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Massimario del Processo Societario

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art. 2

 

 

Art. 1

Ambito di applicazione

 

  1. Si osservano le disposizioni del presente decreto legislativo in tutte le controversie, incluse quelle connesse a norma degli articoli 31, 32, 33, 34, 35 e 36 del codice di procedura civile, relative a:
    a) rapporti societari, ivi compresi quelli concernenti le società di fatto, l'accertamento, la costituzione, la modificazione o l'estinzione di un rapporto societario, le azioni di responsabilità da chiunque promosse contro gli organi amministrativi e di controllo, i liquidatori e i direttori generali delle società, delle mutue assicuratrici e delle società cooperative nonché contro il soggetto incaricato della revisione contabile per i danni derivanti da propri inadempimenti o da fatti illeciti commessi nei confronti della società che ha conferito l'incarico e nei confronti dei terzi danneggiati
    ;
    b) trasferimento delle partecipazioni sociali, nonché ogni altro negozio avente ad oggetto le partecipazioni sociali o i diritti inerenti;
    c) patti parasociali, anche diversi da quelli disciplinati dall'articolo 2341-bis del codice civile, e accordi di collaborazione di cui all'articolo 2341-bis, ultimo comma, del codice civile;
    d) rapporti in materia di intermediazione mobiliare da chiunque gestita, servizi e contratti di investimento, ivi compresi i servizi accessori, fondi di investimento, gestione collettiva del risparmio e gestione accentrata di strumenti finanziari, vendita di prodotti finanziari, ivi compresa la cartolarizzazione dei crediti, offerte pubbliche di acquisto e di scambio, contratti di borsa;
    e) materie di cui al decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385, quando la relativa controversia è promossa da una banca nei confronti di altra banca ovvero da o contro associazioni rappresentative di consumatori o camere di commercio;
    f) credito per le opere pubbliche.

  2. Restano ferme tutte le norme sulla giurisdizione. Spettano esclusivamente alla corte d'appello tutte le controversie di cui agli articoli 145 decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385, e 195 decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58.

  3. Salvo che nelle controversie di cui al comma 1, lettera e), il tribunale giudica a norma del capo I del titolo II del presente decreto in composizione collegiale. Nelle azioni promosse da o contro associazioni rappresentative dei consumatori e dalle camere di commercio il tribunale giudica in composizione collegiale anche se relative alle materie di cui al comma 1, lettera e).

  4. Per quanto non diversamente disciplinato dal presente decreto, si applicano le disposizioni del codice di procedura civile, in quanto compatibili.

  5. Quando rileva che una causa relativa ad uno dei rapporti di cui al comma 1 è stata proposta in forme diverse da quelle previste dal presente decreto, il giudice dispone con ordinanza il mutamento di rito e la cancellazione della causa dal ruolo; dalla comunicazione dell'ordinanza decorrono, se emessa a seguito dell'udienza di prima comparizione, i termini di cui all'articolo 6 ovvero, in ogni altro caso, i termini di cui all'articolo 7; restano ferme le decadenze già maturate.

 

 

Tribunale di Biella
                                                                   


Processo societario - Mutamento del rito da societario ad ordinario - Natura vincolante dell'ordinanza.

L’ordinanza del tribunale che disponga il mutamento del rito da societario ad ordinario vincola il giudicante anche nell’ipotesi in cui questi ritenga che la controversia debba essere trattata e decisa nelle forme del rito societario; il d.lgs. n. 5/2003 non prevede, infatti, l’ipotesi in cui il giudice monocratico investito della causa a seguito del mutamento di rito da societario ad ordinario ritenga invece corretta la trattazione con il rito societario. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova 03 giugno 2013 .


Processo societario – Ambito di applicazione – Estensione del rito ai procedimenti connessi – Eccesso di delega – Sussistenza – Incostituzionalità - Sussistenza.

E’ costituzionalmente illegittimo l'art. 1, comma 1, del decreto legislativo 17 gennaio 2003, n. 5 (Definizione dei procedimenti in materia di diritto societario e di intermediazione finanziaria, nonché in materia bancaria e creditizia, in attuazione dell'articolo 12 della legge 3 ottobre 2001, n. 366), limitatamente alle parole: «incluse quelle connesse a norma degli articoli 31, 32, 33, 34, 35 e 36 del codice di procedura civile». Corte Costituzionale 28 marzo 2008 .


Processo societario - Declaratoria di illegittimità costituzionale - Effetti sui procedimenti pendenti - Rapporti esauriti o consolidati - Esclusione.

La declaratoria di incostituzionalità di una norma processuale non incide sui rapporti processuali esauriti o consolidati, intendendosi per tali ultimi quelli che hanno trovato definitiva conclusione mediante sentenza passata in giudicato e quelli per i quali sia decorso il termine di prescrizione o di decadenza per l'esercizio di diritti ad essi relativi. (Il tribunale ha applicato tale principio con riferimento agli effetti della declaratoria di illegittimità costituzionale dell'art. 13 c.p.i. - che disponeva l'applicazione del rito societario anche ai processi in materia industriale - ad un procedimento nell'ambito del quale era stato definito il thema decidendum e il thema probandum per essere state già depositate l'istanza di fissazione dell'udienza e la nota di cui all'art. 10 del d. lgs. n. 5/2003). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Venezia 21 agosto 2007 .


Processo societario – Mutamento del rito – Omessa riassunzione da parte dell’attore – Istanza del convenuto di fissazione dell’udienza – Ammissibilità.

Disposto il mutamento del rito da ordinario a societario, qualora l’attore non provveda a notificare al convenuto la memoria di cui all’art. 6 del d.lgs. n. 3/05, il convenuto ha facoltà di notificare l’istanza di fissazione dell’udienza con ciò provvedendo anche alla riassunzione del processo. Tribunale Torino 04 luglio 2007 .


Procedimenti in materia di proprietà industriale e di concorrenza sleale – Applicazione delle norme del nuovo processo societario – Illegittimità costituzionale – Sussistenza.

Dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 134, comma 1, del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30 (Codice della proprietà industriale, a norma dell'articolo 15 della legge 12 dicembre 2002, n. 273), nella parte in cui stabilisce che nei procedimenti giudiziari in materia di proprietà industriale e di concorrenza sleale, la cui cognizione è delle sezioni specializzate, quivi comprese quelle che presentano ragioni di connessione anche impropria, si applicano le norme dei capi I e IV del titolo II e quelle del titolo III del decreto legislativo 17 gennaio 2003, n. 5 (Definizione dei procedimenti in materia di diritto societario e di intermediazione finanziaria, nonché in materia bancaria e creditizia, in attuazione dell'articolo 12 della legge 3 ottobre 2001, n. 366); dichiara, in applicazione dell'art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87, l'illegittimità costituzionale dell'art. 134, comma 1, del decreto legislativo n. 30 del 2005, nella parte in cui stabilisce che nei procedimenti giudiziari in materia di illeciti afferenti all'esercizio di diritti di proprietà industriale ai sensi della legge 10 ottobre 1990, n. 287, e degli articoli 81 e 82 del Trattato UE, la cui cognizione è del giudice ordinario, ed in generale in materie di competenza delle sezioni specializzate, quivi comprese quelle che presentano ragioni di connessione anche impropria, si applicano le norme dei capi I e IV del titolo II e quelle del titolo III del decreto legislativo 17 gennaio 2003, n. 5. Corte Costituzionale 17 maggio 2007 .


Processo societario – Ordinanza di mutamento del rito – Ripartizione interna degli affari tra le sezioni del tribunale – Questione di competenza – Esclusione.

La ripartizione delle funzioni fra le sezioni destinate alla trattazione delle controversie a carattere societario in base al rito introdotto dal d.lgs. n. 5/03, così come la ripartizione tra le sezioni lavoro e quelle ordinarie è estranea al concetto di competenza e attiene alla distribuzione degli affari all'interno dello stesso ufficio, con conseguente inammissibilità del regolamento di competenza proposto avverso l'ordinanza con la quale il giudice adito affermi la competenza di altra sezione del medesimo organo giudicante Cassazione civ. 09 novembre 2006 .


Giudizio civile - Novella - Procedimento instaurato - Nozione - Consegna dell’atto all’ufficiale giudiziario - Insufficienza - Perfezionamento della notifica – Necessità.

Le norme introdotte con il d.l. 35/05 e successive modifiche si applicano, nei procedimenti introdotti con citazione, ai giudizi rispetto ai quali la notifica al convenuto si è perfezionata a partire dal 1-3-2006 e ciò anche se la consegna dell’atto da notificare all’ufficiale giudiziario sia intervenuta in un momento anteriore. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova 21 giugno 2006 .


Nuovo processo societario – Questioni di legittimità costituzionale – Manifesta inammissibilità.

E’ manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 12 della legge 3 ottobre 2001, n. 366 (Delega al Governo per la riforma del diritto societario), e, «per derivazione», degli articoli da 2 a 17 del decreto legislativo 17 gennaio 2003, n. 5 (Definizione dei procedimenti in materia di diritto societario e di intermediazione finanziaria, nonché in materia bancaria e creditizia, in attuazione dell'art. 2 della legge 3 ottobre 2001, n. 366), sollevata – in riferimento all'art. 76 della Costituzione – dal Tribunale di Napoli.E’ manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale del decreto legislativo n. 5 del 2003, «limitatamente al titolo II capo I agli articoli 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17», sollevata –in riferimento agli artt. 3, 76, 97 e 111, primo e secondo comma, della Costituzione– dal Tribunale di Brescia Corte Costituzionale 26 maggio 2006 .


Responsabilità degli amministratori di società – Ricorso per sequestro conservativo – Delibera dell’assemblea o del collegio sindacale – Presupposti – Necessità.

La legittimazione processuale del legale rappresentante della società a promuovere azione di responsabilità nei confronti degli amministratori necessita, a’ sensi dell’art. 2393, 1° comma cod. civ., del presupposto indispensabile costituito dalla deliberazione assembleare o dalla deliberazione del collegio sindacale che approva la promozione dell’azione. In mancanza di tale presupposto, deve ritenersi improponibile anche il ricorso in sede cautelare volto ad ottenere il sequestro conservativo dei beni dell’amministratore a garanzia della promuovenda azione risarcitoria. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Biella 19 maggio 2006 .


Costituzione di società – Mancata costituzione – Domanda di restituzione dei conferimenti – Processo societario – Applicabilità.

Rientra nell’ambito di applicazione del nuovo rito societario la controversi avente ad oggetto la richiesta di restituzione di somme che il richiedente assumere di aver consegnato a titolo di conferimento per la costituzione di società poi non cosituitasi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Viterbo 30 marzo 2006 .


Fallimento del socio illimitatamente responsabile – Accertamento della qualità di socio e opposizione alla dichiarazione di fallimento – Nuovo processo societario – Applicabilità.

E’ soggetta al rito societario la domanda con la quale il socio illimitatamente responsabile di società di persone chieda che venga accertato l’avvenuto suo recesso dalla società e quindi la revoca della dichiarazione di fallimento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Biella 25 novembre 2005 .


Consorzi non costituiti in forma societaria – Controversie tra consorzio e consorziato – Impugnazione di delibere consortili – Disciplina societaria – Nuovo processo societario – Inapplicabilità.

La disciplina delle società non trova applicazione, né per espressa previsione normativa né per analogia stante la disciplina tipica prevista dagli artt. 2602 e ss., in questioni quali la risoluzione del rapporto tra consorzio e consorziato e l’impugnazione di deliberazioni consortili e più in generale nelle vicende che investono i rapporti consortili con riguardo a consorzi non costituiti in forma societaria. Ne consegue che le controversie relative a tali questioni esulano dall’ambito di applicazione di cui all’art. 1 d. lgs. n. 5/2003. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova 17 novembre 2005 .


Piano finanziario 4you con polizza assicurativa – Valore della polizza legato a prodotti finanziari - Processo societario – Esclusione.

La controversia sulla nullità di un negozio avente ad oggetto un piano finanziario (nella specie “4you”) consistente nella concessione di un finanziamento finalizzato esclusivamente all’acquisizione di una polizza assicurativa sulla vita non rientra nell’ambito di applicazione dell’art. 1 d. lgs. n. 5/2003 e ciò anche nell’ipotesi in cui la polizza sia ancorata al valore di fondi di investimento e comporti per il sottoscrittore rischi finanziari. Tribunale Mantova 16 novembre 2005 .


Nuovo processo societario – Opposizione a decreto ingiuntivo – Riduzione dei termini – Mutamento del rito – Termine per la riassunzione.

La disposizione contenuta nell’art. 2, 3° co. del d. lgs. n. 5/03, la quale dispone che in caso di opposizione a norma dell’art. 645 c.p.c. i termini sono ridotti alla metà, deve intendersi riferita non solo al termine a comparire di cui all’art. 163 bis, ma a tutti i termini del procedimento, ivi compreso quindi quello per la riassunzione del processo a seguito di mutamento del rito.Pertanto, qualora l’opposizione a decreto ingiuntivo venga proposta nelle forme del rito ordinario anziché in quelle del nuovo processo societario, il termine per la notifica dell’atto di riassunzione è di quindici giorni decorrenti dall’ordinanza che ha disposto il mutamento del rito e la cancellazione della causa dal ruolo. Tribunale Firenze 14 luglio 2005 .


Liquidazione della quota del socio receduto – Processo sommario societario – Applicabilità Termine minimo a comparire di cui all’art. 2 lett. c d. lgs. 5/03 – Inapplicabilità.

Il termine minimo a comparire di 60 giorni di cui all’art. 2, lett. c) del d. lgs. n.5/03 non si applica alle controversie promosse con rito il rito sommario di cui all’art. 19, ove detto termine ben può essere inferiore, purchè tenga conto che la costituzione in giudizio del convenuto deve avvenire almeno dieci giorni prima dell’udienza. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Lucca 24 giugno 2005 .


Processo societario – Scambio delle memorie e degli atti tra difensori - Nullità e inesistenza delle notificazioni eseguite a mezzo fax e posta elettronica – Sanatoria - Esclusione.Processo societario – Mutamento del rito – Omessa riassunzione – Notifica della memoria di contro replica – Estinzione del giudizio – Insussistenza.

Nell’ambito del processo societario, ove difetti la dichiarazione del difensore di volersi avvalere di mezzi di trasmissione degli atti processuali quali il fax o la posta elettronica, nel caso cioè in cui difetti l’assunzione del rischio derivante dall’utilizzo di strumenti che allo stato non rispondono pienamente alle esigenze di certezza che caratterizzano il processo civile, più che una questione di invalidità, si pone un problemai di inesistenza delle comunicazioni e notificazioni effettuate con tali mezzi.Ne consegue che la dichiarazione del difensore destinatario dell’atto deve ritenersi elemento interno ed essenziale della fattispecie complessa costitutiva della notificazione o della comunicazione, con la conseguenza che, in sua mancanza, non può attribuirsi efficacia sanante per preteso conseguimento dello scopo e ciò anche quando la parte si sia difesa nel merito. Qualora venga disposto il mutamento del rito ed ordinata la cancellazione della causa dal ruolo, il fatto che l’attore non abbia notificato al convenuto memoria di replica ai sensi dell’art. 6 d. lgs. n. 5/03 non comporta l’estinzione del giudizio ove il convenuto si sia avvalso della facoltà di notificare all’attore memoria di contro replica ai sensi dell’art. 7, 1° co. con la quale, pur eccependo l’estinzione del giudizio abbia precisato nel merito le proprie difese. Tribunale Bari 02 giugno 2005 .


Nuovo processo societario – Mutamento del rito – Riassunzione del processo –Notifica della memoria di replica.

Ove sia disposto il mutamento dal rito ordinario a quello speciale, la riassunzione del processo avviene mediante notifica della memoria di replica nei termini di cui all’art. 6 del d. lgs. n. 5/03 decorrenti dalla comunicazione dell’ordinanza. Detta notifica costituisce infatti al contempo atto di riassunzione e di prosecuzione del processo. Tribunale Milano 23 aprile 2005 .


Nuovo processo societario – Azione di responsabilità nei confronti di ex amministratore di società per azioni – Fatto successivo alle dimissioni dalla carica – Applicabilità della disciplina di cui al d. lgs. n. 5/03 – Sussistenza.

Nuovo processo societario – Mutamento del rito – Cancellazione della causa dal ruolo – Prosecuzione con scambio di memorie – Differenze – Fattispecie.

Rientra nell’ambito dei rapporti societari, e deve quindi essere applicato il rito previsto dal d. lgs. n. 5/03, la controversia avente ad oggetto la responsabilità di un amministratore di società per azioni per atti compiuti dopo la cessazione della carica e ciò in quanto le norme sulla opponibilità della cessazione dalla carica e sulla sua iscrizione tutelano l’affidamento dei terzi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Qualora debba disporsi la conversione nel nuovo rito societario previsto dal d. lgs. n. 5/03, il giudice dispone la cancellazione della causa dal ruolo solo nel caso in cui il provvedimento di conversione venga emesso prima dell’udienza; per il caso, invece, in cui l’ordinanza di conversione del rito venga emessa a seguito di udienza, la prosecuzione del processo avviene mediante lo scambio di memorie che, secondo la disposizione di cui all’art. 1, 5° co., deve proseguire con la decorrenza dei termini ex art. 6 e cioè con la solo notifica della memoria di replica da parte dell’attore, ovvero delle memorie di cui all’art. 7. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Milano 21 aprile 2005
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Processo societario – Mutamento del rito – Istanza di fissazione udienza – Decadenze maturate – Modificazione e precisazione di domande ed eccezioni – Decadenza.

Nel procedimento ordinario che derivi da un mutamento dal rito societario, l’attore non potrà più modificare e/o precisare domande ed eccezioni, né potrà formulare nuove istanze istruttorie e produrre nuovi documenti rispetto a quelli già indicati nell’istanza di fissazione d’udienza. Tribunale Ivrea 11 marzo 2005 .


Processo societario – Controversie in materia finanziaria – Inesistenza del contratto – Sussistenza di un rapporto giuridico – Distinzione – Rito applicabile.

Il legislatore delegato ha inteso individuare l’ambito di applicazione delle materie di cui al d. lgs. n. 58/2003 facendo riferimento non necessariamente alla esistenza di un contratto o, più in generale, di un negozio, tra le parti, ma al più ampio concetto di un rapporto giuridico, ricomprendendo così in detta categoria tutte quelle ipotesi in cui viene in rilievo non un contratto o comunque un atto negoziale, ma in ogni caso una vicenda giuridica di relazione tra soggetti che trova disciplina nel citato d. lgs. (Nella specie, si è ritenuto che la controversia nella quale è stata dedotta, non la nullità, ma l’inesistenza di un contratto di acquisto di un prodotto finanziario e dei relativi servizi accessori dovesse essere assoggettata al rito di cui all’art. 1, 1° co., lett. d) del d. lgs. n. 5/2003 in quanto le parti, nelle proprie prospettazioni, non avevano escluso l’esistenza di un rapporto giuridico relativo a tale fattispecie). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale L'Aquila 21 febbraio 2005 .


Società a responsabilità limitata – Revoca dell’amministratore – Risarcimento danni – Nuovo processo societario – Inapplicabilità.

Il rapporto gestorio intercorrente tra la società e gli amministratori si pone all’esterno del contratto sociale e sebbene risulti in senso lato funzionale alla esecuzione di questo rimane da esso distinto sia dal punto di vista genetico che funzionale. Ne deriva che la controversia promossa dall’amministratore al fine di ottenere il risarcimento dei danni conseguenti alla revoca dell’incarico in difetto di giusta causa non rientra tra quelle previste dall’art. 1 del d. lgs. 17 gennaio 2003 n. 5. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Catania 18 febbraio 2005 .


Processo societario – Mutamento del rito – Riassunzione del processo – Modalità – Estinzione.

Dopo la cancellazione dal ruolo per mutamento del rito, il processo può essere riassunto anche mediante l’istanza di fissazione dell’udienza, non essendo necessario a tal fine la notifica di apposita memoria di replica. Tribunale Bari 02 febbraio 2005 .


Nuovo processo societario – Istanza di fissazione udienza - Mutamento del rito – Riassunzione del processo – Modalità - Estinzione.

Qualora il mutamento del rito venga disposto all’esito dell’udienza di comparizione delle parti, l’attore ha l’onere di procedere alla riassunzione del processo mediante notifica della memoria di replica di cui all’art. 6 d. lgs. n. 5/03. Tribunale Treviso 11 ottobre 2004 .


Nuovo processo societario – Ambito di applicazione – Connessione – Specialità della normativa.

L’art. 1 d. lgs. n. 5/03 deve considerarsi norma speciale che, prevedendo l’applicazione del rito societario in tutti i casi di connessione tra una controversia societaria ed una controversia soggetta a rito ordinario, sancisce chiaramente la prevalenza del primo sul secondo in deroga alla regolamentazione dei rapporti tra cause connesse dettate dall'art. 40 del codice di rito. Quando l’opposizione a decreto ingiuntivo prevista dall’art. 645 c.p.c. ha ad oggetto le materie rientranti nell’ambito di applicazione del nuovo processo societario – o perché poste a fondamento della richiesta monitoria o perché introdotte con l’opposizione stessa – quest’ultima deve essere proposta secondo il rito societario, posto che l’opposizione non è una forma di impugnazione, ma è l’atto con il quale, ad iniziativa dell’intimato, si determina l’apertura del contraddittorio in un giudizio di primo grado a cognizione piena (con la sola particolarità di una inversione puramente formale delle parti), ora sostituito, quando la controversia ha ad oggetto una delle materie di cui all’art. 1 d. lgs. n. 5/03, dal processo societario ordinario.(179-m3) Qualora la controversia sia relativa a materie cui deve essere applicato il rito societario, l’opposizione a decreto ingiuntivo ai sensi dell’art. 642 c.p.c. deve essere proposta con atto di citazione da notificare all’ingiungente. Poiché il processo deve poi proseguire con lo scambio degli atti difensivi fuori dell’udienza, la causa deve essere cancellata la causa dal ruolo e, ove l’ordinanza venga emessa a seguito dell’udienza di prima comparizione, dalla comunicazione della stessa decorrono i termini di cui all’art. 6 del d. lgs. n. 5/03. Tribunale Vicenza 02 agosto 2004 .


Processo societario – Richiesta di esclusione di socio accomandatario di s.a.s. – Conflitto tra parti contrapposte – Sussistenza – Rito applicabile – Mutamento di rito – Procedimento instaurato con ricorso – Instaurazione del contraddittorio – Necessità.

Il procedimento volto a far dichiarare l’esclusione di un socio dalla società ha natura contenziosa, presupponendo l’esistenza di un conflitto tra parti; ad esso deve quindi essere applicato il processo disciplinato dal titolo II° del d. lgs. 5/03.
Qualora la richiesta in questione venga avanzata con ricorso ex art. 33 del citato decreto, il giudice, prima di disporre il mutamento del rito, deve fissare udienza innanzi al collegio in camera di consiglio al solo fine di consentire l’instaurazione del contraddittorio sulla domanda erroneamente proposta. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale L'Aquila 02 luglio 2004
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Processo societario – Opposizione a decreto ingiuntivo – Mutamento del rito – Provvisoria esecuzione.

Laddove il giudizio di opposizione ex art. 645 c.p.c., relativo ad un rapporto compreso tra quelli di cui all'art. 1 D.Lgs. n. 5/2003, sia stato erroneamente introdotto nelle forme del rito ordinario di cognizione, la designazione del giudice istruttore ai sensi dell'art. 168 bis c.p.c. da parte del presidente del tribunale (ovvero del presidente di sezione) deve intendersi anche come designazione dello stesso quale «magistrato» che, disposto il mutamento di rito, provveda su eventuali istanze ai sensi degli artt. 648 e 649 c.p.c. che le parti abbiano a proporre nella fase che si celebra innanzi allo stesso, ovvero che abbiano già proposto nel costituirsi. Tribunale L'Aquila 16 aprile 2004 .


Nuovo processo societario – Mutamento del rito – Comparizione delle parti - Necessità.

L’ordinanza di mutamento del rito deve essere emessa a seguito dell’udienza di comparizione delle parti al fine di poter sentire le parti stesse in contraddittorio ed in considerazione del fatto che i termini per le memorie di replica di cui agli artt. 6 o 7 d. lgs. 5/03 decorrono dalla comunicazione di detta ordinanza. Tribunale Napoli 23 febbraio 2004 .

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