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Delibere assembleari, vizi e impugnazioni

 

Tribunale di Biella


Società di persone - Quote sociali - Usufrutto - Riconoscimento della qualità di socio al nudo proprietario.

Società di persone - Revoca dell'amministratore - Giusta causa - Divieto di voto in conflitto di interessi - Consenso dell'amministratore revocando alla convocazione dell'assemblea - Irrilevanza.

Società di persone - Revoca dell'amministratore - Giusta causa - Comportamenti rilevanti - Fattispecie - Omesso deposito del bilancio annuale.

Nelle società di persone, alle quali non è in via analogica applicabile l'articolo 2352 c.c., la qualità di socio deve essere riconosciuta al nudo proprietario della quota e non all'usufruttuario, posto che quest'ultimo non solo non è voluto come socio dagli altri soci ma soprattutto non dispone del potere di partecipare alle modificazioni del contratto sociale. (Andrea Gibelli) (riproduzione riservata)

Poiché la deliberazione di revoca dell'amministratore prescinde dal consenso del soggetto revocando in virtù del principio, avente portata generale, del divieto di voto in conflitto di interessi con la società (articoli 2373 e 2287 c.c.), allo stesso modo il consenso di tale soggetto non può in alcun modo vincolare la convocazione dell'assemblea che deve deliberare sulla questione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

La revoca per giusta causa dell'amministratore di una società di persone ai sensi dell'articolo 2259 c.c. deve ricondursi anche a quei comportamenti che vanno comunque ad intaccare per la loro significatività e gravità il rapporto fiduciario facendo venir meno l'affidamento inizialmente riposto sull'idoneità dell'organo di gestione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Mantova 14 marzo 2011
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Società - Delibera assembleare di approvazione del bilancio - Impugnazione - Nullità per violazione dei principi di chiarezza, veridicità e correttezza del bilancio - Arbitrato - Esclusione.

Non è compromettibile in arbitri la controversia che abbia ad oggetto l'impugnazione di delibera assembleare di approvazione del bilancio nella quale si deducano vizi che comporterebbero la nullità della delibera per violazione dei principi di chiarezza, veridicità e correttezza del bilancio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma 06 dicembre 2010 .


Società - Delibera di approvazione del bilancio - Approvazione dei risultati della gestione - Distribuzione di utili e ripianamento di perdite - Esclusione - Domanda cautelare di sospensione - Esclusione.

La delibera di approvazione del bilancio che abbia esclusivamente un contenuto dichiarativo di scienza dei risultati della gestione dell'esercizio sociale e non disponga distribuzione di utili o ripianamenti di perdite non è di per sé suscettibile di esecuzione, con la conseguenza che la domanda cautelare di sospensione della delibera che presenti tali caratteristiche dovrà essere respinta. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma 06 dicembre 2010 .


Società per azioni – Scissione – Opposizione – Ricorso per l’esecuzione della delibera in pendenza del giudizio di opposizione – Abrogazione del processo societario – Competenza – Giudice dell’opposizione – Sussistenza.

A seguito delle modifiche introdotte dalla L. 69/2009, che ha abrogato il rito societario, e con esso l'art. 33 della L. 5/2003, il ricorso proposto dalla società che chieda di essere autorizzata all'esecuzione della delibera di scissione da essa adottata, nella pendenza di opposizione alla stessa delibera proposta da uno dei creditori della società, deve essere presentato al giudice investito dell'opposizione e non deve essere trattato con il procedimento di cui agli artt. 737 e seguenti codice procedura civile, che disciplinano i procedimenti in camera di consiglio davanti al Tribunale. (riproduzione riservata) Appello Genova 04 febbraio 2010 .


Società a responsabilità limitata – Impugnazione di delibera assembleare – Nomina del consiglio di amministrazione – Devoluzione ad arbitri – Ammissibilità.

L’impugnativa della delibera di nomina del Consiglio di Amministrazione di società a responsabilità limitata può essere devoluta ad arbitri, discutendosi della legittimità dell’esercizio del diritto di voto e quindi di un diritto disponibile del singolo socio. (fb) (riproduzione riservata) Collegio Arbitrale Mantova 23 settembre 2009 .


Associazioni riconosciute – Costituzione dell’assemblea – Quorum costitutivo – Sussistenza al momento della votazione – Necessità.

Per la valida assunzione delle delibere dell’organo assembleare delle associazioni riconosciute è richiesta la presenza della metà più uno dei componenti il collegio ed altresì che il quorum costitutivo, necessario perché si possa ritenere esistente l’organo deliberativo, sussista non solo al momento iniziale della riunione ma anche e soprattutto in quello della votazione. La violazione delle norme in materia di quorum costitutivo determina senz’altro l’invalidità della delibera, il che inficia tutti gli atti che di essa ne siano la derivazione o la conseguenza. (Maria Maddalena Gaeta) (riproduzione riservata) Tribunale Roma 11 giugno 2009 .


Associazioni riconosciute – Regole statutarie – Violazione – Alterazione delle modalità attuative ed organizzative dell’ente – Elezione delle cariche interne – Violazione – Sussistenza – Permanenza della violazione – Moltiplicazione degli effetti – Sospensione cautelare degli effetti della delibera – Necessità.

La violazione delle regole statutarie si traduce in una esiziale alterazione delle modalità attuative, organizzative e funzionali dell’associazione, nonché degli atti che ne determinano l’indirizzo e poiché il perpetuarsi delle violazioni in esame potrebbe tradursi in una inammissibile moltiplicazione degli effetti pregiudizievoli derivanti da detta violazione, devono ritenersi sussistenti validi motivi per la sospensione cautelare degli effetti della delibera impugnata nonché per l’inibitoria delle cariche interne alla associazione che siano state illegittimamente elette. (Maria Maddalena Gaeta) (riproduzione riservata) Tribunale Roma 11 giugno 2009 .


Società - Delibera assembleare di s.r.l. attributiva di compenso "sproporzionato" agli amministratori - Attuazione di transazione fra i soci - Voto determinante del socio-amministratore - Annullamento - Pregiudizio all'interesse sociale - Necessità.

La delibera determinativa del compenso degli amministratori è annullabile, ai sensi dell’art. 2373 cod. civ., quando persegue il soddisfacimento di interessi extrasociali, senza che risulti condizionante in sé – ai fini del conflitto di interessi ovvero anche dell’eccesso di potere – la decisività del voto da parte dell’amministratore che sia anche socio; così, l’attuazione con essa di una transazione – dunque di un patto parasociale – fra i soci, compresi gli impugnanti soci di minoranza, può rivelare la contrarietà all’interesse sociale del successivo voto, in termini di pregiudizio al patrimonio della società, ciò solo giustificando la legittimazione all’impugnazione dei soci dissenzienti in quanto tali. (Fonte: Corte di Cassazione) Cassazione civile, sez. I 03 dicembre 2008 .


Società a responsabilità limitata – Redazione del bilancio – Principio di chiarezza – Rapporti tra società controllante e controllata – Bilancio in forma abbreviata – Attenuazione del principio di chiarezza e del dovere di fornire informazioni complementari.

Il principio della rilevanza autonoma, ai fini della dichiarazione di nullità, della chiarezza analitica del bilancio deve essere applicato tenendo conto del fatto che, in ipotesi di bilancio redatto in forma abbreviata, il dovere di fornire le informazioni complementari necessarie allo scopo non deve essere tale da svuotare di significato l’art. 2435 bis cod. civ. che consente appunto di redigere il bilancio con tale modalità. In ogni caso, in presenza di violazioni al principio di chiarezza, occorre tener conto che le modifiche apportate dalla riforma di cui al d. lgs. n. 6/2003 hanno chiaramente privilegiato la stabilità delle deliberazioni assembleari, con la conseguenza che delle violazioni in parola deve essere valutata l’effettiva incidenza sull’intelligibilità della situazione economico-patrimoniale della società. (Fattispecie in tema di informazioni relative ai rapporti tra controllante e controllata e di errata qualificazione di voce del patrimonio netto). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso 14 novembre 2008 .


Bilancio redatto in forma abbreviata – Oscurità di voci di spesa – Lettura in assemblea del dettaglio – Mancata annotazione del dissenso.

Deve essere respinta la censura di oscurità e genericità della voce “fatture da ricevere” contenuta in un bilancio redatto in forma abbreviata, qualora il socio ricorrente, pur avendo votato contro l’approvazione del bilancio, abbia assistito in assemblea alla lettura del dettaglio delle voci di spesa e non abbia, con riferimento al punto in questione, fatto annotare il proprio dissenso. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Salerno 12 maggio 2008 .


Società a responsabilità limitata – Richiesta di rinvio dell’assemblea – Applicazione analogica – Esclusione.

La disposizione di cui all’art. 2374 codice civile, in forza della quale, nell’ambito delle società per azioni, i soci che rappresentano almeno un terzo del capitale possono chiedere, ove si dichiarino non adeguatamente informati sugli oggetti posti in deliberazione, il rinvio dell’assemblea a non oltre cinque giorni, non è applicabile in via analogica alle società a responsabilità limitata ridisegnate dalla riforma di cui al D.Lgs. n. 6/2003, fermo restando la possibilità di prevedere tale meccanismo in sede di formazione dello statuto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Nola 21 febbraio 2008 .


Società per azioni a capitale pubblico – Impugnazione della delibera del consiglio di amministrazione – Natura di atto autoritativo comportante la lesione di interessi legittimi – Esclusione – Giurisdizione del giudice amministrativo – Esclusione.

Società per azioni – Delibera avente ad oggetto l’annotazione sul libro soci del trasferimento di azioni – Competenza del consiglio di amministrazione – Sussistenza.

La delibera del consiglio di amministrazione di una società per azioni a capitale pubblico con la quale viene rifiutata l’iscrizione nel libro soci del trasferimento di azioni da un socio della stessa ad un terzo nonché quella assembleare di approvazione del bilancio non sono espressione di atti autoritativi della p.a. o di enti concessionari incidenti sulla posizione soggettiva di terzi, comportanti quindi la lesione di interessi legittimi, e non attengono all’esercizio discrezionale di un pubblico potere, sicché deve escludersi che la controversia avente ad oggetto la validità di tali atti appartenga alla giurisdizione del giudice amministrativo. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata)

La deliberazione adottata dal consiglio di amministrazione di società per azioni relativa all’annotazione nel libro dei soci del trasferimento di azioni (nel caso di specie di rifiuto e revoca dell’annotazione già eseguita) non esula dalle competenze di tale organo e non ha un oggetto né impossibile né illecito conseguendone che l’azione volta a farne dichiarare l’illegittimità deve essere proposta entro il termine stabilito dall’art 2377 c.c.. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata)
Tribunale Mantova 14 febbraio 2008
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Associazioni – Deliberazione adottata dall’assemblea dell’associazione in liquidazione – Inesistenza.

Associazioni – Liquidazione – Partecipazione degli associati alle perdite – Esclusione.

A seguito della messa in liquidazione dell’associazione, a differenza di quanto accade nelle società, l’assemblea degli associati cessa, e comunque non ha più ragione di esistere. Ne consegue che la delibera eventualmente adottata da tele organo deve ritenersi addirittura inesistente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

E’ illegittima la delibera assembleare di una associazione che ponga a carico degli associati le perdite dell’associazione e tutti gli oneri relativi alla sua liquidazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Verona 27 novembre 2007
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Società di capitali - Delibera di approvazione del bilancio - Delibera implicita di approvazione del compenso degli amministratori - Contrasto di giurisprudenza - Rimessione degli atti alle S.U.

L'esistenza di diversi orientamenti della Corte in ordine alla configurabilità, nella delibera di approvazione del bilancio che contenga una posta relativa al compenso degli amministratori, di una delibera implicita di approvazione del compenso stesso e l'esistenza di orientamenti contrastanti sulla più generale questione della configurabilità in una delibera assembleare di una delibera implicita, suggeriscono di rimettere gli atti al Primo Presidente per l'eventuale assegnazione alle Sezioni Unite. Cassazione civile, sez. I 10 ottobre 2007 .


Società a responsabilità limitata – Omessa comunicazione della convocazione dell’assemblea – Delibera di approvazione del bilancio – Nullità.

E’ nulla ai sensi dell’art. 2479 ter cod. civ. la delibera di approvazione del bilancio adottata in assemblea la cui convocazione non sia stata comunicata a tutti i soci. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano 29 marzo 2007 .


Nuovo processo societario – Notifica degli atti a mezzo fax – Nullità.

Rimessione in termini – Applicabilità al processo societario – Termine ultimo per la proposizione dell’istanza.

Impugnazione del bilancio d’esercizio – Presclusione di cui all’art. 2434 bis, I comma, c.c. – Approvazione dei bilanci successivi in corso di giudizio – Irrilevanza.

E’ nulla e non esistente la notifica degli atti processuali effettuata a mezzo fax ai sensi dell’art. 17 del d. lgs. n. 5/2003 senza l’intervento dell’ufficiale giudiziario e senza l’attestazione di ricevimento sull’originale. La nullità dell’istanza di fissazione dell’udienza notificata a mezzo fax potrà tuttavia essere sanata qualora la parte che l’abbia eccepita non neghi di averla ricevuta ed abbia altresì lamentato la difformità del contenuto dell’atto dall’originale depositato in cancelleria. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

L’art. 184 bis c.p.c. codifica un principio generale dell’ordinamento processuale che deve ritenersi implicitamente richiamato dall’art. 1 del d. lgs. n. 5/2003, mancando ogni ragione che induca a ritenerne l’incompatibilità con il processo societario. Nell’ambito di tale processo, la rimessione in termini potrà pertanto essere richiesta fino a quando il collegio non abbia trattenuto la causa per la decisione. (Nel caso di specie è stata ritenuta ammissibile la produzione di documenti con la comparsa conclusionale perché di formazione successiva alla chiusura della fase istruttoria). (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Ai fini dell’applicazione dell’art. 2434 bis c.c. che, al primo comma, esclude la proponibilità delle azioni di impugnazione del bilancio di un esercizio allorché sia già stato approvato il bilancio dell’esercizio successivo, si deve avere riguardo al momento della proposizione dell’azione non potendo assumere rilievo l’approvazione dei bilanci successivi in corso di giudizio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Pavia 20 febbraio 2007
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Società a responsabilità limitata – Impugnazione di delibera assembleare – Soci assenti ed astenuti – Legittimazione – Sussistenza.

Società a responsabilità limitata – Obbligo di deposito del bilancio – Deposito tardivo – Violazione – Annullamento delle delibera di approvazione del bilancio e di quelle che la presuppongo.

Società a responsabilità limitata – Richiesta all’autorità giudiziaria di esclusione del socio – Inammissibilità.

L’art. 2479 ter c.c. disciplina unitariamente l’impugnazione delle decisioni dei soci di s.r.l., che possono essere adottate, non solo con il metodo assembleare, ma anche mediante consultazione scritta o con l’acquisizione per iscritto del consenso (art. 2479 c.c.). Ne consegue che la dizione “soci che non vi hanno consentito” comprende tutti i soci che in un modo o nell’altro (deliberazione assembleare, consultazione scritta o acquisizione del consenso scritto) non hanno prestato il consenso alla decisione, sicché, in caso di decisione assunta con il metodo assembleare, tra i “soci che non vi hanno consentito” devono senza dubbio ritenersi compresi i soci assenti, quelli dissenzienti ed anche quelli astenuti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

L'obbligo di deposito del (progetto di) bilancio nei quindici giorni antecedenti l’assemblea convocata per l’approvazione è strumentale alla funzione di assicurare il soddisfacimento del diritto del socio ad essere informato. E poichè è lo stesso legislatore che individua i tempi e i modi attraverso cui l'esigenza di consultazione e di adeguata informazione dei soci è da ritenersi soddisfatta, non solo il mancato deposito, ma anche il tardivo deposito, costituisce violazione della disposizione in esame. Ne consegue che, in tale ipotesi, dovrà essere annullata la delibera di approvazione del bilancio così come la successiva delibera di riduzione per perdite del capitale sociale che presuppone l’adozione della prima delibera. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

L’art. 2473 bis c.c. consente di stabilire nell’atto costitutivo delle s.r.l. specifiche ipotesi di esclusione per giusta causa del socio, ma non consente di adire il giudice per ottenere una pronuncia che escluda il socio dalla società. In assenza di una previsione legislativa, deve infatti escludersi un potere così penetrante dell’autorità giurisdizionale all’interno della compagine sociale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Biella 07 luglio 2006
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Società a responsabilità limitata – Approvazione del bilancio nel maggior termine previsto dall’art. 2364 cod. civ. – Condizioni – Indicazione delle ragioni della proroga nella relazione sulla gestione – Necessità.

E’ legittima la clausola statutaria che consente l’approvazione del bilancio nel maggior termine previsto dall’art. 2364 ult. comma cod. civ. e ciò anche se la clausola non contenga l’esplicita enunciazione delle particolari esigenze che giustificano la proroga. Occorre tuttavia che le particolari esigenze cui la legge fa riferimento siano dovute a circostanze obiettive e precisamente determinate, facilmente riscontrabili dall’esame del bilancio da approvare e che esse siano indicate nella relazione sulla gestione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Isernia 19 aprile 2006 .


Società per azioni – Sequestro delle azioni – Legittimazione del singolo amministratore all’impugnazione di delibere assembleari – Sussistenza.

Società per azioni – Impugnazione di delibere assembleari – Legittimazione del consiglio di amministrazione e del singolo amministratore – Distinzione – Fattispecie.

Società per azioni – Delibera assembleare – Abuso o eccesso di potere – Conflitto di interessi – Distinzione.

La legittimazione degli amministratori all’impugnazione delle delibere assembleari sussiste anche nel caso in cui le azioni siano sottoposte a sequestro giudiziario. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Anche dopo la riformulazione dell’art. 2377, co. 2 codice civile, si deve ritenere che la legittimazione all’impugnazione di delibere assembleari di società per azioni spetti al consiglio di amministrazione in forma collegiale quando le delibere vengono impugnate nel solo interesse della società ed al singolo componente del consiglio quando le delibere vengono impugnate nell’interesse personale del singolo amministratore, sia pur connesso allo svolgimento dell’incarico a lui affidato. (Nel caso di specie, il Tribunale ha ritenuto la legittimazione di ciascun amministratore ad impugnare la delibera che lo ha revocato anzitempo e che ha approvato l’azione di responsabilità nei suoi confronti) (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Il vizio della delibera per abuso o eccesso del potere di voto dei soci votanti a favore è fattispecie diversa dal vizio per adozione della delibera con il voto favorevole del socio in conflitto di interessi. L’abuso di potere, infatti, non presuppone un conflitto tra socio e società, ma un conflitto tra gruppi all’interno della società ove la delibera viene utilizzata in modo fraudolento nell’esclusivo interesse del gruppo votante. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Biella 23 maggio 2005
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Redazione del bilancio – Mancato accantonamento di oneri futuri per illegittima applicazione di interessi anatocistici – Impugnazione della delibera di approvazione del bilancio d’esercizio da parte di soci con quota inferiore al 5% del capitale sociale – Inammissibilità – Disparità di trattamento – Questione di incostituzionalità – Manifesta infondatezza.

E' manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 157 d. lgs. 58/98 in relazione agli artt. 3, 24, 46, 47, 76, 101 e 102 della Costituzione. Tribunale Mantova 22 marzo 2005 .


Società a responsabilità limitata – Mancato adeguamento dello statuto – Clausola arbitrale – Nullità – Sussistenza.

Società a responsabilità limitata – Impugnazione della delibera di riduzione del capitale sociale al di sotto del minimo legale – Omesso deposito della relazione sulla situazione patrimoniale – Nullità – Sussistenza.

La clausola arbitrale che, alla data del 1 ottobre 2004, non sia stata adeguata alla nuova normativa in materia societaria e che preveda il conferimento del potere di nomina degli arbitri in capo a soggetti intranei alla compagine sociale deve essere considerata radicalmente nulla; trattasi di nullità radicale che priva di qualsivoglia effetto nella sua interezza la originaria scelta compromissoria, non potendo nella specie trovare applicazione il meccanismo di salvezza di cui al comma II dell'art 1419 cc per le ipotesi di nullità parziale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

La norma contenuta nell’art. 2446 c.c., la quale subordina la validità della delibera assembleare di riduzione e ricostituzione del capitale sociale al deposito, durante gli otto giorni che precedono la relativa assemblea, di una relazione aggiornata sulla situazione patrimoniale della società idonea a rappresentare l’effettiva ed attuale consistenza economica dell’ente, è applicabile anche alla fattispecie prevista dall’art. 2447 c.c. di riduzione per perdite del capitale sociale al di sotto del minimo legale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Catania 26 novembre 2004
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Nuovo processo societario – Arbitrato – Applicazione limitata ai diritti disponibili.

Nuovo processo societario – Arbitrato – Materie compromettibili – Cognizione incidenter tantum delle materie non compromettibili – Decisione secondo diritto.

Società – Vizi della delibera assembleare – Abuso ed eccesso di potere – Distinzione.

Società a responsabilità limitata – Recesso del socio – Determinazione del valore della quota – Valore di mercato al momento del recesso.

Società a responsabilità limitata – Esclusione del socio – Rimborso della quota – Valore contabile del patrimonio sociale – Illegittimità.

Al fine di individuare le materie che possono formare oggetto di compromesso nell’ambito dei rapporti societari, occorre fare riferimento all’art. 34 del d. lgs. 5/03, il quale pone il limite delle controversie che abbiano per oggetto diritti disponibili relativi al rapporto sociale.

Il nuovo sistema normativo dell’arbitrato in materia societaria può quindi essere così schematicamente riassunto: (a) l’oggetto del giudizio arbitrale rimane limitato, ex art. 34, alle sole materie compromettibili secondo i tradizionali criteri; (b) in queste materie, ex art. 36, l’arbitro può 'conoscere' di questioni non compromettibili incidenter tantum, in tal caso dovendo decidere inderogabilmente secondo diritto; (c) in ogni caso l’arbitro deve decidere secondo diritto, finanche ove non sussista la necessità di conoscere di questioni non compromettibili, se l’oggetto del giudizio è costituito dalla validità di delibere assembleari.

E’ condivisibile l’orientamento che affronta il problema dell’abuso e dell’eccesso di potere come vizio di legittimità della delibera assembleare alla luce del criterio della buona fede oggettiva e della correttezza stabilito dall’art. 1375 c.c.; si ritiene tuttavia preferibile quella dottrina che differenzia l’abuso dall’eccesso di potere, individuando il primo come limite negativo alle prerogative assembleari (quello cioè di non perseguire pure finalità extrasociali, id est contrarie all’interesse sociale) ed il secondo, l’eccesso di potere, come limite positivo (quale quello della proiezione della delibera nell’ambito del perseguimento dell’interesse sociale, ma con violazione di diritti di singoli soci non disponibili da parte della maggioranza).

Al fine di individuare il criterio dettato dall’art. 2473, co. 3° c.c., per la determinazione del valore della quota del socio receduto, è possibile ricercare l’intenzione del legislatore quale emerge dalla relazione ministeriale ove è chiarito che 'la disciplina dettata dal comma 3 dell’art. 2473 (..) tende ad assicurare che la misura della liquidazione della partecipazione avvenga nel modo più aderente possibile al suo valore di mercato; ed introduce un procedimento volto a superare le soluzioni penalizzanti tuttora adottate dal diritto vigente'. L’art. 2473 co. 3 c.c. va, pertanto, inteso nel senso che al socio è riconosciuto il diritto di ottenere il valore di mercato della sua partecipazione, determinato con riferimento al momento in cui è stato esercitato il recesso.

E’ illegittima per difformità dal modello legale previsto dall’art. 2473 c.c. la clausola statutaria che nell’ipotesi di esclusione del socio prevede il rimborso della quota in base al valore contabile del patrimonio sociale secondo l’ultimo bilancio approvato, con esclusione di plusvalenze consolidate dalle società.
Tribunale Lucca 03 novembre 2004
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Società a responsabilità limitata – Ultrattività della clausola arbitrale non adeguata alla nuova normativa – Insussistenza – Sostituzione automatica della clausola arbitrale nulla – Inapplicabilità.

Società a responsabilità limitata – Impugnazione delle delibere – Limiti alla legittimazione attiva del socio – Insussistenza.

Società a responsabilità limitata – Convocazione dell’assemblea – Poteri.

Le disposizioni statutarie in contrasto con la nuova disciplina processuale cessano di avere efficacia con l’entrata in vigore della riforma del diritto societario, per cui non è possibile ritenere che la clausola arbitrale difforme dalla nuova disciplina possa perpetuare la sua efficacia nel periodo compreso tra il 1 gennaio ed il 30 settembre 2004. Deve parimenti escludersi che al mancato adeguamento della clausola arbitrale si possa sopperire con la sostituzione automatica delle disposizioni contra legem con quelle di legge in applicazione della regola prevista dall’art. 1419 c.c.; la possibilità di ricorrere al presidente del tribunale per l’ipotesi di inerzia del terzo nella nomina degli arbitri non consente, infatti, di sopperire alla clausola che non preveda –così come la nuova normativa impone– che gli arbitri vengano nominati da un terzo e non dalle parti.

La mancata inclusione del terzo comma dell’art. 2377 c.c. tra i commi della stessa norma richiamati dall’art. 2479 ter c.c. è sintomatica della volontà del legislatore di non porre limiti alla possibilità per socio di società a responsabilità limitata di impugnare le delibere sociali.

Qualora l’atto costitutivo di società a responsabilità limitata preveda, ai sensi dell’art. 2479 bis, co. 1°, cc., che la convocazione dell’assemblea venga effettuata da parte dal cda di fatto composto da tre membri, solo detto organo collegiale è legittimato a tale convocazione, dovendosi la stessa ritenere nulla ove operata dal presidente del cda in quanto tale.
Tribunale Latina 22 giugno 2004
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Omologazione di delibera di riduzione del capitale sociale – Avviso di convocazione assemblea – Omessa indicazione delle ragioni della riduzione – Nullità della delibera.

  Tribunale Mantova 19 agosto 1999 .

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