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Art. 12

Designazione del giudice relatore e

decreto di fissazione dell'udienza
 

  1. Decorsi dieci giorni dal deposito dell'istanza di fissazione dell'udienza, il cancelliere, presenta senza indugio al presidente il fascicolo d'ufficio contenente tutti gli atti e documenti depositati dalle parti.

  2. Il presidente, entro il secondo giorno successivo alla presentazione del fascicolo, designa il giudice relatore. Questi, entro cinquanta giorni dalla designazione, sottoscrive e deposita in cancelleria il decreto di fissazione dell'udienza, da comunicare alle parti costituite. Per comprovate ragioni, il presidente può prorogare il termine a norma dell'articolo 154 del codice di procedura civile.

  3. Il decreto deve contenere:
    a) la fissazione dell'udienza collegiale che deve tenersi non prima di dieci e non oltre trenta giorni dalla comunicazione del decreto stesso;
    b) l'ammissione di mezzi istruttori disponibili d'ufficio o dei mezzi di prova richiesti dalle parti, nonché la succinta esposizione delle ragioni di inammissibilità o irrilevanza delle istanze istruttorie;
    c) l'indicazione delle questioni, di rito e di merito, rilevabili d'ufficio;
    d) l'invito alle parti, ove appaia opportuno, a comparire personalmente all'udienza per l'interrogatorio libero e il tentativo di conciliazione, nonché, ove taluna di esse abbia dichiarato le condizioni alle quali sia disposta a conciliare, l'invito alle altre parti a prendere all'udienza esplicita posizione sulle stesse;
    e) l'invito alle parti a depositare, almeno cinque giorni prima dell'udienza, memorie conclusionali, anche indicando le questioni bisognose di trattazione;
    f) il deferimento del giuramento suppletorio a norma dell'articolo 13, comma 2.

  4. Il giudice relatore dichiara l'interruzione del processo con ordinanza non impugnabile se l'evento interruttivo, avveratosi nei riguardi della parte che si è costituita a mezzo di procuratore, è stato notificato alle altre parti entro il termine perentorio di giorni novanta dall'evento stesso. Nei casi in cui l'interruzione opera di diritto, a norma del codice di procedura civile, il giudice la dichiara con effetto dal momento del verificarsi dell'evento interruttivo.

  5. Ove l'eccezione di estinzione proposta da una parte appaia fondata e nei casi previsti dagli articoli 8, comma 4, e 13, comma 1, il giudice relatore, convocate le parti costituite, dichiara l'estinzione del processo con ordinanza, reclamabile nel termine di dieci giorni dalla comunicazione. Il collegio provvede a norma dell'articolo 308, secondo comma, del codice di procedura civile.

  6. Con il decreto, ove sussista l'esigenza di regolarizzazione ai sensi dell'articolo 182 del codice di procedura civile, il giudice assegna un termine non inferiore a trenta giorni e non superiore a sessanta per i necessari adempimenti e fissa l'udienza di discussione entro i successivi trenta giorni.

  7. Con il decreto che dichiara la nullità della notificazione della citazione al convenuto, se questi non si è costituito, il giudice fissa all'attore un termine perentorio non superiore a sessanta giorni per la rinnovazione.

  8.   Con il decreto, se sussiste l'esigenza di integrare il contraddittorio a norma degli articoli 102 e 107 del codice di procedura civile, il giudice fissa un termine non inferiore a trenta giorni per provvedere alla notificazione ai litisconsorti e ai terzi di tutti gli scritti difensivi già scambiati; concede ai litisconsorti e ai terzi un termine non inferiore a quaranta giorni e non superiore a sessanta per costituirsi mediante deposito di memoria notificata alle altre parti, anche non costituite, e ulteriori trenta giorni alle parti originarie per l'eventuale replica. L'udienza davanti al collegio è fissata entro i successivi trenta giorni con decreto emesso a norma del presente articolo, ma il presidente può, su istanza dei litisconsorzi o dei terzi, concedere loro un termine non superiore a sessanta giorni per controreplicare, fissando l'udienza entro i successivi trenta giorni.

 

 

Tribunale di Biella
                                                                   


Processo civile - Sospensione feriale dei termini - Procedimento di reclamo avverso l'ordinanza di estinzione del processo - Applicabilità.

La sospensione dei termini processuali durate il periodo feriale, prevista dall’art. 1 della legge 7 ottobre 1969, n. 742, si applica anche al procedimento di reclamo avverso l’ordinanza di estinzione del processo proposto ai sensi dell’art. 12, comma 5, D. Lgs. n. 5/2003 e/o ai sensi dell’art. 308, codice procedura civile. (edc) (riproduzione riservata) Tribunale Torino 09 settembre 2010 .


Processo societario – Domanda di manleva del convenuto nei confronti di parti già costituite – Termine per la notifica dell’istanza di fissazione udienza ex art. 8, I co. lett b) – Applicabilità.

L’onere dell’attore di notificare, nell’ipotesi prevista dall’art. 8, I° comma lett a), l’istanza di fissazione d’udienza nel termine di 20 giorni dalla notifica della comparsa di risposta, sussiste anche nel caso in cui il convenuto abbia proposto domanda di manleva nei confronti di altre parti già costituite e sia ancora pendente il termine per la relativa replica.  E’ nella forma della sentenza che il Collegio pronuncia l’estinzione del giudizio nell’ipotesi in cui si sia occupato della questione in prima battuta e non a seguito di reclamo avverso l’ordinanza di estinzione emessa dal giudice relatore ai sensi dell’art. 12, V°comma d. lgs. n. 5/03. Tribunale Milano 17 maggio 2006 .


Processo societario – Notificazione degli atti tra le parti a mezzo fax o posta elettronica – Ammissibilità - Nullità e inesistenza.  Processo societario – Fallimento - Offerta di conciliazione della lite – Inapplicabilità della disciplina.

Con l’emanazione delle norme di cui al d. lgs. n. 5/03, il legislatore ha inteso dettare una disciplina processuale differente da quella dell’ordinario processo civile. Si deve pertanto ritenere che l’art. 17, co. 1 del citato decreto intenda senz’altro consentire ai difensori delle parti lo scambio degli atti mediante fax o posta elettronica. Tuttavia la notifica eseguita con i suddetti mezzi di comunicazione senza il rispetto delle disposizioni regolamentari (peraltro allo stato inesistenti) sulla trasmissione con i ridetti mezzi è nulla per assoluta incertezza della data e non inesistente e la nullità può essere sanata ai sensi dell’art. 156 c.p.c. ove l’atto abbia raggiunto lo scopo. Qualora nella causa sottoposta al nuovo rito societario sia parte una procedura fallimentare, deve ritenersi inefficacie ai fini previsti dagli artt. 12, lett. d) e 16 co. 2 la proposta di conciliare della lite formulata dal curatore fallimentare e ciò per effetto della necessità di coordinare le suddette disposizioni con quelle previste dal R.D. n. 267/1942 che prevede uno speciale procedimento per la definizione delle proposte transattive. Tribunale L'Aquila 25 marzo 2005 .


Processo societario – Contenuto del decreto di fissazione di udienza – Indicazione delle questioni rilevabili d’ufficio – Invito alla comparizione personale delle parti ed al deposito di memorie con indicazione delle questioni bisognose di trattazione.

  Tribunale Brindisi 17 gennaio 2005 .


Processo societario – Istanza di fissazione dell’udienza – Termine di 20 giorni per la notifica – Decorrenza – Estinzione del giudizio.

Il termine di 20 giorni per la notifica dell’istanza di fissazione dell’udienza di cui all’art. 8 d. lgs. 5/03 decorre dalla notifica dello scritto difensivo cui la parte non intende replicare e non dai venti giorni successivi alla scadenza del termine per tale replica. Il dies a quo per la notifica della istanza di fissazione dell’udienza deve essere, infatti, riferito alla data di notifica dell’atto di controparte che impone la necessità di un determinato comportamento processuale a carico di chi riceve la notifica. Qualora vi sia contestazione in ordine alla sussistenza delle condizioni per la dichiarazione di estinzione del giudizio, si è presenza di controversia suscettibile, in caso di reclamo, ad essere decisa con sentenza. Il giudice relatore potrà, quindi, pronunciarsi sulle spese già con l’ordinanza che dichiara l’estinzione del giudizio. Tribunale Milano 02 dicembre 2004 .


Nuovo processo societario – Litisconsorzio facoltativo tendente ad ottenere una decisione unitaria delle questioni trattate – Istanza di fissazione udienza notificata a tutte le parti – Separazione dei giudizi.

E’ opportuno disporre la separazione dei giudizi (potere spettante al giudice relatore, come si evince dalla elencazione dei casi contenuta nell'art. 12 DLGS n. 5/2003) in presenza di domande proposte da più attori contro più convenuti in forza di titoli, rapporti giuridici e causae pretendi distinti ed autonomi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo 01 ottobre 2004 .


Processo societario – Istanza di fissazione udienza - Ammissione e assunzione dei mezzi di prova – Competenza del giudice designato e del collegio – Differenze.

Il decreto di fissazione dell’udienza emesso dal giudice relatore dispone in ordine alla ammissione dei mezzi istruttori ed alla c.t.u. senza nulla disporre sulle modalità di assunzione dei primi e sulla nomina del consulente, posto che tali attività spettano al collegio ai sensi dell’art. 16 d. lgs. n. 5/03. Tribunale Trento 01 ottobre 2004 .

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