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Massimario del Processo Societario

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Controllo sulle societÓ

 

Tribunale di Biella


Società a responsabilità limitata - Diritto al controllo del socio di minoranza - Diritto di esame dei libri e della documentazione - Eccezioni opponibili da parte della società.

Società a responsabilità limitata - Diritto al controllo del socio di minoranza - Ingiustificato procrastinarsi nel diritto - Danno irreparabile - Periculum in mora - Sussistenza - Rimedio costituito dall'ordine di esibizione in sede giudiziale - Inadeguatezza.

L'articolo 2476, comma 2, c.c. riconosce al socio di minoranza un diritto potestativo di controllo che si esplica nel potere di chiedere in visione i libri e tutta la documentazione afferenti la gestione della società, la quale non può opporre al socio contestazioni di sorta se non quella relativa alla eventuale assenza della titolarità del diritto del richiedente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

L'ingiustificato procrastinarsi del diritto del socio di minoranza a prendere visione ex articolo 2476, comma 2, c.c. della documentazione afferente alla gestione della società integra di per sè il periculum in mora che giustifica il ricorso al procedimento cautelare; il ritardo in questione, infatti, lede direttamente il diritto di controllo del socio sull'amministrazione della società nonchè l'esercizio dei poteri ad esso connessi, i quali si esplicano sia nello svolgimento dei rapporti sociali sia attraverso la proposizione di eventuali azioni giudiziarie. Tale diritto non ha una connotazione esclusivamente patrimoniale, poichè il danno che ne deriva, una volta verificatosi, diviene irreparabile ed al mancato esercizio del potere di controllo del socio non è possibile porre rimedio mediante l'ordine di esibizione previsto dall'articolo 210 c.p.c., strumento, questo, utilizzabile esclusivamente in sede giudiziale e che non ha assolutamente carattere esplorativo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Santa Maria Capua Vetere 10 giugno 2011
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Società – Controllo giudiziario – Procedimento ex art. 2409 c.c. – Ispezione – Facoltà delle parti di avvalersi di consulenti tecnici – Ammissibilità.

Tenuta della contabilità – Inerenza alla gestione sociale – Sussistenza.

Irregolare tenuta della contabilità – Integrazione del requisito della grave irregolarità ai sensi dell’art. 2409 c.c. – Sussistenza.

Violazione di regole stabilite da un ente certificatore della qualità – Pericolo di danno per la società – Sussistenza.

Gravi irregolarità di gestione – Molteplicità e reiterazione delle stesse – Società a ristretta base sociale – Misure idonee a ripristinare la regolarità gestionale – Nomina di amministratore giudiziario e sostituzione del collegio sindacale.

Nell’ambito dell’ispezione disposta ex art. 2409 c.c. le parti possono avvalersi di consulenti di parte dovendosi assicurare in modo pieno il diritto alla difesa anche tecnica ed essendo l’attività ispettiva assimilabile alla consulenza tecnica. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

Costituiscono irregolarità nella gestione sociale anche quelle afferenti l’impianto contabile in quanto la corretta rilevazione delle operazioni economiche costituisce il presupposto indispensabile per la gestione dell'impresa. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

L’irregolare tenuta della contabilità (nel caso di specie mancata conservazione delle schede di lavorazione) costituisce fonte di potenziale pregiudizio per la società in quanto rende problematica la ricostruzione dei rapporti economici con i fornitori (nel caso in esame del calcolo dello sconto da applicare) e tale dato unitamente alla dubbia affidabilità del sistema contabile nel suo complesso costituiscono circostanze in grado di pregiudicare l’interesse della società a conoscere gli esiti della propria attività come strumento di controllo e di programmazione della gestione risultando così integrato il pregiudizio richiesto dall’art. 2409 c.c.. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

La violazione di regole stabilite da un ente certificatore rende attuale il pericolo che la società possa perdere la certificazione di qualità, eventualità in grado di determinare un sicuro pregiudizio economico ed una lesione della reputazione commerciale della società non facilmente emendabile sicchè tale comportamento integra un’ipotesi di grave irregolarità ai sensi dell’art. 2409 c.c.. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

La molteplicità e la gravità delle violazioni riscontrate, la tipologia delle stesse, la reiterazione nel tempo dei comportamenti irregolari, le difficoltà frapposte dagli organi amministrativi all’attività ispettiva e a quella di controllo da parte del collegio sindacale, nonché la struttura a ristretta base familiare della società, giustificano quale unica misura concretamente idonea a garantire il ripristino della regolarità gestionale, la nomina di un amministratore giudiziario e la sostituzione del collegio sindacale. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Mantova 15 ottobre 2009
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Società in accomandita semplice – Socio accomandante – Poteri di controllo sull’operato degli amministratori – Ampiezza – Oggetto.

I soci accomandanti di società in accomandita semplice, in quanto privi di un potere di ingerenza nell’amministrazione della società, devono essere muniti di idonei strumenti che consentano loro di verificare la regolarità dell’attività di amministrazione. Il loro potere di controllo non è quindi limitato ai soli libri sociali, ma investe ogni documento relativo alla amministrazione della società, così che essi possono, anche a mezzo di professionisti di fiducia, prendere visione ed estrarre copia di tutta la documentazione utile al fine di controllare la gestione sociale e valutare le scelte degli amministratori, senza che la società possa opporre generiche esigenze di riservatezza e di segretezza. I soci accomandanti possono pertanto consultare tutti i libri contabili relativi all’amministrazione e ogni altra scrittura ausiliaria, obbligatoria o facoltativa quali fatture, estratti conto, contratti, corrispondenza, verbali di accertamento, nonché atti giudiziari ed amministrativi. Stante la ratio che in questo ambito ispira il legislatore, si deve poi ritenere che il diritto di controllo possa estendersi anche ai beni aziendali, fino a compiere atti di ispezione nei locali aziendali, purché ciò non sia di intralcio all’operato degli amministratori e sia effettuato nel rispetto della buona fede. (fb) (riproduzione riservata) Tribunale Salerno 18 settembre 2009 .


Società – Sequestro di azioni – Poteri del custode – Diritto di voto – Sussistenza.

Ai custodi delle azioni sottoposte a sequestro civile o penale è applicabile la disciplina di cui all’art. 2352 cod. civ., la quale attribuisce al custode delle azioni la legittimazione al diritto di voto coerentemente con il fatto che si tratta di soggetto che non è portatore di un proprio autonomo interesse rispetto alle azioni vincolate, ma che è soggetto ad un obbligo di conservazione del bene nell’interesse altrui o pubblico. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli 06 agosto 2009 .


Procedimento ex art. 2409 c.c. - Ruolo di parte della società - Nomina di unico difensore per la società ed i suoi amministratori - Conflitto di interessi - Sussistenza - Conseguenze.

La formulazione dell’art. 2409 codice civile, quale risulta a seguito dell’entrata in vigore della novella di cui al d.lgs. 17 gennaio 2003, n. 6, risolve in senso positivo la questione se nell’ambito del procedimento in questione la società abbia il ruolo di parte, sicché sussiste quantomeno un potenziale conflitto di interessi fra essa e gli amministratori della cui correttezza i soci dubitano; da ciò consegue l’impossibilità per il medesimo difensore e procuratore di svolgere contemporaneamente attività difensive per conto di soggetti portatori di pretese potenzialmente collidenti e, quindi, l’inammissibilità del reclamo dal medesimo proposto avverso l’ordinanza che ha disposto l’ispezione dell’amministrazione della società. (mb) Appello Brescia 16 aprile 2009 .


Società per azioni – Fondato sospetto di gravi irregolarità – Nomina di nuovi amministratori – Istanza di sospensione del procedimento – Sostituzione dei sindaci – Esclusione.

Nonostante il diverso tenore letterale della norma, qualora nell’ambito del procedimento di cui all’art. 2409 codice civile non venga chiesta anche la revoca dei sindaci, non è necessario che l’assemblea abbia provveduto anche alla sostituzione dei sindaci stessi oltre che degli amministratori perché, ai sensi del terzo comma, possa essere disposta la sospensione del procedimento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza 30 marzo 2009 .


Società per azioni – Fondato sospetto di gravi irregolarità – Richiesta di sospensione del procedimento di cui all’art. 2409 cod. civ. – Verifica dell’operato dei nuovi amministratori – Presentazione di un programma – Necessità.

Perché il tribunale possa, ai sensi del terzo comma dell’art. 2409 codice civile, sospendere per un periodo determinato il procedimento, occorre che sia possibile esprimere una valutazione sulla professionalità dei nuovi amministratori e verificare se gli stessi si siano attivati per rimediare alle irregolarità denunciate. Nella fattispecie, ove la sostituzione sia avvenuta da un tempo tale che abbia consentito al nuovo organo di attuare misure idonee ad eliminare le irregolarità o i loro effetti, il tribunale potrà basare la propria valutazione sull’effettivo operato dei nuovi organi; ove, invece, la nomina del nuovo consiglio di amministrazione sia avvenuta nell’imminenza dell’udienza fissata per la richiesta di sospensione, la valutazione della adeguata professionalità – che coinvolge non tanto le capacità professionali dei soggetti, quanto quelle di indagare efficacemente non solo in virtù delle loro competenze professionali, ma anche della indipendenza ed autonomia dai precedenti amministratori, e per essi dalla maggioranza di cui sono espressione – può essere valutata soltanto sulla base di un programma dettagliato che illustri come i nuovi amministratori intendano agire e che definisca analiticamente le modalità e i tempi della loro azione. (Nel caso di specie, al fine di consentire la presentazione del programma, il Tribunale, prima di provvedere sull’istanza di sospensione del procedimento, ha concesso un termine per la presentazione del programma ed un successivo termine per osservazioni e repliche al medesimo). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza 30 marzo 2009 .


Società a responsabilità limitata – Riduzione del capitale sociale al di sotto del minimo legale – Ricorso al tribunale ex art. 2409 cod. civ. – Nomina dei liquidatori – Presupposti.

In presenza dei presupposti di cui all’art. 2479 ter codice civile, di diminuzione del capitale sociale al di sotto del minimo di legge, il tribunale adito con ricorso ex art. 2409 codice civile non può provvedere alla nomina dei liquidatori qualora non si stato deliberato lo scioglimento della società. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Siracusa 13 febbraio 2009 .


Società per azioni - Diminuzione per perdite del capitale - Potenziale fonte di danno - Sussistenza - Revoca degli amministratori - Nomina di amministratore giudiziario.

La mancata adozione dei provvedimenti necessari per far fronte alla diminuzione per perdite di oltre un terzo del capitale sociale costituisce potenziale fonte di danno per la società ed i terzi e giustifica l’adozione dei provvedimenti di cui all’art. 2409 codice civile di revoca degli amministratori e di nomina di un amministratore giudiziario. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ancona 13 gennaio 2009 .


Società per azioni – Denuncia di gravi irregolarità nell’amministrazione – Ispezione giudiziale dell’amministrazione – Presupposti – Fondati sospetti di gravi irregolarità – Sufficienza.

Onde poter disporre la misura dell’ispezione dell’amministrazione ex art. 2409 c.c., è sufficiente la sussistenza di fondati sospetti in ordine alla commissione di gravi irregolarità, aventi rilevanza attuale, che possano arrecare danno alla società e non già la loro esistenza; tali sospetti debbono trovare fondamento non nella mera prospettazione fornita dai ricorrenti ma in elementi desumibili dall’analisi della documentazione contabile dimessa ed aventi natura sufficientemente dettagliata. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova 09 dicembre 2008 .


Controllo contabile - Incarico di revisione - Risoluzione anticipata per mutuo consenso - Revoca per giusta causa - Esclusione.

Non rientra nell’ambito di applicazione della norma di cui all’art. 2409 quater c.c. l’ipotesi della risoluzione anticipata per mutuo consenso del rapporto di revisione contabile atteso che, solo ove vi sia contrasto fra le parti circa i motivi della cessazione dell’incarico, può giustificarsi un intervento da parte del Tribunale diretto a valutare le effettive ragioni della revoca e ad evitare abusi al fine della tutela anche dei terzi. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova 06 dicembre 2007 .


Contratto di gestione patrimoniale in futures – Soglia minima di ingresso – Mancato rispetto – Inadeguatezza dell’operazione – Sussistenza.

Omessa segnalazione di violazioni concernenti l’obbligo di rendicontazione – Violazione del dovere di diligenza e di quello di leale cooperazione con l’investitore – Responsabilità della SIM collocatrice in Italia del prodotto finanziario – Sussistenza.

Responsabilità ex art. 2362 c.c. – Finalità della norma – Titolarità dell’azione.

L’inosservanza della soglia minima di ingresso fissata dall’intermediario finanziario per la stipula di contratti di gestione patrimoniale destinati all’investimento in futures costituisce un’operazione inadeguata per tipologia ed oggetto ed integra violazione della norma di cui all’art. 29 reg. Consob n. 11522/98. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

L’omissione da parte di una SIM di ogni segnalazione ai clienti -cui essa aveva fatto sottoscrivere, tramite propri promotori, contratti di gestione patrimoniale collocati in Italia da una società svedese- delle irregolarità commesse da quest’ultima relative all’obbligo di rendicontazione di cui all’art. 63 e segg. reg. Consob n. 11522/98, costituisce ad un tempo violazione dell’obbligo di diligenza stabilito dall’art. 21 del d. lgs. 58/98 nonché del principio posto dall’art. 1375 c.c. e cioè del dovere di ciascun contraente di cooperare alla realizzazione dell'interesse della controparte ove ciò non rappresenti un apprezzabile sacrificio a proprio carico. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

Lo scopo della norma di cui all’art. 2362 c.c. è quello di rafforzare la garanzia dei creditori sociali e di impedire che i limiti della responsabilità patrimoniale della società consentano all'unico azionista di eludere la responsabilità patrimoniale sancita dall'art. 2740 c.c. sicché solo essi sono titolari dell’azione prevista da tale norma non prevedendo la legge una forma di responsabilità solidale o sussidiaria dell’unico azionista nei confronti della società totalitariamente controllata. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Mantova 08 febbraio 2007
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Controllo contabile - Incarico di revisione - Risoluzione anticipata per mutuo consenso - Revoca per giusta causa - Esclusione.

Non rientra nell’ambito di applicazione della norma di cui all’art. 2409 quater c.c. l’ipotesi della risoluzione anticipata per mutuo consenso del rapporto di revisione contabile atteso che, solo ove vi sia contrasto fra le parti circa i motivi della cessazione dell’incarico, può giustificarsi un intervento da parte del Tribunale diretto a valutare le effettive ragioni della revoca e ad evitare abusi al fine della tutela anche dei terzi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano 02 febbraio 2007 .


Società a responsabilità limitata – Impugnazione di delibera assembleare – Soci assenti ed astenuti – Legittimazione – Sussistenza.

Società a responsabilità limitata – Obbligo di deposito del bilancio – Deposito tardivo – Violazione – Annullamento delle delibera di approvazione del bilancio e di quelle che la presuppongo.

Società a responsabilità limitata – Richiesta all’autorità giudiziaria di esclusione del socio – Inammissibilità.

L’art. 2479 ter c.c. disciplina unitariamente l’impugnazione delle decisioni dei soci di s.r.l., che possono essere adottate, non solo con il metodo assembleare, ma anche mediante consultazione scritta o con l’acquisizione per iscritto del consenso (art. 2479 c.c.). Ne consegue che la dizione “soci che non vi hanno consentito” comprende tutti i soci che in un modo o nell’altro (deliberazione assembleare, consultazione scritta o acquisizione del consenso scritto) non hanno prestato il consenso alla decisione, sicché, in caso di decisione assunta con il metodo assembleare, tra i “soci che non vi hanno consentito” devono senza dubbio ritenersi compresi i soci assenti, quelli dissenzienti ed anche quelli astenuti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

L'obbligo di deposito del (progetto di) bilancio nei quindici giorni antecedenti l’assemblea convocata per l’approvazione è strumentale alla funzione di assicurare il soddisfacimento del diritto del socio ad essere informato. E poichè è lo stesso legislatore che individua i tempi e i modi attraverso cui l'esigenza di consultazione e di adeguata informazione dei soci è da ritenersi soddisfatta, non solo il mancato deposito, ma anche il tardivo deposito, costituisce violazione della disposizione in esame. Ne consegue che, in tale ipotesi, dovrà essere annullata la delibera di approvazione del bilancio così come la successiva delibera di riduzione per perdite del capitale sociale che presuppone l’adozione della prima delibera. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

L’art. 2473 bis c.c. consente di stabilire nell’atto costitutivo delle s.r.l. specifiche ipotesi di esclusione per giusta causa del socio, ma non consente di adire il giudice per ottenere una pronuncia che escluda il socio dalla società. In assenza di una previsione legislativa, deve infatti escludersi un potere così penetrante dell’autorità giurisdizionale all’interno della compagine sociale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Biella 07 luglio 2006
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Società di persone – Liquidazione – Adempimento del mandato di liquidazione – Poteri del socio – Revoca del liquidatore.

Società di persone – Revoca per giusta causa del liquidatore – Nomina del liquidatore giudiziale – Modalità.

Società di persone – Liquidazione – Recesso del socio successivo alla delibera di liquidazione – Inefficacia.

La legge attribuisce al socio di società di persone poteri di iniziativa e di controllo (v. ad es. 2261 c.c.), ivi compreso il potere di agire per chiedere la revoca per giusta causa dell’amministratore (art. 2259 comma 3 c.c.) o del liquidatore (art. 2275 comma 2 c.c.), ma non consente a quest’ultimo di agire nei confronti dell’amministratore o del liquidatore per ottenere l’adempimento del mandato, essendo tale azione di spettanza della società.

Il socio di società di persone può chiedere la revoca per giusta causa del liquidatore qualora questi non provveda, in tempi ragionevoli, alla liquidazione della società. In tal caso, tuttavia, il tribunale non potrà procedere alla nomina di un liquidatore giudiziale, spettando tale potere ai soci e solo in caso di disaccordo tra gli stessi essendo possibile attivare la procedura di cui all’art. 2275 comma 1 c.c.. D’accordo con autorevole dottrina e un’attenta giurisprudenza (Cass. 25.06.80 n. 3982; Trib. Milano 22.10.90) sia pure non priva di contrasti (cfr. Cass.17.07.96 n. 6410), deve negarsi la possibilità dello scioglimento del rapporto sociale limitatamente a un socio quando la società è già sciolta ed è in fase di liquidazione.
Il recesso successivo alla delibera di scioglimento è, infatti, da ritenersi privo di efficacia, avendo i soci già deliberato di svincolarsi dal legame sociale; il singolo socio potrà peraltro chiedere la liquidazione della quota solo dopo l’estinzione.
Tribunale Biella 20 gennaio 2006
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Società a responsabilità limitata – Protratta inattività – Causa di scioglimento – Sussistenza – Iniziativa del singolo socio, amministratore o sindaco – Sussistenza.

Società a responsabilità limitata – Liquidazione giudiziale conseguente a protratta inattività – Nomina dei liquidatori giudiziali – Convocazione dell’assemblea - Necessità.

L’art. 2585, 2° comma cod. civ., che prevede l’intervento del tribunale nel caso in cui gli amministratori non accertino il verificarsi di una causa di scioglimento della società e non procedano agli adempimenti di cui all’art. 2484 cod. civ., deve ritenersi operante sia in caso di inerzia dell’organo gestorio che di quello di controllo. Tale norma, infatti, sanziona la violazione da parte degli amministratori dell’obbligo di dichiarare l’avvenuta verificazione di una causa di scioglimento della società, così dirimendo i conflitti interni agli organi sociali mediante l’attribuzione ad ogni socio, amministratore o sindaco del potere di chiederne l’accertamento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Sussiste una causa di scioglimento della società per continuata inattività qualora l‘organo gestorio non abbia durante l’anno convocato l’assemblea nemmeno per l’approvazione del bilancio. In tal caso, il tribunale può procedere alla nomina dei liquidatori solo qualora, dopo aver convocato l’assemblea, questa non si costituisca o non deliberi alcunché. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Biella 25 novembre 2005
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Nuovo diritto societario – Società a responsabilità limitata – Azione sociale di responsabilità – Legittimazione della società – Sussistenza.

Nuovo diritto societario – Azione sociale di responsabilità e di revoca degli amministratori – Deliberazione dell’assemblea – Quorum.

Nuovo diritto societario – Azione sociale di responsabilità degli amministratori – Deliberazione dell’assemblea – Discussione del bilancio – Necessità.

Revoca di amministratori di società – Poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione – Prorogatio – Inapplicabilità.

Non è condivisibile l’argomentazione secondo cui la nuova formulazione normativa contenuta nel d. lgs. n. 6/03 dovrebbe far ritenere l’insussistenza della legittimazione della società ad agire con l’azione sociale di responsabilità nei confronti degli amministratori, azione che sarebbe invece rimessa esclusivamente all’iniziativa dei singoli soci, in favore dei quali il rimedio è stato espressamente tipizzato. Depone inequivocabilmente in senso contrario l’espressa previsione normativa di cui al novellato art. 2476 c.c., I comma, c.c., della liquidazione dei danni in favore della società in ipotesi di condanna dell’amministratore vocato in giudizio dal singolo socio, e della contestuale liquidazione delle spese in favore di quest’ultimo ex art. 2476, IV comma, c.c..
Tali previsioni normative, infatti, si giustificano esclusivamente in ragione della veste di sostituto processuale del socio, il che impone di ritenere l’ovvia configurabilità dell’azione in capo alla società sostituita secondo i principi generali propri della sostituzione processuale. In tale ottica solamente si giustifica, poi, l’altra previsione normativa di cui all’art. 2476 c.c., IV comma, c.c., in forza della quale la società può transigere o rinunziare all’azione di responsabilità proposta dal singolo socio nei confronti dell’amministratore: si può, all’evidenza, rinunziare o transigere solo un’azione relativa ad un diritto proprio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

La delibera di promozione dell’azione di responsabilità e quella di revoca degli amministratori, (materie esulanti per ovvi motivi dall’ambito decisionale tipico dei poteri di quest’ultimi) nella nuova disciplina normativa debbono essere prese, dall’assemblea dei soci ex art. 2479 c.c., con la maggioranza di cui all’ultimo comma, a mente del quale “salvo diversa disposizione dell’atto costitutivo, le decisioni dei soci sono prese con il voto favorevole dei soci che rappresentato almeno la metà del capitale sociale”. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

La norma di cui all’art. 2393 c.c. nel prevedere che la deliberazione concernente la responsabilità degli amministratori possa essere presa “in occasione della discussione” del bilancio, anche se non è indicata nelle materie da trattare, introduce una deroga al principio generale della necessaria preventiva informazione circa l’oggetto delle delibere assembleari.
La ratio evidente è quella di consentire all’assemblea - nello esame dell’atto più importante degli amministratori, qual è la redazione del bilancio della società - di adottare le opportune misure a tutela degli interessi della compagine sociale, laddove dalla discussione relativa al detto bilancio emergano delle inadempienze o delle responsabilità degli amministratori, senza dover attendere i tempi di un’altra assemblea ad hoc convocanda.
La dizione adoperata dal legislatore “in occasione della discussione”, allora, deve essere intesa siccome rivolta a consentire l’adozione della deliberazione della responsabilità, anche laddove l’esame del bilancio non arrivi a compimento mediante una delibera di approvazione o di non approvazione dello stesso, ma non può considerarsi comprensiva anche dell’ipotesi in cui nessuna discussione sul concreto andamento gestionale e delle allocazioni attive e passive via sia stato (Trib. Rimini, 24.9.2002 in Giur. It. 2003, 302; Trib. Milano, 15.12.1988, in Giur. It. 1989, I, II, 358; Trib. Verona, 10.11.1989, in Giur. It. 1990, I, 2, 578).
In tale ipotesi, infatti, non ricorre nemmeno il nesso di “occasionalità” richiesto dalla norma, peraltro speciale (e quindi non applicabile al di là dei casi previsti dal legislatore) rispetto al principio generale sopra menzionato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Non è condivisibile la tesi secondo la quale gli amministratori in stato di prorogatio potrebbero compiere solo gli atti di ordinaria amministrazione, dovendosi preferire l’orientamento giurisprudenziale (Cass. Civ., n. 3652/1997), secondo cui gli organi scaduti (o dimissionari) possono compiere atti tanto di ordinaria, quanto di straordinaria amministrazione, non rinvenendosi nelle norme (art. 2385, commi I e II) che prevedono la detta prorogatio alcuna distinzione al riguardo.
Nemmeno è condivisibile quell’orientamento giurisprudenziale che estende agli amministratori revocati la disciplina della prorogatio (Corte d’Appello Trento, 13.12.2001, in Vita Not. 2002, 887), in quanto rispetto ad essi la rescissione del nesso fiduciario, che è a fondamento del loro mandato, esclude l’operatività dei principi ricavabili dall’art. 2385 c.c. in ipotesi di naturale o volontaria cessazione dalla carica (Trib. Milano, 22.3.1993, in Società, 1993, 1081). (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Marsala 01 aprile 2005
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Omologazione di delibera di assemblea straordinaria – Rifiuto del notaio di chiedere l’iscrizione nel registro delle imprese – Controllo di legittimità e di merito nel procedimento di omologazione.

Nell’ambito del procedimento di omologazione di delibera assembleare si attua un controllo con preminente funzione di verifica della corrispondenza dell’atto con il “tipo legale” corrispondente.
Tale controllo si esplica su un piano di mera legittimità al quale deve restare estranea ogni valutazione di merito, riservata invece alla sede giurisdizionale contenziosa (art. 2377 c.c.).
Deve pertanto ritenersi illegittimo il rifiuto del notaio di dare impulso all’iscrizione nel registro delle imprese della delibera assembleare la quale, oltre a provvedere all’adeguamento dello statuto sociale alle nuove disposizioni contenute nei d.l. 5 e 6/2003, operi modifiche allo statuto per le quali siano prescritti più alti quorum deliberativi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Verona 31 dicembre 2004
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Società a responsabilità limitata – Diritto di controllo del socio – Accesso alla documentazione amministrativa e contabile – Sussistenza – Provvedimento d’urgenza – Ammissibilità.

Il nuovo testo dell’art. 2476 co.2 c.c. attribuisce al socio non partecipante all’amministrazione, in virtù della sola qualifica di socio, un ampio potere di controllo, mediante la previsione del “diritto di avere dagli amministratori notizie sullo svolgimento degli affari sociali e di consultare, anche tramite professionisti di loro fiducia, i libri sociali ed i documenti relativi all’amministrazione”; la nuova normativa vede il socio come soggetto non estraneo ma intraneo alla società cui è attribuito il potere di esercitare l’azione di responsabilità nei confronti degli amministratori, per modo che il diritto di controllo riconosciutogli deve essere correlativamente penetrante ed adeguato.
Il socio avrà quindi il diritto di consultare e prendere visione di ogni documento amministrativo e contabile ma non di estrarne copia o di effettuarne altrimenti la riproduzione ed avrà altresì il diritto di richiedere informazioni al personale della società e di accedere ai locali della stessa sia pure in modo non indiscriminato ma con modalità concordate. Il diritto al controllo del socio è azionabile anche in via d’urgenza. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Milano 30 novembre 2004
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Nuovo processo societario – Società a responsabilità limitata – Ricorso al tribunale per la convocazione di assemblea ex art. 2367 c.c. – Inammissibilità.

Dopo l’entrata in vigore della nuova disciplina civilistica sulle società di capitali, alle società a responsabilità limitata non può ritenersi applicabile la norma prevista dall’art. 2367 c.c. che prevede la possibilità di far ricorso al tribunale al fine di ottenere la convocazione dell’assemblea. L’art. 2367, II comma, non è, infatti, richiamato da alcuna disposizione in materia di società a responsabilità limitata, né detta norma (avente anche natura processuale in quanto attributiva di un potere giudiziale indirettamente incidente sul procedimento di formazione della volontà delle assemblee di società per azioni) può essere applicata in via analogica alle società a responsabilità limitata, attesa l’autonomia delle discipline dei due tipi di società, tale da rendere affatto eccezionale l’applicazione (mediante rinvio recettizio) alle società a responsabilità limitata di disposizioni in materia di società per azioni. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma 30 novembre 2004 .


Nuovo processo societario – Società a responsabilità limitata – Irregolarità nella gestione sociale – Ricorso al tribunale per la revoca dell’amministratore unico – Inammissibilità.

Nella più recente disciplina delle società a responsabilità limitata non è ravvisabile uno strumento quale quello previsto dal previgente art. 2467, co. 2° c.c., per cui deve ritenersi inammissibile il ricorso del socio volto ad ottenere dal tribunale la convocazione dell’assemblea per provvedere alla revoca dell’amministratore unico ed alla nomina del nuovo amministratore. Il silenzio della nuova normativa sul punto in questione, impedisce, infatti, di estendere aliunde il ricorso all’intervento giudiziario – così da renderlo operativo altresì fuori dall’ambito della società per azioni – trattandosi soprattutto di uno strumento estraneo alla tipologia della società a responsabilità limitata, caratterizzata dalla più ampia valorizzazione della autonomia dei soci, sia ai fini delle scelte da adottare durante la redazione dell’atto costitutivo, sia nella fase delle singole decisioni loro devolute per legge oppure ex pactis. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bologna 21 ottobre 2004 .


Nuovo diritto societario – Attenuazione del sistema di controllo sulle società – Eccesso di delega – Questione di legittimità costituzionale – Rilevanza.

E’ rilevante la questione di legittimità costituzionale dell’art. 2409 comma 1 e comma 7 cod. civ., dell’art. 2477 comma 4 cod. civ. e dell’art. 2476 comma 3 cod. civ., in relazione all’art. 76 Cost.. (Nella specie, la Corte ha sollevato d’ufficio la questione sul presupposto che la disciplina introdotta dal legislatore delegato della riforma societaria si collochi al di fuori della delega per aver operato una forte attenuazione del sistema dei controlli societari con eccessiva accentuazione del carattere contrattuale a discapito del rilievo non strettamente individuale nel quadro generale societario ed economico e della salvaguardia dell’interesse generale). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Trieste 13 ottobre 2004 .


Processo societario – Azione di responsabilità contro gli amministratori – Procedimento cautelare di revoca degli amministratori – Incostituzionalità – Manifesta infondatezza.

Processo societario – Azione cautelare di revoca degli amministratori proposta ante causam – Ammissibilità – Legittimazione.

Processo societario – Azione cautelare di revoca degli amministratori – Pronuncia sulle spese – Necessità.

E’ manifestamente infondata la questione di costituzionalità dell’art. 2476, 3° comma c.c. nella parte in cui prevede la revoca dell’amministratore come misura cautelare strumentale ad un’azione di merito avente un mero contenuto risarcitorio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

L’azione cautelare di revoca degli amministratori prevista dall’art. 2476, 3° comma c.c., può essere proposta anche ante causam. L’esperibilità della tutela cautelare ante causam prevista nelle disposizioni del procedimento cautelare uniforme (art. 669 ter c.p.c.), non derogate sul punto dall’art. 23 D.lgs.n.5/2003, costituisce, infatti, regola generale dell’ordinamento processuale, finalizzata alla più ampia tutela delle posizioni soggettive e, pertanto, può subire deroghe solo ove queste siano dal legislatore esplicitate. La legittimazione a proporre detta azione spetta esclusivamente al socio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

L’azione cautelare di revoca degli amministratori prevista dall’art. 2476, 3° comma c.c., rientra nei provvedimenti cautelari di cui all’art. 23 d. lgs. n. 5/03, per cui è necessaria la pronuncia in ordine alle spese del procedimento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Roma 28 settembre 2004
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Processo societario – Reclamo avverso il provvedimento cautelare di sospensione della nomina dell’amministratore – Rappresentanza della società nel processo – Conflitto di interessi – Rilevabilità d’ufficio.

Processo societario – Procedimento cautelare di sospensione della delibera assembleare avente ad oggetto la nomina dell’amministratore – Interesse della società – Valutazione comparativa.

Qualora la società proponga reclamo avverso il provvedimento cautelare di sospensione della delibera di nomina dell’amministratore, si pone la questione pregiudiziale della legittimazione dell’amministratore medesimo a rappresentare la società nel processo di impugnazione della deliberazione di sua nomina e della sussistenza di un eventuale conflitto di interessi tra la società ed il suo amministratore e per l’effetto della sussistenza o meno dei presupposti per la nomina, in tale procedimento, di un curatore speciale.
Tale questione pregiudiziale può essere sollevata d’ufficio, determinando il difetto di legittimazione processuale rappresentativa la mancanza di un requisito di regolare costituzione del rapporto processuale che sarebbe causa di nullità della sentenza. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Il principio espresso nell’art. 2378 c.c., come modificato dal d. lgs. n. 5/03, secondo il quale il tribunale deve comparare il pregiudizio che subirebbe il ricorrente dalla esecuzione della delibera e quello che subirebbe la società dalla sua esecuzione, costituisce una norma derogatoria al generale principio secondo il quale nel procedimento cautelare il presupposto del pericolo deve essere parametrato sul ricorrente. La ratio della scelta del legislatore risiede, infatti, nel favore per la stabilità degli atti della società, elemento, questo, ritenuto essenziale per il buon funzionamento della impresa collettiva sul mercato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Roma 03 settembre 2004
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Nuovo diritto societario – Società a responsabilità limitata – Controllo giudiziario – Nomina di ispettore giudiziale – Richiamo alle norme delle società per azioni – Ammissibilità.

Se in linea generale deve ritenersi esclusa l’applicabilità dell’art. 2409 c.c. alle società a responsabilità limitata, in quanto il legislatore ha inteso affidare ad altri strumenti la tutela delle minoranze e del singolo socio e la struttura stessa del procedimento appare poco compatibile con le caratteristiche della nuova s.r.l. in cui prevale l’aspetto personalistico, pur protetto dallo schermo della responsabilità limitata, tuttavia tale potere di controllo esterno affidato al Tribunale, mantiene inalterato il suo significato nelle società di maggiori dimensioni, ove è prevista la necessaria presenza del Collegio Sindacale, al quale è stata anzi conferita la legittimazione ad effettuare la denunzia delle gravi irregolarità (in assenza fra l’altro di poteri di intervento del P.M., prima sempre possibili, anche in difetto di legittimazione di soci di minoranza). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Udine 18 giugno 2004 .


Società a responsabilità limitata – Regime transitorio – Controllo giudiziario di cui all’art. 2409 c.c. – Applicabilità.

L’art. 223bis, primo e terzo comma, disp. att. c.c., così come modificato dal d. lgs. 6 febbraio 2004, n. 37, prevede che alle società di capitali iscritte al registro delle imprese in data anteriore al 1 gennaio 2004, che non abbiano ancora esercitato la facoltà di modifica semplificata dei propri atti costitutivi e/o statuti, si applichi la disciplina statutaria e legale vigente alla data del 31 dicembre 2003 nella sua interezza e non limitatamente a quelle disposizioni relative alle materie già disciplinate negli atti suddetti. Da ciò consegue che alle società a responsabilità limitata che non abbiamo ancora provveduto alle modifiche, fino al 30 settembre 2003, sarà applicabile anche l’art. 2409 c.c. e le relative forme di controllo sulla società. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli 04 giugno 2004 .


Nuovo diritto societario – Società per azioni – Controllo giudiziario sulle società – Verificarsi di una causa di scioglimento – Ricorso individuale del sindaco al tribunale – Ammissibilità.

Nuovo diritto societario – Società per azioni – Controllo giudiziario sulle società – Verificarsi di una causa di scioglimento – Ricorso individuale del sindaco al tribunale – Cessazione dalla carica – Interesse ad agire – Insussistenza.

Nell’ipotesi in cui gli amministratori omettano di accertare senza indugio il verificarsi di una delle cause di scioglimento della società e di procedere agli adempimenti previsti dall’art. 2484 c.c., è consentito a ciascun amministratore ed a ciascun sindaco di promuovere l’intervento giudiziale , in modo che in caso di inerzia del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale nel procedere alle iniziative previste dall’art. 2484 n. 4 c.c. venga ugualmente accertato l’avvenuto scioglimento della società. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

L’interesse ad agire con il ricorso al tribunale ex art. 2485, 2° co.per far accertare una causa di scioglimento della società a fronte dell’inerzia del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale deve sussistere non solo al momento della proposizione del ricorso ma anche durante il corso di tutto il procedimento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Biella 04 giugno 2004
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Nuovo diritto societario – Nomina del liquidatore – Arbitrato – Inammissibilità.

Diritto societario – Causa di scioglimento della società – Potere del tribunale di nomina del liquidatore.

Le fattispecie di scioglimento della società previste dall’art. 2484 c.c. costituiscono ipotesi di scioglimento ex lege e, come tali, non costituendo diritti disponibili, non posso formare oggetto di arbitrato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Il Tribunale, in presenza di una causa di scioglimento della società ed in mancanza di una nomina del liquidatore, è tenuto a provvedere in sostituzione dell’assemblea e ciò anche nell’ipotesi in cui non sia stata proposta esplicita domanda ex art. 32 d. lgs. n. 5/03. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Modena 12 maggio 2004
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Controllo giudiziario sulle società – Società per azioni – Sequestro di azioni – Costituzione di pegno – Annotazione nel libro soci – Necessità – Provvedimento del Tribunale ex art. 2409 c.c. – Ammissibilità.

Il provvedimento di sequestro di azioni deve essere annotato nel libro soci, trattandosi di formalità necessaria alla esecuzione della cautela al fine di rendere opponibile il sequestro alla società e quindi l’inoppobilità a quest’ultima delle successive vicende traslative del titolo sequestrato. Analogo adempimento deve essere eseguito con riferimento alla costituzione in pegno delle azioni al fine di consentire l’esercizio dei diritti sociali e del diritto di credito in esse incorporato. L’omessa annotazione nel libro soci di tali circostanze è rilevante ai sensi dell’art. 2409 c.c. e il Tribunale può ordinare all’amministratore in carica di provvedervi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova 26 aprile 2004 .


Riforma delle società – Controllo giudiziario sulle società a responsabilità limitata – Regime transitorio – Applicabilità – Esclusione.

L’applicazione della disciplina previgente fino al 30 settembre 2004, consentita dall’art. 223 bis disp. att. cc. alle società a responsabilità che non abbiano ancora provveduto all’adeguamento dell’atto costitutivo e dello statuto, riguarda esclusivamente quella strettamente connessa alle modifiche – obbligatorie o facoltative – che le società devono introdurre nei loro statuti, tutte inerenti fondamentalmente alla struttura interna, con particolare riguardo alla forma di amministrazione prescelta. Devono invece ritenersi immediatamente applicabili le norme che esulano dall’assetto organizzativo interno, non sussistendo alcuna ragione per procrastinare la loro entrata in vigore ad un momento successivo a quello indicato dall’art. 43 d. lgs. 6/03. La nuova normativa introdotta dal d. lgs. 6/2003 ha, come è noto, escluso l’applicazione alle società a responsabilità limitata dell’art. 2409 c.c., relativo al controllo giudiziario sulle s.r.l., e poiché la norma di cui all’art. 2409 non riguarda l’assetto organizzativo interno delle società, la sua applicazione non può essere protratta sino al 30 settembre 2004. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Palermo 16 aprile 2004 .


Ricorso ex art. 2409 c.c. – Richiesta di ispezione amministrazione di società – Gravi irregolarità – Insussistenza – Spese di lite non liquidabili.

  Tribunale Mantova 09 ottobre 2002 .

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