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Diritto societario e Registro Imprese
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Recesso di un ente pubblico da una s.p.a. e impugnazione della determinazione dell’esperto nominato dal Tribunale per l’individuazione del valore di liquidazione

Società – Recesso – Liquidazione – Valore – Determinazione – Impugnazione

Società – Recesso – Liquidazione – Valore – Determinazione – Impugnazione

Società – Recesso – Liquidazione – Valore – Contestazione

In caso di recesso di un ente pubblico da una s.p.a., ai sensi del combinato disposto degli artt. 3, 27° e 29° comma, l. 244/2007 e dell’art. 1, 569° comma, l. 147/2013, la determinazione dell’esperto nominato dal Tribunale per l’individuazione del valore di liquidazione è impugnabile ove affetta da manifesta erroneità o iniquità, con la conseguenza che la parte che intenda impugnarla non può limitarsi ad una generica contestazione della stessa ed è gravata, anzi, dall’onere di individuare specificamente i profili che rendono la determinazione manifestamente erronea o iniqua.

In caso di recesso di un ente pubblico da una s.p.a., ai sensi del combinato disposto degli artt. 3, 27° e 29° comma, l. 244/2007 e dell’art. 1, 569° comma, l. 147/2013, perché il Tribunale possa procedere alla rideterminazione del valore di liquidazione deve sussistere un divario rilevante tra il valore individuato dall’esperto e quello indicato dalla parte che ha impugnato la determinazione dell’esperto per manifesta erroneità o iniquità.

La regola della necessaria contestualità tra la contestazione del valore di liquidazione e la dichiarazione di recesso, richiesta dall’art. 2437 ter, 6° comma, c.c. non è applicabile nel caso in cui la partecipazione di un ente pubblico a una s.p.a. cessi “ad ogni effetto”, ai sensi degli artt. 3, 27° e 29° comma, l. 244/2007 e dell’art. 1, 569° comma, l. 147/2013. (Oreste Cagnasso) (riproduzione riservata)
Appello Torino 05 maggio 2020.




Recesso di un ente pubblico da una s.p.a. e profili di censura della determinazione del valore della liquidazione operata dall’esperto

Società – Recesso – Liquidazione – Valore – Determinazione – Esperto – Nomina

Società – Recesso – Liquidazione – Valore – Determinazione – Impugnazione

Società – Recesso – Liquidazione – Valore – Contestazione

In caso di recesso di un ente pubblico da una s.p.a., ai sensi del combinato disposto degli artt. 3, 27° e 29° comma, l. 244/2007 e dell’art. 1, 569° comma, l. 147/2013, ove sorga una contestazione sul valore della liquidazione, nel procedimento di nomina giudiziale dell’esperto ex artt. 2437 e ss. e 1349 c.c., su istanza del socio recedente, non è prevista la preventiva audizione della società.

In caso di recesso di un ente pubblico da una s.p.a., ai sensi del combinato disposto degli artt. 3, 27° e 29° comma, l. 244/2007 e dell’art. 1, 569° comma, l. 147/2013, la determinazione del valore della liquidazione operata dall’esperto non può essere censurata sotto il profilo della manifesta erroneità o iniquità ove l’esperto abbia analiticamente motivato la scelta del metodo di valutazione in concreto utilizzato.

La regola della necessaria contestualità tra la contestazione del valore di liquidazione e la dichiarazione di recesso, richiesta dall’art. 2437 ter, 6° comma, c.c. non è applicabile nel caso in cui la partecipazione di un ente pubblico ad una s.p.a. cessi “ad ogni effetto”, ai sensi degli artt. 3, 27° e 29° comma, l. 244/2007 e dell’art. 1, 569° comma, l. 147/2013. (Oreste Cagnasso) (riproduzione riservata)
Tribunale Torino 12 febbraio 2018.




Ricorso ex artt. 700 c.p.c. e 2476 c.c. per conseguire ordine di consentire al socio di S.r.l., o a persone da lui incaricate l’accesso alla documentazione sociale

Società a responsabilità limitata – Accesso alla documentazione sociale ed estrazione di copia – Ordine di esibizione – Esame della documentazione attraverso terzi professionisti appositamente incaricati

Per i singoli soci di S.r.l. sforniti di cariche gestorie, l’accesso alla documentazione ritenuta utile a verificare gli elementi di interesse riguardo l’andamento della società a responsabilità limitata cui partecipano, non trova limiti specifici, se non quelli desumibili dal comportamento secondo buona fede, ed in generale dalle esigenze di tutela della società medesima; attengono all’esercizio della suddetta facoltà anche la possibilità di estrarre copia della documentazione richiesta, nonché di operare l’esame attraverso terzi professionisti appositamente incaricati. 
L’interpretazione più diffusa circa l’interesse ad agire e la nozione di periculum tipici dell’art. 2476, comma 2, c.c. riconosce tale requisito come insito nella posizione di socio, destinatario di obblighi e diritti i cui presupposti di fatto debbono essere costantemente noti al relativo titolare, sotto il profilo sia attivo che passivo. (Alberto Neri) (Alberto Prati) (riproduzione riservata)
Tribunale Bologna 18 giugno 2020.




Nomina di sindaco unico e limitazione dei compiti alla vigilanza interna alla società con esclusione del controllo contabile

Società di capitali – Controllo e revisione dei conti – Nomina di sindaco unico – Limitazione dei compiti alla vigilanza interna alla società – Esclusione del controllo contabile

Deve ritenersi consentito che la società proceda alla nomina di un sindaco unico limitandone i compiti alla vigilanza interna, con esclusione del controllo contabile. In tal caso, il sindaco unico non dovrà essere necessariamente iscritto nel registro dei revisori dei conti.

Ove lo statuto preveda o, comunque, consenta la nomina di un sindaco unico con esclusivi compiti di controllo interno, il richiamo alle norme previste per le società azionarie, contenuto nell’art. 2477, comma 5, c.c. non va inteso in modo rigido, dovendosi comunque tener conto della struttura della società a responsabilità limitata.

La duplice circostanza che possa essere nominato un sindaco unico e che la società possa determinare la natura del controllo (sulla gestione ovvero revisione contabile) comporta l’impossibilità di applicare alla società a responsabilità limitata il precetto di cui all’art. 2397, comma 2, c.c. laddove richiede che almeno un membro effettivo ed uno supplente siano scelti tra i revisori legali iscritti nell'apposito registro; sembrerebbe, infatti, irrazionale che sia imposta, quale requisito della nomina, una particolare professionalità ove, poi, la società possa escludere l’esercizio di mansioni che quella professionalità giustifica. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Roma 01 giugno 2020.




Opzione put e meccanismo contrattuale finalizzati a snaturare la causa del contratto associativo e ad eludere il divieto di patto leonino

Società – Contratto associativo – Opzione put e meccanismo contrattuale di elusione della causa del contratto associativo – Divieto di patto leonino

Costituisce un’ipotesi non consentita di deroga, volta a snaturare la funzione del contratto associativo descritta nell’art. 2247 c.c. (esercizio in comune di un'attività economica allo scopo di dividerne gli utili e, simmetricamente, le perdite), ed un elusione del divieto di patto leonino la previsione di un’opzione put e di un meccanismo contrattuale che esonerino il socio dalla partecipazione alle perdite finanche in caso di azzeramento del valore della partecipazione in conseguenza della perdita integrale del capitale sociale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano 13 febbraio 2020.




La persona giuridica può essere nominata amministratore di altra società, di persone o di capitali

Società – Amministrazione – Amministratore persona giuridica – Nomina di persona fisica

La persona giuridica può essere nominata amministratore di altra società (di persone o di capitali), salvi i limiti o i requisiti derivanti da specifiche disposizioni di legge per determinate tipologie di società.

Ogni amministratore persona giuridica deve designare, per l'esercizio della funzione di amministratore, un rappresentante persona fisica appartenente alla propria organizzazione, il quale assume gli stessi obblighi e le stesse responsabilità civili e penali previsti a carico degli amministratori persone fisiche, ferma restando la responsabilità solidale della persona giuridica amministratore.

Le formalità pubblicitarie relative alla nomina dell'amministratore sono eseguite nei confronti sia dell'amministratore persona giuridica che della persona fisica da essa designata.

La designazione del rappresentante persona fisica da parte della persona giuridica amministratore costituisce un atto gestorio di quest’ultima, che si affianca, completandola, alla nomina dell’amministratore persona giuridica da parte della società amministrata.
Va precisato, al riguardo, che non necessariamente il rappresentante persona fisica deve coincidere con il rappresentante legale della persona giuridica amministratore (altrimenti non avrebbe senso la designazione prevista dalle norme in esame), ma che semplicemente possa individuarsi con una persona appartenente all’organizzazione della persona giuridica amministratore.

La designazione della persona fisica, quale atto gestorio della persona giuridica amministratore, è in qualunque momento modificabile, indipendentemente dalla modifica o meno del legale rappresentante della persona giuridica amministratore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Roma 01 giugno 2020.




Covid-19 e sospensione del protesto

Provvedimenti cautelari - Art. 700 cpc - COVID19 - Assegno bancario - protesto - Sospensione pubblicazione - Art. 11 del D.L. 23/2020

Va sospesa o cancellata con provvedimento d’urgenza la pubblicazione del protesto di assegni bancari presentati per il pagamento tra il 31/3 ed il 17/4/2020 e protestati dal notaio in data successiva al 30/4/2020 sul presupposto difficoltà-impossibilità di far fronte ai pagamenti dei titoli emessi nel periodo di sospensione del commercio e compressione dei diritti costituzionali. (Angelo Galante) (riproduzione riservata) Tribunale Lecce 29 maggio 2020.




Tutela cautelare ex art. 700 c.p.c. per l’amministratore di società in accomandita semplice revocato con decisione dei soci

Società – Società di persone – Società in accomandita semplice – Amministratori – Revoca senza giusta causa – Provvedimento d’urgenza – Ammissibilità

L’amministratore di società in accomandita semplice può intraprendere l’azione cautelare d’urgenza ex art. 700 c.p.c. avverso la decisione di revoca da parte dei soci. (Antonio Francesco Galvagna) (riproduzione riservata) Tribunale Barcellona Pozzo di Gotto 17 luglio 2018.




Giudizio di esclusione del socio di s.r.l.: litisconsorzio con la società e nullità della clausola statutaria per indeterminatezza

Giudizio per esclusione di socio di s.r.l. su domanda di altro socio – Litisconsorzio necessario con la società – Non applicabile

Clausola statutaria di esclusione del socio di s.r.l. per giusta causa – Specificità delle ipotesi di esclusione – Necessità

Nei giudizi di esclusione di un socio di s.r.l. su iniziativa di altro socio, la società non è litisconsorte necessario: non è dato rinvenire in capo alla stessa alcun interesse a contraddire ai sensi dell’art. 100 c.p.c. poiché alla società non possono derivare né vantaggi, né pregiudizi dalla decisione della causa.

La clausola statutaria di una s.r.l. secondo cui può essere escluso il socio che risulti inadempiente agli obblighi assunti nei confronti della società è nulla per indeterminatezza e non può considerarsi conforme alla previsione dell’art. 2473 bis c.c. secondo cui l’atto costitutivo può prevedere specifiche ipotesi di esclusione per giusta causa del socio. (Antonio Pinamonti) (riproduzione riservata)
Tribunale Bolzano 06 maggio 2020.




Divieto per le società cooperative di prestare assistenza finanziaria per l’acquisto di azioni proprie

Banche Venete – Nullità del contratto di assistenza finanziaria per acquisto azioni – Competenza del Tribunale ordinario – Procedibilità delle domande nei confronti della liquidazione coatta amministrativa – Insanabilità della nullità derivata e opponibilità al cessionario

La competenza per materia va determinata sulla scorta della domanda specificamente proposta dall’attore, non rilevando gli effetti indiretti che essa sia destinata a produrre, ad esempio, su di un rapporto societario.

E’ applicabile anche alle società cooperative l’art. 2358 c.c. che vieta alle società di prestare assistenza finanziaria per l’acquisto di azioni proprie.

L’art. 83 TUB nulla osta ad una azione di nullità/annullamento o, comunque, ad una azione dichiarativa nei confronti delle Liquidazioni Coatte Amministrative, giacchè non può ledersi il diritto di azione garantito ex art. 24 Costituzione. (Lorenzo Zanella) (riproduzione riservata)
Tribunale Treviso 04 maggio 2020.



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