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art. 11

 

 

Art. 10

Effetti della notificazione dell'istanza di fissazione di udienza
 

  1. A seguito della notificazione dell'istanza di fissazione di udienza, le altre parti devono, nei dieci giorni successivi, depositare in cancelleria una nota contenente la definitiva formulazione delle istanze istruttorie e delle conclusioni di rito e di merito già proposte, esclusa ogni loro modificazione. In mancanza, si intendono formulate le istanze e le conclusioni di cui al primo atto difensivo.

  2. Salvo quanto disposto dall'articolo 12, comma 8, e dall'articolo 13, comma 3, a seguito della notificazione dell'istanza di fissazione di udienza tutte le parti decadono dal potere di proporre nuove eccezioni, di precisare o modificare domande o eccezioni già proposte, nonché di formulare ulteriori istanze istruttorie e depositare nuovi documenti. La decadenza può essere dichiarata soltanto su eccezione della parte interessata, da proporsi nella prima istanza o difesa successiva a norma dell'articolo 157 del codice di procedura civile.

II bis.

 

 

La notificazione dell'istanza di fissazione dell'udienza rende pacifici i fatti allegati dalle parti ed in precedenza non specificamente contestati.

 

Tribunale di Biella
                                                                   


Processo societario – Nullità dell’istanza di fissazione udienza – Acquiescenza.
Processo societario – Immediata notifica dell’istanza di fissazione udienza – Compressione del diritto alla difesa – Insussistenza.
Intermediazione finanziaria – Obbligazioni Parmalat - Acquisto di prodotto diverso da quello indicato nell’ordine – Inadempimento – Sussistenza.
Intermediazione finanziaria – Obbligo di fornire adeguate informazioni su prodotto negoziato al “grey market” prima dell’emissione della “offering circular”.
Intermediazione finanziaria – Omessa informazione – Nullità – Insussistenza.
Omessa informazione sul prodotto oggetto di negoziazione finanziaria – Nesso causale tra la condotta dell’intermediario e ed il danno – Prova – Necessità.

Deve ritenersi che abbia prestato acquiescenza alla istanza di fissazione dell’udienza eventualmente viziata da nullità la parte che abbia presentato la nota contenente la definitiva formulazione delle istanze e delle conclusioni ai sensi dell’art. 10 d. lgs. n. 3/05. 
Non vi è compressione del diritto di difesa dell’attore nell’ipotesi in cui il convenuto notifichi l’istanza di fissazione dell’udienza unitamente alla comparsa di risposta con la quale chieda unicamente il rigetto della domanda avversaria, avendo l’attore la possibilità di replicare alle avverse difese nella nota ex art. 10 cit. e nella memoria conclusionale. 
Nell’ipotesi in cui l’intermediario proceda all’acquisto di un titolo diverso da quello oggetto dell’ordine impartito dall’investitore, si versa in ipotesi di inadempimento del contratto e non di vizio della volontà. 
Appare poco credibile che l’intermediario possa aver fornito adeguate informazioni su un prodotto finanziario negoziato nel periodo del cd. “grey market” prima che venisse pubblicata la “offering circular”, e ciò in quanto dette informazioni, contenute nella “offering circular” destinata agli investitori istituzionali, non erano ancora state pubblicate e non erano quindi ancora divenute conoscibili dagli operatori finanziari. 
Nell’ambito dei rapporti di intermediazione mobiliare, non può considerarsi nullo il consenso prestato al singolo investimento ove risulti inosservato l’obbligo informativo, poiché l’informazione non assurge a requisito dell’atto a pena di nullità. 
Qualora in relazione ad un rapporto di negoziazione di prodotti finanziari si verifichi un deficit informativo del quale sia responsabile l’intermediario, si dovrà indagare sull’incidenza che tale deficit ha avuto sulla scelta dell’investitore. Questi dovrà quindi provare che il danno patito è conseguenza immediata e diretta della condotta colposa dell’intermediario e non dell’andamento sfavorevole del mercato; in proposito non può infatti invocarsi l’inversione dell’onere della prova di cui all’art. 23 T.U.F. ed il Giudice dovrà rigorosamente valutare la concreta sussistenza di un nesso eziologico fra inadempimento dedotto e danno asseritamente patito.
Tribunale Milano 09 novembre 2005
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Processo societario – Istanze ex art. 186bis e 186ter c.p.c. – Termine per la loro proposizione – Decadenza.

Le istanze ex artt. 186 bis e 186ter .c.p.c. possono essere formulate in qualunque fase del processo, ma fino al momento della precisazione delle conclusioni e tale preclusione processuale opera anche nel nuovo processo societario, ove, ai sensi dell’art. 10 del decreto n. 5/03, a seguito dell’istanza di fissazione dell’udienza collegiale, le parti decadono dal potere di proporre eccezioni non rilevabili d’ufficio, di precisare e modificare le domande già proposte, di formulare ulteriori istanze istruttorie e di produrre nuovi documenti, essendo tale termine della notifica dell’istanza di fissazione dell’udienza di cui all’art. 16 il limite ultimo entro cui appare possibile formulare nuove istanze sia di natura istruttoria sia relative all’eventuale modificazione delle domande proposte e quindi anche eventuali istanze ai sensi degli artt.186 bis e segg. c.p.c. Tribunale Udine 17 dicembre 2004 .


Nuovo processo societario – Tardiva notifica della comparsa di risposta – Domande nuove – Eccezione – Decadenza.

Rapporto di gestione patrimoniale – Forma scritta – Necessità – Nullità – Sussistenza.

Nell’ambito del nuovo processo societario, la tardiva notifica della comparsa di risposta importa per il convenuto la decadenza dalla possibilità di formulare eccezioni e difese ai sensi del combinato disposto degli artt. 10, 2° co. e 13, 2° co. d. lgs. n. 5/03. In tale ipotesi, il convenuto non potrà quindi eccepire l’inammissibilità delle domande nuove contenute nell’istanza di fissazione dell’udienza depositata dall’attore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Il rapporto di gestione patrimoniale che si fondi su un accordo verbale in violazione delle disposizioni di cui agli artt. 23 e 24 d. lgs. 24.2.98, n. 58 è nullo. Spetta pertanto all’investitore il diritto di credito al pagamento delle somme versate limitatamente alle operazioni in perdita. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Trento 28 luglio 2004
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