tra due fasi di un'unica assemblea - non totalitaria - svolgentesi in giorni diversi, con conseguente esonero dell'organo amministrativo dall'obbligo di una nuova convocazione, nelle forme prescritte dalla legge e dallo statuto, in quanto dal verbale della prima adunanza risultino, senza ombra di dubbio, il giorno, l'ora e il luogo del rinvio alla successiva riunione assembleare, finalizzata ad esaurire la trattazione degli argomenti posti all'ordine del giorno nel primo ed unico atto di convocazione; in caso contrario, ovverosia quando dal verbale della prima sessione assembleare non si evinca con assoluta certezza dove e quando si svolgerà la seconda, sorge l'obbligo dell'organo amministrativo di effettuare un secondo avviso di convocazione della nuova assemblea, per consentire a tutti i soci, compresi quelli assenti alla prima riunione, di intervenire, ove lo ritengano opportuno o necessario in relazione anche alle deliberazioni ancora da assumere, all'adunanza di rinvio.

Nella specie le condizioni per un valido rinvio della prima riunione assembleare non si sono verificate; anzi, l'effettiva possibilità di una compiuta conoscenza, da parte di tutti i soci (non solo di quelli presenti alla prima adunanza), della data e dell'ora del rinvio, è stata frustrata dalla alterazione del verbale della prima sessione nel quale sono stati successivamenti inseriti, in modo arbitrario, l'ora della successiva riunione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

I sindaci dimissionari sono privi di legittimazione attiva ad impugnare una deliberazione assembleare ritenuta annullabile.

Infatti, nel caso di rinuncia all'incarico da parte dell'organo di controllo, non opera l'istituto della prorogatio previsto dall'art. 2385 cod. civ. con riferimento alla figura dell'amministratore, non essendo questa disposizione applicabile in via analogica alla fattispecie in questione.

L'unica ipotesi di prorogatio della carica dei sindaci è, infatti, quella di cui art. 2400, comma 1, c.c., secondo il quale "La cessazione dei sindaci per scadenza del termine ha effetto dal momento in cui il collegio è stato ricostituito.", norma, questa, che non è applicabile ad altre ipotesi nelle quali l'effetto della cessazione dalla carica deve dunque reputarsi immediato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Firenze 08 febbraio 2017.




Società di capitali - Dipendenza economica e controllo esterno o contrattuale - Presupposti - Reiterazione di rapporti negoziali aventi il medesimo oggetto - Impossibilità di autonomamente determinare le scelte strategiche in ordine allo svolgimento della propria attività imprenditoriale

Non vi è dubbio che la reiterazione di rapporti negoziali aventi il medesimo oggetto (fornitura di beni o, come nel caso di specie, di servizi) siano sintomatici di una posizione contrattuale "forte" di una società rispetto ad un'altra, rapporto di forza dal quale deriva anche la sostanziale "imposizione" dei corrispettivi della fornitura o dei servizi; ciò non è tuttavia sufficiente per enucleare la fattispecie del controllo, in quanto la norma richiede che i rapporti contrattuali che generano quel controllo siano «particolari» e che, dunque, sulla base di essi la società controllata non possa autonomamente determinare le proprie scelte strategiche in ordine allo svolgimento della propria attività imprenditoriale.

Pertanto, l'atteggiarsi dei rapporti negoziali, per integrare la fattispecie di controllo esterno, deve generare la traslazione all'esterno della società del poter di direzione dell'attività sociale, ma ciò non si verifica sulla base della sola reiterazione nel tempo di più ordini. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Roma 19 gennaio 2016.




Società - Organi sociali - Responsabilità del sindaco - Omessa segnalazione della necessità di autorizzazione da parte dell'ente - Negligenza - Violazione del canone di buona fede

Deve ritenersi responsabile nei confronti della società, costretta al pagamento di sanzione pecuniaria, il sindaco che nel corso della prima riunione del collegio sindacale dichiari l'assenza di cause di ineleggibilità e di decadenza previste dal codice civile, da leggi speciali, o dallo statuto e nel prendere atto della insussistenza di alcun impedimento ometta di segnalare la necessità di autorizzazione dell'Agenzia delle dogane per il suo incarico, così esponendo la società alla irrogazione della sanzione pecuniaria da parte della guardia di finanza.

Detto comportamento integra, infatti, violazione del generale dovere di diligenza professionale dei sindaci di cui all'art. 2407 c.c. nonchè del canone di buona fede, il quale impone nello sviluppo di ogni rapporto -e a maggior ragione nel rapporto organico tra la società e i suoi sindaci, deputati a una generale verifica di legalità e di correttezza gestoria- oneri di salvaguardia della sfera altrui e di collaborazione alla realizzazione dell'equilibrio di interessi negoziali. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Milano 04 maggio 2017.




Fallimento – Azioni revocatorie – Atto di scissione parziale di società – Natura dispositiva

L’atto di scissione di società, dando luogo a trasferimenti di beni e a mutamenti nella titolarità di posizioni giuridiche attive e passive, ha natura non solo organizzativa ma anche dispositiva ed incide, pertanto, direttamente sul patrimonio delle società coinvolte e sulla garanzia patrimoniale di cui all’art. 2740 c.c. (Michele Riondino) (riproduzione riservata) Tribunale Roma 12 giugno 2018.




Società a responsabilità limitata - Variazione della compagine sociale - Socio unico - Adempimenti - Responsabilità illimitata

Il socio unico di società a responsabilità limitata che non adempia alle prescrizioni di cui all'art. 2470, commi 4 e 7, c.c. (entro trenta giorni dalla variazione della compagine sociale, deposito, per l'iscrizione nel registro delle imprese, di una dichiarazione contenente l'indicazione del cognome e nome o della denominazione, della data e del luogo di nascita o lo Stato di costituzione, del domicilio o della sede e cittadinanza dell'unico socio) acquisisce responsabilità illimitata per le obbligazioni sociali sorte dal mutamento della compagine sociale. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Torino 22 giugno 2018.




Regolamento (CE) n. 44/2001 – Competenza giurisdizionale in materia civile e commerciale – Competenze esclusive – Articolo 22, punto 2 – Validità delle decisioni degli organi delle società o delle persone giuridiche aventi la sede nel territorio di uno Stato membro – Competenza esclusiva dei giudici di tale Stato membro – Decisione dell’assemblea dei soci di una società che dispone il trasferimento obbligatorio dei titoli degli azionisti di minoranza di tale società all’azionista di maggioranza della medesima e che fissa l’importo del corrispettivo che quest’ultimo deve versare loro – Procedimento giudiziario avente ad oggetto l’esame della congruità di tale corrispettivo

L’articolo 22, punto 2, del regolamento (CE) n. 44/2001 del Consiglio, del 22 dicembre 2000, concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, deve essere interpretato nel senso che un ricorso, come quello di cui al procedimento principale, avente ad oggetto l’esame della congruità del corrispettivo che l’azionista principale di una società è tenuto a versare agli azionisti di minoranza della medesima in caso di trasferimento obbligatorio delle loro azioni a tale azionista principale, rientra nella competenza esclusiva dei giudici dello Stato membro nel cui territorio tale società ha sede. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Corte Giustizia UE 07 marzo 2018.




Fallimento – Credito da lavoro dipendente – Compatibilità della qualità di amministratore di società di capitali con quella di lavoratore subordinato – Ammissione

L’amministratore di una società di capitali può assumere la qualità di dipendente della stessa qualora non sia amministratore unico ma membro di un consiglio, ancorché investito di mansioni di consigliere delegato, in modo che la costituzione e la gestione del rapporto di lavoro siano ricollegabili ad una volontà della società distinta da quella del singolo amministratore. (Emanuela Calamia) (riproduzione riservata) Tribunale Bologna 01 marzo 2018.




Fallimento – Credito da lavoro dipendente – Compatibilità della qualità di amministratore di società di capitali con quella di lavoratore subordinato – Ammissione

L’amministratore di una società di capitali può assumere la qualità di dipendente della stessa qualora non sia amministratore unico ma membro di un consiglio, ancorché investito di mansioni di consigliere delegato, in modo che la costituzione e la gestione del rapporto di lavoro siano ricollegabili ad una volontà della società distinta da quella del singolo amministratore. (Emanuela Calamia) (riproduzione riservata) Tribunale Bologna 01 marzo 2018.




Regolamento (UE) n. 1215/2012 – Articolo 25 – Esistenza di una clausola attributiva di competenza – Accordo orale senza conferma per iscritto – Clausola contenuta nelle condizioni generali di vendita menzionate in alcune fatture

Articolo 7, punto 1, lettera b) – Contratto di concessione di vendita fra società stabilite in due Stati membri diversi e avente ad oggetto il mercato di un terzo Stato membro – Articolo 7, punto 1, lettera b), secondo trattino – Determinazione dell’autorità giurisdizionale competente – Luogo di esecuzione dell’obbligazione caratteristica di siffatto contratto


1) L’articolo 25, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 1215/2012 deve essere interpretato nel senso che, con riserva delle verifiche che spetta al giudice del rinvio effettuare, una clausola attributiva di competenza, come quella in discussione nel procedimento principale, stipulata in condizioni generali di vendita menzionate in fatture emesse da una delle parti contraenti, non soddisfa i requisiti previsti dalla disposizione in parola. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)

2) L’articolo 7, punto 1, del regolamento n. 1215/2012 deve essere interpretato nel senso che il giudice competente, ai sensi di tale disposizione, a conoscere di una domanda risarcitoria relativa alla risoluzione di un contratto di concessione di vendita, concluso fra due società stabilite e operanti in due Stati membri diversi, per la commercializzazione di prodotti sul mercato nazionale di un terzo Stato membro, in cui nessuna delle due suddette società dispone di succursali o di stabilimenti, è quello dello Stato membro in cui si trova il luogo della prestazione principale dei servizi, come si evince dalle disposizioni del contratto nonché, in assenza di disposizioni siffatte, dall’esecuzione effettiva del contratto stesso, e, in caso di impossibilità di determinarlo su tale base, quello del domicilio del prestatore. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)
Corte Giustizia UE 08 marzo 2018.




Arbitrato - Tutela cautelare - Effettività della tutela giurisdizionale - Competenza concorrente del giudice ordinario

Impugnazione di deliberazioni societarie - Devoluzione in arbitrato - Sospensione delle deliberazioni - Competenza concorrente del giudice ordinario - Sussistenza


Il principio di effettività della tutela giurisdizionale implica necessariamente che gli organi statali assicurino, sempre ed in ogni caso, la disponibilità di una giustizia cautelare che, anche in caso di devoluzione agli arbitri della cognizione su una determinata controversia, renda immediatamente fruibili le esigenze di celerità ed effettività della tutela. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

La devoluzione in arbitrato delle controversie aventi ad oggetto l’impugnazione di deliberazioni societarie non osta alla competenza concorrente del giudice ordinario in ordine al provvedimento cautelare di sospensione delle deliberazioni medesime. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Roma 22 aprile 2018.



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