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Sequestro di azioni e pignoramento di quote

 

Tribunale di Biella


Società – Cessione di quote sociali – Conflitto tra acquirenti – Tutela cautelare urgente dei diritti connessi alla proprietà delle quote – Conflitto sulla proprietà – Sussistenza – Sequestro giudiziario – Ricorso ex art. 700 cod. proc. civ. – Inammissibilità.

E’ il sequestro giudiziario lo strumento tipico cui ricorrere ove si chieda in via cautelare ed urgente la tutela della titolarità di una quota sociale e dei diritti che la stessa comporta in una situazione di conflitto tra più acquirenti ed in vista del definitivo riconoscimento del diritto in favore di uno di loro. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Taranto 04 febbraio 2010 .


Società – Sequestro di azioni – Poteri del custode – Diritto di voto – Sussistenza.

Ai custodi delle azioni sottoposte a sequestro civile o penale è applicabile la disciplina di cui all’art. 2352 cod. civ., la quale attribuisce al custode delle azioni la legittimazione al diritto di voto coerentemente con il fatto che si tratta di soggetto che non è portatore di un proprio autonomo interesse rispetto alle azioni vincolate, ma che è soggetto ad un obbligo di conservazione del bene nell’interesse altrui o pubblico. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli 06 agosto 2009 .


Società – Nomina degli amministratori – Competenza inderogabile dell’assemblea – Nomina di custode da parte del giudice in sede cautelare – Omessa verifica della nomina in sede assembleare – Approvazione del bilancio – Nullità – Sussistenza.

La regola che stabilisce la competenza dell’assemblea per la nomina degli amministratori ha carattere cogente, perché posta a tutela di interessi generali, e le eccezioni a tale regola sono tassativamente stabilite dalla legge, tanto che devono ritenersi illegittime le clausole statutarie che sottraggono all’assemblea la competenza di nominare gli amministratori al di fuori dei casi previsti dalla legge. La devoluzione dei poteri amministrativi disposta dal giudice penale con provvedimento cautelare che dispone il sequestro preventivo delle quote sociali e la sospensione degli organi amministrativi deve, in virtù del principio sopra richiamato, essere verificata attraverso la convocazione di un’assemblea nel corso della quale procedere alla nomina di soggetti estranei alla precedente gestione da sottoporre al vaglio preventivo e successivo del giudice penale, ovvero alla nomina formale degli stessi custodi giudiziari ad amministratori. (Nel caso di specie è stata ritenuta nulla la delibera di approvazione del bilancio da parte dei custodi nominati dal giudice penale in difetto di nomina assembleare). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli 06 agosto 2009 .


Sequestro giudiziario di quote di società – Donazione indiretta – Collazione – Controversia sulla proprietà o il possesso esclusione.

Non può concedersi il sequestro giudiziario di quote di società di cui si assuma che l’intestazione a favore di uno dei coeredi sia avvenuta in virtù di una donazione indiretta atteso che tali beni sono soggetti a collazione per imputazione la quale  costituisce una fictio iuris per effetto della quale il coerede ha diritto a ricevere beni ereditari in misura ridotta rispetto agli altri, tenuto conto del valore (attuale) di quanto precedentemente donatogli, senza che i beni oggetto della collazione tornino materialmente e giuridicamente a far parte della massa ereditaria, incidendo essi esclusivamente nel computo aritmetico delle quote da attribuire ai singoli coeredi sicché non può sussistere una controversia sulla proprietà o il possesso. (mb) Tribunale Mantova 14 marzo 2008 .


Sequestro giudiziario – Cose determinate soltanto nella quantità e nel genere – Esclusione.

Essendo assoggettabili a sequestro giudiziario soltanto i beni suscettibili di proprietà o di possesso - o, quanto meno, di detenzione - in senso tecnico, oggetto di esso possono essere soltanto cose specifiche materiali e individuate e non anche quelle determinate soltanto nella quantità e nel genere sicché è inammissibile il sequestro giudiziario presso un conto corrente. (mb) Tribunale Mantova 14 marzo 2008 .


Esecuzione forzata – Pignoramento di quota di società a responsabilità limitata – Quote non liberamente trasferibili – Tutela dell’interesse alla coesione sociale – Fissazione del terzo incanto con ribasso del prezzo – Facoltà di presentazione di altro acquirente di cui all’art. 2471 cod. civ. – Limite alla libera formazione del prezzo di mercato – Ingiustificato pregiudizio dei creditori – Sussistenza – Questione di costituzionalità – Rilevanza.

E’ rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale degli artt. 2471 del codice civile e 538 del codice di procedura civile - per contrasto con gli artt. 3, 42, 24 e 111 Cost. - nella parte in cui non prevedono, in caso di mancata vendita della quota pignorata di società a responsabilità limitata anche dopo il secondo incanto e in difetto di altri beni pignorabili del debitore esecutato, la possibilità per il giudice dell’esecuzione di disporre nuovo incanto a prezzo ribassato fino ad un quinto escludendo che la società, nei dieci giorni dall’aggiudicazione, possa presentare un altro acquirente che offra lo stesso prezzo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bologna 14 maggio 2007 .


Sequestro giudiziario su azioni – Annotazione su libro soci – Formalità – Esecuzione – Modalità.

Ai sensi dell’art. 3, co. 3 del R.D. 29 marzo 1942 n. 239 il sequestro giudiziario di azioni può eseguirsi unicamente “sul titolo” mediante diretta apprensione della chartula da parte dell’ufficiale giudiziario laddove l’annotazione sul libro soci è adempimento successivo all’esecuzione del sequestro, idoneo ed opportuno per rendere il vincolo opponibile alla società e ai terzi ma non indispensabile all’attuazione della misura. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova 30 marzo 2006 .


Controllo giudiziario sulle società – Società per azioni – Sequestro di azioni – Costituzione di pegno – Annotazione nel libro soci – Necessità – Provvedimento del Tribunale ex art. 2409 c.c. – Ammissibilità.

Il provvedimento di sequestro di azioni deve essere annotato nel libro soci, trattandosi di formalità necessaria alla esecuzione della cautela al fine di rendere opponibile il sequestro alla società e quindi l’inoppobilità a quest’ultima delle successive vicende traslative del titolo sequestrato. Analogo adempimento deve essere eseguito con riferimento alla costituzione in pegno delle azioni al fine di consentire l’esercizio dei diritti sociali e del diritto di credito in esse incorporato. L’omessa annotazione nel libro soci di tali circostanze è rilevante ai sensi dell’art. 2409 c.c. e il Tribunale può ordinare all’amministratore in carica di provvedervi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova 26 aprile 2004 .

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