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Casi di litisconsorzio facoltativo

 

Tribunale di Biella


Intermediazione finanziaria – Cd. “mini class action” – Litisconsorzio facoltativo – Mancanza di connessione – Inapplicabilità.
Litisconsorzio facoltativo – Mancanza di connessione tra le domande – Inammissibilità – Insussistenza.
Intermediazione finanziaria – Violazione dei doveri informativi - Nullità e annullabilità degli ordini di negoziazione – Contestazioni relative alla esecuzione dell’ordine ex art. 16 Raccolta Usi Unificati di Borsa – Inapplicabilità.
Intermediazione finanziaria – Titoli destinati ad investitori istituzionali – Offering circular – Negoziazione sul mercato secondario – Ammissibilità.
Intermediazione finanziaria – Violazione dei doveri di comportamento dell’intermediario – Nullità – Insussistenza – Risarcimento del danno.

Non vi è rapporto di connessione tale da giustificare il processo litisconsortile tra le domande avanzate da più investitori contro lo stesso intermediario ove l’apparente identità del petitum muova da titoli distinti, diversi essendo i singoli atti di acquisto nonché il contratto di negoziazione sottostante; né vi è necessaria coincidenza delle questioni da risolvere per il fatto che il contenzioso attinga alla medesima materia della intermediazione immobiliare. 
La violazione della norma  di cui all’art. 103 c.p.c., dovuta a mancanza di connessione tra le domande, non comporta la inammissibilità delle stesse ma solo la necessità di una distinta pronuncia sul merito di ciascuna di esse. 
Non è fondata l’eccezione di decadenza ex art. 16 della Raccolta degli usi unificabili di borsa -la quale dispone che le contestazioni relative all'esecuzione di ordini devono essere proposte prima dell'inizio della riunione di Borsa successiva al giorno in cui l'avviso di esecuzione, o di mancata esecuzione, giunge all'indirizzo del committente- qualora l’investitore deduca la nullità, l’annullabilità ovvero l’inefficacia degli ordini dovuta alla violazione delle norme sui doveri di informazione. 
L’assenza di prospetto informativo di titoli riservati ai soli investitori istituzionali impedisce agli intermediari autorizzati di sollecitare il pubblico all’acquisto dei titoli ma non di negoziarli ai propri clienti sul mercato secondario nella fase successiva al loro collocamento. 
E’ indubbia la natura collettiva degli interessi sottesi alle previsioni degli artt. 21 del T.U.F e 26, 28 e 29 del reg. Consob  n. 11522/98. All’interprete non è tuttavia consentito  generalizzare la sanzione della nullità espressamente prevista dal legislatore solo per ragioni di forma ed in presenza dell’espresso riferimento dell’art. 23 T.U.F. ai "giudizi di risarcimento dei danni cagionati al cliente nello svolgimento dei servizi dì investimento", espressione questa che rivela l'intento di colpire non il contratto, ma la condotta dell'intermediario.
Tribunale Padova 13 gennaio 2006
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Processo societario – Notifica dell’istanza di fissazione udienza a mezzo fax – Nullità – Sanatoria.

Litisconsorzio facoltativo improprio – Cd. mini class action – Soluzione di questioni parzialmente identiche – Speditezza del processo – Separazione dei giudizi.

Ove la notifica a mezzo fax degli atti processuali tra difensori non venga effettuata nel rispetto delle disposizioni normative e regolamentari concernenti la sottoscrizione e la trasmissione dei documenti informatici e teletrasmessi, così come prescritto dall’art. 17, 2° co. del d. lgs. n. 5/03, la relativa violazione integra unicamente un’ipotesi di nullità e non di inesistenza, atteso che la comunicazione di atti giudiziari a mezzo fax è prevista da varie disposizioni normative (l. 664/86, l. 53/94, d. lgs. 5/03) da cui si deduce che lo strumento in questione non è del tutto estraneo all’ordinamento.
Qualora detta nullità attenga alla notifica dell’istanza di fissazione dell’udienza, la stessa deve considerarsi sanata ex art. 156 u.c. c.p.c. qualora le altre parti abbiano depositato le comparse conclusionali senza modificare le conclusioni di merito ed istruttorie già formulate ovvero, pur non avendo depositato analogo atto, all’udienza di discussione avanti al Collegio, abbiano richiamato le conclusioni della comparsa di costituzione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

E’ opportuno disporre la separazione dei giudizi, in quanto la loro trattazione congiunta potrebbe nuocere alla speditezza del processo, nell’ipotesi in cui in uno stesso giudizio vengano proposte domande autonome e distinte da tre attori contro tre diversi convenuti e tra le domande non vi siano ragioni di connessione né soggettiva né oggettiva, implicando la loro decisione unicamente la soluzione di questioni solo parzialmente identiche. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Mantova 27 ottobre 2005
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